Percorrendo alcuni sentieri sul Pasubio , magari meno praticati si può arrivare in questo luogo , che per molte persone e un luogo come un’altro , si tratta invece della centrale elettrica austroungarica , situata appena dopo la selletta del groviglio provenendo dal sentiero 120 che passa per la Chiesetta di santa Maria mentre se si proviene da 105-105B dopo la selletta del Roite . La centrale e molto grande , veniva utilizzata per produrre la corrente utilizzate per l’illuminazione , le pompe e i perforatori per poter scavare le gallerie da mina . Le sue stanze sono molto grandi capaci di avere al loro interno macchinari di notevole dimensione , il suo interno non e in perfette condizioni in quanto presenta tutti i materiali di sostegno e pavimentazione molto marci , dentro si possono ancora trovare gli isolatori in porcellana , praticamente la centrale e sconosciuta . Consiglio a chi sale in Pasubio di prendersi almeno una volta la briga di visitarla , tanto per poter rendersi conto di come operavano gli austriaci sul fronte.
Questa variante non è segnalata dal CAI con i segnavia ma risulta molto utile e più piacevole da percorrere al posto di fare la carrareccia 120 che porta prima fino a Sella delle pozze e poi Sella campiluzzi , per poi svoltare a destra per imboccare il 105 , normalmente questo sentiero viene utilizzato dopo aver raggiunto il rifugio Lancia partendo dal rifugio Papa attraverso il 105 delle creste o tricolore , il ritorno da questo sentiero va a ricoprire la parte opposta a quello delle creste e quindi sotto il profilo storico risulta un completamento del percorso interessato dal campo di battaglia , il percorso e poco segnalato sopratutto il suo inizio , arrivando sia dal 120 Lancia- Sella delle Pozze o 102 bocchetta delle corde prima di iniziare la salita del 105 si trova una carrareccia che inizia sul prato a sinistra ( comunque e segnalata da un puntino rosso , ma poi si possono notare le vecchie segnaletiche anche se poco visibili) , poi arrivati sulla selletta del Roite per chi non lo sapesse a fianco della selletta leggermente più in basso era posizionata la centrale elettrica austriaca Werk Elekts , poi si prosegue fino ad arrivare alla selletta del groviglio cosi chiamata dagli italiani per il complesso sistema difensivo austriaco e per le intricate trincee , da li si possono notare le fortificazioni della prima linea austriaca che passano la selletta a destra salendo sul dente austriaco , mentre a sinistra proseguono in cresta per la variante 147 che porta a Malga Costa. L’altare dove sono situati i resti di ossa umane l’ ho inserito per poter far capire alle persone che salgono in questi luoghi , l’enorme sacrificio di vite umane incorso in queste pietraie , che tante cose avrebbero da raccontare , e di ossa non è raro trovarne ancora uscendo dai sentieri , nonostante siano passati quasi 100 anni .
Questo itinerario e dedicato alle mie amiche e compagne di trekking Antonella e Paola. Paola mi chiede : mi fai un itinerario da percorrere in 2-3 giorni con la possibilità di avere dei rifugi di appoggio . Tra le tante peripezie è uscita una cosa molto interessante sia sotto il profilo tecnico che fisico , il tracciato che percorre anche alcune zone poco conosciute e molto interessante , a partire dalla Val delle prigioni fino a percorrere la prima linea di fuoco austriaca situata sul crinale della selletta del groviglio , e per completare l’opera il 105 sentiero delle creste o tricolore .
1° Tappa colore rosso : Val delle prigioni- Passo dell’omo – Sella di cosmagnon – Soglio dell’incudine – Rifugio Papa
Sentieri usati : 135 , 398 , 105
La val delle Prigioni e una valle molto selvaggia e poco praticata , ma che permette di vedere zone del Pasubio sconosciute alla maggior parte delle persone il sentiero non esiste ed e intuitivo , superata la prima parte di boscaglia si prosegue lungo il canale fluviale fino ad arrivare in una biforcazione della valle che prosegue a sinistra come Val dell’omo fino ad arrivare al Passo dell’omo, da li proseguendo sulla destra del passo si sale in mezzo ai mughi fino ad incontrare il 135 che sale dai Raossi , si mantiene la destra e si prosegue fino a selletta cosmagnon da li si sale fino prima al soglio dell’incudine (che io invito ad approfondire visitandone le postazioni che guardano verso il roccioni del lora di cosmagnon ) per poi proseguire dal Cogolo alto attraverso il segnavia 105 , passando a visitare il piccolo museo diffuso di guerra con alcuni cimeli esposti , dopodiche si prosegue per il 105 fino al rifugio Achille Papa .
