Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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162 Vajo pissavacca

Pubblicato da luke007 in 2 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento
162

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h30

Dislivello totale : 1100 m    

Quota massima raggiunta  :  2230 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come raggiungere

Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro  Terme. Giunti a  Recoaro  si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.

Descrizione

Questo percorso segnavia n.162 come il precedente è molto difficile e ripido richiede una preparazione fisica ottima, per raggiungere l’imbocco di questo itinerario si parte dal Passo Campogrosso 1464 m, scendendo per la strada asfaltata di Obra verso la località Ometto.

Giunti a quota 1210 m, appena dopo una curva si nota un ponte ed il punto di partenza del nostro sentiero segnavia n.162, la partenza sul canale fluviale è subito interrotta da un passaggio a destra del bosco per superare una cascatina, si prosegue ancora a sinistra in un tratto abbastanza pianeggiante, fino a rientrare sul canale fluviale, la salita è abbastanza complessa ma molto spettacolare, si continua ora a salire su ghiaie e detriti, molto simile al Vajo dei Colori, si continua a salire un pò zigzagando per evitare passaggi difficili, fino a raggiungere una parete ripida raggirabile a destra su un tratto ripido ed erboso, per poi riprendere ad avanzare con tornanti molto ripidi fino a sbucare sull’ampio vallone Cherlong, dopo aver raggirato sotto la Punta del Cherlong 1895 m,  si prosegue in questo luogo privo di vegetazione e molte volte innevato mantenendosi proprio sotto le creste strapiombanti della Cima del Cherlong 2010 m, mentre sulla sinistra si potrà notare la Forcella dei Camosci 1950 m, dove esce l’omonimo Vajo dei Camosci, qui il terreno diventa più difficile e ostico, molto detritico e ripido, raggiungendo con fatica la Bocchetta Cherlong a quota 2115 m, entrando così nel n.108 che sale dalla Valle dei Ronchi di Ala, proseguendo a sinistra si arriverà in circa 25 minuti al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m.

Ritorno

Partendo da Campogrosso si può scendere dalla via più facile e veloce, il n.157 che passa per Bocchetta dei Fondi e scende poi fino a Campogrosso 1464 m.

Partendo da Ometto invece si potrebbe scendere anche dallo stesso, n.162, ma richiede un impegno fisico notevole, ed e quindi sconsigliato per scendere. Lo stesso dicasi per il percorso n.145 della Val Grande altrettanto tecnico ed impegnativo in discesa .

Si scenderà dal n.146, si prosegue con il n.108, verso la Capanna Sinel 1990 m, (bivacco Sinel) passando sotto il Castello del Cherle fino a raggiungere il bivio con il n.115 sotto la Pala del Cherle 1980 m, salendo poi nei pressi di Cima Levante scendendo imboccando il n.146 che passa per il Jocole.

108 Costa media – Rifugio Fraccaroli

Pubblicato da luke007 in 2 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00

Dislivello totale : 750 m

Quota massima raggiunta : 2230 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come Raggiungere

Dopo aver superato l’abitato di Giazza si prosegue per il rifugio Revolto e dopo aver lasciato l’auto si sale direttamente al Rifugio Pertica attraverso una carrabile e seguendo le indicazioni , superato in rifugio Pertica , proseguire sulla strada senza prendere i sentieri altrimenti si supera il segnavia (ATTENZIONE NON USARE I SENTIERI CHE TAGLIANO I TORNANTI PERCHE COSI FACENDO SI SUPERA IL BIVIO E NON SI TROVA IL 108).

Oppure per quelli a cui piace fare un pò più di strada si può partire dal Rifugio Battisti in località Gazza , salendo dal 113 Omo e la dona superato il rifugio Scalorbi proseguire per la carrabile (ATTENZIONE NON USARE I SENTIERI CHE TAGLIANO I TORNANTI PERCHE COSI FACENDO SI SUPERA IL BIVIO E NON SI TROVA IL 108) si scende fino ad incontrare il segnavia 108 a 15 minuti circa dal Rifugio Pertica.

