Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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511-124-520 Anello Monte Majo e Monte Maggio

Pubblicato da luke007 in 5 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Storico. Tag: Posina. 6 commenti

Tempo di percorrenza dell’anello :  5h20 andata e 2h40 ritorno

Dislivello totale : 1911 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Sentieri : 511 – 124 – 520

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Vista la particolarità e la bellezza di questo percorso voglio pubblicare la serie di sentieri che chiude ad anello il percorso che tocca importanti cime teatri di intense battaglie , proprio per persone che lo vogliono percorrere come ho fatto io , il sentiero e contrassegnato EE , ma non presenta difficolta alpinistiche , presenta pendii interessanti , qualche pezzo di salita impegnativa , qualche passaggio traverso (non pericoloso ) su bosco  abbastanza irto ma niente di che , la pendenza e la lunghezza sono le variabili più importanti . Io con una discreta calma ammirando il paesaggio ed ispezionando alcune trincee ci ho impiegato circa 8 ore .

Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da lì si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , si torna indietro a piedi e davanti la chiesa si trova una strada asfaltata che sale , dopo un 100 di metri a destra parte il sentiero 511 , e molto bello e passa alcune contrade di montagna molto belle , poi arrivati all’ultima contrada il sentiero sale abbastanza pendente e prosegue su un crinale che rende possibile il panorama sia dalla parte della valle di Laghi che in quella di Posina , permette inoltre di poter ammirare il Pasubio dalla parte più complessa con sentieri ripidi e lunghi , presenta anche numerose trincee e postazioni , anche perchè la zona e stato teatro di diversi scontri tra le due forze in campo , in maniera molto particolare il monte Majo dove la linea di combattimento distava poche centinaia di metri una dall’altra .

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520 Laghi – Valle del Laghetto – Monte Maggio

Pubblicato da luke007 in 4 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Posina. 12 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h20 

Dislivello totale : 1260 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Eccomi come promesso nel post precedente del 511 Laghi – Monte Majo – Borcoletta  vado a documentare il sentiero 520 Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da li si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per  Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , volendo si può anche mettere li l’auto , e proseguire a piedi , ma se si sale ancora si arriva ad un altro posteggio in contrada molini , dove sulla sinistra si può anche notare un piccolo cimitero austroungarico , il luogo e molto bello , la valle stretta sembra un paesaggio da fiaba , da li salendo si entra nella valle del laghetto , una valle molto bella ed poco usata anche se il sentiero risulta molto visibile e chiaro , quindi usato . Il sentiero sale presentando dirupi boschivi non pericolosi ma molto affascinanti , in alcuni tratti risulta anche impegnativo ma lo scenario offerto da questo sentiero e unico , e nella parte finale sbuca dal bosco sotto le cengie che poi portano alla cima del monte Maggio , giornata permettendo un panorama unico davanti il massiccio del Pasubio dal versante di Malga costa , in basso il passo della Borcola e il pianoro delle alpi di Melegna , so può anche osservare in fondo il passo Coe e gli impianti di Fondo grande.

Le prime quattro foto sono del cimitero austroungarico di contrada Molini :

15° Incontro italo-austriaco della pace , a ricordo dei caduti e delle vittime civili della grande guerra  . Laghi 27 luglio 2007

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511 Laghi – Passo del colombo – Borcoletta

Pubblicato da luke007 in 3 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Storico. Tag: Posina. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h40  Fino a monte Maggio:  5h20

Dislivello totale : 1296 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per prendere questo sentiero si sale da Piovene Rocchette fino ad Arsiero , da li si prende la strada che sale la valle di Posina , arrivati in un centro abitato si prende per Laghi , si sale ancora per circa 5 km fino a superare la chiesa di Laghi e trovare un posteggio lungo la strada , si torna indietro a piedi e davanti la chiesa si trova una strada asfaltata che sale , dopo un 100 di metri a destra parte il sentiero 511 , e molto bello e passa alcune contrade di montagna molto belle , poi arrivati all’ultima contrada il sentiero sale abbastanza pendente e prosegue su un crinale che rende possibile il panorama sia dalla parte della valle di Laghi che in quella di Posina , permette inoltre di poter ammirare il Pasubio dalla parte più complessa con sentieri ripidi e lunghi , presenta anche numerose trincee e postazioni , anche perchè la zona e stato teatro di diversi scontri tra le due forze in campo , in maniera molto particolare il monte Majo dove la linea di combattimento distava poche centinaia di metri una dall’altra . Il sentiero e segnalato per escursionisti esperti , ma richiede solo una buona preparazione fisica vista la sua lunghezza , arrivati a Borcoletta si può proseguire fino ad arrivare al monte Maggio , e se posso dare un consiglio la discesa la farei per il 520 che andrò quanto prima a documentare

