Tempo di percorrenza del sentiero di raccordo : 1h00
Dislivello totale : 95 m se lo si Sale – 136 m se lo si Scende
Quota massima raggiunta : 1451 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Questo non è un vero itinerario , ma è un importante sentiero di raccordo che va a collegare il 621 della Singelà con il 611 , molto interessante la Malga Croier per il panorama proposto e il ponte Rossato canale fluviale molto alto .Per qualcuno che esperto di orienteering sarà anche utile sapere che e possibile raggiungere questo sentiero anche da Forte Campo Luserna salendo dal sentiero 605 ritornando attraverso il 611 , che si raccorda scendendo fino a Località Casotto dove di solito si mette l’auto .
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di Campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare al piazzale Lozze dove esiste un’ampio posteggio , ricordo inoltre che questo sacro luogo teatro di grandi combattimenti e metà di un Pellegrinaggio la seconda domenica di Luglio per gli Alpini luogo dove ebbe luogo la prima adunata degli alpini 5-7 settembre del 1920 .
Questo sentiero 841 va a completare l’anello del monte ortigara , chi mi legge penserà sia un po ripetitivo in questo post , ma e molto importante capire su queste piccoli appezzamenti di terra il poderoso impiego di soldati , periti su queste insidiose ed esposte rocce , salirci d’estate e bello e si possono contemplare questa parte di terreno dove anche i muli hanno avuto la propria importanza e dignità .
Hanno fatto la guerra anche loro, i Muli
Non si puo parlare di truppe alpine senza parlare dei muli e dei loro conducenti , loro hanno avuto molte perdite perche in parte percorrevano sentieri sempre allo scoperto e sempre sotto il tiro nemico di qualsiasi arma , dall’artiglieria , ai fucilieri ed perfino agli aerei . I conducenti erano inquadrati nelle truppe combattenti in compagnie e battaglioni . Il mulo è una bestia impenetrabile , testardo ma non si dica che non manchi di intelligenza , il reparto salmerie e quello meglio tenuto , e curato con orgoglio , come dice il detto , sono loro che hanno fatto la guerra . Le salmerie del bicocca erano comandate da un tenente volontario Giorgio Konighi che era stato ritirato dal 101° compagnia dopo quanto accaduto a Cesare Battisti , lui si era talmente appassionato ai suoi muli che li aveva classificati per nome . Era meraviglioso assistere alla partenza di una colonna in corvè i muli si avvicinavano al proprio Basto e da li non si muovevano senza il conducente quando il graduato diceva : In colonna tutti i muli si mettevano a posto anche senza il conducente , poi vi era il mulo filippo non voleva camminare se non era in testa alla colonna , non voleva essere condotto per la briglia , ed in qualsiasi parte lui si trovasse andava a mettersi in testa per partire .
Vi era Groom un gigante a pelo bianco che ogni tanto usciva dalla fila che magari era troppo lenta
Vi era Lina la mula del Tenente medico a lui riservata per il nome della sua fidanzata
Vi erano Ticco e Tacco due muli inseparabili che non si lasciano mettere il basto se non c’erano tutti e due
Vi era Fra carlo il mulo del cappellano che si inginocchiava , cosa molto rara per un mulo
Vorrei continuare ma i muli erano 155 e tutte brave bestie che hanno fatto anche loro la vitaccia sopratutto nell’inverno del 1916-1917
Tratto dal Libro Ortigara terra sacra agli alpini : scritto dal Capitano degli Alpini Mario Aldrovandi superstite e veterano dell’ortigara , capitano della 123° compagnia Battaglione Bicocca
Questo sentiero nella Terra sacra agli alpini , e di facile percorrenza per tutti , per tutti e anche il motivo di salire su questo aspro monte , grullo e secco dove le piante si possono contare e la vegetazione lascia spazio per quello che fu teatro di una delle piu sanguinose battaglie della storia , dove l’artiglieria a bombardato per ore e giorni , e la sua terra e le sue rocce ne sono testimoni oculari , l’erba non cresce lascia spazio a quelle rocce frantumate nelle esplosioni dei proietti di diversi calibri .
Di libri sull’Ortigara ce ne sono tanti , e a chi piace la storia sono fondamentali allo scopo di capire sempre di più su questo grande conflitto che ha prodotto , orfani , vedove e molte madri hanno portato con loro il dolore della perdita di un figlio , da tutte e due le parti , ma ad oggi che sono passati 100 anni e giusto NON DIMENTICARE.
