Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Sentiero Posina – Passo Xomo

Pubblicato da luke007 in 5 giugno 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Posina. Lascia un commento

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h45

Dislivello totale : 532 m    

Quota massima raggiunta  :  1057 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero salendo verso Posina , giunti in paese si supera la chiesa e si tiene la destra fino ad arrivare dove parte la strada asfaltata che sale a Passo Xomo , li si può mettere l’auto per poi salire sulla strada circa 100 metri sulla sinistra si inizia a salire per una stradina carrareccia , dove il cartello invecchiato nel tempo riporta le scritte ” Giro delle Contrade A2″ e “sentiero Monte Alba ” , che porta su fino al Passo , questo sentiero e molto bello e segnalato ma non presenta la numerazione del CAI passa per alcune contra di poche case molto belle ed incrocia in alcuni casi la strada asfaltata , fino ad arrivare al Passo dello Xomo , non presenta difficoltà ed e praticabile per tutti se si percorre con il tratto che porta prima al Monte Alba e poi si arriva a colletto di Posina per poi discendere dal 499 si va a completare un anello interessante , oltre che ritornare dove si era messa l’auto.

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Monte Alba

Pubblicato da luke007 in 2 giugno 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Posina. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h40

Dislivello totale : 350 m    

Quota massima raggiunta  :  1230 m

Per raggiungere questo Monte che fa da spartiacque tra la val Posina e la Val Leogra ci sono diversi sentieri che lo possono raggiungere il più facile salire in auto da Posina , da Ponte Verde oppure da Passo Santa Caterina fino a Passo Xomo , e poi si imbocca il sentiero . A piedi da Posina per il 499 passando quindi dal colletto di Posina . A piedi dalla Strada asfaltata che porta da Santa Caterina fino al Passo Xomo attraverso il sentiero 401. In ogni caso poi dovrete ritornare a dove avete messo l’auto e questa cosa dev’essere tenuta bene a mente . Se vi posso consigliare io salirei dal 499 per il colletto di Posina , prenderei a destra salendo sul monte Alba e poi scenderei da Passo Xomo verso Posina così facendo si può visitare il monte Alba e rientrare dove c’e l’auto senza grosse difficoltà .Questo percorso e segnalato con un pallino rosso su alcune piante , ma non fa parte del sentiero CAI , non presenta difficoltà tecniche , qualche variazione di pendenza ma niente di che , viene utilizzato sopratutto in quelle 2 occasioni all’anno per due gare di corsa in montagna : la Maratona alpina organizzata dalla Gruppo Escursionisti Scledensi di 42km , oppure nella Trans D’Havet 80 km , altrimenti e poco frequentato . Il sentiero per la maggior parte si snoda sul ciglio dei trinceramenti del periodo del 1915-1918 , molto bello e poco frequentato propone nelle parti in cui la visibilità del fogliame boschivo permette dei panorami molto interessanti .

Itinerario 25

Esiste inoltre nel Libro di Liverio Carollo “Guida escursionistica della Val Posina ” un’altro collegamento più in basso sotto la contrà Zamboni di sotto contrassegnato con il tratteggio 25 che collega passando per i Fuccenecco , Telder , Collo , Leparo Rossetti e ritorna in contra Ballan , ma io non l’ho ancora provata anche se devo dire che il Prof. Carollo sia quello che conosce meglio questa fantastica Valle.

Cenni storici 

Il monte Alba risulta molto trincerato fin dalla partenza a Colletto di velo , anche se ormai e ricoperto bosco , la sua importanza strategica era alta sopratutto per il punto di osservazione nella valle , la possibilità di collegamento tra il Pasubio e Novegno , e salvaguardare la Val Leogra garantendo cosi la possibilità di approvigionamenti fino a Passo Xomo e quindi in Pasubio.