Cenni storici

Sul monte Majo e il caposaldo della difesa dei Kaiseriager tirolesi costringono gli italiani a scendere a valle nel tentativo di occupare la riva sinistra del torrente , ma poi il Batt. Cervino venne dato l’ordine di salire in posizione borcola ma il continuo fuoco di fucileria dai sogli bianche era incessante , impedendo l’avanzamento e facendo prigionieri un plotone bloccato in notturna nei reticolati , registrando solo perdite . Gli alpini e fanti si portano sotto le pendici del monte majo ma gli austriaci hanno buon gioco visto la loro posizione in cresta dominante la valle , La brigata Roma viene lanciata contro le quote e le creste ,il terreno impervio che veniva affrontato in salita , rocce , reticolati perfettamente integri  ma verranno falciati dal tiro delle schwarzlose , bombe a mano e artiglierie nemiche decimando le compagnie dell II btg del 79° reggimento Roma.

…Io venni ferito alla testa . Sentii l’elmetto rintronare , come sotto una violenta sassata .Non provai nessun dolore . Ad un tratto mi accorsi che qualcosa di caldo mi bagnava la fronte . Vidi un leggero velo di sanguigno scendere ad arrossarmi le ciglia. Mi portai la mano al capo . La ritrassi tutta insanguinata . Mi tolsi l’elmetto allora sentii un dolore acutissimo trafiggermi da parte a parte il cervello . L’elmetto presentava due fori passanti , il proiettile aveva trapassato il cuoio capelluto , sono stato fortunato Scesi per farmi medicare , poi ripresi la mia posizione .Poco dopo una seconda ferita alla mano causata da una scheggia di bomba a mano mi obbligava a lasciare di nuovo la linea . Nel tramonto infuocato , che arrossava di un mare sanguigno il cielo estivo scesi al posto di medicazione …Cespugli , balze , ciglioni , sentieri , erano gremiti di cadaveri , di feriti abbandonati per mancanza di mezzi di trasporto . Rozze barelle , fatte di pali cui erano stati fissati dei teli da tenda , di rami incrociati , sostavano intorno al posto di medicazione con il loro carico doloroso …Umberto Silvio Ferrari

Il susseguirsi di eventi negativi sul fronte russo costringono il ritiro della 57 ° divisione austriaca rimpiazzandola con i Kaiseriager in particolare una divisione intera prendendo così possesso della linea con il reggimento 1° e 3° della 58° brigata da montagna da Monte testo , il Cosmagnon e malga Costa . Mentre i reggimenti 2° e 4° della 180° Brigata Von Verdross occupano la linea Costa della Borcola , Sogli Bianchi , Passo della Borcola , Monte Majo , conca e Coston dei laghi . Il mattino del 12 luglio un ampio schieramento di forze italiane nella valle e in località Griso si preparano per avanzare verso la borcola e contemporaneamente il comando della 27° divisione ha l’ordine di tentare la conquista del monte Majo il III/220 per un’attacco diretto e la Brigata Roma con 5 battaglioni in appoggio . L’attacco inizia ma subito si arresta di fronte alle difficolta del terreno roccioso e troppo battuto dalle mitragliatrici . I kaiserjager stanno ripagando gli italiani della sofferenza patita il mese prima sul Novegno . A griso il 12-13 il Monte Berico attaccano da una parete rocciosa verso la quota 1425 di monte Majo senza concludere niente , ma la sera del 13 prima che arrivi la notte sferrano un attacco un plotone di alpini con un colpo di mano prendono la cima che manteranno sino al 21 luglio

