Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Vajo dei camosci

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Difficoltà: EEA-MD

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 4h00

Dislivello totale: 780 m

Quota massima raggiunta: 2215 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come raggiungere

Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro  Terme. Giunti a  Recoaro  si prosegue dalla S.P. 99 per la località Merendaore. Si supera malga Ravo e si raggiunge, il Rifugio Alla Guardia, dove la strada si restringe fino al Passo di Campogrosso, ovvero al Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso dove si lascerà l’auto.

Descrizione

Lasciato il rifugio Campogrosso 1464 m, si prosegue verso la strada delle 7 fontane per circa 150 m fino a raggiungere il segnavia n.157, e la Madonnina a mezzo busto dove è riportata una frase molto significativa «che il Signore fermi le Guerre», ricordo inoltre che qui passava, l’antico confine Austroungarico segnato dai Grandi Cippi, entrati nel sentiero si nota sulla sinistra anche l’Anello Storico della Guerra, il sentiero si snoda nel boschetto attiguo al Passo Buse Scure 1475 m, il bivio porta sulla sinistra ad imboccare il n.144, che porta alla Guardia attraverso il Sentiero delle Mole, il percorso prosegue quasi in maniera circolare transitando sopra la cresta della Frana del Rotolon, si esce parzialmente dal bosco incrociando prima il n.195 Sentiero delle Creste del Fumante, poi proseguendo sui ghiaioni e sotto le pendici di alcune Guglie si transita sul Giaron della Scala e del Prà degli Angeli anche se poco visibile dal basso, raggiunta la Torre Giordani, si incrocia il n.157A, poco usato che sale dalla strada per Camposilvano, poi il bivio a quota 1690 m. con il n.158 del Vajo dei Colori, esiste inoltre un itinerario diretto al Vajo, prendendo la strada che dal Passo Campogrosso 1464 m scende verso località Ometto, giunti sul secondo ponte si nota sulla diretta il vajo dei colori, che sale fino a bocchetta Mosca, questo percorso è poco usato visto che la strada per Ometto è divieto di transito. Dal bivio si scende un po’ per aggirare il gruppo della Cima Mosca 2141 m, fino a raggiungere la selletta dei Contorni 1650 m, il percorso scende fino a quota 1550 m, per poi  risalire nel canale detritico del Vajo che sale tra grossi e piccoli massi, a breve si raggiunge il bivio a circa 1700 m, con un altro itinerario tra i più belli e complessi delle piccole dolomiti, il Vajo dei Camosci, proseguendo sulla destra, si entra nel nostro itinerario, tecnicamente non presenta difficoltà, ma richiede un impegno fisico notevole, il passaggio un pò più è dato dalla presenza di un sasso nel mezzo del percorso ed un piccolo cordino, superabile con un po’ di fantasia. La pendenza è notevole ed aumenta proprio dopo di questo passaggio, si continua a salire mentre il canalino si restringe fino a raggiungere la forcella dei Camosci 1950 m, ammirando così la Busa del Cherlong sotto l’omonima cima 2210 m, a destra in fondo si può notare il punto su cui risale il n.162 del Pissavacca, il percorso scende in un traverso su ghiaioni mobili, qui il terreno diventa più difficile e ostico, molto detritico e ripido, raggiungendo con fatica la Bocchetta Cherlong a quota 2115 m, entrando così nel n.108 che sale dalla Valle dei Ronchi di Ala, proseguendo a sinistra si arriverà in circa 25 minuti al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m.

Il Ritorno

Può essere fatto percorrendo a ritroso il sentiero n.157 del Boale dei Fondi, prestando molta attenzione ai due tratti più ripidi e pericolosi del percorso, oppure in alternativa superando la bocchetta dei Fondi 2004 m, si imbocca il n.196 che segue il crinale dell’Obante 2072 m, fino a raggiungere il bivio con l’itinerario n.195 delle Creste del Fumante passando poi per l’omonima Forcella del Fumante 1905 m, e scendendo poi su un sentiero molto usato ma privo di segnavia, che passando sotto il Castello degli Angeli attraversa il ghiaione del Prà degli Angeli, fino a poi raggiungere il sentiero n.157, e per chi è pratico della discesa su ghiaione una fantastica discesa, per chi poco pratico risulta una condizione difficoltosa, in ogni caso questo percorso non è percorribile a tutti, bisogna valutare bene, quelle che sono le proprie capacità individuali, sia fisiche che di orientamento.

