Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

  • Chi sono
  • Dove dormire – B&B
    • B & B La Cogola
    • B&B Le terrazze
    • La Nuova Montanina
    • B&B Rotzo
  • Fauna
    • Biacco (Hierophis viridiflavus)
    • Gracchio Alpino
    • Orbettino
    • Ramarro Verde Lacerta viridis
    • Vipera dal Corno
  • Flora
    • Achillea ( Achillea millefolium )
    • Amanita Muscaria ( Ovulo Malefico )
    • Aquilegia scura ( Aquilegia atrata )
    • Asfodelo montano ( Asphodelus albus )
    • Astro Alpino ( Aster Alpinus )
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Biscutella Montanina ( Biscutella laevigata)
    • Botton d’oro ( Trollius europaeus )
    • Calamenta (Satureja calamintha)
    • Campanula selvatica ( Campanule trachelium )
    • Cardo Campestre ( Cirsium arvense )
    • Cardo del Trentino (Carduus defloratus )
    • Cardo dentellato ( Carduus defloratus )
    • Carlina Bianca ( Carlina Acaulis )
    • Cefalantera Maggiore ( Cephalanthera longifolia )
    • Cerretta Maggiore ( Klasea nudicaulis )
    • Ciclamino comune ( Cyclamen )
    • Colchico autunnale ( Colchicum autumnale )
    • Consolida maggiore ( Symphytum officinale )
    • Crassulacee
    • Dafne ( mezereo )
    • Dafne Striata
    • Dentaria a cinque foglie ( Cardamine pentaphyllos )
    • Dente di Leone ( Taraxacum officinalis )
    • Dittamo ( Dictamnus albus )
    • Doricum clusii
    • Edelweiss , Stella Alpina ( Leontopodium Alpinum )
    • Eliantemo chironio ( Helianthemum nummularium )
    • Erba con la rugiada
    • Erba Cristallina ( Delosperma cooperi )
    • Erba di Santa Barbara ( Barbarea Vulgaris )
    • Erica carnicina ( Erica carnea )
    • Erigeron annuus
    • Farfara (Tussilago farfara)
    • Farfaraccio maggiore ( Petasites hybridus )
    • Fiordaliso di montagna ( Centaurea montana )
    • Fiore del Corniolo ( Cornus mas )
    • Fiore di Larice ( Larix decidua )
    • Fiore di Melo
    • Frassine ( Fraxinus )
    • Genziana di Esculapio ( Gentiana asclepiadea )
    • Genziana di Koch ( Gentiana kochiana )
    • Genziana primaverile (Gentiana verna)
    • Geranio sanguigno ( Geranium sanguineum )
    • Giaggiolo susinario ( Iris graminea )
    • Giglio di San Giovanni ( Lilium bulbiferum )
    • Giglio rosso ( Lilium bulbiferum )
    • Gittone Rosso ( Silene dioica )
    • Il raponzolo di roccia ( Physoplexis comosa )
    • Knautia drymeia
    • Maggiociondolo ( Laburnum anagyroides o alpinum )
    • Malva selvatica ( Malva sylvestris )
    • Mazza da Tamburo ( Macrolepiota procera )
    • Morella Alata ( Solanum Villosum )
    • Muscari azzurro (Muscari botryoides)
    • Negritella ( Nigritella nigra )
    • Nido d’uccello ( Neottia nidus avis )
    • Non ti scordar di me ( Myosotis )
    • Orchidea cimicina ( Orchis coriophora )
    • Orchidea cimicina ( Anacamptis coriophora, Orchis coriophora )
    • Orchidea maschia ( Orchis mascula )
    • Paederota ( bonarota Comune )
    • Passiflora ( Passiflora caerulea )
    • Pero Corvino ( Amelanchier lamarckii )
    • Petasitess albus
    • Petrocallide dei Pirenei
    • Peverina a 3 stimmi ( Cerastium cerastioides )
    • Pianella della Madonna Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus )
    • Pigamo colombino ( Thalictrum aqulegiifolium )
    • Pino Mugo
    • Poligala falso bosso ( Polygala chamaebuxus )
    • Polmonaria maggiore ( Pulmonaria officinalis )
    • Primula Auricola
    • Primula comune ( Primula vulgaris )
    • Primula recubariensis
    • Prunella Vulgaris
    • Pulsatilla austriaca ( Pulsatilla alpina )
    • Ranuncolo bulboso ( Ranunculus bulbosus )
    • Rhododendron ferrugineum
    • Rhodothamnus chamaecistus
    • Rododendro peloso ( Rhododendro hirsutum )
    • Rosa di Natale ( Helleborus niger )
    • Sassifraga gialla ( Saxifraga aizoides )
    • Scilla silvestre ( Scilla bifolia )
    • Senecione di Fuchs ( Senecio ovatus )
    • Silene aucalis
    • Silene cuscino
    • Silene rigonfia
    • Soldanella alpina
    • Spugnole ( Morchelle )
    • Trifoglio ibrido
    • Trifoglio Pratense ( Trifolium Pratense )
    • Uva Turca ( Phytolacca Americana )
    • Vedovina a foglie sottili ( Scabiosa triandra )
    • Verbasco nero ( Verbascum nigrum )
    • Viperina Azzurra ( Echium vulgare )
    • Zafferano alpino ( Crocus albiflorus )
  • Foto Gallery
  • Foto Invernali
  • Insetti e Farfalle
    • Aglais urticae ( Vanessa dell’ortica )
    • Aporia Crataegi
    • Aracno
    • Callophrys Rubi
    • Cervo volante
    • Common blue (Polyommatus icarus)
    • Doriflora della Patata
    • Egeira – Pararge aegeria
    • Farfalla prete – Syntomis marjana
    • Hipparchia Satiro del Faggio
    • Lucertola Muraiola Podarcis muralis
    • Marbled white (Melanargia galathea)
    • Opiliones
    • Pieris Rapae
    • Pseudopanthera macularia
    • Zygaena Transalpina
  • L’Artiglieria Pesante
    • Mortaio Škoda 305 mm
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Obice Škoda 420 mm
    • Cannone Škoda 350 mm Il lungo Giorgio
    • Cannone 149/23 Ghisa L’ippopotamo 
  • Libreria
    • Edizioni Gino Rossato
    • Libreria LiberaLibro
    • Sentieri Altopiano dei Sette comuni
    • Sentieri Canale del Brenta e Massiccio del Grappa
    • Sentieri del Massiccio del Pasubio
    • Sentieri Monti Lessini
    • Sentieri Pasubio – Carega
    • Sentieri Piccole Dolomiti Pasubio
    • Sentieri Rovereto Monte Pasubio
    • Sentieri Valdastico ed altopiani trentini
    • Sentieri Valli Astico e Posina
    • The Librarian
  • Libro dei Visitatori
  • Morsi da Vipere
  • Nodi
    • Nodo a 8 con asola doppia
    • Nodo a 8 inseguito
    • Nodo a Bocca di lupo
    • Nodo a farfalla
    • Nodo a fibbia semplice
    • Nodo barcaiolo
    • Nodo doppio 8 con asola
    • Nodo fibbia doppia fissa
    • Nodo Gassa d’Amante o Bolina
    • Nodo mezzo barcaiolo
    • Nodo mezzo barcaiolo con asola di blocco e controasola
    • Nodo Savoia
    • Nodo Traino
  • Riflessioni
  • Rifugi
    • Agriturismo Gruuntaal
    • Baita Monte Corno
    • Birreria Cornale
    • Capanna degli alpini
    • Malga Bovental
    • Osteria Passo Coè
    • Rifugio Alpino Revolto
    • Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso
    • Rifugio Averau
    • Rifugio Baion
    • Rifugio Bassano
    • Rifugio Bepi Bertagnoli
    • Rifugio Bruto Carestiato
    • Rifugio Camillo Giussani
    • Rifugio Camini
    • Rifugio Carducci
    • Rifugio Casarota ” Livio Ciola “
    • Rifugio Cesare Battisti ” Gazza “
    • Rifugio Ciareido
    • Rifugio Città Di Fiume
    • Rifugio Coldai Sonino
    • Rifugio Fonda Savio
    • Rifugio Fondovalle Talschlusshuette
    • Rifugio Lagazuoi
    • Rifugio Maria Vittoria Torrani
    • Rifugio Mario Fraccaroli
    • Rifugio Monte Agudo
    • Rifugio Nerone Balasso
    • Rifugio Ottone Brentari Cima D’Asta
    • Rifugio Palmieri Croda da Lago
    • Rifugio Passo Pertica
    • Rifugio Passo Staulanza
    • Rifugio Passo Xomo
    • Rifugio Pian di Cengia
    • Rifugio Piccole dolomiti “Alla Guardia”
    • Rifugio Pietro Galassi
    • Rifugio Pomedes
    • Rifugio Pompeo Scalorbi
    • Rifugio Pradidali
    • Rifugio Rosetta G.Pedrotti
    • Rifugio San Marco
    • Rifugio Sommariva Pramperet
    • Rifugio Son Forca
    • Rifugio Sora l’Sass – Angelini
    • Rifugio Vallandro
    • Rifugio Vazzoler
    • Rifugio Velo della Madonna
    • Rifugio Venezia Alba Maria De Luca
    • Rifugio Vincenzo Lancia
    • Rifugio Zsigmondy Comici
    • Rifugo Nuvolau
    • Trattoria Al Molino
    • Trattoria La Gabiola
    • Trattoria Obante
    • La Baita Tonda
    • Rifugio Gen. Achille Papa
    • Albergo Forte Cherle
    • Albergo Al Passo
  • Sacrari
    • Campana dei caduti Rovereto
    • Ossario del Pasubio Colle Bellavista
    • Sacrario del Monte Cimone
    • Sacrario del Monte Grappa
    • Sacrario di Asiago del Leiten
  • Situazione sentieri
  • Soccorso
    • Dolomiti Emergency
    • Soccorso Alpino
  • Video
  • Virtual Maps

