Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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521A Raccordo Val Gusella – Valle Laghetto

Pubblicato da luke007 in 4 aprile 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Posina. 1 Commento

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Questo sentiero e solamente un raccordo di collegamento tra il 521 -520 , ed e molto importante ai fini logistici per poter rientrare da un sentiero diverso da quello in cui si e saliti , a mio giudizio e anche molto bello e propone panorami interessanti passando sul crinale , e anche la funivia austroungarica situata sul monte Gusella , mentre arrivati al bivio con il 520 della Valle Laghetto se si sale ancora un po si può arrivare al Termine 20 il cippo di confine con il Trentino . Se si prosegue poi si sale attraverso il 520 fino a monte Maggio da li si può ammirare la conca di Passo Coè .

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521 Molin di Laghi – Val Gusella – Malga Campoluzzo

Pubblicato da luke007 in 2 aprile 2016
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Posina. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h20

Dislivello totale : 811 m    

Quota massima raggiunta  :  1401 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si sale attraversando il centro verso la Valle di Posina , lungo la strada arrivati ad un certo punto si tiene la destra e si sale fino a Laghi , superato anche questo abitato si prosegue fino a Contrada Molin di Laghi dove la strada finisce , si posteggia l’auto e da li si parte a piedi per il sentiero. Questo luogo e molto bello e poco frequentato , la contrada e molto bella pare un posto in cui la vita sia ferma a 40 anni fa ed il tempo la si sia fermato , il sentiero che sale e abbastanza impegnativo e con una buona pendenza , ma molto bello anche se la nebbia ne aveva contrastato la visibilità , questo veniva adibito per portare al pascolo le mandrie , con una certa tribolazione credo , poi sbocca a Malga Campoluzzo di mezzo , dove si raccorda con il 525 e si può proseguire verso il rifugio Valbona ed attraverso la carareccia raggiungere Malga Zonta e Passo Coè . Mentre se si prende il 521A si collega con il 520 che scende per la Val Laghetto oppure salire fino a monte Maggio .

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Cenni storici

All’alba del 15 maggio 1916 a circa un anno dall’entrata dell’Italia in guerra , l’armata austroungarica scateno una delle più grandi offensive in quel tratto di montagna da Rovereto a Carbonare , dando luogo ad una delle più grandi battaglie combattute in montagna , le Valli di Posina e dell’Astico furono investite dal fuoco distruttivo delle artiglierie austriache sulle linee italiane nello spazio che va dai Fiorentini a Folgaria fino a Val terragnolo e la Vallarsa . Cosi la comunità di Laghi fu pesantemente colpita da un evento di proporzioni  gigantesche ed incomprensibili gli abitanti divennero profughi ed esuli da quei luoghi nativi , cosi loro come i soldati del fronte conobbero l’esperienza dell’abbandono e della disgregazione , e il cambiamento generato dalla perdità d’identita che porto ripercussioni nella normale vita quotidiana e nella memoria collettiva .

Diario di Don Giuseppe Motterle Parroco di Laghi

” Chi piangeva ,  chi imprecava , chi si volgeva indietro per dare un’ultima occhiata alla casetta abbandonata con tutto quel pò di di ben di Dio che possedeva , frutto delle sue fatiche . La notte avanzava e la stanchezza opprimeva , la fame si faceva sentire e , sopratutto , dove si va ? ” 

Quasi a segnare il tormento delle linee di scontro della tragedia della guerra rimane questo piccolo cimitero austroungarico a testimonianza dei tragici eventi , 46 croci di soldati ignoti , con solo due salme che possiedono un nome Anton Burgmann e Virtus Hofer sono ora in questo luogo di memoria , giusto per non dimenticare .

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Testimoni della Guerra Fredda – La Base Tuono di Passo Coè

Pubblicato da luke007 in 19 febbraio 2016
Pubblicato in: itinerari trekking, Storico. Tag: Folgaria. Lascia un commento

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Per raggiungere Passo Coè si può salire sia da Tonezza del Cimone attraverso la strada che porta a Folgaria oppure viceversa da Folgaria per andare a Tonezza del Cimone , raggiunto il pianoro di Passo Coè si possono già intravedere i missili Nike-Hercules

Base Tuono

L’idea di un recupero a fini documentali di uno degli hangar abbandonati della ex base risale alla fine degli anni Novanta, abbozzata anche dallo storiografo folgaretano Fernando Larcher e dal Col. dell’Aeronautica Basilio Di Martino, storico militare. 