Per i più preparati e chi vuole compiere un grandioso anello può scendere dall’itinerario n.195 Sentiero delle creste del Fumante passando per il Castello degli Angeli , Cima Centrale 1983 m e Punta Lovaraste 1942 m, scendendo poi verso la Guglia Gei, Guglie del Fumante e il Piazzale S.U.C.A.I. questo itinerario potrebbe essere impegnativo dopo essere saliti dal Vajo dei Colori.

Vajo dei Camosci Semi invernale

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari difficili. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Difficoltà: EEA-MD

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 4h00

Dislivello totale: 780 m

Quota massima raggiunta: 2215 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

RICORDO SEMPRE CHE NEL PERIODO INVERNALE LA STRADA E’ APERTA SOLO FINO ALLA GUARDIA E PERTANTO BISOGNA TENER CONTO DEL TEMPO DI ARRIVARE AGLI ATTACCHI DEI SENTIERI

Il Vajo partirebbe dal fondo sulla strada che porta da Campogrosso verso Camposilvan , quella che è interrotta per capirsi prendendo lo stesso che sale per il vajo dei colori (essendo il vajo dei camosci una sua biforcazione )ma quasi tutti salgono da Campogrosso dopo aver imboccato il sentiero 157 per bocchetta fondi si arriva ad un bivio , nel quale si mantiene la destra sul 158 si prosegue per circa 40 minuti fino ad arrivare nel canalone del vajo dei colori. Il sentiero non e difficile tecnicamente ,ad un certo punto si incontra un roccione nel centro del vajo ,si prosegue per il sentiero di destra che risulta a prima vista molto più stretto , poi proseguendo presenta un solo passaggio in cui ci si arrampica tenendosi per un cordino fissato su di un masso, poi aumenta la pendenza fino ad arrivare ad un forcellino per poi ridiscendere sui ghiaione del cherlong per poi risalire la ripida salita che porta dietro al Rifugio Fraccaroli , tecnicamente non presente grosse difficoltà anche se si deve considerare che la pendenza richiede un impegno fisico abbastanza importante , la discesa può essere fatta sia dal boale dei fondi 157 che dal Prà degli Angeli , passando per il Giaron della scala e rientrando più bassi nel 157.( e quello che normalmente si preferisce fare più lungo ma meno pericoloso)

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Vajo Battisti

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari difficili. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  2h00  Avvicinamento : 1h00

Dislivello totale : 490 m    

Quota massima raggiunta  :  1940 m

Arrivati al primo posteggio in località Gazza , Rifugio Cesare Battisti , si prosegue a piedi verso il rifugio a fianco dello stesso si può notare il lungo canale di entrata del vajo , non e molto tecnico ma richiede vista la pendenza una buona preparazione fisica , si può fare anche d’inverno ma bisogna prestare la massima attenzione alla neve sia nella qualità che nella quantità in quanto e molto soggetto a slavine nella parte superiore , la vista dalle tre croci e molto bella , la discesa puo essere fatta sia per il sentiero 110 passo della lora o per una cosa un pò più impegnativa il 121 del ristele , e consigliabile l’uso del caschetto
Nella salita in invernale o seminvernale e indispensabile l’uso dei ramponi e bastoncini.