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499 Posina – Colletto di Posina

Pubblicato da luke007 in 1 giugno 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Novegno, Posina. Lascia un commento

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h45

Dislivello totale : 532 m    

Quota massima raggiunta  :  1057 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero salendo verso Posina , superato il centro si arriva all’imbocco della strada che porta a Passo Xomo , li esiste un ampio posteggio per mettere l’auto , oppure si può metterla nei campi sportivi di Posina . Si torna indietro a piedi verso la chiesa di Posina che dista circa 150 metri , si scende verso il fiume e si arriva nei campi sportivi , mentre in fondo all’imbocco del ponte si noterà il segnavia di partenza del sentiero 499 il sentiero non presenta difficoltà e sale abbastanza costante passando da tratti di prativo a quello boschivo , all’altezza di contrà Ballan si può notare il bivio di collegamento con il 492 anche se fisicamente non è segnalato , si continua a salire in mezzo il bosco fino a raggiungere il colletto di Posina , si tratta di una forcellino con il bivio di raccordo di alcuni sentieri , il 401 che salendo porta sul Forte Rione e in Busa del Novegno passando per il monte Calliano (dove era alloggiato un cannone da 149 che sparava in Pasubio ) , mentre quello che scende porta nella strada asfaltata di collegamento tra Santa Caterina e Passo Xomo . Se invece si mantiene la destra si va a salire sul monte Alba , che era il collegamento in quota tra il Novegno , il Passo Xomo e le 52 gallerie , quindi il Pasubio. Il sentiero è un’antica via di comunicazione tra la Val Leogra e la Val Posina , nonostante tutto essendo un pò in disuso e in buone condizioni anche se numerosi lavori boschivi ne fanno un po perdere la traccia .

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Monte Priaforà

Pubblicato da luke007 in 31 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Monte Novegno, Posina. Lascia un commento

Priaforà

Tempo di percorrenza del sentiero 435 solo andata  :  2h40 

Dislivello totale : 750 m    

Quota massima raggiunta  :  1659 m

Dopo essere saliti da Schio dalla zona di Poleo e passati per Santa caterina superato l’albergo San Marco si giunge il località Cerbaro , mentre se si sale da Santorso passando prendendo la strada per San Ulderico si può salire nella stessa località. Giunti a Cerbaro si mette l’auto nell’ampio posteggio e si procede verso il campeggio a sinistra passato l’agriturismo si nota la carrareccia che porta a Passo Campedello e monte Priaforà.
Il sentiero presenta qualche salita di media pendenza ma e molto bello e interessante, sopratutto nel periodo estivo e primaverile (anche se risulta molto percorribile anche nel periodo invernale vista la sua scarsa pericolosità) . Nel visitare il sistema molto bello dei cunicoli posti sulla base sommitale del Priaforà si raccomanda L’USO DI UNA TORCIA , ma sopratutto il soffermarsi e l’ammirare la grande opera di difesa fatta dall’uomo su quel monte . Ci sono altre vie per salire al Priaforà come il 477 ed il 480 , ma il 435 resta la via più classica , le foto che ho pubblicato sono molto riduttive , la visione panoramica di questa quota e unica , ed e stata importante presidio nel periodo bellico del 1915-1918 , se ci salirete lo potrete capire da soli . Mi sembrava doveroso pubblicarlo da solo come un itinerario storico di grande importanza sia per le postazioni che per i fatti bellici che si sono verificati in questa quota e come del resto lungo la linea Cima Alta , Postazioni Vaccaresse , forte Rione , monte Caliano.

Cenni storici

Il monte Priaforà fu un grosso punto di riferimento per la grande visuale verso la valle di Arsiero , dapprima conquistato dai Battaglioni Kaiserjaeger.
Il 29 Maggio, preceduti da forte bombardamento d’artiglieria, gli Austriaci (Battaglioni Kaiserjaeger) riprendono furiosi attacchi contro i ripidi versanti della dorsale montuosa. Il 30 Maggio 1916 la linea italiana viene intaccata con la perdita del Priaforà, propaggine Nord del Novegno.
Ultimo giorno di Maggio: la linea italiana, difesa nella zona del Novegno dalla 35a Divisione e dalla 9a Div. più a Est, corre dalla cresta di questo per scendere fino a passo Campedello e risalire al trincerone di Monte Giove, di fronte al Priaforà. Da qui la linea corre sulla sommità dei Colletti di Velo per entrare in Val d’Astico davanti al paese di Velo d’Astico, abbandonato.
Quindi la linea prosegue per il fondo valle fino alla frazione Seghe di Velo e, passato l’Astico al ponte di Schiri, risale le pendici di Monte Cengio.
Gli attacchi austroungarici riprendono i primi di Giugno soprattutto contro Monte Giove e i Colletti di Velo, ma il forte sbarramento di artiglieria italiano, specie delle batterie piazzate sul Monte Summano, impediscono seri vantaggi per il nemico.
Il 12 Giugno un formidabile schieramento di artiglieria posto soprattutto sull’altopiano di Tonezza, apre la strada all’attacco delle fanterie austriache contro il trincerone di Monte Giove. La linea italiana sembra cadere, ma un provvidenziale sbarramento di artiglieria costringe gli austriaci a riparare nelle proprie trincee.

