Itinerario : Recoaro terme – Pizzegoro – Montefalcone
Tipo di terreno : terreno sterrato di un certo impegno , e mulattiera , poi tratto erboso con un buon dislivello
Dopo aver messo l’auto sul posteggio appena usciti da via Lelia , quello situato sotto le fonti , si salgono i scalini sul piazzale delle fonti proseguire a destra fino ad incontrare il segnavia 133 da li si sale fino ad arrivare al bivio con la malga Chèmpele , si prosegue per la pista a fianco della strada segnavia SPR (sentiero dei partigiani ) fino ad arrivare a selletta di Campetto , per poi proseguire per il rifugio situato all’arrivo della seggiovia , per la discesa basta trovare un punto nella pista da sci che ti permetta di correre . Il sentiero e molto tecnico sopratutto per quanto riguarda la discesa ma voglio ricordare che il dislivello in 15 km sia di una certa importanza .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h30
Dislivello totale : 500
Quota massima raggiunta : 2029 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Lasciato il rifugio Campogrosso 1464 m, si prosegue verso la strada delle 7 fontane per circa 150 m fino a raggiungere il segnavia n.157, e la Madonnina a mezzo busto dove è riportata una frase molto significativa «che il Signore fermi le Guerre», ricordo inoltre che qui passava, l’antico confine Austroungarico segnato dai Grandi Cippi, entrati nel sentiero si nota sulla sinistra anche l’Anello Storico della Guerra, il sentiero si snoda nel boschetto attiguo al Passo Buse Scure 1475 m, il bivio porta sulla sinistra ad imboccare il n.144, che porta alla Guardia attraverso il Sentiero delle Mole, il percorso prosegue quasi in maniera circolare transitando sopra la cresta della Frana del Rotolon, si esce parzialmente dal bosco incrociando prima il n.195 Sentiero delle Creste del Fumante, poi proseguendo sui ghiaioni e sotto le pendici di alcune Guglie si transita sul Giaron della Scala e del Prà degli Angeli anche se poco visibile dal basso, raggiunta la Torre Giordani, si incrocia il n.157A, poco usato che sale dalla strada per Camposilvano, poi il bivio a quota 1690 m. con il n.158 del Vajo dei Colori, esiste inoltre un itinerario diretto al Vajo, prendendo la strada che dal Passo Campogrosso 1464 m scende verso località Ometto, giunti sul secondo ponte si nota sulla diretta il vajo dei colori, che sale fino a bocchetta Mosca, questo percorso è poco usato visto che la strada per Ometto è divieto di transito. Dal bivio si scende un po’ per aggirare il gruppo della Cima Mosca 2141 m, sfino a raggiungere la selletta dei Contorni 1650 m, il percorso scende fino a quota 1550 m, per poi risalire nel canale detritico del Vajo che sale tra grossi e piccoli massi, a breve si raggiunge il bivio a circa 1700 m, con un altro itinerario tra i più belli e complessi delle piccole dolomiti, il Vajo dei Camosci, noi proseguiamo a sinistra, su un primo tratto di ghiaioni, poi il percorso si restringe in un stretto canalino, raggiungendo poi un tratto attrezzato che transita su di un traverso roccioso e stretto, si sale ancora intravedendo il cielo tra due enormi pareti rocciose, raggiungendo così Bocchetta Mosca 2029 m. Da qui si può salire sia al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m, oppure ridiscendere a Campogrosso 1464 m.
Il Ritorno
Può essere fatto percorrendo a ritroso il sentiero n.157 del Boale dei Fondi, prestando molta attenzione ai due tratti più ripidi e pericolosi del percorso, oppure in alternativa superando la bocchetta dei Fondi 2004 m, si imbocca il n.196 che segue il crinale dell’Obante 2072 m, fino a raggiungere il bivio con l’itinerario n.195 delle Creste del Fumante passando poi per l’omonima Forcella del Fumante 1905 m, e scendendo poi su un sentiero molto usato ma privo di segnavia, che passando sotto il Castello degli Angeli attraversa il ghiaione del Prà degli Angeli, fino a poi raggiungere il sentiero n.157, e per chi è pratico della discesa su ghiaione una fantastica discesa, per chi poco pratico risulta una condizione difficoltosa, in ogni caso questo percorso non è percorribile a tutti, bisogna valutare bene, quelle che sono le proprie capacità individuali, sia fisiche che di orientamento.
