Itinerario : Valdagno – Novella -Mucchion – Massignani Alti – Barchetto – Lora di sotto – Croce Milani – Broiaculo Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante Tempo di percorrenza dell’anello : 1h25 di corsa
dislivello totale : 590 m
Quota massima raggiunta : 687 m
Dopo aver imboccato la strada asfaltata che porta ai Campassi si inizia a salire con una pendenza di un certo impegno verso i Novella , tutta su strada asfaltata anche se poco trafficata , giunti al bivio dei Novella si tiene la destra e si ricomincia a salire fino ad arrivare al chiessetta del Mucchion si prende la strada a destra che si inoltra verso il bosco dove ci sono alcuni Casette (roccoli) , e sempre mantenendo la destra seguendo la carrareccia si prosegue fino ad arrivare al capitello , da li tenendo la destra si scende prima e poi si sale fino ai Massignani alti , si prosegue fino alla fontana e proprio davanti alla stessa si svolta a destra per andare in contrada tommasi scendendo poi attraverso una carrarreccia attraverso il bosco in contrada Barchetto , da li proseguendo fino all’ultima casa si scende fino alla contrada Lora di sotto , sempre proseguendo si scende fino a Località Croce Milani , prima però di arrivare li si nota una sbarra con un sentiero che scende nella valle chiamato Broiaculo , fino ad entrare nella ciclabile ed arrivare al punto di partenza .
Per raggiungere la zona di malga Busi , si prende la strada che prima sale a Ponte Verde , poi si sale verso il passo Xomo , arrivati ad un certo punto si trovano alcune postazioni e si scorge un grosso tubo nella parte superiore della strada , in questo luogo erano costruite le centrali pneumatiche , elettriche e idrauliche che andavano alimentare una grossa parte del Massiccio del Pasubio , ricordo che da qui ad arrivare sul massiccio c’era un minimo di 1000 metri di dislivello e che le pompe montate su questo impianto dovevano avere un grossa prevalenza cioè essere in grado di innalzare l’acqua nella tubazione , con un dislivello notevole . Quando visiterete il sito di malga Busi non siate frettolosi , ammirate la grandezza di queste opere che hanno 100 anni e pensate allo sforzo che e stato fatto per la costruzione e la posa delle tubazioni in un ambiente cosi complicato che è questa montagna.
Mi dispiace che le foto rendano molto poco l’idea di questo luogo a causa della neve presente il giorno del mio passaggio , ricordo inoltre che e molto accessibile a tutti salire su questa zona e non richiede nessun tipo di preparazione fisica , tranne che come sono passato io la strada non sia chiusa per neve
Centrale di perforazione meccanica
Alla fine di luglio 1916 fu costruito questo impianto , di produzione aria compressa che sarebbe servito ad alimentare i perforatori della strada delle galleria , era costruito da un’apposita casamatta isolata dalle intemperie e dove fu installato un motore diesel da 200 hp a 4 cilindri e quattro tempi alimentato a olio pesante . Questo motore azionava un compressore da 50 hp a 2 cilindri in grado di fornire 20 metricubi di aria al minuto ad una pressione regolabile da 7-10 atmosfere il 15 maggio del 17 entro in funzione un secondo impianto collegato in parallelo al primo che riusciva a fornire 9 metri cubi di aria al minuto e una pressione di 7-10 atmosfere . Le tubazioni erano per quanto riguarda le principali di una lunghezza totale di circa 30 km per poi aggiungere le diramazioni secondarie di circa altri 20 km . L’impianto riusciva a far funzionare 120 martelli pneumatici ma ne furono allaciati 200 . L’intera rete di tubazioni del peso totale di 600 tonellata fu montata in 6 mesi da 30 militari specializzatie e da circa 200 soldati . L’acqua di raffreddamento dei motori veniva utilizzata dalle truppe per un bagno caldo di riposo dal fronte . Si calcola che l’impiantio di malga Busi nei primi 17 mesi di utilizzo abbia permesso di perforare e smuovere circa 300.000 metri cubi di roccia permettendo cosi la realizzazione di centinaia di gallerie , trinceramenti , ricoveri camminamenti sentieri di arroccamento e strade.
