Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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422 Contrada Rossi – Busa del Novegno

Pubblicato da luke007 in 6 marzo 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h40  

 dislivello totale : 600 m    

Quota massima raggiunta  :  1512 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Molto bello ed interessante questo itinerario , si sale in auto da Poleo per la strada di Santa Caterina , per poi proseguire verso Contrada Rossi , si arriva ad un posteggio davanti l’albergo San Marco od eventualmente anche in contrada Cerbaro dove esiste un ampio posteggio , si torna a Contrada Rossi e si vedono i segnavia del sentiero , superato l’abitato si inizia a salire nel bosco con alcuni tratti di buona pendenza , superata la zona boschiva si entra nella zona prativa che presenta panorami molto belli con vedute molto lontane sempre se la giornata lo permette , si continua a salire fino all’ultima parte tutta sul crinale aperto verso la parte di Enna e Valli del Pasubio per poi arrivare nella malga Novegno e finalmente in Busa del Novegno .La discesa può essere fatta dal 422 stesso oppure scendere dal 433 per località Cerbaro

Voglio ricordare che nel periodo invernale molte salite al Novegno si possono fare con estrema sicurezza , e non presentano particolari difficoltà se non quella di chi fa da apripista , con eventuali ciaspole

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Castelgomberto – Monte Pulgo – Castelgomberto

Pubblicato da luke007 in 6 marzo 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Running. 4 commenti

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Itinerario : Castelgomberto – Monte Pulgo-Castelgomberto
Tipo di terreno : tutto sterrato con alcuni tratti impegnativi

Tempo di percorrenza dell’anello :  1h30  

Dislivello totale : 540 m    

Quota massima raggiunta  : 409 m

Si parte dalla zona industriale di Castelgomberto , si può anche volendo partire proprio dal centro , si prende la via che costeggia la Poscola , arrivati al ponte dove parte il sentiero 300 delle Poscole si procede per circa 150 metri e si scorge un sentiero a destra che sale 202 Stroso lungo (non segnalato ) delle poscole fino ad arrivare al Col del Peraroli , prendendo la prima a sinistra si prosegue per il sentiero 202 che sale verso  il monte Grega , arrivati sulla strada asfaltata si può notare sulla destra il monumento ai caduti di Montepulgo , si prosegue a sinistra per la contrada Carletti e si continua diritto fino al bivio che svoltando leggermente a destra prosegue nel nostro itinerario incrociando il 203 Val di Barco  è molto utile per accorciare il percorso ( in quanto scende direttamente sulla Val di Barco , la casa Rossa con il forno del pane ) nel nostro caso si prosegue il percorso fino ad arrivare in un grosso cancello in ferro battuto , da li si prosegue a sinistra lungo la recinzione fino a trovare un passaggio abbastanza visibile nel bosco adiacente alla proprietà e passante sul confine della proprietà stessa , si continua fino ad ritornare nel bosco e scendere al suo interno fino al raggiungere i campi sottostanti per poi risalire nel bosco e passare sulla fontana Checca ed arrivare alla Casa rossa Val di Barco per proi proseguire per la mulattiera fino ad ritornare al col dei Peraroli dal sentiero 203 . Superando il bivio con il 202 lungo la mulattiera prendere il primo sentiero a destra che porta alla chiesa di Santo Stefano per poi da li scendere dalla rivetta fino ad arrivare nella Villa Piovene da Schio per poi risalire la Poscola fino ad arrivare nella zona di partenza (o in Zona Industriale o in centro Castelgomberto )

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Le Porte di Pietra

Pubblicato da luke007 in 1 marzo 2014
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. 1 Commento


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Le Porte di Pietra nascono nel 2006 con l’obiettivo di sviluppare anche in Italia la pratica del trail running sviluppata su lunghe distanze. Il concetto di trail running che Gli Orsi hanno voluto promuovere è quello di un percorso impegnativo, in totale ambiente naturale, che vuole seguire pienamente l’etica di questo sport.

