Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h30 Fino al Rifugio Lancia : 3h45
Dislivello totale : 800 m
Quota massima raggiunta : 1800 m
Si sale da Posina fino al Passo della Borcola dove si può posteggiare l’auto , si scende fino alla Malga Borcola e sotto il laghetto parte il sentiero 148 Passo Lucco , ( in alcune mappe il sentiero risulta segnalato con T1 , mentre in altre non viene nemmeno riportato ) la prima parte fino alla Malga Gulva e bellissimo con le staccionate molto rustiche , arrivati alla malga poi si sale mantenendo la malga a sinistra per la strada forestale fino ad arrivare alla fine della stessa , da lo bisogna imboccare il bosco , il percorso è misto tratti boschivo e alcuni tratti sul canale fluviale , non presenta difficoltà alpinistiche ed è abbastanza segnalato anche se i segnavia sono deteriorati nel tempo ed in alcuni casi si vedono poco il tracciato sale fino a Sorgente dove si trova il bivio di malga Buse Bisorte , da li se si prende la sinistra si va verso malga costa con il sentiero 147 così facendo si potrebbe scendere al passo della Borcola . Mentre attraverso il 121 ed il 121A si possono vedere le numerose postazioni e ricoveri degli austroungarici per poi raggiungere la selletta del groviglio e prendere il 147A sul crinale della prima linea austriaca e salire verso malga Costa per poi scendere fino al passo della Borcola , questa è a mio avviso la via più bella . Tuttavia si può anche scendere dal 148 che porta fino a malga Borcola , per arrivare su quel sentiero si deve tenere la destra giunti a Sorgente , arrivati sul bivio successivo tenendo la destra si scende per il 133 strada delle malghe e poi il 144 per la Val zuccaria , entrando alla fine nel 148 malga Gulva e passo della borcola il sentiero è molto bello con uno splendido sottobosco in buone condizioni e ben segnalato.
Ero in zona sabato 26/09. Salito dalla Val Caprara fino a Selletta del Groviglio, poi su e giù per i Sogli Bianchi attraverso il vecchio tracciato E5 (almeno nella mia mappa, che è diversa dalla tua, il tracciato E5 ora non rimane in cresta sui Sogli Bianchi ma corre più defilato in basso; infatti la segnaletica che trovato era vecchia e non mantenuta). Mi sarebbe piaciuto provare a salire la Val Gulva. Nella mia mappa non era nemmeno segnata come sentiero segnalato, ma solo come traccia quindi ho rinunciato.
Se scrivi che è fattibile ed è bella e selvaggia come la Val Caprara, proverò a farla. Ciao!
Ciao è fattibile e più facile della Caprara , un po’ scolorati i segnavia ma abbastanza intuitivo il percorso io l’ho fatto in discesa….provala e fantastica anche se devo dire molto selvaggia…buon cammino
sono passato anch’io nell’autunno 2015, ora non ricordo bene il giorno esatto, ma c’era neve a terra ghiacciata sopra quota 1600. Sarà stato ottobre? novembre? boh!
Non avevo letto quest’articolo, ma avevo preso spunto da qui:
https://sentieridautore.it/2015/12/16/sentieri-di-guerra-in-val-gulva/
Comunque ho lasciato l’auto a Passo Borcola, disceso fino a malga Gulva, risalito la valle fino a sorgente m. 1850, da qui rientrato a passo Borcola da malga Costa e Sogli Bianchi.
Piacevole ma ci vuole una certa esperienza ed attenzione nell’identificare il tracciato quasi del tutto scomparso in val Gulva.
Da malga Gulva, risalendo la valle in direzione Calà della Gulva le tracce sono poche e poco evidenti, ma tutto sommato si riesce a seguire la traccia senza grossi problemi.
Nei pressi del Calà della Gulva è anche pericoloso in presenza di acqua o per le rocce sovrastanti – pericolo scariche!? il greto del Leno era fortunatamente asciutto.
Arrivato ai ruderi di Malga Belvedere ho avuto qualche difficoltà nell’identificare la traccia. Assenza totale di segnali, anche a terra.
Ho fortunatamente riconosciuto la flebile traccia di sentiero grazie all’assenza di foglie sugli alberi data la stagione avanzata.
