Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Colle Xomo-Pian delle Fugazze – Campogrosso

Pubblicato da luke007 in 2 aprile 2013
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

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Itinerario : Colle Xomo-Rifugio Papa-Strada degli eroi-Selletta nord-ovest-Malga Boffental-Discesa per le sette fontane

Tipo di terreno : Tutto sterrato con pendenze interessanti ideale per approfondire l’esperienza di un trail

Per effettuare questo percorso l’ideale e di avere una macchina al pian delle Fugazze e l’altra a Colle xomo , il sentiero e di circa 20 km ma l’impegno che richiede per farlo con andatura normale è accettabile , ma nel caso si volesse percorrerlo con una certa velocità diventa qualcosa di una certa importanza visto la prima salita con una discreta pendenza , ma sopratutto la seconda da non sottovalutare , a livello panoramico , tempo permettendo e molto bello , ssia sulle gallerie che sulla selletta del sengio alto

Piccolo dettaglio tecnico , questo tratto di 20 km fa parte della gara Trans D’Havet 80 Km 5600D+ , risulta quindi ottimo per effettuare prove sul percorso , anche se il percorso originale arriva a Campogrosso per poi proseguire sul sentiero della Bocchetta fondi

Trail del Monte Soglio 63 km 3500D+

Pubblicato da luke007 in 30 marzo 2013
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Presentazione
Il Trail del Monte Soglio è un progetto nato dall’idea di creare in Canavese un evento legato alla disciplina sportiva del Trail Running.
Il Trail Running è la corsa outdoor effettuata su fondo naturale, preferibilmente su sentiero, percorrendo distanze medio lunghe che vanno da qualche decina a centinaia di chilometri. Considerato la durata di un Trail e le asperità naturali incontrate sul percorso la corsa si riduce spesso a andature lente fino ad arrivare alla camminata.

Lo scopo del progetto non è esclusivamente quello di creare una manifestazione sportiva, bensì si intende promuovere la disciplina del Trail Running, sostenere la pratica di uno sport sano all’aria aperta come mezzo per rafforzare il fisico e rilassare la mente, promuovere il turismo nei territori poco conosciuti dell’Alto Canavese, valorizzare e far conoscere la rete di sentieri esistente sulle montagne canavesane anche riscoprendo antiche vie di comunicazione tra le borgate e gli alpeggi ormai disabitati, creando percorsi nuovi riutilizzabili per passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo.

A sostegno di questi principi sono stati redatti appositi articoli del Regolamento che ogni atleta deve accettare e sottoscrivere per partecipare alla manifestazione:

il rispetto della natura e del territorio: vengono squalificati i concorrenti che gettano a terra rifiuti, si è aderito alla campagna “Io non getto i miei rifiuti” promossa da Spiritotrail, il percorso deve essere tracciato con vernice biodegradabile, non si fa uso di bicchieri di plastica ai ristori.la rivalutazione delle aree montane come meta di turismo ecologico e sportivo: vengono ripristinati antichi sentieri, vengono pubblicate cartine dei percorsi, vengono invitati atleti provenienti da diverse parti d’Italia, Francia e Svizzera.la pratica di uno sport sano, pulito e sicuro: vengono squalificati i concorrenti che omettono di soccorrere altri atleti in difficoltà, non vengono dati premi in denaro, vengono eseguiti controlli sul materiale obbligatorio e assegnate penalità a chi ne è sprovvisto, viene dato un premio a tutti gli iscritti e a tutti i finisher.Il progetto nato all’inizio dell’anno 2009 dalla proposta di alcune persone private, prevede l’organizzazione dell’evento da parte di un Consiglio Direttivo che coordina le varie e numerose operazioni, appoggiandosi e collaborando con le Associazioni Sportive e di Volontariato presenti sul territorio, persone private e con il supporto e patrocinio degli Enti Locali.