…Il 14 luglio gli italiani rafforzano la cima presidiata , questa guglia si ergeva a 30 metri dalla nostra linea principale e a 200 metri dalle linee italiane , allora dopo gravi perdite subite per riconquistare la cima , si prese un reparto scelto del IV battaglione per fare un’assalto per respingere il nemico , il 21 luglio 15 Jager guidati dall’aspirante ufficiale Huckl scalarono la guglia e penetrarono in un avamposto scacciando via gli italiani … Enst Wisshaupt 

Il costo dei 7 giorni di combattimento del Monte berico , ha avuto un costo elevatissimo di perdite umane . Trecento alpini in un giorno solo ed altri perderanno la vita nei giorni successivi tanto da dover ricostituire per la seconda volta in 2 mesi il battaglione .Una relativa pace tornera a regnare dopo l’arretramento delle truppe italiane nella conca di Laghi ad un kilometro dalle linee nemiche , nessuna battaglia turberà più le povere contrade dalla devastante furia della Strafexpedition

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Anello Cima Marana – Malga Rialto

Pubblicato da luke007 in 28 aprile 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Castiglieri, Piccole dolomiti, Running. 6 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero  :  2h10

Dislivello totale : 757 m  

Quota massima raggiunta  :  1545 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Si sale in auto fino a Zovo di Castelvecchio e si prosegue verso localita Marana , arrivati ad un certo punto in località Bertoldi ( per i Valdagnesi all’ex Miramonti ) si può posteggiare l’auto e si prosegue a piedi fino a contrada Sartori , a questo punto si svolta a destra in una carrarreccia che porta nel bosco al primo bivio si prende la sinistra e poi si sale fino alla malga situata sopra i Gebbani , da li inizia il percorso più bello e con panorami molto interessanti , si sale fino alla croce situata sulla cima , inoltre e presente anche piccolo bivacco gestito da volontari , che si presta per eventuali variazioni climatiche . Da li si scende dalla dorsale opposta che porta fino a Bocchetta di Marana dove e presente un bivio molto importante , da cui si possono prendere diverse direzioni quello di sinistra porta a Fongara attraverso il sentiero dei pascoli , quello dritto poco conosciuto porta alla croce dei Castiglieri per poi poter scendere verso la val del Boia ( oppure per chi volesse allungare l’anello fino alla Baita vecia , poi in contrada Tomba per poi ritornare al punto di partenza attraverso la strada asfaltata ) mentre quello di destra che fa parte di una gara che viene fatta in questi sentieri porta prima a malga Rialto o Realto , per poi scendere allo Zovo di Castelvecchio  Questo anello e molto bello ed interessante non presenta difficoltà tecniche alpinistiche e non richiede una grande preparazione , tempo permettendo risulta anche molto panoramico .

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920-910 Cismon del grappa – Monte Grappa Variante corta

Pubblicato da luke007 in 22 aprile 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Monte Grappa. Lascia un commento

Tempo di percorrenza dell’anello :  3h30 andata e 3h00 ritorno

Dislivello totale : 1950 m    Lunghezza circa 19 Km

Quota massima raggiunta  :  1775 m

Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000

Descrizione

Questo percorso si prende da Cismon del grappa , localita situata nei pressi di Valstagna , arrivati in centro si prosegue dopo la chiesa fino ad arrivare in un porticato con presente il segnavia  e un percorso adatto a tutti ma vista la sua lunghezza e pendenza lo consiglio a persone che abbiano una buona preparazione fisica . Questa variante serve per accorciare di qualche km il percorso gia molto lungo ed a ridurne un po la pendenza , e molto facile da trovare , superato il monte Asolone e poco prima di raggiungere il col delle farine si può notare sulla sinistra la malga delle farine , si passa davanti alla malga e si prosegue sulla carrareccia fino ad arrivare a cima alta e poi all’albergo Forcelletto .Itinerario molto bello , sotto tutti i profili , panorami mozzafiato  , sentieri molto particolari , con sassi rotondeggianti e piccoli scalini delimitati lateralmente da grandi massi , la vista dal col della beretta verso il sacrario e molto bella ; per non parlare di quello che e stato uno dei più grandi campi di battaglia nella guerra del 1915-18 , salire da Cismon del grappa non e proprio una cosa da tutti , ma questi due sentieri ti riempiono il cuore e ti liberano l’anima nella loro persuadente bellezza , inoltre si possono accorciare arrivati al col delle Farine , altrimenti si sale fino al sacrario , per poi scendere dal 910 . Ricordo inoltre che il rifugio Bassano e aperto tutto l’anno e che scendendo dopo il monte Pertica si trova un’altro rifugio il Forcelletto .

