Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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146 Passo Jocole – Risalto del Gherbente

Pubblicato da luke007 in 14 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h40

Dislivello totale : 998 m

Quota massima raggiunta : 1500 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la strada che da Schio porta al Pian delle Fugazze si scende la Vallarsa fino ad attraversare la valle e salire prima a Sant Anna e poi a sinistra verso Località  Ometto , da li prima del ponte si può mettere l’auto . Da questa posizione volendo si può salire anche il 160 Vallon Dei Cavai oltrepassando la galleria e proseguendo a piedi . Oppure per i più preparati mettere l’auto a Campogrosso e scendere a piedi Comunque da li parte il sentiero 146 , molto bello quanto difficile in salita e molto tecnico in discesa , ma presenta dei panorami molto belli e sopratutto nella parte alta dopo il Passo Jocole e una lunga trincea che sale lungo le creste , io l’ho percorso in discesa ed  e difficile , per questo il consiglio che posso dare e quello di salire dal 145 e scendere dal 146 che arriva nello stesso punto . Presenta dei scenari unici in quanto e poco praticato e se avete il tempo e la voglia vi invito a salire sulla cima Levante che dista poca strada dal bivio con il 145 , per completare questo percorso sia che si salga il 145-146 si ritorna sempre al punto di partenza . Voglio comunque ripetere che il sentiero 146 se fatto in salita e molto irto e richiede una buona preparazione fisica . Anche il sentiero 145 riporta qualche difficoltà ed e considerato dal CAI per escursionisti esperti , una con una mia valutazione personale mi permetto di dire che le difficoltà sono uguali anzi forse e più facile del 146.

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Una Notte sul Carega

Pubblicato da luke007 in 13 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. 8 commenti

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Raccolta di Emozioni

Eccomi di nuovo qui a descrivervi una nuova avventura in solitaria , parlare e raccontare le proprie emozioni è una cosa che a me piace , dopo sta a voi tutti ricavarne delle vostre una cosa è certa che le foto sono solo quello che vedono i miei occhi , visti da altri potrebbero essere niente di speciale , ma il mio rapporto con la montagna e questo …lei mi ha visto crescere e lei mi protegge quando ci salgo , veglia su di me quando dormo a stretto contatto con lei , un contatto che cerco in ogni mia singola uscita , anche nella semplicità di appoggiare una mano fra i ciuffi di erba o nella dura roccia . Le emozioni che si provano sono molto soggettive e spiegarle a chi non ama la montagna , la natura l’aria aperta è sicuramente tempo perso , ma la montagna o la si ama o la si odia , ma se la si ama sara lei a prenderci cura di tutti noi che saliamo ed a ogni salita sarà una nuova emozione …

Piccola cronistoria

Ore 23 Campogrosso , ho deciso di salire da Bocchetta Fondi sentiero 157 con lo zaino tutto il necessario per la notte , salgo con tranquillità ad un certo punto le luci della città non si vedono più vengono nascoste da una nebbia folta e umida , si sente il silenzio , il fruscio delle foglie mosse dal vento mi fa compagnia , salendo penso a dove posizionerò la mia tendina , microscopica nella grandezza della montagna ma unico posto dove poter riposare sentendo solo i rumori attorno , il vento e il totale silenzio . Salgo fino alla curva del rifugio Fraccaroli , non si vede perche coperto dalla nebbia . Eccolo li il posto alla fine della Ferrata Campalani noto il piccolo spiazzo giusto nel crinale , sposto alcune pietre e controllo bene lo spazio ; sono le 00.30 monto la tenda e  giro l’apertura dove posso vedere il sole , anche se l’indomani non ci sarà . Mi scaldo un po di caffelatte , e poi a dormire , sono 1.30 prendo sonno e mi lascio cullare dal fruscio del vento , sento il telo che si muove e verso le 4.30 la curiosità di guardare fuori per vedere com’e il tempo , lo smog luminoso pervade anche la montagna ma il vento a svolto il suo lavoro ha fatto sparire la nebbia . Poi torno dentro al mio sacco a pelo , vedo lo schiarire dell’alba ed un flebile sole che compare e scompare dentro un grosso strato di nuvole , ma lo spettacolo non ha prezzo , quello che ieri era tutto nero ora ha preso vita , tutto si vede intorno Cima Posta ,  il rifugio , bocchetta mosca , e tutto il resto , decido di proseguire per un’itinerario non facile con il peso dello zaino scendo verso la capanna Sinel dove trovo l’unica persona che aveva dormito nel bivacco , ci scambiamo due parole , le persone che salgono in montagna non servono inutili formalismi “ciao come va ? il tempo che tenga? Da dove sei salito ? ” . Questa e la montagna , grande palestra sopratutto per la vita …e non si finisce mai di imparare …Luciano