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190 Dogana Vecchia – Rifugio Revolto

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo itinerario e molto bello anche perchè si percorre una zona nuova per quelli che come me abitano nell’alto vicentino , si sale in auto fino alla località Giazza , poi si prosegue fino ad arrivare alla ex Dogana , nella curva si può notare una piccola lapide , da li parte il sentiero .( e ovvio che questa soluzione per noi della valle dell’agno e un pò scomoda)
Lo si può prendere anche dalla località Gazza , sia salendo dal 113 omo e la dona , sia che per il 110 passo tre croci , chiaramente arrivati al passo tre croci si prende il 190 e si scende agli orti forestali e prendendo la destra si sale prima al Lago secco e poi al Rifugio Revolto questo tipo di itinerario ovviamente risulta più lungo e faticoso .

La salita sul 190-185 per salire allo Revolto non richiede particolari precauzioni e risulta molto molto spettacolare in quanto e passata da una valle fluviale al centro , e non richiede una grossa fatica fisica. La zona è molto curata dal punto di vista del sentiero e ci sono anche delle aree per fare il pic nic a circa 10 minuti a piedi dalla Vecchia Dogana .
Per quanti sostassero al rifugio Revolto per un panino , ricordo che fanno degli ottimi panini con la salsiccia e peperoni ….da leccarsi i baffi .

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113 L’omo e la dona

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30

Dislivello totale : 600 m    

Quota massima raggiunta  :  1767 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo itinerario parte dal Colle della Gazza, percorso molto interessante e panoramico, alcuni tratti verso la sommità su roccette e risalti anche se privi di grosse difficoltà lo rendono incredibilmente bello, si parte dal posteggio situato presso il rifugio Cesare Battisti 1265 m, si prende dapprima il sentiero n.105, che porta verso al Vajo Pelegatta e Vajo Scuro, si transita per Malga Lorecche 1280 m, mentre sulla sinistra inizia il sentiero con una salita abbastanza lieve inizialmente che continua a salire con i suoi zig zag, aumentando sempre più la quota e divenendo leggermente più difficoltoso. La maggior parte del sentiero si sviluppa in mezzo a mughi ed il panorama e molto bello verso il versante del Vajo Pelegatta. Si continua su ghiaie detritiche di grosse dimensioni, in cui prestare molta attenzione, si prosegue a salire mentre i massi e roccette si presentano più grandi e si intravedono i due roccioni dell’Omo e la Dona. A quota 1831m, incrociando il n.111 del Forcellin del Plische, che non è altro che un sentiero di raccordo di un certo impegno, e tutto su terreno ghiaioso, dopo aver passato il percorso in mezzo alle rocce si esce sulla Porta di Campobrun 1831 m, dove il sentiero entrerà nel n.182, a circa 20 minuti dal rifugio Scalorbi 1767 m. Normalmente questo percorso viene maggiormente accoppiato al n.110 che verrà usato per la discesa.

E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n. 182-192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.

Ritorno

Il rientro può essere fatto dal n.110 Passo Tre Croci 1716 m, per poi scendere dai ghiaioni della Lora, fino a raggiungere il Rifugio Cesare Battisti. 1265 m. Oltre a scendere verso il Passo Tre Croci per il n.182, si può usare la varianten.111 del Forcellin del Plische, anche se molto più impegnativa.

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110 Passo tre croci (Passo lora)

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. 6 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h30

Dislivello totale : 450 m    

Quota massima raggiunta  :  1716 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Arrivati sul colle della Gazza si prosegue verso il rifugio , e si imbocca questo itinerario  segnalato con il n.110 , il percorso è semplice, poco impegnativo, privo di difficoltà che porta l’escursionista al Passo Tre Croci o Passo della Lora, il sentiero sale in maniera abbastanza lieve e con tornanti visibili anche da fondo dello  stesso, si tratta di un percorso molto ghiaioso e detritico a causa delle pareti del Sasso delle Molesse 1801 m che lo sovrastano sulla sinistra soggette a continua erosione, e movimentate dagli agenti atmosferici. Si parte da una quota di 1265 m, man mano che si sale il percorso si rende più impegnativo e i detriti aumentano, superato il Sasso delle Molesse si prosegue verso destra fino a raggiungere il bivio di raccordo con il n.111 Forcellino del Plische, circa 1650 m, si attraversa verso sinistra culminando così sulla cima del Passo Tre Croci 1716 m, proprio al di sopra della Val del Diavolo , imboccando il sentiero n.202  a sinistra si può proseguire verso il Passo della Scagina, mentre sulla destra attraverso il n.182 si prosegue verso il rifugio Scalorbi  .Normalmente questo sentiero viene usato per il rientro in quanto poco difficile. Se si prosegue per il n.182 passando per il Passo del Plische  e successivamente sulla Porta di Campobrun fino a raggiungere il Rifugio Scalorbi .