Piccole Riflessioni

Salire su questo massiccio sempre molto imponente , e facile , lo si può fare in auto , in bici , ma salirlo a piedi dal fondo rende meglio l’idea , salirlo con l’umiltà e comprensione di quella gioventù di vent’anni che qui ha perso la vita , pensare salendo a loro , di qualunque nazionalità essi siano stati …poi se dopo 100 anni si ritrova ancora qualche osso di qualche soldato ignoto … si può avere un’idea degli aspri combattimenti e delle vite perse in questa montagna sacra all’italia , e spendere una preghiera per loro . Luciano

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122A Valmorbia – Monte corno Battisti

Pubblicato da luke007 in 19 aprile 2015
Pubblicato in: itinerari attrezzati, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Storico. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   :  3h30  Fino a Boccaldo 6h30

Dislivello totale : 1100 m    Classe : EEA anche se il tratto attrezzato e raggirabile

Quota massima raggiunta  : 1760 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Sentieri usati : 122A – 122C 

Descrizione

Il sentiero parte dalla strada della Vallarsa presso l’abitato di Valmorbia, si posteggia l’auto in località Tezze si prende per la val morbia ,si supera un primo bivio e si prosegue a salire , il sentiero e molto impegnatico nei confronti di quello che sale dalla val Grobbe da Anghebeni anche se tutti e due portano al monte Trappola . Poi si raggiunge il monte trappola e l’omonima selletta da dove si prende il sentiero 122 che porta al cappuccio di pulcinella, per poi proseguire fino alla selletta battisti e successivamente al corno vero e proprio. Per il sentiero si richiede una buona preparazione fisica e per la sua lunghezza, circa 3 h e 30, e perché anche se presenta tratti con passaggi abbastanza semplici, è molto più sicuro con l’uso dell’ IMBRAGO. Molto bello da fare anche sotto il profilo storico; nella selletta prima di arrivare al corno si trova la lapide dove sono stati catturati Cesare Battisti e Fabio Filzi, qui la battaglia fu molto aspra con gravi perdite; buona parte delle gallerie sono state aperte rendendo cosi possibile il passaggio e la visita con TORCIA ed IMBRAGO. E’ consigliato visitare prima il posto di medicazione, e poi prendere il pozzo della carrucola: attenzione la discesa sulla scala del pozzo della carrucola poichè è pericolosa,  ma in fondo esce e riprende il sentiero normale. La discesa può essere fatta per la val Foxi (sentiero 102). Il sentiero 122 prosegue ma viene poco utilizzato salendo da questo versante in quanto va a finire nella carrabile che sale al rifugio Lancia e poi a Boccaldo mentre per andare al Lancia si prende quello per la 102 bocchetta delle corde oppure per il 102a monte Testo