DOPO LE FOTO TROVERETE ALCUNI LIBRI PER APPROFONDIRE QUESTA SANGUINOSA STORIA D’ITALIA E DEGLI ALPINI.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 2h40
Dislivello totale : 350 m
Quota massima raggiunta : 2106 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare al piazzale Lozze dove esiste un’ampio posteggio , ricordo inoltre che questo sacro luogo teatro di grandi combattimenti e metà di un Pellegrinaggio la seconda domenica di Luglio per gli Alpini luogo dove ebbe luogo la prima adunata degli alpini 5-7 settembre del 1920 .
Ho voluto documentare questo sentiero 840 anche se lo avevo gia publicato insieme ad un anello da percorrere con il 841 , ma non mi stancherò mai di riproporlo , perche ritengo di fondamentale importanza , PER NON DIMENTICARE E PER FAR SAPERE , alle generazioni future come siano andate le cose e quanto sia stata difficile la vita nella prima linea sotto il fuoco dell’artiglieria di ambo le parti , portando onore a chi a sacrificato la propria vita nel culmine della propria gioventu.
Questo sentiero nella Terra sacra agli alpini , e di facile percorrenza per tutti , per tutti e anche il motivo di salire su questo aspro monte , grullo e secco dove le piante si possono contare e la vegetazione lascia spazio per quello che fu teatro di una delle piu sanguinose battaglie della storia , dove l’artiglieria a bombardato per ore e giorni , e la sua terra e le sue rocce ne sono testimoni oculari , l’erba non cresce lascia spazio a quelle rocce frantumate nelle esplosioni dei proietti di diversi calibri .
E per noi reduci commovente sapere che i nostri compagni morti sono stati quasi tutti raccolti e trasportati nel Sacrario militare di Asiago e siano stati sottratti all’ingiuria delle intemperie ed alla inesorabile decomposizione operata dalla natura su spoglie a noi care . Commovente perche quando spariremo anche noi per tarda vecchiaia , avremo il conforto di saperli come noi in una tomba . Poiche questo piccolo volumetto e stato scritto per ricordare i vostri sacrifici e quelli dei reduci , lasciatemi esclamare per la devozione che ci lega , prima , durante e dopo , a questa terra Sacra agli alpini : che l’ortigara non conoscerà il silenzio nè del tempo , nè degli uomini .
Tratto dal Libro Ortigara terra sacra agli alpini : scritto dal Capitano degli Alpini Mario Aldrovandi superstite e veterano dell’ortigara , capitano della 123° compagnia Battaglione Bicocca
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare in un tratto rettilineo in cui si nota un segnavia , 845 malga Fossetta e sacrario Fossetta , imboccato il sentiero lo si sale in tutta la sua lunghezza , fino ad arrivare al labirinto , ricordo che il labirinto per chi non se la sentisse di fare e raggirabile in alcuni suoi punti e portandovi direttamente alla fine dello stesso per poi proseguire scendendo nel punto di incrocio per la via del ritorno ripassando quindi per malga Fossetta . Questo sentiero e quello che porta al labirinto dei Castelloni di San Marco , ma ho ritenuto opportuno pubblicarlo in versione del sentiero perche magari non tutti se la sentono di entrare nel Labirinto che a mio avviso e molto bello , ma sopratutto unico , un piccolo omaggio anche al piccolo sacrario di malga Fossetta …ricordo che qui come del resto si può notare da qualche foto siamo ai piedi del Monte Ortigara , quello che da molti fu definito come Terra sacra agli Alpini , come descritto dal Generale Mario Aldrovandi .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce del Francese : 1h30 Da Monte Rasta 0h45
Dislivello totale : 1000 m
Quota massima raggiunta : 1527 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Per raggiungere questo forte si sale ad Asiago e si prosegue verso Camporovere , giunti al centro si sale sul monte Rasta fino ad arrivare in un posteggio per lasciare l’auto , e da li si prosegue a piedi , voglio anche ricordare che si può salire anche dal sentiero 833 dei cimiteri , prendendo la strada per val Galmarara fino al bivio con la Croce del Francese , da li si arriva dopo circa 40 minuti al cimitero Monte Mosciagh 1-2 per poi proseguire diritto verso il forte per altri 45 minuti .
