Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

  • Chi sono
  • Dove dormire – B&B
    • B & B La Cogola
    • B&B Le terrazze
    • La Nuova Montanina
    • B&B Rotzo
  • Fauna
    • Biacco (Hierophis viridiflavus)
    • Gracchio Alpino
    • Orbettino
    • Ramarro Verde Lacerta viridis
    • Vipera dal Corno
  • Flora
    • Achillea ( Achillea millefolium )
    • Amanita Muscaria ( Ovulo Malefico )
    • Aquilegia scura ( Aquilegia atrata )
    • Asfodelo montano ( Asphodelus albus )
    • Astro Alpino ( Aster Alpinus )
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Biscutella Montanina ( Biscutella laevigata)
    • Botton d’oro ( Trollius europaeus )
    • Calamenta (Satureja calamintha)
    • Campanula selvatica ( Campanule trachelium )
    • Cardo Campestre ( Cirsium arvense )
    • Cardo del Trentino (Carduus defloratus )
    • Cardo dentellato ( Carduus defloratus )
    • Carlina Bianca ( Carlina Acaulis )
    • Cefalantera Maggiore ( Cephalanthera longifolia )
    • Cerretta Maggiore ( Klasea nudicaulis )
    • Ciclamino comune ( Cyclamen )
    • Colchico autunnale ( Colchicum autumnale )
    • Consolida maggiore ( Symphytum officinale )
    • Crassulacee
    • Dafne ( mezereo )
    • Dafne Striata
    • Dentaria a cinque foglie ( Cardamine pentaphyllos )
    • Dente di Leone ( Taraxacum officinalis )
    • Dittamo ( Dictamnus albus )
    • Doricum clusii
    • Edelweiss , Stella Alpina ( Leontopodium Alpinum )
    • Eliantemo chironio ( Helianthemum nummularium )
    • Erba con la rugiada
    • Erba Cristallina ( Delosperma cooperi )
    • Erba di Santa Barbara ( Barbarea Vulgaris )
    • Erica carnicina ( Erica carnea )
    • Erigeron annuus
    • Farfara (Tussilago farfara)
    • Farfaraccio maggiore ( Petasites hybridus )
    • Fiordaliso di montagna ( Centaurea montana )
    • Fiore del Corniolo ( Cornus mas )
    • Fiore di Larice ( Larix decidua )
    • Fiore di Melo
    • Frassine ( Fraxinus )
    • Genziana di Esculapio ( Gentiana asclepiadea )
    • Genziana di Koch ( Gentiana kochiana )
    • Genziana primaverile (Gentiana verna)
    • Geranio sanguigno ( Geranium sanguineum )
    • Giaggiolo susinario ( Iris graminea )
    • Giglio di San Giovanni ( Lilium bulbiferum )
    • Giglio rosso ( Lilium bulbiferum )
    • Gittone Rosso ( Silene dioica )
    • Il raponzolo di roccia ( Physoplexis comosa )
    • Knautia drymeia
    • Maggiociondolo ( Laburnum anagyroides o alpinum )
    • Malva selvatica ( Malva sylvestris )
    • Mazza da Tamburo ( Macrolepiota procera )
    • Morella Alata ( Solanum Villosum )
    • Muscari azzurro (Muscari botryoides)
    • Negritella ( Nigritella nigra )
    • Nido d’uccello ( Neottia nidus avis )
    • Non ti scordar di me ( Myosotis )
    • Orchidea cimicina ( Orchis coriophora )
    • Orchidea cimicina ( Anacamptis coriophora, Orchis coriophora )
    • Orchidea maschia ( Orchis mascula )
    • Paederota ( bonarota Comune )
    • Passiflora ( Passiflora caerulea )
    • Pero Corvino ( Amelanchier lamarckii )
    • Petasitess albus
    • Petrocallide dei Pirenei
    • Peverina a 3 stimmi ( Cerastium cerastioides )
    • Pianella della Madonna Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus )
    • Pigamo colombino ( Thalictrum aqulegiifolium )
    • Pino Mugo
    • Poligala falso bosso ( Polygala chamaebuxus )
    • Polmonaria maggiore ( Pulmonaria officinalis )
    • Primula Auricola
    • Primula comune ( Primula vulgaris )
    • Primula recubariensis
    • Prunella Vulgaris
    • Pulsatilla austriaca ( Pulsatilla alpina )
    • Ranuncolo bulboso ( Ranunculus bulbosus )
    • Rhododendron ferrugineum
    • Rhodothamnus chamaecistus
    • Rododendro peloso ( Rhododendro hirsutum )
    • Rosa di Natale ( Helleborus niger )
    • Sassifraga gialla ( Saxifraga aizoides )
    • Scilla silvestre ( Scilla bifolia )
    • Senecione di Fuchs ( Senecio ovatus )
    • Silene aucalis
    • Silene cuscino
    • Silene rigonfia