E’ una gara affascinante quanto severa, che alterna tratti di facile corsa a impegnativi dislivelli, che si snoda in un ambiente appenninico costituito da fitti boschi e ampi crinali, avvolto da una vegetazione selvaggia; la Val Borbera infatti, è una valle chiusa, non presenta dei valichi di comunicazione commerciale e questo ha contribuito in modo determinante alla creazione di un ambiente integro dal punto di vista dell’aspetto naturale e faunistico. La difficoltà della gara è amplificata dalla autogestione della autosufficienza alimentare, in linea con molte grandi gare internazionali; la scelta di fornire solo acqua ai ristori è dettata dalla consapevolezza che la gestione nutrizionale nel corso di un trail è uno degli elementi in grado di condizionare una prestazione e che porta l’atleta ad una profonda conoscenza delle proprie necessità.

Le scelte organizzative e le peculiarità dell’ambiente hanno portato, nel corso degli anni, i migliori atleti nazionali a misurarsi con Le Porte di Pietra, contribuendo a consolidarne il prestigio.

link : http://www.gliorsi.org/

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459 Sentiero dei Gerolimini

Pubblicato da luke007 in 20 febbraio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Summano. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h15

Dislivello totale : 763 m    

Quota massima raggiunta  :  1296 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Il sentiero parte dal centro di Piovene Rocchette , dopo essere arrivati nella piazza centrale , si prende la strada in direzione Schio , dopo aver passato l’asilo si segue la strada stretta che sale verso il santuario dell’Angelo (volendo si può salire al santuario in auto ) si prosegue fino ad imboccare il sentiero , che non presenta difficoltà tecniche ne fisiche e molto bello e panoramico nella parte alta , mentre più in basso e abbastanza boschivo . Questo sentiero è l’ideale per i primi approcci verso la montagna , la discesa può essere fatta dallo stesso oppure dal 460 che non presenta grosse difficoltà e si ricongiunge proprio appena sopra al santuario dell’Angelo

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457 Santuario Sant’Orso – Monte Summano

Pubblicato da luke007 in 19 febbraio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Summano. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30

Dislivello totale : 1000 m    

Quota massima raggiunta  :  1296 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto l’abitato di Santorso attraverso la strada interna che da Schio porta a Piovene Rocchette , più precisamente dove c’è l’Oasi Rossi , si posteggia l’auto davanti l’entrata dell’Oasi e si sale attraverso il parco della Villa , all’uscita opposta del parco si prende a sinistra  per andare verso il sentiero 457 che parte proprio dietro il duomo di Santorso, il sentiero è un po impegnativo fisicamente , ma non presenta difficoltà tecniche ed e quasi tutto su pascolo prativo ,  si sale fino alla Chiesa del Summano e poi si raggira a destra per salire sulla croce del Summano. La discesa può essere fatta passando dal 458 ed è molto tecnica (ideale per allenamenti Trail),  questo e quasi tutto boschivo ed arriva a villa Miara , ricovero per invalidi , da lì prendendo a destra si prosegue fino ad arrivare al parco , scendendo le scalette e attraversando il parco si ritorna all’oasi rossi dove abbiamo messo l’auto.

Cenni storici di Santorso

Invito quanti non abbiano mai visto o non siano mai stati a Santorso di approfondire una visita a questo paese molto bello sotto il profilo monumentale presenta diverse ville e diversi luoghi molto belli ed interessanti , come del resto L’oasi Rossi ed il giardino delle Farfalle Tropicali posto incantevole ideale per famiglie (http://www.oasirossi.it/)

Presenta una serie di testimonianze che indicano un’antica origine, in particolare, vasi e asce di rame, ritrovati nella caverna Bocca Lorenza (salendo il 458 ), che risalgono all’era neolitica. L’età romana è caratterizzata dalla presenza di un rilevante castrum al centro di un’importante via di comunicazione diretta con Vicenza. La vita religiosa ha inizio molto presto; da una serie di scavi sono state portate alla luce le fondamenta di una piccola chiesa risalente a prima del X secolo. Si succedono al suo controllo, durante il periodo medievale, i conti di Vicenza, gli Ezzelino, i Lerici e i Cavalli. Aggiunge una pagina interessante alla storia del XV secolo con l’apertura, nel 1475, di una delle prime stamperie del Veneto. La sua storia seguente non mostra avvenimenti di particolare rilievo e segue quella del resto della provincia. Alcune pregiate costruzioni architettoniche la rendono particolarmente degna di nota. Ottone Calderari inizia il progetto del Santuario di Santorso nel 1777, ed è facile individuarvi l’influenza del Palladio, soprattutto nello schema che si avvicina a quello di San Giorgio a Venezia. Degna d’interesse è anche la chiesa parrocchiale opera dei De Boni, consacrata nel 1840, e di chiaro stile neoclassico. Si possono trovare, inoltre, alcune abitazioni del XV e del XVI secolo con pregiati affreschi