Cenni storici
Questa struttura chiamata erroneamente forte interrotto , e stata costruita antecedentemente alla guerra ed e stata adibita a caserma difensiva Monte Interrotto , ed e stata molto danneggiata nell’evento bellico del 1915-1918 , e stato costruito nella seconda metà dell’800 completamente in pietra anche se internamente si può notare che la costruzione sia del tardo medioevo , questa caserma era armata con 2 mitragliatrici , due cannoni da 120mm o da 75mm , secondo altre fonti non fu mai usato per operazioni durante il conflitto , fu occupato nell’offensiva di primavera trasformato in caposaldo dagli austriaci , il forte era costituito da 115 postazioni di fucilieri e 4 pezzi di artiglieria e fondamentalmente veniva utilizzato come osservatorio . Il forte rimase in mano agli austroungarici fino alla fine del conflitto , al suo interno erano strutturate le stalle , le cucine e tutte le funzioni di approvvigionamento delle truppe , una nota stonata e che i maggiore danni al forte furono fatti dalle artiglierie italiane
Il recupero di questa struttura e stato possibile grazie al riconoscimento dello stato al suo valore storico , questo intervento fa parte di una valorizzazione del patrimonio storico.Nel frequentare questo luogo si raccomanda il massimo rispetto sia per salvaguardare il manufatto , ma sopratutto alla riconoscenza e rispetto alla memoria delle tante persone che qui e in altri campi di battaglia sono state protagoniste nella sofferenza e nel dolore di una delle più tragiche esperienze della storia dell’umanità
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce Francese : 0h45 Da Forte Interrotto 0h45
Dislivello totale : 350 m
Quota massima raggiunta : 1527 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver raggiunto l’abitato di Camporovere , si prosegue per la strada che porta sul monte Rasta , arrivati ad un certo punto si posteggia l’auto e si sale a piedi passando per forte Interrotto e proseguendo per la mulattiera che porta ai cimiteri di Mosciagh 1-2-3 , oppure attraverso il 833 che sale dalla croce Francese conosciuto anche come il sentiero dei 5 cimiteri . Sia il sentiero che la mulattiera sono molto belli da percorrere in un stupendo bosco con un sottobosco unico , una zona quasi incontaminata , ma che e stato teatro dei piu aspri e sanguinosi combattimenti , non a caso 833 passa per cinque cimiteri , qui hanno perso la vita migliaia di persone e alcune Brigate di Fanteria , la leggendaria Sassari , la gloriosa Brigata Catanzaro , ed il presidio completo della Catania
Cenni storici
Durante la Strafexpedition degli austroungarici sul fronte alpino con la loro pressione infliggerono molte vittime all’esercito italiano sopratutto nell’altipiano di Asiago , la mattina del 26 maggio 1916 la 22° Divisione austroungarica compie una zione fulminea cogliendo di sorpresa la Brigata Salerno sbaragliandola completamente e recuperando 6 pezzi di artiglieria dalle nostre posizioni , furono inviate di supporto la Brigata Alessandria e Catanzaro , la Catanzaro tento di recuperare i pezzi di artiglieria persi , nel tentativo vano di salvare la situazione che degenerava rapidamente , impedendo cos’ agli austriaci di portare i pezzi il luoghi più sicuri , gli scontri andarono avanti per diverso tempo contro un esercito austriaco molto agguerrito e condizioni climatiche avverse , nella avanzare dell’attacco gli italiani data la scarsa capacità degli ufficiali di gestire questa situazione , unita alla stanchezza delle truppe i soldati si dispersero nel bosco alla ricerca di un riparo , la sera del 27 maggio 1916 la Catanzaro scatenarono un’attacco alla baionetta , senza avere nessuna copertura da parte dell’artiglieria riconquistando i pezzi persi il 26 maggio , rendendoli innocui , purtroppo trasportarli nelle prima linea italiana sarebbe stato impossibile .