    • Soldanella alpina
    • Spugnole ( Morchelle )
    • Trifoglio ibrido
    • Trifoglio Pratense ( Trifolium Pratense )
    • Uva Turca ( Phytolacca Americana )
    • Vedovina a foglie sottili ( Scabiosa triandra )
    • Verbasco nero ( Verbascum nigrum )
    • Viperina Azzurra ( Echium vulgare )
    • Zafferano alpino ( Crocus albiflorus )
  • Foto Gallery
  • Foto Invernali
  • Insetti e Farfalle
    • Aglais urticae ( Vanessa dell’ortica )
    • Aporia Crataegi
    • Aracno
    • Callophrys Rubi
    • Cervo volante
    • Common blue (Polyommatus icarus)
    • Doriflora della Patata
    • Egeira – Pararge aegeria
    • Farfalla prete – Syntomis marjana
    • Hipparchia Satiro del Faggio
    • Lucertola Muraiola Podarcis muralis
    • Marbled white (Melanargia galathea)
    • Opiliones
    • Pieris Rapae
    • Pseudopanthera macularia
    • Zygaena Transalpina
  • L’Artiglieria Pesante
    • Mortaio Škoda 305 mm
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Obice Škoda 420 mm
    • Cannone Škoda 350 mm Il lungo Giorgio
    • Cannone 149/23 Ghisa L’ippopotamo 
  • Libreria
    • Edizioni Gino Rossato
    • Libreria LiberaLibro
    • Sentieri Altopiano dei Sette comuni
    • Sentieri Canale del Brenta e Massiccio del Grappa
    • Sentieri del Massiccio del Pasubio
    • Sentieri Monti Lessini
    • Sentieri Pasubio – Carega
    • Sentieri Piccole Dolomiti Pasubio
    • Sentieri Rovereto Monte Pasubio
    • Sentieri Valdastico ed altopiani trentini
    • Sentieri Valli Astico e Posina
    • The Librarian
  • Libro dei Visitatori
  • Morsi da Vipere
  • Nodi
    • Nodo a 8 con asola doppia
    • Nodo a 8 inseguito
    • Nodo a Bocca di lupo
    • Nodo a farfalla
    • Nodo a fibbia semplice
    • Nodo barcaiolo
    • Nodo doppio 8 con asola
    • Nodo fibbia doppia fissa
    • Nodo Gassa d’Amante o Bolina
    • Nodo mezzo barcaiolo
    • Nodo mezzo barcaiolo con asola di blocco e controasola
    • Nodo Savoia
    • Nodo Traino
  • Riflessioni
  • Rifugi
    • Agriturismo Gruuntaal
    • Baita Monte Corno
    • Birreria Cornale
    • Capanna degli alpini
    • Malga Bovental
    • Osteria Passo Coè
    • Rifugio Alpino Revolto
    • Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso
    • Rifugio Averau
    • Rifugio Baion
    • Rifugio Bassano
    • Rifugio Bepi Bertagnoli
    • Rifugio Bruto Carestiato
    • Rifugio Camillo Giussani
    • Rifugio Camini
    • Rifugio Carducci
    • Rifugio Casarota ” Livio Ciola “
    • Rifugio Cesare Battisti ” Gazza “
    • Rifugio Ciareido
    • Rifugio Città Di Fiume
    • Rifugio Coldai Sonino
    • Rifugio Fonda Savio
    • Rifugio Fondovalle Talschlusshuette
    • Rifugio Lagazuoi
    • Rifugio Maria Vittoria Torrani
    • Rifugio Mario Fraccaroli
    • Rifugio Monte Agudo
    • Rifugio Nerone Balasso
    • Rifugio Ottone Brentari Cima D’Asta
    • Rifugio Palmieri Croda da Lago
    • Rifugio Passo Pertica
    • Rifugio Passo Staulanza
    • Rifugio Passo Xomo
    • Rifugio Pian di Cengia
    • Rifugio Piccole dolomiti “Alla Guardia”
    • Rifugio Pietro Galassi
    • Rifugio Pomedes
    • Rifugio Pompeo Scalorbi
    • Rifugio Pradidali
    • Rifugio Rosetta G.Pedrotti
    • Rifugio San Marco
    • Rifugio Sommariva Pramperet
    • Rifugio Son Forca
    • Rifugio Sora l’Sass – Angelini
    • Rifugio Vallandro
    • Rifugio Vazzoler
    • Rifugio Velo della Madonna
    • Rifugio Venezia Alba Maria De Luca
    • Rifugio Vincenzo Lancia
    • Rifugio Zsigmondy Comici
    • Rifugo Nuvolau
    • Trattoria Al Molino
    • Trattoria La Gabiola
    • Trattoria Obante
    • La Baita Tonda
    • Rifugio Gen. Achille Papa
    • Albergo Forte Cherle
    • Albergo Al Passo
  • Sacrari
    • Campana dei caduti Rovereto
    • Ossario del Pasubio Colle Bellavista
    • Sacrario del Monte Cimone
    • Sacrario del Monte Grappa
    • Sacrario di Asiago del Leiten
  • Situazione sentieri
  • Soccorso
    • Dolomiti Emergency
    • Soccorso Alpino
  • Video
  • Virtual Maps