Per i più preparati e chi vuole compiere un grandioso anello può scendere dall’itinerario n.195 Sentiero delle creste del Fumante passando per il Castello degli Angeli , Cima Centrale 1983 m e Punta Lovaraste 1942 m, scendendo poi verso la Guglia Gei, Guglie del Fumante e il Piazzale S.U.C.A.I. questo itinerario potrebbe essere impegnativo dopo essere saliti dal Vajo dei Colori.
Si tratta di un percorso molto interessante sia d’inverno che d’estate , ma principalmente d’inverno , è ideale per un primo approccio con le ciaspole (racchette da neve) non presenta grosse asperità ed il problema più grosso e dato dalla quantità di neve presente,si arriva in macchina fino al rifugio Obante,dove la strada non viene sgomberata dalla neve , eventualmente si può anche mettere la macchina ai Zalica , vicino al bar, nella prima curva si trova il sentiero che sale a sinistra (quello tratteggiato), mentre se si mette la macchina alla vasca dopo l’Obante si prosegue a sinistra della vasca. Il sentiero e molto ben segnalato e porta attraverso bivi e saliscendi fino al Rifugio Cesare Battisti (Gazza), se poi si prosegue a sinistra del rifugio si può notare un sentiero che prosegue verso Recoaro Mille attraverso il 120-121(località sciistica) e verso il centro fondo Le montagnole , fatta la parte diciamo senza pendenze circa 40 minuti si arriva a Malga Rove dove si trova a sinistra il sentiero che ritorna verso la vasca dell’Obante e la località Zalica (quello tratteggiato), molto belle sono le cascate che si incontrano nel tragitto e che alimentano la vasca costruita per il recupero acqua per la produzione di energia elettrica
Giunti sul sentiero che porta al rifugio Scalorbi dopo esser saliti dal 113 Omo e la dona si prosegue a sinistra per andare verso il passo Tre croci giunti sulla prima curva si sale a sinistra verso la croce del monte Plische , visibile a occhio nudo attraverso un sentiero non impegnativo ma che presenta una buona visuale verso il forcellino del Plische , tempo permettendo la visuale dal Monte Plische e molto bella su tutti i 360°, sulla cima si possono notare gli appostamenti risalenti alla guerra , mentre per la discesa si può scendere dalla parte opposta attraverso un trincerone molto visibile che porta fino alla curva delle cave e che si incrocia con il sentiero del passo Tre croci .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h00
Dislivello totale : 300 m Classe : EEA Attrezzato
Quota massima raggiunta : 1800 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Il sentiero 211 “Ezio Ferrari ” porta alla cima del Gramolon ,per imboccarlo si percorre il sentiero 202 che porta dal Passo Ristele verso Montefalcone ; non sarebbe altro che la continuazione della Via ferrata del Gramolon , se non che ha la possibilità di essere affrontato sia nella via ferrata che in un sentiero comune privo di difficoltà . La parte ferrata della via richiede una domestichezza molto buona con le vie attrezzate e sopratutto una buona forza fisica per tirarsi sui tiranti di acciaio , la via non è molto lunga ma e abbastanza dritta come parete .
Per quanto riguarda il sentiero e accessibile a tutti e presenta una discesa dal lato opposto che va a rientrare nel 202 e poi nel 121 del ristele , se si sale dal rifugio Cesare Battisti , mentre se si sale dal Rifugio Bertagnoli si passa per il passo della Scaggina attraverso il 221 Sentiero Bertagnoli P.sso della Scaggina .
E ovvio che per salire ed imboccare questo sentiero si deve :
-Dal Rifugio Bertagnoli salire il 221 fino al passo della Scaggina , poi proseguire a destra sul 202 fino a trovare il bivio del 211
-Dal Passo Ristele si prende il 202 verso sinistra e si prosegue fino al Passo della Scaggina e poi al bivio con il 211
In tutti e due i casi la discesa viene fatta dalla parte opposta dove il sentiero 211 si ritorna al sentiero 202
RICORDO A TUTTI CHE SI TRATTA DI UN SENTIERO ATTREZZATO ED E OBBLIGATORIO L’USO DELL’IMBRAGO E DEL CASCHETTO .
