Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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647A Variante Val Cengiotta – Monte Cengio

Pubblicato da luke007 in 21 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Cengio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h00 Fino al Monte Cengio : 2h45

Dislivello totale : 345-1000 m    

Quota massima raggiunta  :  720-1354 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Questo sentiero e una variante di collegamento tra i sentieri 651 e 647 , ed e molto utile in quanto serve per rientrare nella Monastero della Resurrezione (Piccola famiglia della resurrezione) nel caso venisse usato con il 651 per salire , 647 per scendere e 647A per tornare a dove inizia il sentiero , mentre per quanto riguarda il 647 che documenterò in seguito si sale da Casale situato più verso la fine del paese di Cogollo del Cengio , il sentiero e molto bello e vario da percorrere sopratutto nella val Cengiotta , li presenta anche una corda di acciaio più che altro per evitare di scivolare , ma si tratta di un sentiero che non presenta passaggi tecnici  anche se un pò impegnativo fisicamente  , poi essendo un sentiero di raccordo si deve prendere il 647 per salire sul Monte Cengio , a circa metà percorso presenta anche il collegamento con il 648 sentiero delle postazioni ( che andrò a documentere quanto prima) che si va a collegare con il 651 , e chiaro che questo sentiero e un collegamento molto importante per la percorribilità degli altri .

MASSIMA ATTENZIONE NEL PERCORRERLO DOPO GIORNATE DI PIOGGIA , IL TERRENO RISULTA MOLTO SCIVOLOSO E INSIDIOSO

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651 Cogollo del Cengio – Monte Cengio

Pubblicato da luke007 in 20 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Cengio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h30

Dislivello totale : 1000 m    

Quota massima raggiunta  :  1354 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Eccoci a documentare un’altro sentiero molto interessante e teatro di battaglia molto cruenta e sanguinosa. Le foto sono poco significative dei luoghi e delle condizioni critiche , si raccomanda l’uso della torcia e vi invito a percorrere in ogni sua postazione e galleria allo scopo di portare a casa qualcosa nel cuore , pensando a tutti le persone che hanno perso la vita su questo Monte.

Come Raggiungere

Dopo aver superato l’abitato di Cogollo del Cengio si procede verso l’antico monastero dell’Olmo , di Mosson , poco sopra il monastero si può lasciare l’auto.

Descrizione

Il sentiero parte poco sopra a Cogollo del Cengio , o meglio nell’antico  Monastero della resurrezione (Piccola famiglia della resurrezione che non sarebbe altro quel campanile che si vede andando verso Arsiero dalla statale) , appena superato il segnavia del sentiero , si trova più avanti un piccolo posteggio per l’auto , si scende un pò a piedi fino al cartello , il sentiero ha una certa lunghezza il tempo segnalato e di circa 3h 30 per arrivare fino alla croce del Cengio , si sale molto sul crinale e in canaloni ampi non presenta difficoltà tecniche , ma si deve valutare molto la preparazione fisica , per la discesa vi consiglio il 647 e il 647A che arriva proprio dove parte il 651 , una ulteriore raccomandazione va fatta , SAREBBE OPPORTUNO NON SALIRE DOPO UN LUNGO PERIODO DI PIOGGIA , LE GALLERIE POTREBBERO ESSERE PIENE D’ACQUA E IL SENTIERO DI RITORNO POTREBBE ESSERE MOLTO SCIVOLOSO

Io mentre salgo in questi luoghi in cui tanto sangue è stato versato , voglio ricordare che ” in guerra non ci sono ne vinti ne vincitori , ci sono solo morti e feriti ” e come riportato sulla croce sopra il dente austriaco ” nemici in terra Fratelli in Cristo ” un doveroso omaggio a tutti quelli che non sono tornati , non importa da quale parte essi abbiano combattuto.

