Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

  • Chi sono
  • Dove dormire – B&B
    • B & B La Cogola
    • B&B Le terrazze
    • La Nuova Montanina
    • B&B Rotzo
  • Fauna
    • Biacco (Hierophis viridiflavus)
    • Gracchio Alpino
    • Orbettino
    • Ramarro Verde Lacerta viridis
    • Vipera dal Corno
  • Flora
    • Achillea ( Achillea millefolium )
    • Amanita Muscaria ( Ovulo Malefico )
    • Aquilegia scura ( Aquilegia atrata )
    • Asfodelo montano ( Asphodelus albus )
    • Astro Alpino ( Aster Alpinus )
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Biscutella Montanina ( Biscutella laevigata)
    • Botton d’oro ( Trollius europaeus )
    • Calamenta (Satureja calamintha)
    • Campanula selvatica ( Campanule trachelium )
    • Cardo Campestre ( Cirsium arvense )
    • Cardo del Trentino (Carduus defloratus )
    • Cardo dentellato ( Carduus defloratus )
    • Carlina Bianca ( Carlina Acaulis )
    • Cefalantera Maggiore ( Cephalanthera longifolia )
    • Cerretta Maggiore ( Klasea nudicaulis )
    • Ciclamino comune ( Cyclamen )
    • Colchico autunnale ( Colchicum autumnale )
    • Consolida maggiore ( Symphytum officinale )
    • Crassulacee
    • Dafne ( mezereo )
    • Dafne Striata
    • Dentaria a cinque foglie ( Cardamine pentaphyllos )
    • Dente di Leone ( Taraxacum officinalis )
    • Dittamo ( Dictamnus albus )
    • Doricum clusii
    • Edelweiss , Stella Alpina ( Leontopodium Alpinum )
    • Eliantemo chironio ( Helianthemum nummularium )
    • Erba con la rugiada
    • Erba Cristallina ( Delosperma cooperi )
    • Erba di Santa Barbara ( Barbarea Vulgaris )
    • Erica carnicina ( Erica carnea )
    • Erigeron annuus
    • Farfara (Tussilago farfara)
    • Farfaraccio maggiore ( Petasites hybridus )
    • Fiordaliso di montagna ( Centaurea montana )
    • Fiore del Corniolo ( Cornus mas )
    • Fiore di Larice ( Larix decidua )
    • Fiore di Melo
    • Frassine ( Fraxinus )
    • Genziana di Esculapio ( Gentiana asclepiadea )
    • Genziana di Koch ( Gentiana kochiana )
    • Genziana primaverile (Gentiana verna)
    • Geranio sanguigno ( Geranium sanguineum )
    • Giaggiolo susinario ( Iris graminea )
    • Giglio di San Giovanni ( Lilium bulbiferum )
    • Giglio rosso ( Lilium bulbiferum )
    • Gittone Rosso ( Silene dioica )
    • Il raponzolo di roccia ( Physoplexis comosa )
    • Knautia drymeia
    • Maggiociondolo ( Laburnum anagyroides o alpinum )
    • Malva selvatica ( Malva sylvestris )
    • Mazza da Tamburo ( Macrolepiota procera )
    • Morella Alata ( Solanum Villosum )
    • Muscari azzurro (Muscari botryoides)
    • Negritella ( Nigritella nigra )
    • Nido d’uccello ( Neottia nidus avis )
    • Non ti scordar di me ( Myosotis )
    • Orchidea cimicina ( Orchis coriophora )
    • Orchidea cimicina ( Anacamptis coriophora, Orchis coriophora )
    • Orchidea maschia ( Orchis mascula )
    • Paederota ( bonarota Comune )
    • Passiflora ( Passiflora caerulea )
    • Pero Corvino ( Amelanchier lamarckii )
    • Petasitess albus
    • Petrocallide dei Pirenei
    • Peverina a 3 stimmi ( Cerastium cerastioides )
    • Pianella della Madonna Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus )
    • Pigamo colombino ( Thalictrum aqulegiifolium )
    • Pino Mugo
    • Poligala falso bosso ( Polygala chamaebuxus )
    • Polmonaria maggiore ( Pulmonaria officinalis )
    • Primula Auricola
    • Primula comune ( Primula vulgaris )
    • Primula recubariensis
    • Prunella Vulgaris
    • Pulsatilla austriaca ( Pulsatilla alpina )
    • Ranuncolo bulboso ( Ranunculus bulbosus )
    • Rhododendron ferrugineum
    • Rhodothamnus chamaecistus
    • Rododendro peloso ( Rhododendro hirsutum )
    • Rosa di Natale ( Helleborus niger )
    • Sassifraga gialla ( Saxifraga aizoides )
    • Scilla silvestre ( Scilla bifolia )
    • Senecione di Fuchs ( Senecio ovatus )
    • Silene aucalis
    • Silene cuscino
    • Silene rigonfia
    • Soldanella alpina
    • Spugnole ( Morchelle )
    • Trifoglio ibrido
    • Trifoglio Pratense ( Trifolium Pratense )
    • Uva Turca ( Phytolacca Americana )
    • Vedovina a foglie sottili ( Scabiosa triandra )
    • Verbasco nero ( Verbascum nigrum )
    • Viperina Azzurra ( Echium vulgare )
    • Zafferano alpino ( Crocus albiflorus )
  • Foto Gallery
  • Foto Invernali
  • Insetti e Farfalle
    • Aglais urticae ( Vanessa dell’ortica )
    • Aporia Crataegi
    • Aracno
    • Callophrys Rubi
    • Cervo volante
    • Common blue (Polyommatus icarus)
    • Doriflora della Patata
    • Egeira – Pararge aegeria
    • Farfalla prete – Syntomis marjana
    • Hipparchia Satiro del Faggio
    • Lucertola Muraiola Podarcis muralis
    • Marbled white (Melanargia galathea)
    • Opiliones
    • Pieris Rapae
    • Pseudopanthera macularia
    • Zygaena Transalpina
  • L’Artiglieria Pesante
    • Mortaio Škoda 305 mm
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Obice Škoda 420 mm
    • Cannone Škoda 350 mm Il lungo Giorgio
    • Cannone 149/23 Ghisa L’ippopotamo 
  • Libreria
    • Edizioni Gino Rossato
    • Libreria LiberaLibro
    • Sentieri Altopiano dei Sette comuni
    • Sentieri Canale del Brenta e Massiccio del Grappa
    • Sentieri del Massiccio del Pasubio
    • Sentieri Monti Lessini
    • Sentieri Pasubio – Carega
    • Sentieri Piccole Dolomiti Pasubio
    • Sentieri Rovereto Monte Pasubio
    • Sentieri Valdastico ed altopiani trentini
    • Sentieri Valli Astico e Posina
    • The Librarian
  • Libro dei Visitatori
  • Morsi da Vipere
  • Nodi
    • Nodo a 8 con asola doppia
    • Nodo a 8 inseguito
    • Nodo a Bocca di lupo
    • Nodo a farfalla
    • Nodo a fibbia semplice
    • Nodo barcaiolo
    • Nodo doppio 8 con asola
    • Nodo fibbia doppia fissa
    • Nodo Gassa d’Amante o Bolina
    • Nodo mezzo barcaiolo
    • Nodo mezzo barcaiolo con asola di blocco e controasola
    • Nodo Savoia
    • Nodo Traino
  • Riflessioni
  • Rifugi
    • Agriturismo Gruuntaal
    • Baita Monte Corno
    • Birreria Cornale
    • Capanna degli alpini
    • Malga Bovental
    • Osteria Passo Coè
    • Rifugio Alpino Revolto
    • Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso
    • Rifugio Averau
    • Rifugio Baion
    • Rifugio Bassano
    • Rifugio Bepi Bertagnoli
    • Rifugio Bruto Carestiato
    • Rifugio Camillo Giussani
    • Rifugio Camini
    • Rifugio Carducci
    • Rifugio Casarota ” Livio Ciola “
    • Rifugio Cesare Battisti ” Gazza “
    • Rifugio Ciareido
    • Rifugio Città Di Fiume
    • Rifugio Coldai Sonino
    • Rifugio Fonda Savio
    • Rifugio Fondovalle Talschlusshuette
    • Rifugio Lagazuoi
    • Rifugio Maria Vittoria Torrani
    • Rifugio Mario Fraccaroli
    • Rifugio Monte Agudo
    • Rifugio Nerone Balasso
    • Rifugio Ottone Brentari Cima D’Asta
    • Rifugio Palmieri Croda da Lago
    • Rifugio Passo Pertica
    • Rifugio Passo Staulanza
    • Rifugio Passo Xomo
    • Rifugio Pian di Cengia
    • Rifugio Piccole dolomiti “Alla Guardia”
    • Rifugio Pietro Galassi
    • Rifugio Pomedes
    • Rifugio Pompeo Scalorbi
    • Rifugio Pradidali
    • Rifugio Rosetta G.Pedrotti
    • Rifugio San Marco
    • Rifugio Sommariva Pramperet
    • Rifugio Son Forca
    • Rifugio Sora l’Sass – Angelini
    • Rifugio Vallandro
    • Rifugio Vazzoler
    • Rifugio Velo della Madonna
    • Rifugio Venezia Alba Maria De Luca
    • Rifugio Vincenzo Lancia
    • Rifugio Zsigmondy Comici
    • Rifugo Nuvolau
    • Trattoria Al Molino
    • Trattoria La Gabiola
    • Trattoria Obante
    • La Baita Tonda
    • Rifugio Gen. Achille Papa
    • Albergo Forte Cherle
    • Albergo Al Passo
  • Sacrari
    • Campana dei caduti Rovereto
    • Ossario del Pasubio Colle Bellavista
    • Sacrario del Monte Cimone
    • Sacrario del Monte Grappa
    • Sacrario di Asiago del Leiten
  • Situazione sentieri
  • Soccorso
    • Dolomiti Emergency
    • Soccorso Alpino
  • Video
  • Virtual Maps

