Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h00 Avvicinamento : 1h00
Dislivello totale : 490 m
Quota massima raggiunta : 1940 m
Arrivati al primo posteggio in località Gazza , Rifugio Cesare Battisti , si prosegue a piedi verso il rifugio a fianco dello stesso si può notare il lungo canale di entrata del vajo , non e molto tecnico ma richiede vista la pendenza una buona preparazione fisica , si può fare anche d’inverno ma bisogna prestare la massima attenzione alla neve sia nella qualità che nella quantità in quanto e molto soggetto a slavine nella parte superiore , la vista dalle tre croci e molto bella , la discesa puo essere fatta sia per il sentiero 110 passo della lora o per una cosa un pò più impegnativa il 121 del ristele , e consigliabile l’uso del caschetto
Nella salita in invernale o seminvernale e indispensabile l’uso dei ramponi e bastoncini.
Questo itinerario e molto bello anche perchè si percorre una zona nuova per quelli che come me abitano nell’alto vicentino , si sale in auto fino alla località Giazza , poi si prosegue fino ad arrivare alla ex Dogana , nella curva si può notare una piccola lapide , da li parte il sentiero .( e ovvio che questa soluzione per noi della valle dell’agno e un pò scomoda) Lo si può prendere anche dalla località Gazza , sia salendo dal 113 omo e la dona , sia che per il 110 passo tre croci , chiaramente arrivati al passo tre croci si prende il 190 e si scende agli orti forestali e prendendo la destra si sale prima al Lago secco e poi al Rifugio Revolto questo tipo di itinerario ovviamente risulta più lungo e faticoso .
La salita sul 190-185 per salire allo Revolto non richiede particolari precauzioni e risulta molto molto spettacolare in quanto e passata da una valle fluviale al centro , e non richiede una grossa fatica fisica. La zona è molto curata dal punto di vista del sentiero e ci sono anche delle aree per fare il pic nic a circa 10 minuti a piedi dalla Vecchia Dogana . Per quanti sostassero al rifugio Revolto per un panino , ricordo che fanno degli ottimi panini con la salsiccia e peperoni ….da leccarsi i baffi .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h30
Dislivello totale : 600 m
Quota massima raggiunta : 1767 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Questo itinerario parte dal Colle della Gazza, percorso molto interessante e panoramico, alcuni tratti verso la sommità su roccette e risalti anche se privi di grosse difficoltà lo rendono incredibilmente bello, si parte dal posteggio situato presso il rifugio Cesare Battisti 1265 m, si prende dapprima il sentiero n.105, che porta verso al Vajo Pelegatta e Vajo Scuro, si transita per Malga Lorecche 1280 m, mentre sulla sinistra inizia il sentiero con una salita abbastanza lieve inizialmente che continua a salire con i suoi zig zag, aumentando sempre più la quota e divenendo leggermente più difficoltoso. La maggior parte del sentiero si sviluppa in mezzo a mughi ed il panorama e molto bello verso il versante del Vajo Pelegatta. Si continua su ghiaie detritiche di grosse dimensioni, in cui prestare molta attenzione, si prosegue a salire mentre i massi e roccette si presentano più grandi e si intravedono i due roccioni dell’Omo e la Dona. A quota 1831m, incrociando il n.111 del Forcellin del Plische, che non è altro che un sentiero di raccordo di un certo impegno, e tutto su terreno ghiaioso, dopo aver passato il percorso in mezzo alle rocce si esce sulla Porta di Campobrun 1831 m, dove il sentiero entrerà nel n.182, a circa 20 minuti dal rifugio Scalorbi 1767 m. Normalmente questo percorso viene maggiormente accoppiato al n.110 che verrà usato per la discesa.
E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n. 182-192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.