La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano.
(Walter Bonatti)

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Südtirol Ultra Skyrace

Pubblicato da luke007 in 27 luglio 2015
Pubblicato in: evento, itinerari trekking, Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Südtirol Ultra Skyrace è una gara di corsa estrema in montagna nelle Alpi Sarentine che nel 2015 giunge alla sua terza edizione. Il tracciato, molto vario, si snoda lungo l’alta via “Hufeisentour” e richiede in alcuni tratti un passo sicuro, assenza di vertigini e soprattutto un’ottima forma psico-fisica.

La corsa si svolge su un percorso di 121 km con un dislivello di 7.554 m, si tratta della corsa estrema più lunga e impegnativa in Alto Adige.

Questa fantastica gara è organizzata, in collaborazione con diverse associazioni e le ditte Dynafit e Sportler, dalla Cooperativa per lo sviluppo regionale e la formazione della Val Sarentino GRW. La Cooperativa è sostenuta da molti volontari appartenenti a vari club sportivi e a diverse associazioni locali. Lungo l’intero percorso gli atleti potranno ammirare un panorama mozzafiato che si sviluppa a 360°: le Dolomiti, proclamate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, le Alpi della “Zillertal”, le Alpi dell’“Ötztal”, le Alpi Stubai, la zona dell’Ortles, del Brenta e molte altre meraviglie naturali direttamente a portata di mano.

Südtirol Ultra Skyrace è un “GreenEvent”!
I Green Event sono eventi la cui programmazione, organizzazione e attuazione vengono effettuate secondo criteri sostenibili. I punti cardine sono l’utilizzo di prodotti ecologici, l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, la valorizzazione dei prodotti locali e la responsabilitá sociale.

Südtirol Ultra Skyrace (121 km)

// LUNGHEZZA: 121 km
// DISLIVELLO: 7.554 m
// PARTENZA: Venerdì 24 luglio 2015 – ore 22.00, Bolzano, Piazza Walter
// ARRIVO: Domenica 26 luglio 2015 – ore 14.00, Bolzano, prati del Talvera
// DURATA DELLA GARA: 40 ore
// PREMIAZIONE: Domenica 26 luglio 2015, ore 14.00 nell’area del traguardo.

Descrizione del Percorso 

Gli atleti partono in Piazza Walther nel centro di Bolzano, capoluogo della provincia. Poi si sale sul Renon, attraverso la Forcella di Sarentino raggiungono la Croce di Lazfons, il luogo di pellegrinaggio più alto d’Europa. La gara li porta quindi al Rifugio Forcella Vallaga e poi al Passo Pennes. Qui gli atleti si trovano a metà percorso. Proseguiranno su sentieri molto stretti percorrendo il Giogo di Frane, la Valle di Sopramonte (Oberberg), quindi la Valle di Sottomonte, l’Alpler Nieder fino al Rifugio di Punta Cervina (Hirzerhütte). Poi ci sarà la salita molto impegnativa verso il punto più alto della corsa, il Giogo Piatto (2.698 m) sotto la Punta Cervina che con i suoi 2.781 m è la montagna più alta delle Alpi Sarentine. I concorrenti dovranno quindi affrontare la lunga discesa passando per il Lago San Pancrazio (Kratzberger See) fino al Rifugio Merano. Da lì proseguiranno con un lungo saliscendi passando accanto agli Omini di Sasso (Stoanerne Mandln), il Giogo di San Genesio attraverso l’altopiano del Salto fino al paese di San Genesio. La corsa si conclude con una discesa impegnativa passando per Castel Rafenstein (Castel Sarentino) fino al traguardo sui prati del Talvera a Bolzano.