Cenni storici

Durante la notte sul 13 di maggio, da Cima Alta arriva il cambio per gli sparuti difensori all’interno del monte Corno , il cambio avviene attraverso una feritoia allargata a Cima Alta, raggiungibile da una scala di corda posta lungo un canalino e che attraversa verticalmente il monte corno e che più in basso attraversa il sentiero . Il cambio e il rifornimento vengono fatti di notte in quanto gli austriaci al minimo rumore iniziavano a sparare, buttare bombe e valanghe di sassi  sul passaggio obbligato essendo loro in cima al corno. Sono le 14 pomeridiane dopo aver discusso la possibilità di attaccare dall’esterno , il tenente Carlo Sabatini e il sergente Degli Espositi trovano altri tre uomini e una fune e si preparano a salire dal canalino attraverso lo sperone di roccia molto friabile , ma e l’unico modo perchè il nemico non li possa vedere , la via della scalata non era facile a causa della friabilità della roccia . I provetti scalatori si armano di pugnale e di petardi thavenot e inizia la scalata il tenente Sabatini uscendo dalla feritoia allargata arrivato in una piccola cengia si appresta a far salire gli altri e anche se cade qualche sasso gli austriaci sono convinti che nessuno possa salire da quella posizione e quindi non la sorvegliano neanche .Dagli osservatori interno si possono scorgere i cinque uomini allineati  come formiche che salgono lungo la parete , ad un certo punto il tenente Sabatini si stacca e sale fino alla cima raggiungendo uno scudo con la feritoia e nota dentro la feritoia la sentinella austriaca che sta chiaccherando con un’altra , atttende che gli altri uomini siano vicino a lui e con poche parole disse “ammazzarli tutti altrimenti ci rovesciano giù” lancia prima un petardo e poi assalta la postazione urlando .

“la mischia è rapida ed orrenda , a pugnalate nel ventre , ferocia senza quartiere .Quelli che accorrono di rinforzo da un’altra galleria vanno all’altro mondo senza rendersi nemmeno conto di cosa stia accadendo . Qualcuno viene anche rovesciato nei canaloni .”

Questo gesto è valsa la medaglia d’oro al valore al tenente Carlo Sabatini

Ricordo la cattura di Cesare Battisti e Fabio Filzi :

La ricostruzione più attendibile Sottotenente Ingravalle “cessata la sparatoria , odo la voce di Cesare Battisti , lo chiamo tacendo il suo nome Tenente? Battisti si avvicina chiedendo notizie .Mi risponde informandomi sulla situazione e mi dice “ora per me rimane solo la forca “. Ecco avvicinarsi un ufficiale nemico : e il cadetto Brunello Franceschini della Val di Non , accompagnato da 4 soldati .Si volge a Battisti e gli ingiunge di consegnarli la pistola . Battisti alza il capo con fierezza e risponde : mi sono battuto onorevolmente e  consegnerò l’arma ad un superiore e mai ad un inferiore .Il rinnegato Franceschini tace , evidentemente imbarazzato .Poi gli chiede il binocolo : no -risponde Battisti questo e di mia proprietà”

Fabio Filzi (Brusarosco)

Anche Filzi fu catturato in cima al monte corno e continuo ad insistere sulla sua identità segnalata nei suoi documenti , ovvero sottotenente Brusarosco di Vicenza , tuttavia pensava di non poter essere riconosciuto se non che venne riconosciuto ad Aldeno da una famiglia di Rovereto che ne conoscevano la famiglia di provenienza.

Lettera del Maggiore Frattola al padre di Filzi

” appena catturato suo Figlio , che aveva il nome di guerra Brusarosco , fu subito riconosciuto dal tenente austriaco  Franceschini , separato dagli altri prigionieri e guardato a vista da una sentinella :gli altri prigionieri tra i quali ero io , stavano in un gruppo a parte compreso io .Suo figlio appena mi vide , mi rivolse la parola e mi prego d’intervenire in suo favore perchè gli fosse riservato un trattamento uguale agli altri prigionieri . Mi rivolsi ad un maggiore austriaco per ottenere uguaglianza di trattamento , ma a nulla valsero le mie insistenze…”

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BVG Trail Alto Garda

Pubblicato da luke007 in 29 marzo 2015
Pubblicato in: itinerari Running, Ultratrail. Tag: Running, ultratrail. 2 commenti

 PubBVG

bvg

Tre tipologie di corsa a piedi in ambiente naturale il cui itinerario, che va da Salò a Limone, percorre i sentieri della Bassa Via del Garda, lungo la parte del Parco Alto Garda Bresciano che si affaccia sul lago.

La quota massima da raggiungere è di  1050 m.

Le vie percorse sono classificate CAI fino ad un massimo livello EE ( Escursionisti Esperti).

