Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Sentiero dell’acqua

Pubblicato da luke007 in 1 dicembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Folgaria. 4 commenti

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto attraverso la strada che da Piovene Rocchette porta ad Arsiero si prosegue per salire a Folgaria , arrivati in località Carbonare a pochi km da Folgaria si mette l’auto ed nelle vicinanze di una falegnameria che produce case in legno parte il sentiero dell’acqua , devo dire che si tratta di un sentiero per tutti , ma veramente molto bello con dei luoghi molto belli ed interessanti per le loro storie o semplicemente per le loro leggende , descriverlo nel tentativo di suscitare in voi delle emozioni e difficile , solo percorrendolo si possono ammirare , il sentiero sale lungo la valle dell’astico , ma non quella che raccoglie tutti i torrenti a fondo valle , ma quella dove nasce il fiume , io vi propongo un percorso ad anello , che si prolunga fino al Forte Cherle per poi scendere dal 124 , mentre il sentiero di per se salirebbe fino a Cueli liberi , in questo sentiero sono raccolti pezzi di storia degli uomini , antichi mestieri come il falegname il mugnaio e il boscaiolo , un ambiente rurale fino ad arrivare ai grandi frassini di Cueli , ed anche se le strutture si andavano perdendo nel tempo in questo percorso sono state magnificamente recuperate perche come si dice : dalla storia dobbiamo imparare , e non sempre il progresso arrichisce gli uomini dei valori necessari nella vita , li può arrichire economicamente ma non spiritualmente  , solo chi e capace di guardarsi dentro può capire . Inoltre molto bella e rigogliosa la valle dell’astico nel suo tratto dove compie i primi guizzi e dove nella roccia scavata dal tempo scorre per i suoi primi metri.

La segheria del Mein 

Molto intereressante anche La segheria dei Mein è così chiamata dal soprannome della famiglia proprietaria: i Tezzeni Mèighen. Ultimo segantino è stato Ottorino Tezzele, che ha mantenuto l’opificio in funzione fino al 1975, con una produzione che soddisfaceva principalmente il fabbisogno locale. Le operazioni di segagione potevano essere effettuate quando la ruota era libera dal ghiaccio e la portata d’acqua adeguata, quindi soprattutto in primavera e autunno. Il periodo di maggiore utilizzo è stato fra le due guerre mondiali.

Per la visita: Fernando Larcher, APT Folgaria Lavarone Luserna, 0464 / 724100

San Fermo 

Si passa per San Fermo nella zona di Tezzeni , dove rimangono i resti dell’antico villaggio dei Lastarolli dove nel 1752 gli abitanti furono cacciati dopo una contesa , la sentenza feci si che gli abitanti del villaggio furono cacciati e le loro case rimasero disabitate , loro furono cacciati e furono loro a dare vita a quell’abitato in fondo valle oggi conosciuto come Lastebasse

La sentenza Roboetana

La sentenza del 1752, per quanto drastica, soddisfece le parti e per oltre cento anni non vi furono più rivendicazioni di rilievo. Lastebasse riaprì la questione nel 1866, dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, chiedendo che il confine comunale fosse portato dalla Val Longa alla linea di Val Orsara, inglobando tutto l’ampio dosso del Cherle. Non avendo ottenuto soddisfazione, nel 1882 i Lastarolli fecero saltare con la dinamite i cippi confinari tra Busatti e la Val Longa e per quel fatto furono condannati in ventidue. Una nuova richiesta di modifica del confine fu avanzata nel 1893 con un appello inviato direttamente al governo nazionale: senza dare speranze di soluzione nel 1894 rispose lo stesso Presidente del Consiglio On. Francesco Crispi. Nel novembre di quell’anno i Lastarolli fecero saltare nuovi cippi confinari e altri ancora furono fatti saltare nel 1901. Lastebasse tornò alla carica dopo la fine della Grande Guerra, ritenendo che con il passaggio del Trentino all’Italia fosse più facile ottenere l’agognato spostamento del confine. Nel 1923, impegnando ancora una volta il governo di Roma, il comune lastarollo promosse dunque i convegni di Vicenza e di Trento. Al convegno di Trento, svoltosi il 22 e il 23 ottobre, davanti al Palazzo del governo si presentarono centinaia di Folgaretani, testimoni della volontà di Folgaria di non cedere alle richieste vicentine. Un nuovo tentativo, senza esito, avvenne dopo il secondo conflitto mondiale mediante un’interpellanza governativa inoltrata nel gennaio 1947 dall’on. Mariano Rumor. Negli anni Cinquanta, appurata l’impossibilità di giungere a una modifica confinaria, Lastebasse tentò la via della rivendicazione di usi civici non goduti sull’intero territorio comunale folgaretano, essendo stati in antico i Lastarolli parte della Comunità. La causa fu assegnata al Tribunale di Venezia. Appurato questo diritto, dopo un ultimo ed estenuante iter legale, conclusosi nel 200841, una commissione tecnica fissò in tre milioni di euro (la richiesta iniziale era di 20 miliardi di lire) l’indennizzo42 che Folgaria era tenuta a versare a Lastebasse. Il Comune di Lastebasse fu contestualmente impegnato a non risollevare mai più pretese.

