Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Una Montagna di emozioni

Pubblicato da luke007 in 16 giugno 2021
Pubblicato in: evento, itinerari difficili, itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 4 commenti

“Ciò che ancora una volta mi ha insegnato la montagna è che non è importante la parete che decidiamo di scalare, la sua altezza o le sue difficoltà, ma lo spirito con cui l’affrontiamo, le emozioni e i sentimenti che ci può regalare.”

Hervè Barmasse

Sono un montanaro , cocciuto e scorbutico in alcuni casi , amo questa montagna e lei mi ama , e un amore grande e puro fatto di rispetto ed umiltà . Lei mi ha permesso di salirci da tanti anni , mi ha accompagnato le notti quando ho occupato quel piccolo metro quadro della mia tenda sui suoi ciuffi d’erba, su quel suolo che ho sempre ritenuto sacro , quella tendina che la mattina mi affrettavo a togliere , l’ho percorsa con qualsiasi condizione metereologica , lei mi ha protetto e riportato sempre a casa. Ieri sera sono stato ancora tra le sue braccia , per poter ammirare con gli occhi lucidi quella magnifica ed unica alba , che ringrazio Dio mi permette di vederla in diverse occasioni. Devo dire che era da tempo che non tornavo , all’incrocio dello sguardo con i camosci e le marmotte pareva volessero parlarmi , un ungulato ha proseguito con me per una cinquantina di metri , come per dire : ah ciao sei tu , bentornato Luciano , ed è cosi che mi sento quando salgo in questo luogo a me caro, mi sento a casa.

Vorrei poter coinvolgervi tutti voi in questa magnificenza , mi piacerebbe poter portarvi uno ad uno ad ammirare tutto questo ,perché almeno una volta nella vita possiate restare senza parole davanti a cotanto splendore , e vero il sole sorge tutti i giorni , ma non è tanto il fatto che sorge , ma il fatto che inizia il nuovo giorno , l’inizio di una nuova vita perchè il sole è vita .

Piccolo Racconto

Sono una persona fortunata , forse anche un pò coraggiosa , mi piace vivere le emozioni di un’alba in quota , qualcuno mi può dire : ma va la sono solo cavolate . Ieri la mia notte è iniziata così , ore 00.30 mi trovavo con l’auto al Pian delle Fugazze , tutto era pronto , tenda e sacco a pelo , la temperatura era ideale per salire , ho scelto la via più semplice non credo che occorra rischiare di trovare neve salendo su una via più corta ma piena di insidie, salendo in quota ho pensato che visto ho un ‘ora solo per dormire potrei usare il bivacco Sacchi Marzotto , verso le 4.10 ho iniziato a prepararmi per uscire ed ammirare il sorgere del sole , quasi non l’avessi mai visto , ma si sa le emozioni non sono sempre uguali e non si accendono con un pulsante , poi ho proseguito nel mio cammino , volevo una giornata memorabile a casa , lo è stata , le mie rocce che ho toccato più volte con le mani , in mezzo a quel’immenso verde speranza dei pascoli di alpe delle pozze , per poi una breve sosta per un caffe al rifugio Lancia , te lo devo fare con la moka ha detto Paolo , ok va benissimo , per poi proseguire ancora con la voglia di riempire gli occhi di quella cosa che è mancata molto La Montagna , proseguendo su alpe Alba altro spettacolare pascolo su un altipiano grandioso ,dove le piccole malghe rustiche rendono questo luogo magico , quasi fossero casette degli gnomi. Come sono solito fare ho preso il mio solito classico “sentiero a ocio” che i miei amici conoscono bene perché complica loro la vita , ma io la montagna la voglio sentire dentro che circoli libera nelle mie vene , poi attraverso la Val del Trughle una salita impervia e non segnalata raggiungendo così la Sellette del Dos dell’anziana e poi col Santo 2112 m , ritornando per ora di pranzo al Rifugio Lancia , poi via verso il rientro pur sempre lungo ma con occhi e cuore pieni di emozioni raccolte per poi attraverso l’incudine e le sue creste scendere fino al Pian delle fugazze contento e sereno per questa giornata incredibilmente fantastica . Memento audere semper diceva Gabriele D’Annunzio .