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Antico Trail del contrabbandiere

Pubblicato da luke007 in 8 febbraio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking, Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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L’uomo, con la sua quotidianità, la sua fatica, le sue tradizioni, i suoi sacrifici, è un elemento determinante nel caratterizzare un territorio; la sua “vita”, intesa in senso lato, lascia un segno indelebile. Leggere questi segni, studiarli e riscoprirli nell’ambiente, deve essere parte integrante di ogni lavoro che si prefigge di rivalutare prima e divulgare poi la conoscenza comune legata ad un particolare territorio.L’Antico Trail del Contrabbandiere percorre interamente l’Altavia del Tabacco.Fu così chiamata appunto per il tipo di coltivazioni che avveniva nei terrazzamenti durante il periodo della repubblica della Serenissima,successivamente con l’impero AustroUngarico ed infine durante il periodo del Risorgimento e la formazione dello stato Italiano. Attualmente la coltivazione del tabacco è marginale, si punta più ad un prodotto di qualità e di nicchia.
L’Altavia del Tabacco si sviluppa lungo il Canal di Brenta (Valsugana), circondato dalle pareti rocciose del Massiccio del Grappa e dell’Altipiano dei “Sette Comuni”, offre immagini caratteristiche e poetiche con tutta una serie di borgate allungate sulle sponde del fiume: “La Brenta”.Nasce da una così grande storia,l’idea di un Trail in semi-autosufficienza che ripercorra interamente la strada che una volta i contrabbandieri di tabacco usavano per “vivere”,passando sopra i vari paesi che hanno fatto la storia del nostro territorio,mai transitando per i centri abitati,ma solo sfiorandoli.
Come d’incanto potrete gustare luoghi ormai in disuso, tra creste erbose,ed insenature nelle valli più impervie,a due passi dalla civiltà e dalla frenesia della vita moderna.L’arrivo è posto nel centro storico di Bassano del Grappa,in piazza Libertà,transitando per il Ponte degli Alpini.COS’E’ L’ “ALTA VIA DEL TABACCO” ?
Il Canale di Brenta, circondato dalle pareti rocciose del Massiccio del Grappa e dell’Altipiano dei “Sette Comuni”, offre immagini caratteristiche e poetiche con tutta una serie di borgate allungate sulle sponde del fiume: “La Brenta”.
La struttura morfologica è tale per cui non è proponibile una economia strutturata a coltivazione intensiva: in passato si strappava alla terra il pane ed il “companatico” necessario con la sola forza delle braccia e della schiena per lo più di donne, vecchi e ragazzi, dal momento che molto spesso gli uomini erano all’estero a lavorare. Il bestiame trovava di che alimentarsi con il fieno colto sugli erti pendii delle poche malghe. Tutta la vita era scandita dal lavoro, dal sole e dal fiume.
A rivoluzionare la povera economia del Canale, nella seconda metà del seicento, arrivò una pianta esotica: il TABACCO.
Per secoli, dalla coltivazione del tabacco e dal suo contrabbando, la gente del Canale ha ricavato quel minimo che le garantisse almeno la sussistenza.
Della plurisecolare coltivazione, oggi praticamente estinta, rimane il ricordo nei caratteristici terrazzamenti sostenuti con alti muri a secco, le “masiere”, che si innalzano sui pendii delle montagne fino a 400-500 metri sul livello del Brenta, nelle borgate a mezza costa tutte ben orientate al sole, nelle vie di comunicazione tra fondovalle e monte.
Nel versante destro orografico del Canale del Brenta queste vie di comunicazione sono tra loro collegati da un serie di sentieri e mulattiere per formare, oggi, un unico lungo percorso che taglia trasversalmente le pendici dell’Altopiano, e mette in comunicazione le varie zone di coltivazione e gli insediamenti ivi presenti: l’Alta Via del Tabacco.