Oltre il periodo della gara si è attivi tutto l’anno, in quanto, è sempre presente un’atività di promozione e informazione, finalizzata alla divulgazione degli ideali del Trail Running, all’inserimento di nuove persone appassionate e all’aggregazione tra esse. In particolare è attivo il sito internet ufficiale all’indirizzo http://www.trailmontesoglio.it, la pagina Facebook ufficiale http://www.facebook.com/trailmontesoglio e la presenza sui principali forum, blog e network online italiani e stranieri. Periodicamente viene inviata a circa 10.000 iscritti una newsletter via e-mail con le ultime notizie. Alla comunicazione web si affianca l’attività di promozione off-line, effettuata tramite l’invio, presso centri o sedi di manifestazioni sportive, di circa 30.000 brochure informative all’anno. Infine, ogni settimana, si organizzano ritrovi per escursioni di gruppo sui percorsi ufficiali, per esplorare nuovi itinerari o per trasferte su altri percorsi o gare trail.

Al fine di rappresentare ufficialmente il progetto, a dicembre 2010 si è costituita la A.S.D. Monte Soglio Trail, associazione sportiva riconosciuta dal CONI e affiliata allo CSEN.

http://www.trailmontesoglio.it/

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Trail degli Eroi 46 km 2500D+

Pubblicato da luke007 in 27 marzo 2013
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Partiti dalla Valle di S. Felicita (speriamo che il nome sia di auspicio), subito si affronta lʼimpegnativa salita sul crinale Sinistro (orografico) che porta a Campo Croce. Il percorso non dà tregua e sale ripido, con uno scorcio bellissimo sulla zona di partenza, sino a Malga Legnarola. Poi … ancora sù, dopo un breve saliscendi, verso lʼOssario di Cima Grappa. Il panorama sempre più ampio spingerà gli atleti verso la fine della faticosa salita il cui culmine riempirà la vista ed i cuori! Il passaggio allʼinterno dellʼOssario e del Monumento (ci raccomandiamo il silenzio in quanto Zona Sacra) è molto suggestivo. Si transita quindi nei pressi del Rifugio Bassano e poi si prende una leggera discesa sino ad aggirare la dismessa Caserma Italo-Americana. Transitando ancora in salita, si procede verso il Monte Pertica. Da qui, via a tagliare tutto il pendio nord del Massiccio in un tratto di falsopiano, costellato di cippi commemorativi. Raggiunto il crinale ovest, lo si percorre tutto, prevalentemente in discesa, in un susseguirsi di collinette dove lo sguardo spazia per tutto il Massiccio e le montagne circostanti. Il terreno agevola la corsa essendo prevalentemente prativo e morbido ( …però non mancano le salitelle …). Quindi ripida discesa fino al Finestron (ʻfinestraʼ panoramica e strapiombante sulla Valsugana) e poi, per un tratto di bosco su saliscendi ʻrilassantiʼ, verso la magnifica vetta del Col del Fenilon (macchine fotografiche a portata di mano!). Il più è fatto. In leggera discesa su terreno misto, si raggiunge Campo Solagna, ove si sale verso il Col Campeggia e le relative trincee. Ultima salita della grande ʻcavalcataʼ! Al termine delle trincee si prende (finalmente!) la discesa verso valle. Discesa di 5 km, non ripida ma abbastanza tecnica. Proprio prima di arrivare al punto designato quale termine delle nostre fatiche, si attraverserà la storica Palestra di Roccia di Valle S. Felicita, dove grandi alpinisti degli anni 30/ʼ50 hanno mosso i loro primi passi.Il periodo scelto per la prima Edizione (Prima Domenica di Ottobre) permetterà agli atleti di godere, non solo di temperature ideali alla corsa ma anche (speriamo) in giornate terse dove lo sguardo non sarà mai stanco dei panorami, ma anche di una natura che si veste dei colori dellʼautunno, con le prime foglie ingiallite, il profumo dei ciclamini o dei funghi. Il volo alto e signorile di qualche rapace e, se fortunati, della vista di qualche camoscio, capriolo o volpe. Se poi si è chini dalla fatica, potremo anche scorgere la presenza di qualche salamandra o rospo. Questa corsa potrà essere sicuramente un viaggio nella storia ed un modo di ricaricare lebatterie prima del ʻfermoʼ invernale. Una corsa che vuole essere un omaggio a questo territorio, in parte dimenticato, e ai suoi avvenimenti storici che gli Alpini mai smettono di ricordare.