Il progetto di realizzazione del bacino d’acqua per l’innevamento programmato (vedi capitolo Demolizione) ha dato impulso al tema, ma solo nell’autunno 2009 l’Amministrazione comunale di Folgaria ha preso con l’Aeronautica Militare i contatti risolutivi, avvalendosi della collaborazione dello stesso Col. Di Martino.

L’impegno del Comune, il supporto finanziario della Provincia Autonoma di Trento, la collaborazione dell’Aeronautica ed il sostegno dellaFondazione Museo Storico del Trentino, hanno quindi reso possibile il riallestimento della sezione Alpha dell’Area di lancio, alla quale è stato dato il nome “Tuono” che veniva usato nelle comunicazioni radio in codice.
La ricollocazione di tre missili in rampa di lancio ha rappresentato la prima fase del riallestimento, ufficialmente presentato a pubblico ed autorità il 3 ottobre 2010.
Negli anni successivi sono stati effettuati importanti interventi di recupero e di restauro nei manufatti (hangar e bunker) e sono stati acquisiti altri apparati che hanno dato un sostanziale ampliamento all’area espositiva. Già nel 2013 lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha formalmente riconosciuto Base Tuono quale sito museale rappresentativo del sistema d’arma Nike-Hercules, ma continua e con successo, la ricerca di elementi e componenti che possano contribuire al suo scopo storico-didattico.
Link utili per informazioni : http://www.basetuono.it/
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Anello Melette di Gallio e Foza

Pubblicato da luke007 in 6 febbraio 2016
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Asiago. Lascia un commento

ATTENZIONE QUESTO ANELLO RICHIEDE UN IMPEGNO FISICO NOTEVOLE E UN DISCRETO MARGINE DI TEMPO NEL PERCORRERLO NON FATELO NEL PERIODO INVERNALE O SE NON SIETE SICURI DELLE VOSTRE CAPACITA’ FISICHE 

Tempo di percorrenza  :  9h40  Tempo personale : 8h10

Dislivello totale : 1700 m    

Quota massima raggiunta  :  1824 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo essere arrivati ad Asiago si prosegue prima verso Gallio e poi verso Foza , arrivati a Località Campanella si nota uno spiazzo sulla sinistra e si intravede il segnavia per il sentiero 858 si continua fino ad arrivare in una curva e si nota il segnavia 861 della Val Miela , da li si sale tutto il resto da fare lo  lascio a voi ed a tutti gli incroci da fare , si parte percorrendo parte dell’861 fino a superare il monte fior , poi si prende la carrareccia che porta al bivio con il 860 si scende da Casara Meletta fino a Cruni (Foza) , si attraversa la strada e si riprende a salire per l’860 verso Val Vecchia e malga Lora , per poi arrivare ad un nuovo bivio per rientrare nell’860 poi arrivati a Malga Slapeur si sale fino alla diramazione con il 858 per Malga Meletta davanti e poi scendere a Campanella ed attraverso la strada ritornare all’auto , nelle foto ho messo i punti salienti del percorso , il resto sta a voi …good luck.

860 Val Vecchia – Monte Miela

Pubblicato da luke007 in 1 febbraio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. 4 commenti

Tempo di percorrenza dell’Anello :  3h45

Dislivello totale : 707 m    

Quota massima raggiunta  :  1707 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo essere arrivati ad Asiago si prosegue prima verso Gallio e poi verso Foza , arrivati a Località Foza si  si cerca un posteggio poi si sale verso Cruni dove superato l’abitato si noterà il segnavia uno a destra per la val Vecchia e malga Lora , mentre a sinistra Casara Meletta e poi Malga Lora , il sentiero e molto bello sia da una che l’altra parte , io sono salito dalla val Vecchia , in buona parte boschivo con discreta pendenza nella prima parte poi prende abbastanza tranquillo fino a malga Lora e dove e presente ancora in buone condizioni la cisterna d’acqua di recupero alimentata da una pompa proveniente dalla Valstagna oltre che di recupero dallo scioglimento della neve, anche un cimitero di guerra italiano che contiene 1200 salme (le salme sono tutte portate all’ossario di Asiago , quello che resta e un monumeto ai caduti , per non dimenticare . Da li si può salire  prima sulla selletta Stringa , e dove inizia sia la trincea di  Monte Castelgomberto , che consiglio di visitare le trincee in ottime condizioni sopratutto per avere un’idea della drammaticità degli eventi , dove dal cippo del Generale Euclide si può ammirare la Piana di Marcesina e tutti i vari teatri di grandi battaglie Ortigara , Portule , Zebio e tanti altri basta lasciare spaziare l’occhio , poi proseguire nella discesa della selletta rientrando nel sentiero . Per chi lo desidera e tempo permettendo si può salire il monte Fior si scende fino a Malga Nova e si va a visitare l’osservatorio Montagna Nova per poi rientrare sul sentiero percorrendo la mulattiera a ritroso , fino ad incontrare il bivio e proseguire fino a Casara Meletta per poi ritornare a Foza .Verso la cima c’e anche un cippo dedicato alla Gloriosa brigata di Fanteria Sassari , che non sto qui ad annoiarvi ma ha avuto un ruolo da protagonista in queste dure ed aspre battaglie , ed hanno ricoperto un importanza fondamentale nella fine della guerra , tanto da essere ancora una Brigata esistente