Nella Trail,  e nella Marathon+ sono presenti  discese  impegnative per le quali occorre prestare la dovuta attenzione e cautela. Nei punti esposti a rischio di caduta nel vuoto sono presenti cavi corrimano di sicurezza in aiuto a chi percorre il sentiero.

Le gare si svolgono in tappa unica in regime di semi-autosufficienza, a velocità libera, in un tempo limitato, nel rispetto dei cancelli orari indicati nel road book predisposto

Dicono di noi… 

Riportiamo il commento pubblicato sul sito del Brescia Marathon da  Michele Borgognoni  subito dopo la partecipazione alla prima edizione della BVG Trail. Tra i tanti pervenuti, tutti molto positivi (se avessimo fatto una votazione si parlerebbe di maggioranza Bulgara…), questo è quello che meglio riassume, con sintesi, efficacia e poesia, lo spirito per cui è stata creata la BVG e per la quale è stata apprezzata. Grazie a Michele per queste belle parole e grazie anche a tutti coloro che, con il loro sostegno, ci spingono a continuare sulla strada tracciata. L’appuntamento sul Garda del prossimo 28 marzo riserverà altre piacevoli sorprese..!                              Franco Ghitti

 “I paesini dell’entroterra, il profumo delle siepi di alloro, i sentierini tra gli uliveti, gli abitanti dei paesini e i loro ristori improvvisati con fette di limoni autoctoni dolcissimi offerte per placare la nostra sete, il Garda visto dall’alto e il Baldo maestoso e imbiancato lì di fronte quasi a indicarci la direzione, l’imbrunire e le luci di Limone, la compagnia degli amici fidati.. poche corse mi hanno offerto emozioni così forti e vive… cerchiamo tanto lontano il bello quando i nostri territori offrono tanta magnificenza…”

 I commenti di tanti partecipanti sono stati davvero entusiastici… questo sentiero, sempre tracciato tutto l’anno, è stato per me un’autentica scoperta e un’emozione dopo l’altra (senza esagerare)… un po’ come la prima volta sull’alta via dell’Adamello, con quel desiderio e curiosità di vedere “e dopo cosa mi aspetta” e con quella promessa intima “io qui ci torno”… come dire “ve lo consiglio, anche solo un pezzo” è una perla bresciana da promuovere 

http://www.bvgtrail.it/

PICCOLE RIFLESSIONI PERSONALI

Non e facile descrivere questo Trail , tutte le parole che si possono scrivere potrebbero essere insufficienti per poterne testimoniare la sua bellezza , un trail per duri , ma con soddisfazioni altrettanto elevate , dalla semplicità dei paesaggi e dei luoghi che si possono solo immaginare , dai piccoli minuscoli paesetti dove il ciotolato la fa da padrone e i bastoncini vogliono infilarsi dentro ai buchi tra un sasso e l’altro , alle lunghe salite che mettono a dura prova la preparazione , ma il panorama del lago e la maestosità del monte baldo e grandiosa ,  la discesa che porta alla forra di campione e poi una risalita attrezzata , proprio un bel trail  …ho voluto esserci anche se la preparazione non c’era , e un infiammazione al polpaccio mi disturbava non poco …ma a forza di andare con il mio solito obbiettivo , anche il male al polpaccio e passato non so come , visto che ce  l’avevo da 10 giorni …ma niente ha potuto fermarmi ed in fondo ci sono arrivato , qualcuno potrebbe dire ” ci hai messo tanto ” si e vero , ma con questa sono 20 gare e MAI un ritiro …questo per me conta nella mia sfida con me stesso… Luciano

bvg 2015

Valdagno – Sentiero del sentinello – Novella

Pubblicato da luke007 in 19 marzo 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Running. Lascia un commento

Sentinello novella

Itinerario : Valdagno – Novale  – San quirico – Retassene – Monte Civillina – Zovo –  Novella
Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante

