Dopo aver raggiunto Recoaro Terme si imbocca la strada che sale per andare alla Località Gazza , si sale fino al bivio della strada che porta ai Parlati e Gazza , sulla sinistra si nota un piccolo spiazzo prima del ponte dove sorge la Pizzeria Vallechiara , imboccando la stradina che sale passando davanti al locale ci si inoltra nella Valle Creme , parte del percorso e su una stretta mulattiera in alcune parti cementata per poter garantire alle persone che hanno la baita in questa magnifica valle di salire in auto , ad un certo punto la strada finisce e ci si addentra in una parte boschiva per poi uscire nella zona di captazione delle acque minerali Recoaro , da li proseguendo per un altra 10 minuti si arriva a Malga Creme , mentre sulla destra nascosto da un piccolo dosso si vede il piccolo laghetto delle creme , proseguendo parte della strada fianco della Malga si sale fino ad un bivio del percorso con le ciaspole che porta a Recoaro Mille rientrando nel bosco fino a raggiungere il laghetto superiore quello più bello , per poi ricongiungersi con il 120 , oppure si può proseguire sulla stradina che sale fino ad incrociare il sentiero 120 che porta alla Gazza sulla destra passando per malga Pace e più in alto Malga Rove , mentre a sinistra si prosegue verso malga Morando e la Cabiola , superato il bivio proseguendo verso malga Morando si scende fino ad incontrare un largo spiazzo con un’altra zona di captazione delle acque minerali Recoaro , da li si esce dalla strada e si scende lungo il canalino fluviale fino ad raggiungere un piccolo pascolo e mantenendo la sinistra si rientra nel bosco dove si nota un altro piccolo laghetto o pozza di acqua , si supera e si prosegue fino ad incontrare di nuovo Malga Creme e si rientra per lo stesso percorso . Questa escursione e fattibile a tutti non richiede impegni tecnici , ne presenta difficoltà estreme , ma si presta ad emozioni veramente uniche con scenari veramente incredibili , voglio ricordare che siamo sulle piccole dolomiti , ad un passo da casa , salite , ammirate e riempitevi gli occhi di piccole grandi emozioni che le nostre montagne ci possono dare . Buon Cammino
Tempo di percorrenza del sentiero : 3h00 Per il 472-405 circa 5h00
Dislivello totale : 250 m con la variante lunga circa 400 m
Quota massima raggiunta : 470 m
Dopo aver raggiunto Riva del Garda si prende la strada che porta da Riva a Limone , giunti su una rotatoria nei pressi di una chiesa situata in via Giuseppe Cannella , si svolta a destra per via Largo Guglielmo Marconi dove esiste l’unico posteggio non a pagamento dove si può lasciare l’auto senza problemi , usciti dal posteggio si scende verso la piazza centrale ovvero lungo lago di Riva , da li si prosegue verso Limone , passando sotto la gigantesca centrale di Riva , superata la centrale sulla destra prima della galleria si sale un piccolo tratto asfaltato , e da li inizia il sentiero del Ponale .
Descrivere la strada o sentiero del Ponale non e poi così semplice , la storia di questa strada che collega Riva del Garda con il lago di Ledro ha molto di più di qualche anno , la strada del Ponale o sentiero Giacomo Cis nato Bezzecca il 12 giugno 1782 , era un imprenditore , non avendo degli eredi uso tutto il suo potere economico per il bene della sua valle con diverse opere ma la più importante quella che permise alla valle di Ledro di uscire dall’isolamento per mancanza di rotabili per raggiungerla , i lavori di inizio di questa opera fu nel lontano 1 febbraio 1848 e finirono il 3 gennaio del 1851 quando lui stesso morì regalando a Riva del garda questa grandissima e meravigliosa opera : LA STRADA DEL PONALE
Variante destra dopo il Ponte
Continuando a salire sulla strada si incontrano altri punti panoramici , superato il belvedere , si può ammirare la cascata e superato il ponte prendendo la destra si sale lungo quello che era la vecchia centrale del Ponale di cui rimangono solo i muri esterni ma si può ammirare scendendo nella valle per ritornare sulla destra l’enorme quantità d’acqua che passa su questo luogo , per poi ridiscendere dalla parte sopra il zig zag del Belvedere , per poi rientrare nel sentiero all’altezza del belvedere
Variante sinistra dopo il Ponte
Proseguendo a sinistra dopo il ponte invece si sale a Pragasina , il sentiero sale ripido tra i zig zag della strada asfaltata , per arrivare fino in cima e godere di uno spettacolo unico dove e posizionata la statua della madonna , il rientro dev’essere fatto purtroppo per lo stesso itinerario .
