Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h45
Dislivello totale : 863 m
Quota massima raggiunta : 2030 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Per arrivare a questo sentiero un pò fuori portata , si sale con l’auto fino a Folgaria , cittadina molto bella , per raggiungerla ci sono diverse strade tutte però con diversi km di strada di montagna , io ci sono salito da Tonezza del Cimone . Comunque credo che la via migliore sia la Valdastico passando per Lastebasse e Carbonare . Arrivati in centro si prosegue per il campo sportivo , li si puo mettere l’auto oppure nel primo posteggio che si trova , io l’ho messa in via del parco ( dove si trova un parco per bambini ) posteggio gratuito , visto che era anche a metà strada tra il sentiero 425 e 451 , tornando in dietro si trovano le segnalazioni per il sentiero risalendo prima una valle , e poi attraverso una carrareccia si entra nella parte boschiva , per poi uscire in un zona prativa adibita a piste da sci , ora in disuso , da li si sale con facilità il sentiero e molto bello e poco difficile anzi molto rilassante , anche se ovviamente in salita , si passa vicino ad una fontana molto carina e ad un bivio che porta al rifugio Paradiso gia segnalato in un ‘altro post , si continua a salire fino a monte cornetto , dove tempo permettendo si offre un panorama incredibile a 360 gradi , da li si può salire ancora oppure discendere per il 425 che va chiudere ad anello il percorso .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h45
Dislivello totale : 1082 m
Quota massima raggiunta : 2150 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
“Questo itinerario e uno dei più belli che io abbia percorso nelle mie uscite , non siamo a 8000 metri , non siamo sulle grandi vette , ma e senza dubbio un luogo fantastico , che consiglio vivamente a tutti . La montagna e fatta anche di curiosità , il salire provoca emozioni grandi che molte volte mille immagini non riescono nemmeno a dare , e cambiano di persona in persona , ma che solo lei ci sa donare . ” Luciano
Per arrivare a questo sentiero un pò fuori portata , si sale con l’auto fino a Folgaria , cittadina molto bella , per raggiungerla ci sono diverse strade tutte però con diversi km di strada di montagna , io ci sono salito da Tonezza del Cimone . Comunque credo che la via migliore sia la Valdastico passando per Lastebasse e Carbonare . Arrivati in centro si prosegue passando prima devanti al municipio e poi alla Chiesa , fino ad incrociare sulla destra via del Parco ( visto che c’e un parco giochi per bambini ) , all’altezza del parco si può mettere l’auto mentre su prosegue a piedi si supera la Pizzeria e la strada comincia a salire con il segnavia 425 . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche , se non per la sua lunghezza , il segnavia mette 4h . E molto bello e vario si snoda prima in una pineta dove sono anche situati degli attrezzi per alcuni esercizi fisici , la prima parte e anche percorso della salute , salendo si possono vedere panorami incredibili verso la valle , per poi uscire dal bosco e incontrare ampie radure dal fantastico verde di questa stagione , nella radura inoltre non a caso spicca questa specie di rifugio che io chiamerei albergo , dal nome senz’altro azzeccato ” rifugio Paradiso ” poi si continua a salire fino a radure piene di mughi per poi raggiungere la cima del monte Cornetto , una piccola struttura a mezzaluna che sopra riporta il nome delle montagne circostanti , e sono davvero tante dalle più piccole fino alle più maestose , dal semplice Gruppo del Carega , il Zugna , il Portule , il massiccio del Pasubio nella sua vastità , poi dietro l’ Adamello , il Carrè alto , la Marmolada e tutte le altre intorno . Proseguendo lungo il sentiero sempre sotto la sorveglianza del Becco di Filadonna , il sentiero sale e scende perche ho percorso quello ufficiale , ma sulla cresta della seconda cima c’era il bivio che portava al Becco sempre sulla cresta , arrivato in cima lo spettacolo e immenso dalla visione verso la Vigolana e Trento , da quella semplicemente fantastica del Lago di Caldonazzo .