Dalle contrade di fondo valle alcuni ripidi sentieri che salgono all’Altopiano, ancora chiamati i “trodi del tabacco”, erano sicuramente utilizzati anche dai “contrabbandieri”, ma definire questa alta via “la via dei contrabbandieri” è un errore storico e culturale. Forse si perderà quell’aureola di proibito che tanto oggi ci incuriosisce, ma l’Alta Via del Tabacco ha ben altre valenze da valorizzare. Non a caso oggi si parla di “Museo Diffuso Alta Via del Tabacco”, proprio per non fermarsi al semplice percorso escursionistico, perché ciò sarebbe riduttivo, e comprendere invece tutta una serie di interessi tra loro sinergicamente collegati.
La riscoperta e la rivalutazione dei veri “trodi del tabacco”, quelli più reconditi e nascosti, è un progetto a venire.
La funzione di questo lungo percorso, che oggi chiamiamo Alta Via del Tabacco, era vitale: collegava in quota tutti gli insediamenti ed i terrazzamenti permettendo agli abitanti quella minima vita sociale che il duro lavoro permetteva: visite di cortesia, scambi di masserizie e generi vari, pronto aiuto in caso di bisogno. Era dunque il “filo d’Arianna” del buon vicinato per collegare tra loro le famiglie e mantenere il senso di “comunità”
Lungo lo stesso si possono incontrare e riconoscere i vari segni della cultura agricola di questo territorio: i terrazzamenti, le antiche case a mezza costa, i pozzi ed i sistemi per recuperare e raccogliere l’acqua piovana, le ghiacciaie, i nascondigli del tabacco, le mulattiere selciate, i prati magri, i castagneti, i boschi da legna, le risine di avvallamento dei tronchi,
Il progetto del recupero e rivalutazione dell’intero itinerario parte da una considerazione essenziale: per apprezzare le peculiarità di un territorio è necessario poterlo percorrere in sicurezza, con un sufficiente supporto logistico, ed una serie di sussidi che permettano di leggere, e quindi apprezzare, gli aspetti più significativi.
L’Alta Via del Tabacco non è quindi non solo un itinerario escursionistico, ma soprattutto un itinerario culturale tramite il quale il “viaggiatore” entrerà nel cuore della nostra terra e camminerà all’interno della nostra storia, quasi toccandola, passo dopo passo. Una ben strutturata rete di punti di appoggio nel fondo valle saprà dare al “viaggiatore” un ottimo benvenuto.
Gli interessi possono essere molteplici: antropizzazione, coltivazioni, tracce ancora visibili della Grande Guerra e quelle meno visibile, ma non meno interessanti, della fauna; la flora che, con il passare delle stagioni, si manifesta in tutta la sua bellezza. Per ultimo, ma non meno affascinante, la possibilità di godere di inusuali e sconosciuti scorci sulla vallata, per ammirare dall’alto la grande architettura dei terrazzanti.
L’itinerario è anche un percorso didattico usufruibile per la formazione dell’escursionismo giovanile e ma anche per l’accostamento all’escursionismo degli adulti motivati da un interesse culturale e naturalistico.LE SUE FINALITA’
L’Alta Via del Tabacco è, in pratica, il mezzo grazie al quale il visitatore può entrare fisicamente nel territorio per accedere al Museo Diffuso. Potremmo definire il percorso un “contenitore culturale” nel quale inserire notizie, nozioni ed immagini proprie di un Museo Diffuso.
Risulta evidente che la tipologia delle informazioni da ricollegarsi all’Alta Via del Tabacco è la più eterogenea: dalla storia delle famiglie, con le proprie “casare”, alla storia dei nostri soldati nella Grande guerra; dalla faraonica costruzioni delle “masiere” e delle “banche” anche le più lontane ai rudimentali sistemi idrici; dalla semplice osservazione delle meraviglie offerte dalla flora e dalla fauna agli scorci grandiosi sul Canale sottostante, dai quali si può meglio apprezzare la grande architettura dei terrazzamenti e naturalmente dalla “storia del tabacco” e della sua coltivazione.