Descrizione

Si parte dal Rifugio Pertica, si affrontano la prima gallerie, a circa 10 minuti si trova il bivio sulla sinistra che riporta il n.108, imboccato il sentiero sale dapprima ripido, fino a raggiungere il bivio con la ferrata Biasin n.181, dopo aver raggirato un grosso sperone di roccia, sale a zig-zag in mezzo a un piccolo boschetto, fino ad uscire in diagonale tra i mughi, per poi attraversare un ghiaione detritico abbastanza ripido, per poi raggiungere i resti dei ruderi di una baracca dell’ex cava, l’ultima parte che porta sulla sommità del percorso è la più tosta, ma raggiunge la Cresta 2108 m, dove a sinistra sale la Ferrata Angelo Pojesi n.193, il panorama da questa posizione è incredibile, si continua sulla destra verso il Rifugio Mario Fraccaroli, prima perdendo leggermente quota per poi risalire sulla cima della Madonnina a 2140 m, perdendo quota transitiamo sulla Selletta di Costa Media 2109 m, si riprendono i saliscendi anche se poco impegnativi spezzano il ritmo cosi si prosegue mantenendo quota 2100-2200 m, fino a raggiungere il Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m, e poi volendo la quota più alta della Cima Carega 2259 m.

Ritorno

Si può scendere dallo stesso, mentre il più facile risulta essere il n.180B Vallon della Teleferica, ovvero quello che scende tagliando le due Creste quella della Costa Media ed dove sale la ferrata Campalani che permetterà di raggiungere dapprima la carrabile che porta dal rifugio Pertica 1573 m, e poi proseguendo per la carrareccia raggiungere il rifugio Revolto.

Per chi invece è salito dal rifugio Cesare Battisti il rientro sarà dallo stesso itinerario di salita  n.192, poi raggiunto il Rifugio Scalorbi potrà scendere sia dal percorso n.113.

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105 Vajo scuro

Pubblicato da luke007 in 2 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari attrezzati. Tag: Ferrate, Piccole dolomiti. Lascia un commento

 

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata:  4h15 

Dislivello totale : 650 m    Classe EEA Attrezzato

Quota massima raggiunta  :  1850 m

Come raggiungere

Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro  Terme. Giunti a  Recoaro  si prosegue per la località Gazza, salendo e superando diverse piccole contrade, arrivati a ridosso della Località Parlati si prosegue a sinistra mentre la strada inizia a restringersi, superata la località Zalica e la Locanda Obante, fino a raggiungere un ampio posteggio e a poche centinaia di metri il rifugio Cesare Battisti «Gazza», dove si lascerà l’auto.

Descrizione

Si tratta di un’itinerario attrezzato, con cambiamenti di pendenza notevoli e non adatti a tutti, l’ambiente e i panorami vanno ben oltre alle aspettative, sale tra guglie e Vaj del Fumante. Si parte dal posteggio del rifugio Cesare Battisti 1265 m, sulla sinistra imboccando il segnavia n.105, che sale in principio lievemente superando Malga Lorecche 1280 m, dove si trova anche una fontana, incrociando poi il bivio di raccordo del n.113 dell’Omo e la Dona, continuando per un tratto boschivo, si raggiunge un’altro bivio in  prossimità del canalone detritico del Vajo Pelegatta contrassegnato dal segnavia n.114, attraversato il canale il percorso inizia a salire su un bosco del Ghimbalte, molto bello, dove si sale abbastanza dolcemente fino a raggiungere il vajo del Ghimbalte 1365 m, raggiungendo poi un altro raccordo con il n.143, (che sostituisce il n.143 di origine, in quanto riporta diverse frane). Da qui si continua fino ad uscire dal bosco ed entrare nel Vajo Lovaraste, dove il tratto attrezzato scende fino ad aggirare un costone e salire sul costone erboso, per poi entrare nel Vajo Scuro, stretto tra il Torrione Recoaro e Punta delle Losche, il primo passaggio forse il più incredibile, una spaccatura verticale attrezzata con cordini in acciaio ed un primo leggero risalto che ti porta in una stretta fenditura da cui uscire, e proseguire ancora su queste rocce segnate dal tempo, si riprende a salire, sempre aiutati da corde fisse, fino a raggiungere attraverso passaggi poco difficili Forcella Bassa 1800 m, prosegue poi transitando su un tratto erboso, per poi entrare in una nuova spaccatura chiamata Orecchio del Diavolo, dopo aver risalito ancora un po’ il percorso scende da un canalino detritico, si traversa lateralmente il pendente sentiero fino a raggiungere un  masso in bilico che caratterizza la Porta dell’inferno, si prosegue scendendo su un tratto ghiaioso fino a raggiungere la Forcella della Scala  1850 m. Si entra poi nel sentiero n.195 che sale dal Rifugio Campogrosso, ma a noi  interessa la parte che porta verso in Rifugio Scalorbi, quindi proseguiamo a sinistra salendo il ripido ghiaione che porterà alla cima Centrale 1983 m, proprio sopra al Giaron della Scala si prosegue tra rocce e guglie, raggiungendo così la Forcella del Fumante 1905 m, mentre sulla destra si potrà ammirare il Prà degli Angeli, per poi dopo una ventina di minuti raggiungere la Forcella 2010 m, dove si raggiunge il bivio e il n.195 finisce, si imbocca il n.109 e si scende fino al Rifugio Scalorbi 1767 m.