Acquedotto militare
L’impianto idrico di Malga Busi garantiva sia il fabbisogno di acqua per le truppe , si calcolava nel fabbisogno giornaliero a soldato circa 9 litri di acqua e 20 per i muli . Ma anche per tutti gli usi per fare il cemento delle fortificazioni , per il raffreddamento delle mitragliatrici e dei compressori . A causa della permeabilita del terreno e delle roccie il pasubio era un fronte molto arido , che nonostante la copiosità sia delle pioggie che delle nevicate non permettevano una raccolta , e le acque filtravano fino al fondo vallle , allo scopo di risolvere questo problema furono costruiti due impianti , quelli del Pasubio con l’acqua proveniente da malga Busi , da qui l’acqua veniva pompata fino alla sommità del Pasubio con una portata che variava da 50.000 a 80.000 litri . L’impianto di approvvigionamento idrico del Pasubio fu realizzato in solo 3 mesi di lavoro nel periodo a partire da febbraio del 1917. Il cuore pulsante di tutto il sistema era la centrale di pompaggio situata presso l’omonima sorgente di Malga Busi ad una quota di 960 metri. Ancora oggi percorrendo la strada che da Ponte Verde, porta al passo Xomo, dopo aver attraversato il ponte sulla vallecola, sulla sinistra sono evidenti le opere in cemento armato quali: canali, serbatoi, vasche, e opere di fondazione, che facevano parte del complesso sistema di opere di presa dell’acquedoto. Da Malga Busi la tubazione di acciaio che adduceva l’acqua fino alla cima del Monte Pasubio saliva il canalone di Fontana d’Oro, situato alle spalle della stazione di sollevamento per spingersi fino alla quota più alta del Pasubio 2236 metri. Da questa quota ove l’acqua era depositata in appositi serbatoi ad oggi ancora esistenti, veniva distribuita attraverso una rete di tubazioni estesa per oltre 40 Km ad ulteriori cisterne di dimensioni più ridotte in tutte le posizioni occupate dagli italiani. Le parti di tubazioni in acciaio, sia quella di adduzione che quelle di distribuzione, sono state invece completamente depredate nell’immediato dopoguerra.
Centrale elettrica
Con lo sviluppo dei lavori in caverna ci fu il fabbisogno di fornire energia elettrica per illuminare e per alimentare diversi motori elettrici ,quindi iniziarono i lavori il 15 settembre 1917 e l’impianto entro in funzione nel gennaio 1918 , a tale scopo fu usata una linea trifase da 10.000 volto esistente a ponte verde e a malga busi montato un piccolo alternatore trifase da 40 kw azionato a cinghia dal motore da 200 hp usato per il compressore , fu inoltre costruita una cabina di trasformazione e smistamento in cui la tensione veniva ridotta da 10.000volt a 3000 volt ed inviata nelle 4 cabine poste sul Pasubio , fontana d’oro , porte del pasubio , alla selletta quota 2081 ed al Dente italiano per mettere in piedi questa rete furono usati 200 soldati per circa 20 giorni e per il montaggio delle cabine , quadri elettrici e linee di impianti interni 20 soldati del Genio
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 3h00
Dislivello totale : 912 m
Quota massima raggiunta : 1875 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Arrivati al ponte verde , si imbocca la strada che porta a colle Xomo , arrivati in una curva molto ampia e con numerosi massi di fianco , si può notare anche un posto per mettere l’auto da li sulla sinistra inizia il percorso nella valle boschiva che normalmente e poco innevata, il percorso è impegnativo sotto il profilo fisico non presenta pericoli dal punto di vista tecnico , dopo aver percorso il primo tratto boschivo si entra in un tratto aperto quindi abbondantemente innevato , il sentiero non e segnalato ma risulta praticamente impossibile sbagliare il percorso il tempo di percorrenza e di circa 3h fino ad arrivare a forcella camossara , questo percorso e molto bello da fare la valle e molto ampia ed esposta al sole quindi scarica la neve subito risulta quindi poco pericoloso ed ideale per i primi approcci con i vaj invernali , la discesa può essere fatta dalla stessa valle , si raccomanda che se si volesse raggiungere il rifugio Papa dalle gallerie e necessaria l’uso della torcia , la valle sbuca tra la galleria 30-31. In eventuale si può scendere dal 322 Fontana d’oro ma poi si deve risalire fino all’auto sulla strada asfaltata
RICORDO CHE NEL PERIODO INVERNALE LA STRADA CHE PORTA DA PONTE VERDE A PASSO XOMO POTREBBE ESSERE CHIUSA PER LA NEVE , E CHE INOLTRE ANCHE LE GALLERIE POTREBBERO ESSERE CHIUSE , QUINDI SI DOVRA’ RIDISCENDERE PER LA STESSA VIA .