E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n.182-192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.

Ritorno

Il ritorno verrà fatto salendo sulla Porta di Campobrun ed imboccando il n.113 Sentiero dell’Omo e la Dona, scendendo a valle per poi rientrare attraverso il n.105 fino al Rifugio Gazza, oppure per chi possiede un buon allenamento, prosegue verso il passo della Scagina, percorrendo il n.202 passando per il Passo della Zevola e raggiungendo il Passo Ristele imboccando così il n.121 Sentiero Ristele scendendo fino al n.120 e rientrando così al Rifugio Cesare Battisti «Gazza».

1° salita dal 113 Omo e la dona , e discesa dal 110

2°salita dal 121 Passo ristele ,  discesa dal 110

179 STRADA DEGLI EROI

Pubblicato da luke007 in 5 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30

Dislivello totale :  770 m    

Quota massima raggiunta  :  1938 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Arrivati in località Pian delle Fugazze sul posteggio situato a destra dove si può mettere la macchina , da li parte la Strada degli Eroi che porta al rifugio Papa alle porte del Pasubio , antico confine austroungarico , nel basso si possono ritrovare anche gli antichi Ceppi di confine, la strada e percorribile anche con la MTB e nel periodo estivo funziona anche un bus navetta , e abbastanza semplice non presenta grosse difficoltà , e la sipuò percorrere interamente oppure attraverso alcune scorciatoie ben segnalate , così facendo si risparmia un pò di strada visto la sua lunghezza a causa di molti tornanti circa 10 km , arrivati alla galleria D’Havet che va ad attraversare le creste che portano all’incudine , si può vedere uno scenario mozzafiato (tempo permettendo )della val Canale e del rifugio Papa , come anche del resto la strada delle 52 gallerie , la direttissima val Canale , il soglio dell’uderle ,il boale dei cavi , il boale d’inverno.
La discesa può essere fatta dallo stesso sentiero o per persone un pò più esperte il 300 Val Canale per poi rientrare al pian delle Fugazze passando per la chiesetta e la Colonia di San Marco

Cenni storici
La strada degli Eroi vera e propria è il tratto lungo circa 2 chilometri che collega la Galleria d’Havet al Rifugio Achille Papa, situato alle Porte del Pasubio. Scavata sulla destra orografica delle pareti verticali a precipizio sull’impervia Val Canale, presenta un fondo naturale piuttosto dissestato.

Il nome deriva dal fatto che sulla parete rocciosa sono collocate delle targhe in onore delle 15 Medaglie d’Oro al Valor Militare che combatterono sul Pasubio durante la Grande Guerra.

Per estensione con il termine di Strada degli Eroi ci si riferisce all’intera rotabile della Val Fieno, che sale dal Pian delle Fugazze (1162 m), al confine fra la provincia di Vicenza e di Trento, e arriva fino al Rifugio Papa (1928 m).

La strada, chiusa al traffico motorizzato è lunga nella sua interezza 10,6 chilometri, segnati da pietre miliari che ogni chilometro danno la distanza dall’inizio. Il fondo è naturale, tranne per alcuni tornanti asfaltati, con un percorso tortuoso nella Val Fieno per salire con pendenza piuttosto costante e mai particolarmente impegnativa se non nel tratto finale prima della Galleria d’Havet, lunga poche decine di metri, che permette di passare nella Val Canale appena sotto il crinale dello spartiacque.