http://www.traildeglieroi.it/

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Pett Trail degli eroi 47 Pett Trail degli eroi 85

Ultratrail du mont Blanc

Pubblicato da luke007 in 25 marzo 2013
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. 1 Commento


Carte-UTMB_coureurs-2012_1000[1] Profil-UTMB-2012

“la gente tende a pensare :se non vinco,non corro .Ma io sostengo il contrario.Io parto per correre , non per vincere .Se poi arriva la vittoria, tanto meglio .Ma e un di più.Tuttavia, anche se perdo ,ho potuto fare l’esperienza dei miei limiti, conoscere altre persone , godere della natura”Dawa Sherpa

Per correre il giro del Monte Bianco vuol dire scoprire un universo incomparabile, quello dell’alta montagna impressionante e magico; vuol dire condividere il sogno eterno dei pionieri; vuol dire attraversare il giardino fiabesco di Gaston Rebuffat ed i racconti di Roger Frison-Roche e scoprire l’intimità delle cime: la cupola del Monte Bianco, la cresta di Bionnassay, la Noire di Peuterey, il Dente del Gigante, la parete delle Grandes Jorasses, le cime nord e sud dell’Aiguille du Tour, l’Aiguille Verte, la verticale dei Drus. “E un’autentica esplosione di vette di granito, di alte punte cristalline, dove l’erosione di un’intensità eccezionale ha tagliato, segato, spezzato,sbriciolato, fatto a pezzi l’imponente sollevarsi dalle vecchie rocce, scoprendo un paesaggio di una straordinaria bellezza”(Roger Frison-Roche, guida-scrittore) The North Face® Ultra-Trail du Mont-Blanc® vi invita a vivere un’avventura fuori dal comune partecipando ad una delle 4 prove che vi propone:

UTMB® [Ultra-Trail du Mont-Blanc®] La mitica corsa Già dalla prima edizione, è stata chiamata « la corsa di tutti i superlativi ». Il giro completo del massiccio del Monte Bianco, 3 paesi attraversati : la Francia, l’Italia e la Svizzera. Una corsa che ogni corridore di trail sogna di finire, almeno una volta in vita sua. Il giro del massiccio del Monte Bianco in 168 km , 9600 metri di dislivello positivo in semi autonomia. – Partenza dal centro di Chamonix Mont-Blanc venerdi 30 agosto 2013 alle 16.30 – Iscrizioni limitate a 2300 concorrenti – Tempo massimo di corsa : 46 ore – Tempo indicativo dei primi : 20 ore – Solo per corridori con un minimo di 7 punti di qualifica.

CCC® [Courmayeur-Champex-Chamonix] – La porta d’ingresso Nata nel 2006, è diventata tanto popolare quanto « la sua sorella maggiore » (45 nazioni rappresentate nel 2010). La CCC®, considerata da tanti corridori come « la piccola », costituisce tuttavia anch’essa, una delle sfide ultratrail più difficili. Non prendete la CCC® alla leggera, più di un concorrente si è « bruciato le cosce ». Mezzo giro del massiccio del Monte Bianco in 100 km , 5950 metri di dislivello positivo in semi autonomia – Partenza dal centro di Courmayeur venerdi 30 agosto 2013 alle 9.00 – Iscrizioni limitate a 1800 concorrenti – Tempo massimo di corsa : 26 ore – Tempo indicativo dei primi : 12 ore – Solo per corridori con un minimo di 2 punti di qualifica.