8 giugno 1916….Mandiamo gli ordini opportuni . Retrocedere di cinquecento metri , sempre sul ciglione di monte Fior , fino a prendere contatto con gli altri due Battaglioni di sinistra … Ordine perfetto , silenzio assoluto , massima calma . Portandoci dietro i gravi entro i teli tenda ; i leggeri e impossibilitati a camminare , a cavalcioni sulle spalle ; gli altri , sorretti a braccia . A piccoli gruppi isolati a distanza abbiamo raggiunto l’altro mezzo battaglione che già lavorava a scavare trincerette . Gli ufficiali di copertura sparavano a salve di tratto in tratto . Nessuno si era accorto di nulla .Era una manovra di piazza d’armi quella , non era una ritirata sul campo di battaglia ! Ma su tutti i volti era calato un profondo velo di mestizia . La Sassari per la prima volta , retrocedeva davanti al nemico …Le baionette cedevano davanti al cannone … Alfredo Graziani Tenente del 151° Rgt. Brigata Sassari “Fanterie Sarde all’ombra del Tricolore “

Credo sia giusta cosa ricordare oltre ai tutti i numerosi caduti su questi campi di battaglia , la Brigata Sassari che venne insignita di:

  • 6 Ordini militari di Savoia
  • 13 Medaglie d’oro al valor militare : 9 ad ufficiali e soldati; 2 alla bandiera del 151°reggimento; 2 alla bandiera del 152°reggimento. L’ottenimento nell’arco di una sola campagna di guerra di 2 medaglie d’oro alla bandiera per ciascun reggimento, è un caso rimasto unico nella storia dell’Esercito italiano.
  • 405 medaglie d’argento.
  • 551 medaglie di bronzo.
  • 4 citazioni speciali sui bollettini del Comando Supremo.
  • 1 citazione all’ammirazione dell’Esercito e della Nazione dal Comandante del Gruppo speciale di retroguardia dell’Esercito Tenente Generale Antonino Di Giorgio, per l’abnegazione e l’eroico contegno tenuto durante la ritirata sul Piave;
  • “drappelle reali” (scudo sabaudo e stemma di Sardegna) conferite motu proprio dal Re alle fanfare dei due reggimenti come riconoscimento delle speciali benemerenze acquisite in guerra.
  • mantenimento in servizio permanente, alla cessazione delle ostilità, come riconoscimento per il valore dimostrato in guerra.

Per approfondire : http://www.brigatasassari.it/

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861 Val Miela – Monte Castelgomberto – Monte Fior

Pubblicato da luke007 in 30 gennaio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago. 5 commenti

Tempo di percorrenza dell’Anello :  5h20

Dislivello totale : 865 m    

Quota massima raggiunta  :  1824 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo essere arrivati ad Asiago si prosegue prima verso Gallio e poi verso Foza , arrivati a Località Campanella si supera anche questa località fino ad arrivare in un posteggio sulla sinistra dove si intravede anche il segnavia , il sentiero e molto bello sia quello che sale sulla Val Miela , in buona parte boschivo con discreta pendenza che quello che sale prima sulla selletta Stringa , e dove inizia sia la trincea di  Monte Castelgomberto , che consiglio di visitare le trincee in ottime condizioni sopratutto per avere un’idea della drammaticità degli eventi , dove dal cippo del Generale Euclide si può ammirare la Piana di Marcesina e tutti i vari teatri di grandi battaglie Ortigara , Portule , Zebio e tanti altri basta lasciare spaziare l’occhio , poi dopo essere saliti sul monte Fior si scende fino a Malga Nova e si va a visitare l’osservatorio Montagna Nova per poi ridiscendere fino a Malga Slapeur passando per la Citta di Roccia