Link : http://www.suedtirol-ultraskyrace.it/it.html

Piccole riflessioni personali 

Mi sono iscritto alla sud tirol ultraskyrace a dicembre 2014 con la convinzione di riuscire al meglio nei miei allenamenti dell’anno che verrà cioè il 2015 , non è andata così , lo sapevo e lo avevo visto nelle altre gare , la squalifica fuori tempo massimo nei 50 km e stata la prova , ma sinceramente non ero nelle condizioni per affrontare una cosa così non perchè non fosse alla mia portata ma una serie svariata di cose ne hanno complicato la fattibilità …primo di tutto il sonno , non riuscire a riposare bene prima di questi eventi può essere molto dispendioso ….un’altra cosa mi passa per la mente , come mai i nomi eccellenti del ultratrail non fanno questa gara ? la risposta io ce l’ho ” e durissima “…ma non conta niente ….tanto per me e una nuova sfida per l’anno prossimo che spacco tutto …ahahahaha .

Mi sono divertito nonostante tutto , dal fatto che ho iniziato con il piantare la tenda nel campeggio a 5 km della partenza . Sapevo non sarebbe stata una gara facile , la mia preparazione sulle lunghe distanze lasciava desiderare , ma ho voluto partecipare lo stesso il viaggio da solo è stato un po pesante e noioso sopratutto al ritorno , il sonno era sempre in agguato . La gara era bellissima ed molto impegnativa , sopratutto nei primi km , 20 km con 2000 D+ , non è andata bene , una squalifica fuori limite orario in un cancello , ma le cose vanno anche cosi l’importante e non mollare mai e riprovarci l’anno dopo …così penso che l’anno prossimo riproverò… perchè niente e impossibile , tutto e fattibile basta non far morire l’entusiasmo e la motivazione…Luciano

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Val del Boia – Anello Gianni Braggion

Pubblicato da luke007 in 12 luglio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Castiglieri. Lascia un commento

Descrizione

Superato il paese di Valdagno si prosegue verso il Maglio di sopra , per poi girare a sinistra per località Campotamaso , si sale per circa 5-8 minuti si arriva ad un posteggio poco prima della chiesa parrocchiale , perche tanto il sentiero si chiude ad anello e ritornerete di nuovo li . Il sentiero e molto bello caratterizzato da un valle molto bella e stretta che propone molti tipi di vegetazione e praticabile in qualsiasi stagione ma una particolare attenzione la si deve fare con le giornate piovose , per l’ingrossare del torrente ma sopratutto per l’umidità presente nel percorso potrebbe renderlo insidioso . La val del Boia fa parte di un sentiero denominato Gianni Braggion , qui io gli ho inseriti insieme una volta raggiunta la Baite dei Vècia il sentiero prosegue per il Monte Turrigi e il Passo Turrigi , per poi ridiscendere fino a rientrare a Campotamaso , molto bello e anche questa parte del sentiero percorsa sul crinale del Turrigi dando così la possibilità di una visuale a 360 gradi raggiunta la quota massima .