La Battaglia del Monte Cengio

Da circa 10000 uomini pervenuti sul Cengio riuscirono a salvarsene poco più di 1000 , alla sera del 3 giugno il monte Cengio era in mano austriaca , ma le perdite furono alte anche per gli imperiali e il sacrificio della brigata Granatieri di Sardegna era riuscito a fermare per sempre la discesa in pianura dei fanti dell’imperatore , con i granatieri combatterono i fanti della brigata Catanzaro , Novara , Pescara e Modena.
Al termine della strafexpedition , gli austriaci si ritirarono dai territori occupati e il 24 giugno 1916 , le truppe italiane ripresero possesso del Monte Cengio , e i comandi italiani disposero delle opere difensive articolate su tre linee:

La Linea di massima resistenza : formata da tanti piccoli posti di sorveglianza , in posizione avanzata per controllare la risalita dai sentieri provenienti dal fondo valle

La Linea di resistenza ad oltranza la più importante era costituita da un sistema di postazioni collegate da un’unica larga trincea e da fortini costruiti sulle quote dove i granatieri avevano combattuto

La Linea di difesa Marginale che non fu mai ultimata , doveva servire a fermare eventuali attacchi se le altre due linee non avessero tenuto

Il settore del Monte Cengio , per la sua importanza e per la posizione , era compreso nella linea ad oltranza e a sua volta contava i capisaldi difensivi delle quote 1363 , 1312 , 1351 , 1356 , e 1332 questi rilievi si alzano dominanti la Val D’Astico . Per collegare tutte queste quote difensive fu costruita una mulattiera denominata poi ” la Granatiera ” in onore della Brigata Granatieri di Sardegna

La granatiera
Sulla parte rovescia di quota 1363 , inizia la mulattiera di arroccamento che collega lo stesso caposaldo con la quota 1351 e che permeteva il controllo della Val Cengiotta e della Val d’Astico . La mulattiera non era visibili dai austroungarici permetteva quindi un trasferimento celere e sicuro delle truppe da un settore all’altro pronte per intervenire in caso di attacco austriaco.A tale scopo era provvista di cinque gallerie adatte a contenere le truppe in caso di bombardamento , infine furono previste alcune scale per facilitare dalle quali accedere alle trincee superiori.
Questa zona strapiombante fu dato il nome di Granatiera a ricordo della Brigata Granatieri di Sardegna che su queste alture difese le sorti dell’italia .
Il tratto di sentiero principale a 1312 comprende la galleria principale, lunga 187 metri e un serbatoio d’acqua contenente 130 metri cubi

Salto del Granatiere Quota 1351 

Questa quota anche se non è la più alta era la più importante tatticamente dagli austriaci per sferrare l’attacco al monte Cengio. Ai suoi piedi i granatieri stesero la loro linea principale e nelle sue viscere il comando del monte Cengio . Nonostante i bombardamenti dell’artiglieria austriaca su aspramente contesa nell’attacco finale tanto che si merito il titolo di “salto dei granatieri” a ricordo della sua disperata difesa . Scrisse il generale Pennella , comandante brigata Granatieri di Sardegna ” si narrava già di aver veduto rotolare per le rocce strapiombanti sull’astico nel furore dell’ardente lotta , grovigli umani di austriaci e granatieri”

Galleria Comando
La galleria comando erano anche situati i pezzi da 149mm che ostacolavano l’avanzata austriaca lungo la Val D’Astico e per questa efficace azione gli austriaci furono costretti a cercare di conquistare il Monte Cengio . Durante la battaglia del giugno 1916 gli stessi furono portati all’aperto sul piazzale davanti alla galleria comando contrastarono solo per poco tempo gli attacchi austriaci e poi finirono le munizioni

ZONA SACRA
Dei 6000 granatieri giunto il 22 di maggio del 1916 la notte del 4 giugno si ripararono sul monte Pàu circa 1300 superstiti , quando questi eroi sfileranno sulle strade di Marostica la popolazione rimase incredula aspettandosi un’altra colonna , non ci fu una seconda colonna i restanti rimasero tra i feriti morti e prigionieri , lassu sulle balze del Monte cengio e fra Trasche conca e Cesuna .
Le perdite dei Granatieri di Sardegna furono enormi dai reggimenti di Fanteria 211°, 212°, 154°, 142°, e 144° oltre ai militari e le armi fra il 29 maggio e 3 giugno furono ufficiali morti 51 , feriti 112 , dispersi 77; soldati morti 1098 , feriti 2482 , dispersi 6444 .Per un totale di 10264 uomini .