Gli ultimi attacchi nemici e la sospensione dell’offensiva (11-18 giugno)

Per poter proseguire con l’offensiva, il XX. Armeekorps austro-ungarico doveva avanzare dal monte Priaforà per conquistare il Passo di Campedello e da qui scendere sull’altopiano del Tretto e poi nella piana di Schio, per tagliare le vie di rifornimento dei reparti italiani sul Pasubio e di quelli della 9a divisione che si trovavano sui Colletti di Velo e sul monte Summano, costringendoli alla resa. In tal modo avrebbe potuto aggirare e catturare anche le batterie del 140° Gruppo d’artiglieria d’assedio, piazzate sul rovescio della lunga dorsale che delimita a sud-ovest la conca di Arsiero, il cui fuoco incessante impediva alla 3a divisione di fanteria “Edelweif3” di dilagare nella pianura vicentina. L’attacco decisivo alle linee italiane dal monte Giove al monte Novegno ebbe inizio alle 6,30 del 12 giugno con un violento bombardamento dell’artiglieria austro-ungarica, che impiegò 264 pezzi di vari calibri, compresi sei mortai da 24 cm e quattordici da 30,5 cm, l’obice “Gudrun” da 38 cm piazzato in Val di Campoluzzo e perfino i tre obici italiani da 280 mm catturati sul Soglio del Lovo, in alta val Posina. Il fuoco di preparazione investì la linea difensiva presidiata dai reparti della 35a divisione italiana, il cui tratto più debole era il “trincerone” del monte Giove, un muraglione di pietre a secco eretto a cavallo della dorsale per dividere i pascoli di Malga Campedello da quelli di Malga Vaccarezze, privo di traverse che potessero limitare gli effetti di una granata caduta eventualmente al suo interno, che doveva essere presidiato costantemente da numerose truppe anche durante i bombardamenti, perché nelle vicinanze non c’erano ricoveri in caverna né costoni di roccia dietro ai quali ripararsi. La 35a divisione italiana schierava fra il monte Spin e il monte Vacca resse il I e il Il battaglione del 63° fanteria della brigata Cagliari, col 111battaglione del 70° fanteria della brigata Ancona di rincalzo; nella conca del Passo Campedello i battaglioni alpini Cividale e Monte Clapier, fra il monte Giove e il monte Brazome il I e il Il battaglione del 69° fanteria della brigata Ancona in prima linea e il III di rincalzo. La sua artiglieria disponeva complessivamente di 29 cannoni, dodici dei quali da 65 mm da montagna, quattro da 105 e tredici da 149. Dopo circa 4 ore di intenso bombardamento, le batterie austro-ungariche allungarono il tiro e grossi reparti del I e Il battaglione del 4° reggimento Kaiserjager, dotati di numerose mitragliatrici, tentarono due volte di attaccare le posizioni italiane del monte Giove, convinti che i difensori fossero stati annientati o costretti a ritirarsi, ma furono tenacemente respinti dai fanti del 69° reggimento della brigata Ancona. Nel corso della notte, le compagnie del genio aggregate alla 35a divisione ripararono i danni prodotti alle trincee dal bombardamento nemico, ripreso con intensità dopo che era stato respinto l’attacco dei Kaiserjager, e scavarono ulteriori difese accessorie; inoltre furono predisposte scorte di munizioni, viveri di riserva e acqua per evitare i movimenti delle corvee durante il giorno.