Il sentiero ad anello tratteggiato che aggira la cima Vigolana e abbastanza tecnico per motivi di tempo non ho potuto percorrerlo , ma quanto prima provvederò a documentarlo .
Tempo di percorrenza dell’anello : 5h20 andata e 2h40 ritorno
Dislivello totale : 1911 m
Quota massima raggiunta : 1853 m
Sentieri : 511 – 124 – 520
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Vista la particolarità e la bellezza di questo percorso voglio pubblicare la serie di sentieri che chiude ad anello il percorso che tocca importanti cime teatri di intense battaglie , proprio per persone che lo vogliono percorrere come ho fatto io , il sentiero e contrassegnato EE , ma non presenta difficolta alpinistiche , presenta pendii interessanti , qualche pezzo di salita impegnativa , qualche passaggio traverso (non pericoloso ) su bosco abbastanza irto ma niente di che , la pendenza e la lunghezza sono le variabili più importanti . Io con una discreta calma ammirando il paesaggio ed ispezionando alcune trincee ci ho impiegato circa 8 ore .
Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da lì si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , si torna indietro a piedi e davanti la chiesa si trova una strada asfaltata che sale , dopo un 100 di metri a destra parte il sentiero 511 , e molto bello e passa alcune contrade di montagna molto belle , poi arrivati all’ultima contrada il sentiero sale abbastanza pendente e prosegue su un crinale che rende possibile il panorama sia dalla parte della valle di Laghi che in quella di Posina , permette inoltre di poter ammirare il Pasubio dalla parte più complessa con sentieri ripidi e lunghi , presenta anche numerose trincee e postazioni , anche perchè la zona e stato teatro di diversi scontri tra le due forze in campo , in maniera molto particolare il monte Majo dove la linea di combattimento distava poche centinaia di metri una dall’altra .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h20
Dislivello totale : 1260 m
Quota massima raggiunta : 1853 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Eccomi come promesso nel post precedente del 511 Laghi – Monte Majo – Borcoletta vado a documentare il sentiero 520 Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da li si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , volendo si può anche mettere li l’auto , e proseguire a piedi , ma se si sale ancora si arriva ad un altro posteggio in contrada molini , dove sulla sinistra si può anche notare un piccolo cimitero austroungarico , il luogo e molto bello , la valle stretta sembra un paesaggio da fiaba , da li salendo si entra nella valle del laghetto , una valle molto bella ed poco usata anche se il sentiero risulta molto visibile e chiaro , quindi usato . Il sentiero sale presentando dirupi boschivi non pericolosi ma molto affascinanti , in alcuni tratti risulta anche impegnativo ma lo scenario offerto da questo sentiero e unico , e nella parte finale sbuca dal bosco sotto le cengie che poi portano alla cima del monte Maggio , giornata permettendo un panorama unico davanti il massiccio del Pasubio dal versante di Malga costa , in basso il passo della Borcola e il pianoro delle alpi di Melegna , so può anche osservare in fondo il passo Coe e gli impianti di Fondo grande.