TDS™ [sur les Traces des Ducs de Savoie] – L’alternativa Più « selvaggia » e più tecnica dell’ UTMB® e della CCC®, nel cuore della Valle d’Aosta e delle due Savoie, questa corsa offre una visione alquanto inedita del giro del Monte Bianco e del Beaufortin. Il percorso 2012 vi permetterà di scoprire il Col de la Youlaz (2661 m) sopra Courmayeur, « le passage du Curé » o la splendida vista sul massiccio del Monte Bianco dal Col de la Gitte nel cuore del Beaufortin. Mezzo giro del massiccio del Monte Bianco in 114 km, 7150 metri di dislivello positivo in semi autonomia – Partenza dal centro di Courmayeur mercoledì 30 agosto 2012 alle 7.00 – Iscrizioni limitate a 1200 concorrenti – Tempo massimo di corsa : 31 ore 30 min – Tempo indicativo dei primi : 14 ore – Solo per corridori con un minimo di 2 punti di qualifica.

PTL™ [la Petite Trotte à Léon] – Una grande avventura a squadre Una prova allucinante e non competitiva ! Un grande giro del massiccio del Monte Bianco con passi a più di 2500 metri di quota e con passaggi molto impegnativi. Se amate la solitudine, la solidarità e la grande avventura, sarete probabilmente almeno una volta, alla partenza. • Prova senza classifica in autonomia completa in squadre indissociabili di 3 (o 2) corridori. • Percorso differente ogni anno, senza segnaletiche ma solo con l’aiuto delle cartine (tracciati GPS forniti). • Circa 300 km, 24 000 metri di dislivello positivo • Tempo massimo : 138 ore • Partenza dal centro di Chamonix lunedi 26 agosto 2013 alle 22.00 • Massimo 80 squadre • Solo per squadre con minimo un finisher dell’ UTMB® Questo avvenimento è la realizzazione di un sogno di vecchia data e di una passione per l’Ultra-Trail®, condivisi da un numero sempre maggiore di corridori del mondo intero e dai loro accompagnatori. La sua realizzazione non sarebbe possibile senza l’amicizia che lega gli abitanti dei comuni francesi, italiani e svizzeri della regione del Monte Bianco.

http://www.ultratrailmb.com/page/1/L_evento.html

Pett ccc 2010 Pett ccc 2011 Pett UTMB 2012 pett utmb 2013 utmb 2014

Trans D’Havet 80km 5500D+

Pubblicato da luke007 in 22 marzo 2013
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Che dire una gara molto bella e interessante sotto il profilo storico e indubbiamente dei paesaggi , molto impegnativa sotto il profilo tecnico fino al 50esimo Km , una corsa per testare i propri limiti , e come si dice misurare la resilienza di se stessi , sperimentare i propri limiti in una cosa al di fuori delle norme…con un unico obietivo il traguardo di Valdagno .
Non e una gara per gli Highlander ,ma e per i comuni mortali; una lotta con il dolore , contro la fatica , una vera propria sfida no limits, contro noi stessi.

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LinK: http://www.transdhavet.it/

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102A Bocchetta Foxi – Testo – Rif Lancia

Pubblicato da luke007 in 17 marzo 2013
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero  :  1h30