Leggenda della Val del Boia

Nella leggenda della Val del Boia si narra la vicenda della tragica fine di un personaggio venuto da fuori paese , venuto ad abitare vicino il rivo d’acqua con la sua famiglia , un giorno la sua moglie si ammalo di una febbre che non destinava a scendere e l’uomo non avendo il denaro per comprare i medicinali per curarla , non aveva amici e non conosceva bene le persone che abitavano intorno , lui non era nato in questo luogo ; un sera la moglie delirante dalla febbre gli spirò tra le braccia e accanto al suo unico figlio . L’uomo si diede un gran da fare per poter sostenere le spese per poter vivere , era un gran lavoratore . Lavorava il legno , faceva utensili per la casa e da lavoro la gente veniva da lontano per acquistarli in cambio lui chiedeva solo altri beni di consumo , non soldi , altra merce . Poi allevava animali da cortile tagliava legna per se e per altri , era un lavoratore instancabile , rude ma una buona persona . Era un pò schivo e aveva la barba incolta , ma era buono nell’animo anche se i bambini delle contrade vicine lo evitavano , suo figlio stava per diventare grande giorno dopo giorno , e nella paura di perderlo gli impediva di scendere nelle altre contrade , dai paesi e incontrare altra gente . Una serà il figlio torno tardi a casa e trovò il padre molto irato e gli chiese di dirgli dove fosse stato per tutti il giorno , lui gli racconto di essere stato prima al Castello e poi a Castelvecchio dicendo ” vedessi papà com’è grande il mondo ! ” . Il padre lo riempì di botte , ma nonostante questo , inizio a portarlo con se nelle poche volte che scendeva a valle per portare la sua mercanzia o per prendere qualcosa che gli serviva a casa . Un giorno quando il ragazzo compi 18 anni decise di mandarlo a vendere alcune cose prodotte dal padre , facendogli le debite raccomandazioni il figlio partì entusiasta della responsabilità e della fiducia ; ma all’imbrunire non vedendolo ritornare il padre si preoccupo molto , nella notte la preoccupazione si fece ancora più grande non avendo notizie . Alla mezzogiorno del giorno seguente decise di partire alla ricerca del figlio , vagò a lungo a ricerca di notizie dopo aver trascirso un giorno di inutili ricerche si rassegno e tornò a casa nella sua valle con il cuore e gli occhi pieni di disperazione , salendo verso la sua valle incontro una signora anziana che stava pregando di fronte a una croce un po mal fatta , posta sopra ad un cumolo di sassi . La vecchietta gli racconto che li in quel luogo fu aggredito un giovane di circa 20 anni , dai briganti che volevano derubarlo del denaro e siccome non ci riuscivano fu bastonato a morte . L’uomo capito che si trattava di suo figlio , preso dall’ira , scorse un’ascia in una catasta di legna li vicino e inizio a vibrare colpi su chiunque incontrasse urlando come un’indemoniato e seminando la morte lungo il suo passaggio e a chi si avvicinava , rientro nella sua casa ma non fu più lo stesso , le urla di dolore si sentivano in tutta la valle ad ogni ora del giorno . Durante una notte di lampi e tuoni , cade esanime urlando per l’ultima volta il nome di suo figlio Mattia.

Voglio segnalare questo sito degli amici di Campotamaso per dare la giusta rilevanza al loro lavoro.

http://www.tamasogroup.it/

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Valdagno – Cima Marana – Val del Boia – Valdagno

Pubblicato da luke007 in 9 luglio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Running. Lascia un commento

Marana Val del boia

Itinerario : Valdagno – Giani – Biceghi – Malga Cacciavillani – Cima Marana – Croce Castiglieri – Val del Boia – Campotamaso – Valdagno
Tipo di terreno :  pochi tratti asfaltati con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante , passaggio in diverse contrade , e un pezzo di sentiero non segnalato .