Piccole Riflessioni
Ogni volta che salgo in questa valle , le sensazioni sono sempre diverse , il sentiero non esiste va tracciato volta per volta , si sale con l’emozione della vetta , si sale d’inverno superando le gallerie e scoprendo di non esserci nemmeno accorti di averlo fatto …ma l’emozione del cartello in legno che si vede a 20 metri dalla vetta e sempre li ad aspettare l’umile persona che con rispetto sale su questa valle , per poi poter sentire quel rumoroso silenzio della natura
La neve e qualcosa di molto bello , ma anche molto pericoloso , quando la coltre si presenta fresca ed instabile non si va a sfidare gli eventi , si cambiano gli itinerari , si cambiano le quote …si cerca il luogo più sicuro per salire in sicurezza…per andare in quota ci saranno momenti migliori , e se non ci saranno si rinuncia …verranno altre nevicate verrà il momento opportuno per le quote più alte…Luciano
Itinerario : Valdagno – Faedo – Massignani Alti – Preti – Meggiara – Lora di sotto
Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante
Tempo di percorrenza dell’anello : 1h30 di corsa
dislivello totale : 732 m
Quota massima raggiunta : 774 m
Dopo aver imboccato la strada asfaltata che porta a Muzzolon si inizia a salire con una pendenza di un certo impegno , tutta su strada asfaltata anche se poco trafficata , giunti in piazza a Muzzolon si tiene la sinistra e si ricomincia a salire fino ad arrivare al Monte Faedo (roccolo rossato) si prende la strada a sinistra che si inoltra verso il bosco , e sempre mantenendo la sinistra si prosegue sulle creste fino ad arrivare alla croce , attraverso diversi saliscendi si arriva in un ampio prato con a destra una strada sterrata che scende ai Massignani alti da li si procede verso il passo dello Zovo fino ad incontrare sulla sinistra la strada che porta ai Preti , si imbocca la strada fino ad arrivare ai Bergamini alle prima case si tiene la sinistra e si entra in una stradina sterrata che porta prima in mezzo al bosco e poi in Località Meggiara , da li proseguendo sulla sinistra e salendo leggermente si arriva fino ai Lora di sotto , sempre proseguendo si scende fino a Località Croce Milani , prima però di arrivare li si nota una sbarra con un sentiero che scende nella valle chiamato Broiaculo , fino ad entrare nella ciclabile ed arrivare a destinazione
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 573 m
Quota massima raggiunta : 1255 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Per raggiungere questo sentiero si sale fino ad Enego con l’auto e poi si prosegue fino a Baita Lisser e da li si può salire questo percorso molto interessante sotto il profilo storico in quanto arrivati in cima ci sono i ruderi di un forte risalente alla prima guerra mondiale , che in occasione del centenario e in fase di ristrutturazione , inoltre si può anche salire dalla parte opposta cioè dall’abitato di Stoner percorso che io reputo molto migliore , il sentiero in questo caso parte dietro la Chiesa di Stoner. Questo sentiero e bello in tutte le stagioni ed e percorribile da tutti sia grandi che piccoli , ma credo che la stagione più bella sia la primavera in quanto il verde e le piante in fiore possono davvero dare un’altra impressione delle cose . Il monte lisser e privo di alberi ed e quindi un ottimo punto di osservazione per tutta la meraviglia delle vette che si possono ammirare ruotando a 360°.