Brigata Catanzaro
La brigata Catanzaro venne costituita nel marzo del 1915 in due reggimenti il 141°e il 142° , composta da circa 6000 soldati quasi tutti provenienti dalla calabria , fu impiagata perla prima volta in Friuli ai comandi dalla 3° Armata , e stata poi usata in molte azioni di guerra in diversi fronti ed in settori molto contesi , come brigata d’assalto sul Carso , combatte ad Oslavia , e durante la Strafexpedition sul Mosciagh e sul Cengio , poi fu riportata a Monte San Michele , e tanti altri ancora , poi a Caporetto sul Monte Hermada , San Giovanni di Duino , per poi tornare nel 1918 sul Prioaforà in Vald’astico ed in Val di Posina la bandiera del 141° fu decorata con la medaglia d’oro e il 142°con la medaglia d’argento , veniva considerata dai comandi sia italiani che Austriaci una delle brigate più tenaci e valorose . La brigata opero in molti fronti ma i fatti avvenuti sul Mosciagh ne rendono idea del grande coraggio e tenacia di questi uomini :
I fanti della brigata in un combattimento con la Baionetta al corpo a corpo per alcune ora sulla vetta di questa montagna riuscirono a cacciare il nemico dalla loro posizione recuperandone anche l’armamento .Come riportato dal bollettino di guerra :
29 maggio 1916 «Sull’altopiano di Asiago, le nostre truppe occupano attualmente, affermandovisi, le postazioni a dominio della conca di Asiago. Un brillante contrattacco delle valorose fanterie del 141º reggimento (Brigata Catanzaro) liberò due batterie rimaste circondate sul M. Mosciagh, portandone completamente in salvo i pezzi».
Da questo ed altri fatti d’armi il motto del 141°
Su monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone
«Per l’altissimo valore spiegato nei molti combattimenti intorno al San Michele, ad Oslavia, sull’Altopiano di Asiago, al Nad Logem, per l’audacia mai smentita, per l’impeto aggressivo senza pari, sempre e ovunque fu di esempio ai valorosi (luglio 1915 – agosto 1916)».
Dopo alcuni mesi ci fu una rivolta dei soldati per un reimpiego , furono protagonisti di una delle rivolte più gravi della storia dell’esercito a Santa Maria della Longa , il 15 luglio del 1917 i caporioni di ogni reggimento assaltarono quelli dell’altro nel tentativo di costringerli ad ammutinarsi , ci furono molti caduti e feriti , nella notte vennero impiegati la compagnia Carabinieri e quattro mitragliatrici e due autocannoni per sedare questa rivolta , l’indomani furono fucilati 16 fanti colti con le canne dei fucili ancora calde , e deposti in una fossa comune . Dopo questi gravi fatti i soldati si fregiarono di un’altra citazione sul bollettino di guerra del 25 agosto 1917 nel quale si riportava che:
«Sul Carso la lotta perdura intorno alle posizioni da noi conquistate, che il nemico tenta invano di ritoglierci. Negl’incessanti combattimenti si distinsero per arditezza e tenacia le Brigate Salerno (89° – 90°), Catanzaro (141° -142°) e Murge (259° e 260°)».
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Voglio ricordare che questi come tanti altri cimiteri , le salme sono state portate tutte nei sacrari , ma che rimane come giusto che sia , il ricordo di questi luoghi sacri di preghiera e di riflessione per un futuro e sopratutto perche il sacrificio compiuto da questi uomini non sia mai dimenticato
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato Asiago nella zona dell’aereoporto si prosegue fino al bivio Rigoni di Sotto in direzione di Val giardini entrando sulla strada sterrata che porta verso la località Croce di Sant Antonio , da li si trova un posto per mettere l’auto e si sale per il segnavia 832 , essendo il sentiero ad anello si ritorna sullo stesso posto dopo aver completato l’escursione , questo anello molto bello sia per la sua difficoltà ridotta che per i suoi panorami molto belli , propone una visione sotto il profilo storico molto molto importante , sia per il recupero delle trincee del monte Zebio che del Monte Crocetta di Zebio e della Triste vicenda della mina dello Scalabron , ricordo che prima di salire sul Zebio al primo segnavia in quota si può visitare la trincea didattica situata vicino al cimitero della Brigata Sassari e la ricostruzione sul Monte Crocetta di Zebio di tutte le postazioni della 1° linea austriaca compresa una linea di reticolati.