Ritorno
Il rientro può essere fatto dal n.110 Passo Tre Croci 1716 m, per poi scendere dai ghiaioni della Lora, fino a raggiungere il Rifugio Cesare Battisti. 1265 m. Oltre a scendere verso il Passo Tre Croci per il n.182, si può usare la varianten.111 del Forcellin del Plische, anche se molto più impegnativa.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h30
Dislivello totale : 450 m
Quota massima raggiunta : 1716 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Arrivati sul colle della Gazza si prosegue verso il rifugio , e si imbocca questo itinerario segnalato con il n.110 , il percorso è semplice, poco impegnativo, privo di difficoltà che porta l’escursionista al Passo Tre Croci o Passo della Lora, il sentiero sale in maniera abbastanza lieve e con tornanti visibili anche da fondo dello stesso, si tratta di un percorso molto ghiaioso e detritico a causa delle pareti del Sasso delle Molesse 1801 m che lo sovrastano sulla sinistra soggette a continua erosione, e movimentate dagli agenti atmosferici. Si parte da una quota di 1265 m, man mano che si sale il percorso si rende più impegnativo e i detriti aumentano, superato il Sasso delle Molesse si prosegue verso destra fino a raggiungere il bivio di raccordo con il n.111 Forcellino del Plische, circa 1650 m, si attraversa verso sinistra culminando così sulla cima del Passo Tre Croci 1716 m, proprio al di sopra della Val del Diavolo , imboccando il sentiero n.202 a sinistra si può proseguire verso il Passo della Scagina, mentre sulla destra attraverso il n.182 si prosegue verso il rifugio Scalorbi .Normalmente questo sentiero viene usato per il rientro in quanto poco difficile. Se si prosegue per il n.182 passando per il Passo del Plische e successivamente sulla Porta di Campobrun fino a raggiungere il Rifugio Scalorbi .
E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n.182-192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.
Ritorno
Il ritorno verrà fatto salendo sulla Porta di Campobrun ed imboccando il n.113 Sentiero dell’Omo e la Dona, scendendo a valle per poi rientrare attraverso il n.105 fino al Rifugio Gazza, oppure per chi possiede un buon allenamento, prosegue verso il passo della Scagina, percorrendo il n.202 passando per il Passo della Zevola e raggiungendo il Passo Ristele imboccando così il n.121 Sentiero Ristele scendendo fino al n.120 e rientrando così al Rifugio Cesare Battisti «Gazza».
1° salita dal 113 Omo e la dona , e discesa dal 110
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h30 Fino al Rifugio Fraccaroli : 4h00
Dislivello totale : 1100 m
Quota massima raggiunta : 2097 m
Come raggiungere
Via Campogrosso
Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro Terme. Giunti a Recoaro si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.
Via Ometto di Vallarsa
Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene (Vi), si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 verso Rovereto; transitando sul passo del Pian delle Fugazze si prosegue per circa 10 km fino ad arrivare all’abitato di Anghebeni. Si prende il bivio situato poco dopo l’abitato verso Sant’Anna, poi verso Riva di Vallarsa ed infine raggiunto Ometto si lascia l’auto nel posteggio prima della Galleria, e si prosegue a piedi.
Descrizione
Questo percorso segnavia n.160 è molto difficile e ripido richiede una preparazione fisica ottima, per raggiungere l’imbocco di questo itinerario ci sono due vie : La prima dal Passo Campogrosso 1464 m, scendendo per la strada asfaltata di Obra verso la località Ometto. L’altra è quella di scendere a Ometto in auto e poi superando la galleria e risalendo circa 20 minuti si troverà il segnavia. In ogni caso il sentiero parte a quota 1057 m, su un gigantesco canalone detritico non a caso denominato le Giare Larghe, si procede su un terreno ghiaioso , molto bello e con uno scenario totalmente diverso soprattutto per chi abituato a salire il gruppo del Carega dal versante vicentino, mentre qui siamo in Vallarsa, si prosegue a salire abbastanza facilmente con poca pendenza finche si rimane sulle Giare Larghe, ammirando sulla destra la Pala del Cherle 1980 m, con il ghiaione delle Giare Bianche, mentre in centro si nota il Campanile Vicenza 1800 m, mentre l’itinerario di li a poco prenderà la sinistra, entrando così nel fatidico Vallon dei Cavai, con un brusco aumento di pendenza, il canale si farà stretto e ripido circondato da vette che hanno fatto la storia dell’alpinismo vicentino, un panorama fatto di guglie che si stagliano nel cielo, da sinistra salendo la Pala dei Tre Compagni 1702 m, il Campanile del Cherle 1750 m, mentre sulla parte destra la Guglia Manara 1600 m, la Guglia Trulla 1700 m, la Guglia Due Amici 1798 m, ed infine la Guglia Adriano 1856 m, un susseguirsi di panorami mozzafiato. Superato il punto più ripido e se vogliamo definire pericoloso, il terreno rimane ghiaioso e privo di vegetazione, divenendo però meno ripido, si allarga con un lungo traverso, a quota 1930 m.