Inoltre per chi volesse tornare all’auto lasciata a Stoner arrivati alla Baita Lisser esiste un sentiero di raccordo che segue la strada nel bosco , quello che io ho segnalato nella mappa in arancio , cosi facendo si può ritornare a Stoner chiudendo questo sentiero ad anello .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h00
Dislivello totale : 666 m
Quota massima raggiunta : 845 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Dopo aver percorso parte della Valstagna si arriva fino in località Costa di Valstagna , dopo aver lasciato l’auto si sale dal sentiero che passa vicino alla chiesa , dove per chi conosce queste zone molto belle ed interessanti parte AVT (alta via del tabacco) da li si prende prima il 787 poi al bivio il 786 , il sentiero e molto bello e molto molto panoramico sulla stretta val capra , non e molto lungo ma presente qualche bella pendenza , presenta inoltre una piccolo tratto attrezzato con corda fissa , l’ultima parte e molto bella permette una visuale della valle in tutta la sua stretta gola in quanto e composta da un passaggio largo circa 1.5 metri e lungo circa 100 metri ma con uno strapiombo boschivo , e va a finire in una contrada che pare qualcosa di fiabesco dispersa in mezzo al bosco di pini ed abeti , da li proseguendo sulla strada oppure tagliando una curva e salendo nel bosco si può arrivare all’abitato di Stoner situato sotto il monte Lisser .Da li si può scendere dal sentiero 787 che provvederò quanto prima a documentare , assieme al 785 che parte da Stoner passando per il monte Spitz e il monte Loke per poi scendere in Val Gadena e poi attraverso la strada vecchia risalire a Costa
Io il giorno che ho percorso questa fantastica valle arrivato a Stoner ho preso il sentiero 865 del monte Lisser per poi scendere ad Enego attraverso il 868 , e poi a Piovega di sotto attraverso il 791 , anche se devo dire poi si devono fare circa 5 km su strada asfaltata per tornare all’auto , questo itinerario mi è piaciuto molto ma occore una buona preparazione fisica per percorrerlo in tutta la sua lunghezza , almeno per quanto riguarda il periodo invernale.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h00
Dislivello totale : 551 m
Quota massima raggiunta : 751 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Dopo aver proseguito per la Valstagna e superato l’abitato di Cismon del grappa si arriva a Piovega di sotto , situata sulla sinistra salendo da Bassano del Grappa arrivando così su di un ponte con l’insegna di una birreria e trattoria Da Cornale . Li a sinistra di un capitello votivo parte uno dei sentieri più belli e secolari che porta al paese di Enego , il sentiero oltre ad essere molto panoramico e tutto fatto in ciotolato e contornato da una specie di parapetto anch’esso tutto in sasso , e un po difficile la risalita in quanto presenta un buon dislivello , passa sotto a pareti strapiombanti ; però fa parte di una serie di sentieri molto usati nei secoli passati per salire nelle case o nelle malghe con il bestiame . Dopo aver salito questo sentiero si arriva ad Enego , una piccola cittadina nota per le piste da sci che c’erano verso il monte Lisser (enego 2000 valmaron ) e per la torre scaligera costruita al centro del paese , poi verso il monte Lisser per gli eventi bellici , inoltre presenta il ponte più alto d’Europa di ben 175 metri.
Cenni storici
Grazie alla sua posizione, ai limiti dell’altopiano di Asiago e affacciata sul Canale di Brenta e la Valsugana , la zona di Enego suscitò l’interesse della civiltà sin dall’epoca romana . Probabilmente fu in questo periodo che sorse un primo insediamento, una stazione di sosta e rifornimento lungo la strada che conduceva in Germania. Attorno al III secolo , quando si verificarono le prime invasioni barbariche, venne eretto un fortilizio di cui restano i ruderi in località Bastia.
Nel XII secolo Enego divenne feudo dei vescovi di Padova, cui passò in seguito a quelli di Vicenza e infine agli Ezzelini. Sotto la signoria di Cangrande della scala, attorno al 1330, fu costruito un altro castello di cui oggi resta un torrione.
Nel corso del medioevo tutto l’altopiano, e quindi anche Enego, fu colonizzato da popolazioni di origine Bavarese e Tirolese, i cosiddetti Cimbri. I Cimbri mantennero per secoli una propria identità, distinguendosi dal resto della popolazione per lingua e usanze. Nel 1310, durante il periodo Scaligero, si riunirono nella Spettabile reggenza dei sette comuni che si mantenne anche nelle successive dominazioni viscontea (1387-1404) e veneziana(1404-1797 )
Nel 1508 Enego venne occupata dall’esercito della lega di Cambrai, ma tornò presto alla Serenissima. Tra il 500 e il 600 insorsero delle controversie con i vicini di Grigno sul possesso della Marcesina e del Monte Frizzon.
Con la caduta della repubblica di venezia e l’arrivo di Napoleone la secolare federazione fu sciolta.