Fonte : La strafexpedition di Siro Offelli

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477 Sentiero del Monte Aralta

Pubblicato da luke007 in 30 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Monte Novegno, Posina. 4 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h50

Dislivello totale : 944 m    

Quota massima raggiunta  :  1364 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero salendo verso Posina , arrivati all’abitato di Castana davanti alla Trattoria da Gek ovvero nel posteggio del ristorante a sinistra salendo , si nota una stradina che prosegue nei campi e costeggia il torrente Posina per poi superare il canale idrico sopraelevato ed iniziare la salita per il monte Aralta attraverso una carrareccia con alcuni tagli di percorso fattibili solo a piedi , si sale mantenendo il monte sulla destra , sul monte sono posizionate le antenne di ricezione per le trasmissioni radiotelevisive , si sale senza grosse difficoltà tecniche ne fisiche il sentiero e molto bello e presenta nella parte alta nomerose postazioni in trince con trinceramenti che raggirano la parte sommitale del Monte Priaforà , di notevole importanza strategica come quella parte del Novegno che guarda verso la Val Posina , Arsiero , Cogollo quasi come fosse l’occhio di sorveglianza nel passaggio in valle , mentre sulla zona del Roccolo Bagattini si possono notare ancora le piazzole di tiro dell’artiglieria , ed un altra postazione e situata sul Roccolo dei Sogli , questo comunque e un sentiero molto interessante sia per il panorama raggiunto in quota che per la sua importanza strategica nella difesa del Monte Priaforà , che vi invito in un prolungamento del percorso a visitare , con la torcia per poter entrare nelle gallerie di appoggio , grossa importanza anche il Monte Novegno sulla zona di controllo della Cima Alta e Postazioni del Vaccaresse . Prendetevi il tempo di visitare questi luoghi che sono stati recuperati per avere un’idea dei sacrifici e delle vicissitudini della Guerra , questo è un teatro meno conosciuto di altri campi di battaglia , ma la strategia di questo luogo parla da se . Il sentiero finisce nella selletta Giove- Branzomè , ma presenta sbocchi molto variegati per poterne gustare appieno la sua bellezza , il ritorno può essere fatto anche dal 480 scendendo a Fusine e poi attraverso la strada di Posina fino a Castana , sono circa 2 km , altrimenti raggiungendo passo Campedello e poi il Monte Priaforà per poi scendere attraverso la prima parte del 466 fino al raccordo e ridiscendere per lo stesso sentiero 477.