Andetrail Perù

Pubblicato da luke007 in 12 novembre 2017
Pubblicato in: evento. Tag: Eventi. Lascia un commento

Descrivere a parole questo evento progetto non è poi così facile e scontato , non è una gara , anzi forse lo è ma si misura nella capacità di noi fortunati ad aiutare altre persone che hanno meno o niente , ma che con quel niente sono quasi più felici di noi . Partecipate ad una semplice serata con persone magnifiche che vi porteranno nell’altra parte del continente per vivere una missione e poi una gara , ma una gara a chi e più solidale a chi ricambierà con un sorriso ogni vostro sguardo ,  ogni vostra piccola stretta di mano , al quale non potrete rispondere con un sorriso ed un grosso abbraccio . Luciano

CHI SIAMO

ANDE Trail è un progetto che creato un gruppo di appassionati di trail running, il cui scopo è l’organizzazione di eventi sportivi finalizzata alla raccolta fondi da destinare alle fasce più deboli della popolazione che vive nella Cordillera Blanca, in Perù. L’idea è nata, da alcune persone che a seguito di una spedizione alpinistica tra le montagne andine, sono rimaste affascinate dalla realtà di quelle terre.


l’attività di ANDE Trail non è a scopo di lucro. I fondi raccolti vengono donati all’Operazione Mato Grosso, realtà presente da molti anni in Sud America, attiva nella messa in opera di progetti finalizzati ad una crescita culturale ed economica sostenibile della popolazione.

L’evento sportivo organizzato più importante è ANDE Trail, una gara di trail running nella Cordillera Blanca, che si è tenuta per la prima volta nell’agosto del 2015. I fondi della prima edizione della gara sono stati destinati alla costruzioni di 5 asili nella baraccopoli di Chimbote.

TREKKING

Un’esperienza di 5 giorni tra le montagne più affascinanti del sud America.
Un percorso unico per varietà del paesaggio, per le cime innevate e lo spettacolo dei ghiacciai circostanti. Questo trekking sarà una immersione totale nella natura incontaminata della Cordillera Blanca, toccando alcuni dei rifugi di alta montagna costruiti dall’Operazione Mato Grosso.