RICORDO CHE COMUNQUE LA PARTE FERRATA DI QUESTO SENTIERO E AGGIRABILE A DESTRA.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h00
Dislivello totale : 200 m Classe : EEA Attrezzato
Quota massima raggiunta : 1550 m
La ferrata Angelo Viali o meglio conosciuta come ferrata del gramolon la si può percorrere sia andando al rifugio Bertagnoli in auto , attraverso la valle del Chiampo salendo verso Campodalbero e proseguendo fino al Rifugio , o altrimenti percorrendo dalla località Gazza , rifugio Cesare Battisti , attraverso il 121 sentiero Passo Ristele , per poi scendere fino al Passo della Scaggina ed imboccare il 221 Rifugio Bertagnoli , prima di arrivare al rifugio , si incrocia la ferrata.
La ferrata è stata richiodata , per il problema di scariche di sassi in quanto passava nel canalone detritico , quindi risulta essere leggermente più complessa in quanto il primo pezzo la si percorre in una scala leggermente piegata all’indietro , in cui si usano più la forza delle braccia , ma superato questo ostacolo la restante risulta abbastanza semplice e bella da percorrere , salendo fino ad arrivare ad incrociare il 202 sentiero delle creste che porta a Campodavanti e Montefalcone .
RICORDO A TUTTI CHE SI TRATTA DI UN SENTIERO ATTREZZATO ED E OBBLIGATORIO L’USO DELL’IMBRAGO E DEL CASCHETTO . RICORDO INOLTRE CHE SAREBBE MEGLIO PERCORRERLO ASSIEME A PERSONE ESPERTE O PRATICHE DI SENTIERI ATTREZZATI
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h00
Dislivello totale : 400 m
Quota massima raggiunta : 1900 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
L’itinerario n.111 è solo un sentiero di raccordo, ma risulta molto utile in caso di mal tempo oppure affaticamento fisico, in quanto va ad accorciare il percorso evitando il Passo Tre Croci 1716 m, raggirandolo direttamente. Lo si imbocca circa 5 minuti prima salendo il n n.110 verso il Passo Tre croci, a quota 1650 m. Il percorso è molto impervio e detritico, poco adatto a persone che hanno un livello di preparazione solamente escursionistica. La pendenza è ragguardevole, vista la lunghezza dello stesso, sale dapprima ripido per poi leggermente spianare, fino a raggiungere, un imbuto che si nota già da quota 1906 m, dove sulla destra arriva il n.113 dell’Omo e la Dona. Fino a poi raggiungere la Porta di Campobrun, entrando così nel n.182 che a destra porta al Rifugio Scalorbi quota 1767 m.
Ritorno
Essendo un sentiero di raccordo, viene utilizzato percorrendo il n.113, il n.110, anziché utilizzare il n.182. Resta comunque un itinerario abbastanza complesso sia in salita che in discesa, per la tipologia di terreno, principalmente ghiaioni detritici.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h30 Avvicinamento : 1h00
Dislivello totale : 400 m
Quota massima raggiunta : 1647 m
Giunti al solito posteggio in località Gazza , si parte per il rifugio Cesare Battisti superandolo e proseguendo per il sentiero che porta a 120-121 Malga Rove poco prima di arrivare nel bosco si scorge un vajo sulla destra , l’ultimo prima di arrivare alla partenza del sentiero 121 che porta al passo Ristele , si inizia a salire il vajo non presenta grosse difficoltà ma comunque ha una buona pendenza e l’ideale per iniziare il primo approccio alle risalite su vaj , si può fare anche nel periodo invernale , e indispensabile l’uso del caschetto , e se salito in invernale l’uso dei ramponi .
La discesa può essere fatta sia per il 121 Ristele che eventualmente sul 110 passo della Lora allungando così il percorso
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h20
Dislivello totale : 376 m
Quota massima raggiunta : 1641 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Giunti al solito posteggio in località Gazza , si parte per il rifugio Cesare Battisti superandolo e proseguendo per il sentiero che porta a 120 Malga Rove poco appena arrivati nel bosco ad un bivio si nota il segnavia , che porta al passo Ristele , si inizia a salire a zig zag il sentiero e molto bello arriva in cima a 1600 metri su uno vajo molto stretto. La discesa può essere fatta sul 110 passo della Lora
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 4h00
Dislivello totale: 780 m
Quota massima raggiunta: 2215 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come raggiungere
Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro Terme. Giunti a Recoaro si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.