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Cenni storici Monte Zebio e Monte Crocetta di Zebio
Questo monte divenne un importante arroccamenti per la 1°linea austroungarica situato dopo tra il Monte Colombara e il Forte Interrotto e la profonda gola della parte alta della Val d’Assa , in questo piccolo pezzo di terra si consumo uno dei maggiori sacrifici di soldati per conquistare poche decine di metri , il tentativo di prendere la quota , la Brigata Sassari avanzavano in massa dove il primo faceva da scudo fino a che uno riusciva ad entrare nella linea nemica , lasciando cosi dietro a se molti uomini feriti o agonizzanti uno sopra l’altro , l’Ortigara , il monte Colombara ed il Monte Zebio erano considerati di importanza cruciale in quanto sbarramento per la Val d’Assa che attraverso la val Galmarara avrebbe permesso alle truppe di passare a Passo Vezzena e poi verso Trento , inoltre se si perdeva tale fronte sarebbe stato un problema anche per i rifornimenti per la posizione Ortigara e Campigoletti . Ma l’obiettivo degli italiani era il Portule che nell’inverno del 1916 provarono a riprendersi , quando lo scoppio della mina dello Scalabron permise agli austriaci ad occupare tutto il territorio , mentre le enormi perdite sull’ortigara fecero svanire la possibilita sul Portule , quando venne occupato dagli austriaci venne attrezzato con sistemi di ricovero sotteranei mentre le gravi perdite della brigata Sassari e Piacenza nel tentativo vano di riprenderlo furono moltissime . Molte furono anche nello scoppio della mina italiana del 8 giugno 1917 alle 17.30 esplodeva prima del tempo a causa di un fulmine che la innescò causando lo scoppio della contromina austriaca e provocando la morte di 120 soldati italiani , e di 40 ufficiali della brigata Catania che erano in osservazione del fronte sulla lunetta dello Zebio
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce Francese : 1h30
Dislivello totale : 264 m
Quota massima raggiunta : 1600 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Per imboccare questo sentiero dopo essere salito ad Asiago si prosegue prima per Camporovere e poi si imbocca la strada che porta verso Trento passando da Lavarone , dopo essere usciti dall’abitato di Camporovere si incontra una stradina sterrata sulla destra che sale la Val Gamarara , l’auto la si potrebbe lasciare anche li , salendo una parte del sentiero della pace che percorre la valle , oppure si sale ancora un po con l’auto . Se si prosegue a piedi e sufficente seguire la strada fino ad arrivare in località Croce Francese , da li parte il sentiero . Questo sentiero e a mio avviso molto interessante ed importante sotto il profilo umano , ma bisogna avere l’umiltà di comprendere la grandezza di questi luoghi , anche del semplice fatto di tutti quelle persone che sono perite da eroi mantenendo il giuramento fatto verso la patria a cui hanno donato la vita . Il sentiero parte dalla Croce Francese , arrivati al bivio del cimitero di Mosciagh 1 si può proseguire fino ad arrivare a Forte interrotto , ricordo solamente che per questo sentiero si sale e sui scende , per ora non conosco una possibilità diversa , magari in seguito potrò trovare qualche nuova via per effettuare il ritorno
Ovunque siete stati cercati , accarezzati dal fruscio dei pennini , percossi dal pugno dei timbri …E cosa è rimasto ? All’ appello del bosco risponde il silenzio , o la pietà di chi passa : voce , che fissando una croce , sussurra dei nomi a chi più non ascolta …
Cimitero di Galmarara
In questo Camposanto , del fronte di guerra riposano 121 soldati dell’armata Austroungarica di diversi reggimenti LIR 3 , SCH R3 , IR 11 , IR 18 , IR 55 , IR 73 , IR 87 , IR 225 ecc. che sono caduti in questi luoghi nelle battaglie del 1915-1918 .
Il cimitero è stato restaurato e le salme riposte nel sacrazio di Leiten , nel 1994 in collaborazione con il Commissariato generale onoranze dei caduti in guerra , la comunità montana , il Comune di Asiago il 6° regg. Artigl da Montagna Bassano , alcune persone private e la croce Nera Austriaca.
Cimitero Mosciagh 1 e 2
In questi due cimiteri dei caduti di guerra , riposano 1142 soldati dell’armata Austroungarica . Prevalentemente composta da reggimenti Stiriani , che sono caduti in questo territorio nelle battaglie del 1915-1918 .
Questi cimiteri sono stati restaurati nel 1989-1990 con la collaborazione della Comunità montana , del Comune di Asiago , delle forze Armate Italiane , dell’associazione Nazionale Alpini , di alcuni privati e della Croce Nera Austriaca
Cimitero Mosiagh 3
In questo cimitero dei caduti riposano 209 soldati dell’armata Austroungarica , in maggioranza provenienti da reggimento fucilieri n°3 che sono caduti nelle battaglie del 1915-1919.