Le prime quattro foto sono del cimitero austroungarico di contrada Molini :
15° Incontro italo-austriaco della pace , a ricordo dei caduti e delle vittime civili della grande guerra . Laghi 27 luglio 2007
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h40 Fino a monte Maggio: 5h20
Dislivello totale : 1296 m
Quota massima raggiunta : 1853 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da li si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , si torna indietro a piedi e davanti la chiesa si trova una strada asfaltata che sale , dopo un 100 di metri a destra parte il sentiero 511 , e molto bello e passa alcune contrade di montagna molto belle , poi arrivati all’ultima contrada il sentiero sale abbastanza pendente e prosegue su un crinale che rende possibile il panorama sia dalla parte della valle di Laghi che in quella di Posina , permette inoltre di poter ammirare il Pasubio dalla parte più complessa con sentieri ripidi e lunghi , presenta anche numerose trincee e postazioni , anche perchè la zona e stato teatro di diversi scontri tra le due forze in campo , in maniera molto particolare il monte Majo dove la linea di combattimento distava poche centinaia di metri una dall’altra . Il sentiero e segnalato per escursionisti esperti , ma richiede solo una buona preparazione fisica vista la sua lunghezza , arrivati a Borcoletta si può proseguire fino ad arrivare al monte Maggio , e se posso dare un consiglio la discesa la farei per il 520 che andrò quanto prima a documentare
Cenni storici
Sul monte Majo e il caposaldo della difesa dei Kaiseriager tirolesi costringono gli italiani a scendere a valle nel tentativo di occupare la riva sinistra del torrente , ma poi il Batt. Cervino venne dato l’ordine di salire in posizione borcola ma il continuo fuoco di fucileria dai sogli bianche era incessante , impedendo l’avanzamento e facendo prigionieri un plotone bloccato in notturna nei reticolati , registrando solo perdite . Gli alpini e fanti si portano sotto le pendici del monte majo ma gli austriaci hanno buon gioco visto la loro posizione in cresta dominante la valle , La brigata Roma viene lanciata contro le quote e le creste ,il terreno impervio che veniva affrontato in salita , rocce , reticolati perfettamente integri ma verranno falciati dal tiro delle schwarzlose , bombe a mano e artiglierie nemiche decimando le compagnie dell II btg del 79° reggimento Roma.
…Io venni ferito alla testa . Sentii l’elmetto rintronare , come sotto una violenta sassata .Non provai nessun dolore . Ad un tratto mi accorsi che qualcosa di caldo mi bagnava la fronte . Vidi un leggero velo di sanguigno scendere ad arrossarmi le ciglia. Mi portai la mano al capo . La ritrassi tutta insanguinata . Mi tolsi l’elmetto allora sentii un dolore acutissimo trafiggermi da parte a parte il cervello . L’elmetto presentava due fori passanti , il proiettile aveva trapassato il cuoio capelluto , sono stato fortunato Scesi per farmi medicare , poi ripresi la mia posizione .Poco dopo una seconda ferita alla mano causata da una scheggia di bomba a mano mi obbligava a lasciare di nuovo la linea . Nel tramonto infuocato , che arrossava di un mare sanguigno il cielo estivo scesi al posto di medicazione …Cespugli , balze , ciglioni , sentieri , erano gremiti di cadaveri , di feriti abbandonati per mancanza di mezzi di trasporto . Rozze barelle , fatte di pali cui erano stati fissati dei teli da tenda , di rami incrociati , sostavano intorno al posto di medicazione con il loro carico doloroso …Umberto Silvio Ferrari
Il susseguirsi di eventi negativi sul fronte russo costringono il ritiro della 57 ° divisione austriaca rimpiazzandola con i Kaiseriager in particolare una divisione intera prendendo così possesso della linea con il reggimento 1° e 3° della 58° brigata da montagna da Monte testo , il Cosmagnon e malga Costa . Mentre i reggimenti 2° e 4° della 180° Brigata Von Verdross occupano la linea Costa della Borcola , Sogli Bianchi , Passo della Borcola , Monte Majo , conca e Coston dei laghi . Il mattino del 12 luglio un ampio schieramento di forze italiane nella valle e in località Griso si preparano per avanzare verso la borcola e contemporaneamente il comando della 27° divisione ha l’ordine di tentare la conquista del monte Majo il III/220 per un’attacco diretto e la Brigata Roma con 5 battaglioni in appoggio . L’attacco inizia ma subito si arresta di fronte alle difficolta del terreno roccioso e troppo battuto dalle mitragliatrici . I kaiserjager stanno ripagando gli italiani della sofferenza patita il mese prima sul Novegno . A griso il 12-13 il Monte Berico attaccano da una parete rocciosa verso la quota 1425 di monte Majo senza concludere niente , ma la sera del 13 prima che arrivi la notte sferrano un attacco un plotone di alpini con un colpo di mano prendono la cima che manteranno sino al 21 luglio