Cenni storici 

Selletta della stringa

Questa piccola selletta metteva in comunicazione il monte Castelgomberto e il monte Fior , e divenne uno degli obiettivi principali dei reparti austroungarici per penetrare nel sistema difensivo italiano di Melette di Foza , l’attacco venne respinto il 2 giugno del 1916 dopo una strenua lotta dal Battaglione Alpino Morbegno e Monviso comandato dal Col. Pirio Stringa , l’attacco riprese il 5 giugno dopo un prolungato tiro di artiglierie senza riuscire ad conseguire dei risultati , dovuto anche al cambiamento metereologico repentino , il giorno 7 giugno dopo un violentissimo bombardamento preparatorio riuscirono a penetrare prima sulla selletta difesa eroicamente dagli alpini e fanti della leggendaria Brigata Sassari costringendo gli italiani ad arretrare sul monte Spil e Miela . In questi aspri combattimenti peri il Sottotenente triestino Guido Bruner inquadrato nell’8° compagnia della 152° Reggimento della Sassari , ed insignito con la medaglia d’oro al valor militare , sotto falso nome essendo lui considerato un irridentista Triestino .

Monte Castelgomberto

Monte Castelgomberto era il perno centrale di tutta la parte di fronte delle Melette di Foza basti vedere le sue postazioni , trincee e camminamenti , per non parlare dei numerosi appostamenti da mitragliatrice in caverna , il 16 novembre saliva da malga Lora la Brigata Perugia comandata dal Col.Brig. Euclide Turba che prima presidio il monte Castelgomberto e poi assunse la difesa del monte Fior , la mattina del 23 novembre fu colpito dall’esplosione di un grosso calibro e cadde ucciso . Il 4 dicembre i reparti di assalto austriaci salendo tra Tondecar e Badenecche scardinando la difesa da parte dei Bersaglieri risalendo la Val Vecchi senza incontrare troppa resistenza. Alla fine stremati senza viveri e munizioni all’addiaccio e senza ripari i battaglioni del Maggiore Boffa dovettero arrendersi i comandi austroungarici resero onore ai superstiti e l’imperatore Carlo I concesse al comandante di tenere la spada in prigionia .

Mia carissima 

Tace la bolgia infernale .Oggi giornata memorabile .Mi dispiace non avere tempo di scriverti , per esteso , fatti , sensazioni , trepidazioni ,ecc. Tra un fuoco violento la battaglia ha infuriato per più di 6 ore con varia vicenda , ma in ultimo per nostra fortuna il sopravvento e stato nostro e la violenza nemica si e rotta contro la nostra volontà . Su queste alte vette , fra nevi e sotto il sole , fra gli scoppi ed i sibili di tutte le specie e gradazioni passano i nostri giorni di distruzione e di speranza . Penso a te , penso a chi mi vuole bene e trovo serenità. tuo per sempre Euclide 

Lettera del Generale Euclide Turba alla moglie Emira Ferrari scritta in questa caverna osservatorio di monte Castelgomberto la sera del 22 novembre 1917 

8 giugno 1916….Mandiamo gli ordini opportuni . Retrocedere di cinquecento metri , sempre sul ciglione di monte Fior , fino a prendere contatto con gli altri due Battaglioni di sinistra … Ordine perfetto , silenzio assoluto , massima calma . Portandoci dietro i gravi entro i teli tenda ; i leggeri e impossibilitati a camminare , a cavalcioni sulle spalle ; gli altri , sorretti a braccia . A piccoli gruppi isolati a distanza abbiamo raggiunto l’altro mezzo battaglione che già lavorava a scavare trincerette . Gli ufficiali di copertura sparavano a salve di tratto in tratto . Nessuno si era accorto di nulla .Era una manovra di piazza d’armi quella , non era una ritirata sul campo di battaglia ! Ma su tutti i volti era calato un profondo velo di mestizia . La Sassari per la prima volta , retrocedeva davanti al nemico …Le baionette cedevano davanti al cannone … Alfredo Graziani Tenente del 151° Rgt. Brigata Sassari “Fanterie Sarde all’ombra del Tricolore “

Le perdite subite in queste lunghe e cruenti battaglie furono grandissime per il XX e XXII corpo d’armata italiano : 700 ufficiali e 18000 soldati di truppa , con 14000 prigionieri .