Il percorso poi spiana al di sopra della Busa della Neve , situata sopra il Vajo delle Bisse Bianche, superati il leggero slargo della Busa inizia la parte più difficile di questo itinerario, che transita sotto la Cima della Neve 2157 m, in una risalita su ghiaione instabile con forte pendenza fino alla Bocchetta della Neve 2097 m, entrando così nel sentiero n.108 che proviene dalla Val dei Ronchi. Proseguendo a sinistra attraverso n.108 si raggiunge il Rifugio Mario Fraccaroli in circa 30 minuti, si sale superando la Bocchetta delle Grole 2153 m, tra la cima Posta 2215 m, e la Cima delle Grole 2198 m, un ultimo tratto in cui si ammira gia sullo sfondo il rifugio passando inoltra sul bivio con il n.162 sentiero del Pissavacca, sulla Bocchetta di Cherlong 2115 m, e l’omonima cima di Cherlong 2210 m, uno spettacolo panoramico ed incredibile sul vallone Cherlong. Pochi minuti e si raggiunge quota 2238 m, del rifugio Mario Fraccaroli.
Ritorno
La difficoltà di questo itinerario, oltre alla salita, è quella di trovare una via per la discesa, in quanto molte sono le variabili, a andiamo con ordine:
Partenza da Campogrosso: se si è partiti da Campogrosso si può scendere dalla via più facile e veloce, il n.157 che passa per Bocchetta dei Fondi e scende poi fino a Campogrosso 1464 m.
Partenza da Ometto: se si è partita da Ometto si potrebbe scendere anche dallo stesso, n.160, ma richiede un impegno fisico notevole ed una capacità tecnica importante ed e quindi sconsigliato per scendere. Lo stesso dicasi per il percorso n.145 della Val Grande altrettanto tecnico ed impegnativo in discesa .
si scenderà dal n.146, si prosegue con il n.108, verso la Capanna Sinel 1990 m, (bivacco Sinel) passando sotto il Castello del Cherle fino a raggiungere il bivio con il n.115 sotto la Pala del Cherle 1980 m, salendo poi nei pressi di Cima Levante scendendo imboccando il n.146 che passa per il Jocole.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h00
Dislivello totale : 550 m
Quota massima raggiunta : 1767 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Questo itinerario parte dal Colle della Gazza, più precisamente dal posteggio situato presso il rifugio Cesare Battisti 1265 m, si prende dapprima il sentiero n.105, che porta verso il n.113 e Vajo Scuro, si transita per Malga Lorecche 1280 m, superato il bivio con il n.113 si continua per il n.105 fino a raggiungere un canale detritico, dove si andrà ad imboccare il sentiero n.114.
Questo percorso è molto impegnativo, ma risulta essere il più veloce per raggiungere il rifugio Scalorbi quota 1767 m. La sua lunghezza non è un granchè ma ci sono alcuni passaggi complicati che richiedono una preparazione fisica, ed una conoscenza del terreno molto importante, soprattutto dove il canalino si restringe in divenendo pochi metri, per una lunghezza di circa 30 m, siccome si tratta di un Vajo in costante movimento, e necessario prestare massima attenzione alle scariche di sassi, ed evitare di percorrerlo in compagnie numerose. Superato questa parte del percorso si esce dall’imbuto del vajo su uno ampio tratto prativo di mughi transitando così sul Passo Pelegatta quota 1776 m, per poi scendere leggermente raggiungendo così il Rifugio Scalorbi.
E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n.192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.
