8 commenti su “Val Gulva

  1. Ero in zona sabato 26/09. Salito dalla Val Caprara fino a Selletta del Groviglio, poi su e giù per i Sogli Bianchi attraverso il vecchio tracciato E5 (almeno nella mia mappa, che è diversa dalla tua, il tracciato E5 ora non rimane in cresta sui Sogli Bianchi ma corre più defilato in basso; infatti la segnaletica che trovato era vecchia e non mantenuta). Mi sarebbe piaciuto provare a salire la Val Gulva. Nella mia mappa non era nemmeno segnata come sentiero segnalato, ma solo come traccia quindi ho rinunciato.
    Se scrivi che è fattibile ed è bella e selvaggia come la Val Caprara, proverò a farla. Ciao!

    • Ciao è fattibile e più facile della Caprara , un po’ scolorati i segnavia ma abbastanza intuitivo il percorso io l’ho fatto in discesa….provala e fantastica anche se devo dire molto selvaggia…buon cammino

  2. sono passato anch’io nell’autunno 2015, ora non ricordo bene il giorno esatto, ma c’era neve a terra ghiacciata sopra quota 1600. Sarà stato ottobre? novembre? boh!
    Non avevo letto quest’articolo, ma avevo preso spunto da qui:
    https://sentieridautore.it/2015/12/16/sentieri-di-guerra-in-val-gulva/
    Comunque ho lasciato l’auto a Passo Borcola, disceso fino a malga Gulva, risalito la valle fino a sorgente m. 1850, da qui rientrato a passo Borcola da malga Costa e Sogli Bianchi.
    Piacevole ma ci vuole una certa esperienza ed attenzione nell’identificare il tracciato quasi del tutto scomparso in val Gulva.
    Da malga Gulva, risalendo la valle in direzione Calà della Gulva le tracce sono poche e poco evidenti, ma tutto sommato si riesce a seguire la traccia senza grossi problemi.
    Nei pressi del Calà della Gulva è anche pericoloso in presenza di acqua o per le rocce sovrastanti – pericolo scariche!? il greto del Leno era fortunatamente asciutto.
    Arrivato ai ruderi di Malga Belvedere ho avuto qualche difficoltà nell’identificare la traccia. Assenza totale di segnali, anche a terra.
    Ho fortunatamente riconosciuto la flebile traccia di sentiero grazie all’assenza di foglie sugli alberi data la stagione avanzata.
    Una volta risalita tutta la valle ho tirato un sospiro di sollievo, ritrovandomi su un sentiero vero e proprio.

    Quest’itinerario seppur interessante, a mio modo di vedere è consigliato solo a chi sa muoversi in montagna con disinvoltura riuscendo a percepire tracce e passaggi.
    Presso Calà della Gulva, non so cosa avrei fatto se avessi trovato acqua. Il percorso del sentiero in quel punto è pieno di tronchi, massi, tutto portato dalla corrente. Si risale il letto del Leno di Terragnolo.
    Il “sentiero” che risale la val Gulva, dalla malga alla testata della valle è abbandonato e pure tolto dalla sentieristica SAT.

    • Grazie Giulio per la tua testimonianza , infatti se guardi il mio blog e scritto che si può salire anche da un’altra parte , e chiaro se lo fai allo scioglimento della neve il ghiaccio potrebbe essere uno dei problemi principali sopratutto sotto alle foglie . La valle e stata usata per una teleferica ed in alcune cartine risulta segnalato come T1 , resta comunque un valle detritica …ciao Buon Cammino

  3. Chiaro Luke! Si può salire e girovagare in diverso modo, ma io volevo proprio vederla questa val Gulva! non l’avevo mai affrontata
    Più che le foglie o il ghiaccio, io dicevo il passaggio obbligato nel greto del Leno presso il Calà delle Gulva. Si passa da li, non ci sono alternative. Primavera, autunno, o dopo giornate piovose anche estive penso porti diversa acqua?! ad osservare per curiosità il webgis P.A.T. – acque pubbliche, quel ramo di Leno nasce sotto il Piccolo Roite. Ne raccoglie di acqua, passando da malga buse bisorte prima di arrivare in val Gulva ed alla stretta rocciosa sottostante!
    Qualche timore me lo metterebbe. In qualche maniera tutti quei pezzi di legno, tronchi, pietre, da qualche parte sono scesi.
    Volevo rendere partecipi gli utenti che leggono l’itinerario delle insidie di questo tracciato, tutto qui.

    • Esatto Giulio , per questo ti ringrazio , come questo che non è segnalato ce ne sono molti altri e anche di segnalati molto piu insidiosi …grazie ancora spero anche tu percorrerai anche qualche altro sentiero , che io metto nel mio blog come la Val delle Prigioni che io ho salito dopo 4 giorni di pioggia per ammirarne lo spettacolo del Rio freddo che scende alla diga dei Speccheri…ciao Buon cammino

  4. Ciao Luke007; ieri ho percorso la val Gulva in salita; al grande ometto sul greto del torrente a quota 1220 circa non avevo visto la traccia che usciva a destra; ho quindi risalito il greto fino a che si incuneava tra i bastioni; dopo un’ora di ricerche sono tornato a quota 1220 e guardando bene ho ritrovato le tracce e i segnali bianco-rossi. Dopo la malga Belvedere bisogna fare un po’ di attenzione per trovare la traccia. tra l’erba e gli arbusti.
    magnifico percorso. ciao.

    • Ciao Francesco , la Val gulva era la valle in cui correva una teleferica ,T1 , e molto detritica e si tratta comunque di un canale fluviale , e poco segnata ma abbastanza intuitivo anche se bisogna avere sempre una certa praticità , io stesso la prima volta ho sbagliato l’imbocco . Ciao Buon Cammino.

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