A chi volesse approfondire l’aspetto storico di questi luoghi : Uomini contro (film di Francesco rosi 1970) e Un ammo sull’altipiano di Emilio Lussù , Le tappe della disfatta di Fritz Weber , Le scarpe al Sole di Paolo Monelli

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Monte Castelgomberto 

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858 Campanella – Meletta – Bocchetta Slapeur

Pubblicato da luke007 in 29 gennaio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h40  Ritorno : 1h45

Dislivello totale : 660 m    

Quota massima raggiunta  :  1693 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo essere arrivati ad Asiago si prosegue prima verso Gallio e poi verso Foza , arrivati a Località Campanella si nota uno spiazzo sulla sinistra e si intravede il segnavia per il sentiero 858 , questo sentiero a me è piaciuto sopratutto nella parte alta delle Melette di Gallio , attraversa dei pascoli privi di piante passando per Malga Meletta Davanti , molto bella anche la parte boschiva che entra in un bosco tipico di questo luogo , si sale fino alla Bocchetta Slapeur e per poi arrivare alla malga Slapeur , io a dire la verità l’ho usato per scendere dopo essere salito per la Val Miela 861 , giusto per non ridiscendere dallo stesso sentiero , non presenta difficoltà di nessun tipo anche se all’inizio e un po pendente e nella fase del uscita nel prato della malga bisogna guardare bene i segnavia , anche se a quel punto sbagliare e impossibile. Volendo si può anche scendere dalla Val Miela , ma il suggerimento che vorrei darvi è di fare il contrario ed usare 858 per scendere , comunque pressapoco i tempi sono molto simili 1h20 per la 861 Val Miela a scendere e 1h45 per il 858 Campanella , da l’imbocco dei due sentieri ci sono circa 10-15 minuti di cammino su strada asfaltata , anche se poco trafficata .

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Werk Campo Luserna ” Il Padreterno”

Pubblicato da luke007 in 25 gennaio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago, Forti. Lascia un commento

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Per raggiungere questo Forte si deve salire in auto fino a Luserna , attraverso la strada della Valdastico che porta negli altipiani di Lavarone e Folgaria , arrivati a Monterovere  , si trovano le indicazioni per Luserna , li si lascia l’auto e si prosegue a piedi per circa 40 minuti prendendo il sentiero contrassegnato come Forte Campo Luserna . Il sentiero e molto piacevole da percorrere e dopo aver visitato il Forte e i due avamposti si può rientrare attraverso Malga Campo che riporta attraverso un’altro sentiero a Luserna .

Piccole Riflessioni personali

Il percorso è descritto sul fondo del post , perche volevo dare l’importanza che merita questo luogo di grande Sofferenza , spero vivamente voi che mi seguite prendiate il tempo per leggere bene questo post che non solo aiuta a capire le condizioni di vita dei soldati ma spero serva a non dimenticare,  che la guerra non porta vincitori ne vinti ma solo morti e feriti . Attualmente il forte e in restauro per la copertura ed evitare che rimangano solo le rovine , solo visitandolo potrete tentare di comprendere la vita di chi e rimasto sotto il bombardamento delle granate rinchiuso nelle casematte del forte per giorni .

Il Forte

Il forte sorge in una collina a quota 1549 , sopra l’omonimo paese , e stato costruito nel 1908 , l’opera e molto imponente e assieme al Forte Verle permetteva di controllare totalmente la Val D’assa , era composto da una casamatta principale e due avamposti orientati in diverse posizioni : l’avamposto Viaz con una cupola corazzata fissa verso Malga Campo e parte alta della Val Torra verso est a quota 1507 , poi l’Oberwiensen con una batteria di fanteria posta sotto la cupola corazzata fissa orientata verso ovest , sopra Luserna per controllare la Vald’astico a quota 1517 , tutte la opere presentavano collegamenti con gallerie e trincee con posti guardia che ne controllavano gli accessi . La casamatta principale aveva un volume di 200.000 metri cubi , la più imponente opera fortificata dell’impero , basti pensare che il werk Gschwent era di 100.000 metri cubi , fu scavata in parte nella roccia e costituita da 3 piani  e per impedire gli attacchi fu circondato di reticolati e furono scavati dei fossati larghi 10 metri ed alti 4 , con diverse mitragliatrici posizionate nella controscarpa , inoltre fu munito di 14 riflettori da 21-35 mm per sorvegliare meglio la zona : 6 illuminavano il caposaldo , 3 sull’avamposto di Oberwiensen e 2 sul Viaz , i restanti erano posizionati nel fossato di gola .

Il forte era in grado di ospitare un guarnigione di 310 uomini , aveva una centrale elettrica autonoma , depositi di carburante ed un sistema di sollevamento idrico da 1200 l/h , dentro erano montato sistemi di ventilazione sia manuale che elettrico e munito di sitemi di comunicazione telefonica con una centrale a Monterovere e linee dirette con il Verle , con cima Vezzena esisteva anche una linea per l’artiglieria , inoltre poteva mettersi in contatto con la centrale ottica di monte Rust e il  Gschwent ed il Cherle dall’avanposto Oberwiensen senpre attraverso riflettori ottici .