Esiste una variante attrezzata da poco che permette di aggirare il canalino detritico, molto bella e panoramica anche se più complessa e che richiede un uso di braccia, con un traverso poi si rientra vicino alla fenditura iniziale.

 (INDISPENSABILE IMBRAGO E CASCHETTO MEGLIO ANCHE UN PAIO DI GUANTI PERCHE I TRATTI FERRATI PRESENTANO I FILI DI ACCIAIO USURATI)

Ritorno

Per il rientro ci sono diversi tracciati da seguire raggiunto il Rifugio Scalorbi si imbocca in primis il n.182, raggiungendo così la Porta di Campobrun 1831 m, ed il bivio con il n.113 dell’Omo e la Dona, oppure proseguendo con il n.182 raggirando il Monte Plische 1991 m. fino al Passo Tre Croci 1716 m, e scendere dal n.110, si può inoltre imboccando n.111 Forcellin del Plische sempre dalla Porta di Campobrun 1831m, ai piedi del Monte Plische 1991m, e scendere poi dal n.110 senza passare per il Passo Tre Croci 1716 m.

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Val Camossara

Pubblicato da luke007 in 2 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata:  3h00 

Dislivello totale : 912  m    

Quota massima raggiunta  :  1875 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Arrivati al ponte verde , si imbocca la strada che porta a colle Xomo , arrivati in una curva molto ampia e con numerosi massi di fianco , si può notare anche un posto per mettere l’auto da li sulla sinistra inizia il percorso nella valle boschiva , il percorso è impegnativo sotto il profilo fisico non presenta pericoli dal punto di vista tecnico  , dopo aver percorso il primo tratto boschivo si entra in un tratto prativo per poi procedere in mezzo ai ghiaioni in alcuni casi molto instabili , il sentiero non e segnalato ma risulta praticamente impossibile sbagliare il percorso il tempo di percorrenza e di circa 3h fino ad arrivare a forcella camossara , questo percorso e molto bello da fare anche in inverno in quanto la valle e molto ampia ed esposta al sole quindi scarica la neve subito risulta quindi poco pericoloso ed ideale per i primi approcci con i vaj invernali , la discesa può essere fatta dalla stessa valle , si raccomanda che se si volesse raggiungere il rifugio Papa dalle gallerie e necessaria l’uso della torcia , la valle sbuca tra la galleria 30-31. In eventuale si può scendere dal 322 Fontana d’oro ma poi si deve risalire fino all’auto  sulla strada asfaltata

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157 Bocchetta fondi

Pubblicato da luke007 in 2 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  3h00 

Dislivello totale : 829 m    

Quota massima raggiunta  :  2230 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come raggiungere

Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro  Terme. Giunti a  Recoaro  si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.