Variante del 472-405
Questa e la variante più importante leggermente più impegnativa ma con panorami incredibilmente mozzafiato , che passano proprio sulla Defensionmauer , per poi scendere senza grosse difficoltà fino a raggiungere la Valle dello sperone e ricongiungersi con il Ponale
Cenni storici
Nel periodo bellico fu molto importante perche permetteva attraverso le suo opere fortificate un controllo sul lago , Riva , ed era uno dei pochi passaggi di collegamento rotabile , il controllo della via principale . Dalle prime gallerie si può ammirare fino a Torbole e Malcesine situata nella sponda opposta del lago .
Tagliata del Ponale
La prima opera della guerra fu la Tagliata del Ponale costruita a difesa dall’impero austroungarico già nell’800 , dove da dentro nelle gallerie sotteranee portano sia in riva al lago che in qualche postazione accuratamente nascosta .
Forte corazzato (quinta generazione): si tratta della “più ardita opera di architettura militare di tutta la linea di resistenza del settore”: il complesso di opere, distribuito su cinque piani e per uno sviluppo in roccia di circa un chilometro, è collegato a postazioni d’artiglieria, ricoveri, vedette, che si diramano dalle ultime tre gallerie del Ponale, scendendo verso Riva: Il tutto è collegato al Defensionmauer, il muro di difesa posto sopra il zig-zag della strada del Ponale.
Era armato da 4 cannoni da 80mm a tiro rapido due fronte Riva e due fronte Torbole, di due postazioni per mitragliatrice , di tre fuciliere , oltre che da un osservatorio con riflettore
Forte RossoRotes Werk
Era più in alto della tagliata del Ponale , dove l’accesso era in parte in una galleria mentre la fucileria era piazzata in un punto dove godeva di un’altissima visibilità , anche se per raggiungerla ora ci sono difficolta alpinistiche , era anche lui di calcestruzzo ed alcune opere su roccia un collegamento sia comn la tagliata che con la Fonte dello sperone per difendere l’acquedotto che successivamente si collegava alla Densionmauer insomma struttura molto complessa e articolata , presentava come armamento cannoni , mitragliatrici e postazioni di fucileria era composto di calcestruzzo armato a putrelle di ferro o opere direttamente in galleria. Disposto su diversi livelli, scavati nella roccia, con postazioni per mitragliatrici e una fuciliera sulla dorsale sommitale del costone. L’ingresso principale avveniva direttamente dalla strada del Ponale. Il forte era collegato, a Nord, alla Tagliata del Ponale con una galleria. Inoltre era collegato, a Sud, al bunker posto nella gola dello Sperone, per la difesa dell’acquedotto. Il bunker della gola era a sua volta collegato con il Defensionmauer e con le gallerie alla base della parete Est di Cima Rocca.
Bunker acquedotto dello sperone
Situato più verso sud questo fortino proteggeva la valle dello sperone con il suo acquedotto , in posizione strategica quasi non visibile nella vegetazione odierna , era collegato al forte avanzato e alla Defensionmauer
Defensionmauer
Questa linea era posizionata a circa 500 metri più in alto della strada del Ponale a quota 470 m di altitudine con una visuale incredibile , da li attraverso il sentiero del Bech si sale a cima Capi attraverso la linea difensiva posta sotto la ferrata Susatti , anche sopra i zig zag della Ponale sopra il Belvedere sono visibili grosse postazioni .
Questa linea fortificata separa Torbole da Riva del Garda , appena usciti dalla galleria alla fine dell’abitato di Torbole si trova il Forte San Nicolo , da li parte il sentiero che segue la linea sul crinale , e fa parte del sentiero della pace .