Armamento

L’armamento del forte era costituito da 4 obici da 105 mm in cupole corazzate girevoli (in acciaio) dello spessore di 250 mm, due cannoni da 80 mm a tiro rapido in casamatta corazzata, 2 cannoni da 60 mm a tiro rapido per la difesa ravvicinata, oltre a 19 mitragliatrici

Cenni storici

Il forte Luserna per la posizione in cui si trovava , uno dei punti più sensibili dell’altipiano e soprannominato dagli italiani il ” Padreterno ” data la sua mole e la struttura , visse delle vicende drammatiche , quest’opera presa di mira da bombardamenti continui ed incessanti provenienti da molteplici parti come Forte Verena , Forte Campolongo , Porta Manazzo , Forte Campomolon ed a attacchi anche dalle foreste del Posellaro e come descrive negli atti del Tribunale di Guerra di Trento : Il giorno 25 maggio 1915 il forte Luserna fu bombardato dalle artiglierie italiane per tre giorni ininterrottamente colpendolo con circa 5000 proiettili di diverso calibro , ma in special modo con pezzi da 280 mm abbattendo tutte le cupole corazzate e anche quella di centro dello spessore di 500 mm la guarnigione per tre giorni e tre notti non riuscirono a riposare e mettersi in comunicazione con l’esterno perche furono divelti anche i collegamenti dei fili telefonici situati a due metri dentro la roccia .

La Resa

Dai dati posseduti ne deriva che il forte dal 24 maggio 1915 al 20 maggio 1916 fosse stato colpito da circa 200 proiettili calibro 305 mm , circa 8100 proiettili calibro 280 mm e da oltre 16000 proiettili calibro 149 mm , una tempesta di fuoco che avrebbe compromesso qualsiasi mente umana . La durata dei bombardamenti fu intensissima data anche dalle differenze di altitudine dei forti italiani posizionati a 1900 metri di quota e dai 1549 del forte Luserna , l’impossibilità di riposare della guarnigione , generate anche dalla difficoltà respiratoria dei fumi delle granate , e la possibilità di esplosione dei depositi sia di munizioni che di carburanti , hanno fatto si che il Comandante Emanuel Nebesar in consiglio di guerra l’abbandono del Forte alle 16.30 del 28 maggio , issando sul forte 4 bandiere bianche , nell’avvistare le bandiere sia dal Verle che dal Gschwent per impedire al nemico di impossessarsi del forte creando così un varco sulle linee impossibile da ricucire iniziarono a bombardare il forte e le zone limitrofe verso la zona Malga Campo , dopo mezz’ora dall’accaduto il volontario Jochler riuscì a raggiungere il forte e strappare le bandiere , il comandante Nebesar sottoposto alla corte marziale venne poi assolto perche non si fosse trattato di un gesto di Viltà ma di una debolezza generata dalle condizioni psichiche e fisiche degli intensi bombardamenti , se il forte fosse caduto le linee nemiche si sarebbero spostate molto più a nord , dopo aver sostituito il comandante il giorno 30 maggio il forte e stato riportato in grado di sparare.

Resoconto storico del Tenente di Artiglieria Austroungarica  Fritz Weber , in forza sul Forte Verle  (tratto dal libro “le Tappe della Disfatta ” di Fritz Weber )