Cenni storici

Verso le 9 antimeridiane del 29 maggio, dopo aver attraversato il torrente Posina col favore della nebbia, cinque compagnie e mezza del 1° reggimento Kaiserjager, da ovest, e una compagnia del 4°, salita per la strada militare del versante nord-est, attaccarono con azione avvolgente il monte Aralta, un modesto rilievo del contrafforte settentrionale del Priaforà, difeso da tre compagnie del Il battaglione del 209° reggimento fanteria della brigata Bisagno, le cui posizioni erano state bombardate dall’artiglieria nemica fino alle 11 del mattino, quando furono attaccate dai Kelserjeqer, che alle 12,45 riuscirono a soverchiare le tre compagnie italiane accerchiate, che subirono la perdita di 9 ufficiali e 465 militari di truppa, per la maggior parte fatti prigionieri. I pochi superstiti si erano ritirati verso la cima del Priaforà, abbandonando sul monte Aralta un cannone da 75 A della 509a batteria, inseguiti lungo la dorsale dai Kaiserjager, che catturarono nel pomeriggio anche i due cannoni da 149 G della 507a batteria piazzati al Roccolo dei Sogli. . Alle 9,45 del mattino seguente, il distaccamento d’avanguardia del 1° reggimento Kaiserjager, composto di 80 uomini con due fucili mitragliatori Madsen M. 15, sorprese e mise in fuga la pattuglia italiana che presidiava la vetta del Priaforà, conquistando la sommità del monte, dove fu raggiunto poco dopo dall’intera 6a compagnia, che aveva trascorso la notte nei pressi della baita Fontana, a nord della cima. La vetta del Priaforà era rimasta indifesa a causa di un banale errore, perché 1’8a compagnia del 209° reggimento fanteria della brigata Bisagno, che la sera prima era stata mandata a difendere la cima, non pratica della zona e disorientata dalla fitta nebbia, si era fermata sul dosso di quota 1558, situato circa 300 metri più a sud lungo la stessa dorsale, credendo di aver raggiunto la posizione cui era stata destinata. Nella stessa mattinata, reparti del I battaglione del 209° fanteria della Bisagno e del battaglione alpini Monte Clapier tentarono di riconquistare l’impervia cima del Priaforà, attaccando per la stretta cresta scoperta che la collega al monte Giove, ma furono respinti dal nemico ormai ben rafforzato sulla posizione. Gli stessi ostacoli ambientali e la tenace difesa italiana fermarono anche i tentativi compiuti dai Kaiserjager nei giorni seguenti per proseguire la loro avanzata verso sud. Dopo che le retroguardie italiane si,erano ritirate da Arsiero, i genieri avevano fatto saltare i ponti sul Posina per impedire al nemico di inseguirle; perciò i reparti del 50° reggimento di fanteria austro-ungarico, che il 31 maggio tentarono di attraversare il torrente su passerelle gettate tra le due sponde in prossimità dei ruderi del “ponte moro”, a valle della Cartiera Rossi, furono fermati fino a notte inoltrata dal fuoco delle batterie piazzate a Poggio Curegno e sui Colletti di Velo. Quando il buio ostacolò il tiro di sbarramento delle batterie italiane, i battaglioni nemici del 50° fanteria riuscirono ad attraversare l’alveo del torrente Posina ed avanzarono sul versante occidentale della conca, arrivando a circa settecento metri da Velo d’Astico; ma furono respinti davanti agli avamposti del 210° reggimento fanteria della brigata Bisagno, scavati lungo t’argine destro del Rio dell’Orco. L’attacco delle fanterie nemiche fu preceduto da un violento bombardamento delle batterie della 3a brigata d’artiglieria campale austro-ungarica piazzate sull’altopiano di Tonezza, le cui granate distrussero anche numerose case di Velo d’Astico, abbandonate un paio di settimane prima dagli abitanti e adibite ad alloggi per le truppe italiane in riserva della linea avanzata, che era situata poche centinaia di metri a nord-ovest del paese. I proiettili sparati dalle batterie austro-ungariche contro l’altura del castello di Velo d’Astico, trasformata in caposaldo dagli italiani, distrussero la parte superiore del campanile e colpirono anche il tetto e la facciata della chiesa, aprendo una larga breccia sopra la porta d’ingresso. Tutte le strade erano state mascherate con graticci di canne stesi tra le case, per impedire al nemico di osservare dal monte Cavioio i movimenti delle truppe e delle salmerie coi rifornimenti destinati alle truppe in prima linea.

Fonte : La strafexpedition di Siro Offelli

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492 Sentiero della Perlona

Pubblicato da luke007 in 28 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Posina. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h20

Dislivello totale : 1062 m    

Quota massima raggiunta  :  1590 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero salendo verso Posina ,poco prima del paese si trova il cimitero sulla sinistra , li si mette l’auto e da li si vede il lago e il chiosco con il ponte di legno , prendendo la stradina ciclabile che scende a fianco del cimitero si passa in mezzo ad alcune case e ad un ponte mantenendo la destra si sale leggermente e ci si addentra nel bosco , si può arrivare anche qui facendo il giro del lago per poi incrociare di nuovo il sentiero , molto bello e piacevole da percorrere , presenta alcuni tratti boschivi ed altri prativi molto belli e passa alcune contrade di poche case molto belle , il sentiero non presenta difficoltà tecniche , ma presenta nella sua seconda parte all’imbocco della Costa Perlona che sale sul crinale con panorami molto belli sia nella valle che nel monte Priaforà , superato il bivio con malga Fontana e monte Spil che va tagliare nel bosco congiungendo il 492 con il 499 , il sentiero riprende un pò più tranquillo passando per malga Zola completamente ristrutturata e adibita anche un pò da Bivacco , un particolare ringraziamento va a quelle persone che con amore e passione la tengono in buone condizioni e a quelli escursionisti che ne fanno uso la lasciano come la trovano . la via di ritorno più semplice e salire sul forte Rione e scendere fino a colletto di Posina per poi attraverso il sentiero 499 rientrare a Posina , ci sono altre vie che portano poco lontano da Posina , come il 480 e il 488 già documentati che portano a Fusine , per chi invece vuole allungare un pò di più si può andare a Passo Campedello e prendere il 477 che porta a località Castana , anche se vi ricordo che dopo si devono compiere 5 km sulla strada asfaltata per ritornare all’auto lasciata a Posina , qualunque scelta facciate questi itinerari sono molto belli e indescrivibili.

