Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Questo sentiero lo si può imboccare giungendo da diverse parti
-Da Piovene Rocchette si prosegue per Caltrano e Calvene nel centro si trova un bivio che segna Lusiana e la Mortisa si salendo e superando la Mortisa si arriva in contrada Lore .
-Da Thiene si sale prima a Zugliano e poi a Lugo si sale fino in contrada Mare poi verso al bivio verso la Mortisa e contrada Lore
-Da Breganze si arriva dalla Vecchia Gasparona fino ad incontrare il bivio per Lugo si sale fino in contrada Mare poi verso al bivio verso la Mortisa e contrada Lore .
Da contrada Lore si prende il sentiero 699 a mio avviso molto bello anche se per qualcuno può sembrare monotono , però presenta una bella visuale nei tratti scoperti ed un bosco e sottobosco molto belli sopratutto nella stagione autunnale dove il colore ne risalta la bellezza , si sale su un crinale quasi prativo con visuale sulla pianura sempre tempo permettendo , per poi entrare in una carrareccia che porta fino al bivio con il 700 e percorrere l’ultima parte nei pascoli del Monte Corno di Lusiana. Il ritorno si può fare dal 700 e scendere fino al bivio stradale di località Mare per poi a destra imboccare la strada asfaltata che riporta a verso Mortisa e contrada Lore . Inoltre si può anche percorrere viceversa cioè salire da 700 e scendere dal 699 .
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Piovene Rocchette si prosegue per Caltrano e Calvene fino ad arrivare ad un bivio che porta al centro di Lugo , mentre se si viene da Thiene si sale prima a Zugliano e poi a Lugo , arrivati alla chiesa si può notare in basso un piccolo posteggio dove lasciare l’auto , uscendo dal posteggio si prosegue a sinistra per via boschetti continuando a seguirla per circa un km poi si incontra il primo segnavia , e da li inizia il sentiero . Il sentiero e molto bello anche se con il ritorno risulta un bell’impegno fisico di circa 3 ore per rientrare , parte in bosco parte asfaltato e per buona parte in sterrato e molto articolato in alcuni tratti carrareccia e poi sentiero , passa in luoghi molto belli e poco praticati , si sale sulla chiesetta del XIII secolo di San Pietro , poi salendo rientra nel bosco sino ad un bivio si prosegue a sinistra continuando a salire ( mentre a destra non segnalato porta a Valle di Sopra e poi al Covolo di Lusiana dove sorge il Parco del Sojo ) , salendo ancora si incontra un nuovo bivio non segnalato che sinistra prosegue con il sentiero ( mentre a destra sale dentro un pezzo del Parco del Sojo per poi ricongiungersi sopra ), si arriva su un tratto prativo con panorami molto belli poi si risale il crinale di pascoli arrivando fino all’imbocco della carrareccia che porta a Monte Corno fino ad arrivare ad un cartello segnavia , non molto chiaro , ma da li bisogna salire a destra , mentre proseguendo dritti si incontra il 699 che scende a Lore . Si sale sulle malghe fino ad incontrare il Rifugio del Monte Corno , salendo a sinistra del rifugio si può salire fino al Monumento dei caduti per la libertà e poi proseguendo si raggiunge la cima del Monte Corno dopo aver superato il suo labirinto naturale .Per il rientro , io ho usato il 699 scendendo fino al bivio di contrada Mare poi ho proseguito rientrando sul 700 fino ad arrivare alla chiesa di Lugo , in alternativa a contrada Mare si può scendere dalla strada asfaltata fino ad arrivare a Lugo.
Chiesetta di San Pietro
Le prime notizie sulla chiesa, ripetutamente modificata nei secoli, risalgono all’anno 1424. Poiché la tradizione popolare, oltre che alla chiesa, ha sempre fatto riferimento anche a un castello, si può supporre che la chiesa, in epoca medioevale, fosse stata recintata con mura “incastellata” a difesa della popolazione durante le frequenti scorrerie di popolazioni barbariche (Ungari). La tradizione popolare vuole inoltre che le viscere del colle su cui sorge la chiesa nascondano un mitico vitello d’oro. Documentata è invece la presenza di cave di tufo vulcanico per la costruzione di alari per camini. La facciata della chiesa è rivolta ad Occidente e in essa si intravedono quattro lesene, due a destra e due a sinistra della porta d’ingresso; sopra la porta ci sono resti di un’arcata e più di una lapide marmorea. La chiesa presenta due entrate laterali, entrambe sormontate da una finestra e da una feritoria. In fondo alla chiesa, dopo l’ambiente della sacrestia, vi è l’abitazione dei custodi, un insieme di vecchi volumi ben inseriti tra di loro che ricoprono quasi completamente l’abside della chiesa. Sul lato nord della chiesa vi è il campanile. A nord-Ovest della chiesa si trovano i resti dell’oratorio di San Sebastiano, con la facciata rivolta a Sud. All’interno della Chiesa si possono ammirare il soffitto a capriate lignee, l’altare maggiore in stile Barocco dedicato ai Santi Pietro e Paolo e i due altari laterali, sempre in stile Barocco, dedicato uno a Sant ’ Eurosia e uno a San Sebastiano.