Centrale elettrica Austriaca Werk Elekts

Pubblicato da luke007 in 29 settembre 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 3 commenti

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Percorrendo alcuni sentieri sul Pasubio , magari meno praticati si può arrivare in questo luogo , che per molte persone e un luogo come un’altro , si tratta invece della centrale elettrica austroungarica , situata appena dopo la selletta del groviglio provenendo dal sentiero 120 che passa per la Chiesetta di santa Maria mentre se si proviene da 105-105B dopo la selletta del Roite . La centrale e molto grande , veniva utilizzata per produrre la corrente utilizzate per l’illuminazione , le pompe e i perforatori per poter scavare le gallerie da mina . Le sue stanze sono molto grandi capaci di avere al loro interno macchinari di notevole dimensione , il suo interno non e in perfette condizioni in quanto presenta tutti i materiali di sostegno e pavimentazione molto marci , dentro si possono ancora trovare gli isolatori in porcellana , praticamente la centrale e sconosciuta . Consiglio a chi sale in Pasubio di prendersi almeno una volta la briga di visitarla , tanto per poter rendersi conto di come operavano gli austriaci sul fronte.

elects-0

elects-9 elects-1elects-2 elects-3 elects-4 elects-5 elects-6 elects-8

105B Variante Bocc. delle corde – Sella Roite – Sella del groviglio

Pubblicato da luke007 in 28 settembre 2014
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Monte Pasubio. 8 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero  :  1h10