Il trekking è rivolto a persone con esperienza di alpinismo in quota e in condizioni fisiche adeguate ad affrontare un’esperienza di 5 giorni in ambiente naturale.

Il trekking sarà condotto da guide qualificate UIAGM.
Si sviluppa lungo sentieri tracciati, tuttavia l’impegno fisico è notevole vista la quota sempre al disopra dei 4.000 m slm.
Il punto più alto sarà il passo Cullicocha a 4.860 m. slm.

Il trekking è riservato ad un massimo di 10 partecipanti.

CONTATTI :

Sito : http://andetrail.org/

Facebook : https://www.facebook.com/Ande-Trail-855771897778986/

Mail :  info@andetrail.org

EVENTI CONCOMITANTI PER LA RACCOLTA FONDI

Questo evento è stato creato da Ande Trail per la raccolta fondi e viveri per il Perù

Monte Ortigara Terra sacra agli alpini

Pubblicato da luke007 in 29 ottobre 2017
Pubblicato in: evento. Tag: Eventi. Lascia un commento

Testimonianza e simbolo d’ogni umana sofferenza , queste ardue cime ricordino quanto ardua sia la conquista della Pace . Gianni Pieropan 

 

Labirinto del Monte Corno

Pubblicato da luke007 in 24 ottobre 2017
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking, Storico. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero: 1h20

Dislivello totale : 140 m

Quota massima raggiunta : 1383 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto in auto il Monte Corno di Lusiana , si lascia l’auto nel posteggio di Bocchetta Granezza , e da li si parte a piedi , in una delle due direzioni , io ho preso quella che sale a destra verso il monumento del Monte Corno . Si sale sulla stradina che porta prima alla malga Monte Corno e poi prosegue addentrandosi in mezzo ad un bosco di abeti fino ad arrivare all’entrata di un piccolo labirinto di roccia situato proprio sulla cima del monte , poi si prosegue sempre su una stradina verso i trinceroni posti sul crinale che guarda verso il Rifugio Granezza . Poi si scende fino ad arrivare nella trincea ricostruita con le notizie tramandate dai tempi si ritiene uguale all’omonima feritoia n°14 del Monte Zebio dove un cecchino Austroungarico sparava centrando qualsiasi cosa gli si mettesse davanti . Poi si scende fino al Cimitero inglese di Granezza , per poi arrivare alla Baita Monte Corno Aperta tutto l’anno , e al posteggio dove abbiamo messo l’auto .

Passammo di fronte alla feritoia n. 14.
– Questa, – spiegai, – è la piú bella feritoia del settore, ma serve solo di notte, quando gli austriaci impiegano i razzi. Di giorno, è proibito guardare. Parecchi ufficiali e soldati vi sono stati uccisi o feriti. Il nemico vi ha aggiustato il tiro con un fucile a cavalletto e vi è in permanenza un tiratore. I soldati, per divertirsi, vi fanno apparire dei pezzi di legno o di carta, delle monete fissate a un bastoncino, e il tiratore infila sempre il foro della feritoia e colpisce il bersaglio.
Guardammo entrambi la feritoia. Essa non era piú, come una volta, praticata nel muro e chiusa con un sasso. I soldati vi avevano collocato una feritoia scudata, trovata nelle rovine d’Asiago. Era una pesante lastra d’acciaio con un foro per l’osservazione, che si poteva aprire e chiudere con un otturatore egualmente d’acciaio. Io sollevai l’otturatore, tenendomi discosto e attesi il colpo. Ma il tiratore non sparò.
– La vedetta dorme, – disse il tenente.
Lasciai cadere l’otturatore sul foro e lo risollevai di nuovo. La luce del sole passò nel foro come il fascio luminoso d’un riflettore. Un fruscio attraversò l’aria, accompagnato da un colpo di fucile. La pallottola aveva infilato il foro.
Il tenente volle provare anch’egli. Sollevò l’otturatore e presentò al foro l’estremità del suo frustino. Un altro colpo risuonò e il frustino rimase stroncato. Egli ne rise.
Prese un pezzo di legno, vi innestò una moneta di rame e ritentò l’esperimento.
– Stasera, avrò qualcosa da raccontare al comando d’armata.
La moneta, investita in pieno, uscí dall’estremità del legno e volò via, fischiando nell’aria.
 
Emilio Lussu Un anno sull’altipiano
 

 

Anello Malga Camporossignolo – Bivacco Rossingroba

Pubblicato da luke007 in 21 ottobre 2017
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero: 3h00

Dislivello totale : 450 m

Quota massima raggiunta : 1370 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto in auto il Monte Corno di Lusiana , si lascia l’auto nel posteggio di Bocchetta Granezza , e da li si parte a piedi , in una delle due direzioni , io ho preso quella che sale a destra verso il monumento del Monte Corno . Prima si sale a Malga Monte Corno attraverso una stradina sterrata molto panoramica inizialmente in quanto guarda verso la pianura , per poi superare Malga Campo Ovest in lontananza e poi al bivio si scende a Malga Campo Est tenuta la malga a destra e seguendo il crinale fino all’entrata di un bosco dove si può notare il passaggio di una carrareccia boschiva , mantenendo la sinistra si scende nel bosco e si mantiene la rotabile , massima attenzione in questo tratto poco segnalato , si scende fino ad incrociare il segnavia 886 per un centinaio di metri fino ad arrivare a Bocchetta Camporossignolo , da li proseguendo per la strada sterrata si arriva a Malga camporossignolo mantenendo la malga a destra si arriva ad un bivio che sale sulla sinistra e che porta attraverso un nuovo tratto boschivo fino al Bivacco Rossingroba , molto bello , da li si continua fino ad raggiungere la valle granezza di Gallio che a circa 200 metri dall’entrata nei ampi pascoli della Valle sulla sinistra sale il sentiero che porta al Labirinto del Monte Corno tutto boschivo fino ad arrivare nel tratto del trincerone sulla dorsale opposta a Monte Corno , il trincerone finisce con una trincea ricostruita secondo le notizie e le ricostruzioni storiche della famosissima Feritoia n°14 del Monte Zebio. Per poi arrivare al cimitero inglese di Granezza , donato il suolo all’Inghilterra per le perdite subite dagli alleati in questa prima guerra Mondiale .