Ritorno
Per rientrare da questo itinerario, la via migliore è il n.110, sentiero del Passo Tre Croci, ma nessuno vieta la possibilità di rientrare prendendo il n.113 dell’Omo e la Dona, anche se in discesa risulta essere più impegnativo.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h50
Dislivello totale : 570 m
Quota massima raggiunta : 2238 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Itinerario molto bello e interessante anche se un pò lontano partendo da Valdagno , si deve andare a Molino d’Altissimo prendere la strada per Bolca e si scende a Badia Calavena , poi si sale verso la localita Giazza fino al rifugio Revolto , lasciata la macchina si prosegue longo la carrareccia fino ad arrivare al rifugio Pertica (foto con la luna), da li si sale fino ad arrivare quasi allo scalorbi , raggiunta una fontana lato sinistro della strada si trova il sentiero bel segnalato , abbastanza battuto sia con gli sci che con ciaspole e ramponi fino ad arrivare sul rifugio Fraccaroli e cima Posta (o carega) il vallone e molto ampio quindi anche in inverno e molto stabile , vista anche la sua pendenza . Inoltre dal rifugio Pertica si possono imboccare due vie attrezzate
La ferrata Biasin :corta ma impegnativa La ferrata Pojesi :più lunga ma molto meno tecnica
La si può prendere anche dal Rifugio Cesare Battisti in località Gazza , ma risulta molto complessa per il periodo invernale in quanto non si può salire fino al rifugio Cesare Battisti in auto , e quindi si deve tener conto del tempo impiegato per raggiungere il rifugio stesso di circa 45-55 minuti , così facendo risulta molto difficile per una questione di visibilità dovuta al calare della sera .
Mentre per quanto riguarda il resto della stagione e molto praticabile.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h30 Avvicinamento : 1h00
Dislivello totale : 700 m
Quota massima raggiunta : 1965 m
RICORDO SEMPRE CHE NEL PERIODO INVERNALE LA STRADA E’ APERTA SOLO FINO ALL’ OBANTE E PERTANTO BISOGNA TENER CONTO DEL TEMPO DI ARRIVARE AGLI ATTACCHI DEI SENTIERI
Bisogna prendere il considerazione che durante il periodo invernale la strada rimane chiusa fino alla trattoria Obante da li bisogna proseguire a piedi prendendo il sentiero che parte dalla vasca del rifugio Obante per salire al rifugio Cesare Battisti si prosegue verso la mulattiera per malga rove ,( mi raccomando tenere conto del tempo e che viene buio presto alla sera) ad un certo punto nella prima semicurva si può notare sulla destra un ripido pendio , da li si parte per la salita del vajo , che non risulta molto impegnativo sotto il profilo tecnico ma richiede un buon allenamento circa 700 metri di dislivello, presenta una strozzatura a circa metà percorso , ma nel complesso risulta abbastanza chiaro come direzione , richiede un rispetto dei parametri invernali , cioè che abbia già scaricato la neve , che la temperatura sia abbastanza fredda e che la neve si sia già assestata , E INDISPENSABILE L’USO DEL CASCO E DEI RAMPONI la discesa può essere fatta sia dal 121 Ristele che dal 110 Passo della lora
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h30
Dislivello totale : 1100 m
Quota massima raggiunta : 2230 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come raggiungere
Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro Terme. Giunti a Recoaro si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.
Descrizione
Questo percorso segnavia n.162 come il precedente è molto difficile e ripido richiede una preparazione fisica ottima, per raggiungere l’imbocco di questo itinerario si parte dal Passo Campogrosso 1464 m, scendendo per la strada asfaltata di Obra verso la località Ometto.
Giunti a quota 1210 m, appena dopo una curva si nota un ponte ed il punto di partenza del nostro sentiero segnavia n.162, la partenza sul canale fluviale è subito interrotta da un passaggio a destra del bosco per superare una cascatina, si prosegue ancora a sinistra in un tratto abbastanza pianeggiante, fino a rientrare sul canale fluviale, la salita è abbastanza complessa ma molto spettacolare, si continua ora a salire su ghiaie e detriti, molto simile al Vajo dei Colori, si continua a salire un pò zigzagando per evitare passaggi difficili, fino a raggiungere una parete ripida raggirabile a destra su un tratto ripido ed erboso, per poi riprendere ad avanzare con tornanti molto ripidi fino a sbucare sull’ampio vallone Cherlong, dopo aver raggirato sotto la Punta del Cherlong 1895 m, si prosegue in questo luogo privo di vegetazione e molte volte innevato mantenendosi proprio sotto le creste strapiombanti della Cima del Cherlong 2010 m, mentre sulla sinistra si potrà notare la Forcella dei Camosci 1950 m, dove esce l’omonimo Vajo dei Camosci, qui il terreno diventa più difficile e ostico, molto detritico e ripido, raggiungendo con fatica la Bocchetta Cherlong a quota 2115 m, entrando così nel n.108 che sale dalla Valle dei Ronchi di Ala, proseguendo a sinistra si arriverà in circa 25 minuti al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m.