Fonte http://www.fernandolarcher.it/

Cimitero Militare – Scala dell’imperatore – Ospedale militare

Non si sa il numero dei soldati sepolti in questo cimitero situato molto vicino al Forte Cherle , di dove essi provenivano o se erano semplicemente quelli morti durante gli attacchi del forte oppure su adiacenti campi di battaglia , molti erano di sicuro provenienti dal vicino ospedale da campo situato a circa 200 metri sopra la Scala dell’imperatore , una cosa che si può notare sono i numerosi avvallamenti situati nel bosco dovuti a tutte le riesumazioni dei soldati che furono portati nel cimitero Militare a Folgaria. Arrivati al cimitero militare attraversando la strada si può salire la scala dell’imperatore e visitare i resti dell’ospedale militare

Per chiudere questo bellissimo sentiero io ho inserito anche il forte Cherle o werk San Sebastien in quanto passando per il forte e scendendo dal sentiero 124 si ritorna a Carbonare cosi facendo si potrà ammirare lo splendido panorama che propone la posizione fronte forte , il sentiero tratteggiato nella mappa e la via del ritorno .

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Forte Cherle – Werk San Sebastian

Pubblicato da luke007 in 30 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Folgaria, Forti. Lascia un commento

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   : 15 minuti  

Dislivello totale : –  

Quota massima raggiunta  : 1446 m

Per raggiungere questo forte si può salire da diversi punti si prende la strada che porta da Vicenza verso Folgaria , arrivati al Passo Sommo si tiene la sinistra e si prosegue fino ad arrivare all’Albergo Forte Cherle , li si può lasciare l’auto e proseguire a piedi per circa 10 minuti ; se si vuole salire da più in basso si mette l’auto lungo la strada che conduce all’albergo e arrivati alle scala dell’imperatore si imbocca la carrareccia a piedi , anche per questo ci vogliono circa 10 – 15 minuti a piedi . Si può salire anche a piedi partendo dal 124 da Frazione Carbonare , oppure molto più lunga da Passo Coè

Cenni storici 

Questo forte fu costruito tra il 1909 e il 1914 , e stato progettato come la maggior parte dei forti Austroungarici con un sistema di casematte in pietra e copertura in acciaio e cemento armato mentre a debita distanza ma collegate il blocco batterie con obici in cupola corazzata , cupole di osservatorio e varie postazioni per le mitragliatrici , fu fornito inoltre di cannoncini a tiro rapido , la difesa passiva era completata da reticolati che circondavano buona parte dell’area circostante il forte Cherle costituiva uno dei principali punti di difesa -attacco dello schieramento fortificato dell’altopiano di Folgaria assieme al Forte Sommo Alto e al Forte Dosso del Sommo , e al Forte Belvedere sulla parte opposta della valle fornivano un sistema di difesa verso la Val D’astico , il Passo della vena e l’altopiano dei Fiorentini .Nel piano terra erano previsti i locali di servizio al primo piano gli alloggi della guarnigione mentre a distanza di sicurezza il blocco batterie collegato con delle scale di accesso a tutto il forte , che era capace di operare in tutta autonomia per circa 30 giorni grazie al suo sistema di depositi senza avere rifornimenti ne di viveri ne di munizioni , infatti disponeva di un capiente deposito di acqua proveniente dalla Val D’astico e di cisterne per il carburante allo scopo di alimentare il gruppo elettrogeno inoltre presentava un sistama di comunicazione ottico orientate verso il Forte Sommo Alto e monte Rust verso est aveva un tunnel per l’evacuazione dei soldati . Dalla frazione di Cueli saliva una teleferica che permetteva l’approvvigionamento del forte , il forte Cherle era nella prima linea in grado di contrastare le posizioni italiane di Coston D’Arsiero , Monte Coston , Costa D’Agra e dall Forte italiano di Campomolon che essendo in posizione molto piu alta di quota lo sottopose a continui bombardamenti , fatto testimoniato dalle buche da granate nei dintorni del Forte Cherle