…Il 14 luglio gli italiani rafforzano la cima presidiata , questa guglia si ergeva a 30 metri dalla nostra linea principale e a 200 metri dalle linee italiane , allora dopo gravi perdite subite per riconquistare la cima , si prese un reparto scelto del IV battaglione per fare un’assalto per respingere il nemico , il 21 luglio 15 Jager guidati dall’aspirante ufficiale Huckl scalarono la guglia e penetrarono in un avamposto scacciando via gli italiani … Enst Wisshaupt
Il costo dei 7 giorni di combattimento del Monte berico , ha avuto un costo elevatissimo di perdite umane . Trecento alpini in un giorno solo ed altri perderanno la vita nei giorni successivi tanto da dover ricostituire per la seconda volta in 2 mesi il battaglione .Una relativa pace tornera a regnare dopo l’arretramento delle truppe italiane nella conca di Laghi ad un kilometro dalle linee nemiche , nessuna battaglia turberà più le povere contrade dalla devastante furia della Strafexpedition
Si sale in auto fino a Zovo di Castelvecchio e si prosegue verso localita Marana , arrivati ad un certo punto in località Bertoldi ( per i Valdagnesi all’ex Miramonti ) si può posteggiare l’auto e si prosegue a piedi fino a contrada Sartori , a questo punto si svolta a destra in una carrarreccia che porta nel bosco al primo bivio si prende la sinistra e poi si sale fino alla malga situata sopra i Gebbani , da li inizia il percorso più bello e con panorami molto interessanti , si sale fino alla croce situata sulla cima , inoltre e presente anche piccolo bivacco gestito da volontari , che si presta per eventuali variazioni climatiche . Da li si scende dalla dorsale opposta che porta fino a Bocchetta di Marana dove e presente un bivio molto importante , da cui si possono prendere diverse direzioni quello di sinistra porta a Fongara attraverso il sentiero dei pascoli , quello dritto poco conosciuto porta alla croce dei Castiglieri per poi poter scendere verso la val del Boia ( oppure per chi volesse allungare l’anello fino alla Baita vecia , poi in contrada Tomba per poi ritornare al punto di partenza attraverso la strada asfaltata ) mentre quello di destra che fa parte di una gara che viene fatta in questi sentieri porta prima a malga Rialto o Realto , per poi scendere allo Zovo di Castelvecchio Questo anello e molto bello ed interessante non presenta difficoltà tecniche alpinistiche e non richiede una grande preparazione , tempo permettendo risulta anche molto panoramico .
Tempo di percorrenza dell’anello : 3h30 andata e 3h00 ritorno
Dislivello totale : 1950 m Lunghezza circa 19 Km
Quota massima raggiunta : 1775 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Questo percorso si prende da Cismon del grappa , localita situata nei pressi di Valstagna , arrivati in centro si prosegue dopo la chiesa fino ad arrivare in un porticato con presente il segnavia e un percorso adatto a tutti ma vista la sua lunghezza e pendenza lo consiglio a persone che abbiano una buona preparazione fisica . Questa variante serve per accorciare di qualche km il percorso gia molto lungo ed a ridurne un po la pendenza , e molto facile da trovare , superato il monte Asolone e poco prima di raggiungere il col delle farine si può notare sulla sinistra la malga delle farine , si passa davanti alla malga e si prosegue sulla carrareccia fino ad arrivare a cima alta e poi all’albergo Forcelletto .Itinerario molto bello , sotto tutti i profili , panorami mozzafiato , sentieri molto particolari , con sassi rotondeggianti e piccoli scalini delimitati lateralmente da grandi massi , la vista dal col della beretta verso il sacrario e molto bella ; per non parlare di quello che e stato uno dei più grandi campi di battaglia nella guerra del 1915-18 , salire da Cismon del grappa non e proprio una cosa da tutti , ma questi due sentieri ti riempiono il cuore e ti liberano l’anima nella loro persuadente bellezza , inoltre si possono accorciare arrivati al col delle Farine , altrimenti si sale fino al sacrario , per poi scendere dal 910 . Ricordo inoltre che il rifugio Bassano e aperto tutto l’anno e che scendendo dopo il monte Pertica si trova un’altro rifugio il Forcelletto .