Buon Cammino

Direttissima Roccioni della Lora

Pubblicato da luke007 in 8 giugno 2021
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. 4 commenti

ATTENZIONE QUESTO NON E DI CERTO UN ITINERARIO PER TUTTI RICHIEDE UN’OTTIMA FORMA FISICA , UNA CAPACITA DI ORIENTAMENTO OTTIMA , E UNA CONSCENZA DEL TERRITORIO E TERRENO PERFETTA , LA CAPACITA DI MUOVERSI IN AMBIENTE SEVERO E SU SENTIERO PRIVO DI TRACCIA.

Un ringraziamento al mio Amico Stefano per la sua intuizione e condivisione di questo itinerario ormai dimenticato , con cui ho ravanato in giro a mughi e scaranti.

Tempo di percorrenza del sentiero :  2h20 più le 2h30 per raggiungere l’attacco quota 1665 m

Dislivello totale : 1270 m dalla partenza , mentre 300 circa dall’attacco 

Quota massima raggiunta  :  1990 m

Come raggiungere

Dopo essere saliti al Pian delle fugazze  si prosegue  per la strada che porta a Rovereto arrivati ad un certo punto si arriva in località Raossi , e proprio all’inizio dell’abitato sulla destra si scorge il segnavia, il sentiero non presenta difficoltà tecniche , ma richiede un buon allenamento vista la pendenza di tutto rispetto , si parla di circa 1400 metri di dislivello , il sentiero e molto panoramico e sale la val di piazza  e salendo incrocia anche il sentiero che sale dal Passo dell’omo quindi dalla Val delle Prigioni fino ad uscire alla selletta di cosmagnon dove arriva anche il 141 Baglioni .

Descrizione

Il sentiero 135 Raossi quota 726 m , che porta fino al bivio con la mulattiera direttissima è molto impervio e ripido richiede una buona preparazione fisica vista la distanza ed il dislivello . Giunti all’ultimo tornante dove si incrocia il sentiero proveniente dalla valle del Ciore si raggiunge la quota 1665 m dov’è il sentiero 135 prosegue orizzontale verso il passo dell’omo, si presenta sulla sinistra una mulattiera che sale, da prima si distingue poco poi si iniziano intravedere i muri a secco e il continuo zigzag che sale fino a raggiungere una piccola galleria è lunga una trentina di metri, superata la galleria il sentiero riprende a salire in maniera abbastanza ripida su un terreno in alcuni casi detritico tipico di questa parte del Pasubio, piccoli canali danneggiati dal tempo e delle continue frane, raggiungendo così la parte sotto dei roccioni della lora questa diretta raggiunge direttamente il sentiero di arroccamento senza perciò passare per la forcella Cosmagnon e raggirare i roccioni per poi salirci . Presenta difficoltà tecniche notevoli di orientamento, per il fisico visto l’energia usata per raggiungere il bivio , ed infine il terreno in alcuni momenti ostico e difficile , la sua lunghezza è circa 2 km è il punto di arrivo alla quota 1990 m entrando così nel sentiero di Arroccamento dei Roccioni della Lora , da dove si possono ammirare buona parte delle cime del Pasubio , Cogolo Alto , Cima Palon , Dente Italiano, Dente Austriaco, piccolo e grande Roite, una mulattiera andata ormai in disuso ma presente nelle foto storiche coi relativi baraccamenti di cui si ritrovano solo le piazzole.

109 Ronchi-Rif. Pertica-Rif.Scalorbi

Pubblicato da luke007 in 30 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero :  4h20

Dislivello totale : 1155 m    

Quota massima raggiunta  :  1985 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come raggiungere

Dopo avere percorso la Vallarsa e raggiunto Rovereto si prosegue verso l’abitato di Ala, per poi attraverso la stretta strada salire verso località Ronchi, appena superato l’abitato e raggiunta la fermata dell’autobus , lì si lascia l’auto e di prosegue a piedi.