Tempo di percorrenza dell’anello :  3h50 di corsa  

dislivello totale : 1472 m    

Quota massima raggiunta  :  1506 m

Percorso molto interessante , che parte da Valdagno salendo poi in località Figigola di sopra prima attraversando tratti asfaltati e tratti sterrati passa attraverso i Giani per poi scendere nella valle che porta in contrada Rocchi , da li si percorre ancora un po di asfalto fino ad incontrare un sentiero a sinistra molto ripido che sale in contrada Biceghi , continuando verso il centro della contrada si sale fino ad incontrare la contrada Mecceneri , usciti dalla contrada si prende un sentiero , a sinistra che porta in località Zovo di Castelvecchio , proseguendo per la strada asfaltata e superato l’abitato dei Bertoldi si trova sulla destra la via Sacco , imboccando questa via e seguendo il sentiero si arriva alla Malga Cacciavillani , situata sopra la contrada Ghebbani , da li inizia la salita verso cima Marana , superata la croce si scende verso la bocchetta di Marana , arrivati al bivio che porta a destra a Rialto ed a sinistra in Fongara , si prosegue dritto Attenzione questo pezzo di sentiero non presenta per ora nessuna segnalazione , e abbastanza intuitivo , ma non da sottovalutare in quanto un errore vi porta fuori di molto , sopratutto nel periodo in cui le foglie e la vegetazione sono rigogliose , questo sentiero porta attraverso il passaggio sulle creste dei Castiglieri , all’omonima Croce del Castiglieron , da li scendendo alla Baita Vecia si imbocca il sentiero Braggion che attraverso la famosa Val del Boia vi porta fino a Campotamaso per poi scendere fino a Valdagno

Boale S. Antonin

Pubblicato da luke007 in 2 luglio 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  3h40

 Dislivello totale : 1100 m

Quota massima raggiunta  :  2100 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Arrivati al Rifugio Balasso si mette l’auto nell’ampio posteggio situato e davanti al rifugio ,  si inizia a salire prendendo il segnavia 300A che collega il Rifugio Balasso con il 300 della val Canale ,dopo aver salito per una decina di minuti si entra nel 300 , si continua a salire entrando nella valle , finche ad un certo punto il sentiero 300 sale a destra ,si continua a salire quando ;  nel mezzo della valle c’è un grosso masso , si parte da li mantenendo prima il centro della valle fino ad arrivare nella strada degli eroi che viene su dal Pian delle fugazze , superata la strada si inizia a salire molto bruscamente sino ad arrivare in una diramazione , si prosegue mantenendo la destra e salendo la parte finale erbosa per poi uscire appena sotto il Cogolo Alto e con l’incudine a sinistra . Il boale e abbastanza ripido sopratutto dopo aver superato la strada degli eroi , propone una visione da un’altro punto di vista , gran parte del percorso e su un canale detritico e bisogna prestare attenzione ma non richiede l’ausilio di cose particolari . Si arriva dove c’e un piccolo museo a cielo aperto e dove si trova una struttura chiamata ” gli scaffali della memoria” che riporta questa frase :

Questi “scaffali della memoria ” raccolgono e conservano in silenzio i resti di quell’umanità che nei lunghi mesi della guerra ha vissuto questa montagna . E’ quel che rimane di una tragedia direttamente provata sulla carne da migliaia di uomini . Attraverso di essi il ricordo delle vicende di quel conflitto , delle sofferenze , dell’odio e della condivisione di un destino drammatico , giunge tangibile fino a noi indicandoci i sentieri di conoscenza e di rispetto nel grande patrimonio della nostra memoria collettiva .

Il consiglio che voglio dare io e quello di proseguire poi per cime Palon e i due denti per poi passare al Rifugio Papa e poi eventualmente discendere la val Canale . Nelle foto ho voluto documentare tutto il viaggio verso il Pasubio perche il boale di per se e corto quindi ho aggiunto delle foto dell’avvicinamento , e della salita fino a cima Palon