Nel frattempo, si svolge a Luserna una tragedia provocata dalla perdita di controllo dei propri nervi, e che, per vero miracolo, non provoca la perdita dell’intera linea del Lavarone. Il comandante, certo tenente Nebesar, nel timore di una sorpresa nemica, aveva tenuto in piedi tutti i suoi uomini per tre giorni e tre notti, senza lasciarli andare a dormire. Un allarme si susseguiva all’altro, le torrette erano occupate in permanenza e nelle postazioni per le mitragliatrici vegliavano uomini spossati dalla stanchezza. Tutto ciò, perché il cervello, che doveva comandare; era incapace di valutare esattamente la situazione, in cui il forte si trovava e di superare una paura cronica. Nel corso della mattinata, Luserna ci informa che, nella foresta di Brusolada , gli italiani stanno operando un concentramento, in vista, certo, di un attacco al forte. Ci affrettiamo a puntare i nostri cannocchiali sul punto indicato, ma non riusciamo a scorgere un solo soldato italiano. La foresta del resto è troppo lontana da Luserna per venir presa in considerazione come punto di partenza per un attacco. Senza badare alle nostre osservazioni, Luserna apre il fuoco. Per ore intere le granate cadono tra gli alberi di Brusolada, senza riuscire a snidare l’ombra di un italiano. Dopo il furioso bombardamento, Luserna gira le sue cupole corazzate e tace, mentre il fuoco italiano continua. Intanto, abbiamo fatto il calcolo che, in ventiquattro ore, la media dei proiettili caduti sulle casematte e sulle batterie è del novantacinque per cento. Da solo, il numero delle granate da 280 è non meno di trecento. Verso le 16, l’osservatore di servizio, nella torretta corazzata girevole, comunica che quattro bandiere bianche sono state issate su Luserna. Non possiamo credere alla cosa e fremiamo di sdegno. Se uno dei forti cade, tutta la linea va in pezzi. La campana d’allarme squilla. In pochi minuti centinaia di uomini corrono lungo i corridoi, salgono le scale di ferro, raggiungono i loro posti. Su Luserna sventolano effettivamente quattro bandiere bianche, visibili a occhio nudo. Il nemico si è reso perfettamente conto della gravità del momento. La fanteria italiana è già davanti a Luserna! La nostra batteria di cannoni apre il fuoco. Bianche nuvole di shrapnels si alzano sopra la massa degli attaccanti. Anche Gschwendt spara, deciso esso pure a evitare la catastrofe. L’attacco è respinto. Si vedono gl’italiani ritirarsi sotto la violenza del nostro fuoco di distruzione. Una delle bandiere bianche viene abbattuta da una granata e poco dopo anche le altre cadono. Una pattuglia di territoriali tirolesi le ha tolte. Le discussioni intorno al «caso Luserna ~ dovevano protrarsi per lungo tempo, anche dopo che la guarnigione del forte, sotto la guida del nuovo comandante, tenente Schlaufer, ebbe compiuti miracoli di valore, dissipando, col sacrificio di molte vite, ogni dubbio sul proprio coraggio. Quel cumulo di rovine doveva venir difeso per un anno intero, contro forze cento volte superiori, dagli stessi uomini che, per ordine di un pazzo, avrebbero voluto quel giorno arrendersi al nemico. Soltanto chi per settimane intere è rimasto chiuso in uno scatolone di cemento, sotto il martellare delle granate, può rendere giustizia agli uomini di Luserna. La guarnigione era composta dagli stessi soldati fidati e valorosi, che costituivano le guarnigioni degli altri forti. La colpa fu tutta del comandante, pazzo più che vile. Fu un gravissimo errore scegliere gli ufficiali destinati a posti di cosi grave responsabilità non secondo le loro attitudini, ma esclusivamente secondo il loro rango. Solo uomini dai nervi d’acciaio possono sopportare questo genere di guerra, unicamente paragonabile a una battaglia navale, la quale, invece di durare qualche giorno soltanto, si protragga per. settimane e mesI. .Per ordine del tenente Nebesar, prima del tentativo di resa le culatte dei cannoni di Luserna erano state buttate nelle cisterne, gli impianti elettrici distrutti, i manicotti delle mitragliatrici forati. Il nuovo comandante e i suoi due collaboratori, i cadetti Deutschmann e Wolfrum, dovevano riuscire a riparare questi danni con ammirabile energia, facendo di Luserna quello che essa rimase per un anno intero: uno dei punti più gloriosi della difesa del Trentino. Fritz Weber

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IL SENTIERO DA PERCORRERE PER RAGGIUNGERE IL FORTE 

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  0h40 

Dislivello totale : 216 m    

Quota massima raggiunta  :  1549 m

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611 Casotto – Val Torra – Malga Croier

Pubblicato da luke007 in 22 gennaio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago, Lavarone. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h00 

Dislivello totale : 975 m    

Quota massima raggiunta  :  1410 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la strada che sale la Val D’astico direzione Lastebasse Folgaria , si arriva alla cava appena dopo San Pietro di Valdastico , si gira a destra per il ponte e si gira di nuovo a destra fino ad arrivare all’abitato di Casotto , li si può mettere l’auto in basso lungo la strada nel piccolo posteggio a sinistra e salire a piedi fino alla Chiesa , oppure salire in auto e posteggiarla vicino alla Chiesa . Poi appena superata la chiesa e poco prima della fontana sulla sinistra ci sono i segnavia dei due sentieri che partono da li . Salendo sul prato ed uscendo dall’abitato di Casotto si incrocia la strada forestale che porta in quota , percorsi un 150 metri si trova il bivio con il 605 che sale a sinistra mentre mantenendo la destra si sale sul 611 , la strada e in buona parte asfaltata ed e molto panoramica poi diventa sterrata ed iniziano alcuni pezzi di sentiero fino ad arrivare alla malga Croier , molto bella e anche la malga con dei panorami molto belli , se si mantiene la sinistra si può proseguire fino ad arrivare a Luserna in circa 45 minuti , molto utile quindi se si sale dal 605 , mentre se si mantiene la destra si prosegue per il 621B che porta a malga Camporosà per poi eventualmente scendere dal 611 ( io consiglio di fare il contrario salire dal 611 ), in ogni caso i due sentieri sono molto ripidi e richiedono un discreto impegno , diciamo che il problema di questi due sentieri è che praticamente portano solo in giro a malghe e quindi trovarle aperte bisogna aspettare il momento della transumanza , o in alcuni casi come mi pare la Malga Campo sia aperta anche di sabato e domenica (tempo permettendo ). Si può anche salire da questo e proseguire verso Luserna per poi scendere dal 605 , anche in questo caso io farei il contrario cioè salirei dal 605 e scenderei dal 611. Per collegare sul fondo valle i sentieri 611 e il 621 a mio avviso è opportuno lasciare l’auto nel piccolo posteggio situato sotto il paese di Casotto , e salire dal 621 che si trova in località Lucca , vedi post del 621 .

