Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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525 Laghi – Rifugio Valbona

Pubblicato da luke007 in 11 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Tonezza. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  3h50 

Dislivello totale : 1185 m    

Quota massima raggiunta  :  1697 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver superato l’abitato di Arsiero e inboccato la strada per Posina , ad un certo punto si prosegue verso Laghi , appena poco prima di Laghi dove la strada comincia a salire si nota il segnavia vicino ad un capitello , da li inizia il sentiero 525 che porta al rifugio Valbona , il sentiero non e impegnativo e non presenta difficolta tecniche la prima parte e tra boschi e qualche tratto asfaltato che passa per alcune contrade , superata l’ultima contrada Collegio si entra nel clou del sentiero dove si va a salire un canalone detritico molto bello e che nella parte bassa propone una vista di Laghi molto bella , entrati nel canalone più stretto la salita diventa un po più ripido fino ad arrivare al raccordo con il sentiero 530 che per qualche km seguira lo stesso itinerario , poi si sbocca nella zona delle Malghe Campoluzzo , per poi continuare attraverso ampi pascoli fino al Rifugio Valbona , il sentiero e molto bello sopratutto nel periodo primaverile e non troppo impegnativo nei suoi passaggi , per completare l’opera ed poter ammirare il paesaggio molto più panoramico vi  invito a salire fino al valico di Valbona e salire nel Monte Toraro e nel monte Campomolon poco distanti dal Rifugio , la discesa a mio avviso e consigliabile farla dal 530 , che porta in località Castana per poi risalire fino a Laghi distante una 20 di minuti , io a questo proposito ho messo la mia auto nel rettilineo tra Castana e Laghi cosi era a metà strada tra uno e l’altro sentiero .

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100.000 Visite

Pubblicato da luke007 in 11 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking. 6 commenti

Frase WB blog

Credo di dover scrivere poche righe , anche se ancora incredulo per questo risultato raggiunto solo con la mia passione e con l’appoggio di voi tutti , 100.000 visite credo sia un bel risultato per questo vi ringrazio tutti e continuerò in questo mio piccolo blog che non ha la missione di guidare , insegnare , indirizzare , ma solo raccogliere emozioni e trasmetterle a tutti voi , a chi meno fortunato di me non può ammirare questo immenso dono che la natura ci ha concesso , e a chi con questo piccolo lavoro potrà visionare itinerari nuovi siano essi semplici o difficili , che per lui erano inesplorati per dare la possibilità a tutti di poterli conoscere nel rispetto e nell’umiltà che il nostro pianeta meriterebbe e qualcosa che possa restare per le nuove generazione che hanno un continuo bisogno di quella cosa che nella nostra vita chiamiamo …VALORI … Vi lascio con una delle poesie che ho scritto io :

La montagna

Amo la montagna ,

non ci posso fare nulla

salgo da una parte , scendo da un’altra ,

continuo a salire …

qualche volta soffro salendo in silenzio

qualche volta la salita

può essere tanto dura

in qualche sentiero nuovo ,

od in qualche valle sperduta…

Con lei ho gioito , sofferto

Pianto

Con lei ho pianto di gioia per le

Emozioni che mi sono state donate.

D’altra parte io sono come lei

Duro come la sua roccia

Verde come i suoi pascoli più estremi

Tenebroso come le sue scure e

Selvagge valli

Impenetrabile come i suoi boschi di

Grandi alberi

Con lei ho imparato a vivere

Con lei sono cresciuto

E per questo che l’amo tanto perche

mi fa vivere emozioni indimenticabili ,

che tengo sempre dentro al mio cuore ,

ma soprattutto perche e

la palestra della mia vita.

 Buon Cammino a tutti Luciano

Forte Campomolon

Pubblicato da luke007 in 9 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Forti, Tonezza. 3 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata:  0h30  

Dislivello totale : 150 m    

Quota massima raggiunta  : 1853 m

Dopo aver preso la strada che porta a Tonezza del Cimone si prosegue per i Fiorentini ed il passo Sommo , superato l’abitato di Tonezza si trova un bivio a sinistra sulla strada vecchia che porta a Folgaria , la strada e stretta asfaltata ed in buone condizioni anche se poco trafficata , dopo aver messo l’auto al rifugio Rumor e sulla forcella al rifugio Valbona si prosegue a piedi seguendo le indicazioni dei segnavia.