Cento anni dopo la Prima Guerra Mondiale

Pubblicato da luke007 in 24 Maggio 2015
Pubblicato in: Storico. Lascia un commento

IMG_2803

 Così l’Italia nell’aprile 1915 firmò il Patto di Londra, un patto segreto con cui si impegnava a entrare in guerra un mese dopo (24 maggio 1915).

In questo post non voglio scrivere di storia e di eventi , lo voglio dedicare a tutti quegli esseri umani che da una parte all’altra del fronte hanno combattuto per un ideale giusto o sbagliato si possa ritenere ; con il senno di poi e tutto da vedere , il mio pensiero và a loro quelli che hanno perso la vita sulle mie aspre montagne, sui mie sentieri e su quelle rocce che a me hanno insegnato molto , non voglio fare retorica ne patriottismo , la vita è un bene unico e va difeso …ma la vita che va difesa e quella di tutti gli esseri viventi . La prima foto e giusto sia dedicata al simbolo più grande della Pace , la campana dei caduti di Rovereto , Maria Dolens , fusa con i cannoni delle 19 nazioni che presero parte al Prima Guerra Mondiale , tutte le sere alle 21.30 suona i suoi 100 rintocchi , ed e il simbolo di pace nel mondo .

Su questo post , vorrei  metterci poche foto , quelle di quei luoghi che sono stati teatri  di  grandi e sanguinose battaglie , non sono in grado di metterle tutte , perciò andrò per ordine di luogo stara a tutti voi avere la capacità di capire ed approfondire ogni singolo luogo e perchè no , anche salirci , per respirare e vedere ciò che hanno visto loro , quando e se avrete la possibilità di salire in questi luoghi considerati sacri per tutte le perdite umane …fermatevi un attimo , sedetevi e chiudete gli occhi , ascoltate in silenzio i rumori che la natura vi propone e mettetteci in mezzo il sibilio e gli scoppi delle granate , o il fuoco delle mitragliatrici e dei fucili , l’odore acre della polvere da sparo , la polvere e i sassi sollevati decine di metri dalle mine …  quando l’avete fatto aprite gli occhi pensando a quello che avevate di fianco  che non c’è più …oppure fate semplicemente come ho fatto io saliteci di notte , con la tenda e la luce frontale trascorrete una notte lassu a quota 2200 ed avrete il tempo di riflettere su molte cose . Questa e stata la guerra , questa e stata la storia , ed e questo che non si deve dimenticare , finita la guerra nessuno a vinto e nessuno ha perso , si contano solo i morti , che a casa avevano una famiglia …un padre una madre , dei fratelli , e spero che questo ci faccia riflettere per il futuro ….voglio chiudere questo mio post con la frase  che e riportata sulla madonnina di Campogrosso  e dedicarla a tutti quelli che non sono tornati .

CHE IL SIGNORE FERMI LE GUERE

Ma vorrei anche lanciare un’appello a tutte le nuove generazioni che non sanno e forse non comprendono a pieno queste cose , di essere curiosi perchè questo e parte di storia contemporanea queste sono le cose che insegnano ad apprezzare ed a rispettare la vita , propria e quella altrui

Le foto come promesso sono poche , qualcuno potrà dire , sono i soliti posti ; si non vengono da tutti i fronti o da tutte le prime linee , ma sono luoghi particolari ricchi di storia . Mi capita ancora adesso salendo di imbattersi in qualche osso ignoto che da 100 anni e disperso su queste aspre montagne , e che ancora non ha trovato Pace .

E come ultima foto , che ritenevo più bella e significativa , l’alba di un nuovo giorno , come inno ad una nuova vita , scattata dopo una notte in tenda a quota 2232 di Cima Palon Massiccio del Pasubio …Luciano

100-22100-21werk pozz134-20105-31105-11377-5128398-281790544-39123-9651-95651-94cava-7635-19635-20for-corb-20for-corb-15for-corb-12for-corb-4118-33118-323-6lora-sogi-13lora-sogi-24ortig-41ortig-20ortig-17vajo ca inv-4Nott-17

Zovo di Castelvecchio – Realto – Cima Marana

Pubblicato da luke007 in 20 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Castiglieri, Running. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  2h30