Piccole Riflessioni
Salire su questo massiccio sempre molto imponente , e facile , lo si può fare in auto , in bici , ma salirlo a piedi dal fondo rende meglio l’idea , salirlo con l’umiltà e comprensione di quella gioventù di vent’anni che qui ha perso la vita , pensare salendo a loro , di qualunque nazionalità essi siano stati …poi se dopo 100 anni si ritrova ancora qualche osso di qualche soldato ignoto … si può avere un’idea degli aspri combattimenti e delle vite perse in questa montagna sacra all’italia , e spendere una preghiera per loro . Luciano
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h30 Fino a Boccaldo 6h30
Dislivello totale : 1100 m Classe : EEA anche se il tratto attrezzato e raggirabile
Quota massima raggiunta : 1760 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Sentieri usati : 122A – 122C
Descrizione
Il sentiero parte dalla strada della Vallarsa presso l’abitato di Valmorbia, si posteggia l’auto in località Tezze si prende per la val morbia ,si supera un primo bivio e si prosegue a salire , il sentiero e molto impegnatico nei confronti di quello che sale dalla val Grobbe da Anghebeni anche se tutti e due portano al monte Trappola . Poi si raggiunge il monte trappola e l’omonima selletta da dove si prende il sentiero 122 che porta al cappuccio di pulcinella, per poi proseguire fino alla selletta battisti e successivamente al corno vero e proprio. Per il sentiero si richiede una buona preparazione fisica e per la sua lunghezza, circa 3 h e 30, e perché anche se presenta tratti con passaggi abbastanza semplici, è molto più sicuro con l’uso dell’ IMBRAGO. Molto bello da fare anche sotto il profilo storico; nella selletta prima di arrivare al corno si trova la lapide dove sono stati catturati Cesare Battisti e Fabio Filzi, qui la battaglia fu molto aspra con gravi perdite; buona parte delle gallerie sono state aperte rendendo cosi possibile il passaggio e la visita con TORCIA ed IMBRAGO. E’ consigliato visitare prima il posto di medicazione, e poi prendere il pozzo della carrucola: attenzione la discesa sulla scala del pozzo della carrucola poichè è pericolosa, ma in fondo esce e riprende il sentiero normale. La discesa può essere fatta per la val Foxi (sentiero 102). Il sentiero 122 prosegue ma viene poco utilizzato salendo da questo versante in quanto va a finire nella carrabile che sale al rifugio Lancia e poi a Boccaldo mentre per andare al Lancia si prende quello per la 102 bocchetta delle corde oppure per il 102a monte Testo
Cenni storici
Durante la notte sul 13 di maggio, da Cima Alta arriva il cambio per gli sparuti difensori all’interno del monte Corno , il cambio avviene attraverso una feritoia allargata a Cima Alta, raggiungibile da una scala di corda posta lungo un canalino e che attraversa verticalmente il monte corno e che più in basso attraversa il sentiero . Il cambio e il rifornimento vengono fatti di notte in quanto gli austriaci al minimo rumore iniziavano a sparare, buttare bombe e valanghe di sassi sul passaggio obbligato essendo loro in cima al corno. Sono le 14 pomeridiane dopo aver discusso la possibilità di attaccare dall’esterno , il tenente Carlo Sabatini e il sergente Degli Espositi trovano altri tre uomini e una fune e si preparano a salire dal canalino attraverso lo sperone di roccia molto friabile , ma e l’unico modo perchè il nemico non li possa vedere , la via della scalata non era facile a causa della friabilità della roccia . I provetti scalatori si armano di pugnale e di petardi thavenot e inizia la scalata il tenente Sabatini uscendo dalla feritoia allargata arrivato in una piccola cengia si appresta a far salire gli altri e anche se cade qualche sasso gli austriaci sono convinti che nessuno possa salire da quella posizione e quindi non la sorvegliano neanche .Dagli osservatori interno si possono scorgere i cinque uomini allineati come formiche che salgono lungo la parete , ad un certo punto il tenente Sabatini si stacca e sale fino alla cima raggiungendo uno scudo con la feritoia e nota dentro la feritoia la sentinella austriaca che sta chiaccherando con un’altra , atttende che gli altri uomini siano vicino a lui e con poche parole disse “ammazzarli tutti altrimenti ci rovesciano giù” lancia prima un petardo e poi assalta la postazione urlando .