Forte San Nicolò Strand Batterie e Felsbatterie
E’ il primo forte che si incontra alle pendici del Brione. Collocato direttamente nell’area del Porto di San Nicolò, si vede anche transitando sulla strada tra Riva e Torbole dove e presente anche la galleria per il passaggio delle auto , mentre la tagliata che collegava il forte a riva del lago ed il suo corpo situato sullo spigolo . Poco sopra il forte c’era la Batteria Sudche non fu utilizzata, al suo posto venne costruita la Felsbatterie (Batteria nella Roccia), che si trova nell’area della villa Favancourt , proprio a monte del Forte San Nicolò. Tra Forte San Nicolò e la Batteria Bellavista, lungo il lago c’erano: la batteria di Punta lido , e la Batteria lago “Seebatterie” . La struttura molto ben conservata anche se alcune parti cono state modificate demolendo alcune strutture e rendendo così agibile per usi civili .
La casamatta di pietra molto ben conservata , anche se era stata modificata nel 1911-12 con una parte verso lago di calcestruzzo , con una moderna corazzatura , fu dotato di potenti riflettori per poter controllare il lago di notte , era armato con 4 cannoni da 150mm a cui furono aggiunti anche 6 cannoncini da 90mm , mentre la Felsbatterie era una opera tutta in caverna di ultima generazione disponeva di 2 cannoni da 90mm , la funzione era molteplice , quella di controllo del lago con artiglierie e riflettori e anche la tagliata fungeva da controllo sul passaggio .
FORTE GARDA Garda Werk
Salendo lungo il crinale dopo il Forte Nicolò verso nord a circa 20 minuti si arriva al Garda Werk era quello più moderno della linea fortificata molto mimetizzato anche grazie al terreno circostante costruito tra il 1904 e il 1907 vedendolo da lontano sembrerebbe del terreno roccioso talmente inserito in quel terreno misto di rocce e terra , costruito con calcestruzzo armato con putrelle in ferro , molto massiccio e resistente presentava una batteria di mortai da 150-300mm , in barbetta cioè all’aperto , la stradina portava direttamente sul versante opposto , costituita da un bunker garitta e da un bunker corpo di guardia “Wachhaus” il corpo dell’edificio era costituito da 3 piani , presentava 4 obici da 100mm in torretta corazzata girevole e 2-4 cannoni da 80mm e tre mitragliatrici , aveva inoltre un osservatorio a cupola girevole con un riflettore da 90mm per il controllo a distanza verso il lago .
Il forte e in fase di ristrutturazione e sistemazione , non ho trovato nessuna segnalazione per quanto riguarda la sua apertura al pubblico .
BATTERIA DI MEZZO Mittel Batterie
Continuando a risalire lungo il costone verso nord e superato tutto il forte Garda , nella parte sud la Batteria di mezzo presenta passaggi che portano alle postazioni ed osservatori che si affacciano sulla parete rocciosa sud est mentre un prolungamento della stessa seconda linea scendeva e saliva dalla parte opposta verso Nago , dove c’erano postazioni di fucileria ed artiglieria ancora visibili , il forte in origine e stato costruito con calcestruzzo e muratura ed alcune gallerie sono ancora visitabili prestando molta prudenza ed attenzione anche se il forte rimane chiuso e sia stato totalmente sistemato , l’armamento era costituito da 4 cannoni da 120mm in casamatta corazzata , 2 mitragliatrici , varie fuciliere ed un osservatorio , nel 1916 c’erano solo 2 cannoni , dal punto di vista strategico era adibito per difendere la zona di Nago , Torbole ed il monte Baldo
FORTE SAN ALESSANDRO Nord Batterie
Questo forte di cui rimangono solo i ruderi era sulla sommità nord del monte Brione ,chiamato anche Campedell fu costruito nel 1860-1862 fu modificato nel 1908 per il conflitto mondiale e dotato di una stazione radiotelegrafica , poco più in basso fu costruita una casamatta ad uso polveriera , casamatta Cretti tutta in pietra , con le postazioni in barbetta , aveva come armamento 6 cannoni da 120mm , poi 4 cannoni da 100mm , una batteria antiaerea ed due cannoncini di piccolo calibro , nel 1916 aveva solo 3 cannoni da 150mm sostituiti poi con sagome di legno.