Si può salire anche da altri sentieri più lunghi , dipende sempre dalla preparazione fisica , come il 530 , 571 e 569 molto belli ma che richiedono una buona preparazione fisica (vedi post dei singoli sentieri )

Cenni storici

Assieme a questo forte doveva sorgere anche quello di Monte Toraro che non fu mai costruito rimase soltanto il progetto , il forte campomolon principalmente visto il suo poderoso armamento veniva utilizzato per il riparo di soldati e munizioni .Questo forte situato sui confini tra Tonezza e i Fiorentini dalla non facile accessibilità se non per mezzo della costruzione di una rotabile per il trasporto dei materiali da costruzione e sopratutto per l’enorme presenza di bocche da fuoco in questa parte di fronte dedicato solo come linea difensiva

Lungo la dorsale del Mèsole venivano posizionati 4 cannoni da 149 e sul Cimoncello del Toraro 2 obici da 280 dell’artiglieria marina vecchi e usurati dal tempo trascinati in queste quote con difficoltà immani . Sulla forcella Valbona erano posizionati 4 cannoni da 75 su affusto fisso che venivano coperti da 2 obici da 280 sulla forcella del Molon mentre altri 4 cannoni da 75 erano situati sul monte Melegnon ed altri 4 sul Pian del Pelluca dove si stavano anche realizzando delle piazzole per 4 cannoni da 149 in ghisa.

Nel 1914 la struttura era quasi completata , in attesa delle corazze Armstrong che dovevano provenire dalla Germania , la struttura di cemento dello spessore di 2 metri pensava potesse resistere al tiro delle artiglierie nemiche , anche sui massimi calibri austroungarici , invece le officine Skoda produssero dei mortai da 305 e da 420 che con la loro potenza di fuoco facevano davvero paura . Nel la poderosa offensiva del 1916 gli austroungarici arrivarono così vicino al forte costringendo gli italiani ad abbandonarlo , dopo aver fatto saltare tutti i pezzi dell’artiglieria ed averne fatto saltare la struttura con la gelatina esplosiva , la detonazione fu eseguita dal sottotenente Paolo Ferrario che rimase vittima dello scoppio.

2 agosto 1915 : nel pomeriggio salii al forte incompiuto di Campomolon , a 1855 metri sul livello del mare , c’era la nebbia , ma un colpo di vento offre ai nostri occhi un imponente spettacolo di prateie , di boschi di scintillanti e lontane dolomiti , da cima Portule al Becco di Filadonna , e l’affare di un intenso minuto ma nella breve ed inattesa parentesi di sole si vede lucere il laghetto di Lavarone e il biancheggiare fra verdi pascoli e ville deliziose , e rosseggiare gli spalti tormentati del campo Luserna e protendersi dalla nuda roccia che strapiomba sull’Astico il forte Belvedere , bianco ,marmoreo ed inacessibile. La nebbia ritorna , quando all’improvviso un sibilo che poi diventa urlo si avvicina sempre più forte, sempre più rabbioso, crudele, l’aria trema e più si avvicina anche la terra comincia a tremare, si trattiene il respiro, il cuore sospende i i battiti, l’urlo che diventa boato ha il tempo di finire in uno schianto che sprigiona un turbine di pietre, di ferro, e l’aria ne resta a lungo oscurata, E’ IL 305, il primo, tutti corrono ai ripari anche dall’accampamento di fanteria posto a ridosso del forte i fanti fuggono a cercar riparo nelle poche caverne. Il piccolo mondo di Campomolon in questo momento è sotto il dominio del mostro invisibile che i nostri osservatori non riescono a individuare. Loro hanno individuato noi ma noi non sappiamo individuare loro. Ci aspettiamo altri colpi oggi per fortuna solo 8 e grazie a Dio nessun morto. Ma confesso che ogni volta che ci bersagliano con il 305 rimanere in vita è un vero miracolo”. Ma confesso che il 305 , sentito per la prima volta e senza la dovuta preparazione d’animo , toglie il respiro.