Dislivello totale : 150 m  

Quota massima raggiunta  :  2081 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questa variante non è segnalata dal CAI con i segnavia ma risulta molto utile e più piacevole da percorrere al posto di fare la carrareccia 120 che porta prima  fino a Sella delle pozze e poi Sella campiluzzi , per poi svoltare a destra per imboccare il 105 , normalmente questo sentiero viene utilizzato dopo aver raggiunto il rifugio Lancia partendo dal rifugio Papa attraverso il 105 delle creste o tricolore , il ritorno da questo sentiero va a ricoprire la parte opposta a quello delle creste e quindi sotto il profilo storico risulta un completamento del percorso interessato dal campo di battaglia , il percorso e poco segnalato sopratutto il suo inizio , arrivando sia dal 120 Lancia- Sella delle Pozze o 102 bocchetta delle corde prima di  iniziare la salita del 105 si trova una carrareccia che inizia sul prato a sinistra ( comunque e segnalata da un puntino rosso , ma poi si possono notare le vecchie segnaletiche anche se poco visibili) , poi arrivati sulla selletta del Roite per chi non lo sapesse a fianco della selletta leggermente più in basso era posizionata la centrale elettrica austriaca Werk Elekts , poi si prosegue fino ad arrivare alla selletta del groviglio cosi chiamata dagli italiani per il complesso sistema difensivo austriaco e per le intricate trincee , da li si possono notare le fortificazioni della prima linea austriaca che passano la selletta a destra salendo sul dente austriaco , mentre a sinistra proseguono in cresta per la variante 147 che porta a Malga Costa. L’altare dove sono situati i resti di ossa umane l’ ho inserito per poter far capire alle persone che salgono in questi luoghi , l’enorme sacrificio di vite umane incorso in queste pietraie , che tante cose avrebbero da raccontare , e di ossa non è raro  trovarne ancora uscendo dai sentieri , nonostante siano passati quasi 100 anni .

105b-1 105b-2 105b-3 105b-4 105b-5 105b-6 105b-7 105b-8 105b-9 105b-12 105b-10 105b-11

 

175 Rifugio Balasso – Monte Cornetto

Pubblicato da luke007 in 10 settembre 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Gruppo Sengio Alto. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  3h45

Dislivello totale : 1100 m  

Quota massima raggiunta  :  1899 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Questo sentiero e molto interessante presenta poche difficoltà ed e molto panoramico (tempo permettendo ) presenta diversi punti di collegamento e di  partenza , si sale con l’auto per la strada che porta al Pian delle fugazze e arrivati al rifugio Nerone Balasso si trova il primo punto di partenza del sentiero , proprio a fianco del rifugio che passando per l’Ossario del Pasubio per poi salire la località  Loffa , Selletta dell’Emmele , Forcella del cornetto arrivando finalmente in vetta del Cornetto , da li si può ammirare  il fantastico panorama che propone la cima del gruppo Sengio Alto , inoltre questo sentiero presenta un punto di collegamento con il 170 (parte Tratteggiata di rosso ) che sale dal Pian delle fugazze passando per la selletta nord Ovest , chiudendo cosi un anello che risulta accessibile a tutti , quindi si puo salire da una parte e scendere dall’altra mettendo l’auto o al pian delle Fugazze ho verso Malga Cornetto

La mappa a causa della sua età riporta la numerazione vecchia il  175 sarebbe il  15 e il  170 sarebbe il 45-46 , e il 150 sarebbe il 44

175-1 175-4 175-6 175-3 175-8 175-9 175-10 175-11 175-12 175-13 175-14 175-15 175-16 175-17 175-18 175-19 175-20 175-21 175-22 175-23 175-24 175-25 175-26 175-27 175-28

150 Vajo Stretto

Pubblicato da luke007 in 10 settembre 2014
Pubblicato in: itinerari attrezzati. Tag: Ferrate, Gruppo Sengio Alto. 3 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h30

Dislivello totale : 200

Quota massima raggiunta  :  1625 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Il sentiero parte da Malga Cornetto , ci si arriva in auto percorrendo la strada che porta , prima al Pian delle Fugazze e poi si gira a sinistra sulla strada dei Re , verso l’Ossario del Pasubio li si può mettere l’auto , oppure se si vuole fare più strada la si può  lasciare al Pian delle fugazze . Questo percorso e molto bello , anche se presenta delle difficoltà di un certo impegno , sopratutto nel primo tratto in cui un distacco di roccia successo qualche anno fa ha rimosso tutte la tracce nel sentiero di attraversamento , risulta quindi un pò complesso trovare i segnavia ,salendo per il sentiero segnalato si arriva alla frana e si sale mantenendosi a sinistra arrivati sotto alcune roccette si attraversa la frana fino ad arrivare di nuovo nel bosco , mantenendosi nella parte alta sotto alcune rocce si scorgera il sentiero (bisogna comunque attraversare completamente la frana)  e molto difficile sbagliare l’imbocco del vajo , si tratta di un sentiero attrezzato in parte anche se i risalti sono raggirabili , una grossa raccomandazione va fatta , evitare di percorrerlo con una giornata umida e con la pioggia , il sentiero diventa molto pericoloso a causa dei sassi resi viscidi dall’umidità . Il sentiero offre degli scorci di panorama , nebbia permettendo molto belli e la visione del vajo da sopra resta sempre unica . Per la discesa io consiglio di scendere dal 175 (15) fino ad arrivare all’Ossario del Pasubio , dove si presume abbiate messo l’auto .

Io consiglio sempre arrivati alla forcella dell’emmele di proseguire per il 175 fino a salire sulla forcella del Cornetto e poi monte Cornetto per poter ammirare il panorama , poi da li si può scendere per il 175 verso la selletta nord ovest oppure per il 175 verso l’Ossario del Pasubio

La mappa a causa della sua età riporta la numerazione vecchia il  175 sarebbe il  15 e il  150 sarebbe il 44

150-1 150-2 150-3 150-4 150-5 150-6 150-7 150-8 150-9 150-10 150-11 150-12 150-13 150-14 150-15 150-16 150-17 150-18 150-19 150-20 150-21 150-22 150-23 150-24 150-25 150-26 150-27 150-28 150-29 150-30 150-32 150-34 150-35 150-36 150-37 150-38 150-39

Il Pasubio di Antonella e Paola

Pubblicato da luke007 in 6 luglio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 11 commenti

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Questo itinerario e dedicato alle mie amiche e compagne di trekking Antonella e Paola. Paola mi chiede : mi fai un itinerario da percorrere in 2-3 giorni con la possibilità di avere dei rifugi di appoggio . Tra le tante peripezie è uscita una cosa molto interessante sia sotto il profilo tecnico che fisico , il tracciato che percorre anche alcune zone poco conosciute e molto interessante , a partire dalla Val delle prigioni fino a percorrere la prima linea di fuoco austriaca situata sul crinale della selletta del groviglio , e per completare l’opera il 105 sentiero delle creste o tricolore .