Descrizione

Questo percorso inizia perlopiù su strada asfaltata per poi superata l’ultima Contrada Ronchi 813 m, si entra in una mulattiera che sale e scende maniera abbastanza costante per i primi km, risalendo attraverso pascoli, si incontra l’ultimo abitato Schincheri per poi entrare nel bosco e passare sotto alcune cenge dove scende anche un torrente, si continua nel bosco fino a raggiungere una bellissima fora, ovvero una cascata abbastanza alta è un lungo serpente che si insinua in questo Canyon, usciti da questo l’uovo si inizia alle salire verso malga Brusa quota 892 m. Raggiunta la malga il sentiero riprende senza particolare difficoltà su mulattiera per poi raggiunto il bivio, iniziare in maniera molto ripida arrivando così nella parte principale è più difficile fino all’arrivo al rifugio Pertica 1522 m. all’inizio si presenta boschivo poi man mano che si sale, il bosco lascia la parte ai mughi e rododendri fino a raggiungere tratti detritici di rocce e poi incrociare il bivio con la via attrezzata Angelo Poiesi e da lì poco raggiungere rifugio Pertica . Superato anche il rifugio si prosegue per le mulattiera carrareccia che ti porta direttamente al rifugio Scalorbi a quota 1767 m, La mulattiera presenta anche alcune scorciatoie, ma se si volesse salire dal 108 costa media non si devono imboccare le scorciatoie altrimenti si supera il segnavia di partenza del sentiero. La strada non è difficile si nota Il rifugio anche a distanza e si impiega circa 40 minuti per raggiungere il rifugio. Raggiunto il rifugio si può godere dello spettacolo verso la pianura vicentina verso il rifugio Cesare Battisti verso il Pasubio e verso altre mete circostanti , il sentiero poi prosegue fino a raggiungere Bocchetta Fondi a quota 1900 m finendo cosi la sua lunga traccia. Entrando poi nell’itinerario 157 che sale da Campogrosso e prosegue raggiungendo il Rifugio Mario Fraccaroli . Il ritorno può essere fatto dello stesso sentiero, ricordo che la pendenza è la lunghezza di questo itinerario è di notevole entità resta quindi l’escursionista di capire e di conoscere le proprie potenzialità allo scopo di riuscire ad effettuare anche il ritorno senza problemi.

Ci sarebbero altre possibilità per il ritorno, come il 108, fattibile senz’altro ma estremamente lungo che richiede una preparazione ottima, anche il dislivello e molto impegnativo sia in salita che in discesa.

Il Passo del Partigiano

Pubblicato da luke007 in 30 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Eventi. Lascia un commento

Il Gruppo Rekobalt in collaborazione con A.N.P.I e Comune di Recoaro Terme presenta la camminata lungo il sentiero del partigiano. Un percorso suggestivo immerso nella natura. Figuranti in abiti storici vi racconteranno la storia dei partigiani che hanno solcato questo sentiero.

TAPPE

1-Il vostro viaggio inizierà in Contrada Fonte Abelina dove potrete osservare la Casa di Marco, luogo di importanza storica per tutta la Valle dell’Agno.

2-Proseguendo arriverete a “Contrada Caille” dove
incontrerete la “mamma dei partigiani” che vi racconterà del suo ruolo fondamentale nella missione “Dardo”.
Qui potrete gustare un ottimo panino.

3- Continuando lungo il percorso arriverete in località “Teda Strasina”, un punto panoramico dove dei figuranti racconteranno alcuni episodi accaduti a “Malga Campodavanti”, base principale dei Partigiani Recoaresi. Qui potrete fare una piccola pausa dove sarete allietati con della musica dal vivo.

4-Terminerete il vostro cammino sul Monte Spitz, dove vedrete i resti dell’albergo Spitz bruciato dai Nazisti con l’intento di eliminare la Resistenza Partigiana. In questa ultima tappa degusterete il tipico caffè Cimbro Recoarese prima della discesa.

L’evento si terrà dalle 8:30 alle 13:30.PARCHEGGIOAmpio parcheggio libero ben segnalato nelle vicinanze della partenza.

EQUIPAGGIAMENTO

Sarà un percorso collinare di media difficoltà (no passeggini), si consiglia abbigliamento sportivo, scarponcino (consigliato l’uso dei bastoncini).

Solo mediante l’utilizzo della mascherina si potrà accedere al percorso causa covid. 

https://www.facebook.com/events/375875973779718/?ref=newsfeed

Rekobalt

Pubblicato da luke007 in 30 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Eventi. Lascia un commento

Riflessioni personali

Questo post è dedicato a chi pensa che i giovani non abbiano idee , ideali , che sopravvivono fregandosi dei valori e delle proprie origini e radici , che non apprezzino ciò che hanno in prestito come lo hanno avuto le generazioni precedenti , questi giovani si fanno spazio tra gente poco portata ai miglioramenti , menti ferme al proprio orticello , e non ricordano gli anni in cui nelle famiglie esisteva il baratto ed una mano lavava l’altra, diamo il giusto spazio a chi con semplicità cerca di dare aria nuova in questo territorio , reso sterile ormai da troppo tempo ed incapace di nuove idee . Luciano

Chi siamo

Siamo un gruppo di giovani recoaresi (e non solo) fortemente legati al proprio paese che desiderano mettersi a disposizione per offrire un contributo alla comunità ed alla valorizzazione del territorio.