Dislivello totale : 780 m  

Quota massima raggiunta  :  1545 m 

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo itinerario e ideale per le persone che hanno poco tempo e che vogliono passare 4-5 ore all’aria aperta , lontano dai rumori e traffico della città , il sentiero e facile ed intuitivo non porta alcun segnavia del CAI . Si sale in auto fino allo Zovo di Castelvecchio e normalmente un piccolo spiazzo per l’auto si trova lungo la strada altrimenti si porta l’auto in Contrada Bertoldi , cioè proseguendo verso Località Marana , il sentiero se la giornata e bella permette di vedere un bellissimo panorama delle due valli del Chiampo e dell’ Agno , permette inoltre una buona visuale del Carega e del Pasubio non che della Conca d’oro di Pizzegoro . La salita non e difficilissima , alcuni tratti sono boschivi ed altri di pascolo la quota raggiunta e 1545 metri di cima Marana , scendendo dall’altro lato verso i Ghebbani e ritornando poi in Località Bertoldi si può completare il sentiero ad anello vedi post Anello-cima-marana-malga-rialto

rialto-1 rialto-2 rialto-4 rialto-5 rialto-6a rialto-7 rialto-9 rialto-11 rialto-10 rialto-12 rialto-13 rialto-14 rialto-15 rialto-17 rialto-18 rialto-21 rialto-20 rialto-19rialto-22 rialto-23

136 Serrada – Werk Serrada (Doss delle Somme )

Pubblicato da luke007 in 19 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Folgaria. 2 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h40

Dislivello totale : 420 m

Quota massima raggiunta : 1670 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto l’abitato di Serrada , località situata nella Val terragnolo , che si può raggiungere sia da Rovereto , che da Folgaria arrivando dalla Val d’astico , oppure dal Passo della Borcola dalla Val Posina , il paese e piccolo e molto accogliente come anche del resto Folgaria . Arrivati nella parte bassa di Serrada in località Cogola si prende una strada sterrata che porta negli impianti di risalita . Li esiste un ampio posteggio per mettere l’auto , di fronte al posteggio si possono intravedere i segnavia 136 che porta attraverso un sentiero boschivo e sul prato delle piste da sci fino al Doss delle Somme Werk Serrada , questo sentiero bello e rilassante , non presenta difficoltà e nel caso fossero aperti gli impianti si puo usufruire anche di quelli . Lo si può risalire anche d’inverno con le ciaspole visto la sua semplicità e in quanto il sentiero corre a lato delle piste da sci di Serrada

136-1 136-2 136-3 136-4 136-5 136-6 136-7 136-8 136-9 136-10 136-11 136-12 136-13 136-14 136-15 136-20 136-21

425A Cornetto – Becco di Filadonna

Pubblicato da luke007 in 19 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Folgaria. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  1h00

Dislivello totale : 300 m  

Quota massima raggiunta  :  2125 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Questo sentiero non è segnalato ma risulta molto ben visibile raggiunta la cima del Cornetto , sale sul becco di Filadonna seguendo le creste , e molto bello e panoramico poco praticato ma non richiede esperienze particolari nel percorrerlo , io l’ho fatto al ritorno . Appena superato il bivio con il Sentiero 425B Gentilini nel cambio passaggio del crinale da destra a sinistra si nota un sentiero che prosegue diritto , mentre il 425 ufficiale scende verso il basso ( si vedono i segnavia) . Risulta Più facile al ritorno perchè lo si vede meglio dal Becco di Filadonna . Attenzione se non si è assolutamente sicuri del proprio senso di orientamento oppure nelle proprie possibilità od in caso di nebbia evitate di percorrerlo uscendo dal sentiero principale 

425-al-1 425-al-2 425-al-6 425-al-7 425-al-8 425-al-9  425-al-11 425-al-3 425-al-13 425-al-4 425-al-5 425-al-12

425B Sentiero Gentilini

Pubblicato da luke007 in 19 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari Running. Tag: Folgaria. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  0h30

Dislivello totale : 45 m    Classe : EE Parzialmente attrezzato 

Quota massima raggiunta  :  2015 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Questa e una variante del 425 , ma solo nella parte alta cioè nel tratto che  porta dal monte Cornetto al Becco di Filadonna che viene presa solo salendo dal 451 , oppure in discesa dopo aver percorso il 425 Folgaria  monte Cornetto Becco di filadonna , permette di deviare il percorso scendendo dal Becco di Filadonna senza passare per il monte Cornetto . Salendo dal 425 a mio avviso non conviene prenderla perchè per imboccarla non si riesce passare per il Monte Cornetto.

Attenzione il sentiero e corto ma si presenta con dei strapiombi abbastanza importanti , e non si ritiene praticabile da tutti . 