Passammo di fronte alla feritoia n. 14.
– Questa, – spiegai, – è la piú bella feritoia del settore, ma serve solo di notte, quando gli austriaci impiegano i razzi. Di giorno, è proibito guardare. Parecchi ufficiali e soldati vi sono stati uccisi o feriti. Il nemico vi ha aggiustato il tiro con un fucile a cavalletto e vi è in permanenza un tiratore. I soldati, per divertirsi, vi fanno apparire dei pezzi di legno o di carta, delle monete fissate a un
bastoncino, e il tiratore infila sempre il foro della feritoia e colpisce il bersaglio.
Guardammo entrambi la feritoia. Essa non era piú, come una volta, praticata nel muro e chiusa con un sasso. I soldati vi avevano collocato una feritoia scudata, trovata nelle rovine d’Asiago. Era una pesante lastra d’acciaio con un foro per l’osservazione, che si poteva aprire e chiudere con un otturatore egualmente d’acciaio. Io sollevai l’otturatore, tenendomi discosto e attesi il colpo. Ma il tiratore non sparò.
– La vedetta dorme, – disse il tenente.
Lasciai cadere l’otturatore sul foro e lo risollevai di nuovo. La luce del sole passò nel foro come il fascio luminoso d’un riflettore. Un fruscio attraversò l’aria, accompagnato da un colpo di fucile. La pallottola aveva infilato il foro.
Il tenente volle provare anch’egli. Sollevò l’otturatore e presentò al foro l’estremità del suo frustino. Un altro colpo risuonò e il frustino rimase stroncato. Egli ne rise.
Prese un pezzo di legno, vi innestò una moneta di rame e ritentò l’esperimento.
– Stasera, avrò qualcosa da raccontare al comando d’armata.
La moneta, investita in pieno, uscí dall’estremità del legno e volò via, fischiando nell’aria.
 
Emilio Lussu Un anno sull’altipiano
 

   

699 Contrada Lore – Monte Corno

Pubblicato da luke007 in 12 ottobre 2017
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. 2 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero:  2h40

Dislivello totale : 858 m

Quota massima raggiunta : 1383 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Questo sentiero lo si può imboccare giungendo da diverse parti

-Da Piovene Rocchette si prosegue per Caltrano e Calvene nel centro si trova un bivio che segna Lusiana e la Mortisa si salendo e superando la Mortisa si arriva in contrada Lore .

-Da Thiene si sale prima a Zugliano e poi a Lugo si sale fino in contrada Mare poi verso al bivio verso la Mortisa e contrada Lore

-Da Breganze si arriva dalla Vecchia Gasparona fino ad incontrare il bivio per Lugo si sale fino in contrada Mare poi verso al bivio verso la Mortisa e contrada Lore .

Da contrada Lore si prende il sentiero 699 a mio avviso molto bello anche se per qualcuno può sembrare monotono , però presenta una bella visuale nei tratti scoperti ed un bosco e sottobosco molto belli sopratutto nella stagione autunnale dove il colore ne risalta la bellezza , si sale su un crinale quasi prativo con visuale sulla pianura sempre tempo permettendo , per poi entrare in una carrareccia che porta fino al bivio con il 700 e percorrere l’ultima parte nei pascoli del Monte Corno di Lusiana. Il ritorno si può fare dal 700 e scendere fino al bivio stradale di località Mare per poi a destra imboccare la strada asfaltata che riporta a verso Mortisa e contrada Lore . Inoltre si può anche percorrere viceversa cioè salire da 700 e scendere dal 699 .

                  

Parco del Sojo

Pubblicato da luke007 in 8 ottobre 2017
Pubblicato in: evento, itinerari trekking. Tag: Asiago, Eventi. 2 commenti

 

Dopo aver raggiunto da Thiene o Breganze il paese di Lugo dal centro del paese circa davanti la chiesa si prende per contrada Mare e si sale fino ad arrivare ad un bivio che porta a Valle di Sopra e poi in località Covolo , un paese molto piccolo ma anche molto bello con dei panorami unici , in questo piccolo paese nasce il Parco del Sojo , un parco privato di notevoli dimensioni che ospita circa 80 opere di diversi scultori internazionali . Il luogo e molto bello e panoramico con quell’impressionante cengia del Sojo palestra di roccia con un 7 grado molto difficile , poi si sale lungo il percorso e si incontrano le prima sculture , tutte disperse in un bosco molto bello e con poco pendenza , per visitare tutto il parco occorrono circa 2h30-3h per poter ammirare bene le sculture ed assaporare questo luogo quasi di meditazione .

Il PARCO DEL SOJO

Arte e Natura è un parco dell’arte con sculture d’arte contemporanea in mezzo la natura, situato in proprietà privata in terreno montano, avente una estensione di circa 8 ettari per la maggior parte a bosco, solcato da sentieri e mulattiere di vecchio e nuovo impianto. Le visite si svolgono in un’area accidentata su percorso di media difficoltà, è pertanto necessario un adeguato abbigliamento sportivo. Per la sua specificità è l’unico parco di arte contemporanea privato in Veneto inoltre tra i più importanti parchi d’arte d’Italia.

Apertura

Domenica e giorni festivi, oppure su appuntamento. Estiva: 10.00-19.00 (dal 1 maggio al 30 settembre). Invernale: 10.00-18.00 (dal 1 ottobre al 30 aprile)

Costo d’ingresso

Euro 5,00 prezzo intero sopra i 18 anni; Euro 3,00 prezzo ridotto sotto i 18 anni; ingresso gratuito; – portatori di handicap + accompagnatore: ingresso gratuito;

Visite guidate

L’accesso è a pagamento nei giorni festivi e nel mese di agosto, è chiuso durante la settimana. Nei giorni infrasettimanali su prenotazione è a pagamento per comitive superiori alle dieci unità. La biglietteria è collocata presso il “Punto giallo” posizionato lungo il percorso. Tempo di percorrenza di una visita e di 2.00-2.30 ore. Nel parco è vietato il pic-nic. Visite guidate solo su appuntamento: Euro 7,00 a persona, con un minimo di 15 partecipanti.