 Diario di un Fante Luigi Gasparotto 

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571 Lastebasse – Fiorentini – Campomolon

Pubblicato da luke007 in 8 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Tonezza. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h15

Dislivello totale : 1272 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per raggiungere questo sentiero si sale la strada che porta verso Folgaria passando per Arsiero , giunti in piazza a  Lastebasse ,  dove si mette l’auto e a fianco della chiesa sale il sentiero 571 , sentiero non e molto difficile sotto il profilo tecnico presenta delle salite abbastanza ripide , e ben segnalato anche se nella seconda parte che porta a Monte Campomolom passando per le piste da sci dei Fiorentini risultà un pò intuitivo e quasi privo di segnavia . E molto bello e forse anche più bello del 569 anche se poco praticato presenta  dei scenari molto avvincenti sia sulla valle che si sale,  sia per i panorami in lontananza , si sale fino a forte Campomolon e presso l’omonima forcella , poi raggiunta la val Bona si può arrivare fino al rifugio Rumor peccato che io lo abbia sempre trovato  chiuso . Sul soglio d’aspio si può ammirare la parte opposta della valle verso Luserna e l’altipiano di Asiago

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569 Contrà Pikel – Forte Campomolon

Pubblicato da luke007 in 6 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Tonezza. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  4h10 

Dislivello totale : 1344 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per raggiungere questo sentiero si sale la strada che porta verso Folgaria passando per Arsiero , poco prima di Lastebasse , ovvero la frazione di Pikel , si può notare una chiesetta sulla sinistra mentre la strada e recintata da uno steccato in legno , l’auto si può mettere vicino alla chiesetta oppure se si vuole al centro di Lastebasse nel piazzale della chiesa e scendere a piedi per una decina di minuti , il sentiero non e molto difficile sotto il profilo tecnico presenta delle salite abbastanza ripide , non è molto segnalato , ma si riesce a percorrerlo andando alla ricerca del segnavia e con la mappa alla mano a salire inoltre le numerose baite presenti saranno un riferimento non da poco . E molto bello anche se poco praticato presenta  dei scenari molto avvincenti sia sulla valle che si sale,  sia per i panorami in lontananza , si sale fino a forte Campomolon e presso l’omonima forcella , poi raggiunta la val Bona si può arrivare fino al rifugio Rumor peccato che io lo abbia sempre trovato  chiuso . Questo sentiero a livello di orientamento e difficile sopratutto perche la maggior parte del percorso e boschivo , ma percorrendolo con occhio vigile si può salire senza problemi , in ogni caso salendo lo si può accorciare evitando di salire a Forte Campomolon arrivando fino alla strada che porta da Tonezza al passo Sommo , e poi Folgaria , proseguendo verso il passo Sommo si raggiunge prima L’albergo Ai Fiorentini e proseguendo verso baito del sole si scende di nuovo fino a Lastebasse . Il segnavia da seguire per il rientro e il 571 sentiero che quanto prima provvederò a documentare , lo stesso sentiero comunque arriva anche sia sul Forte Campomolon che al Rifugio Rumor .

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Anello Cengio – Pedescala

Pubblicato da luke007 in 29 ottobre 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Cengio. 10 commenti

Itinerario : Cogollo del Cengio – Monte Cengio – Capel de fero – Forte Punta Corbin – Pedescala – Arsiero – Cogollo del Cengio
Tipo di terreno : Sentieri di montagna , salita di circa 1100 D+ e discesa non tanto complessa , anche se nel primo tratto bisogna prestare molta attenzione , per poi finire in ciclabile in parte asfaltata

Tempo di percorrenza dell’anello :  5h00 per i medio veloci

Dislivello totale : 1200 m    Lunghezza circa 25 Km

Quota massima raggiunta  :  1354 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

La partenza per questo itinerario e dalla Chiesa vecchia a Cogollo del Cengio , li si può mettere la macchina e si sale dal 651 tutto sul crinale fino ad arrivare al Monte cengio , poi si imbocca il 643 per il capel del Fero e proseguendo e controllando bene i segnavia perche anche se intuitivo risulta facile l’errore , si prosegue fino ad arrivare al Forte punta Corbin per poi prendendo il 635 si scende a Pedescala e si prosegue per la ciclabile asfaltata che porta a Cogollo del Cengio Passando anche per la Priara

 

Val Gulva

Pubblicato da luke007 in 30 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 10 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30 Fino al Rifugio Lancia : 3h45