Armamento
Il forte aveva come armamento 4 obici da torre da 100mm in cupola corazzata girevole essi non avevano grosso potenziale offensivo ma nell’eventuale avanzata del nemico erano di grossa utilita come del resto il grosso articolato sistema di reticolati che molte volte scoraggiarono l’avanzata degli italiani, 2 obici da casamatta con scudo corazzato da 100mm , 2 cannoncini a tiro rapido calibro 60mm e 17 postazioni da mitragliatrici 8 mm Schwarzlose

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Località Forte Cherle
Fraz. San Sebastiano 38060 Folgaria Tn
Tel.fax 0464 765103
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124 Carbonare – Passo Coè (E5 )

Pubblicato da luke007 in 30 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Folgaria, Tonezza. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata:  3h40 

dislivello totale : 624 m    

Quota massima raggiunta  :  1700 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver salito la Val D’astico fino in direzione Folgaria si raggiunge l’abitato di Carbonare , appena giunti a destinazione sulla sinistra si trova una Falegnameria che produce case in legno , nelle vicinanze si pùo posteggiare l’auto , mentre a destra si può notare il sentiero che sale , non è contrassegnato con il 124 ma con il “sentiero dell’acqua ” che sale nella valle dove si trova la sorgente dell’astico . Il sentiero 124 molto interessante e procede dapprima sulla valle mentre poi sale sul crinale sinistro della valle per poi dopo aver attraversato un ponte con un grosso bivio , in cui bisogna andare diritti nel caso si segua il 124 , si prosegue passando per malga Clama per poi arrivare all’albergo Forte Cherle , aperto tutto l’anno , da li si imbocca il sentiero a destra dell’albergo e si segue il segnavia fino ad transitare davanti al Forte Cherle – Werk San Sebastiano proseguendo si scende fino ad incrociare la strada che porta a Passo Sommo li c’è un cippo commemorativo per il cimitero di guerra austroungarico , attraversando la strada si sale per la Scala dell’imperatore fino all’ospedale da campo Austroungarico per poi proseguire su un sentiero boschivo fino a malga Pioverna alta , nella zona di Monte Pioverna Costa D’Agra , da li scendendo attraverso i sentieri per le ciaspole si passa per Bocca di Valle Orsara fino a poi entrare nelle piste da sci e scendere a Passo Coè . Il sentiero non presenta difficoltà alpinistiche e molto bello e con panorami fantastici , anche se a causa della sua lunghezza richiede un buon passo , anche se eventualmente arrivati al bivio della scala dell’imperatore si potrebbe scendere di nuovo a Carbonare attrraverso “il sentiero dell’acqua” , se avete l’occasione di fare questo bellissimo percorso il consiglio che vi posso dare e quello di visitare la Base Tuono e la malga Zonta situata a circa 15 minuti da passo Coè e poi scendere dal “il sentiero dell’acqua” passando per l’abitato di Cueli Liberi e la sorgente di San Fermo , sentiero che provvederò al più presto a documentare . Una cosa importante che devo segnalare , il sentiero 124 parte da Carbonare ed arriva fino al Passo della Borcola , in quanto fa parte del sentiero E5 , io ritengo più opportuno documentarlo in 2 parti visto che per chi lo sale farlo tutto intero possa risultare complesso a livello logistico .

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Forte Belvedere – Werk Gschwent

Pubblicato da luke007 in 27 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago, Forti. Lascia un commento

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   : 15 minuti  

Dislivello totale : –    

Quota massima raggiunta  : 1177 m

Per raggiungere questo forte si sale verso Folgaria per Lastebasse , ad un certo punto si arriva ad un bivio che porta a sinistra a Carbonare mentre a destra a Nosellari per andare verso Asiago e passo Vezzena si mantiene la sinistra verso Dazio e poi proseguendo dritti verso Birti -Lenzi per poi arrivare il Località Oseli , per poi svoltare a destra per entrare nella strada del forte , ricordo che la strada e divieto di transito e l’auto dev’essere sistemata nel primo tratto di strada adibito anche a piccolo posteggio , volendo per i più si può salire da Brancaforte attraverso il sentiero 297 , vi invito a visitare questo forte , viste le perfette condizioni in cui si trova , magari informatevi prima se è aperto , visto che e presente anche un museo al suo interno .