1° Tappa colore rosso : Val delle prigioni- Passo dell’omo – Sella di cosmagnon – Soglio dell’incudine – Rifugio Papa

Sentieri usati : 135 , 398 , 105

La val delle Prigioni e una valle molto selvaggia e poco praticata , ma che permette di vedere zone del Pasubio sconosciute alla maggior parte delle persone il sentiero non esiste ed e intuitivo , superata la prima parte di boscaglia si prosegue lungo il canale fluviale fino ad arrivare in una biforcazione della valle che prosegue a sinistra come Val dell’omo fino ad arrivare al Passo dell’omo, da li proseguendo sulla destra del passo si sale in mezzo ai mughi fino ad incontrare il 135 che sale dai Raossi , si mantiene la destra e si prosegue fino a selletta cosmagnon da li si sale fino prima al soglio dell’incudine (che io invito ad approfondire visitandone le postazioni che guardano verso il roccioni del lora di cosmagnon ) per poi proseguire dal Cogolo alto attraverso il segnavia 105 , passando a visitare il piccolo museo diffuso di guerra con alcuni cimeli esposti , dopodiche si prosegue per il 105 fino al rifugio Achille Papa .

Per quanto riguarda i pernottamenti è consigliabile programmare questa uscita prenotando il pernotto per tempo .( sia al rifugio Papa che al rifugio Lancia )

1 Parte 1 1 Parte 2 1 Parte 4 1 Parte 5 1 Parte 6 1 Parte 3366-45

Rifugio Gen. Achille Papa
Titolare Leonardi Renato
Telefono 0445 630233
Indirizzo E-Mail renatolr@tin.it
Stanze disponibili 2-5 posti senza bagno n.5 Posti letto totali n.21
Camerate senza bagno n. 3 Posti letto totali n. 39
Bagni in comune n. 3
Aperto nei fine settimana da metà maggio a novembre.
Aperto in estate tutti i giorni da 1 giugno al 30 settembre.
Aperto in inverno su prenotazione per gruppi nei mesi di gennaio/febbraio e marzo


2° Tappa colore arancio : Chiesetta di S. Maria del Pasubio – Sette Croci – Selletta del groviglio – Malga Costa (non si passa sulla malga) – Sorgente – Sella delle pozze – Rifugio Lancia

Sentieri usati : 120 , 147

Il primo tratto del sentiero che parte dal rifugio Papa e tutto strada sterrata fino alla Chiesetta , arrivati li si possono notare sulla destra la trincea di comando e la prima linea italiana che guarda verso la val caprara , il sentiero ora prosegue normale transitando per le sette croci ( che si dice siano stati uccisi 7 pastori per dispute sulle proprietà del pascoli ) per poi salire alla selletta del grovilgio . ( una nota interessante che se si sale sulla sinistra dal 105b si può vedere nella collina opposta la centrale elettrica austriaca ) . Si prosegue a destra per le creste e si possono notare le trincee della prima linea austriaca in cemento armato , si prosegue fino a superare tutte le creste fino ai sogli bianchi , da li il sentiero 147 prosegue a sinistra scendendo verso località sorgente , per poi proseguire fino a sella delle pozze e rifugio Vincenzo Lancia

2-1 2-2 2-3 2-4 2-5 2-7 2-8 2-9 2-10 2-12IMG_9772

Rifugio Vincenzo Lancia
Località Alpe Pozza, Comune Vallarsa
Quota 1825 m/s.l.m.
Posti 64
Inverno 4
Gestore Paolo Bortoloso
Telefono 0464-868068


3° Tappa colore verde : Rifugio lancia – Bocchetta delle corde – Roite – Sella del roite – Piccolo Roite- Dente austriaco – Dente italiano – Cima Palon – Cogolo alto – Rifugio Papa – Val canale – Rifugio Balasso

Sentieri usati : 102 , 105 , 300

Anche se fatto alla rovescia il 105 sentiero delle creste o tricolore che dir si voglia , sentiero molto interessante segue buona parte delle postazioni della grande guerra compresa la galleria Ellison e la galleria Achille Papa , ricordo a tutti che la guerra di mine sui denti fu molto accesa e aspra con diverse perdite da ambo le parti . E che lo scoppio dell’ultima mina devasto parte del dente italiano , resta comunque un percorso da percorrere e dedicare del tempo ad ispezionare e comprendere la vastità e l’importanza di questa parte di fronte conteso e considerato la terra di nessuno , ricordo inoltre che nel periodo della guerra negli inverni rigidi la coltre nevosa arrivava fino a 10 metri rendendo difficoltose anche gli approvvigionamenti delle truppe . dopo aver risalito il monte roite il sentiero costeggia fino ad arrivare alla seletta dei roite e transita passando per il piccolo roite e raggiungendo il dente austriaco che come si può osservare presenta le trincee fortificate con cemento armato , e da li si può vedere molto bene il dente italiano , si scende fino alla selletta dei denti, mentre si sale il dente italiano nella parte devastata dall’esplosione della mina , per poi arrivare alla seletta damaggio e salire a cima Palon  da dove parte la galleria Achille Papa che porta alla selletta damaggio da li si può anche notare il camminamento ghersi che porta alla chiesetta di santa maria , nel nostro caso si prosegue per il cogolo alto e poi si scende fino al rifugio Papa , da li prendendo il segnavia 300 si può scendere fino ad arrivare al rifugio Balasso dove si ritrova l’auto

3-1 3-2 3-3 3-4 3-5 3-6 3-7 3-8

Nota bene : l’auto è stata messa nel posteggio del rifugio Balasso , ma per partire dalla val delle Prigioni

-o  si sale con due auto e una la si lascia al Balasso e l’altra a Val delle prigioni , poi al ritorno la si va a riprendere

-o ci si fa portare a Val delle prigioni da qualche amico e l’altra la si lascia al Balasso per il rientro

Del risultato di questo piccolo trekking sono stato molto contento , Antonella e Paola hanno compiuto le tre giornate con condizioni meteo eccellenti con il loro grande entusiasmo , e completato le tappe con tranquillità ritagliandosi del tempo per i reportage fotografico …che rimarrà per sempre nei loro ricordi e nei loro cuori , come un’esperienza di vita.