425b-1 425b-1a 425b-2 425b-3a 425b-4 425b-5 425b-3 425b-6

Werk Serrada Doss delle Somme

Pubblicato da luke007 in 16 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Forti. Lascia un commento

we-serr-3

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   : 1h40   Oppure in seggiovia fino a Dosso della Martinella 

Dislivello totale : 420   

Quota massima raggiunta  : 1670 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Serrada , località situata nella Val terragnolo , che si può raggiungere sia da Rovereto , che da Folgaria arrivando dalla Val d’astico , oppure dal Passo della Borcola dalla Val Posina , il paese e piccolo e molto accogliente come anche del resto Folgaria . Arrivati nella parte bassa di Serrada in località Cogola si prende una strada sterrata che porta negli impianti di risalita . Li esiste un ampio posteggio per mettere l’auto , di fronte al posteggio si possono intravedere i segnavia 136 che porta attraverso un sentiero boschivo e sul prato delle piste da sci fino al Doss delle Somme Werk Serrada , questo sentiero bello e rilassante , non presenta difficoltà e nel caso fossero aperti gli impianti si puo usufruire anche di quelli . Ma la via più bella e la Forra del lupo , non ancora inaugurata ma e una lunga trincea che corre sullo spigolo della val Terragnolo e che porta direttamente sul forte . Vedi Post Forra del Lupo Wolfsschlucht

Cenni storici

Il forte era costituito da tre corpi separati e collegati da cunicoli sotterranei il principale era lungo circa 100 metri e largo 8 suddiviso in 3 piani dove erano costituiti i generatori elettrici e i magazzini nel piano terra , mentre il 1° e 2° piano era costituito dai dormitori . La batteria principale era composta da 2 cannoni da 105 mm e 2 mitragliere . Nella fianco ricavato nella roccia c’era il deposito munizioni , mentre nel blocco delle casematte riuscivano a trovare posto circa 250 persone , il forte era completamente autonomo aveva infatti 2 gruppi elettrogeni ed una riserva d’acqua di 280 hl , dentro esistevano tutti i servizi . Il primo corpo era collegato al secondo con una caverna di circa 65 metri anche questa con 2 cannoni da 105 mm in cupola e una cupola osservatorio , mentre era collegato al corpo più avanzato  con una lunghissima galleria di 200 gradini dotato tra l’altro di 2 cannoni da 70 mm e mitragliere , delle finte cupole di zinco erano dislocate su questa opera ed numerose trincee in cemento servivano per per la difesa ravvicinata. Furono poi postate alcune batterie di medio e grosso calibro per colpire sul monte Pasubio , in tutto il forte possedeva 22-24 mitragliatrici .

Per colpire questo forte per gli italiani fu un’ardua impresa , e furono costretti a posizionare sul Passo della Borcola  3 obici da 280 mm con in compito di bombardarlo in maniera incessante

we-serr-0 we-serr-2we-serr-4 we-serr-5 we-serr-6 we-serr-7 we-serr-8 we-serr-9 we-serr-11 we-serr-10

Monte Ortigara Per non dimenticare

Pubblicato da luke007 in 15 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago. Lascia un commento

ortigaraortig-20

E tu Madre di Dio , candida più della neve . Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli alpini caduti  . Tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli alpini vivi ed in armi .Tu benedici e sorridi ai nostri battaglioni .

Tempo di percorrenza dell’anello : 6h00 km 10

Dislivello totale : 700 m

Quota massima raggiunta : 2124 m

Sentieri : 840 – 841

Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la  chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di Campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare al piazzale Lozze dove esiste un’ampio posteggio , ricordo inoltre che questo sacro luogo teatro di grandi combattimenti e metà di un Pellegrinaggio la seconda domenica di Luglio per gli Alpini luogo dove ebbe luogo la prima adunata degli alpini 5-7  settembre del 1920 .

Descrivere questo sentiero e molto facile e non richiede particolari doti alpinistiche e tecniche , e semplicemente in sentiero che parte da 1700 metri e sale fino a 2100 con vari sali e scendi abbastanza semplici da percorrere si sale per il segnavia 840 e si scende sul 841 , niente di più facile .

Ma tutto cambia quando lo si vuole descrivere donando ai propri lettori una parte di emozioni uniche che si possono provare solo salendo su questo luogo considerato “Terra Sacra agli Alpini” , io ci sono salito con mio padre da bambino , che puntualmente partecipava  a tutte le adunate , ma questa ha un fascino particolare ” il Campo di Battaglia” un terreno grullo , una pietraia nessun’albero  solo tanti mughi , con tante ferite aperte , da trinceramenti e feritoie per armi di piccolo , medio e anche di grossi calibri , un terreno pieno di buchi di granate che ne hanno dato la forma , ma per descriverlo in tutta la sua grandezza bastano solo tre parole scritte con una semplicità unica sulla colonna mozza  “PER NON DIMENTICARE “ , e devo dire che ogni volta che ne parlo e percorro questi luoghi mi assale una fortissima emozione e ancora adesso scrivendo queste poche righe mi assale un senso di commozione … che spero di suscitare anche in voi , quando e se un giorno vi salirete…

Voglio concludere con  la poesia in dialetto veneto dedicata a chi non è tornato dall’ortigara …

O bell’alpin sull’ortigara

Desfo el ninzolo che gavea cusìo
per la nostra cucieta de nogara
quando, tornando zo da l’Ortigara,
te gavarìa ciamà solo marìo.