Piccolo resoconto personale

Sono salito da questo sentiero che era uno di quelli che mi proponevo di fare da tempo , ci sono salito con lo sguardo verso il basso per ammirare dove si poteva la valle e i monti circostanti , che dire , si può restare ammagliati dalla bellezza circostante sopratutto in questa stagione dove il colore dell’erba e la fioritura la fa da padrone , ma la cosa più bella oltre alla bellezza della malga Zola e stato nel transito a valle sulla strada che da Castana porta a Posina nella zona di contrà Casetta , dove ho trovato un persona con cui ho fatto due chiacchere , uno di quelli che hanno tanto da raccontare  ; anche se bisogna essere in grado di saper ascoltare , si avvicina e mi dice : se vai così forte su a Posina dopo ti tocchera tornare indietro perche sei stato troppo veloce . Aveva appena finito di tagliare il campo con il trattore , e stava per prendere la falce per tagliare dove non arrivava il trattore , aveva il “cuaro” con la pria per affilare la lama della falce . Mi ha raccontato che si era diplomato in elettromeccanica e lavorava in una ditta , ma mi ha detto non sappia nemmeno lui il perche avendo un bel lavoro abbia rinunciato a tutto , per fare questo  , su in casa ho 9 mucche da latte ed una trentina di manzette da carne . Io gli ho detto : si e vero i sacrifici che fai sono tanti per una serie svariata di motivi , però la tua scelta ti farà vivere molto più a lungo di quelli che vivono lavorando in fabbrica e in città superaffolate . Lui mi ha risposto che lavora tutto l’anno senza tregua , ma l’ha detto con il sorriso sulle labbra probabilmente perche anche lui si sentiva di aver fatto la scelta giusta ,questo a testimoniare  che le mie parole erano vere , mentre me ne andavo ho sentito il suono inconfondibile della pria sulla lama della Falce ,  in bocca al lupo ….e buon lavoro

Luciano

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535 Scattolari – Sella del Tormeno – Monte Tormeno

Pubblicato da luke007 in 27 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Posina, Tonezza. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h15

Dislivello totale : 785 m    

Quota massima raggiunta  :  1292 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero si sale verso Posina e dopo aver superato la galleria si prosegue fino ad incontrare il primo bivio che porta in Contrada Scattolari , si sale fino ad arrivare alla pesca sportiva , dove c’e anche la trattoria Alla Fortuna dove si può mettere l’auto , da li si prosegue a piedi salendo la valle si arriva in contrà Polo dove partono sia il 535 del Monte Tormeno che il 538-539 . questo sentiero e molto caratteristico di questa zona , passa per antiche contrade quasi disabitate o con chi ci sale nei periodi festivi , il sentiero non presenta difficoltà tecniche ed e molto bello specie nelle parti sommitali delle malghe e sulla cima del Tormeno il panorama sarà molto di più di quello che potremmo immaginare , la discesa può essere fatta sia per lo stesso sentiero che usando il raccordo che porta nel 538 scendere da li , tanto per non scendere da dove si è saliti . Salendolo si possono scoprire realtà di sacrifici passando per queste contrade disabitate , fatte di poche case dove la vita e fermata da tempo , ma chi sale per mantenere vive queste piccoli paradisi dove tra le case si passava solo con la carriola , merita tutto il nostro rispetto …

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538 Scattolari – Val della Sola – Forte Campomolon

Pubblicato da luke007 in 26 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking. Tag: Tonezza. 9 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  5h00