Di questo forte rimango soltanto rudere immersi nella folta vegetazione .
BATTERIA OVEST
Grotta Batterie
Si trova sulle pendici Nord-ovest del Brione, proprio sopra l’abitato di Grotta, è ben visibile. Scendendo dal Forte S. Alessandro, ci sono tutta una serie di strutture: Casamatta Cretti, Polveriere, le postazioni della linea difensiva che scendeva in località Sabbioni, per collegarsi al trincerone, e le postazioni in galleria e in bunker che servivano per la difesa del monte sul versante Ovest, di cui fa parte anche la Batteria Ovest. Fu costruito nel 1911 , in calcestruzzo armato ed in muratura , ora come nel forte Sant Alessandro rimangono alcuni parti , era dotato di 3 cannoni da 120 mm , la sua funzione principale era quella di proteggere la zona ovest sulla seconda linea di sbarramento dove normalmente venivano stipati esplosivi e munizioni nelle numerose polveriere .
Di queste ultime due opera rimangono solo i ruderi dispersi nella vegetazione .
Arrivati in auto a Romano d’ezzelino si prende verso Semonzo e poi si seguono le indicazioni per l’antica abbazia di Santa Felicità oppure nella parte opposta si trova l’albergo alla Mena . Attenzione che in alcune cartine la numerazione potrebbe essere diversa le cartine riportano 52 ma la numerazione dei segnavia e 952 . La Valle Santa Felicita è una delle valli più importanti del Massiccio del Grappa. Profonda e selvaggia, Valle Santa Felicita sbocca tra Romano d’Ezzelino e Semonzo a quota 200 metri , dal punto di vista escursionistico, è molto bella , si entra nella valle che presenta numerose pareti di roccia utilizzate come palestre .
La prima parte del tracciato e dentro alla valle e si segue la numerazione 180 , poi si arriva ad un bivio dove a sinistra si imbocca il 952 Il sentiero è stato recentemente colpito da un incendio pare doloso , che ha bruciato parte del crinale stesso , questo sentiero porta direttamente a Camposolagna ed e molto bello anche se abbastanza pendente e richiede un impegno fisico buono , non presenta difficoltà alpinistiche e propone scenari molto belli nella parte rocciosa in quanto si riesce ad ammirare la stupenda valle di Santa Felicita , non è molto lungo ma a me e piaciuto molto , e molto praticato e con il 954 chiude il circuito in un anello , arrivati attraverso la mulattiera del sentiero 950 si può scendere dal 954 situato poco prima dello stabile che si trova lungo la strada a Camposolagna ovvero la vecchia Osteria .
Si sale sul Colle Averto e poi Col Campeggia si attraversa il pascolo e si passa vicino alla Gigantesca vasca costruita durante la guerra con la capacità di circa 200.000 situata sulla sinistra del Colle Averto , per poi discendere fino a bivio che scende poi per rientrare alla valle santa Felicita . Questo sentiero per salire e molto meno difficile del 952 , meno ripido anche se meno panoramico in quanto si trova più dentro alla valle , con quindi minore visibilità , ma usato insieme al 952 rimane un bellissimo itinerario .
Su gentile concessione dell’Amico Mauro invio anche la traccia gps dell’anello completo
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h45
Dislivello totale : 828 m
Quota massima raggiunta : 1020 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Arrivati in auto a Romano d’ezzelino si prende verso Semonzo e poi si seguono le indicazioni per l’antica abbazia di Santa Felicità oppure nella parte opposta si trova l’albergo alla Mena . Attenzione che in alcune cartine la numerazione potrebbe essere diversa le cartine riportano 54 ma la numerazione dei segnavia e 954 . La Valle Santa Felicita è una delle valli più importanti del Massiccio del Grappa. Profonda e selvaggia, Valle Santa Felicita sbocca tra Romano d’Ezzelino e Semonzo a quota 200 metri , dal punto di vista escursionistico, è molto bella , si entra nella valle che presenta numerose pareti di roccia utilizzate come palestre , i sentieri che la risalgono sono principalmente 2 il 100 Campo Croce e il 180 Cima Grappa , io oggi mi occuperò del 954 che porta a Camposolagna passando per il col Campeggia e il Colle Averto .