Contatti

  •  PARCO DEL SOJO Arte e Natura, Via Covolo, 36046 LUSIANA (Vicenza)
  • +39 0424503173 – 3393124946 – 3387289934
  • info@parcodelsojo.it

http://www.parcodelsojo.it/

                                      

 

700 Contrada Boschetti di Lugo – Monte Corno

Pubblicato da luke007 in 6 ottobre 2017
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. 2 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero: 3h40

Dislivello totale : 1049 m

Quota massima raggiunta : 1269 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Descrizione

Dopo aver superato l’abitato di Piovene Rocchette si prosegue per Caltrano e Calvene fino ad arrivare ad un bivio che porta al centro di Lugo , mentre se si viene da Thiene si sale prima a Zugliano e poi a Lugo , arrivati alla chiesa si può notare in basso un piccolo posteggio dove lasciare l’auto , uscendo dal posteggio si prosegue a sinistra per via boschetti continuando a seguirla per circa un km poi si incontra il primo segnavia , e da li inizia il sentiero . Il sentiero e molto bello anche se con il ritorno risulta un bell’impegno fisico di circa 3 ore per rientrare , parte in bosco parte asfaltato e per buona parte in sterrato e molto articolato in alcuni tratti carrareccia e poi sentiero , passa in luoghi molto belli e poco praticati , si sale sulla chiesetta del XIII secolo di San Pietro , poi salendo rientra nel bosco sino ad un bivio si prosegue a sinistra continuando a salire  ( mentre a destra non segnalato porta a Valle di Sopra e poi al Covolo di Lusiana dove sorge il Parco del Sojo ) , salendo ancora si incontra un nuovo bivio non segnalato che sinistra prosegue con il sentiero ( mentre a destra sale dentro un pezzo del Parco del Sojo per poi ricongiungersi sopra  ), si arriva su un tratto prativo con panorami molto belli poi si risale il crinale di pascoli arrivando fino all’imbocco della carrareccia che porta a Monte Corno fino ad arrivare ad un cartello segnavia , non molto chiaro , ma da li bisogna salire a destra , mentre proseguendo dritti si incontra il 699 che scende a Lore . Si sale sulle malghe fino ad incontrare il Rifugio del Monte Corno , salendo a sinistra del rifugio si può salire fino al Monumento dei caduti per la libertà e poi proseguendo si raggiunge la cima del Monte Corno dopo aver superato il suo labirinto naturale .Per il rientro , io ho usato il 699 scendendo fino al bivio di contrada Mare poi ho proseguito rientrando sul 700 fino ad arrivare alla chiesa di Lugo , in alternativa a contrada Mare si può scendere dalla strada asfaltata fino ad arrivare a Lugo.

Chiesetta di San Pietro

Le prime notizie sulla chiesa, ripetutamente modificata nei secoli, risalgono all’anno 1424. Poiché la tradizione popolare, oltre che alla chiesa, ha sempre fatto riferimento anche a un castello, si può supporre che la chiesa, in epoca medioevale, fosse stata recintata con mura “incastellata” a difesa della popolazione durante le frequenti scorrerie di popolazioni barbariche (Ungari). La tradizione popolare vuole inoltre che le viscere del colle su cui sorge la chiesa nascondano un mitico vitello d’oro. Documentata è invece la presenza di cave di tufo vulcanico per la costruzione di alari per camini. La facciata della chiesa è rivolta ad Occidente e in essa si intravedono quattro lesene, due a destra e due a sinistra della porta d’ingresso; sopra la porta ci sono resti di un’arcata e più di una lapide marmorea. La chiesa presenta due entrate laterali, entrambe sormontate da una finestra e da una feritoria. In fondo alla chiesa, dopo l’ambiente della sacrestia, vi è l’abitazione dei custodi, un insieme di vecchi volumi ben inseriti tra di loro che ricoprono quasi completamente l’abside della chiesa. Sul lato nord della chiesa vi è il campanile. A nord-Ovest della chiesa si trovano i resti dell’oratorio di San Sebastiano, con la facciata rivolta a Sud. All’interno della Chiesa si possono ammirare il soffitto a capriate lignee, l’altare maggiore in stile Barocco dedicato ai Santi Pietro e Paolo e i due altari laterali, sempre in stile Barocco, dedicato uno a Sant ’ Eurosia e uno a San Sebastiano.

Dedicato ai Volontari

Dopo un decennio di abbandono totale di questo colle , alcuni volontari spinti dallo spirito di mantenere tradizioni e radici culturali , nel rispetto dell’ambiente e la fede semplice e sincera di ripristinare e mantenere questo luogo sacro e meraviglioso .

I nostri volontari hanno recuperato i campi dimenticati che erano stati invasi da rovi e visoni, hanno messo a dimora circa 1700 alberi boschivi tipici del nostro territorio. E non solo.

Operiamo costantemente , a titolo gratuito, i seguenti lavori:

  • La pulizia del prato adiacente alla chiesa;
  • La pulizia e la manutenzione della strada e dei sentieri che conducono al monte;
  • La pulizia della chiesa in occasione di matrimoni e in varie altre ricorrenze, di cui citiamo solo le principali: la festività di S. Sebastiano (20 Gennaio) e dei SS. Pietro e Paolo (29 Giugno).

Lo scopo principale del nostro gruppo non è la sola valorizzazione e cura di questi meravigliosi luoghi: il Comitato Pro San Pietro desidera soprattutto trasmettere l’amore per le tradizioni alle generazioni future.

Tutte le offerte ricavate dal nostro operato e dalle nostre iniziative sono interamente destinate a questo luogo e a questa chiesa, in segno di devozione.