Cenni storici 

Questo forte costruito con lo scopo di sorvegliare la Val D’astico nel 1909-1912  nella linea di forti dallo Spitz Vezzena , Busa verle , Campo Luserna , Belvedere , Cherle , Sommo Alto e Dosso delle Somme , fu considerato per la sua costruzione con acciaio e cemento armato una grande opera di sbarramento visto le sue potenzialità difensive che gli valse il motto coniato dai soldati  ” per Trento Basto io ” .  Il forte era composto da 3 piani per camerate e servizi vari per circa 220 soldati , mentre c’erano 3 fortini avanzati per le postazioni di mitragliatrici protette dai scudi blindati , una batteria da tre obici protetti da cupole corazzate girevoli , la struttura e una delle poche ad essere ancora totalmente integra

Diversamente a gran parte delle fortezze del periodo, costruite ancora secondo modelli e schemi tradizionali, nella costruzione di Forte Belvedere il progettista Rudolf Schneider adottò soluzioni nuove e per certi aspetti sperimentali. Si nota subito come il forte non sia più concepito come una costruzione in cui tutto è raccolto in un unico complesso architettonico, bensì come un’opera articolata che si compone di diversi fortini per il combattimento ravvicinato, lontani uno dall’altro, in mezzo ai quali fu collocato il blocco della batteria per il combattimento a distanza. Dietro a questo vi è il corpo delle casematte con l’alloggiamento della truppa e i servizi; il tutto collegato a mezzo di corridoi e poterne (gallerie) in roccia.

I ripidi dirupi di roccia da ben tre lati conferivano a Forte Belvedere una naturale sicurezza rispetto agli assalti della fanteria nemica; inoltre lungo la linea frontale era stato scavato un profondo fossato e piantata una duplice fascia di reticolati (tutti battibili con mitragliatrici) e reticolati larghi dai 6 ai 12 metri, sempre battibili con mitragliatrici a tiro radente e incrociato, erano presenti pure nei fianchi e sul terreno di gola. Forte Belvedere poteva, quindi, dirsi praticamente inespugnabile nel senso pieno del termine. Concluso il 18 maggio del 1912, forte Belvedere era costruito e collaudato per resistere anche ai bombardamenti più pesanti e rappresenta un’opera moderna e razionale dove il cemento ed il ferro sono stati sapientemente amalgamati con la roccia.

Forte Belvedere, al pari di tutte le fortificazioni austriache più moderne, era un complesso destinato ad essere completamente autonomo, anche in caso di prolungato assedio. Era stato perciò dotato di tutte le attrezzature e dei servizi logistici tali da renderlo autosufficiente per un periodo di cento giorni, anche qualora i ripetuti bombardamenti avessero impedito un regolare rifornimento di viveri e munizioni.

Armamento

L’armamento principale del forte Belvedere era costituito da una batteria di tre obici da 100 mm di calibro, protetti da cupole corazzate girevoli in acciaio dello spessore di 250 mm. Sebbene il 100 mm risultasse piuttosto piccolo, si era preferito ai calibri maggiori per vari motivi pratici ed anche in considerazione del fatto che i forti austriaci avevano una funzione prevalentemente difensiva. Un calibro relativamente piccolo, infatti, permetteva di accatastare una notevole riserva di munizioni e una relativa facilità di movimento. Inoltre, un calibro maggiore avrebbe comportato una perdita di solidità della cupola, che, per risultare stabile, si sarebbe dovuta riprogettare completamente e fabbricare di dimensioni maggiori.A differenza delle altre fortificazioni dell’Altipiano, forte Gschwent non aveva postazioni di combattimento armate con cannoni. Di contro, si preferì dotare la fortezza con un consistente numero di postazioni di mitragliatrici Schwarzlose molto piu maneggevoli.