http://www.trailcontrabbandiere.com/

http://www.altaviatabacco.it/

Trail contrabbandiere 2014 contrabb 2015

458 Val grossa – Cima Summano

Pubblicato da luke007 in 27 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Summano. Lascia un commento

458

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30

Dislivello totale : 1030 m    

Quota massima raggiunta  :  1296 m

Dopo aver raggiunto l’abitato di Santorso attraverso la strada interna che da Schio porta a Piovene Rocchette , più precisamente dove c’è l’Oasi Rossi , si posteggia l’auto davanti l’entrata dell’Oasi e si sale attraverso il parco della Villa , all’uscita opposta del parco si prende a destra per andare verso il sentiero 458 situato a Lesina di Sant’orso vicino alla Villa Miara , il sentiero è un po impegnativo fisicamente , ma non presenta difficoltà tecniche ed e quasi tutto boschivo si sale fino alla Chiesa del Summano . La discesa può essere fatta passando dal 457 molto più bello,  panorama permettendo , arrivati in fondo nella chiesa di Santorso superata la scalinata principale si prosegue a sinistra fino all’entrata superiore del parco e quindi all’auto

Cenni storici di Santorso

Invito quanti non abbiano mai visto o non siano mai stati a Santorso di approfondire una visita a questo paese molto bello sotto il profilo monumentale presenta diverse ville e diversi luoghi molto belli ed interessanti , come del resto L’oasi Rossi ed il giardino delle Farfalle Tropicali posto incantevole ideale per famiglie (http://www.oasirossi.it/)

Presenta una serie di testimonianze che indicano un’antica origine, in particolare, vasi e asce di rame, ritrovati nella caverna Bocca Lorenza (salendo il 458 ), che risalgono all’era neolitica. L’età romana è caratterizzata dalla presenza di un rilevante castrum al centro di un’importante via di comunicazione diretta con Vicenza. La vita religiosa ha inizio molto presto; da una serie di scavi sono state portate alla luce le fondamenta di una piccola chiesa risalente a prima del X secolo. Si succedono al suo controllo, durante il periodo medievale, i conti di Vicenza, gli Ezzelino, i Lerici e i Cavalli. Aggiunge una pagina interessante alla storia del XV secolo con l’apertura, nel 1475, di una delle prime stamperie del Veneto. La sua storia seguente non mostra avvenimenti di particolare rilievo e segue quella del resto della provincia. Alcune pregiate costruzioni architettoniche la rendono particolarmente degna di nota. Ottone Calderari inizia il progetto del Santuario di Santorso nel 1777, ed è facile individuarvi l’influenza del Palladio, soprattutto nello schema che si avvicina a quello di San Giorgio a Venezia. Degna d’interesse è anche la chiesa parrocchiale opera dei De Boni, consacrata nel 1840, e di chiaro stile neoclassico. Si possono trovare, inoltre, alcune abitazioni del XV e del XVI secolo con pregiati affreschi

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643 Casale – Capel de Fero – Monte Cengio

Pubblicato da luke007 in 26 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Cengio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h30 

Dislivello totale : 1000 m    

Quota massima raggiunta  :  1354 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione 

Questo sentiero parte da Casale , ovvero appena superato l’abitato di Cogollo del cengio si arriva ad un dosso e si prende la destra , sulla parte alta dell’abitato si notano i due segnavia 643 e 647 che partono dallo stesso posto , 250 metri più in basso si può mettere l’auto , nella prima parte e una mulattiera che porta alla chiesa di san Zeno passando per alcune postazioni della guerra 15-18 poi diventa un normale sentiero che sale a zig zag fino alla cima del monte Cengio , e molto bello anche se non in perfette condizioni di manutenzione , la parte finale risulta un pò impegnativa fisicamente a causa della sua pendenza , e forse uno dei sentieri più veloci e meno impegnativi per salire al Monte Cengio

Cenni storici 

Osservatorio Quota 1332 

La quota 1332 del Monte Cengio , situata all’estrema sinistra del sistema montuoso a strapiombo sulla Val d’astico , costituiva la testata occidentale in sui posava tutto il sistema difensivo , sia durante che dopo la battaglia del giugno 1916 . Proprio per questa difficile posizione venne scelta dagli austriaci quale punto principale d’attacco pere la conquista del Monte Cengio .Collegata alla vicina “trincea dei Granatieri ” , il 30 maggio 1916 l’importante quota venne difesa , dai Granatieri del 1° reggimento , dall’attacco austriaco conseguente al contrattacco italiano per la riconquista del forte Corbin. Successivamente , vi vennero fatti confluire i fanti delle brigate Catanzaro , Novara e Pescara , che assieme ai granatieri del IV Battaglione , al comando del Cap Morozzo Della Rocca, e quelli superstiti di altri battaglioni , tentarono di arginare l’attacco finale austriaco del 3 giugno 1916. Le pattuglie austriache riuscirono ad infiltrarsi fra le maglie della difesa proprio nei presso della quota 1332 percorrendo il ciglio del burrone sulla Val D’Assa e aggirando le difese italiane . I granatieri che difendevano il Cengio ai piedi della altre quote principali, 1351 e 1363 , rivolti verso nord, furono perciò attaccati alle aspalle dai Schutzen infiltratisi da ovest e , circondati , dovettero arrandersi alle truppe austroungariche