La prima parte del tracciato e dentro alla valle e si segue la numerazione 180 , poi si arriva ad un bivio dove a sinistra si imbocca il 954 , dove si trova la sorgente di acqua ” i Sasseti ” si sale ancora qualche centinaio di metri si vede il segnavia e la cascatella di imbocco del 180 , si sale poi per una mulattiera a zig – zag fino ad arrivare al bivio delle postazioni di Col Campeggia , molto belle e bel curate , se si ha tempo e voglia sono molto interessanti da vedere anche questo ne allunga un pò il percorso , si tratta di una trincea didattica molto ben tenute . Arrivati sul Col Campeggia si attraversa il pascolo e si passa vicino alla Gigantesca vasca costruita durante la guerra con la capacità di circa 200.000 situata sulla sinistra del Colle Averto , per poi discendere fino a Camposolagna. Questo sentiero per salire e molto meno difficile del 952 , meno ripido anche se meno panoramico in quanto si trova più dentro alla valle , con quindi minore visibilità , ma usato insieme al 952 rimane un bellissimo itinerario .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h15
Dislivello totale : 751 m
Quota massima raggiunta : 1020 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Arrivati in auto a Romano d’ezzelino si prende verso Semonzo e poi si seguono le indicazioni per l’antica abbazia di Santa Felicità oppure nella parte opposta si trova l’albergo alla Mena . Attenzione che in alcune cartine la numerazione potrebbe essere diversa le cartine riportano 52 ma la numerazione dei segnavia e 952 . La Valle Santa Felicita è una delle valli più importanti del Massiccio del Grappa. Profonda e selvaggia, Valle Santa Felicita sbocca tra Romano d’Ezzelino e Semonzo a quota 200 metri , dal punto di vista escursionistico, è molto bella , si entra nella valle che presenta numerose pareti di roccia utilizzate come palestre , i sentieri che la risalgono sono principalmente 2 il 100 Campo Croce e il 180 Cima Grappa , io oggi mi occuperò del 952 che porta a Camposolagna passando per il Pian dei Noselari .
La prima parte del tracciato e dentro alla valle e si segue la numerazione 180 , poi si arriva ad un bivio dove a sinistra si imbocca il 952 Il sentiero è stato recentemente colpito da un incendio pare doloso , che ha bruciato parte del crinale stesso , questo sentiero porta direttamente a Camposolagna ed e molto bello anche se abbastanza pendente e richiede un impegno fisico buono , non presenta difficoltà alpinistiche e propone scenari molto belli nella parte rocciosa in quanto si riesce ad ammirare la stupenda valle di Santa Felicita , non è molto lungo ma a me e piaciuto molto , e molto praticato e con il 953 oppure il 954 chiude il circuito in un anello , che va a coprire parte della valle , arrivati in vetta sul piano si imbocca il 950 che porta direttamente attraverso una mulattiera a Camposolagna , molto bello anche il monumento e la chiesetta situata a circa 300 metri sotto al bivio del Pian dei Noselari . Arrivati attraverso la mulattiera del sentiero 950 si può scendere dal 954 situato poco prima dello stabile che si trova lungo la strada a Camposolagna ovvero la vecchia Osteria , oppure per il 953 , tornando indietro per il pian dei Noselari
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 200 m
Quota massima raggiunta : 1084 m
Cartografia : CAI Canale del Brenta e Massiccio del Grappa 1:25000
Descrizione
Si sale lungo la strada Cadorna fino a superare il Monte Nosellari e continuando per la strada a circa 1,5 km si incontra una stradina sulla destra che porta allla partenza del trinceramento di Col Campeggia , anche se volendo lo stesso itinerario lo si può prendere anche da Camposolagna , imboccata la stradina si arriva ad un piccolo posteggio , da dove passa anche il sentiero 954 , da li si inizia il percorso a piedi per poi ritornare allo stesso punto .