Dislivello totale : 400 m  

Quota massima raggiunta  :  1998 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Sentiero molto bello con poco dislivello l’ideale da percorrere partendo dal rifugio Lancia , anche perchè la salita per arrivare alla bocchetta Foxi si dovrebbe fare o dal 122 Corno Battisti oppure dal 102 Val di Foxi e quindi richiederebbe un certo impegno fisico , la maggior parte dello stesso e tra i pini mughi e prato erboso privo di difficoltà e che ci permette di arrivare sul monte Testo ad ammirare lo splendido panorama verso il corno battisti e la val grobbe , molto belle e completamente aperte le gallerie di ricovero e postazioni sotteranee situate sul monte Testo , da li dopo averle visitate si ridiscende verso il rifugio Lancia e prendendo poi il 102 passando per la bocchetta delle corde si prosegue verso la bocchetta foxi scendendo per il sentiero 102 per la val foxi fino all’abitato di Anghebeni ,il tempo di percorrenza e di circa 6h , il sentiero si può anche prendere dal rifugio Lancia rientrando attraverso il 102 per bocchetta delle corde , in quanto si tratta di un anello .E INDISPENSABILE L’USO DELLA TORCIA O DELLA LAMPADA FRONTALE

Cenni storici

Nella controffensiva Austro-Ungarica iniziata il 15 maggio 1916. La direttrice d’attacco comprendente il monte Testo, che era  in mano alle truppe Italiane, era di competenza della XVIII Brigata Austro-Ungarica che partendo da Terragnolo, doveva superare il torrente e risalire le pendici del Pasubio. Il giorno 19 dopo aver vittoriosamente respinto un contrattacco Italiano sul Monte Spil le truppe Austro- Ungariche  prendevano possesso del Monte Testo,  con la successiva avanzata la prima linea del fronte sul Pasubio venne a trovarsi nella zona tra il Dente Austriaco e il Dente Italiano, Lasciando il Monte Testo in seconda linea. Grazie alla sua posizione strategica la cima del monte venne fortificata, con la realizzazione di un osservatorio e di una serie di appostamenti di artiglieria. Il gruppo d’artiglieria comprendeva  una batteria di obici da montagna, una batteria pesante. Il complesso del Monte Testo giocò un ruolo fondamentale nei cruenti scontri che avvennero successivamente nel vallone del Cosmagnon. Anche il tentativo Italiano del luglio 1916 volto alla conquista del Monte Corno (Corno Battisti) vide il contrassalto di truppe Austro-Ungariche proveniente dal Monte Testo.

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102 Val di Foxi

Pubblicato da luke007 in 16 marzo 2013
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero :  4h00

Dislivello totale : 1246 m    

Quota massima raggiunta  :  1894 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

LA PRIMA PARTE DEL SENTIERO NON E DOCUMENTATA FOTOGRAFICAMENTE, LE FOTO PARTONO DAL BIVIO DELLA BOCCHETTA FOXI
Appena giunti sull’abitato di Anghebeni si prende la destra e si va verso la caserma dei carabinieri , si mantiene la destra fino ad arrivare in uno spiazzo dove si può lasciare la macchina si prosegue diritti fino a Casa d’Austria proseguendo sempre dritti.
Sentiero molto bello con dislivello importante richiede un certo impegno fisico per la salita per arrivare alla bocchetta Foxi poi sempre dal 102 prosegue fino a Bocchetta delle corde per poi arrivare fino al rifugio Lancia, la maggior parte dello stesso e tra i pini mughi e prato erboso  , anche se arrivati in cima alla val Foxi fino a bocchetta delle corde e su tratto ghiaioso ma molto panoramico , poi arrivati al rifugio Lancia prendendo per il ritorno il 102A  (quello tratteggiato nella mappa),  molto bello e privo di grosse difficoltà ci permette di arrivare sul monte Testo ad ammirare lo splendido panorama verso il corno battisti e la val grobbe , molto belle e completamente aperte le gallerie di ricovero e postazioni sotteranee situate sul monte Testo , da li dopo averle visitate si ridiscende verso la bocchetta foxi per proseguire per il sentiero 102 per la val foxi fino all’abitato di Anghebeni ,il tempo di percorrenza e di circa 6h .