El gera de tre teli: sora a quelo
de drita te dovevi dormir ti;
su quel de zanca, cussì bianco e belo,
dovea per sempre starle arente mi
e in quel de meso, mètàrghe el putelo
che sognavimo aver squasi ogni dì.

Desso lo desfo. In quel de drita, un zorno
i meterà a dormir soto la neve
me poro pare, da la testa bianca..
Povaro veccio!… Da quel dì el va atorno
tremando da la pena e da la freve
senza parlare…

Sora a quel de zanca
a fin de otobre i meterà me mare.
Povara vecia!… Da quei dì la speta
credendo sempre che te torni indrìo,
e la dise pian pian la coroneta
pianzendo solo come lo sa Dio.

Povara vecia!… In quel de meso invesse
co’ tornerà la primavera bela
e i prà xe verdi e ‘l bel formento cresse
vogio che i meta mi, mi, ne la cassa,
perchè oramai, mi morirò putela.

Desfo el ninzolo che gavea cusìo
per la nostra cucieta de nogara:
lo desfo adasio co’ la testa bassa
pianzendo solo come lo sa Dio,
o bell’Alpin restà su l’Ortigara!…

La colonna Mozza

Qui in questo luogo si sono raccolti circa 2000 alpini nel settembre del 1920 per rendere omaggio ai caduti della guerra del 15-18 , salirono a piedi dalla località Grigno passando per la Piana di Marcesina ,per poi accamparsi nella notte nella Busa del Diavolo e la mattina dopo proseguire fino a Monte Ortigara , dove il cappellano Don Giulio Bevilacqua celebrò la messa dove ora e posata la colonna mozza.

Cenni storici 

Quella dell’Ortigara fu una delle più cruente e sanguinose battaglie sulle nostre montagne dove l’impiego di uomini e mezzi fu veramente grandissimo , quasi esagerato ma molte saranno le perdite umane per il gigantesco uso di artiglieria , le nostre forze erano di circa 200000 uomini , 12 divisioni di fanteria , 24 battaglioni di alpini , 152 batterie ( cannoni ) pesanti . 71 Batterie artiglieria da campagna , 38 batterie artiglieria da montagna , 6 batterie someggiate  e 58 batterie di Bombarde , per un totale di 1700 bocche da fuoco .

Il grandissimo lavoro eseguito nei trinceramenti quasi 30 km di trincee , 20 casematte in cemento , 180 baracche per la truppa , 7 baracche per i comandi , e 40 baraccamenti per i muli una delle parti più importanti per i viveri e i munizionamenti , nonostante fossero raddoppiate le teleferiche , la lotta più dura e stata con la neve ed il freddo , la neve raggiungeva punti anche alti 10 metri agli incroci delle gallerie erano messe delle indicazioni per non sbagliare strada c’erano quasi 30 km di gallerie sulla neve .

Alla fine le perdite furono altissime ,  tra gli italiani 280 ufficiali e 21000 soldati morti , e 430 prigionieri , mentre tra gli austriaci 307 ufficiali e 8900 soldati e  furono fatti 980 prigionieri .

ortig-1 ortig-2 ortig-3 ortig-4 ortig-5 ortig-6 ortig-7 ortig-8 ortig-9 ortig-10 ortig-11 ortig-13  ortig-15 ortig-16 ortig-17 ortig-18 ortig-19 ortig-20 ortig-21 ortig-22  ortig-24 ortig-25   ortig-27 ortig-28 ortig-29 ortig-30 ortig-31 ortig-32 ortig-34 ortig-35 ortig-36 ortig-37 ortig-38 ortig-39 ortig-40 ortig-41 ortig-42 ortig-43 ortig-44 ortig-45 ortig-46 ortig-47     ortig-48 ortig-49 ortig-50 ortig-51 ortig-52 ortig-53

La forra del Lupo ( in completamento )

Pubblicato da luke007 in 14 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Folgaria. 7 commenti

Forra del Lupo 1

La forra del Lupo  – Wolfsschlucht

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h30 

Dislivello totale : 410 m    

Quota massima raggiunta  :  1670 m

Altipiano dei Cimbri centenario 1915-1918

Una lunga trincea di crinale, scavata tra alte pareti di roccia, fatta di feritoie, osservatori e caverne che si affacciano su strapiombi e ripidi pendii, in faccia al Pasubio, la montagna sacra della Grande Guerra. Questa è la Forra del Lupo, la stessa che il soldato Ludwig Fasser ha immortalato con la sua macchina fotografica e il pittore Albin Egger ha fissato coi pennelli sulla tela… mentre si attendeva l’assalto, la battaglia. Cent’anni dopo le emozioni del tempo si sposano con la quiete della natura, con la bellezza di incredibili panorami

… La Forra è ancora priva di segnaletiche direzionali ed è visibile solo con visita accompagnata: vedi il calendario degli eventi estivi dell’Azienda per il turismo.