“la mischia è rapida ed orrenda , a pugnalate nel ventre , ferocia senza quartiere .Quelli che accorrono di rinforzo da un’altra galleria vanno all’altro mondo senza rendersi nemmeno conto di cosa stia accadendo . Qualcuno viene anche rovesciato nei canaloni .”
Questo gesto è valsa la medaglia d’oro al valore al tenente Carlo Sabatini
Ricordo la cattura di Cesare Battisti e Fabio Filzi :
La ricostruzione più attendibile Sottotenente Ingravalle “cessata la sparatoria , odo la voce di Cesare Battisti , lo chiamo tacendo il suo nome Tenente? Battisti si avvicina chiedendo notizie .Mi risponde informandomi sulla situazione e mi dice “ora per me rimane solo la forca “. Ecco avvicinarsi un ufficiale nemico : e il cadetto Brunello Franceschini della Val di Non , accompagnato da 4 soldati .Si volge a Battisti e gli ingiunge di consegnarli la pistola . Battisti alza il capo con fierezza e risponde : mi sono battuto onorevolmente e consegnerò l’arma ad un superiore e mai ad un inferiore .Il rinnegato Franceschini tace , evidentemente imbarazzato .Poi gli chiede il binocolo : no -risponde Battisti questo e di mia proprietà”
Fabio Filzi (Brusarosco)
Anche Filzi fu catturato in cima al monte corno e continuo ad insistere sulla sua identità segnalata nei suoi documenti , ovvero sottotenente Brusarosco di Vicenza , tuttavia pensava di non poter essere riconosciuto se non che venne riconosciuto ad Aldeno da una famiglia di Rovereto che ne conoscevano la famiglia di provenienza.
Lettera del Maggiore Frattola al padre di Filzi
” appena catturato suo Figlio , che aveva il nome di guerra Brusarosco , fu subito riconosciuto dal tenente austriaco Franceschini , separato dagli altri prigionieri e guardato a vista da una sentinella :gli altri prigionieri tra i quali ero io , stavano in un gruppo a parte compreso io .Suo figlio appena mi vide , mi rivolse la parola e mi prego d’intervenire in suo favore perchè gli fosse riservato un trattamento uguale agli altri prigionieri . Mi rivolsi ad un maggiore austriaco per ottenere uguaglianza di trattamento , ma a nulla valsero le mie insistenze…”
Tre tipologie di corsa a piedi in ambiente naturale il cui itinerario, che va da Salò a Limone, percorre i sentieri della Bassa Via del Garda, lungo la parte del Parco Alto Garda Bresciano che si affaccia sul lago.
La quota massima da raggiungere è di 1050 m.
Le vie percorse sono classificate CAI fino ad un massimo livello EE ( Escursionisti Esperti).
Nella Trail, e nella Marathon+ sono presenti discese impegnative per le quali occorre prestare la dovuta attenzione e cautela. Nei punti esposti a rischio di caduta nel vuoto sono presenti cavi corrimano di sicurezza in aiuto a chi percorre il sentiero.