Il sentiero si può anche prendere dal rifugio Lancia , in quanto si tratta di un anello 102A-102 Bocchetta delle corde (vedesi sentiero 102A già documentato)

E INDISPENSABILE L’USO DELLA TORCIA O DELLA LAMPADA FRONTALE  PER ENTRARE NEL MONTE TESTO

Quanto prima documenterò anche questo con le foto del sentiero che sale dalla Casa d’Austria di Anghebeni , anche se lo stesso risulta molto semplice da seguire

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317 Soglio d’uderle

Pubblicato da luke007 in 10 marzo 2013
Pubblicato in: itinerari attrezzati, itinerari difficili. Tag: Ferrate, Monte Pasubio. 15 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero:  3h30         

Dislivello totale : 950 m                                           

Quota massima raggiunta  : 1900 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Come Arrivare

Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 che porta verso Rovereto , transitando verso il passo del Pian delle Fugazze , superato l’abitato di Valli del Pasubio e Sant’Antonio si arriva il località Ponte  Verde e si svolta a destra sulla strada che porta a Colle Xomo , dopo alcune curve si trova un prato verde  Pra dei Penzi , punto di partenza per la nostra escursione .
Sentiero impegnativo non tanto tecnicamente , ma fisicamente , vista la durata prevista di 3h30 , partenza dopo l’incrocio con il sentiero 322 val fontana d’oro , molto bello e con una visuale incredibile verso la val canale, alcuni passaggi sotto cengie strapiombanti rendono OBBLIGATORIO L’USO DEL CASCO , la visuale al passaggio vicino al frate su buona parte della val canale e verso l’incudine rende questo sentiero di ineguagliabile bellezza , superato il frate il sentiero rientra nel vajo sud dove si possono notare i resti di un ‘aereo caduto nel 1992 , proseguendo per il vajo diventato mulattiera si possono scorgere diverse fortificazioni della grande guerra fino ad arrivare sulla strada delle gallerie tra la 48°e 49° .La discesa può essere fatta sia dal 300 Val canale che dal 322 Val fontana d’oro tutti e due itinerari molto belli.

E CONSIGLIABILE NON SALIRLO IN GRUPPO VISTO LA POSSIBILITA’ DI CADUTA SASSI E OBBLIGATORIO L’USO DEL CASCO , E PER LA STRADA DELLE GALLERIE INDISPENSABILE LA TORCIA