Per quanto riguarda i pernottamenti è consigliabile programmare questa uscita prenotando il pernotto per tempo .( sia al rifugio Papa che al rifugio Lancia )
Rifugio Gen. Achille Papa Titolare Leonardi Renato Telefono 0445 630233 Indirizzo E-Mail renatolr@tin.it Stanze disponibili 2-5 posti senza bagno n.5 Posti letto totali n.21 Camerate senza bagno n. 3 Posti letto totali n. 39 Bagni in comune n. 3 Aperto nei fine settimana da metà maggio a novembre. Aperto in estate tutti i giorni da 1 giugno al 30 settembre. Aperto in inverno su prenotazione per gruppi nei mesi di gennaio/febbraio e marzo
2° Tappa colore arancio : Chiesetta di S. Maria del Pasubio – Sette Croci – Selletta del groviglio – Malga Costa (non si passa sulla malga) – Sorgente – Sella delle pozze – Rifugio Lancia
Sentieri usati : 120 , 147
Il primo tratto del sentiero che parte dal rifugio Papa e tutto strada sterrata fino alla Chiesetta , arrivati li si possono notare sulla destra la trincea di comando e la prima linea italiana che guarda verso la val caprara , il sentiero ora prosegue normale transitando per le sette croci ( che si dice siano stati uccisi 7 pastori per dispute sulle proprietà del pascoli ) per poi salire alla selletta del grovilgio . ( una nota interessante che se si sale sulla sinistra dal 105b si può vedere nella collina opposta la centrale elettrica austriaca ) . Si prosegue a destra per le creste e si possono notare le trincee della prima linea austriaca in cemento armato , si prosegue fino a superare tutte le creste fino ai sogli bianchi , da li il sentiero 147 prosegue a sinistra scendendo verso località sorgente , per poi proseguire fino a sella delle pozze e rifugio Vincenzo Lancia
Rifugio Vincenzo Lancia Località Alpe Pozza, Comune Vallarsa Quota 1825 m/s.l.m. Posti 64 Inverno 4 Gestore Paolo Bortoloso Telefono 0464-868068
3° Tappa colore verde : Rifugio lancia – Bocchetta delle corde – Roite – Sella del roite – Piccolo Roite- Dente austriaco – Dente italiano – Cima Palon – Cogolo alto – Rifugio Papa – Val canale – Rifugio Balasso
Sentieri usati : 102 , 105 , 300
Anche se fatto alla rovescia il 105 sentiero delle creste o tricolore che dir si voglia , sentiero molto interessante segue buona parte delle postazioni della grande guerra compresa la galleria Ellison e la galleria Achille Papa , ricordo a tutti che la guerra di mine sui denti fu molto accesa e aspra con diverse perdite da ambo le parti . E che lo scoppio dell’ultima mina devasto parte del dente italiano , resta comunque un percorso da percorrere e dedicare del tempo ad ispezionare e comprendere la vastità e l’importanza di questa parte di fronte conteso e considerato la terra di nessuno , ricordo inoltre che nel periodo della guerra negli inverni rigidi la coltre nevosa arrivava fino a 10 metri rendendo difficoltose anche gli approvvigionamenti delle truppe . dopo aver risalito il monte roite il sentiero costeggia fino ad arrivare alla seletta dei roite e transita passando per il piccolo roite e raggiungendo il dente austriaco che come si può osservare presenta le trincee fortificate con cemento armato , e da li si può vedere molto bene il dente italiano , si scende fino alla selletta dei denti, mentre si sale il dente italiano nella parte devastata dall’esplosione della mina , per poi arrivare alla seletta damaggio e salire a cima Palon da dove parte la galleria Achille Papa che porta alla selletta damaggio da li si può anche notare il camminamento ghersi che porta alla chiesetta di santa maria , nel nostro caso si prosegue per il cogolo alto e poi si scende fino al rifugio Papa , da li prendendo il segnavia 300 si può scendere fino ad arrivare al rifugio Balasso dove si ritrova l’auto
Nota bene : l’auto è stata messa nel posteggio del rifugio Balasso , ma per partire dalla val delle Prigioni
-o si sale con due auto e una la si lascia al Balasso e l’altra a Val delle prigioni , poi al ritorno la si va a riprendere
-o ci si fa portare a Val delle prigioni da qualche amico e l’altra la si lascia al Balasso per il rientro
Del risultato di questo piccolo trekking sono stato molto contento , Antonella e Paola hanno compiuto le tre giornate con condizioni meteo eccellenti con il loro grande entusiasmo , e completato le tappe con tranquillità ritagliandosi del tempo per i reportage fotografico …che rimarrà per sempre nei loro ricordi e nei loro cuori , come un’esperienza di vita.