Dedicato ai Volontari
Dopo un decennio di abbandono totale di questo colle , alcuni volontari spinti dallo spirito di mantenere tradizioni e radici culturali , nel rispetto dell’ambiente e la fede semplice e sincera di ripristinare e mantenere questo luogo sacro e meraviglioso .
I nostri volontari hanno recuperato i campi dimenticati che erano stati invasi da rovi e visoni, hanno messo a dimora circa 1700 alberi boschivi tipici del nostro territorio. E non solo.
Operiamo costantemente , a titolo gratuito, i seguenti lavori:
La pulizia del prato adiacente alla chiesa;
La pulizia e la manutenzione della strada e dei sentieri che conducono al monte;
La pulizia della chiesa in occasione di matrimoni e in varie altre ricorrenze, di cui citiamo solo le principali: la festività di S. Sebastiano (20 Gennaio) e dei SS. Pietro e Paolo (29 Giugno).
Lo scopo principale del nostro gruppo non è la sola valorizzazione e cura di questi meravigliosi luoghi: il Comitato Pro San Pietro desidera soprattutto trasmettere l’amore per le tradizioni alle generazioni future.
Tutte le offerte ricavate dal nostro operato e dalle nostre iniziative sono interamente destinate a questo luogo e a questa chiesa, in segno di devozione.
Ci auguriamo di cuore che possiate apprezzare presto la bellezza e la serenità che questo territorio infonde nei cuori. Non c’è cura migliore per l’anima.
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Come Raggiungere
Per salire a Rubbio ci sono diverse vie , se si viene :
da Bassano e Marostica si prende la strada che sale verso l’altipiano di Asiago per raggiungere Conco e poi Rubbio
da Marostica sempre attraverso la strada che sale da Bassano del Grappa
dalla zona di Schio e Thiene si sale da Lusiana poi si passa per Conco e infine si sale a Rubbio
In ogni caso la strada e un pò complicata in qunto sale in plocalità molto belle ma anche piccole e sconosciute , fino a raggiungere Rubbio , piccolissimo abitato che avrà circa 250 abitanti. Raggiunto il paese si posteggia l’auto nel grande posteggio della Chiesa , di fianco dove c’e l’oratorio sulla destra si trova un passaggio che sale in mezzo alle case , per poi imboccare una stradina che scende a Val di Pozzolo molto bella e composta da malghe e verdi pascoli , dove le mucche pascolano libere per poi raggiungere la malga Valleranetta ed ammirare gli scorci della valle Vallerana , si continua dopo il cippo di confine Termine di Grotta , si prosegue dritti sul sentiero 769 e si entra nel bosco che a zig zag sale sul monte Campolongo per poi visitare entrare nel trincerone con una visuale unica verso la Valstagna e il Monte Grappa si prosegue lungo il sentiero con della passerelle che attraversano le trincee fino ad uscire dal bosco e proseguire sul crinale prativo con una vista fantastica sulla pianura e sui monti circostanti proseguendo dritti in mezzo i pascoli si arriva al Monte Caina dove sulla cima il cippo della Madonna di Fatima veglia su questo scenario incredibile , proseguendo lungo il 762 si scende fino alla contrada Alberti per poi proseguire lungo la carrareccia verso Pra Cavallo e poi salire fino alle Saline dove sulla sinistra si scende a Molaghi ovvero nelle famosa Cava Dipinta e Cava Abitata un opera unica nel suo genere dell’artista Toni Zarpellon .
Il percorso non e impegnativo , anzi e fattibile per tutti e propone degli scenari molto belli e naturalistici , nell’eventualità io ho proposto anche delle alternative ulteriori per accorciare il percorso passando per i punti cruciali ( attraverso i sentieri rossi tratteggiati ), il dislivello che accompagna questo anello e molto esiguo , non mancate a soffermarvi nelle fantastiche cave , verrete arricchiti di qualcosa di unico e fantastico .