Durante il Risorgimento molti eneghesi si distinsero come patrioti, ma solo con la terza guerra d’indipendenza, nel 1886, il Veneto passò al neonato Regno d’italia.
Durante la grande guerra l’altopiano si venne a trovare lungo la linea del fronte e la stessa Enego subì gravi devastazioni. Mentre i soldati combattevano aspramente, specie attorno al Monte Ortigara, la popolazione civile fu costretta ad abbandonare il paese per stabilirsi profuga nel sud dell’Italia.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : Da Stoner 2h00 Da Tombal : 1h00
Dislivello totale : 470
Quota massima raggiunta : 1428 m
Per Raggiungere questo forte si sale in auto fino ad Enego poi si prende per Tombal , Baita Lisser e poi si sale fino alla Monte Lisser ovvero Enego 2000 Valmaron da li si sale a piedi per il sentiero 865 . Oppure per chi volesse salire dall’abitato di Stoner dietro alla chiesa si può trovare il segnavia 865
Il forte Lisser è stata una fortezza militare costruita a difesa del confine italiano contro L’impero austro-ungarico (lungo la linea di confine che attualmente si può collocare tra la Veneto e il Trentino) a 1.624 metri di altitudine, sulla sommità dell’omonimo monte ,inoltre c’era anche una palazzina costruita nella parte leggermente opposta al forte ed ad un’altitudine inferiore adibita alle truppe . Il forte e attualmente in recupero per il centenario della grande guerra .
Cenni storici
Il forte fu costruito in appena un anno, tra il 1911 e il 1912. L’opera faceva parte dello Sbarramento Brenta-Cismon del grappa ed aveva il compito di sbarrare l’accesso alla valsugana orientale in caso di attacco nemico. Tuttavia, data la distanza dal fronte, come il forte cima Lan e il Forte Leone all’inizio del conflitto fu disarmato. Successivamente, a seguito della ritirata italiana, venne fatto saltare per non lasciarlo agli austriaci che avanzavano. Venne inoltre gravemente danneggiato durante l’offensiva di primavera quando, l’8 giugno 1916, alle ore 12.20, vennero centrate le cupole da alcuni colpi da 305 mm. Nel novembre del 1917 dopo i fatti relativi allo sfondamento dell’Isonzo cadde in mano austroungarica.
Caratteristiche
Il forte era costruito parzialmente seminterrato e, dal lato esposto, era costituito da due piani. Alla sommità si trovavano le cupole coi cannoni mentre in una postazione rialzata vi erano le mitragliatrici. All’interno si trovava una polveriera, un osservatorio, la centrale elettrica con relativo generatore e i rifugi per i soldati. All’esterno era presente inoltre un fossato.
Armamenti
L’armamento principale della batteria corazzata era lo Schneider per i cannoni da 149S e contenuta in un pozzo ricavato in una massa di calcestruzzo e non sporgeva da essa che per la sola cupola corazzata attraverso la cui cannoniera trovava alloggio la volata del pezzo . L’intero complesso presentava un cannone da 149 montato su un affusto a piattaforma girevole , dove il rocchio centrale era fissato nel calcestruzzo e la cupola corrazzata di acciaio in grado di ruotare con l’affusto e il cannone attraverso la rotaia circolare fissata sul calcestruzzo . La cupola era composta da un avancorazza in ghisa indurita alta 1 metro e dello spessore di 27 cm nella parte più alta .Il rinculo del cannone era molto ridotto le cupole cannoniera presentavano un sistema modernissimo di scacciafumo ad aria compressa , il pozzo di forma circolare era molto superiore del diametro del rocchio cosi i serventi potevano girare attorno al cannone senza problemi di spazio . Come nel modello Armstrong nelle pareti attorno al pozzo erano situate 18 nicchie atte a contenere i proietti appoggiati su dei zoccoli di legno . La casamatta corazzata cupolare che serviva a proteggere il pezzo e gli artiglieri era costituita da mezze calotte sferiche d’acciaio cementato temprate con tempra differenziale , dello spessore di 140 mm , la corazza vera e propria era foderata di due lamiere di acciaio sovrapposte dello spessore di 12 mm ciascuna . Una delle due piastre formanti la corazza quella anteriore presentava una curvatura nella quale veniva inserita la cannoniera e accanto ad essa c’era l’apertura per la finestra di puntamento .