 

Raccolta di emozioni dei protagonisti

E’ stata un’esperienza forte,entusiasmante,ricca di emozioni e sensazioni piacevoli..
Un luogo dove non manca mai lo stupore per le bellezze naturali del paesaggio(abbiamo trovato la fioritura primaverile, la stagione è in ritardo , la tanta neve è da poco sciolta,;molte le specie di fiori e i loro colori formavano un arcobaleno magnifico, che catturava occhi e cuori sensibili)..; ma stupore anche per l’impatto emotivo che la storia è impressa in questi luoghi sacri;non si può camminare su queste pietre senza pensare alle fatiche ,alla sofferenza di giovani vite che quassù hanno lottato ,fianco a fianco (i due confini erano a pochi metri di distanza) ,e perso la loro vita nella guerra..è un trekking che racconta molto a chi vuol ascoltare..basta saper camminare in silenzio e guardarsi intorno..un trekking che vuol essere un INNO alla PACE…

Paola e Antonella

Le Foto sono per gentile concessione di Paola

10470864_1479334752311184_5679082516908611757_n

Alta Via del Tabacco

Pubblicato da luke007 in 25 giugno 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

IMG_7161

NON HO INSERITO FOTO IN QUESTO ITINERARIO MI SEMBRAVA TROPPO RIDUTTIVO INVITO TUTTI VOI ,CHE MI SEGUITE CON GRANDE PASSIONE A PERCORRERLO PER POTER AMMIRARE LA BELLEZZA E GLI SCORCI OFFERTI DA QUESTE NOSTRE VALLI

Segnaletica della via :

Tratto giallo : è la via della strada asfaltata Vecchia (non la superstrada)

Tratti rossi : sono i collegamenti con i sentieri del CAI che portano nella via del tabacco (e che servono quindi eventualmente a tornare sulla strada Principale asfaltata)

Tratto verde : è la via vera e propria nella segnaletica inoltre ci sono sia i tempi di percorrenza tra le diverse frazioni e l’altitudine

Descrizione

L’alta via del tabacco , è un percorso che partendo da Bassano del grappa arriva fino alla frazione Costa di Valstagna , il percorso percorre la via dei contrabbandieri passando per i terazzamenti e per le antiche baite usate per produrre ed essiccare le foglie di tabacco , viene diviso in tappe vista l’ampiezza del percorso 38 km con 2880 metri di dislivello per un tempo di percorrenza di circa 14 ore , il problema più difficile da risolvere per percorrerlo tutto d’un fiato è quello del fatto di avere l’auto o a Bassano del Grappa o in località Costa e quindi risulta difficile organizzarne il recupero . Il percorso viene diviso in tre tappe grazie ai bivi che ci sono con i sentieri CAI anche se permane il problema organizzativo per l’auto. Invito quanti vogliano percorrerlo di dividerlo nelle tre tappe facendone una per volta e ricordando che quella centrale risulta la più impegnativa , i sentieri sono per tutti e non presenta difficoltà eccessive , la terza parte e quella più bella , sia per il panorama che per i passaggi sui luoghi di produzione  del tabacco . Se vorreste percorrere questi sentieri ricordatevi una buona quantità di acqua e  fondamentale in quanto non ci sono sorgenti e percorrerla anche in estate in mezzo al bosco fa molto caldo .

1° Tratto

Prima Tappa : Bassano del Grappa – Campolongo sul Brenta

Dislivello totale 600 m circa
Ponte Vecchio – Campese – Campolongo
Partenza: Ponte Vecchio (117 m)
Arrivo: Racc. sentiero n° 765 (400 m)
Lunghezza totale 11,5 Km
Tempo totale 4,5 ore
Quota massima 650 m
Difficoltà: E (Escursionisti)
Nota: La lunghezza, il dislivello e il tempo non comprendono il raccordo con il fondovalle alla fine del tratto

2° Tratto

Seconda Tappa : Campolongo sul Brenta – Valstagna

Campolongo – Oliero – Valstagna
Partenza: Racc. sentiero n° 765 (400 m)
Arrivo: 2° tornante per Foza (221 m)
Lunghezza totale 13 Km
Dislivello totale 800 m circa
Tempo totale 5 ore
Quota massima 607 m
Difficoltà: E (Escursionisti)
Nota: La lunghezza, il dislivello e il tempo non comprendono il raccordo con il fondovalle all’inizio ed alla fine del tratto

3° Tratto

Terza Tappa : Valstagna – Costa

Valstagna – Sasso Stefani – Costa
Partenza: 2° tornante per Foza (221 m)
Arrivo: Costa (179 m)
Lunghezza totale 9 Km
Dislivello totale 600 m circa
Tempo totale 4,5 ore
Quota massima 508 m
Difficoltà: E (Escursionisti)
Nota: La lunghezza, il dislivello e il tempo non comprendono il raccordo con il fondovalle all’inizio del tratto