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Dolomiti Extreme Trail

Pubblicato da luke007 in 14 giugno 2015
Pubblicato in: itinerari attrezzati, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Una corsa, un Trail in alta montagna, in Val di Zoldo , nel cuore delle Dolomiti Unesco, di KM 53 con D+3800 e D- 3710 La Val di Zoldo, con la sua struttura pressoché circolare, permette lo sviluppo di un percorso ad anello che vi porterà a toccare alcuni tra i più spettacolari massicci dolomitici che le fanno da coronamento. Si inizia con il gruppo S.SEBASTIANO – TAMER; in seguito, dal Passo Duran, comincia una delle più colossali sequenze rocciose delle Dolomiti, che si sviluppa a nord con MOIAZZA e CIVETTA (Unesco gruppo 3): l’ambiente, dove si alternano ampi circhi glaciali e solitari campi solcati, è incredibilmente solenne e sarà estremamente emozionante percorrere il gigantesco basamento della ‘Grande Civetta’(La Zuita). Arrivati ad est, il PELMO (Unesco gruppo 1), isolato e grandioso, polarizza lo sguardo: infatti, è considerato fra i più affascinanti e singolari monti Dolomitici, per certi versi assolutamente unico. A sud ammirerete il BOSCO NERO e gli SPIZ di MEZZODI’, che completano il coronamento della valle.

Le mie riflessioni …

Gara molto bella , con scenari mozzafiato , e pendenze importanti , durissima , la più dura che io ho fatto , una decina di tratti attrezzati , discese molto tecniche e veramente una bella gara che vale la pena di fare . Organizzazione impeccabile , un plauso a tutti i volontari , al soccorso alpino ed a tutti quelli che hanno collaborato ed avuto questa idea meravigliosa , da rifare magari prestando molta attenzione a non farsi ingarbugliare nelle retrovie , nei tratti attrezzati dietro a quelli che hanno paura si perde un casino di tempo .

Luciano

altimetria-dxt-2015

dolomite extreme

Anello Monte Cengio – Punta Corbin – Pedescala

Pubblicato da luke007 in 3 giugno 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Storico. Tag: Monte Cengio. 4 commenti

Tempo di percorrenza dell’anello :  7h00 

Dislivello totale : 1200 m    Lunghezza circa 25 Km

Quota massima raggiunta  :  1354 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Si arriva nell’abitato di Cogollo del Cengio e si mette l’auto nell’antica chiesa dell’Olmo e il monastero della resurezzione della piccola famiglia , appena superato il segnavia con il n° del sentiero sulla sinistra si trova un posteggio per l’auto , da li si parte imboccando appena sotto il sentiero 651 che porta al monte Cengio , si sale di circa 1100 metri di dislivello prima di arrivare in vetta , il sentiero dapprima boschivo e dopo si snoda su delle cengette molto belle che donano un panorama molto bello verso la valle , arrivati sul Monte cengio si prosegue per il 643 che porta prima al Capel de fero e successivamente farebbe ritorno alla partenza ( se eventualmente vi siate stancati ) ad un certo punto si arriva ad un bivio non segnalato , li bisogna prendere a destra dopo circa 5 minuti si esce in un campo e si incrocia il 639 che porta anch’esso in basso a Cogollo , ma si può proseguire per una mulattiera o carrareccia finche ad un certo punto il sentiero scende verso valle , li si dovrebbe trovare un bivio a destra con la sbarra superata la sbarra si arriva in un gruppeto di case ed una strada rotabile , prendendo la rotabile seguendo la strada si arriva dopo circa 20 minuti al Forte punta Corbin , se avete occasione visitatelo ne vale veramente la pena , poi si prende il 635 che scende a Pedescala , per poi attraverso una ciclabile si scende fino a località Schiri per poi entrare nel sentiero alto che porta direttamente a Cogollo del Cengio

Questo itinerario molto bello e interessante in quanto passa per dei luoghi molto interessanti sotto il profilo storico , anche sotto dal punto di vista panoramico , tempo permettendo risulta molto bello con delle viste spettacolari sia dal monte Cengio che dal Forte Corbin

ATTENZIONE QUESTA SERIE DI SENTIERI TRA I QUALI DEI RACCORDI NON SEGNALATI TRA IL 643-639 E LA ROTABILE DI PUNTA CORBIN NON SONO DIFFICILI MA DATA LA LUNGHEZZA DEL PERCORSO , CONSIGLIO DI FARLO CON LE DOVUTE CAUTELE , SOPRATUTTO PER LA SUA LUNGHEZZA CIRCA 30 KM CON 1600D+

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Val del Ciore

Pubblicato da luke007 in 26 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio, Vallarsa. 10 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero :  4h00 