e-mail : info@fortebelvedere.org

https://www.facebook.com/Forte-Belvedere-Gschwent-196000800437245/

Telefono fisso :0464 780005

Cellulare 349 5025998

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INTERNO DEL FORTE E MUSEO CON REPERTI STORICI 

   

Forte Busa Verle – Werk Verle

Pubblicato da luke007 in 25 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago, Forti. Lascia un commento

Forte verle-2

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   : 20 minuti  

Dislivello totale : 104 m    

Quota massima raggiunta  : 1506 m

Per salire al forte si deve raggiungere con l’auto il passo Vezzena , attraverso la strada che sale dalla valle dell’Astico passando per Lastebasse e poi salire per Nosellari e si passa a Monterovere e infine si arriva al passo , li si può notare un albergo a sinistra ci sono i segnavia senza numero che portano prima a forte Busa Verle , il sentiero e una passeggiata di una 20 di minuti .

Era armato con 4 obici da 100 mm montati sotto cupole corazzate girevoli di 25 cm di spessore, 4 cannoni da 6 cm nel fortino , 2 cannoni da 80  e 15 mitragliatrici. Ospitava 200 artiglieri e 100 fanti.

Cenni storici

Il forte Verle venne costruito come linea di sbarramento e di controllo per la Val D’assa  e poco distante dal Passo Vezzena , in una specie di altipiano dove con la sua mole possente controllava il pianoro , era situato vicino al confine di stato austroungarico ed a causa della sua posizione fu bombardato più volte da l’artiglieria italiana . Come scriverà l’ufficiale del forte Verle Fritz Weber :  le orecchie fischiano , le vene della fronte si inturgidiscono , il sangue esce dalle orecchie , …sei ore passate nell’osservatorio servono ad espiare tutti i peccati che un uomo normale può commettere nella sua vita . Nonostante i ripetuti attacchi il forte verle non fu mai preso dagli italiani , neanche dopo aver attaccato con l’artiglieria a più riprese non sono riusciti a penetrare a causa dei grovigli di reticolati e del fuoco incrociato delle mitragliatrici a difesa del forte . Un  tentativo anche fu fatto per scavare un tunnel per minare e far saltare il forte abbandonato nel maggio del 1916 a causa della Strafexpedition .

La notte del 30 maggio 1915 dopo giorni di bombardamento il forte appariva fortemente danneggiato alcuni reparti del battaglione alpini Bassano tentarono un attacco appoggiati da alcuni reparti della Brigata Ivrea , ma la pioggia e il buio li colse in un terreno totalmente ignoto e furono respinti ancora prima di attaccare , nel forte intanto furono riparati alla meglio i danni subiti , mentre gli italiani piazzarono due obici da 305 il giorno 15 agosto del 1915 iniziarono un fuoco incessante fino al 25 per poi sferrare un un nuovo attacco da parte del battaglione 162 della Brigata Ivrea con la convinzione che l’opera sarebbe stata distrutta e abbandonata , ma l’unico obice rimasto e la difesa con le mitragliatrici della parte frontale del forte riservarono una sorpresa tremenda il tentativo di sfondamento italiano veniva respinto causando gravissime perdite . Fritz Weber 

 

Forte verle-1

Forte Spitz Vezzena – Werk Vezzena

Pubblicato da luke007 in 23 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago, Forti. Lascia un commento

Forte ve-2Forte ve-1

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   : 2h00

Dislivello totale : 600 m    

Quota massima raggiunta  : 1908 m

Per salire al forte si deve raggiungere con l’auto il passo Vezzena , attraverso la strada che sale dalla valle dell’astico passando per Lastebasse e poi salire per Nosellari e si passa a Monterovere e infine si arriva al passo , li si può notare un albergo a sinistra ci sono i segnavia senza numero che portano prima a forte Busa Verle e poi imboccando il sentiero 205 fino alla cima Vezzena o spitz Vezzena , Pizzo di Levico .Il sentiero e molto ben fatto una parte in mezzo al bosco ed una parte su di una rotabile , per poi finire in una pietraia .