Promuoviamo progetti di sensibilizzazione sociale, iniziative culturali ed ambientali. Liberi da appartenenze politiche e indipendenti dalle amministrazioni locali, ma propensi a qualsiasi collaborazione.

Di obbiettivi ne abbiamo tanti ma quello più importante è fare da portavoce a tutti quelli che avranno qualcosa da dire per cercare di fare in modo che le istituzioni ci ascoltino. Siamo già un gruppo unito e coeso e l’idea è di diventarlo sempre di più, con l’aggiunta di nuovi e validi membri. Non dimentichiamoci che l’unione fa la forza!

Insieme cercheremo di mettere in atto idee, progetti collettivi per rendere la nostra Recoaro più bella, attraente e visibile, a tutti. Cercando di far conoscere il più possibile i nostri gioielli nascosti e dando voce ai giovani del nostro territorio.

L’unica arma che abbiamo a nostra disposizione per dare eco alle nostre voci è la partecipazione!

Soltanto in questo modo potremo:

  • Organizzare eventi Socioculturali e attività di vario genere
  • Fare da ponte fra le generazioni
  • Ascoltarci e capire le esigenze di tutti proponendo soluzioni in tutti gli ambiti sociali: clima, ambiente, cultura, sport, montagna, educazioni e sensibilizzazioni di vario genere.
  • Creare un vero e proprio tessuto sociale.

Se anche a te stanno a cuore questi temi e se ami Recoaro, unisciti a noi/contattaci!

CONTATTI :

E-mail : rekobaltgruppogiovanidirecoaro@gmail.com

Facebook : https://www.facebook.com/RekobaltGGR/

Cascata di Brazzavalle

Pubblicato da luke007 in 29 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come Raggiungere

Si sale la strada che da Schio porta il pian delle Fugazze, giunti al rifugio Nerone Balasso si svolta a destra nell’ampio posteggio , perché l’accesso a Malga Prà è solo per mezzi autorizzati , ricordo che il posteggio è divenuto a pagamento e che il ticket lo si può trovare presso il Rifugio stesso.

Descrizione

In prossimità della malga Prà si scende lungo il torrente per circa 20 minuti fino a raggiungere la passerella situata proprio sopra la cascata, salendo su questa passarella si potrà ammirare in tutta la sua altezza la cascata di brazzavalle vista la presenza di un piano di vetro trasparente sul pavimento mentre ci si potrà affacciare per poterla vedere direttamente . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche è praticabile quindi a tutte le persone, la massima attenzione va prestata nelle alla Passarella . Nella discesa ci sono alcuni punti un pò complessi , e che meritano più attenzione , per il resto è una piccola e modesta escursione , che però se viene completata con un pic-nic bordo laghetto oppure perché no , una visita all’Ossario del Pasubio renderà questa escursione per tutti.

Anello storico Colle Gazza

Pubblicato da luke007 in 19 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza dell’anello :  2h00 

Dislivello totale : 300 m    

Quota massima raggiunta  :  1265 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come Raggiungere

Dopo essere saliti a  Recoaro  si prosegue per la località Gazza , salendo e superando diverse piccole contrade , arrivati a ridosso della Località Parlati si prosegue a sinistra mentre la strada inizia a restringersi , superata la località Zalica e la Locanda Obante , fino a raggiungere un ampio posteggio e a poche centinaia di metri il rifugio Cesare Battisti «la Gazza» , dove si lascerà l’auto.