“Si deve alla fede , al patriottismo ed alla tenacia dei Granatieri e delle popolazioni vicentine se il ricordo degli eroi del Cengio è stato a noi tramandato sulla terra che fu teatro di una delle più sanguinose battaglie della fronte tridentina”

IL 27 DI GIUGNO 1967 IL MONTE CENGIO E STATO DICHIARATO ZONA SACRA

Eiger Ultra Trail

Pubblicato da luke007 in 18 gennaio 2014
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

eiger

Percorso

Altimetria Eiger

A presentarci questa spettacolare prima assoluta ci ha pensato il forte scialpinista svizzero Marti Marcel. Impegnato nel ruolo di orgnizzatore per promuovere questa corsa di 101km con 6700m di dislivello Marti non ha avuto dubbi e ha puntato su temi decisamente convincenti: «Il tracciato è disegnato sulle montagne dove regna l’alpinismo moderno e intorno alla Jungfrau-Aletsch, patrimonio mondiale dell’ Unesco. Basta guardare le immagini per restare rapiti da questi posti. Per noi sarà una prima edizione, ma speriamo che ne possano seguire molte altre visto che il trail si preannuncia decisamente vario e interamente pensato su sentieri di montagna molto panoramici».

«La corsa si svolge intorno alle montagne di tutto il paese, con il passaggio sotto la  famosa parete nord dell’ Eiger. E’ suddivisa in 3 percorsi: il piu lungo di 101 km e 6700 metri di dislivello positivo e negativo, il medio di 51 km 3100 mt di dislivello, positivi e negativo e quello corto per amatori e per chi vuole avvicinarsi ai Trail è di 16 km 960 mt di dislivello negativo e positivo. Sul sito si trovano le informazioni in tedesco, francese e inglese».

Da ricordare che le iscrizioni si possono fare sul sito  e che la gara è valida per il punteggio e  selezione per dell’Ultra Trail du Mont Blanc.

Link :  www.eigerultratrail.ch

pett eiger

Vajo dei colori

Pubblicato da luke007 in 14 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking impegnativo. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento
158

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30

 Dislivello totale : 500

Quota massima raggiunta  :  2029 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Lasciato il rifugio Campogrosso 1464 m, si prosegue verso la strada delle 7 fontane per circa 150 m fino a raggiungere il segnavia n.157, e la Madonnina a mezzo busto dove è riportata una frase molto significativa «che il Signore fermi le Guerre», ricordo inoltre che qui passava, l’antico confine Austroungarico segnato dai Grandi Cippi, entrati nel sentiero si nota sulla sinistra anche l’Anello Storico della Guerra, il sentiero si snoda nel boschetto attiguo al Passo Buse Scure 1475 m, il bivio porta sulla sinistra ad imboccare il n.144, che porta alla Guardia attraverso il Sentiero delle Mole, il percorso prosegue quasi in maniera circolare transitando sopra la cresta della Frana del Rotolon, si esce parzialmente dal bosco incrociando prima il n.195 Sentiero delle Creste del Fumante, poi proseguendo sui ghiaioni e sotto le pendici di alcune Guglie si transita sul Giaron della Scala e del Prà degli Angeli anche se poco visibile dal basso, raggiunta la Torre Giordani, si incrocia il n.157A, poco usato che sale dalla strada per Camposilvano, poi il bivio a quota 1690 m. con il n.158 del Vajo dei Colori, esiste inoltre un itinerario diretto al Vajo, prendendo la strada che dal Passo Campogrosso 1464 m scende verso località Ometto, giunti sul secondo ponte si nota sulla diretta il vajo dei colori, che sale fino a bocchetta Mosca, questo percorso è poco usato visto che la strada per Ometto è divieto di transito. Dal bivio si scende un po’ per aggirare il gruppo della Cima Mosca 2141 m, sfino a raggiungere la selletta dei Contorni 1650 m, il percorso scende fino a quota 1550 m, per poi  risalire nel canale detritico del Vajo che sale tra grossi e piccoli massi, a breve si raggiunge il bivio a circa 1700 m, con un altro itinerario tra i più belli e complessi delle piccole dolomiti, il Vajo dei Camosci, noi proseguiamo a sinistra, su un primo tratto di ghiaioni, poi il percorso si restringe in un stretto canalino, raggiungendo poi un tratto attrezzato che transita su di un traverso roccioso e stretto, si sale ancora intravedendo il cielo tra due enormi pareti rocciose, raggiungendo così Bocchetta Mosca 2029 m. Da qui si può salire sia al Rifugio Mario Fraccaroli 2238 m, oppure ridiscendere a Campogrosso 1464 m.