Descrizione
Lasciato il rifugio Campogrosso 1464 m, si prosegue verso la strada delle 7 fontane per circa 150 m fino a raggiungere il segnavia n.157, e la Madonnina a mezzo busto dove è riportata una frase molto significativa «che il Signore fermi le Guerre», ricordo inoltre che qui passava, l’antico confine Austroungarico segnato dai Grandi Cippi, entrati nel sentiero si nota sulla sinistra anche l’Anello Storico della Guerra, il sentiero si snoda nel boschetto attiguo al Passo Buse Scure 1475 m, il bivio porta sulla sinistra ad imboccare il n.144, che porta alla Guardia attraverso il Sentiero delle Mole, il percorso prosegue quasi in maniera circolare transitando sopra la cresta della Frana del Rotolon, si esce parzialmente dal bosco incrociando prima il n.195 Sentiero delle Creste del Fumante, poi proseguendo sui ghiaioni e sotto le pendici di alcune Guglie si transita sul Giaron della Scala e del Prà degli Angeli anche se poco visibile dal basso, raggiunta la Torre Giordani, si incrocia il n.157A, poco usato che sale dalla strada per Camposilvano, poi il bivio a quota 1690 m. con il n.158 del Vajo dei Colori, esiste inoltre un itinerario diretto al Vajo, prendendo la strada che dal Passo Campogrosso 1464 m scende verso località Ometto, giunti sul secondo ponte si nota sulla diretta il vajo dei colori, che sale fino a bocchetta Mosca, questo percorso è poco usato visto che la strada per Ometto è divieto di transito. Dal bivio si scende un po’ per aggirare il gruppo della Cima Mosca 2141 m, fino a raggiungere la selletta dei Contorni 1650 m, il percorso scende fino a quota 1550 m, per poi risalire nel canale detritico del Vajo che sale tra grossi e piccoli massi, a breve si raggiunge il bivio a circa 1700 m, con un altro itinerario tra i più belli e complessi delle piccole dolomiti, il Vajo dei Camosci, proseguendo sulla destra, si entra nel nostro itinerario, tecnicamente non presenta difficoltà, ma richiede un impegno fisico notevole, il passaggio un pò più è dato dalla presenza di un sasso nel mezzo del percorso ed un piccolo cordino, superabile con un po’ di fantasia. La pendenza è notevole ed aumenta proprio dopo di questo passaggio, si continua a salire mentre il canalino si restringe fino a raggiungere la forcella dei Camosci 1950 m, ammirando così la Busa del Cherlong sotto l’omonima cima 2210 m, a destra in fondo si può notare il punto su cui risale il n.162 del Pissavacca, il percorso scende in un traverso su ghiaioni mobili, qui il terreno diventa più difficile e ostico, molto detritico e ripido, raggiungendo con fatica la Bocchetta Cherlong a quota 2115 m, entrando così nel n.108 che sale dalla Valle dei Ronchi di Ala, proseguendo a sinistra si arriverà in circa 25 minuti al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m.
Il Ritorno
Può essere fatto percorrendo a ritroso il sentiero n.157 del Boale dei Fondi, prestando molta attenzione ai due tratti più ripidi e pericolosi del percorso, oppure in alternativa superando la bocchetta dei Fondi 2004 m, si imbocca il n.196 che segue il crinale dell’Obante 2072 m, fino a raggiungere il bivio con l’itinerario n.195 delle Creste del Fumante passando poi per l’omonima Forcella del Fumante 1905 m, e scendendo poi su un sentiero molto usato ma privo di segnavia, che passando sotto il Castello degli Angeli attraversa il ghiaione del Prà degli Angeli, fino a poi raggiungere il sentiero n.157, e per chi è pratico della discesa su ghiaione una fantastica discesa, per chi poco pratico risulta una condizione difficoltosa, in ogni caso questo percorso non è percorribile a tutti, bisogna valutare bene, quelle che sono le proprie capacità individuali, sia fisiche che di orientamento.
Per i più preparati e chi vuole compiere un grandioso anello può scendere dall’itinerario n.195 Sentiero delle creste del Fumante passando per il Castello degli Angeli , Cima Centrale 1983 m e Punta Lovaraste 1942 m, scendendo poi verso la Guglia Gei, Guglie del Fumante e il Piazzale S.U.C.A.I. questo itinerario potrebbe essere impegnativo dopo essere saliti dal Vajo dei Colori.