Descrizione

Questo itinerario è uno dei più belli  e completi del Gruppo del Carega, ed è uno dei pochi sentieri che raggiunge il Rifugio Mario Fraccaroli 2230 m, e il punto più alto delle Piccole Dolomiti, Cima Carega 2259 m, un ambiente molto variegato con pascoli tuttora in uso, boschi e tratti su roccette segnate dagli agenti atmosferici dove le nevicate e le piogge ne hanno forgiato le forme, una vista sulle guglie del Fumante, fino alla pendente radura dell’anfiteatro di Bocchetta fondi. Lasciato il rifugio Campogrosso 1464 m, si prosegue verso la strada delle 7 Fontane fino a raggiungere il segnavia n.157, e la Madonnina a mezzo busto dove è riportata una frase molto significativa «che il Signore fermi le Guerre», ricordo inoltre che qui passava, l’antico confine Austroungarico segnato dai Grandi Cippi, entrati nel sentiero si nota sulla sinistra anche l’Anello Storico della Guerra, il sentiero si snoda nel boschetto attiguo al Passo Buse Scure1475 m, il bivio porta sulla sinistra ad imboccare il n.144°, che porta alla Guardia attraverso il Sentiero delle Mole, il percorso prosegue quasi in maniera circolare transitando sopra la cresta della Frana del Rotolon ovvero la parte stabilizzata da tempo, si esce parzialmente dal bosco incrociando prima il n.195 Sentiero delle Creste del Fumante, poi proseguendo sui ghiaioni e sotto le pendici di alcune Guglie si transita sul Giaron della Scala e del Prà degli Angeli anche se poco visibile dal basso, raggiunta la Torre Giordani, si incrocia il n.157A, poco usato che sale dalla strada per Camposilvano, poi il bivio a quota 1690 m. con il n.158 del Vajo dei Colori, ora si inizia a salire ripido su un terreno molto instabile del Boale fino a una piccola curvatura a destra che permette di salire sulle roccette a lato dei mughi che permette un avanzamento più stabile e sicuro entrando coì nell’Anfiteatro a circa 1893 m. lo scenario è maestoso e magnifico, mentre sulla sinistra si nota l’ultimo canalino di risalita dove bisogna prestare molta attenzione poiché il terreno e molto detritico, e che porterà a Bocchetta dei Fondi 2040 m.

Variante Vajo dei colori e camosci
Percorrendo il 157 si arriva a un bivio segnalato che prosegue diritto e porta prima nel vajo dei colori e successivamente nel vajo dei camosci (attenzione per i vaj occorre una buona preparazione e l’attrezzatura occorente per percorrerli in sicurezza)

Il Ritorno

Può essere fatto percorrendo a ritroso il sentiero n.157, prestando molta attenzione ai due tratti più ripidi e pericolosi del percorso, oppure in alternativa raggiungendo la bocchetta dei Fondi 2004 m, si imbocca il n.196 che segue il crinale dell’Obante 2072 m, fino a raggiungere il bivio con l’itinerario n.195 delle Creste del Fumante passando poi per l’omonima Forcella del Fumante 1905 m, e scendendo poi su un sentiero molto usato ma privo di segnavia, che passando sotto il Castello degli Angeli attraversa il ghiaione del Prà degli Angeli, fino a poi raggiungere il sentiero n.157, e per chi è pratico della discesa su ghiaione una fantastica discesa, per chi poco pratico risulta una condizione difficoltosa, in ogni caso questo percorso non è percorribile a tutti, bisogna valutare bene, quelle che sono le proprie capacità individuali, sia fisiche che di orientamento.

Per i più preparati e chi vuole compiere un grandioso anello può scendere dall’itinerario n.195 Sentiero delle creste del Fumante passando per il Castello degli Angeli , Cima Centrale 1983 m e Punta Lovaraste 1942 m, scendendo poi verso la Guglia Gei, Guglie del Fumante e il Piazzale S.U.C.A.I.