Dislivello totale : 800 m    

Quota massima raggiunta  :  1800 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Si sale da Posina fino al Passo della Borcola dove si può posteggiare l’auto , si scende fino alla Malga Borcola e sotto il laghetto parte il sentiero 148 Passo Lucco , ( in alcune mappe il sentiero risulta segnalato con T1 , mentre in altre non viene nemmeno riportato ) la prima parte fino alla Malga Gulva e bellissimo con le staccionate molto rustiche , arrivati alla malga poi si sale mantenendo la malga a sinistra per la strada forestale fino ad arrivare alla fine della stessa , da lo bisogna imboccare il bosco , il percorso è misto tratti boschivo e alcuni tratti sul canale fluviale , non presenta difficoltà alpinistiche ed è abbastanza segnalato anche se i segnavia sono deteriorati nel tempo ed in alcuni casi si vedono poco il tracciato sale fino a Sorgente dove si trova il bivio di malga Buse Bisorte , da li se si prende la sinistra si va verso malga costa con il sentiero 147 così facendo si potrebbe scendere al passo della Borcola . Mentre attraverso il 121 ed il 121A si possono vedere le numerose postazioni e ricoveri degli austroungarici per poi raggiungere la selletta del groviglio e prendere  il 147A sul crinale della prima linea austriaca e salire verso malga Costa per poi scendere fino al passo della Borcola , questa è a mio avviso la via più bella . Tuttavia si può anche scendere dal 148 che porta fino a malga Borcola , per arrivare su quel sentiero si deve tenere la destra giunti a Sorgente , arrivati sul bivio successivo tenendo la destra si scende per il 133 strada delle malghe e poi il 144 per la Val zuccaria , entrando alla fine nel 148 malga Gulva e passo della borcola il sentiero è molto bello con uno splendido sottobosco in buone condizioni e ben segnalato.

148-2 148-4 148-6 148-8 T1-3 T1-5 T1-6 T1-8 T1-9 T1-10 T1-11 T1-12 T1-13 T1-14 T1-15 T1-16 T1-17 T1-18 T1-19 T1-20 T1-21 T1-22 T1-23

131A-131 Col Santo e Col Santino

Pubblicato da luke007 in 29 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  3h30

 Dislivello totale : 500

Quota massima raggiunta  :  2112 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo sentiero si prende dal rifugio Lancia , non importa da quale parte voi siete saliti , l’ideale per poterlo apprezzare bene e avere pernottato al rifugio , ma non è detto che chi lo prende da lontano non riesca ad apprezzarne il suo fascino ma pare ovvio che deva misurarsi con la fatica fisica , io sono partito dal Passo della borcola per il 148 e quindi dopo averlo percorso tutto dovevo tenere in considerazione il rientro . Dopo aver lasciato il rifugio proseguite dal 120 verso la sella delle Pozze dopo circa 15-20 minuti di cammino ed aver superato il primo bivio 131 che porta a selletta dei Col Santi si arriva nell’Alpe di Pozze da li parte il 131A che porta prima al Col Santino , la risalita non è complicata molto bello anche il paesaggio e il panorama verso la vetta del Pasubio vista in lontananza , mentre dalla cima, sulla destra si può notare Serrada , il Dos delle Somme , e dove parte la Forra del Lupo ( che vi invito a visitare già documentata in precedenza) il sentiero poi scende fino alla selletta dei Col Santi , per poi se si e stanchi si prende la sinistra e si torna al Lancia mentre se si prende la destra si scende sulle malghe Corona e Malga Costoni , il tratto e molto bello e in mezzo a pascoli e pini , per poi raggiungere una cararreccia che porta a malga Costoni , da qui la strada inizia a salire fino al Col Santo quota 2112 , un po impervia e poco segnalata , ma intuitiva arrivati al Col Santo una visione a 360 ° tutto tondo , come  si dice e se il tempo e clemente lo spettacolo sarà unico e incredibile , da li si scende fino alla selletta dei Col Santi , bivio 131-131A per poi rientrare al rifugio Lancia.

131-1 131-2 131-3 131-4 131-5 131-6 131-7 131-8 131-9 131-10 131-11 131-12 131-13 131-14 131-15 131-16 131-17 131-18 131-19 131-20 131-21 131-22 131-23 131-24 131-25 131-26 131-27 131-29 131-31

148 Malga Gulva – Passo Lucco – Rifugio Lancia

Pubblicato da luke007 in 29 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 2 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  fino al Rifugio Lancia :  3h45

Dislivello totale : 900 m    

Quota massima raggiunta  :  1903 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizioni

Si sale da Posina fino al Passo della Borcola dove si può posteggiare l’auto , si scende fino alla Malga Borcola e sotto il laghetto parte il sentiero 148 che porta prima in malga Gulva e poi prosegue verso malga Bisorte ; mentre se si sale a destra della Malga Gulva si sale nell’omonima Valle . Proseguendo per il 148 che  sale fino a Passo Lucco  . Fatto da solo non ha tanto senso se composto 148-144-133-120  , il sentiero quasi tutto boschivo ,  la prima parte fino alla val Gulva e bellissimo con le staccionate molto rustiche , molto bello e anche il fantastico sottobosco in buone condizioni anche perchè la mano dell’uomo fatica ad arrivare , quindi la natura fa il suo corso , non presenta difficoltà tecniche ed e molto facile da percorrere , arrivati al passo Lucco il sentiero finisce per proseguire con il 144 che sale da Sega di Terragnolo , per poi entrare sulla valle Zuccaria che salendo incrocia il bivio 133 Strada Delle Malghe , per poi proseguire con il 133 fino a Sella delle Pozze a circa 20-30 minuti dal rifugio Lancia . E un sentiero un pò intricato nel senso che teoricamente non porta in nessuna parte , ma raccordandosi con altri porta fino al Lancia

Un consiglio che posso dare e quello di salire il 120 fino a Selletta del groviglio quota 2059 per poi prendere il crinale dietro al cartello della selletta 147A fino ad arrivare a Malga costa e collegarsi al 147 che porta al passo della Borcola , la parte delle creste era la prima linea Austroungarica , questo sentiero e molto bello e propone una panoramica molto bella della valle di Posina ( altrimenti prendendo il 147 a pochi minuti dalla sella delle pozze si puo ridiscendere alla Borcola evitando le creste della prima Linea austroungarica)

148-1 148-2 148-3 148-4 148-5 148-6 148-7 148-8 148-9 148-10 148-11 148-12 148-13 148-14 148-15 148-16 148-17 148-18 148-19 148-20 148-21 148-22 148-23 148-24 148-25

Anello Campogrosso – Fraccaroli – Cima Levante

Pubblicato da luke007 in 18 settembre 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Piccole dolomiti. 2 commenti

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Per questo itinerario si parte da Campogrosso , raggiungibile con l’auto solo da Recoaro Terme in quanto la strada delle sette Fontane  in provincia di Rovereto e risulta chiusa al traffico , arrivati a Campogrosso si parte imboccando il 157 Boale fondi (bocchetta fondi ) , saliti a quata 2040 della bocchetta mantenendo la destra si prende un sentiero sulle roccette , raggirabile su quello più basso che porta sempre a bocchetta mosca , zona di arrivo del famosissimo Vajo dei colori , da li salendo a zig zag oppure imboccando la via diretta si sale sul rifugio Mario Fraccaroli a quota 2200 si prende il 108 che porta a capanna Sinel (ricordo che anche la capanna sinel ha un suo spazio per il bivacco anche se di piccole dimensioni ) superata la capanna si tiene la destra e si prosegue per il 115 cima Levante , al bivio successivo prendetevi la briga di salire a cima Levante2020 metri ciò richiedera circa 20 minuti di variazione di percorso , ritornate poi al bivio e proseguite per il 115 fino a al prossimo bivio imboccando il 146 che porta a passo jocole attraverso i trinceramenti sommitali in cresta molto belli , per poi deviare sul passo a destra e scendere ad Ometto , qui la discesa e tecnica e non proprio facile , ricordo inoltre che esiste una variante sul 145 Trochental che accorcia leggermente il percorso scendendo da Val grande di Ometto , poi si sale attraverso la vecchia strada mai completata che arriva a Campogrosso che passa per il ponte e per la galleria , ci vogliono altre 2 ora di viaggio per il ritorno anche se le stesse sono molto belle e interessanti , visualizzando la zona sotto un altro aspetto , passando su questa mulattiera si incrociano varia percorsi , il vallon dei Cavai , il Pissavacca , il Vajo dei colori . Il primo tratto e sterrato per poi entrare nella strada asfaltata (ricordo che e divieto di sosta ) . Questo anello composto da diversi sentieri e  molto bello ma che richiede una preparazione buona per la sua lunghezza e per la sua interminabile discesa per scendere a Ometto e per la sua risalita fino a Campogrosso , ma fa conoscere una parte quasi anonima del gruppo del Carega che altrimenti verrebbe dimenticata e che per noi Valdagnesi risulta in parte sconosciuta.

Le foto documentano pochi tratti del percorso , altrimenti venivano troppe , la scoperta di questi luoghi sta a voi avventurieri .

157-1 157-2 157-4 157-5 157-10 157-13 fracc not-4 fracc not-20 146-1 146-5 146-11 146-12 146-16 146-32 fracc not-22 fracc not-23 fracc not-24

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