4 cannoni da 149 A in cupole girevoli corazzate dallo spessore di 180 mm
4 cannoni da 149Z
4 cannoni da 75A
4 mitragliatrici in postazioni blindate e altre 2 sui fianchi
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 5h30
Dislivello totale : 1574 m
Quota massima raggiunta : 1775 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Da Bassano del grappa prendendo la Valstagna si sale fino in località Cismon del Grappa , in centro del paese si mette l’auto e si prosegue in mezzo alle case fino ad arrivare in un portico con il segnavia 920 ( ATTENZIONE LE NUMERAZIONI DEI SENTIERI SONO STATE CAMBIATE DALLA CARTINA ORIGINALE 10 E STATO SOSTITUITO DAL 910 ) si sale fino a trovare un bivio con il sentiero che dobbiamo imboccare , il 910 . Questo itinerario e molto bello ed interessante sotto il profilo storico e panoramico anche perchè sale molto di più sul crinale coperto da pascoli , il sentiero e fatto in gran parte di ciotolato con scalini bassi e protetti dai massi laterali , in molti casi protetti anche da dei parapetti , la salita presenta discretamente impegnativa , e per arrivare in cima al Sacrario del monte Grappa la distanza e molto lunga anche se arrivati all’albergo Forcelletto esiste un sentiero , il 913 con la possibilità di tagliare il percorso e collegarsi all’itinerario del 920 ex 20 dal quale si può scendere di nuovo fino a Cismon del Grappa , per chi invece possiede la preparazione fisica per fare tutto l’itinerario completo li rimando ad un altro post percorrendo il segnavia 910 in andata e il 920 per il ritorno920-910 Monte Grappa da Cismon del Grappa , ma invito tutti a valutare bene questa cosa in base alla propria preparazione , anche se non e una cosa impossibile da fare , inoltre salite con umilta e rispetto questo grande massiccio , e quando affronterete ogni singolo colle ricordate di quanti hanno perso la vita su questi prati e su queste rocce che conservano la storia .
Tempo di percorrenza dell’anello : 5h00 andata e 3h00 ritorno
Dislivello totale : 2200 m Lunghezza circa 25 Km
Quota massima raggiunta : 1775 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Questo percorso si prende da Cismon del grappa , località situata nei pressi di Valstagna , arrivati in centro si prosegue dopo la chiesa fino ad arrivare in un porticato con presente il segnavia e un percorso adatto a tutti ma vista la sua lunghezza e pendenza lo consiglio a persone che abbiano una buona preparazione fisica . Itinerario molto bello , sotto tutti i profili , panorami mozzafiato , sentieri molto particolari , con sassi rotondeggianti e piccoli scalini delimitati lateralmente da grandi massi , la vista dal col della beretta verso il sacrario e molto bella ; per non parlare di quello che e stato uno dei più grandi campi di battaglia nella guerra del 1915-18 , salire da Cismon del grappa non e proprio una cosa da tutti , ma questi due sentieri ti riempiono il cuore e ti liberano l’anima nella loro persuadente bellezza , inoltre si possono accorciare arrivati al col delle Farine , altrimenti si sale fino al sacrario , per poi scendere dal 910 . Ricordo inoltre che il rifugio Bassano e aperto tutto l’anno e che scendendo dopo il monte Pertica si trova un’altro rifugio il Forcelletto .
Io lo voglio pubblicare con la meraviglia di un bambino che sale su uno dei luoghi sacri e teatro di grandi battaglie , ma anche per come e nata questa idea , dopo una telefonata di un amico , con cui ho condiviso un piccolo periodo di lavoro , ma con cui e nata una profonda amicizia legata sopratutto per le cose che abbiamo in comune , e stata una giornata fantastica tante risate tanti commenti su questo percorso che io e lui ci eravamo prefissati solo alla partenza , ma la preparazione fisica ci ha fatto raggiungere la cima e perche no, condividere quel piatto di polenta con funghi formaggio di malga e sopressa , insieme . E dopo al ritorno presso l’albergo forcelletto , gli ultimi due pezzi di strudel …e poi giù a bomba per scendere verso Cismon del Grappa.
“Si nasce non soltanto per morire, ma per camminare a lungo, con piedi che non conoscono dimora e vanno oltre ogni montagna.” Alda Merini