ESTRATTO DELL’ARTICOLO CORRIERE DELLA SERA 15 MAGGIO DEL 1992

E caduto sul fondo di un canalone a 1800 metri di quota, sulle pendici del massiccio del Pasubio, tra le province di Vicenza e di Trento, il Piper PA.46 Malibu’ scomparso nel pomeriggio di lunedi’ scorso mentre volava tra Venezia e Bergamo. Il giallo, dunque, si e’ risolto come d’ altra parte si prevedeva. Ad avvistare il velivolo, intorno alle 17.30 di ieri, e’ stato un elicottero del 51 Stormo dell’ Aeronautica militare, di base ad Istrana. Il pilota ha notato qualcosa di strano tra la vegetazione, s’ e’ abbassato ed ha visto chiaramente i resti del Piper ed accanto alle lamiere anche alcuni corpi. Subito e’ scattato l’ allarme e verso il Pasubio sono stati fatti confluire tutti gli altri mezzi che partecipavano alle ricerche e che, in base ad un’ altra segnalazione rivelatasi infondata, erano stati concentrati nella zona di Vallarsa, una decina di chilometri piu’ a nord, in provincia di Trento. Visto che l’ area era difficilmente raggiungibile a piedi, i primi soccorritori sono stati calati direttamente dagli elicotteri con l’ uso di verricelli. I rottami del Piper erano sparsi in una zona piuttosta vasta, a quota 1800, duecento metri in meno, quindi, di quei cinquemila piedi ai quali il pilota dell’ aereo aveva chiesto di potersi portare nell’ ultimo contatto radio con il controllo di Montevenda. E ancora impossibile avanzare ipotesi sulle cause della sciagura. Sara’ importante, in particolare, stabilire se il velivolo s’ e’ disintegrato in volo (ipotesi che potrebbe essere avvalorata dal fatto che i rottami erano sparsi in una zona piuttosta vasta), aggiungendosi cosi’ alla lunga lista dei Piper Malibu’ che hanno fatto questa fine (otto dall’ 89 al ‘ 91); oppure se si e’ schiantato contro la montagna per qualche errore del pilota, l’ inglese Tony Lavelle. La zona dov’ e’ stato ritrovato il velivolo . una valle stretta tra i massicci del Pasubio e del Carega . e’ infatti considerata “ad alto rischio” per la circolazione aerea. Al momento dell’ incidente, comunque, splendeva il sole e la visibilita’ era ottima. Secondo il Centro di coordinamento del controllo aereo di Montevenda, il fatto che il relitto sia stato trovato sulle pendici del Pasubio sta a significare che il velivolo era finito fuori rotta: resta da stabilire se cio’ era avvenuto per una scelta di carattere “turistico”, oppure perche’ il pilota si era confuso nell’ affrontare la zona montuosa tra Vicenza e Verona. Lo accertera’ l’ inchiesta gia’ avviata sull’ incidente dalla procura della Repubblica di Vicenza. Sulla zona della sciagura sono arrivati in serata anche i familiari del proprietario del velivolo, l’ imprenditore Ivo Farini, e dei suoi compagni di viaggio: Stefano Rinaldi, il nipote Giuliano . entrambi bolognesi trapiantati in Inghilterra come Farini ., il campione di golf gallese Graham Poor e il suo allenatore Walter James. L’ operazione di recupero del relitto e delle vittime comincera’ stamane. Claudio Pasqualetto

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366 Strada delle 52 Gallerie

Pubblicato da luke007 in 10 marzo 2013
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Pasubio. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  3h15  

 dislivello totale : 1000 m    

Quota massima raggiunta  :  2001 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

AVVISO A TUTTI I LETTORI DI QUESTA PAGINA IN PARTICOLARE , IL TENTATIVO DI DESCRIVERE A PAROLE E FOTO IL SENTIERO DELLE GALLERIE PUO AD UTENTI INESPERTI SEMBRARE SODDISFACENTE , VI INVITO A PERCORRERE IL SENTIERO ALMENO UNA VOLTA PER POTERNE TRARRE LA VERA GRANDEZZA DI QUESTA OPERA CHE HA IMPIEGATO MIGLIAIA DI PERSONE PER LA SUA COSTRUZIONE . IO PERSONALMENTE LA PERCORRO DA UNA VITA ( LA PRIMA VOLTA AVEVO 7 ANNI )E OGNI VOLTA MI REGALA NUOVE EMOZIONI; PERCORRETELA CON UMILTA NEL PENSIERO DI QUANTI HANNO PERSO LA VITA SU QUESTE ROCCE

Sulla sua facciata del Rifugio Achille Papa sono incastonate alcune lapidi, come il comunicato in seguito alla cruentissima battaglia del 2 luglio 1916, in cui l’esercito italiano respinse a fatica la vigorosa avanzata austro-ungarica e la poesia della poetessa scledense Romana Rompato che recita:

« Chi ha salito senza palpiti d’amore
questo Calvario della Patria;
chi non sosta con animo purificato
su questo roccia gloriosa,
non entri in questo Rifugio,
né contempli da queste libere altezze
la dolorante fecondità del piano e il mistero dei cieli. »