Il nome Rubbio compare per la prima volta in documenti del 1407 come contrada di Valrovina.
La chiesa della frazione rientra nel territorio comunale di Bassano e il campanile in quello di Conco, essendo il paese diviso in due ambiti amministrativi (fino al 1938 l’attuale zona appartenente al Comune di Bassano del Grappa era infatti proprietà del più vicino Comune di Valrovina, poi soppresso, una delle contrade annesse alla Federazione dei Sette Comuni). Il confine tra i Comuni di Conco e di Bassano del Grappa passava invece fino a qualche anno fa in corrispondenza del campanile di Rubbio: per 5/9 il campanile apparteneva al Comune di Conco; per 4/9 a quello di Bassano del Grappa.
La chiesa risale al 1708 anno in cui venne fondata dalle 20 famiglie che abitavano allora il villaggio. Venne poi distrutta il 24 giugno del 1918 da una granata austriaca da 305 mm sparata dal forte Lisser quando venne preso dai soldati austroungarici. Sarà poi ricostruita nel 1920. Il campanile attuale risale al 1841, precedentemente le campane erano sostenute da una struttura di legno che venne spazzata via da un violento temporale il giorno 13 giugno dell’anno precedente.
Anticamente per Rubbio passava una delle due strade che collegavano i Sette Comuni col bassanese, era detta strada delle Dodici Volte, l’altra era la strada del Sette (che passava per Tortima e conduceva a Marostica )
Durante la Prima guerra mondiale nei pressi di Rubbio (Col d’Astiago e Monte Campolongo) si trovava la linea di sbarramento delle stelle e dei terrazzi che costituiva l’ultima linea di resistenza nel caso di sfondamento delle posizioni tenute durante le Battaglie dei Tre monti .
Si sale in auto fino allo Zovo di Castelvecchio , si prosegue verso Marana e all’altezza della contrada Gebbani , ovvero ai Castagna si trova il segnavia , si lascia l’auto e si prosegue a piedi , il sentiero non presenta difficoltà ne tecniche ne fisiche e molto bello a tratti boschivo i tratti di prato con una visione panoramica della valle di Campo d’albero mentre nelle colline dall’altra parte della valle si nota l’abitato di Durlo , il sentiero sale fino ad incrociare il 202 proveniente da Marana che arriva fino a Passo della Lora , salendo poi sulla sinistra si può ad arrivare fino a malga Campodavanti che nel periodo estivo e generalmente sempre aperta . La discesa può essere fatta da diversi sentieri , il 202 proseguendo fino a Cima Marana , per poi scendere dalla variante del 202 fino a Castagna , ma la più bella per me rimane la direttissima fino a Malga Cacciavillan non segnalato nelle cartine del CAI ma visibile al fianco di cima Marana , per poi rientrare ai Gebbani
Itinerario : Colle Xomo – Strada delle Gallerie – Rifugio Papa – Cima Palon – Denti Italiano ed Austriaco – Rifugio Lancia – Chiesetta di S.Maria – Rifugio Papa – Strada degli Scarrubi – Colle Xomo Tipo di terreno : prettamente single track
Tempo di percorrenza dell’anello : 5h20 Km 30 Km
Dislivello totale : 1675 m
Quota massima raggiunta : 2232 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Questo percorso , lo pubblico per chi vuole misurarsi con se stesso , non è sicuramente una cosa per tutti , ma in ogni caso chi lo volesse in qualche modo percorrere lo potrebbe fare in piu di un giorno . Assieme ad un altro itinerario altrettanto vasto e completo permette di girare per lungo e largo il massiccio stesso . Nonostante quello che sia stata la mia velocità nel percorrere questo itinerario , io ho avuto anche il tempo per poter guardare ed ammirare , sempre se il tempo meteo lo permettono .
Non fatevi spaventare dalle distanze anche se questo anello non è percorribile per tutti in giornata rimane un anello molto bello per ammirare questo Massiccio sicuramente uno dei più belli del nostro arco prealpino , ricordo che lo si può anche dividere in più giorni .
Le foto che ho pubblicato , sono solo una esigua parte …il resto tocca a voi .
Considerazioni importanti
Il consiglio che vi dono è quello di pernottare al Rifugio Papa salendo dalle gallerie per poi il mattino seguente poter camminare ed ammirare con calma questi luoghi , portate con voi una TORCIA per poter entrare nella gallerie che sono state rese agibili in buona parte.