Una volta risalita tutta la valle ho tirato un sospiro di sollievo, ritrovandomi su un sentiero vero e proprio.
Quest’itinerario seppur interessante, a mio modo di vedere è consigliato solo a chi sa muoversi in montagna con disinvoltura riuscendo a percepire tracce e passaggi.
Presso Calà della Gulva, non so cosa avrei fatto se avessi trovato acqua. Il percorso del sentiero in quel punto è pieno di tronchi, massi, tutto portato dalla corrente. Si risale il letto del Leno di Terragnolo.
Il “sentiero” che risale la val Gulva, dalla malga alla testata della valle è abbandonato e pure tolto dalla sentieristica SAT.
Grazie Giulio per la tua testimonianza , infatti se guardi il mio blog e scritto che si può salire anche da un’altra parte , e chiaro se lo fai allo scioglimento della neve il ghiaccio potrebbe essere uno dei problemi principali sopratutto sotto alle foglie . La valle e stata usata per una teleferica ed in alcune cartine risulta segnalato come T1 , resta comunque un valle detritica …ciao Buon Cammino
Chiaro Luke! Si può salire e girovagare in diverso modo, ma io volevo proprio vederla questa val Gulva! non l’avevo mai affrontata
Più che le foglie o il ghiaccio, io dicevo il passaggio obbligato nel greto del Leno presso il Calà delle Gulva. Si passa da li, non ci sono alternative. Primavera, autunno, o dopo giornate piovose anche estive penso porti diversa acqua?! ad osservare per curiosità il webgis P.A.T. – acque pubbliche, quel ramo di Leno nasce sotto il Piccolo Roite. Ne raccoglie di acqua, passando da malga buse bisorte prima di arrivare in val Gulva ed alla stretta rocciosa sottostante!
Qualche timore me lo metterebbe. In qualche maniera tutti quei pezzi di legno, tronchi, pietre, da qualche parte sono scesi.
Volevo rendere partecipi gli utenti che leggono l’itinerario delle insidie di questo tracciato, tutto qui.
Esatto Giulio , per questo ti ringrazio , come questo che non è segnalato ce ne sono molti altri e anche di segnalati molto piu insidiosi …grazie ancora spero anche tu percorrerai anche qualche altro sentiero , che io metto nel mio blog come la Val delle Prigioni che io ho salito dopo 4 giorni di pioggia per ammirarne lo spettacolo del Rio freddo che scende alla diga dei Speccheri…ciao Buon cammino
Ciao Luke007; ieri ho percorso la val Gulva in salita; al grande ometto sul greto del torrente a quota 1220 circa non avevo visto la traccia che usciva a destra; ho quindi risalito il greto fino a che si incuneava tra i bastioni; dopo un’ora di ricerche sono tornato a quota 1220 e guardando bene ho ritrovato le tracce e i segnali bianco-rossi. Dopo la malga Belvedere bisogna fare un po’ di attenzione per trovare la traccia. tra l’erba e gli arbusti.
magnifico percorso. ciao.
Ciao Francesco , la Val gulva era la valle in cui correva una teleferica ,T1 , e molto detritica e si tratta comunque di un canale fluviale , e poco segnata ma abbastanza intuitivo anche se bisogna avere sempre una certa praticità , io stesso la prima volta ho sbagliato l’imbocco . Ciao Buon Cammino.
L’ho risalita quest’autunno. Molto bella e selvaggia, Panoramica e un po’ faticosa nella parte finale. Non ho avuto difficoltà a trovare il sentiero verso malga Belvedere, mentre ho dovuto orientarmi un po’ di più alla fine della strada sterrata che parte da malga Gulva quando il sentiero si allontana dal greto del torrente e si porta a sinistra.
Comunque ritengo sia utile mettere in moto il cervello ogni tanto e non farsi sempre accompagnare dai segni bianchi/rossi.
Chissà in che condizioni sarà dopo questi giorni di forte maltempo. Ciao Luke.
Ciao , hai proprio ragione qualche volta bisogna imparare ad orientarsi , questo è uno dei motivi per cui non ci sono tracce gps nel mio sito , per costringere gli utenti ad imparare ad usare le mappe . Ciao Grazie buon Cammino