Dislivello totale : 1346 m    

Quota massima raggiunta  :  1853 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero si sale verso Posina e dopo aver superato la galleria si prosegue fino ad incontrare il primo bivio che porta in Contrada Scattolari , si sale fino ad arrivare alla pesca sportiva , dove c’e anche la trattoria Alla Fortuna dove si può mettere l’auto , da li si prosegue a piedi salendo la valle si arriva in contrà Polo dove partono sia il 535 del Monte Tormeno , che il 538 e 539 per il primo tratto in comune , il sentiero e molto molto bello vario nel suo stile , ma la parte più bella rimane quella del Rio Freddo e Valle della Sola , io l’ho fatto dopo una giornata di pioggia intensa , quindi e stato spettacolare , poi nel momento dove l’erba e di quel verde splendente , come si vede dal dislivello totale presenta una bella pendenza , sopratutto nella seconda parte in cui presenta alcuni passaggi un pò strettini . Inoltre poco prima di raggiungere la località Valle II di Tonezza si incontra un bivio che porta a Malga Zolle di dentro , con un sentiero che io ho segnato tratteggiato si può arrivare fino alla Selletta del Tormeno , si tratta di una carrareccia molto interessante che porta nel greto del torrente ed e presente una cabina dell’Enel . Ma torniamo al sentiero principale , arrivati in contrà Valle II praticamente si è arrivati a Tonezza del Cimone , e inutile ricordare l’importanza storica di questo luogo e la sacralità del Cimone teatro di cruenti battaglie . Proseguendo a sinistra si sale prima sul Dosso delle Lustre passando per l’antica fontana , questo sentiero e praticabile a tutti ma è considerato EE per la presenza di alcune strettoie del sentiero , ci sono anche alcuni tratti su ponticelli di legno ma niente di che , per poi rientrare nella valle Barbarena per poi raggiungere il Forte Campomolon situato sull’omonimo Monte , e poter ammirare tempo permettendo uno scenario incredibile a 360 gradi , la discesa può essere fatta anche da un’altro sentiero , la cosa più importante da tenere a mente sono i tempi di percorrenza . Io ho preso la rotabile sotto il rifugio Rumor e sono sceso fino ad arrivare a Malga Zolle di dentro e poi ho preso il 535 fino a contra Polo.

Cenni storici Forte Campomolon

2 agosto 1915 : nel pomeriggio salii al forte incompiuto di Campomolon , a 1855 metri sul livello del mare , c’era la nebbia , ma un colpo di vento offre ai nostri occhi un imponente spettacolo di prateie , di boschi di scintillanti e lontane dolomiti , da cima Portule al Becco di Filadonna , e l’affare di un intenso minuto ma nella breve ed inattesa parentesi di sole si vede lucere il laghetto di Lavarone e il biancheggiare fra verdi pascoli e ville deliziose , e rosseggiare gli spalti tormentati del campo Luserna e protendersi dalla nuda roccia che strapiomba sull’Astico il forte Belvedere , bianco ,marmoreo ed inacessibile. La nebbia ritorna , quando all’improvviso un sibilo che poi diventa urlo si avvicina sempre più forte, sempre più rabbioso, crudele, l’aria trema e più si avvicina anche la terra comincia a tremare, si trattiene il respiro, il cuore sospende i i battiti, l’urlo che diventa boato ha il tempo di finire in uno schianto che sprigiona un turbine di pietre, di ferro, e l’aria ne resta a lungo oscurata, E’ IL 305, il primo, tutti corrono ai ripari anche dall’accampamento di fanteria posto a ridosso del forte i fanti fuggono a cercar riparo nelle poche caverne. Il piccolo mondo di Campomolon in questo momento è sotto il dominio del mostro invisibile che i nostri osservatori non riescono a individuare. Loro hanno individuato noi ma noi non sappiamo individuare loro. Ci aspettiamo altri colpi oggi per fortuna solo 8 e grazie a Dio nessun morto. Ma confesso che ogni volta che ci bersagliano con il 305 rimanere in vita è un vero miracolo”. Ma confesso che il 305 , sentito per la prima volta e senza la dovuta preparazione d’animo , toglie il respiro.