Durante il conflitto mondiale era solamente un sentiero e venne in seguito allargata per permettere un comodo accesso alla Zona Sacra, in alternativa della strada degli Scarubbi in cui la neve permane molto più a lungo a causa dell’esposizione a nord. Chiusa al traffico motorizzato negli anni ottanta a causa della pericolosità del tragitto soprattutto nel tratto finale, è oggi molto frequentata dagli escursionisti sia a piedi che in mountain bike. Rimane infatti una delle principali vie d’accesso alla sommità del massiccio perché può essere percorsa anche da chi ha poca confidenza con la montagna.

PERCORRENDO QUESTI LUOGHI DOVE TANTO SANGUE E STATO VERSATO  , PENSATE  A QUANTI HANNO PERSO LA VITA SU QUESTE ROCCIE PER UN’UNICO IDEALE DI LIBERTA’ .

VIATORE SOSTA REVERENTE

GUERRA ITALO AUSTRICA 1915 – 1918
LA 326° COMP DEL GENIO ZAPPATORI
NELL’ANNO 1917
REDUCE DAI LA VORI DIFENSIVI E OFFENSIVI
NELLE LOCALITA’
DENTE ITALIANO SELLETTE QUOTA 2081
CORNO DEL PASUBIO FORNI ALTI CUARO
FONTANA D’ORO SOGLI ROSSI
INIZIO’ E COSTRUSSE A COMPIMENTO QUESTA STRADA
CONGIUNGENTE
PORTE DEL PASUBIO CON LA GALLERIA D’HAVET
SCOLPITA NELLA ROCCIA A STRAPIOMBO
OVE PRIMA SOLTANTO L’ALI AVEVANO DOMINIO
FU IN SEGUITO DENOMINATA
LA STRADA DEGLI EROI
DELLE COSPIQUE OPERE POSTUME APPORTATEVI
AD ALTRI IL MERITO

UN SUPERSTITE
DELLA 326 COMP. 1° REGG. GENIO
ANNI 1916 E 1917 SOCIETA’ ESCURSIONISTI PASUBIO
S.E.P.
VALDAGNO
ANNO 1979

179-0 179-1 179-2 179-3 179-4 179-5 179-6 179-7 179-8 179-9 179-10 179-11 179-14 179-15 179-16 179-17 179-19 179-20 179-21 179-21a 179-22 179-23 179-24 179-25 179-25a 179-26 179-27 179-28 179-31 179-32 179-33 179-35 179-37 IMG_2009

311 Direttissima val canale (boale dei Cavi )

Pubblicato da luke007 in 4 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  3h00 

Dislivello totale : 1050 m    

Quota massima raggiunta  :  1938 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Salendo per la strada statale 46 passata la località Ponte verde (a destra porta al passo Xomo il sentiero partirebbe da li ma il posteggio risulta difficile ) si procede per circa 2 km fino ad arrivare al Rifugio Nerone Balasso , sulla destra si può notare la cava e l’ampio parcheggio auto , alla fine del recinto sulla sx si nota il primo segnavia ,da li si prende la sx passando in mezzo ad abeti e pini per poi congiungersi con il 300 vero e proprio , dopo aver terminato il sentiero ed essere entrati nella val canale si prosegue per circa 200-300 metri e si nota sulla destra una gola con ghiaioni slavinati , si sale sui ghiaioni e da li parte il segnavia 311 , si restringe il vajo , ci sono dei passaggi con catene abbastanza semplici fino ad incontrare un masso incastrato proprio nel mezzo del vajo , superabile con un po di difficoltà con la catena fissa , superato questo masso la via prosegue prima su erba e mughi e poi su sassi per arrivare proprio sotto al rif Papa superando gli ultimi ghiaioni in un tratto abbastanza pendente (dove nel periodo della guerra erano situati i baraccamenti denominati “el milanin”)il tempo di percorrenza e di circa 2h40 e di circa 2h40 , mentre la discesa può essere fatta sia per il sentiero 300 val canale che per la strada degli Eroi.