Ci auguriamo di cuore che possiate apprezzare presto la bellezza e la serenità che questo territorio  infonde nei cuori. Non c’è cura migliore per l’anima.

https://comitatoprosanpietro.jimdo.com/

 

Anello Rubbio-Campolongo-Monte Caina-Cave disegnate

Pubblicato da luke007 in 21 settembre 2017
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Tempo di percorrenza dell’anello :  6h00

Dislivello totale : 600 m

Quota massima raggiunta : 1057 m

Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000

Come Raggiungere

Per salire a Rubbio ci sono diverse vie , se si viene :

da Bassano e Marostica si prende la strada che sale verso l’altipiano di Asiago per raggiungere Conco e poi Rubbio

da Marostica sempre attraverso la strada che sale da Bassano del Grappa

dalla zona di Schio e Thiene  si sale da Lusiana poi si passa per Conco e infine si sale a Rubbio

In ogni caso la strada e un pò complicata in qunto sale in plocalità molto belle ma anche piccole e sconosciute , fino a raggiungere Rubbio , piccolissimo abitato che avrà circa 250 abitanti. Raggiunto il paese si posteggia l’auto nel grande posteggio della Chiesa , di fianco dove c’e l’oratorio sulla destra si trova un passaggio che sale in mezzo alle case , per poi imboccare una stradina che scende a Val di Pozzolo molto bella e composta da malghe e verdi pascoli , dove le mucche pascolano libere per poi raggiungere la malga Valleranetta ed ammirare gli scorci della valle Vallerana , si continua dopo il cippo di confine Termine di Grotta , si prosegue dritti sul sentiero 769 e si entra nel bosco che a zig zag sale sul monte Campolongo per poi visitare  entrare nel trincerone con una visuale unica verso la Valstagna e il Monte Grappa si prosegue lungo il sentiero con della passerelle che attraversano le trincee fino ad uscire dal bosco e proseguire sul crinale prativo con una vista fantastica sulla pianura e sui monti circostanti proseguendo dritti in mezzo i pascoli si arriva al Monte Caina dove sulla cima il cippo della Madonna di Fatima veglia su questo scenario incredibile , proseguendo lungo il 762 si scende fino alla contrada Alberti per poi proseguire lungo la carrareccia verso Pra Cavallo e poi salire fino alle Saline dove sulla sinistra si scende a Molaghi ovvero nelle famosa Cava Dipinta e Cava Abitata un opera unica nel suo genere dell’artista Toni Zarpellon .

Il percorso non e impegnativo , anzi e fattibile per tutti e propone degli scenari molto belli e naturalistici ,  nell’eventualità io ho proposto anche delle alternative ulteriori per accorciare il percorso passando per i punti cruciali ( attraverso i sentieri rossi tratteggiati ), il dislivello che accompagna questo anello e molto esiguo , non mancate a soffermarvi nelle fantastiche cave , verrete arricchiti di qualcosa di unico e fantastico .

Vedi il post : https://itineraritrekking.com/2017/09/18/le-cave-di-rubbio/

Piccolo cenno storico

Il nome Rubbio compare per la prima volta in documenti del 1407 come contrada di Valrovina.

La chiesa della frazione rientra nel territorio comunale di Bassano e il campanile in quello di Conco, essendo il paese diviso in due ambiti amministrativi (fino al 1938 l’attuale zona appartenente al Comune di Bassano del Grappa era infatti proprietà del più vicino Comune di Valrovina, poi soppresso, una delle contrade annesse alla Federazione dei Sette Comuni). Il confine tra i Comuni di Conco e di Bassano del Grappa passava invece fino a qualche anno fa in corrispondenza del campanile di Rubbio: per 5/9 il campanile apparteneva al Comune di Conco; per 4/9 a quello di Bassano del Grappa.

La chiesa risale al 1708 anno in cui venne fondata dalle 20 famiglie che abitavano allora il villaggio. Venne poi distrutta il 24 giugno del 1918 da una granata austriaca da 305 mm sparata dal forte Lisser quando venne preso dai soldati austroungarici.  Sarà poi ricostruita nel 1920. Il campanile attuale risale al 1841, precedentemente le campane erano sostenute da una struttura di legno che venne spazzata via da un violento temporale il giorno 13 giugno dell’anno precedente.

Anticamente per Rubbio passava una delle due strade che collegavano i Sette Comuni col bassanese, era detta strada delle Dodici Volte, l’altra era la strada del Sette (che passava per Tortima e conduceva a  Marostica )

Durante la Prima guerra mondiale nei pressi di Rubbio (Col d’Astiago e Monte Campolongo) si trovava la linea di sbarramento delle stelle e dei terrazzi che costituiva l’ultima linea di resistenza nel caso di sfondamento delle posizioni tenute durante le Battaglie dei Tre monti .

       

 

Le Cave di Rubbio

Pubblicato da luke007 in 18 settembre 2017
Pubblicato in: evento, itinerari trekking. Tag: Asiago. Lascia un commento

Voglio dedicare questo post interamente a questo luogo , forse un po magico , ma in ogni caso molto bello e dove si ha quella possibilità di riflettere nel silenzio della terra e della roccia anche se i mille occhi che ti guardano sembrano attendere che tu dica qualcosa . Credo che questa sia molto di più di un’opera d’arte , un luogo unico dove si respirano i valori di un tempo dove la semplicità prende il posto della tecnologia e di quel pseudoprogresso di cui siamo totalmente sommersi . Nella Cava dipinta ognuno potrà riflettere a modo suo nel silenzio di questo luogo

” il rapporto con il silenzio e lo spazio aperto della natura ci aiuta a scoprire la propria identità” Toni Zarpellon

Poi scendendo più in basso si trova la Cava Abitata , si abitata da quei serbatoi di auto fatti a forma di facce che ti osservano e ti scrutano quasi a dire un giorno sarai sommerso dai rifiuti , se l’uomo non sarà capace di tornare indietro mentalmente , per poter andare avanti

Forse e proprio questo che rende unico questo luogo , questo tornare a leggere nel nostro io la nostra identità , io mi limito ad osservare con quella parte di me che rimane attaccata a quello che da sempre ho ritenuto importante e su cui ho basato parte dei Valori della mia Vita .

Mentre girovagavo per le cave , sono tornato indietro ed ho trovato li proprio lui il Maestro Toni Zarpellon , una piccola soddisfazione perche lui mi ha descritto un po come sono nate queste idee nel tentativo quasi di lanciare un grido di allarme che nel progresso non è detto che sia un avanzamento interiore o un miglioramento della vita , ma potrebbe essere frutto del becero capitalismo e consumismo a cui molti sono diventati dipendenti .