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385 Val caprara

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. 22 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h00   Fino al Rifugio Papa : 4h30

Dislivello totale : 1250 m    

Quota massima raggiunta  :  2070 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come arrivare

Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , dopo l’abitato di Posina percorrendo la strada che porta al passo della borcola , si passa la scuola di Ganna fino ad arrivare in località Doppio , si prosegue superando la località Griso , in un tornante per salire alla Borcola si troverà il segnavia sulla sinistra

Il sentiero 385 per la chiesetta Santa Maria e Sette croci , il sentiero e molto bello ,non molto difficile ma come segnalato nei segnavia risulta molto lungo , e molto variabile sia nella vegetazione che nei tratti rocciosi , sopratutto se percorso in primavera con panorami molto avvincenti , anche perche le valli di quelle località risultano ancora abbastanza selvagge e poco praticate.
Lo sbocco in quota risulta in propio a fianco della chiesetta di santa Maria , e si passa sulla linea di fuoco tra le due prime linee della grande guerra , sulla cima nella postazione di comando settore , si possono vedere parte della prima linea italiana , recuperata dagli associazioni alpini , e da li si può anche intravedere il camminamento Ghersi che porta alla selletta comando.
Da li si possono vedere buona parte delle zone di guerra dove la battaglia , le mine e gli inverni hanno mietuto vittime su tutti e due gli schieramenti
La zona del Pasubio e considerata zona sacra e va rispettata come tale per le sue vicende belliche durante la prima guerra mondiale e a rispetto di tutte le persone che sono cadute per un’unico ideale di libertà
Come cita una frase sul dente austriaco “nemici in terra , fratelli in Cristo “

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122B Val Grobbe – Monte Corno Battisti

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  : 3h00

Dislivello totale : 955 m

Quota massima raggiunta : 1761 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come arrivare

Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 che porta verso Rovereto , transitando sul passo del Pian delle Fugazze si prosegue verso Rovereto per circa 10 km fino ad arrivare all’abitato di Anghebeni , sulla destra a fianco della caserma dei Carabinieri un piccola stradina si inoltra nel bosco , risalita la stradina si trova a sinistra un piccolo posteggio e poi si prosegue a piedi

Il sentiero parte dalla strada della Vallarsa presso l’abitato di Anghebeni, si prende per la val di Foxi e arrivati alla Casa d’Austria inizia il sentiero, (abbastanza impegnativo) e poi si raggiunge il monte trappola e l’omonima selletta da dove si prende il sentiero 122C che porta al cappuccio di pulcinella, per poi proseguire fino alla selletta battisti e successivamente al corno vero e proprio. Per il sentiero si richiede una buona preparazione fisica e per la sua lunghezza, circa 3 h e 30, e perché anche se presenta tratti con passaggi abbastanza semplici, è molto più sicuro con l’uso dell’ IMBRAGO. Molto bello da fare anche sotto il profilo storico; nella selletta prima di arrivare al corno si trova la lapide dove sono stati catturati Cesare Battisti e Fabio Filzi, qui la battaglia fu molto aspra con gravi perdite; buona parte delle gallerie sono state aperte rendendo cosi possibile il passaggio e la visita con TORCIA ed IMBRAGO. E’ consigliato visitare prima il posto di medicazione, e poi prendere il pozzo della carrucola: attenzione la discesa sulla scala del pozzo della carrucola poichè è pericolosa,  ma in fondo esce e riprende il sentiero normale. La discesa può essere fatta per la val Foxi (sentiero 102). Il sentiero 122 prosegue ma viene poco utilizzato salendo da questo versante in quanto va a finire nella carrabile che sale al rifugio Lancia mentre per andare al Lancia si prende quello per la 102 bocchetta delle corde oppure per il 102a monte Testo