Tempo di percorrenza dell’anello :  3h00 di corsa  ( personale 2h54 )

 dislivello totale : 1109 m    

Quota massima raggiunta  :  924 m

Dopo aver imboccato la ciclabile verso Recoaro e  proseguito verso Novale , giunti a San Quirico a ponte Renato si prende la destra e si sale prima ai Viola e poi ai Retassene  imboccando poi il sentiero storico della guerra del sentinello , che porta direttamente sul monte Civillina per poi scendere dalla parte opposta verso la località Passo dello zovo , da li si prosegue salendo sul crinale per andare verso la chiesetta del Mucchion , al primo bivio che porta verso il Ranch si tiene la destra per poter entrare nella strada asfaltata che porta in località Novella per poi scendere strada asfaltata che porta ai Campassi e poi arrivare a destinazione

Valdagno – Novella – Lora di sotto – Valdagno

Pubblicato da luke007 in 6 marzo 2015
Pubblicato in: itinerari Running. Tag: Running. Lascia un commento

5-3-15

Itinerario : Valdagno – Novella -Mucchion – Massignani Alti – Barchetto – Lora di sotto – Croce Milani – Broiaculo
Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante
Tempo di percorrenza dell’anello :  1h25 di corsa 

 dislivello totale : 590 m    

Quota massima raggiunta  :  687 m

Dopo aver imboccato la strada asfaltata che porta ai Campassi  si inizia a salire con una pendenza di un certo impegno verso i Novella , tutta su strada asfaltata anche se poco trafficata , giunti al bivio dei Novella  si tiene la destra e si ricomincia a salire fino ad arrivare al chiessetta del Mucchion si prende la strada a destra  che si inoltra verso il bosco  dove ci sono alcuni Casette (roccoli) , e sempre mantenendo la destra seguendo la carrareccia  si prosegue fino ad arrivare al capitello , da li tenendo la destra si scende prima e poi si sale fino ai Massignani alti , si prosegue fino alla fontana e proprio davanti alla stessa si svolta a destra  per andare in contrada tommasi  scendendo poi attraverso una carrarreccia attraverso il bosco in contrada Barchetto , da li proseguendo fino all’ultima casa si scende fino alla contrada Lora di sotto , sempre proseguendo si scende fino a Località Croce Milani , prima però di arrivare li si nota una sbarra con un sentiero che scende nella valle chiamato Broiaculo , fino ad entrare nella ciclabile ed arrivare al punto di partenza .

Centrale Malga dei Busi

Pubblicato da luke007 in 14 febbraio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

mga-Busi-13

Per raggiungere la zona di malga Busi , si prende la strada che prima sale a Ponte Verde , poi si sale verso il passo Xomo , arrivati ad un certo punto si trovano alcune postazioni e si scorge un grosso tubo nella parte superiore della strada , in questo luogo erano costruite le centrali pneumatiche , elettriche e idrauliche che andavano alimentare una grossa parte del Massiccio del Pasubio , ricordo che da qui ad arrivare sul massiccio c’era un minimo di 1000 metri di dislivello e che le pompe montate su questo impianto dovevano avere un grossa prevalenza cioè essere in grado di innalzare l’acqua nella tubazione , con un dislivello notevole . Quando visiterete il sito di malga Busi non siate frettolosi , ammirate la grandezza di queste opere che hanno 100 anni e pensate allo sforzo che e stato fatto per la costruzione e la posa delle tubazioni in un ambiente cosi complicato che è questa montagna.

Mi dispiace che le foto rendano molto poco l’idea di questo luogo a causa della neve presente il giorno del mio passaggio , ricordo inoltre che e molto accessibile a tutti salire su questa zona e non richiede nessun tipo di preparazione fisica , tranne che come sono passato io la strada non sia chiusa per neve