Cenni storici

Il forte di cima Vezzena , Spitz Vezzena costruito come occhio sull’altipiano dalla sua posizione permetteva un ottima visuale sia verso la Valsugana che passo Vezzena , divenendo un punto di osservazione e di difesa , costruito adattandosi alla sommità rocciosa di cima Vezzena con uno strapiombo verso la Valsugana di circa 1300 metri nel periodo della guerra di duramente battuto dai colpi di artiglieria italiana anche se molti proiettili grazie alla sua posizione strategica finirono per sorvolare la struttura finendo nella valle , ma il 30 maggio del 1915 il la 63° compagnia del  battaglione alpini Bassano assalto le sue posizioni inutilmente occupando però l’ antistante vetta dello Spitz Leve. Ci riprovarono gli alpini del Val Brenta rimanendo impigliati nei reticolato divenendo bersagli per le mitragliatrici del forte , gli italiani riuscirono però ad impedire i rifornimenti al forte , che venivano fatti la notte con rischi grossissimo a causa del fuoco del piccolo e medio calibro. Il forte era  armato con 5 mitragliatrici Schwarzlose da 8 mm  poste in due casematte corazzate fisse, ed una nell’osservatorio girevole posto sulla sommità dell’opera. Non era dotato di artiglieria, ma durante l’estate 1915 venne portato nei pressi del forte, in posizione defilata dai tiri dell’artiglieria italiana, un cannone da 75 mm  da montagna, che fu usato anche in funzione di artiglieria antiaerea.

Forte ve-4Forte ve-3

235 Luserna – Millegrobbe – Passo Vezzena

Pubblicato da luke007 in 23 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per prendere questo sentiero si sale attraverso la Valdastico fino a località Nosellari da li si prende la destra per proseguire sino a località Monterovere , li si può notare la strada che porta a Luserna . Altrimenti si prosegue passando per Malga Rivetta incrociando il sentiero che scende da monte Cucco , oppure si prosegue fino al Passo Vezzena . Altra via e quella di salire dopo il passo Vezzena seguendo le indicazioni per Malga millegrobbe . Questo sentiero collega Luserna al Passo Vezzena , passando per Malga Millegrobbe e per il monte Cucco dove passa intenderci la seggiovia del Vezzena , la variante tratteggiata va fuori dal sentiero 235 che passa per Malga Rivetta e Malga Palù ma è ugualmente molto bello e la discesa viene fatta sulla pista da sci . Questo molto bello praticabile a tutti per una camminata all’aria aperta si può prendere da diverse posizioni tutte raggiungibili il auto , poi inoltre se avanzate del tempo ci sono altri piccoli anelli segnalati che portano a “forte campo Luserna ” , ” il sentiero dell’immaginario ” , ” il sentiero della primavera ” , ” Sulle tracce dell’orso ” ed altri ancora . A mio avviso il paese di Luserna e uno dei più belli nella zona dell’altipiano e ricordo sia , una zona protetta dal punto di vista linguistico e dove si parli ancora correttamente la lingua cimbra.

Luserna, un piccolo paesino di montagna a 1333m., localizzato a Sud Est di Trento, rappresenta ormai l’ultima isola dove la lingua cimbra, un antico Bavarese, viene ancora correttamente parlata dal 90% della popolazione.

http://www.lusern.it/

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599-299 Brancafora(Lastebasse ) – Monterovere

Pubblicato da luke007 in 19 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h45 

Dislivello totale : 793 m    

Quota massima raggiunta  :  1253 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizioni 

Dopo aver preso la strada che porta verso Folgaria , prima di raggiungere Lastebasse , si arriva in località Scalzeri dove si può lasciare l’auto in un ampio posteggio , si prende la strada a destra e si attraversa il ponte , e si prende la ciclabile sulla sinistralungo l’argine si sale fino ad un ampio posteggio e poi si attraversa la strada sempre salendo verso nord , fino ad incrociare il bivio con Brancafora , da li si sale lungo la bellissima val rio Torto , il sentiero e molto bello anche se essendo una valle non permette un panorama tuttotondo ma si tratta di una valle molto stretta e di facile percorribilità che porta prima ad Avez le Prinzip e malga laghetto e poi a Monterovere , da qui attraverso una strada si può raggiungere Luserna , altrimenti sull’altra strada si sale a Passo Vezzena questo sentiero può essere usato sopratutto per scendere dal Passo mentre per salire consiglio il 601 , e ovvio che la distanza aumenti se si sceglie di salire per esempio dal 601 e scendere da questo ma il gioco vale la candela , nel senso che vale la pena di allungare un po il percorso per poter ammirare questa bellissima valle .