Il Ritorno

Può essere fatto percorrendo a ritroso il sentiero n.157 del Boale dei Fondi, prestando molta attenzione ai due tratti più ripidi e pericolosi del percorso, oppure in alternativa superando la bocchetta dei Fondi 2004 m, si imbocca il n.196 che segue il crinale dell’Obante 2072 m, fino a raggiungere il bivio con l’itinerario n.195 delle Creste del Fumante passando poi per l’omonima Forcella del Fumante 1905 m, e scendendo poi su un sentiero molto usato ma privo di segnavia, che passando sotto il Castello degli Angeli attraversa il ghiaione del Prà degli Angeli, fino a poi raggiungere il sentiero n.157, e per chi è pratico della discesa su ghiaione una fantastica discesa, per chi poco pratico risulta una condizione difficoltosa, in ogni caso questo percorso non è percorribile a tutti, bisogna valutare bene, quelle che sono le proprie capacità individuali, sia fisiche che di orientamento.

Per i più preparati e chi vuole compiere un grandioso anello può scendere dall’itinerario n.195 Sentiero delle creste del Fumante passando per il Castello degli Angeli , Cima Centrale 1983 m e Punta Lovaraste 1942 m, scendendo poi verso la Guglia Gei, Guglie del Fumante e il Piazzale S.U.C.A.I. questo itinerario potrebbe essere impegnativo dopo essere saliti dal Vajo dei Colori.

466 San Ubaldo Monte Priaforà

Pubblicato da luke007 in 12 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. 12 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   :  3h40  

Dislivello totale : 1220 m    

Quota massima raggiunta  : 1659 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Il sentiero parte da Lago una frazione di Velo d’astico , davanti la chiesa a sinistra c’è una strada che porta a Lago , a destra c’e un grande posteggio , mentre il sentiero si trova sulla sinistra , e un sentiero che richiede un certo impegno fisico in quanto arriva sul monte Priaforà a quota 1620 metri , e molto bello e quasi tutto boschivo , tranne l’ultimo tratto su roccioni prima di arrivare in vetta , per quanto riguarda la discesa si può fare da dversi sentieri , tenendo conto della fatica già accumulata , ricordo che il CAI riporta 3h 40 la salita in vetta.

Ricordo inoltre che il Priaforà ha molto da dire come postazioni della prima guerra mondiale , portate la lampada frontale per poter visitare i cunicoli situati alla base dello stesso , scendendo per circa 15 minuti fino a trovare la mulattiera che porta dentro il sistema di caverne

Cenni storici

Il monte Priaforà fu un grosso punto di riferimento per la grande visuale verso la valle di Arsiero , dapprima conquistato dai Battaglioni Kaiserjaeger.
Il 29 Maggio, preceduti da forte bombardamento d’artiglieria, gli Austriaci (Battaglioni Kaiserjaeger) riprendono furiosi attacchi contro i ripidi versanti della dorsale montuosa. Il 30 Maggio 1916 la linea italiana viene intaccata con la perdita del Priaforà, propaggine Nord del Novegno.
Ultimo giorno di Maggio: la linea italiana, difesa nella zona del Novegno dalla 35a Divisione e dalla 9a Div. più a Est, corre dalla cresta di questo per scendere fino a passo Campedello e risalire al trincerone di Monte Giove, di fronte al Priaforà. Da qui la linea corre sulla sommità dei Colletti di Velo per entrare in Val d’Astico davanti al paese di Velo d’Astico, abbandonato.
Quindi la linea prosegue per il fondo valle fino alla frazione Seghe di Velo e, passato l’Astico al ponte di Schiri, risale le pendici di Monte Cengio.
Gli attacchi austroungarici riprendono i primi di Giugno soprattutto contro Monte Giove e i Colletti di Velo, ma il forte sbarramento di artiglieria italiano, specie delle batterie piazzate sul Monte Summano, impediscono seri vantaggi per il nemico.
Il 12 Giugno un formidabile schieramento di artiglieria posto soprattutto sull’altopiano di Tonezza, apre la strada all’attacco delle fanterie austriache contro il trincerone di Monte Giove. La linea italiana sembra cadere, ma un provvidenziale sbarramento di artiglieria costringe gli austriaci a riparare nelle proprie trincee.