Cenni storici

Durante la notte sul 13 di maggio, da Cima Alta arriva il cambio per gli sparuti difensori all’interno del monte Corno , il cambio avviene attraverso una feritoia allargata a Cima Alta, raggiungibile da una scala di corda posta lungo un canalino e che attraversa verticalmente il monte corno e che più in basso attraversa il sentiero . Il cambio e il rifornimento vengono fatti di notte in quanto gli austriaci al minimo rumore iniziavano a sparare, buttare bombe e valanghe di sassi  sul passaggio obbligato essendo loro in cima al corno. Sono le 14 pomeridiane dopo aver discusso la possibilità di attaccare dall’esterno , il tenente Carlo Sabatini e il sergente Degli Espositi trovano altri tre uomini e una fune e si preparano a salire dal canalino attraverso lo sperone di roccia molto friabile , ma e l’unico modo perchè il nemico non li possa vedere , la via della scalata non era facile a causa della friabilità della roccia . I provetti scalatori si armano di pugnale e di petardi thavenot e inizia la scalata il tenente Sabatini uscendo dalla feritoia allargata arrivato in una piccola cengia si appresta a far salire gli altri e anche se cade qualche sasso gli austriaci sono convinti che nessuno possa salire da quella posizione e quindi non la sorvegliano neanche .Dagli osservatori interno si possono scorgere i cinque uomini allineati  come formiche che salgono lungo la parete , ad un certo punto il tenente Sabatini si stacca e sale fino alla cima raggiungendo uno scudo con la feritoia e nota dentro la feritoia la sentinella austriaca che sta chiaccherando con un’altra , atttende che gli altri uomini siano vicino a lui e con poche parole disse “ammazzarli tutti altrimenti ci rovesciano giù” lancia prima un petardo e poi assalta la postazione urlando .

“la mischia è rapida ed orrenda , a pugnalate nel ventre , ferocia senza quartiere .Quelli che accorrono di rinforzo da un’altra galleria vanno all’altro mondo senza rendersi nemmeno conto di cosa stia accadendo . Qualcuno viene anche rovesciato nei canaloni .”

Questo gesto è valsa la medaglia d’oro al valore al tenente Carlo Sabatini

Ricordo la cattura di Cesare Battisti e Fabio Filzi :

La ricostruzione più attendibile Sottotenente Ingravalle “cessata la sparatoria , odo la voce di Cesare Battisti , lo chiamo tacendo il suo nome Tenente? Battisti si avvicina chiedendo notizie .Mi risponde informandomi sulla situazione e mi dice “ora per me rimane solo la forca “. Ecco avvicinarsi un ufficiale nemico : e il cadetto Brunello Franceschini della Val di Non , accompagnato da 4 soldati .Si volge a Battisti e gli ingiunge di consegnarli la pistola . Battisti alza il capo con fierezza e risponde : mi sono battuto onorevolmente e  consegnerò l’arma ad un superiore e mai ad un inferiore .Il rinnegato Franceschini tace , evidentemente imbarazzato .Poi gli chiede il binocolo : no -risponde Battisti questo e di mia proprietà”

Fabio Filzi (Brusarosco)

Anche Filzi fu catturato in cima al monte corno e continuo ad insistere sulla sua identità segnalata nei suoi documenti , ovvero sottotenente Brusarosco di Vicenza , tuttavia pensava di non poter essere riconosciuto se non che venne riconosciuto ad Aldeno da una famiglia di Rovereto che ne conoscevano la famiglia di provenienza.

Lettera del Maggiore Frattola al padre di Filzi

” appena catturato suo Figlio , che aveva il nome di guerra Brusarosco , fu subito riconosciuto dal tenente austriaco  Franceschini , separato dagli altri prigionieri e guardato a vista da una sentinella :gli altri prigionieri tra i quali ero io , stavano in un gruppo a parte compreso io .Suo figlio appena mi vide , mi rivolse la parola e mi prego d’intervenire in suo favore perchè gli fosse riservato un trattamento uguale agli altri prigionieri . Mi rivolsi ad un maggiore austriaco per ottenere uguaglianza di trattamento , ma a nulla valsero le mie insistenze…”

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Boale rosso

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari difficili. Tag: Monte Pasubio. 3 commenti