Ricordo inoltre che a Luserna ci sono molti sentieri ad anello che girano intorno alla Zona opportunamente segnalati come ” il sentiero dell’immaginario ” , ” il sentiero della primavera ” , ” Sulle tracce dell’orso ” ed altri ancora . anche se devo dire con rammarico non siano tanto ben segnalati lungo il percorso  , vi allego i numeri dell’ufficio informazioni per eventuali richieste .

Luserna, un piccolo paesino di montagna a 1333m., localizzato a Sud Est di Trento, rappresenta ormai l’ultima isola dove la lingua cimbra, un antico Bavarese, viene ancora correttamente parlata dal 90% della popolazione.

Informazioni a Luserna
Tel. 0464/789641 Cel. 366/4394630
E-mail: luserna@folgarialavaroneluserna.it
Web: http://www.folgarialavaroneluserna.it

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605 Località Casotto – Luserna

Pubblicato da luke007 in 21 gennaio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago, Lavarone. 6 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h30 

Dislivello totale : 900 m    

Quota massima raggiunta  :  1330 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver preso la strada che sale la Val D’astico direzione Lastebasse Folgaria , si arriva alla cava appena dopo San Pietro di Valdastico , si gira a destra per il ponte e si gira di nuovo a destra fino ad arrivare all’abitato di Casotto , li si può mettere l’auto in basso lungo la strada nel piccolo posteggio a sinistra e salire a piedi fino alla Chiesa , oppure salire in auto e posteggiarla vicino alla Chiesa . Poi appena superata la chiesa e poco prima della fontana sulla sinistra ci sono i segnavia dei due sentieri che partono da li . Il sentiero 605 porta a Luserna come del resto anche il 601 già postato in precedenza , ma qui cambia tutto , questo sentiero e uno fra i più belli che io ho potuto praticare , molto panoramico e passa in piccole baite dove l’unico modo per portare su qualcosa e per mezzo di piccole funicolari , presenta inoltre dei passaggi in 3 valli , la Val torra , la Val grossa e la Val Troghel , con un paio di salite in piccoli canaloni , fino al passare sotto a cengie strapiombanti  ma niente di pericoloso , solo richiede una buona preparazione fisica per affrontare la pendenza notevole , resterete ammagliati da questo piccolo paradiso . La discesa può essere fatta dal sentiero stesso , se si hanno due auto si può scendere anche dal 601 , io consiglierei come ho fatto io di scendere dal 621B-611 , ma per fare questo ci vuole un ottimo senso di orientamento e la capacita di leggere bene le cartine , ma comunque e una cosa fattibile. Mi sembra esista un collegamento che porti a malga Croier e che quindi colleghi Luserna (605) con malga Croier (621-611) per quindi poter discendere a Casotto .

Ricordo inoltre che a Luserna ci sono molti sentieri ad anello che girano intorno alla Zona opportunamente segnalati come ” il sentiero dell’immaginario ” , ” il sentiero della primavera ” , ” Sulle tracce dell’orso ” ed altri ancora . anche se devo dire con rammarico non siano tanto ben segnalati lungo il percorsi , vi allego i numeri dell’ufficio informazioni per eventuali richieste .

Luserna, un piccolo paesino di montagna a 1333m., localizzato a Sud Est di Trento, rappresenta ormai l’ultima isola dove la lingua cimbra, un antico Bavarese, viene ancora correttamente parlata dal 90% della popolazione.

Informazioni a Luserna
Tel. 0464/789641 Cel. 366/4394630
E-mail: luserna@folgarialavaroneluserna.it
Web: http://www.folgarialavaroneluserna.it

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