LE ULTIME DUE FOTO SONO DELL’ENTRATE E LA MAPPA DEL SISTEMA DI CUNICOLI SITUATI SOTTO IL PRIAFORA’

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Anello Obante-Gazza-Malga Rove (invernale )

Pubblicato da luke007 in 12 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  3h10

Dislivello totale : 350 m  

Quota massima raggiunta  :  1280 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Si tratta di un percorso molto interessante sia d’inverno che d’estate , ma principalmente d’inverno , è ideale per un primo approccio con le ciaspole (racchette da neve) non presenta grosse asperità ed il problema più grosso e dato dalla quantità di neve presente,si arriva in macchina fino al rifugio Obante,dove la strada non viene sgomberata dalla neve , eventualmente si può anche mettere la macchina ai Zalica , vicino al bar, nella prima curva si trova il sentiero che sale a sinistra (quello tratteggiato), mentre se si mette la macchina alla vasca dopo l’Obante si prosegue a sinistra della vasca.
Il sentiero e molto ben segnalato e porta attraverso bivi e saliscendi fino al Rifugio Cesare Battisti (Gazza), se poi si prosegue a sinistra del rifugio si può notare un sentiero che prosegue verso Recoaro Mille attraverso il 120-121(località sciistica) e verso il centro fondo Le montagnole , fatta la parte diciamo senza pendenze circa 40 minuti si arriva a Malga Rove dove si trova a sinistra il sentiero che ritorna verso la vasca dell’Obante e la località Zalica  (quello tratteggiato), molto belle sono le cascate che si incontrano nel tragitto e che alimentano la vasca costruita per il recupero acqua per la produzione di energia elettrica

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440 Variante Cima Alta

Pubblicato da luke007 in 12 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  0h10

Dislivello totale : 200 m  

Quota massima raggiunta  :  1630 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

La variante 440 della cima alta e una delle parti più importanti delle fortificazioni del Novegno fa parte del sentiero di raccordo 440 che passando per il bivio cima alta e quello di passo vaccaresse porta sul forte Rivon , può essere percorsa come parte integrante del sentiero 400 Anello del Novegno , percorrendo dal posteggio alto cioè quello che arriva fino in busa del Novegno , l’anello verso destra si arriva al bivio con il 455 Passo Campedello , da li si sale un centinaio di metri e si nota il cartello Cima Alta, sotto il profilo storico e molto bello , presenta trincee e postazioni in perfette condizioni.

E RACCOMANDATA LA TORCIA PER POTER ENTRARE IN TUTTI I CUNICOLI

Cenni storici

Cima Alta (m 1692) è una delle quote maggiormente fortificate dell’intero massiccio del Novegno. Lungo questo primo tratto di percorso si possono visitare alcune interessanti costruzioni: una trincea semicircolare che ancora oggi conserva tutte le caratteristiche costruttive e logistiche e più in alto,dopo due tornanti della mulattiera, l’ingresso di un’ampia caverna. Sotto la vetta di Cima Alta, un piccolo pianoro, una galleria, resti di baraccamenti e una lunga trincea che aggira la cima.

Seguendo il crinale di vetta si incontrano delle interessanti costruzioni circolari: sono i famosi nidi di mitragliatrici antiaeree. Nel panorama circostante si possono vedere in primo piano il monte Priaforà e il  monte Giove, luoghi dove più cruento fu il tentativo di sfondamento durante la Strafexpedition e che giocarono un ruolo strategico fondamentale nelle condotte della battaglia.
Quasi tutte queste opere furono fortificate successivamente al ritiro delle truppe austroungariche oltre la Val Posina, con l’intento di costruire un sistema pressoché imprendibile nel timore, tutt’altro che infondato, di un ripetersi del grave rischio corso con l’avanzata del maggio-giugno 1916.
L’offensiva austroungarica scatenata il 15 maggio 1916 con il largo impiego di artiglierie sul fronte monte Maggio , Toraro e Campomolon,  dopo  bombardamento impose il graduale arretramento italiano sulla destra del Posina. Nelle spasmodiche giornate del 12 e 13 giugno durante il massimo sforzo imperiale nel tentativo di sfondamento, Cima Alta fu sede logistica del Comando di Settore.