LE FOTO PER QUANTO POSSONO DARE L’IDEA DELL’AMBIENTE , DELLA CRUDEZZA DI QUESTO LUOGO NON RIESCONO A DONARE A VOI CHE LEGGETE LA MINIMA PARTE DI QUELLO VI VERRA DONATO PASSANDO SU QUESTA MONTAGNA
NON SIATE FRETTOLOSI PRENDETEVI IL GIUSTO TEMPO PER PASSARE SU QUESTI CAMPI DI BATTAGLIA , SU QUEI CUNICOLI DOVE GLI EROI DI QUESTA NOSTRA PATRIA HANNO PERSO LA VITA E VERSATO TANTO SANGUE
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Dopo aver imboccato la Valsugana da Bassano del Grappa si prosegue a sinistra del Brenta , oppure si percorre la superstrada per Trento fino ad arrivare ad un ponte per raggiungere le Grotte di Oliero , superata l’entrata delle Grotte e arrivati al cimitero di Oliero in località Londa , si lascia l’auto e si prosegue a piedi scendendo verso Oliero di sopra , da li in mezzo le case si nota il segnavia del sentiero che parte proprio in una specie di canale fluviale , il sentiero e molto bello e classico delle zone una mulattiera di ciotolato in perfette condizioni di manutenzione adibita una volta per fare salire il bestiame sugli alpeggi , anche questo incrocia parte dell’alta via del tabacco , un’altro sentiero molto bello che passa gli antichi terrazzamenti adibiti alla coltivazione essiccazione e contrabbando del tabacco fino ad arrivare sulla fantastica valle delle Pozzette dove e d’obbligo entrare nella malga Le Pozzette , molto bella e ben curata dove si può anche acquistare dei prodotti tipici . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche e molto scorrevole e bello , questi sono sentieri molto vecchi che in Valstagna sono molto frequenti e in ottime condizioni , certo si sale quindi qualche difficoltà rimane .
Itinerario : Valdagno – Giani – Visonà- Castelvecchio – Cima marana – Baita vecia – Val del Boia Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diverso tratto sterrato circa 27 Km
Tempo di percorrenza dell’anello : 4h00 di corsa (2h25 salire ed 1h35 scendere )
Dislivello totale : 1700 m
Quota massima raggiunta : 1540 m
Partenza da Valdagno si sale prima verso la Figigola , poi Figigola di sopra attraverso il boschetto si raggiunge la contrada Giani e manenendo la destra si prosegue fino ai Giani di Sopra , per poi svoltare e raggiungere la strada che porta ai Visonà , da li superata la fontana si prosegue sul ripido sentiero del Buso del Bao , per poi raggiungere la zona di lago di Castelvecchio e passando per la piazza tenendosi sulla sinistra si sale in località Nove – Montagna con una carrareccia che porta fino allo Zovo di Castelvecchio , da li si prosegue diritto fino a superare i Bertoldi noto per il locale Miramonti chiuso da tempo , si continua in direzione Marana fino ad incrociare il Bivio di Via sacco lo si imbocca e si sale attraversando 2 valli per poi arrivare alla Baita Cacciavillani situata sopra la contrada Gebbani , da li inizia il sentiero a zig zag che sale ripido fino al Bivacco e poi la Croce di cima Marana , arrivati sulla cima si imbocca il sentiero che scende fino a bocchetta di Marana dove si trova il bivio per Realto a destra e Fongara a sinistra , si prosegue dritto lungo quel sentiero che in alcuni casi non è ben segnalato ma intuibile a gente un pò abituata ad orientarsi , si scende lungo le creste fino a trovare il bivio che sale alla Croce del Castiglieron dalla Località Borga per poi continuare incrociando un altro bivio che mantenendo la destra scende fino alla Baita vecia per poi imboccare parte del sentiero Braggion che attraverso la fantastica Val del Boia scende fino a Campotamaso per poi scendere attraverso la ciclabile fino a Valdagno
Si sale in auto fino al rifugio Balasso attraverso il 300A che si collega al 300 , oppure fino a Malga Prà , li si lascia l’auto e si sale fino alla chiesetta di San Marco , nelle vicinanze della Casa colonica di Marano Vicentino , da li parte il sentiero 300 Val Canale , questa via e la più veloce per salire al Rifugio Papa , l’inizio e molto piacevole e presenta tratti boschivi alternati con tratti di ghiaioni dei Vaj del Pria Favella , si continua salire per questa mulattiera abbastanza larga finche non si incontra un bellissimo pianoro , con un sottobosco splendido , circa 200 metri e poi si entra nella Val Canale vera e propria , che trattandosi di una valle fluviale e piena di detriti e ghiaioni anche se il sentiero situato sulla sinistra e ancora integro , salendo si nota la fessura del Vajo Sud , poi proseguendo i ghiaioni del 311 direttissima val Canale o Boale dei Cavi , poi una piccola fessura che si snoda prima sulla sinistra e poi a destra chiamato il Boale d’inverno , e poi un piccolo avvallamento dove inizia il tecnico Vajo Papa , ma comunque si prosegue dentro il letto fluviale attraversandolo in diverse occasioni , poi la salita inizia ad essere più ripida e severa anche se con zig zag la rende meno difficile , si affronta un traverso su ghiaione stabile per poi raggiungere una specie di sentiero tra le rocce per affrontare l’ultimo pezzo ed entrare per chi vuole nella strada degli Eroi , ed arrivare al Rifugio . Per quanto riguarda la difficoltà il sentiero e abbastanza semplice , richiede un buon approccio con la montagna e un pò di attenzione nel tratto esposto , ma per il resto è questione di fiato , la discesa può essere fatta dalla strada degli eroi 179 che poi alla fine della stessa si collega alla casa colonica ed al posteggio del Rifugio Balasso .