Descrizione

Il percorso è privo di difficolta ed è praticabile a tutti , molto interessante e piacevole fisicamente, la prima parte vicino alla Chiesetta quota 1265 m, è un reticolo di trincee difensive , mentre proseguendo e transitando davanti al rifugio Cesare Battisti si raggiungerà il punto più elevato denominato caposaldo per poi proseguire verso malga Rove scendendo verso sinistra, il percorso si addentra in un piccolo bosco, che poi uscirà nei ghiaioni detritici del Vajo dell’acqua e dalla Fratta grande alle pendici del Monte Zevola 1976 m, che porterà all’enorme trincea Sarantonio, che sale su attraversando prima il n.120 e una parte del n.121 del Ristele, giunti sul  n.120, si prosegue a destra e tornare al Rifugio Cesare Battisti La Gazza 1265 m .

Cenni storici

Il pianoro della Gazza ovvero del rifugio Cesare battisti, ai piedi del Passo Tre Croci o meglio conosciuto come Passo della Lora 1716 m, era stato preso in considerazione come confine tra il regno D’Italia e l’impero asburgico, risaliva la valle e verso il Plische e l’Obante, alla Gazza era anche costruita una piccola caserma della Guardia di Finanza, con l’arrivo della guerra furono costruite alcune trincee a protezione della valle, con opere murarie e postazioni per fucilieri e di artiglieria. Furono costruite linee telefoniche fisse da Recoaro e da Malga Rove, fino a quelle volanti che raggiungevano Campobrun. Furono inoltre costruite due teleferiche che raggiungevano il Valico di Pelegatta, una partiva dalle Lambre quota 821 m che poteva trasportare fino a 18 tonnellate di materiale, mentre l’altra da Malga Langarte quota 1237 m ne poteva trasportare 45 tonnellate , giunte al Passo Pelegatta proseguivano in due tronconi per Cima Carega attraverso quello che oggi viene chiamato Vallon della Teleferica. Fu inoltre costruita una linea di collegamento Malga Rove, passo Ristele che rimane il ben conservato trincerone di Sarantonio che porta fino all’omonimo laghetto.

Nel 1918 fu approntata in via definitiva l’ortogonale 2 : Campodavanti -Malga Anghebe – Monte Falison – Monte Spitz di Recoaro – Cima Bocchese -Fondo Valle Agno – Monte Civillina – Fondo Val Leogra – Monte Enna – Monte Novegno. Furono iniziati nel 1915 i collegamenti tra la Gazza e Monte Robe, sotto l’influenza della Strafexpedition del 1916, creando così la terza linea di resistenza Monte Plische – Colle Gazza – Monte Rove – Storti – Santagiuliana -Monte Cuccomoro – Santa Caterina – Malga Pianeti. Dalla Gazza inoltre partiva quella famosa mulattiera che sale dal sentiero ora chiamato n.110 salendo cosi sul crinale che portava a destra verso Campobrun, mentre a sinistra la dorsale del Zevola – Campodavanti – Monte Falcone.

868 Piovega di Sopra – Casara del Tombal

Pubblicato da luke007 in 11 Maggio 2021
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h10

Dislivello totale : 1020 m

Quota massima raggiunta : 1300 m

Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000

Sì prende la strada che da Bassano del Grappa porta verso Trento , ovvero la Valsugana , superato la Tagliata di Forte Tombion , il luogo più stretto della valle , si imbocca la strada che porta ad Enego , appena superato il ponte di può lasciare l’auto e di prosegue a piedi verso l’abitato di Piovega di sopra.

Descrizione

Si sale qualche centinaio di metri fino a trovare un bivio a sinistra che scende leggermente fino ad una contrada in cui e presente un capitello . Se inizia a salire a sinistra del capitello , per il prato fino ad incrociare per la prima volta la strada asfaltata che sale , si attraversa notando il segnavia sul lato opposto , la si attraverserà ancora un paio di volte prima di raggiungere l’abitato di Enego , anche se questa nn e la destinazione . La mulattiera e molto bella ed in buone condizioni anche se presenta alcuni movimenti sui sassi mossi dovuti a una tempesta qualche anno fa , giunti al bivio che porta a Enego si mantiene la destra , continuando salire per il sentiero sempre ripido che porterà a quota 1300 di Rifugio Tombal , tutto il percorso e molto bello anche se richiede una buona preparazione fisica del resto si parte dalla Valsugana , si raggiunge il rifugio posta al di sotto mentre sulla sinistra si può notare la Casera Tombal . Questo percorso come del resto il 791 veniva usato per il trasporto del legname a valle e per permettere al bestiame di raggiungere la zona di alpeggio estiva , il rientro dev’essere fatto dallo stesso percorso , per chi invece più preparato fisicamente dopo essere rientrato fino ad a Enego attraverso il sentiero 868 , seguendo le indicazioni può scendere dal 791 che porta fino alla Valsugana dove si passa per la famosa Birreria Cornale posta sulla ciclabile che porta da Bassano del Grappa vero Trento.