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Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Raggiunto la località Ponte Verde si prende sulla destra e si prosegue per qualche km fino ad incontrare un segnavia del CAI con un strada sterrata che parte a sinistra e che porta al 322 fontana d’oro , li si può lasciare l’auto per proseguire a piedi verso la stradina , arrivati ad una sbarra , la si supera e si prosegue superando un boschetto ad un certo punto in una curva si nota un letto fluviale secco ( QUESTO E’ IL PEZZO TRATTEGGIATO ROSSO) , da li si può salire verso l’imboccatura del boale , il sentiero non e segnalato quindi bisogna proseguire controllando dove si intravedono i punti di passaggio ,giunti alla base del boale i riferimenti sono molto chiari , a sinistra c’è un targa in metallo da li si parte con il boale .
SI RICORDA CHE IN OGNI CASO SI TRATTA DI UN VAJO E NON DI UN SENTIERO ED E QUINDI INDISPENSABILE UN PO DI PREPARAZIONE PER AFFRONTARLO IN SICUREZZA il percorso e molto bello presenta un discreto impegno fisico , nella parte iniziale il boale presenta sempre un pò d’acqua che scorre ed e meta dei camosci per abbeverarsi , presenta anche alcuni passaggi difficili ma superabili senza grossi pericoli ed in diversi casi raggirabili , a qualsiasi possibile bivio mantenere sempre la sinistra per evitare uscire dal percorso il tempo di percorrenza e di circa 3h per arrivare al rifugio Papa , per eventualmente mangiare qualcosa .

E INDISPENSABILE L’USO DEL CASCHETTO E DELLA TORCIA ELETTRICA PER LE GALLERIE

La discesa può essere fatta sia dal 300 val canale più lunga (ma molto bella la variante per il canale fluviale della val canale) che si raccorda con il sentiero che porta a Pra dei penzi dove abbiamo messo l’auto , oppure per il 322 Val fontana d’oro molto bella , sotto il profilo panoramico e un pò più corta.

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377 Val Sorapache

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. 7 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h15

Dislivello totale : 1300 m    

Quota massima raggiunta  :  1938 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come arrivare

Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , dopo l’abitato di Posina percorrendo la strada che porta al passo della borcola , si passa la scuola di Ganna fino ad arrivare in località Doppio , li a sinistra si può mettere l’auto , tornando indietro per circa 250-300 metri si incontra l’inizio del sentiero .

Il sentiero non presenta difficoltà alpinistiche ma presenta diversi cambiamenti di pendenza tali da renderlo di un impegno fisico notevole e quindi neccessaria una discreta preparazione fisica . Il tempo previsto e di 4h15 per arrivare al Rifugio Papa ; la pendenza ,la sua lunghezza, ma sopratutto perchè dopo si deve tener conto del ritorno , che e conveniente fare per val sorapache 377 con un tempo di circa 2h40.Il sentiero e molto bello presenta una prima parte boschiva , poi si attraversa di continuo il canale fluviale per poi arrivare su un tratto prativo con fino al rifugio Papa.Risulta inoltre un sentiero di collegamento , allo scopo di eviitare il passaggio al rifugio Papa il bivio 378 che va a tagliare una piccola parte del percorso QUESTO PERCORSO E MOLTO BELLO MA PRESENTA UNA PENDENZA TALE DA COMPLICARNE LA SALITA RICHIEDE UN BUON ALLENAMENTO, E CONSIGLIATO MAGARI SALIRE DAL 380 VAL PRUCHE (PENDENZA MINORE )PER POI SCENDERE DA QUESTO.

SUPERPIPPO VAL SORAPACHE

Nella val Sorapache si disputa inoltre una gara di corsa in salita , percorso di 11 km con 1500 metri di dislivello positivo culminante sulla cima Forni Alti

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Ferrata “Carlo Campalani “

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari attrezzati. Tag: Ferrate, Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h15 

Dislivello totale : 300 m    

Quota massima raggiunta  :  2259 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

La via ferrata inizia in una tornante del sentiero che porta sul Fraccaroli dal Rifugio Scalorbi attraverso il sentiero 112 (G12  sulla cartina)risulta più complessa la via di avvicinamento alla ferrata sia che si parta da Campogrossso salendo dal 157 che salire dalla Gazza per il 113 -114 , la via richiede un impegno tecnico discreto per i continui camini presenti , anche se gli stessi sono molto ben attrezzati , non e molto lunga quindi si riesce a fare abbastanza facilmente E INDISPENSABILE L’USO DELL’IMBRAGO  E  DEL CASCHETTO

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