Le gare si svolgono in tappa unica in regime di semi-autosufficienza, a velocità libera, in un tempo limitato, nel rispetto dei cancelli orari indicati nel road book predisposto
Dicono di noi…
Riportiamo il commento pubblicato sul sito del Brescia Marathon da Michele Borgognoni subito dopo la partecipazione alla prima edizione della BVG Trail. Tra i tanti pervenuti, tutti molto positivi (se avessimo fatto una votazione si parlerebbe di maggioranza Bulgara…), questo è quello che meglio riassume, con sintesi, efficacia e poesia, lo spirito per cui è stata creata la BVG e per la quale è stata apprezzata. Grazie a Michele per queste belle parole e grazie anche a tutti coloro che, con il loro sostegno, ci spingono a continuare sulla strada tracciata. L’appuntamento sul Garda del prossimo 28 marzo riserverà altre piacevoli sorprese..! Franco Ghitti
“Ipaesini dell’entroterra, il profumo delle siepi di alloro, i sentierini tra gli uliveti, gli abitanti dei paesini e i loro ristori improvvisati con fette di limoni autoctoni dolcissimi offerte per placare la nostra sete,il Garda visto dall’alto e il Baldo maestoso e imbiancato lì di fronte quasi a indicarci la direzione, l’imbrunire e le luci di Limone, la compagnia degli amici fidati.. poche corse mi hanno offerto emozioni così forti e vive… cerchiamo tanto lontano il bello quando i nostri territori offrono tanta magnificenza…”
I commenti di tanti partecipanti sono stati davvero entusiastici… questo sentiero, sempre tracciato tutto l’anno, è stato per me un’autentica scoperta e un’emozione dopo l’altra (senza esagerare)… un po’ come la prima volta sull’alta via dell’Adamello, con quel desiderio e curiosità di vedere “e dopo cosa mi aspetta” e con quella promessa intima “io qui ci torno”… come dire “ve lo consiglio, anche solo un pezzo” è una perla bresciana da promuovere
Non e facile descrivere questo Trail , tutte le parole che si possono scrivere potrebbero essere insufficienti per poterne testimoniare la sua bellezza , un trail per duri , ma con soddisfazioni altrettanto elevate , dalla semplicità dei paesaggi e dei luoghi che si possono solo immaginare , dai piccoli minuscoli paesetti dove il ciotolato la fa da padrone e i bastoncini vogliono infilarsi dentro ai buchi tra un sasso e l’altro , alle lunghe salite che mettono a dura prova la preparazione , ma il panorama del lago e la maestosità del monte baldo e grandiosa , la discesa che porta alla forra di campione e poi una risalita attrezzata , proprio un bel trail …ho voluto esserci anche se la preparazione non c’era , e un infiammazione al polpaccio mi disturbava non poco …ma a forza di andare con il mio solito obbiettivo , anche il male al polpaccio e passato non so come , visto che ce l’avevo da 10 giorni …ma niente ha potuto fermarmi ed in fondo ci sono arrivato , qualcuno potrebbe dire ” ci hai messo tanto ” si e vero , ma con questa sono 20 gare e MAI un ritiro …questo per me conta nella mia sfida con me stesso… Luciano
Itinerario : Valdagno – Novale – San quirico – Retassene – Monte Civillina – Zovo – Novella Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante
Tempo di percorrenza dell’anello : 3h00 di corsa ( personale 2h54 )
dislivello totale : 1109 m
Quota massima raggiunta : 924 m
Dopo aver imboccato la ciclabile verso Recoaro e proseguito verso Novale , giunti a San Quirico a ponte Renato si prende la destra e si sale prima ai Viola e poi ai Retassene imboccando poi il sentiero storico della guerra del sentinello , che porta direttamente sul monte Civillina per poi scendere dalla parte opposta verso la località Passo dello zovo , da li si prosegue salendo sul crinale per andare verso la chiesetta del Mucchion , al primo bivio che porta verso il Ranch si tiene la destra per poter entrare nella strada asfaltata che porta in località Novella per poi scendere strada asfaltata che porta ai Campassi e poi arrivare a destinazione