Fonti Centrali – Terme di Recoaro

Pubblicato da luke007 in 9 aprile 2021
Pubblicato in: evento, itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. 2 commenti

Le fonti centrali di Recoaro Terme sono qualcosa di unico e di meraviglioso , uno spettacolo della natura , insieme allo stabilimento delle acque oligominerali Lora di Recoaro oltre alle molteplici bibite con il marchio Recoaro , hanno dato lustro ad una località incredibilmente unica e reso famoso Recoaro nel mondo , le sue fonti avevano nel turismo fondato le radici di questa piccola ridente cittadina conosciuta come Recoaro Terme , per le loro proprietà curative ed altri trattamenti termali , cure idropiniche , inalatorie , bagni termali , fangoterapie e fisioterapia , insomma un vero gioiello delle cure termali , uno splendido giardino e parco contornava questo ambiente esclusivo con un percorso vita , completato dal giardino botanico con piante secolari , e strutture ricettive . Mentre in paese gli alberghi presenti sul territorio fornivano accoglienza ai turisti , rendendo unica questa perla delle Piccole dolomiti conosciuta come Conca di Smeraldo , con una serie di eventi per portare a conoscere le tradizioni di questa piccola cittadina.

Il parco attualmente occupa un’area di circa 22 ettari , con due pendici laterali separate dal torrente Prechel , con una serie di stradine che salgono verso gli angoli più dispersi dello stesso, Dal campo di bocce , punto panoramico , alla Pagoda , alla fattoria nella parte più alta del parco , numero le specie arboree con esemplari di età ragguardevoli , Roveri , Cedri , Castagni , Calocedri , Ciliegi , Carpini Bianchi e Sorbi . Numerose presenze di Abeti Rossi e Bianchi , una fustaia di Abete Rosso rende un paesaggio di grandi alberi .

Nella parte inferiore l’area e coperta di edifici , parcheggi e punti per l’accesso , il Bunker di Kesserling , l’albergo Dolomiti , Villa Tonello , l’albergo Giorgetti , Chiesetta di San Gaetano , reparti e ambulatori medici per il trattamenti termali

Cenni storici

Il parco delle fonti e il risultato di tanti anni e continue evoluzioni in parte naturali ed in parte dovute all’azione dell’uomo . Il paesaggio offerto al Conte Lelio Piovene già nel 1689 , quando inizio a scoprire le proprietà curative delle acque di questo territorio , ovviamente lo stesso paesaggio non era come quello che possiamo ammirare adesso , ma già nell’inizio 800′ si poterono notare alcune stampe con edifici già eretti , per poter rendere possibile ai turisti l’uso delle acque curative che giungevano da diverse località fino qui , anche se l’assenza quasi totale di alberi sul retrostante parco spiccava all’occhio .

Dopo l’unità d’Italia si costruirono altri moderni edifici per abbellire sia la stazione Termale che i prati circostanti di quello che poi sarebbe stato diventato il “Parco delle Fonti”. A tal proposito di ricorse ad un Architetto vicentino , già progettista della villa Tonello completando così l’opera nel 1876 . La sua ricerca di creare suggestioni aggiungendo rocce , aiuole fiorite e boschetti che andavano ad incorniciare lo splendido paesaggio che contornava questo incredibile luogo , furono introdotte anche varie specie di conifere e specie esotiche , per rendere ancora più alpino questo luogo. Bellissima la presenza a fianco di Villa Tonello del maestoso Calocedro (calocedrus decurrens) originario dell’Oregon .

Le vicende belliche della seconda guerra mondiale e la presenza del Bunker di Kesserling subirono un pesante bombardamento degli alleati nel 45′, numerosi gli edifici distrutti e danneggiati , anche il parco subì delle conseguenza pesanti , nel 1952 l’architetto Mario Baciocchi ricostrui tutto, anche se ciò modifico per sempre alcuni particolari dal progetto originario , rifacendo il piazzale , alcune fontane , e arredamento urbano nel 1988.