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440 Postazioni Vaccaresse

Pubblicato da luke007 in 12 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  1h10

Dislivello totale : 250 m  

Quota massima raggiunta  :  1500 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Questo itinerario molto bello sotto il profilo storico , risulta molto entusiasmante con pareti rocciose a picco e varie postazioni in condizioni molto particolari e tutte in perfette condizioni di mantenimento , il sentiero si può prendere sia da Passo Campedello che da Passo Vaccaresse , nel suo punto sommitale presenta un’alloggiamento osservatorio verso la valle di Arsiero . Il sentiero 440 può anche essere usato come variante alta del 400 in quanto si ricongiunge con lo stesso prima della salita al Forte Rivon e risulta essere molto più panoramico. Parte dall’arrivo del 455 dal passo campedello e va ad uscire al bivio con il 400 che sale sul monte Rione

E RACCOMANDATO L’USO DELLA TORCIA NELLE TRINCEE SOTTERANEE

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121-121A Varianti Malga Bisorte – Sorgente

Pubblicato da luke007 in 10 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari Running. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  0h30

Dislivello totale : 150 m  

Quota massima raggiunta  :  1870 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Queste varianti non sono segnalate in tutte le cartine , ma sono molto utili per chi con meno preparazione volesse percorrere il sentiero 147 in andata e ritorno(cosa per altro consigliabile ) e non volesse perdere la bellezza dei panorami ; in maniera tale di percorrere i sentieri chiudendoli ad anello. Vi ricordo che dalla sella delle pozze al rifugio Lancia ci vogliono circa 30 minuti .

– Prima Variante Anello piccolo:
Salendo dal Passo della Borcola dal 147  Sella delle pozze si arriva in località sorgente , prendendo la sinistra verso malga bisorte si può salire sulla selletta del groviglio e ritornare per il 147 Variante zenavri per il ritorno al Passo della Borcola

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Seconda variante passando al Rif. Lancia:
Appena passata la malga Bisorte prendendo la destra secondo il senso di cammino si prende il 120 passando prima per Selletta Campiluzzi per poi scendere a Sella delle Pozze e successivamente al rifugio Lancia

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Terza variante Senza passare al Rif.Lancia:
Salendo dal Passo della Borcola dal 147 si arriva in località sella delle Pozze si prende a sinistra e si percorre il 120 fino ad arrivare prima al bivio 121A per malga Bisorte, prendendo la sinistra verso malga bisorte si può ritornare sul 147 e ritornare verso il passo della  Borcola

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Quarta variante Anello grande:
Salendo dal Passo della Borcola dal 147 arrivati in località sella delle Pozze si prende a sinistra e si percorre il 120 fino ad arrivare prima al bivio 121A per malga Bisorte, prendendo la destra si può arrivare alla selletta del groviglio e attraverso le creste del 147 Variante Zenavri tornare a Malga Costa e ridiscendere fino al Passo della Borcola(nella foto si può notare sullo sfondo il sentiero che scende a Malga Bisorte)

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Monte Plische

Pubblicato da luke007 in 10 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  1h10

Dislivello totale : 300 m  

Quota massima raggiunta  :  1974 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Giunti sul sentiero che porta al rifugio Scalorbi dopo esser saliti dal 113 Omo e la dona si prosegue a sinistra per andare verso il passo Tre croci giunti sulla prima curva si sale a sinistra verso la croce del monte Plische , visibile a occhio nudo attraverso un sentiero non impegnativo ma che presenta una buona visuale verso il forcellino del Plische , tempo permettendo la visuale dal Monte Plische e molto bella su tutti i 360°, sulla cima si possono notare gli appostamenti risalenti alla guerra , mentre per la discesa si può scendere dalla parte opposta attraverso un trincerone molto visibile che porta fino alla curva delle cave e che si incrocia con il sentiero del passo Tre croci .

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