Raccolta di emozioni dei protagonisti
E’ stata un’esperienza forte,entusiasmante,ricca di emozioni e sensazioni piacevoli.. Un luogo dove non manca mai lo stupore per le bellezze naturali del paesaggio(abbiamo trovato la fioritura primaverile, la stagione è in ritardo , la tanta neve è da poco sciolta,;molte le specie di fiori e i loro colori formavano un arcobaleno magnifico, che catturava occhi e cuori sensibili)..; ma stupore anche per l’impatto emotivo che la storia è impressa in questi luoghi sacri;non si può camminare su queste pietre senza pensare alle fatiche ,alla sofferenza di giovani vite che quassù hanno lottato ,fianco a fianco (i due confini erano a pochi metri di distanza) ,e perso la loro vita nella guerra..è un trekking che racconta molto a chi vuol ascoltare..basta saper camminare in silenzio e guardarsi intorno..un trekking che vuol essere un INNO alla PACE…
Arrivati al Rifugio Balasso si mette l’auto nell’ampio posteggio situato e davanti al rifugio , questo e solo un sentiero di raccordo fondamentale per mettere l’auto , perchè altrimenti la si dovrebbe lasciare o su al Pian delle Fugazze oppure al Ponte verde dove partirebbe il 311A , la mappa lo riporta come 300 , ma si chiama 300A.
Ricordo inoltre che il raccordo 300-311 poi si collega con il raccordo che porta al Pra dei Penzi , incrociando il 317 Soglio d’uderle e il 322 Fontana d’oro
Arrivati al Rifugio Nerone Balasso sulla destra esiste un ampio posteggio , da li si prende il sentiero 300A di Raccordo con il 300 della Val Canale , si sale fino ad uscire dal bosco e si entra nell’ampia valle continuando a salire la valle si può notare un masso al centro , abbastanza grosso , a destra del masso si notano i ghiaioni del 311 direttissima Val Canale mentre dritto al masso si entra nel Boale , questo percorso non e molto complesso ed è ideale per i primi approcci invernali , ovvero per chi inizia le prime esperienze con le salite invernali , e magari per le prime uscite farsi guidare da PERSONE ESPERTE . Poi devo ricordare che le risalite invernali devono essere affrontate con i MATERIALI INVERNALI , E CHE IL FATTORE TEMPO SIA METEOROLOGICO E IL CALARE DEL SOLE DEVONO ESSERE PRESI IN CONSIDERAZIONE . Il boale e molto bello , abbastanza veloce da salire anche se l’avvicinamento può risultare un pò lungo , nel caso il tempo sia clemente ti farà vedere un panorama molto bello e interessante , la discesa può essere fatta dallo stesso sentiero . Sta a voi se arrivati al rifugio Papa avrete voglia , tempo e ancora un pò di forze per salire a cima Palon .
Queste varianti non sono segnalate in tutte le cartine , ma sono molto utili per chi con meno preparazione volesse percorrere il sentiero 147 in andata e ritorno(cosa per altro consigliabile ) e non volesse perdere la bellezza dei panorami ; in maniera tale di percorrere i sentieri chiudendoli ad anello. Vi ricordo che dalla sella delle pozze al rifugio Lancia ci vogliono circa 30 minuti .