Le nostre sorgenti

Ogni sorgente, grazie alle sue particolari proprietà è particolarmente indicata per chi desideri migliorare la sua condizione di salute; dal supporto alla risoluzione di anemia carenziali, al trattamento di patologie della pelle. Tra queste le nostre acque risultano particolarmente efficaci nel trattamento di patologie delle pelle soprattutto a carattere subacuto-cronico come la psoriasi.

Sorgente Lora

Le proprietà terapeutiche dell’acqua oligominerale Lora sono legate in gran parte alla sua ipotonicità rispetto ai liquidi biologici, anche se un ruolo non trascurabile spetta ai minerali in essa disciolti .Per la sua ipotonicità, l’acqua Lora, dopo assunzione orale, viene rapidamente assorbita dall’intestino, con successivo rilevante incremento della diuresi. La funzionalità renale è inoltre potenziata anche dai minerali sciolti nell’acqua.Per questi motivi la sorgente Lora viene utilizzata per la prevenzione e la cura di alcune malattie delle vie urinarie (calcolosi e cistiti recidivanti), di malattie metaboliche e delle sindromi iperuricemiche:

Calcolosi delle vie urinarie : calcolosi non complicata delle vie urinarie

Cistite recidiviante : infiammazioni croniche delle vie urinarie, specie cistiti

Iperuricemia: iperuricemia: in particolare diatesi gottosa

Sorgente Lelia e Nuova

La Fonte Lelia ha un alto contenuto percentuale in ferro in quanto le rocce adiacenti al punto di emergenza di questa sorgente hanno carattere eruttivo di tipo basico con contenuto di pirite (bisolfuro di ferro).
Anche se la moderna farmacologia mette a disposizione preparati con elevato contenuto di sali ferrosi, la validità terapeutica dell’acqua Lelia deve essere tenuta in considerazione per la sua ottima tollerabilità ed efficacia. L’acqua, limpida e fredda alla sorgente, dopo ossidazione a contatto con l’aria, subisce un modesto intorbidimento con la formazione di un sedimento rossiccio dovuto alla precipitazione di idrato ferrico colloidale. Non si sono mai verificati casi di infiammazione della mucosa gastrica imputabili al ferro contenuto nell’acqua minerale. Il ferro è un minerale necessario per l’organismo umano in quanto, essendo un costituente dell’emoglobina, è elemento insostituibile per la sintesi di questa molecola contenuta nei globuli rossi del sangue e deputata al trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti. Esiste nell’organismo una riserva di ferro; infatti dopo l’assorbimento, una parte viene catturata dal midollo osseo, a seconda delle necessità, per la produzione di nuova emoglobina, mentre la quota restante si deposita soprattutto nel fegato e nella milza, che rappresentano i principali organi di riserva. La terapia idropinica con acqua Lelia è indicata in tutti i casi in cui vi sia un maggior fabbisogno di ferro (gravidanza, allattamento, periodo di sviluppo, ecc.) o, di converso , nei casi in cui vi siano perdite del minerale. A quest’ultimo riguardo va tenuto presente che l’evenienza in cui con maggior frequenza si delinea una carenza di ferro è costituita dalle emorragie, che solo in talune circostanze si verificano in modo evidente, mentre assai spesso sono modeste e poco appariscenti, ma prolungate. In entrambe queste situazioni è tassativo un corretto accertamento di carattere medico, allo scopo di individuare con precisione le cause e la sede dell’emorragia.

Azione Ricostituente

L’acqua Lelia svolge un’azione “ricostituente”, dovuta alla presenza del minerale, oltre che nella emoglobina, anche nei citocromi, costituenti cellulari, che partecipano agli essenziali processi di ossidazione cellulare, con ricavo di energia. Sembra dunque lecito ampliare le indicazioni di cura con questo tipo di acqua agli stati di astenia psico-fisica, specie in fase di convalescenza. La presenza di acido carbonico, magnesio e calcio in concentrazioni sovrapponibili a quello delle altre acque minerali recoaresi, fa si che valga, anche per la Lelia, il campo di applicazione terapeutica delle sorgenti Lorgna e Amara. E’ infine da ricordare che le caratteristiche dell’acqua Lelia la rendono idonea anche ai fini della balneoterapia.