Considerazioni Personali

Questo itinerario , e senza dubbio uno dei più belli che io abbia visto , non sono sufficenti le parole per parlare di questo percorso , ed anche le immagini se pur belle e prese da diversi punti di vista , sono riduttive …bisogna andarci per capire , quello che l’occhio vedrà sarà una cosa incredibile . Questo itinerario parte da Cogola presso Serrada e sale fino al forte Dosso del  Sommo , conosciuto come Werk Serrada , la trincea si snoda all’interno di gole e antri quasi da favola , con panorami verso il Passo della Borcola , la Val Terragnolo e il Pasubio impressionanti ; ci mancano solo gli gnomi del bosco , a dire il vero ci sono : sono tutte quelle persone che hanno e stanno collaborando o che hanno collaborato per ripulire questa percorso , unica nel suo genere e che merita la giusta visibilità .

VOGLIO RICORDARE CHE IL SENTIERO NON E ANCORA IN SICUREZZA E CHE QUINDI NON SAREBBE PRATICABILE , VOGLIO INOLTRE RICORDARE CHE A BREVE CI SARA’ LA SUA INAUGURAZIONE  UN PLAUSO VA SOPRATUTTO A TUTTE LE PERSONE CHE HANNO COLLABORATO PER LA RIUSCITA DI QUESTO GRANDE  LAVORO , PER LA VOGLIA ED ENTUSIASMO CHE CI HANNO MESSO , GRAZIE , PERCHE E GRAZIE A LORO SE QUESTO E VISIBILE A TUTTI  … Luciano 

LINK UTILI :

https://www.facebook.com/ForraDelLupo

https://fbcdn-video-e-a.akamaihd.net/hvideo-ak-xpf1/v/t42.1790-2/10673015_843569702362238_1795670980_n.mp4?oh=66d7b844506c6e67537e6e67a9b384e4&oe=55547170&__gda__=1431593431_1b2f049b9def32e81b2eb996c13d5a86

for-lup-3 for-lup-4    for-lup-20 for-lup-24 for-lup-34 for-lup-35

451 Folgaria – Monte Cornetto

Pubblicato da luke007 in 10 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Folgaria. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h45

Dislivello totale : 863 m    

Quota massima raggiunta  :  2030 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per arrivare a questo sentiero un pò fuori portata , si sale con l’auto fino a Folgaria , cittadina molto bella  , per raggiungerla ci sono diverse strade tutte però con diversi km di strada di montagna , io ci sono salito da Tonezza del Cimone . Comunque credo che la via migliore sia la Valdastico passando per Lastebasse e Carbonare . Arrivati in centro si prosegue per il campo sportivo , li si puo mettere l’auto oppure nel primo posteggio che si trova , io l’ho messa in via del parco ( dove si trova un parco per bambini ) posteggio gratuito , visto che era anche a metà strada tra il sentiero 425 e 451 , tornando in dietro si trovano le segnalazioni per il sentiero risalendo prima una valle , e poi attraverso una carrareccia si entra nella parte boschiva , per poi uscire in un zona prativa adibita a piste da sci , ora in disuso , da li si sale con facilità il sentiero e molto bello e poco difficile anzi molto rilassante , anche se ovviamente in salita , si passa vicino ad una fontana molto carina e ad un bivio che porta al rifugio Paradiso gia segnalato in un ‘altro post , si continua a salire fino a monte cornetto , dove tempo permettendo si offre un panorama incredibile a 360 gradi , da li si può salire ancora oppure discendere per il 425 che va chiudere ad anello il percorso .

451-1 451-2 451-4 451-5 451-6 451-13 451-14 451-15 451-16 451-17 451-17a 451-17b 451-17c 451-17d 451-18 451-19 451-20 451-21 451-22 451-23  451-25 451-26 451-27 425-40 425-39

425 Folgaria – Monte Cornetto – Becco di filadonna

Pubblicato da luke007 in 9 Maggio 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo, Storico. Tag: Folgaria. 2 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h45 

Dislivello totale : 1082 m    

Quota massima raggiunta  :  2150 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

“Questo itinerario e uno dei più belli che io abbia percorso nelle mie uscite , non siamo a 8000 metri , non siamo sulle grandi vette , ma e senza dubbio un luogo fantastico , che consiglio vivamente a tutti . La montagna e fatta anche di curiosità , il salire provoca emozioni grandi che molte volte mille immagini non riescono nemmeno a dare , e cambiano di persona in persona , ma che solo lei ci sa donare . ” Luciano