Luigi Gasparotto 

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Sentiero naturalistico Excalibur – Tonezza del Cimone

Pubblicato da luke007 in 11 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Tonezza. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del anello :  1h30

Dopo aver superato con l’auto l’abitato di Arsiero si sale a destra affrontando una salita notevole che attraverso una strada costruita su cengie strapiombanti e con 10 gallerie porta in questo altipiano molto bello e suggestivo , si pùo salire anche dal Passo Sommo , provenendo da Folgaria , ed anche dal Passo Coe .

Questo è un sentiero didattico situato sull’altipiano di Tonezza del Cimone , ricordo che questo luogo è stato teatro della grande guerra 1915 – 1918 ,  molto bello , privo di difficoltà tecniche e fisiche , si presta molto bene ad una semplice camminata all’aperto , ideale anche per famiglie ,  per poter ammirare questo paese molto piccolo e poco conosciuto se non per la presenza dell’istituto alberghiero di Tonezza molto noto e rinomato , e poi per la presenza del Monte Cimone che fu quasi scoperchiato dalla mina austriaca nel periodo della guerra . Questo territorio ha bisogno di essere valorizzato nella sua semplicità nella sua gente , il sentiero excalibur valorizza questo territorio , con i suoi ampi prati i suoi piccoli sentieri montani collegano le contrade a quel piccolo centro che e Tonezza , non voglio perdere tempo nel descrivere questo luogo , salite , passate , ammirate e lasciatevi coinvolgere dalle emozioni di questo luogo poco distante da casa . Ci sono anche altri sentieri che percorrono questi luoghi , che provvederò a documentare , ma ritengo che le emozioni si possono descrivere , ma viverle e tutta un’altra cosa , le foto possono rendere un’idea , alcuni luoghi non sono stati appositamente fotografati , a voi la scelta .

Considerazioni personali 

Provare a descrivere questi luoghi non e molto facile , io ci sono salito sempre da lontano , mettendo l’auto ad Arsiero o Lastebasse , sono salito con rispetto quando ho affrontato la zona sacra del Cimone , sono salito in bici per poi discendere verso il passo Sommo , sono salito d’inverno per sciare sui Fiorentini e su Passo Coè , ho fatto anche tanta fatica qualche volta per salire ma lo spettacolo proposto e sempre stato unico e ha valso la pena di salire , saliteci e aprite gli occhi ammirando quello che la natura vi proporrà ovunque volgerete lo sguardo … Buon Cammino Luciano

Per chi vuole approfondire :

http://www.tonezza.com/

http://www.tonezzavillage.it/

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Altipiano di Tonezza del Cimone vista dallo Spitz di Tonezza 

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539 Scattolari – Val della Sola – Sella di Tonezza

Pubblicato da luke007 in 11 Maggio 2016
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Tonezza. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h00

Dislivello totale : 605 m    

Quota massima raggiunta  :  1112 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Arsiero si prosegue fino ad uscire dal paese e si imbocca la strada che porta a Posina , superata la galleria e scesi in valle si svolta a destra sul bivio che segna il Ristorante dalla Irma , si sale la val Riofreddo fino ad arrivare a Scattolari , alla trattoria alla Fortuna dove ci sono anche le vasche della pesca sportiva , una zona molto bella e poco conosciuta , da li si posteggia l’auto e si prosegue a piedi per contrà Polo dove si trova il bivio con diversi sentieri il 535 – 538 – 539 . Il sentiero e poco usato anche se veniva usato dalla popolazione in tempi remoti per scendere ad Arsiero per il commercio o anche semplicemente per lavoro ,  e molto bello nel suo percorso che si snoda in un sottobosco interessante e dapprima parte per una strada forestale che corre a fianco del torrente RioFreddo , presenta inoltre passaggi molto belli su terreno roccioso per poi sboccare nel bivio di Contrà Valla e a fianco della palestra di roccia , un posto anche molto panoramico sulla cima per poter ammirare la Val della Sola e la Val Riofreddo , da li si collega anche con il 536 e i sentieri Excalibur , delle Fontanelle e poco più avanti all’Orrido di Riofreddo che ci può collegare con il sentiero Fogazzariano . La discesa può essere fatta dalla contrà Sella proseguendo verso Baito Tedetta attraverso il sentiero Excalibur , fino ad incrociare la strada che porta a Contrà Valle I e poi a Valle II dove si può trovare il passaggio del 538 che riporta in contrà Scattolari .

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