Sorgente Lorgna

Alterazioni funzionali di fegato, vie biliari e pancreas possono manifestarsi clinicamente con la dispepsia (cattiva digestione). Il paziente lamenta senso di peso, eruttazioni, tensione dolorosa addominale, senso di bruciore epigastrico. La terapia idropinica può portare notevoli benefici anche a pazienti sofferenti di gastropatie e di colicistopatie croniche alitiasiche. Il meccanismo di azione dell’acqua è dovuto alla sua azione tampone in caso di eccessiva acidità dello stomaco e all’azione di stimolo alla secrezione in caso di scarsa acidità. L’azione stimolatrice sarebbe dovuta all’incremento di produzione dell’ormone enterico “gastrina”. Non esiste controindicazione all’uso di tali acque anche nei casi di ulcera duodenale cronica, proprio per la diminuzione di acidità e per l’azione trofica esercitata dall’acqua sulle mucose. Nelle colicistopatie croniche alitiasiche (senza calcoli) il meccanismo di azione delle acque consiste nella loro capacità di introdurre una migliorata produzione e flusso di bile, sia attraverso una più idonea vascolarizzazione epatica, sia per azione diretta dei loro sali sul fegato, con attivazione della capacità secretoria, sia infine per maggior liberazione di ormoni intestinali, che hanno come funzione quella di indurre una più efficiente motilità della colecisti e delle vie biliari e di conseguenza un migliorato drenaggio biliare. Va tenuto presente che ove vi sia invece il riscontro della presenza di calcoli nella colecisti, la terapia idropinica può trovare la sua applicazione solo qualora si tratti di un calcolo solitario di cospicue dimensioni, in quanto i piccoli calcoli multipli possono migrare a seguito dello stimolo colecisto-cinetico ed incunearsi nell’asse biliare principale, provocando coliche e conseguente possibile ittero ostruttivo.

Sorgente Amara

La stipsi è una condizione molto diffusa che spesso induce all’abuso di lassativi e che dovrebbe invece trovare soluzione in una più idonea dieta e in rimedi più fisiologici, come la terapia idrologica con l’acqua Amara. Spesso la stipsi è associata ad alterazioni motorie del colon a configurare una sindrome funzionale denominata colon irritabile. L’acqua Amara, per la presenza di solfato di magnesio che ha azione blandamente lassativa e di ioni di calcio che esplicano una moderata azione antispastica, risulta indicata in questo tipo di patologia.

CONTATTI PER INFORMAZIONI

Per informazioni contattare nel sito oppure chiamare i numeri sotto citati , ricordo che il parco potrebbe essere chiuso al pubblico (causa Covid )

Via Fonti Centrali, 36076 Recoaro Terme (VI).

Tel. 0445 75016 Fax 0445 792519

E-Mail : info@termedirecoaro.it oppure termedirecoarospa@gmail.com

Sito : https//www.termedirecoaro.it

134 Sentiero Val Ricchelere

Pubblicato da luke007 in 3 aprile 2021
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Piccole dolomiti. Lascia un commento

Tempo di percorrenza: 2h00

Dislivello totale: 464 m

Quota massima raggiunta: 995 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Si sale a Recoaro Terme e si prosegue fino a raggiungere la località Menarini , sul ponte prima della Pizzeria omonima e si inizia a salire sul sentiero che porterà alla centrale elettrica di Val Ricchelere presso località Agni , dove sono presenti due serbatoi di recupero acque , ricordo inoltre che nelle quote più alte e presente la sorgente di captazione delle acque oligominerali Lora Recoaro , si prosegue per una carrabile fino all’ultima Baita per poi entrare in un sentiero in cui si accentua leggermente la pendenza fino ad entrare in un canalino che sale ripido fino a raggiungere un pianoro dove son presenti altre due baite si prosegue attraversando una valle su una mulattiera che porterà direttamente sulle malghe delle Valletta , superata la sbarra si sale ancora sulla sinistra per poi raggiungere la zona di Malga Chempele , mentre se si sale sulla destra passando per le vallette si potrà raggiungere la Conca D’oro di Pizzegoro , ovvero nel posteggio dei Castiglieri. Il sentiero e molto bello soprattutto nel periodo di fioritura , visto che corre in prossimità della val Ricchelere , il torrente mantiene umida la terra circostante favorendo così fioriture e ampia vegetazione, se percorso con il 133 che porta alle fonti Centrali si completa un anello molto interessante

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