Per arrivare a questo sentiero un pò fuori portata , si sale con l’auto fino a Folgaria , cittadina molto bella  , per raggiungerla ci sono diverse strade tutte però con diversi km di strada di montagna , io ci sono salito da Tonezza del Cimone . Comunque credo che la via migliore sia la Valdastico passando per Lastebasse e Carbonare . Arrivati in centro si prosegue passando prima devanti al municipio e poi alla Chiesa , fino ad incrociare sulla destra via del Parco ( visto che c’e un parco giochi per bambini ) , all’altezza del parco si può mettere l’auto mentre su prosegue a piedi si supera la Pizzeria e la strada comincia a salire con il segnavia 425 . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche , se non per la sua lunghezza , il segnavia mette 4h . E molto bello e vario si snoda prima in una pineta dove sono anche situati degli attrezzi per alcuni esercizi fisici , la prima parte e anche percorso della salute , salendo si possono vedere panorami incredibili verso la valle , per poi uscire dal bosco e incontrare ampie radure dal fantastico verde di questa stagione , nella radura inoltre non a caso spicca questa specie di rifugio che io chiamerei albergo , dal nome senz’altro azzeccato ” rifugio Paradiso ” poi si continua a salire fino a radure piene di mughi per poi raggiungere la cima del monte Cornetto , una piccola struttura a mezzaluna che sopra riporta il nome delle montagne circostanti , e sono davvero tante dalle più piccole fino alle più maestose , dal semplice Gruppo del Carega , il Zugna , il Portule , il massiccio del Pasubio nella sua vastità , poi dietro l’ Adamello , il Carrè alto , la Marmolada e tutte le altre intorno . Proseguendo lungo il sentiero sempre sotto la sorveglianza del Becco di Filadonna , il sentiero sale e scende perche ho percorso quello ufficiale , ma sulla cresta della seconda cima c’era il bivio che portava al Becco sempre sulla cresta , arrivato in cima lo spettacolo e immenso dalla visione verso la Vigolana e Trento , da quella semplicemente fantastica del Lago di Caldonazzo .

Il sentiero ad anello tratteggiato che aggira la cima Vigolana e abbastanza tecnico per motivi di tempo non ho potuto percorrerlo , ma quanto prima provvederò a documentarlo .

425-1 425-2 425-3 425-4 425-5 425-6 425-7 425-9425-8 425-10 425-11 425-12 425-13 425-14 425-15 425-16 425-17 425-18 425-20 425-21 425-22 425-23 425-24 425-25 425-26 425-29 425-30 425-31 425-32 425-34 425-36 425-37 425-38 425-39 425-40 425-41 425-43 425-45 425-46 425-47 425-49 425-50 425-b 425-a425-51 425-54 425-53 425-55 425-56 425-57

Navigazione articoli

← Voci più vecchie
Articoli più recenti →
  • cerca

  • Statistiche del Blog

    • 2.396.147 visite
  • Unisciti a 4.617 altri iscritti
  • Zone dei percorsi

    Alpi Feltrine Arsiero Asiago Bassano Week belluno Cadore Castiglieri dolomiti bellunesi dolomiti di sesto Eventi Ferrate Folgaria Fongara Forti Gruppo del Cristallo Gruppo Sengio Alto Lavarone Leggende Lessinia Le vie Normali Monte Baldo Monte Cengio Monte Civillina Monte Grappa Monte Novegno Monte Pasubio Monte Summano Pale di San Martino Piccole dolomiti Posina Recoaro terme Riva del Garda Running Tofane Tonezza ultratrail Val D'Astico val del mis Vallarsa valstagna Zoldo
  • Articoli recenti

    • Anello Col di lana – Dente Sief
    • 120 Malga Rove-Gazza ( sistemazione )
    • Monte Col di Lana – Le Battaglie
    • Galleria di vetta Corno Battisti
    • 105 Sentiero delle creste o Tricolore
    • Il Truciolo by MJ
    • 702 Passo Val di Roda – Rifugio Rosetta
    • Lago di Braies
    • 116 Cumerlotti – Prabubolo – Passo Buole
    • Rifugio Tre Scarperi – Rifugio Locatelli Innerkofler
  • calendario

    marzo: 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set    
  • Classifica Articoli e Pagine

    • Vajo Ristele
    • Le Marmarole Runde (completo)
    • 542 Monte Caviojo - Monte Cimone
    • 477 Sentiero del Monte Aralta
    • Vajo Battisti
    • Sentiero Rodecche
    • Strada del Ponale
    • Ferrata Ernesto Che Guevara
    • Corno del Pasubio e Nido d'aquila
    • 114 Sentiero delle Crestine Ronchi-Cima Levante
  • Meta

    • Crea account
    • Accedi
    • Flusso di pubblicazione
    • Feed dei commenti
    • WordPress.com
  • Itinerari trekking

    Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • Itinerari trekking
    • Unisciti ad altri 394 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Itinerari trekking
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...