Riflessioni 

La fantasia trasforma le cose, ma più ancora le persone.  E quando un pennello finisce nelle mani giuste, fa quello che al contrario compie un martello pneumatico dentro una cava. Ecco che  se la fantasia irrompe, anche una cava dismessa, sfregio di un passato umano recente, può rigenerarsi in quello che diviene un “miracolo d’arte” moderna. Di più, un vero e proprio processo ontologico che per Toni Zarpellon è una rinascita che ha partorito l’originalissima provocazione della sua “Cava Dipinta”. “Ciò che qui per decenni è stato vituperato, scavato e trasformato dall’uomo –spiega l’artista riferendosi all’intimo rapporto che ha con la natura circostante-, per osmosi la  cava ora  dipinta è una rigenerazione delle forme; e  più ancora un tentativo umano di rispondere ad un problema ambientale e civile di grande attualità e necessità!”

Un colpo d’occhio che ti catapulta dal brutto creato, alla bellezza ricreata: “La cava , ingoia tutto anche il peggio di noi. Scesi lungo il costone verde della montagna a strapiombo sulla pianura antistante, il verde degli alberi incornicia il mosaico di colori sgargianti della “Cava Dipinta”, che ritraggono le forme più disparate. Simboli e archetipi, tutti ritratti su pareti e massi dalle forme antropomorfe.Rocce che l’artista oggi non esita a definire come dei “compagni di viaggio. Sono i  miei guardiani”.

Verso l’essenziale 

“Abbandonai nel 1990 l’idea della tela bianca come spazio, nonché di studio e galleria. Una separazione  sofferta la sua, indotta da una personale inquietudine, come mi racconta l’artista, che  si intravedeva fin dalle sue prime crocifissioni con le macchine: “Da quelle linee larvali del ’65 che sono state l’ispirazione di tante mie opere postume.” Un periodo buio insomma, che si è concluso con questo sua “folgorante intuizione” che la cava gli ha dato. Oggi il maestro sorride, e  ricorda quei “motti dell’animo” come un percorso obbligatorio che gli ha permesso di prendere coscienza per meglio comprendere ciò che siamo ostiamo per diventare noi oggi: “Quando giunsi quassù – racconta-, la sonorità e bellezza del paesaggio che mi offriva questo senso di totale avvolgimento dato dalla cava, mi fatto capire che avevo finalmente trovato ciò che andavo cercando. Ciò che ha determinato la volontà di realizzare le grandi teste antropomorfe e il bestiario che emerge dalle pietre, era alimentato dalla fantasia che avevo fin da bambino, quando  mi divertivo a leggere nelle macchie dei muri di casa immagini che mi riconducevano alla realtà.” Per questo, ciò che si vede nell’opera di Zarpellon è solo la parte finale di un lungo processo dal sapore o sacrale. La cava di Rubbio oggi è uno spazio riflessivo.

Biografia dell’artista

Toni Zarpellon nasce a Bassano del Grappa nel 1942.

Frequenta la Scuola d’Arte di Nove (VI) e il Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Insegna dal 1964 al 1987 all’Istituto d’Arte di Nove e all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia.

Dal 1965 espone le sue opere in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero presso strutture private ed enti pubblici.

Dalla seconda metà degli anni sessanta ai primi anni ottanta compie vari viaggi nelle più importanti città europee frequentando gli ambienti e le gallerie dell’arte d’Avanguardia e le più importanti raccolte d’arte antica e contemporanea.

All’intensa attività pittorica ha sempre accompagnato l’esecuzione di oggetti plastici con vari materiali, nonché sculture e pitture rupestri.

L’asprezza del suo “segno” nasce da uno stato di tensione permanente con funzione di scavo, per aprire nuove brecce nell’oscurità della mente.

Il suo lavoro è documentato presso svariati enti privati e pubblici, e fondazioni varie come ad esempio : l’ Archivio Storico A.S.A.C e della Biennale di Venezia; la Fondazione Ragghianti di Lucca; la Fondazione Corrente di Milano e altre Istituzioni Culturali in Italia e all’estero.

L’opera di Toni Zarpellon è stata presa in considerazione in modo approfondito da Giorgio di Genova nella stesura della sezione “Generazione Anni Quaranta” in Storia dell’Arte Italiana del ‘900 .

Nel Maggio 1993 l’artista si trova a riflettere sulla condizione umana delle persone anziane eseguendo 50 disegni di volti umani. Questa importante esperienza di ricerca interiore è fatta all’interno dell’Istituto Trento di Vicenza, e nel luglio 2004 viene allestita una mostra nel chiostro di S. Pietro dello stesso Istituto. Nel novembre 2004 questi disegni vengono donati all’Amministrazione Comunale di Vicenza affinché possano essere testimonianza di quel percorso di ricerca, a disposizione dei cittadini.

Nel 2006 per l’edizione Mondadori Electa esce “La pittura nel Veneto – il Novecento” dove Stefania Portinari, incaricata di prendere in esame quanto è avvenuto nell’area vicentina, ha messo in luce il lavoro di Toni Zarpellon. Lo stesso ha fatto Pierpaolo Luderin nel capitolo “ritratti e autoritratti” pubblicato nel secondo tomo “La pittura nel Veneto – il Novecento”, edito nel 2008 sempre per Mondadori Electa.

Nel Giugno 1996 all’interno dell’istituto M.A.S.( Maison d’accueil spécialisée ) “La solidarité” a Iteuil, in Francia l’artista si interroga e riflette sull’esistenza dell’essere umano in condizioni di grave disabilità. Da questo confronto nascono 20 disegni di volti che rappresentano l’intima introspezione dell’autore davanti alla dignità umana anche in condizioni di handicap. Nel novembre 2007 dona alla direzione dell’istituto i 20 disegni realizzati presso la struttura stessa.