– Prima Variante Anello piccolo: Salendo dal Passo della Borcola dal 147 Sella delle pozze si arriva in località sorgente , prendendo la sinistra verso malga bisorte si può salire sulla selletta del groviglio e ritornare per il 147 Variante zenavri per il ritorno al Passo della Borcola
Seconda variante passando al Rif. Lancia: Appena passata la malga Bisorte prendendo la destra secondo il senso di cammino si prende il 120 passando prima per Selletta Campiluzzi per poi scendere a Sella delle Pozze e successivamente al rifugio Lancia
Terza variante Senza passare al Rif.Lancia: Salendo dal Passo della Borcola dal 147 si arriva in località sella delle Pozze si prende a sinistra e si percorre il 120 fino ad arrivare prima al bivio 121A per malga Bisorte, prendendo la sinistra verso malga bisorte si può ritornare sul 147 e ritornare verso il passo della Borcola
Quarta variante Anello grande: Salendo dal Passo della Borcola dal 147 arrivati in località sella delle Pozze si prende a sinistra e si percorre il 120 fino ad arrivare prima al bivio 121A per malga Bisorte, prendendo la destra si può arrivare alla selletta del groviglio e attraverso le creste del 147 Variante Zenavri tornare a Malga Costa e ridiscendere fino al Passo della Borcola(nella foto si può notare sullo sfondo il sentiero che scende a Malga Bisorte)
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h40 Fino al Rifugio Papa : 3h10
Dislivello totale : 930-1000 m
Quota massima raggiunta : 1975 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come raggiungere
Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 che porta verso Rovereto , transitando verso il passo del Pian delle Fugazze , superato l’abitato di Valli del Pasubio e Sant’Antonio si arriva il località Ponte Verde e si svolta a destra sulla strada che porta a Colle Xomo , dopo alcune curve si trova un prato verde Pra dei Penzi , punto di partenza per la nostra escursione .
Sentiero molto bello che si inerpica per uno stretto vallone e costeggia il famoso campanile , tecnicamente e fisicamente non molto complesso anche se con buona pendenza , la visuale nella salita e molto bella se si trova una bella giornata . E INDISPENSABILE LA TORCIA PER LE GALLERIE SE SI VUOLE ANDARE AL RIFUGIO PAPA . La discesa può essere fatta per la val canale molto bella (poi io di solito imbocco il canale fluviale )fino ad incontrare il sentiero di raccordo per Pra dei Penzi
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h30
Dislivello totale : 770 m
Quota massima raggiunta : 1938 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Arrivati in località Pian delle Fugazze sul posteggio situato a destra dove si può mettere la macchina , da li parte la Strada degli Eroi che porta al rifugio Papa alle porte del Pasubio , antico confine austroungarico , nel basso si possono ritrovare anche gli antichi Ceppi di confine, la strada e percorribile anche con la MTB e nel periodo estivo funziona anche un bus navetta , e abbastanza semplice non presenta grosse difficoltà , e la sipuò percorrere interamente oppure attraverso alcune scorciatoie ben segnalate , così facendo si risparmia un pò di strada visto la sua lunghezza a causa di molti tornanti circa 10 km , arrivati alla galleria D’Havet che va ad attraversare le creste che portano all’incudine , si può vedere uno scenario mozzafiato (tempo permettendo )della val Canale e del rifugio Papa , come anche del resto la strada delle 52 gallerie , la direttissima val Canale , il soglio dell’uderle ,il boale dei cavi , il boale d’inverno. La discesa può essere fatta dallo stesso sentiero o per persone un pò più esperte il 300 Val Canale per poi rientrare al pian delle Fugazze passando per la chiesetta e la Colonia di San Marco
Cenni storici La strada degli Eroi vera e propria è il tratto lungo circa 2 chilometri che collega la Galleria d’Havet al Rifugio Achille Papa, situato alle Porte del Pasubio. Scavata sulla destra orografica delle pareti verticali a precipizio sull’impervia Val Canale, presenta un fondo naturale piuttosto dissestato.
Il nome deriva dal fatto che sulla parete rocciosa sono collocate delle targhe in onore delle 15 Medaglie d’Oro al Valor Militare che combatterono sul Pasubio durante la Grande Guerra.
Per estensione con il termine di Strada degli Eroi ci si riferisce all’intera rotabile della Val Fieno, che sale dal Pian delle Fugazze (1162 m), al confine fra la provincia di Vicenza e di Trento, e arriva fino al Rifugio Papa (1928 m).
La strada, chiusa al traffico motorizzato è lunga nella sua interezza 10,6 chilometri, segnati da pietre miliari che ogni chilometro danno la distanza dall’inizio. Il fondo è naturale, tranne per alcuni tornanti asfaltati, con un percorso tortuoso nella Val Fieno per salire con pendenza piuttosto costante e mai particolarmente impegnativa se non nel tratto finale prima della Galleria d’Havet, lunga poche decine di metri, che permette di passare nella Val Canale appena sotto il crinale dello spartiacque.