COS’E’ L’ “ALTA VIA DEL TABACCO” ?
Il Canale di Brenta, circondato dalle pareti rocciose del Massiccio del Grappa e dell’Altipiano dei “Sette Comuni”, offre immagini caratteristiche e poetiche con tutta una serie di borgate allungate sulle sponde del fiume: “La Brenta”.
La struttura morfologica è tale per cui non è proponibile una economia strutturata a coltivazione intensiva: in passato si strappava alla terra il pane ed il “companatico” necessario con la sola forza delle braccia e della schiena per lo più di donne, vecchi e ragazzi, dal momento che molto spesso gli uomini erano all’estero a lavorare. Il bestiame trovava di che alimentarsi con il fieno colto sugli erti pendii delle poche malghe. Tutta la vita era scandita dal lavoro, dal sole e dal fiume.
A rivoluzionare la povera economia del Canale, nella seconda metà del seicento, arrivò una pianta esotica: il TABACCO.
Per secoli, dalla coltivazione del tabacco e dal suo contrabbando, la gente del Canale ha ricavato quel minimo che le garantisse almeno la sussistenza.
Della plurisecolare coltivazione, oggi praticamente estinta, rimane il ricordo nei caratteristici terrazzamenti sostenuti con alti muri a secco, le “masiere”, che si innalzano sui pendii delle montagne fino a 400-500 metri sul livello del Brenta, nelle borgate a mezza costa tutte ben orientate al sole, nelle vie di comunicazione tra fondovalle e monte.
Nel versante destro orografico del Canale del Brenta queste vie di comunicazione sono tra loro collegati da un serie di sentieri e mulattiere per formare, oggi, un unico lungo percorso che taglia trasversalmente le pendici dell’Altopiano, e mette in comunicazione le varie zone di coltivazione e gli insediamenti ivi presenti: l’Alta Via del Tabacco.
Dalle contrade di fondo valle alcuni ripidi sentieri che salgono all’Altopiano, ancora chiamati i “trodi del tabacco”, erano sicuramente utilizzati anche dai “contrabbandieri”, ma definire questa alta via “la via dei contrabbandieri” è un errore storico e culturale. Forse si perderà quell’aureola di proibito che tanto oggi ci incuriosisce, ma l’Alta Via del Tabacco ha ben altre valenze da valorizzare. Non a caso oggi si parla di “Museo Diffuso Alta Via del Tabacco”, proprio per non fermarsi al semplice percorso escursionistico, perché ciò sarebbe riduttivo, e comprendere invece tutta una serie di interessi tra loro sinergicamente collegati.
La riscoperta e la rivalutazione dei veri “trodi del tabacco”, quelli più reconditi e nascosti, è un progetto a venire.
La funzione di questo lungo percorso, che oggi chiamiamo Alta Via del Tabacco, era vitale: collegava in quota tutti gli insediamenti ed i terrazzamenti permettendo agli abitanti quella minima vita sociale che il duro lavoro permetteva: visite di cortesia, scambi di masserizie e generi vari, pronto aiuto in caso di bisogno. Era dunque il “filo d’Arianna” del buon vicinato per collegare tra loro le famiglie e mantenere il senso di “comunità”
Lungo lo stesso si possono incontrare e riconoscere i vari segni della cultura agricola di questo territorio: i terrazzamenti, le antiche case a mezza costa, i pozzi ed i sistemi per recuperare e raccogliere l’acqua piovana, le ghiacciaie, i nascondigli del tabacco, le mulattiere selciate, i prati magri, i castagneti, i boschi da legna, le risine di avvallamento dei tronchi,
Il progetto del recupero e rivalutazione dell’intero itinerario parte da una considerazione essenziale: per apprezzare le peculiarità di un territorio è necessario poterlo percorrere in sicurezza, con un sufficiente supporto logistico, ed una serie di sussidi che permettano di leggere, e quindi apprezzare, gli aspetti più significativi.
L’Alta Via del Tabacco non è quindi non solo un itinerario escursionistico, ma soprattutto un itinerario culturale tramite il quale il “viaggiatore” entrerà nel cuore della nostra terra e camminerà all’interno della nostra storia, quasi toccandola, passo dopo passo. Una ben strutturata rete di punti di appoggio nel fondo valle saprà dare al “viaggiatore” un ottimo benvenuto.
Gli interessi possono essere molteplici: antropizzazione, coltivazioni, tracce ancora visibili della Grande Guerra e quelle meno visibile, ma non meno interessanti, della fauna; la flora che, con il passare delle stagioni, si manifesta in tutta la sua bellezza. Per ultimo, ma non meno affascinante, la possibilità di godere di inusuali e sconosciuti scorci sulla vallata, per ammirare dall’alto la grande architettura dei terrazzanti.
L’itinerario è anche un percorso didattico usufruibile per la formazione dell’escursionismo giovanile e ma anche per l’accostamento all’escursionismo degli adulti motivati da un interesse culturale e naturalistico.

LE SUE FINALITA’
L’Alta Via del Tabacco è, in pratica, il mezzo grazie al quale il visitatore può entrare fisicamente nel territorio per accedere al Museo Diffuso. Potremmo definire il percorso un “contenitore culturale” nel quale inserire notizie, nozioni ed immagini proprie di un Museo Diffuso.
Risulta evidente che la tipologia delle informazioni da ricollegarsi all’Alta Via del Tabacco è la più eterogenea: dalla storia delle famiglie, con le proprie “casare”, alla storia dei nostri soldati nella Grande guerra; dalla faraonica costruzioni delle “masiere” e delle “banche” anche le più lontane ai rudimentali sistemi idrici; dalla semplice osservazione delle meraviglie offerte dalla flora e dalla fauna agli scorci grandiosi sul Canale sottostante, dai quali si può meglio apprezzare la grande architettura dei terrazzamenti e naturalmente dalla “storia del tabacco” e della sua coltivazione.

117 Riva di Vallarsa – Passo Buole

Pubblicato da luke007 in 6 giugno 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Vallarsa. 7 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  2h15 

Dislivello totale : 740 m    

Quota massima raggiunta  :  1460 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Per imboccare questo sentiero molto bello , quasi tutto boschivo che porta in una zona di guerra molto importante di Passo Buole , si deve scendere la Vallarsa verso Rovereto appena superato l ‘abitato di Anghebeni si prende per Sant’Anna e si sale sull’altra parte della valle , poi si procede a sinistra verso Riva di Vallarsa , arrivati li si mette la macchina nel posteggio del cimitero e si nota il segnavia che sale verso i Cuneghi per poi entrare nel bosco ,  il sentiero non presenta difficoltà tecniche e fisiche.