Questi cimiteri sono stati restaurati nel 1989-1990 con la collaborazione della Comunità montana , del Comune di Asiago , delle forze Armate Italiane , dell’associazione Nazionale Alpini , di alcuni privati e della Croce Nera Austriaca
Cimitero della Brigata Sassari
In questo luogo sacro alla memoria trovarono prima sepoltura gli intrepidi fanti della brigata Sassari che venuti dalla lontana Sardegna sacrificarono la loro giovinezza per la libertà di queste terre nell’87 anniversario dei fatti d’arme le genti di Asiago e di Sardegna unite nel ricordo riposero . Casara di Zebio 21 giugno 2003
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Voglio ricordare che questi come tanti altri cimiteri , le salme sono state portate tutte nei sacrari , ma che rimane come giusto che sia , il ricordo di questi luoghi sacri di preghiera e di riflessione per un futuro e sopratutto perche il sacrificio compiuto da questi uomini non sia mai dimenticato
Tempo di percorrenza del sentiero : 40′ avvicinamento solo andata : 1h40
dislivello totale : 100 m
Quota massima raggiunta : 1808 m
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare in un tratto rettilineo in cui si nota un segnavia , 845 malga Fossetta e sacrario Fossetta , imboccato il sentiero lo si sale in tutta la sua lunghezza , fino ad arrivare all’ingresso del Labirinto .
Sono tanti anni che salgo le mie montagne , sempre con fatica e rispetto , perche la montagna esige rispetto , sopratutto entrando in queste zone sacre teatro di cruenti e sanguinose battaglie , posso con certezza affermare che questo e uno dei sentieri più belli ed affascinanti che conosco , descriverlo senza percorrerlo sarebbe ridicolo , guardare le foto dopo averlo percorso e assolutamente riduttivo ed insignificante , questo sentiero che madre natura ci ha regalato è sicuramente inverosimile ed incredibile , un labirinto naturale che lascia biasiti ad ogni curva , ad ogni strettoia ad ogni varco naturale , raggiungerlo non è poi così difficile , le difficoltà tecniche sono alla portata di tutti , non occorre essere alpinisti basta un po di dimestichezza con la montagna , poi basta seguire i punti dall’ 1 al 48 ed il gioco è fatto , ho pubblicato la mappa per raggiungere a piedi il labirinto che e quello segnato in verde , saliteci rimarrete stupiti da questa meraviglia.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 996 m
Quota massima raggiunta : 1451 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Si sale in auto lungo la Valdastico superando l’abitato di Pedescala si arriva poi ad un bivio che porta a San Pietro di Valdastico , poco prima di arrivare alla chiesa parocchiale si gira a sinistra per contrada Lucca di Valdastico , si prosegue fino ad arrivare ad un posteggio dove si lascia l’auto . All’uscita del posteggio si può notare il segnavia del sentiero , la val Singela non porta in luoghi interessanti sotto il profilo storico come buona parte dei sentieri , ma a me e piaciuta per la sua posizione e molto ripida anche se la maggior parte del percorso risulta asfaltato o cementato , richiede una buona preparazione , anche i segnavia sono poco visibili e lontani uno dall’altro che quasi si fatica a capire dove si deve andare , arrivati verso la parte finale il percorso spiana fino ad arrivare nel tratto prativo molto interessante con diverse malghe e giungendo a malga campo Posellaro per poi arrivare a Malga Camporosa dove si incontra il bivio per il 621b (che andrò documentare al più presto ) da usare per la discesa assieme al 611 , una variante che ho voluto fare io ma che richiede una ottima preparazione e salire sul monte Verena percorrendo il sentiero 820 Anello del Verena , ma ciò richiede anche tempo materiale in quanto i due sentieri si collegano con più di 30-40 minuti di strada , quindi d’inverno si ritorna all’imbrunire rendendo cosi pericoloso il viaggio. Per collegare sul fondo valle i sentieri 611 e il 621 a mio avviso è opportuno lasciare l’auto nel piccolo posteggio situato sotto il paese di Casotto , e salire dal 621 che si trova in località Lucca , vedi post del 611 .
Voi siete entrati nel mio regno…entrate in silenzio , in punta dei piedi , e bello sentire la vostra mano accarezzare le mie rocce e sentire il suono dei vostri scarponi . Seguo i vostri passi in silenzio e vedo lo stupore nei vostri occhi , allora vi arrichisco di colori di albe , tramonti ,delle mille voci del vento e vi conduco per i miei boschi . A chi mi ama regalo il mio incanto , ma se mi accorgo che uno ne rimane indifferente allora lo lascio ridiscendere vuoto , come vuoto era salito verso di me . La singela