INDISPENSABILE UNA TORCIA
Questo percorso e il forse il più spettacolare compatibilmente con la giornata non sempre bella , sotto il profilo sia tecnico che fisico non presenta grosse asperità il tempo di percorrenza e intorno alle 3h anche se presenta un dislivello di circa 1000 metri, e quindi praticabile a tutte la persone che ne vogliono apprezzare il grande valore storico e naturale di questo paesaggio unico fatto di guglie che si ergono verso il cielo , pareti che salgono dritte e che scendono a picco sui vaj sottostanti , da ammirare la grande opera di costruzione delle gallerie nel periodo della guerra 15-18.
E uno dei sentieri più belli da percorrere ma sopratutto con lo scopo di non dimenticare quanti hanno perso la vita su questa montagna per la libertà, le foto hanno solo la possibilità di documentare una piccolissima parte dell’immensa opera fatta dall’uomo , anche perche salendo verso la chiesetta di Santa Maria e l’Arco si possono notare altrettante opere del periodo bellico … anche se all’imbocco della strada e stato sciupato e svilito da un macabro e nauseante mausoleo ai piedi della strada delle gallerie a bocchetta campiglia a mio avviso troppo fuori luogo .
La discesa può essere fatta dalla rotabile degli Scarrubi anche se molto più monotono , ma ugualmente bello che ti da la possibilità di ammirare la valle di Posina

Piccolo cenno storico

Fu realizzata dalla 33ª Compagnia minatori del 5° reggimento dell’Esercito Italiano con l’aiuto di sei centurie di lavoratori: compagnia 349, 523, 621, 630, 765 e 776). A capo della 33ª Compagnia fu a capo il tenente Giuseppe Zappa dal 18 gennaio al 22 aprile 1917. Lo succedette il capitano Corrado Picone fino alla fine della guerra. Vero e proprio capolavoro di ingegneria militare e di arditezza (considerando le condizioni e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917. Nei primi giorni di dicembre 1917, prima di lasciare il Pasubio, la 33ª Compagnia minatori innaugura simbolicamente la strada abbattendo un muro costruito appositamente davanti la prima galleria. Sarà la 25ª minatori, assieme alle centurie rimaste, ad ultimare la strada, tra cui le gallerie 49 e 50, ed aprire in definitiva la strada.

La sua realizzazione fu di grande importanza strategica in quanto permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane alla zona sommitale del Pasubio ove correva la prima linea al riparo del fuoco nemico e nel corso di tutto l’anno, contrariamente alla rotabile degli Scarubbi, accessibile sì da mezzi motorizzati, ma in condizioni molto più pericolose, sotto i colpi dei cannoni austriaci, e soltanto nel periodo estivo.

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Valdagno – Monte civillina – Passo Zovo

Pubblicato da luke007 in 19 febbraio 2013
Pubblicato in: itinerari Running. Tag: Running. Lascia un commento

Itinerari

Itinerario : Valdagno – San Quirico – Monte Civillina – Passo Zovo -Rossati – Novella

Tipo di terreno : asfaltato poco trafficato e diversi tratti sterrati , discesa asfaltata ma molto pendente

Tempo di percorrenza dell’anello :  3h25 di corsa  

 Dislivello totale :  1025 m    

Quota massima raggiunta  :  919 m

Partendo da Valdagno risalendo a Novale si continua sulla strada asfaltata fino ad arrivare a San Quirico , appena giunti sul ponte Renato si mantiene la destra e si passa su una strada strerrata prima in contrada Viola per poi arrivare in contrada Retassene , superato l’abitatato si mantiene la destra fino a incontrare il segnavia sentiero del sentinello , lo si imbocca e si sale lungo la dorsale del monte civillina , arrivati sul punto più alto si prosegue lungo la mulattiera che porta nella parte opposta verso la carrareccia che collega Passo dello Zovo e Località Camonda ,appena si incrocia la strada si mantiene la destra , arrivati al Passo dello Zovo si passa a sinistra della trattoria e si scende verso Valdagno imboccando la laterale a sinistra prima per località Rossati e dopo proseguire fino ai Novella per poi scendere in localita Campassi per poi attraverso il parco la Favorita scendendo così a Valdagno.

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