Dislivello totale : 1100 m   

Quota massima raggiunta  :  1800 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo essere saliti al Pian delle Fugazze si prosegue scendendo verso Vallarsa fino ad arrivare all’abitato di Raossi , dopo aver messo l’auto in qualche posteggio , si sale verso la contrada Costa , appena sopra i Raossi , si sale sulla destra con una mulattiera abbastanza larga fino ad arrivare ad un piccolo pianoro dove e posizionata una panchina da li si imbocca la strada diritta , quella che sale , e si prosegue fino a che la mulattiera non diventa un sentiero che poi attraversa la valle e sale tutto a zig zag fino a sotto i Sogi , il sentiero non presenta difficoltà alpinistiche , ma bisogna prestare molta attenzione all’orientamento , vista la mancanza di segnalazione anche se il sentiero e abbastanza intuitivo , può essere un pò faticoso capire dove si deve andare sulle parti prative per persone inesperte , il sentiero arrivato in quota prosegue in orizzontale fino ad incrociare il 135 che porta ai Raossi per la val Piazza . Il sentiero permette un panorama unico sulle valli adiacenti , sulla zona del Corno Battisti , sul Zugna , molto panoramico.  LA PRECISIONE PER QUEL CHE RIGUARDA LA LINEA CHE HO TRACCIATO NELLA PARTE ALTA DELLA MAPPA PUO’ ESSERE UN PO’ SCARSA  (NON HO USATO IL TRACKER E C’ERA UN PO’ DI FOSCHIA )

MASSIMA ATTENZIONE IL SENTIERO NON E SEGNALATO , E BISOGNA AVERE IL SENSO DELL’ORIENTAMENTO ANCHE SE MOLTO INTUITIVO E VISIBILE .

Un altro bel sentiero , riaperto dai nostri amici della SchützenKompanie Vallarsa-Trambileno sempre attivi , di tanto in tanto passando vedi le loro tracce , e ti rendi conto che son passati di li …Bravi …bellissimo sentiero che passa sotto i Sogi e va verso i roccioni della Lora di cosmagnon , dove poi si può rientrare da 135.

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Piazzale Lozze – Ortigara – Cima dodici – Portule

Pubblicato da luke007 in 24 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero :  7h30

Dislivello totale : 850 m    

Quota massima raggiunta  :  2336 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la  chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare al piazzale Lozze dove esiste un’ampio posteggio , ricordo inoltre che questo sacro luogo teatro di grandi combattimenti e metà di un Pellegrinaggio la seconda domenica di Luglio per gli Alpini luogo dove ebbe luogo la prima adunata degli alpini 5-7  settembre del 1920 .

Fin qui tutto semplice , ho postato poche foto del panorama e delle indicazioni sul percorso , l’ho fatto appositamente , perchè questo itinerario e molto impegnativo per la sua lunghezza e per la sua pendenza , non presenta luoghi impossibili da praticare , ma la lunghezza del percorso rimane molto interessante . In compenso vi ho aggiunto la mappa , ma pochi segnavia quindi chi vuole avventurarsi in questa escursione lo dovrà fare solo se in possesso delle doti fisiche e di orientamento necessarie . Non è un escursione impossibile sia ben chiaro , comunque ci vuole una buona forma , e RICORDATEVI CHE QUI GLI ALBERI NON CI SONO , E IL SOLE SPACCA LE PIETRE QUANDO E AL SUO MASSIMO CALORE. Ma compiere un’itinerario come questo e una soddisfazione molto forte , perche molte persone salgono al Portule ma lo fanno dai sentieri più corti . Arrivare al Portule dopo essere passati sul Monte ortigara e sulla cima Dodici , non ha prezzo , gustarsi panorami mozzafiato verso la Valsugana trovando magari anche una bella giornata e spaziare con tutte le cime che si propongono all’orizzonte e certo uno spettacolo unico , perciò buon cammino a chi vorrà mettersi alla Prova.

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