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647 Casale – Piazzale dei Granatieri-Monte Cengio

Pubblicato da luke007 in 23 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Cengio. 11 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h45

Dislivello totale : 1000 m    

Quota massima raggiunta  :  1354 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Questo sentiero presenta nella sua prima parte una notevole pendenza , per arrivare con l’auto bisogna superare l’abitato di Cogollo del Cengio e proseguire fino ad arrivare ad un dosso , sopra il dosso si tiene la destra e si sale un pò fino a passare davanti alle case con i segnavia , circa 300 metri sotto alle case c’è un piccolo posteggio dove si può mettere l’auto , questo sentiero porta prima nel piazzale dei Granatieri e dopo se si prosegue sul 651  e quello più veloce per raggiungere il monte Cengio circa 2h 45 mette il CAI , il consiglio che vi posso dare e quello di usarlo per la discesa (ovviamente se salite dal 651 dovrete deviare sul 647A quando arriverete al bivio). Il sentiero e abbastanza bello , da non fare dopo una pioggia a causa del suo fondo molto scivoloso .

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648 Sentiero delle Postazioni

Pubblicato da luke007 in 22 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Cengio. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  1h40 

Dislivello totale : 505 m    

Quota massima raggiunta  :  980 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Per prendere questo sentiero si arriva con l’auto fino al Monastero della Resurrezione si sale attraverso il sentiero 647A (tratteggiato)fino al bivio con il 648 , il sentiero e molto difficile fisicamente 3h 45 mette il CAI , fino ad arrivare al Monte Cengio  ad un certo punto si incontra il bivio con il 651 che prosegue fino alla cima . Se preso da Casale si deve superare l’abitato di Cogollo e arrivato su un leggero dosso si vede a destra l’abitato di Casale, si sale attraverso il 647 (tratteggiato) per poi entrare nel 647A risulta ancora più impegnativo in quanto ci si impiega più di un ora ad arrivare al bivio con il 648.

PORTATE A SEGUITO LA LAMPADA FRONTALE PER POTER VISITARE LE VARIE POSTAZIONI

Cenni storici

La seconda linea realizzata dai reparti del Genio militare del XXII Corpo d’armata italiano dall’autunno del 1916 alla primavera del 1917 , quindi dopo i combattimenti della strafexpedotion in un periodo di relativa calma quando gli austroungarici si erano ritirati sulla linea delle creste sopra Arsiero e la proma linea italiana correva a sud di Pedescala nella Val d’Astico.Lungo l’erto clinale fortificato si incontrano postazioni e gallerie , le cui entrate partono tutte dai tornanti del sentiero ed hanno terminali direzionati verso la conca di Arsiero , la media Val d’astico e talora il monte Cengio .

Quota 1045

La quota 1045 è la punta estrema della propaggine meridionale del sistema montuoso del Monte Cengio e si incunea tra la Val Canaglia ad est e Val Cengiotta a ovest. Tutto il costone venne sistemato a difesa nel 1917 con lo scopo di ostacolare , qualora si fosse nuovamente perduto il Monte Cengio , un eventuale attacco austriaco proveniente da occidente e la funzione di controllo della val Cengiotta e della mulattiera che da Cogollo saliva sul Cengio , il cosidetto “sentiero delle Postazioni”. La mulattiera era già stata utilizzata la notte del 2 giugno 1916 , durante la battaglia del Cengio , per portare con i muli gli ultimi rifornimenti di acqua e viveri ai granatieri in trincea . La linea di difesa di quota 1045 era organizzata con trincee difese da reticolati, postazioni di mitragliatrici quasi tutte in caverna , ricoveri truppe in caverne scavate nella roccia o tane di volpe , capaci di contenere circa 1000 uomini

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