Durante il conflitto mondiale era solamente un sentiero e venne in seguito allargata per permettere un comodo accesso alla Zona Sacra, in alternativa della strada degli Scarubbi in cui la neve permane molto più a lungo a causa dell’esposizione a nord. Chiusa al traffico motorizzato negli anni ottanta a causa della pericolosità del tragitto soprattutto nel tratto finale, è oggi molto frequentata dagli escursionisti sia a piedi che in mountain bike. Rimane infatti una delle principali vie d’accesso alla sommità del massiccio perché può essere percorsa anche da chi ha poca confidenza con la montagna.
PERCORRENDO QUESTI LUOGHI DOVE TANTO SANGUE E STATO VERSATO , PENSATE A QUANTI HANNO PERSO LA VITA SU QUESTE ROCCIE PER UN’UNICO IDEALE DI LIBERTA’ .
VIATORE SOSTA REVERENTE
GUERRA ITALO AUSTRICA 1915 – 1918 LA 326° COMP DEL GENIO ZAPPATORI NELL’ANNO 1917 REDUCE DAI LA VORI DIFENSIVI E OFFENSIVI NELLE LOCALITA’ DENTE ITALIANO SELLETTE QUOTA 2081 CORNO DEL PASUBIO FORNI ALTI CUARO FONTANA D’ORO SOGLI ROSSI INIZIO’ E COSTRUSSE A COMPIMENTO QUESTA STRADA CONGIUNGENTE PORTE DEL PASUBIO CON LA GALLERIA D’HAVET SCOLPITA NELLA ROCCIA A STRAPIOMBO OVE PRIMA SOLTANTO L’ALI AVEVANO DOMINIO FU IN SEGUITO DENOMINATA LA STRADA DEGLI EROI DELLE COSPIQUE OPERE POSTUME APPORTATEVI AD ALTRI IL MERITO
UN SUPERSTITE DELLA 326 COMP. 1° REGG. GENIO ANNI 1916 E 1917 SOCIETA’ ESCURSIONISTI PASUBIO S.E.P. VALDAGNO ANNO 1979
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 1050 m
Quota massima raggiunta : 1938 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Salendo per la strada statale 46 passata la località Ponte verde (a destra porta al passo Xomo il sentiero partirebbe da li ma il posteggio risulta difficile ) si procede per circa 2 km fino ad arrivare al Rifugio Nerone Balasso , sulla destra si può notare la cava e l’ampio parcheggio auto , alla fine del recinto sulla sx si nota il primo segnavia ,da li si prende la sx passando in mezzo ad abeti e pini per poi congiungersi con il 300 vero e proprio , dopo aver terminato il sentiero ed essere entrati nella val canale si prosegue per circa 200-300 metri e si nota sulla destra una gola con ghiaioni slavinati , si sale sui ghiaioni e da li parte il segnavia 311 , si restringe il vajo , ci sono dei passaggi con catene abbastanza semplici fino ad incontrare un masso incastrato proprio nel mezzo del vajo , superabile con un po di difficoltà con la catena fissa , superato questo masso la via prosegue prima su erba e mughi e poi su sassi per arrivare proprio sotto al rif Papa superando gli ultimi ghiaioni in un tratto abbastanza pendente (dove nel periodo della guerra erano situati i baraccamenti denominati “el milanin”)il tempo di percorrenza e di circa 2h40 e di circa 2h40 , mentre la discesa può essere fatta sia per il sentiero 300 val canale che per la strada degli Eroi.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h00 Fino al Rifugio Lancia : 4h30
Dislivello totale : 900 m
Quota massima raggiunta : 1903 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , alla prima curva si prende a sinistra verso l’abitato di Posina , si prosegue fino al passo della Borcola che separa la val di Posina dalla Val terragnolo.Arrivati al passo si lascia la macchina e si prosegue a piedi fino ad incrociare il sentiero 147 a sinistra , non presenta difficolta tecniche , ma ci vuole un buon passo per arrivare al rifugio Lancia una preparazione abbastanza buona visto i continui saliscendi , e spettacolare dal punto di vista naturalistico e presenta delle varianti molto interessanti sotto il profilo storico perchè portano direttamente sulle fortificazioni Austroungariche situate sulla selletta del groviglio quota 2059 , da dove si può vedere la linea di fuoco italiana nella parte bassa dei roccioni (vedi variante Zenavri)raggiunta la quota sella delle pozze 1200 metri , prendendo sulla destra in circa 20 minuti di cammino si arriva al rifugio Vincenzo Lancia . La discesa può essere fatta dallo stesso sentiero o si può prendere la 385 Val Caprara che scende sulla strada che porta al Passo della Borcola , anche se però si deve percorrere un buon tratto di strada asfaltata per risalire al Passo.