Centrale di perforazione meccanica

Alla fine di luglio 1916 fu costruito questo impianto , di produzione aria compressa che sarebbe servito ad alimentare i perforatori della strada delle galleria , era costruito da un’apposita casamatta isolata dalle intemperie e dove fu installato un motore diesel da 200 hp a 4 cilindri e quattro tempi alimentato a olio pesante . Questo motore azionava un compressore da 50 hp a 2 cilindri in grado di fornire 20 metricubi di aria al minuto ad una pressione regolabile da 7-10 atmosfere il 15 maggio del 17 entro in funzione un secondo impianto collegato in parallelo al primo che riusciva a fornire 9 metri cubi di aria al minuto e una pressione di 7-10 atmosfere . Le tubazioni erano per quanto riguarda le principali di una lunghezza totale di circa 30 km per poi aggiungere le diramazioni secondarie di circa altri 20 km . L’impianto riusciva a far funzionare 120 martelli pneumatici ma ne furono allaciati 200 . L’intera rete di tubazioni del peso totale di 600 tonellata fu montata in 6 mesi da 30 militari specializzatie e da circa 200 soldati . L’acqua di raffreddamento dei motori veniva utilizzata dalle truppe per un bagno caldo di riposo dal fronte . Si calcola che l’impiantio di malga Busi nei primi 17 mesi di utilizzo abbia permesso di perforare e smuovere circa 300.000 metri cubi di roccia permettendo cosi la realizzazione di centinaia di gallerie , trinceramenti , ricoveri camminamenti sentieri di arroccamento e strade.

Acquedotto militare

L’impianto idrico di Malga Busi garantiva sia il fabbisogno di acqua per le truppe , si calcolava nel fabbisogno giornaliero a soldato circa 9 litri di acqua e 20 per i muli .  Ma anche per tutti gli usi per fare il cemento delle fortificazioni , per il raffreddamento delle mitragliatrici e dei compressori . A causa della permeabilita del terreno e delle roccie il pasubio era un fronte molto arido  , che nonostante la copiosità sia delle pioggie che delle nevicate non permettevano una raccolta , e le acque filtravano fino al fondo vallle , allo scopo di risolvere questo problema furono costruiti due impianti , quelli del Pasubio con l’acqua proveniente da malga Busi , da qui l’acqua veniva pompata fino alla sommità del Pasubio con una portata che variava da 50.000 a 80.000 litri . L’impianto di approvvigionamento idrico del Pasubio fu realizzato in solo 3 mesi di lavoro nel periodo a partire da febbraio del 1917. Il cuore pulsante di tutto il sistema era la centrale di pompaggio situata presso l’omonima sorgente di Malga Busi ad una quota di 960 metri. Ancora oggi percorrendo la strada che da Ponte Verde, porta al passo Xomo, dopo aver attraversato il ponte sulla vallecola, sulla sinistra sono evidenti le opere in cemento armato quali: canali, serbatoi, vasche, e opere di fondazione, che facevano parte del complesso sistema di opere di presa dell’acquedoto. Da Malga Busi la tubazione di acciaio che adduceva l’acqua fino alla cima del Monte Pasubio saliva il canalone di Fontana d’Oro, situato alle spalle della stazione di sollevamento per spingersi fino alla quota più alta del Pasubio 2236 metri. Da questa quota ove l’acqua era depositata in appositi serbatoi ad oggi ancora esistenti, veniva distribuita attraverso una rete di tubazioni estesa per oltre 40 Km ad ulteriori cisterne di dimensioni più ridotte in tutte le posizioni occupate dagli italiani. Le parti di tubazioni in acciaio, sia quella di adduzione che quelle di distribuzione, sono state invece completamente depredate nell’immediato dopoguerra.

Centrale elettrica 

Con lo sviluppo dei lavori in caverna ci fu il fabbisogno di fornire energia elettrica per illuminare e per alimentare diversi motori elettrici ,quindi iniziarono i lavori il 15 settembre 1917 e l’impianto entro in funzione nel gennaio 1918 ,  a tale scopo fu usata una linea trifase da 10.000 volto esistente a ponte verde e a malga busi montato un piccolo alternatore trifase da 40 kw azionato a cinghia dal motore da 200 hp usato per il compressore , fu inoltre costruita una cabina di trasformazione e smistamento in cui la tensione veniva ridotta da 10.000volt a 3000 volt ed inviata nelle 4 cabine poste sul Pasubio , fontana d’oro , porte del pasubio , alla selletta quota 2081 ed al Dente italiano per mettere in piedi questa rete furono usati 200 soldati per circa 20 giorni e per il montaggio delle cabine , quadri elettrici e linee di impianti interni 20 soldati del Genio

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