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147 Malga Costa – Sella delle pozze

Pubblicato da luke007 in 3 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h00  Fino al Rifugio Lancia : 4h30 

Dislivello totale : 900 m    

Quota massima raggiunta  :  1903 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , alla prima curva si prende a sinistra verso l’abitato di Posina , si prosegue fino al passo della Borcola che separa la val di Posina dalla Val terragnolo.Arrivati al passo si lascia la macchina e si prosegue a piedi fino ad incrociare il sentiero 147 a sinistra , non presenta difficolta tecniche , ma ci vuole un buon passo per arrivare al rifugio Lancia una preparazione abbastanza buona visto i continui saliscendi , e spettacolare dal punto di vista naturalistico e presenta delle varianti molto interessanti sotto il profilo storico perchè portano direttamente sulle fortificazioni Austroungariche situate sulla selletta del groviglio quota 2059 , da dove si può vedere la linea di fuoco italiana nella parte bassa dei roccioni (vedi variante Zenavri)raggiunta la quota sella delle pozze 1200 metri , prendendo sulla destra in circa 20 minuti di cammino si arriva al rifugio Vincenzo Lancia .
La discesa può essere fatta dallo stesso sentiero o si può prendere la 385 Val Caprara che scende sulla strada che porta al Passo della Borcola , anche se però si deve percorrere un buon tratto di strada asfaltata per risalire al Passo.

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134 Cogolo Alto Rifugio Lancia

Pubblicato da luke007 in 3 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h50 Fino al Rifugio Lancia : 2h30

Dislivello totale : 400 m    

Quota massima raggiunta  :  2020 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Il sentiero parte dal Rifugio Papa con il segnavia 105 e poi prende il 135 ed infine il 134 , per poi arrivare al Lancia con il 105-102 , si snoda sugli itinerari storici della grande guerra sul lato del Pasubio meno conosciuto e poco praticato , il percorso e molto bello anche se con continui saliscendi lo rendono un po impegnativo fisicamente sopratutto perchè bisogna considerare il tempo e la fatica fisica per arrivare a Rifugio Papa ( la salita potrebbe essere fatta anche dal sentiero attrezzato Baglioni ). Superato il primo incrocio che porta al soglio dell’incudine si prosegue a destra fino al bivio cogolo alto a quota 2150 , da li si prende prima il sentiero 135 che poi mantenendo la destra si incontra il bivio con il 134 che proseguira per la maggior parte su fondo erboso e tra i mughi . Per il ritorno suggerisco di fare o il 105 normale altrimenti proseguire per il sentiero 120 fino ad incontrare una salita che porta alla selletta campiluzzi , e mantenendo la destra si può prendere il sentiero 105B, che ha un serto punto ritornera 120 all’altezza delle 7 croci , per poi proseguire passando per la chiesetta e l’arco romano.
SI RICORDA CHE AL RIFUGIO PAPA NON SI PUò SALIRE IN MACCHINA E CHE UN’ITINERARIO DI QUESTO TIPO DEV’ESSERE AFFRONTATO TENENDO CONTO DEL SENTIERO PER RAGGIUNGERE IL RIFUGIO CIRCA 2h E ALTRE 4h PER ARRIVARE AL LANCIA
E consigliabile a mio avviso pernottare in uno dei rifugi Lancia o Papa ,cosichè la fatica fisica si fa sentire meno e si può godere appieno della bellezza dei luoghi che molto hanno da dire sotto il profilo storico della prima guerra mondiale , visto che il Pasubio era terra di confine .
Qui la guerra e stata dura sopratutto caratterizzata un continuo scoppio di mine , fino all’ultima di 50000 kg di gelatina esplosiva che devastò il dente Italiano.
Ricordo inoltre che la zona e sacra e richiede massimo rispetto per quanti hanno combattuto e perso la vita per un’unico ideale LA LIBERTA

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