A partire dal 1985 e per oltre vent’anni, “Cultura e Natura” rivista di scienza, cultura e formazione del C.E.U., centro studi per l’evoluzione umana con sede a Roma, ha pubblicato scritti e opere di Toni Zarpellon, seguendo da vicino l’evoluzione delle sue ricerche visive. Grande attenzione è stata posta nell’analizzare i percorsi di ricerca di Toni Zarpellon soprattutto da parte del presidente del C.E.U. Michele Trimarchi, importante scienziato del cervello umano.

Sul suo lavoro sono state scritte varie tesi di laurea, e su di lui hanno scritto poeti, filosofi, critici e storici dell’arte.

 

 

Il mio cammino a Madonna della corona

Pubblicato da luke007 in 10 settembre 2017
Pubblicato in: itinerari trekking, itinerari trekking impegnativo. Tag: Eventi, Lessinia, Piccole dolomiti. 10 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero:  20h00  66km solo andata 

Dislivello totale : 3780 m

Quota massima raggiunta : 1570 m

Sentieri e località interessate :

Valdagno-Giani-Visonà-Castelvecchio-Gebbani – 203 Castagna Campodavanti-202 Malga Fraselle – 280 Val Fraselle Giazza – 250 E5 Parpari – Maregge – Croce – 251 Erbezzo ( mal segnalato arrivati sul fondo valle indica a sinistra , ma io non ho trovato l’uscita sono tornato sul bivio e sono salito a destra dove poco più avanti ho trovato il sentiero che sale ) , prosegue sulla strada fino a Ronconi – Fosse 251 E7 dopo qualche km di discesa sulla strada asfaltata che porta a Peri – Rivalta poi attraverso la ciclabile si scende fino a Brentino dove al centro del paesetto si trova il sentiero con 1540 scalini per la Madonna della Corona

Mappa da usare : Monti Lessini – Valpolicella – Valdagno – KOMPASS

Riflessioni sul lungo viaggio

Ho deciso di fare questo piccolo viaggio , li ci ero già stato con la mia Famiglia da bambino ,  sarei partito la mattina quanto prima , così alle 5.15 dopo aver preparato lo zaino al momento , con le solite cose , sono partito da casa , passando in panificio per fare un paio di panini per completare parte di questo viaggio , poi ho imboccato le strade e i sentieri che mi avrebbero portato ai piedi della scalinata di 1540 scalini che mi avrebbe portato a Madonna della Corona , accompagnato da quella cartina che mi avrebbe permesso di non perdere la traccia su una via molto snodata e sinuosa che va al di fuori di quel percorso che generalmente si affronta per raggiungere questo luogo partendo dal Rifugio Cesare Battisti , ho voluto stravolgere quella routine di chi va sempre per lo stesso sentiero , devo dire che avevo pianificato bene nonostante alcune fasi in cui il sentiero era poco segnalato e portava in luoghi senza uscita , e stato un viaggio  in cui ho potuto ammirare luoghi non comuni posti nel nulla immenso l’altipiano della lessinia con le sue disperse valli , strette valli della val’d’Illasi , dove gli animali vivevano nella loro selvaggia natura , mi sono sentito a casa , quella casa che propone un solo ed unico spettacolo , come letto un prato  e per tetto un fantastico cielo stellato ,  cose capaci di allontanare qualsiasi fatica e qualsiasi sacrificio su questo grandioso viaggio a farci capire che non servono grandi cose , servono solo occhi ed umiltà per saperne apprezzare la loro immensa grandezza , per poi alla fine raggiungere quel santuario dedicato Maria Madre di Dio , la Madonna della Corona . Poi dopo aver mangiato qualcosa sono ridisceso a Peri dove ho preso il treno per il ritorno ,

Un viaggio può essere solo un allontanamento dalla realtà , una ricerca di qualcosa , una riflessione sulla vita su tutto quello che ci dona , ma può essere anche una missione un ritrovare se stessi , magari tornerai indietro con le mani vuote , oppure come me tornerai arricchito in te stesso perche avrai saputo cogliere le piccole cose che hai visto in questo viaggio , e forse perche avrai letto bene dentro a te stesso , condividere le mie emozioni non e possibile , ma le posso esternare attraverso queste foto .

Luciano

   

Navigazione articoli

← Voci più vecchie
Articoli più recenti →
  • cerca

  • Statistiche del Blog

    • 2.395.958 visite
  • Unisciti a 4.617 altri iscritti
  • Zone dei percorsi

    Alpi Feltrine Arsiero Asiago Bassano Week belluno Cadore Castiglieri dolomiti bellunesi dolomiti di sesto Eventi Ferrate Folgaria Fongara Forti Gruppo del Cristallo Gruppo Sengio Alto Lavarone Leggende Lessinia Le vie Normali Monte Baldo Monte Cengio Monte Civillina Monte Grappa Monte Novegno Monte Pasubio Monte Summano Pale di San Martino Piccole dolomiti Posina Recoaro terme Riva del Garda Running Tofane Tonezza ultratrail Val D'Astico val del mis Vallarsa valstagna Zoldo
  • Articoli recenti

    • Anello Col di lana – Dente Sief
    • 120 Malga Rove-Gazza ( sistemazione )
    • Monte Col di Lana – Le Battaglie
    • Galleria di vetta Corno Battisti
    • 105 Sentiero delle creste o Tricolore
    • Il Truciolo by MJ
    • 702 Passo Val di Roda – Rifugio Rosetta
    • Lago di Braies
    • 116 Cumerlotti – Prabubolo – Passo Buole
    • Rifugio Tre Scarperi – Rifugio Locatelli Innerkofler
  • calendario

    marzo: 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set    
  • Classifica Articoli e Pagine

    • Le Marmarole Runde (completo)
    • Vajo Ristele
    • Sentiero Busatte - Tempesta
    • 648 Sentiero delle Postazioni
    • 461 Summano per costa La rancina
    • Cima Rifugio Lagazuoi 2752m ( invernale )
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Rifugio Velo della Madonna
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Cannone 149/23 Ghisa L'ippopotamo 
  • Meta

    • Crea account
    • Accedi
    • Flusso di pubblicazione
    • Feed dei commenti
    • WordPress.com
  • Itinerari trekking

    Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • Itinerari trekking
    • Unisciti ad altri 394 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Itinerari trekking
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...