
Quello che si vede là nel mezzo è il rifugio Mario Fraccaroli , gestito da splendide persone, ma sopratutto da un grande gruppo accumunato dalla grande passione per le montagna.
“il rifugio alpino e fatto di persone , di affetto e simpatia , di accoglienza e di calore , nei rifugi alpini non contano le stelle come negli alberghi , ma contano le persone , sono solo loro che fanno la differenza .(luke )”
Non avrei mai voluto pubblicare un’articolo del genere, sul mio sito, primo perchè io sono un montanaro, uno vero, non uno che in montagna ci và di domenica, se posso la domenica la evito, ma sono uno che ha tolleranza zero su alcune cose della vita…
- non tollero chi non rispetta il lavoro altrui, se il tuo fa schifo, almeno rispetta quello degli altri
- non tollero chi butta in giro i propri rifiuti
- non tollero chi in montagna non saluta
- non tollero chi non sale informato e privo di attrezzatura
- non tollero anche altre cose ma l’elenco è lungo
Ma quando si sale in un luogo comune ci vuole rispetto, quel rispetto che molte persone non sanno nemmeno cosa sia, io sarei uno di quelli che dice: punirne 1 per educarne 100.
Quello che è successo al rifugio Mario Fraccaroli, fa veramente senso e fa arrabbiare il montanaro, il rifugio, come dice il termine serve a rifugiarsi, il bivacco serve come riparo per chi si prende fuori sotto il maltempo…ma sopratutto il rifugio è fatto di persone che con cura amorevole ne sostengono e mantengono in ottime condizioni di pulizia e confort.
RELAZIONE DI COSA HANNO TROVATO I RAGAZZI PROSSIMI ALL’APERTURA DELLA STAGIONE
• Porta dei bagni forzata
• Rifiuti lasciati ovunque
• Servizi igienici in condizioni pietose
• Turche piene di
e assorbenti
• NESSUN RISPETTO
Ci dispiace dover condividere immagini e parole come queste.
Sui nostri canali scegliamo sempre di raccontare la bellezza della montagna: il silenzio, il rispetto, la natura, l’accoglienza e i momenti autentici che questo luogo sa regalare.
Ma questa volta sentiamo il dovere di fermarci un attimo.
Abbiamo trovato i servizi igienici forzati, nonostante fossero chiusi con un lucchetto, lasciati in condizioni profondamente irrispettose, con rifiuti abbandonati ovunque.
Non è solo una questione di ordine o pulizia: è una questione di educazione, rispetto e responsabilità verso un luogo che appartiene a tutti.
La montagna non è un parco giochi senza regole.
È un ambiente fragile che merita cura, attenzione e consapevolezza.
Siamo certi che chi ha compiuto questo gesto potrebbe leggere queste parole.
E allora il nostro invito è semplice: fermarsi un momento e riflettere.
Ogni azione lascia un segno, e ciascuno di noi può scegliere quale traccia lasciare dietro di sé.
Continueremo a raccontare il bello della montagna, come abbiamo sempre fatto.
Ma difendere questi luoghi significa anche avere il coraggio di parlare quando il rispetto viene meno.
MA IL MONTANARO RIPARTE , SISTEMA , ANCHE SE AVVILITO E RATTRISTITO DA QUELLO CHE E’ SUCCESSO SI RIMBOCCA LE MANICHE E RIPARTE…CIAO RAGAZZI A PRESO












Ciao, condivido quello che hai scritto. saluti, Francesco.
ciao Francesco, grazie mille e per me un forte dolore scrivere cose come queste, ma bisogna scrivere per poter fare vedere dove arriva la stupidità umana di chi pensa di essere intelligente, ma purtroppo viviamo in un mondo fatto così. ciao e Buon cammino
ciao , pienamente d’accordo con questo che dici e condivido pienamente. Purtroppo negli ultimi anni la montagna si è riempita di cafoni che vanno a fare sfoggio di abbigliamento e scarponi blasonati che ti sembra il defilé di moda, gente che non saluta neanche in punto di morte, che schiamazza e fa casino come fossero al happy hour che li senti arrivare kilometri prima, gente che il rifugio è un 3stelle , gente capitati in montagna perché fa tendenza. Anche io preferisco andarci durante la settimana per non incontrare nessuno di questi personaggi.la montagna è diventato questo nella speranza che tra qualche anno ritornino tutti alle Maldive o in s qualche altra località famosa piena di turisti. Nel frattempo un saluto e buon cammino Simone
Ciao Simone, purtroppo è così, la montagna troppo vicina ai paesi e troppo esposta alla cafonaggine degli umani, il rifugio Mario fraccaroli, è in un luogo non facile da raggiungere e questo scempio credo sia stato fatto purtroppo da gente che frequenta la montagna, e questo mi fa ancora più piangere il cuore. Ciao Buon Cammino
condiviso ogni parola ed ovviamente anche l’ articolo in FB.
ma mi pongo anche delle domande.. non sul rispetto che è fondamentale, ma se sbagliamo a pubblicare le nostre emozioni in montagna.. oramai presa come un parco giochi o palestra all’ aperto.
Caro Patrizio se le emozioni in montagna servono a sventrare porte e imbrattare bagni, il popolo merita l’estinzione, ma la montagna dovrebbe essere quel valore aggiunto alla vita, quella cosa che ci fa emozionare, domenica in un’escursione con il CAI che io per motivi di lavoro non riesco mai a fare, avevo una ragazza in difficoltà per raggiungere la vetta, era poca cosa certo per me, ma l’ho convinta di fare quei 15 minuti per la cima, così facendo le ho permesso di raggiungere la croce di vetta, a completamento di un’escursione anche facile, l’ho rassicurata e sorretta, sia in salita che in discesa, queste sono le emozioni, i merenderos in montagna sono solo pericolosi per se e per gli altri. e sono convinto che quelli che hanno fatto sto casino siano degli skialper. Ciao Buon Cammino