Itinerario : Valdagno – Giani – Biceghi – Tomba – Baita vecia – Val del Boia
Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diverso tratto sterrato circa 18 Km
Tempo di percorrenza dell’anello : 2h20 di corsa
Dislivello totale : 920 m
Quota massima raggiunta : 922 m
Partenza da Valdagno si sale prima verso la Figigola , poi Figigola di sopra attraverso il boschetto si raggiunge la contrada Giani e scendendo nella valletta per poi risalire ai Rocchi , si prosegue sulla strada asfaltata fino ad incontrare un ripido bivio a sinistra che porta sua ai Biceghi , proseguendo all’interno della contrada si sale verso i Meceneri per poi sboccare sulla strada che dai Tomba porta a Castelvecchio , da li mantenendo la destra si arriva ad un bivio si mantiene la destra e si procede per contrada Munari , poi si sale la strada sterrata per qualche km fino ad ritrovare un po di discesa che porta alla Baita Vecia , ovvero quella bellissima Baita piena di fiori situata all’inizio della Val Del Boia e bivio per altri sentieri molto belli , come il Braggion a destra con le sue molteplici diramazioni appena si raggiunge la selletta con il Cavallaro , quello più dritto che porta alla Croce dei Castiglieri o del Castiglieron . Si scende a tutta per la fantastica val del Boia fino ad arrivare a Campotamaso per poi attraverso la strada asfaltata ritornare prima a Novale e poi Valdagno .
Itinerario : Valdagno Trissino Castelgomberto Cereda Roccolo Rossato valdagno Tipo di terreno : asfaltato ciclabile poi con poco traffico e diverso tratto sterrato il percorso e di 30 Km
Tempo di percorrenza dell’anello : 3h50 di corsa
Dislivello totale : 870 m
Quota massima raggiunta : 724 m
Itinerario molto simile a Valdagno -Trissino- Castelgomberto-Cereda-Valdagno
Il percorso e abbastanza impegnativo per chi come me è abituato allo sterrato , si parte da Valdagno e seguendo la ciclabile fino a Trissino , arrivati sul ponte lo si traversa e si percorre un tratto in mezzo alle case fino ad arrivare alla pizzeria Jolly si traversa e si percorre la località campagna di Castelgomberto fino a passare per il centro ed imboccare la via che porta nella zona lungo la Poscola e poi in zona industriale , continuando per questa strada fino ad arrivare al bivio per Priabona , si prosegue dritto attraversando la strada e salendo verso Cereda , superato il primo gruppo di case si prosegue dritto verso il cimitero di Cereda situato poco sopra la collina . Arrivati in piazza a Cereda si prosegue a destra superando l’agriturismo dalla Gianna , giunti sulla Pizzeria sulla sinistra si nota una strada sterrata che prosegue ( il bivio e poco prima di arrivare alla Pizzeria Zangola ) si sale su questa stradina che passa davanti ad alcune case , per poi divenire sentiero e salire verso l’abitato dei Campi Piani di sopra , appena dopo l’abitato si tiene la sinistra e si sale sul monte Nudo e si prosegue fino ad arrivare ai Zattra e poi tenendo la sinistra proseguire per il sentiero fino ad arrivare al Roccolo Rossati e scendendo per la strada asfaltata proseguire fino a Muzzolon e poi fino al punto di partenza Valdagno .