Questo sentiero se usato come ho fatto io con il 118 che sale a malga Zugna da località Matassoni , diventa anche quasi un ‘anello peccato che gli ultimi 3-4 km si facciano sulla strada asfaltata che collega Riva di Vallarsa a Matassoni

Cenni storici

Il generale Austriaco Conrad Von Hotzendorf voleva ottenere una grande vittoria sull’ Italia. Ora finalmente aveva la possibilità di scatenare una grande offensiva, con lo scopo di mettere in ginocchio l’esercito italiano, attaccare il trentino tra la Val Lagarina e la Valsugana, scendere fino alla pianura veneta, tra Schio e Thiene, puntando quindi su Padova e Mestre. Il dilagare dell’esercito austriaco in quell’area avrebbe preso alle spalle i 4/5 di tutto l’esercito italiano che si trovava schierato sul fronte: carsico, isontino, carnico e dolomitico.

La “strafexpedition”, spedizione punitiva, ebbe inizio il 15 maggio 1916, dopo mesi di preparazione e di ammassamento di truppe e materiali. A dire il vero, Conrad voleva anche altri aiuti dai tedeschi che furono rifiutati, anche se la Germania riuscì comunque a supportare l’alleato, mandando proprie truppe a sostituire quelle di Francesco Giuseppe operanti in Russia, che poterono così essere dirottate sul fronte italiano.
Nei primi giorni l’attacco prese subito un bel via e l’esercito Italiano arretrò. Il 19 furono persi Col Santo, Monte Spil e Testo. Dal Testo e dallo Spil si accede alla mulattiera del Boale Zocchi che scende ad Anghebeni; attraverso tale mulattiera gli austriaci potevano aggirare e attaccare alle spalle i difensori del Werk Pozzacchio . Per evitare l’aggiramento le truppe qui dislocate arretrarono su Chiesa, e Zendri. A questo punto per aprirsi la via verso la Vallarsa gli austriaci attaccarono il “Trincerone” ma con pessimi risultati per la presenza di una batteria ben piazzata. L’altra alternativa era il Passo Buole che il 22 fu investito da un pesantissimo bombardamento e il giorno successivo iniziò il primo dei numerosi assalti. Ci furono nei giorni seguenti attacchi violentissimi, tutti respinti per l’accanimento dei difensori, aiutati da una conformazione del terreno favorevole: un ristretto spazio di manovra che rendeva meno pesanti gli effetti della sproporzione di forze tra attaccanti e difensori. Per questo la battaglia è ricordata col nome di “Termopili d’Italia”, per sottolineare il parallelo con la battaglia del 480 a.C., quando nella stretta gola delle Termopili, in Grecia, re Leonida con 300 spartani fermò, per diversi giorni, l’armata persiana di Serse, dando il tempo al resto dei greci di organizzare delle difese adeguate. L’unica differenza tra questo episodio della storia antica e Passo Buole, è che qui, i nemici, non furono rallentati ma fermati. I sogni della spedizione punitiva furono infranti e l’Italia non fu piegata.

117-1 117-2 117-3 117-4 117-5 117-6 117-7 117-8 117-9 117-10 117-11 117-12 117-13 117-15 117-14 117-16 117-17 117-18 117-19 117-20 117-21 117-22

118 Matassoni – Malga Zugna

Pubblicato da luke007 in 1 giugno 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Vallarsa. 2 commenti

118

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   :  2h30  

Dislivello totale : 760 m    

Quota massima raggiunta  : 1616 m

Per raggiungere località Matassoni si prende la strada che da Valli del Pasubio sale passando per il pian delle Fugazze , e scendendo per la Vallarsa fino ad arrivare ad Anghebeni per poi svoltare verso Sant’ Anna e scendere verso Rovereto , arrivati all’abitato di Matassoni si mette l’auto (è presente un posteggio poco prima di arrivare e anche poco dopo ) dal centro dell’abitato si nota il cartello segnavia 118 che passa in un portico , il sentiero sale abbastanza ripido non presenta tante difficoltà ma il dislivello e certamente di un certo impegno , buona parte dello stesso e dentro il bosco , mentre quando si esce dal bosco presente scenari molto belli verso la parte di Campogrosso e anche in quella verso Rovereto , mentre la parte finale su prato nella stagione primaverile e fantastica , per poi arrivare al rifugio e all’osservatorio astronomico , ho documentato anche la parte di sentiero 115 che porta sul monte Zugna per poter ammirare il panorama e le fortificazioni costruite nel periodo della guerra dagli austriaci nella zona denominata Parco della Pace tratto di sentiero tratteggiato .

Per quanto riguarda la discesa , chi vuole fare meno fatica torna per lo stesso percorso , che diventa poco impegnativo , ma può impiegare più tempo a visitare la zona in quota dello Zugna

Per quanto riguarda la discesa , per chi volesse scendere da un percorso diverso , io ho continuato per il 115 fino a Passo Buole per poi scendere dal 117 fino a Riva di Vallarsa per poi tornare a Matassoni lungo la strada asfaltata.

118-1 118-2 118-3 118-4 118-5 118-6 118-7 118-9 118-10 118-11 118-13 118-15 118-16 118-17 118-21 118-22 118-24 118-25 118-26 118-27 118-28 118-29 118-30 118-31 118-32 118-33 118-34 118-35

Forte Matassoni

Pubblicato da luke007 in 1 giugno 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Forti. Lascia un commento

forte mata-0

Tempo di percorrenza dell’anello    : 30 minuti  

Dislivello totale : –    

Quota massima raggiunta  : 856m

Per raggiungere il forte si prende la strada che da Valli del Pasubio sale passando per il pian delle Fugazze , e scendendo per la Vallarsa fino ad arrivare ad Anghebeni per poi svoltare verso Sant’ Anna e scendere verso Rovereto , arrivati all’abitato di Matassoni si mette l’auto (è presente un posteggio poco prima di arrivare e anche poco dopo ) dal centro dell’abitato si nota il cartello con il disegno del forte e delle varie trincee , il forte non è in buone condizioni , ma il resto e tenuto in perfette condizioni sia le trincee che le postazioni di obici e il punto panoramico che permette di vedere dall’altra parte il Werk Valmorbia , la zona e molto bella vale la pena di visitarlo mentre  l’abitato di Matassoni presenta poche case ed è posizionate su una collina dove sorge anche il forte.