La nota dolente di questo itinerario e il passaggio a malga Laghetto e Avez le prinzip che con il suo ecomostro ha rovinato per sempre questa stupenda zona , la costruzione di alcuni lotti residenziali , in disuso e fatiscenti a danneggiato per sempre il paesaggio e l’ecosistema della natura gia molto fragile e sensibile .

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Avez del prinzep un Abete bianco più grande d’Europa 54 metri , età stimata 264 anni con una circonferenza di 5.6 metri , e caduto il 13 novembre 2017 durante una forte bufera di vento1

601 Scalzeri (Lastebasse ) – Luserna

Pubblicato da luke007 in 17 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30 

Dislivello totale : 890 m    

Quota massima raggiunta  :  1330 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la strada che porta verso Folgaria , prima di raggiungere Lastebasse , si arriva in località Scalzeri dove si può lasciare l’auto in un ampio posteggio , si prende la strada a destra e si attraversa il ponte , poi prendendo a sinistra si trova un segnavia generico con scritto ” strada de la riva ” che porta fino a Pedemonte ,  salendo un pò si trova il bivio con il 601 e lo si imbocca . Il sentiero e privo di difficoltà sia tecniche che fisiche , e molto molto bello sopratutto in questo periodo dove la mancanza di foglie rende il panorama meraviglioso , sale in modo uniforme e arriva fino a Luserna , località che io non avevo mai visitato ma molto bella anche se poco abitata nel periodo autunnale , la mappa l’ho voluta ridurre per dare la possibilità di visionare anche i percorsi di discesa , io consiglio di prendere E5 e poi raggiunto l’abitato di Monterovere scendere il 299-599 della Val Rio Torto , oppure anche il 298 risulta molto interessante e porta sempre nella stessa valle e che vi riporta a Scalzeri. Ricordo inoltre che a Luserna ci sono molti sentieri ad anello che girano intorno alla Zona opportunamente segnalati come ” il sentiero dell’immaginario ” , ” il sentiero della primavera ” , ” Sulle tracce dell’orso ” ed altri ancora . anche se devo dire con rammarico non siano tanto ben segnalati , vi allego i numeri dell’ufficio informazioni per eventuali richieste .

Informazioni a Luserna
Tel. 0464/789641 Cel. 366/4394630
E-mail: luserna@folgarialavaroneluserna.it
Web: http://www.folgarialavaroneluserna.it

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530 Castana – Val di Tovo – Valico Valbona

Pubblicato da luke007 in 12 novembre 2015
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Posina, Tonezza. 12 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  4h10 

Dislivello totale : 1288 m    

Quota massima raggiunta  :  1782 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver superato l’abitato di Arsiero e inboccato la strada per Posina , ad un certo punto si prosegue verso Laghi , dopo aver superato l’abitato di Castana , ha destra si trova il segnavia che porta in contrada Tovo , dopo aver imboccato con l’auto la stradina asfaltata si può mettere l’auto a 150 metri dopo aver svoltato , oppure se si vuole fare come ho fatto io che sono salito dal 525 per poi scendere dal 530 , e piu utile mettere l’auto lungo la strada che porta a Laghi così facendo l’auto risulta a metà strada .Altro bellissimo sentiero , in una valle che ha molto da offrire per chi ama il trekking fisicamente e più difficile del 525 per la sua pendenza ed essendo un pò piu lungo del 525 , ma e molto bello e salendo si possono vedere dei bellissimi panorami verso Tonezza del Cimone e l’omonima valle , la prima parte fino a contrada Tovi e tutta asfaltata ma poi si inizia a salire e la prima parte di sentiero vero e proprio ci sono dei passaggi in mezzo ai strapiombi dei Castellone e dei Castelli  , della Val di Tovo , fino per poi incrociare il 525 e poi dividersi di nuovo sotto il segnavia della Malga Campo Azzaron dove si deve tenere la destra , da li il sentiero sale in prato erboso fino ad arrivare a Croce del Toraro per po continuare su una mulattiera fino al rifugio Rumor o al Valico della Valbona . Attenzione alle tempistiche di salita e discesa nel periodo invernale il buio scende presto , anche perche la parte alta risulta molto piu impervia e con un dispendio di energie notevoli , io consiglio di farlo in discesa , ricordo inoltre che nel bivio con il 525 lo si potrebbe accorciare notevolmente in caso si fosse in ritardo sulla tabella di marcia .

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