Ritorno
Partendo da Campogrosso si può scendere dalla via più facile e veloce, il n.157 che passa per Bocchetta dei Fondi e scende poi fino a Campogrosso 1464 m.
Partendo da Ometto invece si potrebbe scendere anche dallo stesso, n.162, ma richiede un impegno fisico notevole, ed e quindi sconsigliato per scendere. Lo stesso dicasi per il percorso n.145 della Val Grande altrettanto tecnico ed impegnativo in discesa .
Si scenderà dal n.146, si prosegue con il n.108, verso la Capanna Sinel 1990 m, (bivacco Sinel) passando sotto il Castello del Cherle fino a raggiungere il bivio con il n.115 sotto la Pala del Cherle 1980 m, salendo poi nei pressi di Cima Levante scendendo imboccando il n.146 che passa per il Jocole.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 750 m
Quota massima raggiunta : 2230 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come Raggiungere
Dopo aver superato l’abitato di Giazza si prosegue per il rifugio Revolto e dopo aver lasciato l’auto si sale direttamente al Rifugio Pertica attraverso una carrabile e seguendo le indicazioni , superato in rifugio Pertica , proseguire sulla strada senza prendere i sentieri altrimenti si supera il segnavia (ATTENZIONE NON USARE I SENTIERI CHE TAGLIANO I TORNANTI PERCHE COSI FACENDO SI SUPERA IL BIVIO E NON SI TROVA IL 108).
Oppure per quelli a cui piace fare un pò più di strada si può partire dal Rifugio Battisti in località Gazza , salendo dal 113 Omo e la dona superato il rifugio Scalorbi proseguire per la carrabile (ATTENZIONE NON USARE I SENTIERI CHE TAGLIANO I TORNANTI PERCHE COSI FACENDO SI SUPERA IL BIVIO E NON SI TROVA IL 108) si scende fino ad incontrare il segnavia 108 a 15 minuti circa dal Rifugio Pertica.
Descrizione
Si parte dal Rifugio Pertica, si affrontano la prima gallerie, a circa 10 minuti si trova il bivio sulla sinistra che riporta il n.108, imboccato il sentiero sale dapprima ripido, fino a raggiungere il bivio con la ferrata Biasin n.181, dopo aver raggirato un grosso sperone di roccia, sale a zig-zag in mezzo a un piccolo boschetto, fino ad uscire in diagonale tra i mughi, per poi attraversare un ghiaione detritico abbastanza ripido, per poi raggiungere i resti dei ruderi di una baracca dell’ex cava, l’ultima parte che porta sulla sommità del percorso è la più tosta, ma raggiunge la Cresta 2108 m, dove a sinistra sale la Ferrata Angelo Pojesi n.193, il panorama da questa posizione è incredibile, si continua sulla destra verso il Rifugio Mario Fraccaroli, prima perdendo leggermente quota per poi risalire sulla cima della Madonnina a 2140 m, perdendo quota transitiamo sulla Selletta di Costa Media 2109 m, si riprendono i saliscendi anche se poco impegnativi spezzano il ritmo cosi si prosegue mantenendo quota 2100-2200 m, fino a raggiungere il Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m, e poi volendo la quota più alta della Cima Carega 2259 m.
Ritorno
Si può scendere dallo stesso, mentre il più facile risulta essere il n.180B Vallon della Teleferica, ovvero quello che scende tagliando le due Creste quella della Costa Media ed dove sale la ferrata Campalani che permetterà di raggiungere dapprima la carrabile che porta dal rifugio Pertica 1573 m, e poi proseguendo per la carrareccia raggiungere il rifugio Revolto.
Per chi invece è salito dal rifugio Cesare Battisti il rientro sarà dallo stesso itinerario di salita n.192, poi raggiunto il Rifugio Scalorbi potrà scendere sia dal percorso n.113.