Cenni storici

A Matassone, nell’autunno del 1914, il Genio militare austro-ungarico realizzò un campo trincerato, composto da due capisaldi chiusi circondati da fasce di reticolati. Si articolava in trincee e in camminamenti, alcuni dei quali coperti (ora non visitabili), che permettevano ai soldati di raggiungere le diverse posizioni. Vi erano inoltre un osservatorio, una stazione per segnali ottici per le comunicazioni con il vicino forte di Valmorbia-Pozzacchio .Era stato progettato sia per la possibilità di entrare verso il territorio italiano sia per la visuale , assieme al Werk Valmorbia , erano anche in progetto altri forti che non vennero mai realizzati , sul Monte Zugna e sul Monte Pasubio .Allo scoppio della guerra, però, l’esercito austro-ungarico decise di arretrare la propria linea fino a Rovereto, abbandonando quindi la Vallarsa. Questo permise all’esercito italiano di avanzare notevolmente e di occupare, fin dal giugno del 1915, Pozzacchio e Matassone. Nel maggio 1916, in seguito alla Strafexpedition, l’esercito austro-ungarico riuscì ad avanzare e a riconquistare le due località. L’esercito italiano arretrò le proprie linee, ma riuscì a conservare alcune posizioni strategiche fondamentali, tra le quali il crinale dello Zugna, il cui controllo impedì agli austro-ungarici il libero transito in Vallarsa e quindi l’avanzata verso il Veneto. Il 28 giugno 1916, nel corso di una controffensiva, gli italiani riuscirono a rientrare in possesso di Matassone, mentre forte Pozzacchio rimase in mano austro-ungarica fino al termine della guerra.

forte mata-1 forte mata-2 forte mata-3 forte mata-4 forte mata-5 forte mata-6 forte mata-7 forte mata-8 forte mata-9 forte mata-10 forte mata-11 forte mata-12 forte mata-13 forte mata-14 forte mata-15 forte mata-16 forte mata-17 forte mata-18 forte mata-19 forte mata-20 forte mata-21 forte mata-22 forte mata-23

411 Vallortigara – Busa del Novegno

Pubblicato da luke007 in 27 Maggio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30  

 Dislivello totale : 625 m    

Quota massima raggiunta  :  1513 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la strada che da Poleo porta a passo Santa Caterina si prosegue verso colle Xomo  ,  si arriva a un certo punto in cui si incontra il monumento Vallortigara eretto per i caduti per la libertà nella guerra del 45 , da li si prende il sentiero 411 , non presenta difficoltà tecniche e risulta molto bello quasi tutto dentro un  bosco di abeti e pini , ma anche di faggi ed altre piante , per poi diventare più panoramico nel passaggio a malga Ronchetta , buona parte  erboso presenta buona visibilità verso la valle , tempo permettendo . Presenta anche un bivio con il 401 che salgono per un certo tratto assieme , poi si dividono di nuovo su un’altro bivio , da qui si può scegliere se salire in Busa del Novegno 411 o sul Forte Rivon 401. In ogni caso si possono utilizzare tutti e due i sentieri insieme così facendo si sale dal 411 e si scende dal 401 , oppure viceversa , posteggiando l’auto tra i due sentieri . Io personalmente ho messo l’auto in uno spiazzo più verso il sentiero 401 cioè superato il monumento e poi sono salito dal 401 Colletto di Posina – Monte Rione per poi scendere verso la Busa del Novegno e attraverso il 411 scendere fino al Monumento Vallortigara , per poi risalire per qualche kilometro di strada asfaltata fino ad arrivare all’auto

411-0 411-1 411-2 411-3 411-5 411-6 411-7 411-8 411-9 411-10 411-11 411-12 411-13 411-14 411-15 411-16 411-17 411-18 411-19 411-20 411-21 411-22 411-23 411-24 411-26 411-27 411-28 411-29 411-30 411-31 411-32 411-33 411-35 411-36 411-37 411-38 411-39

Navigazione articoli

← Voci più vecchie
Articoli più recenti →
  • cerca

  • Statistiche del Blog

    • 2.396.198 visite
  • Unisciti a 4.617 altri iscritti
  • Zone dei percorsi

    Alpi Feltrine Arsiero Asiago Bassano Week belluno Cadore Castiglieri dolomiti bellunesi dolomiti di sesto Eventi Ferrate Folgaria Fongara Forti Gruppo del Cristallo Gruppo Sengio Alto Lavarone Leggende Lessinia Le vie Normali Monte Baldo Monte Cengio Monte Civillina Monte Grappa Monte Novegno Monte Pasubio Monte Summano Pale di San Martino Piccole dolomiti Posina Recoaro terme Riva del Garda Running Tofane Tonezza ultratrail Val D'Astico val del mis Vallarsa valstagna Zoldo
  • Articoli recenti

    • Anello Col di lana – Dente Sief
    • 120 Malga Rove-Gazza ( sistemazione )
    • Monte Col di Lana – Le Battaglie
    • Galleria di vetta Corno Battisti
    • 105 Sentiero delle creste o Tricolore
    • Il Truciolo by MJ
    • 702 Passo Val di Roda – Rifugio Rosetta
    • Lago di Braies
    • 116 Cumerlotti – Prabubolo – Passo Buole
    • Rifugio Tre Scarperi – Rifugio Locatelli Innerkofler
  • calendario

    marzo: 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set    
  • Classifica Articoli e Pagine

    • Le Marmarole Runde (completo)
    • 477 Sentiero del Monte Aralta
    • Strada del Ponale
    • 539 Scattolari - Val della Sola - Sella di Tonezza
    • Traversata Tofana di Mezzo e Di Dentro
    • 611 Casotto - Val Torra - Malga Croier
    • 542 Monte Caviojo - Monte Cimone
    • 102-122C Raccordo - Cappuccio di Pulcinella
    • Rifugio Sommariva Pramperet
    • Vajo Ristele
  • Meta

    • Crea account
    • Accedi
    • Flusso di pubblicazione
    • Feed dei commenti
    • WordPress.com
  • Itinerari trekking

    Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • Itinerari trekking
    • Unisciti ad altri 394 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Itinerari trekking
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...