Molto bello ed interessante questo itinerario , sopratutto a livello didattico storico , tutto sapientemente recuperato da mani sapienti con una visione panoramica osservativa dell’importanza di questo avamposto , sia logistico che osservativo , verso le posizioni avanzate del monte Asolone , interessante anche la teleferica che portava in quota vettovagliamenti e materiali vari . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche e richiede solo un rispetto per questi luoghi sacri che tante vite hanno strappato , ed un rispetto per chi con passione e a titolo gratuito li mantiene tali. Molto bella e la gigantesca cisterna di recupero acqua posta sul Colle Averto , 3.70m x 24.50m x 2.70m capace di 200.000 litri d’acqua .
Note tecniche
Sul terreno risultano tuttora evidenti i resti degli acquartieramenti ricavati contro roccia negli slarghi della strada militare ed ancor meglio i rifugi incavernati. Dopo aver girato la curva davanti la valle e presa la direzione nord, si incontrano gli slarghi dove erano presenti baraccamenti e ricoveri in pietra e le prime delle nove gallerie che completavano il sistema. Dopo una paio di gallerie a ferro di cavallo, e al termine degli acquartieramenti esterni (baracche e ricoveri), parte una galleria in salita e lunga 35 metri, scavata nella roccia di rosso ammonitico, e dotata di una lunga scalinata incisa nella roccia che conduce ad un pozzo di risalita (osservatorio) posto altre il versante. La scalinata è dotata di un corrimano di corda metallica ed il pozzo si può risalire con una scala di ferro. Un sentiero nel bosco in leggera discesa ci porta, tenendo sempre la destra, al sentiero principale che avevamo lasciato all’ingresso. Si percorre ora una scalinata in discesa e lasciando alla sinistra due ulteriori ingressi di gallerie di modesta importanza, sotto ad una poderosa roccia strapiombante troviamo l’ingresso di una galleria, riconoscibile dai resti di una garrita in calcestruzzo. La galleria, la più articolata e lunga una settantina di metri, fu prevista per la protezione delle truppe durante i bombardamenti. Dopo l’ingresso sotto roccia, si snoda con una serie di allargamenti per gli acquartieramenti. Pregevole è la fattura del muro in pietra, posto all’interno e a destra del corridoio principale, e perfettamente conservato. Curiosi anche i sacchi di cemento pietrificati, con la forma della schiena del mulo, all’ingresso dell’arteria franata a sinistra.
Cenni Storici
Il Campeggia divenne perciò importante magazzino e centro logistico per il fronte del settore occidentale del Grappa, in particolare verso la strategica linea di difesa della dorsale dell’Asolone, anche sede di comando, nonché osservatorio per i tiri d’artiglieria verso l’Asolone. Era anche ultima linea di massima resistenza su Santa Felicita, perciò furono approntate numerose trincee per quasi 15 chilometri di scavo (solo in parte recuperate). Lo sfondamento di questo settore, per altro tentato dagli austroungarici con le asprissime battaglie sull’Asolone, avrebbe comportato il facile dilagare senza altre difese verso Bassano del Grappa, principale centro di smistamento logistico italiano.
Posto a quota 1100 m sulle ultime propaggini a sud ovest del massiccio, in vicinanza della Strada Cadorna e sopra la valle di Santa Felicità, assunse un ruolo logistico molto importante durante il primo conflitto mondiale. Venne realizzata per il trasporto dei materiali una ferrovia a scartamento ridotto da Bassano a Santa Felicità, e da qui partivano due teleferiche e una condotta idrica che raggiungevano Campeggia. Dal Col Campeggia partivano a sua volta due teleferiche dirette una a Monte Oro e l’ altra al Monte Asolone.
Col Campeggia, nelle posizioni defilate dal tiro nemico, fu dotato di ricoveri per le truppe e materiali, venne inoltre munito di un sistema fortificato a guardia e protezione della sottostante valle. Fu sede di Comando Tattico del IX Corpo d’Armata, dagli osservatori a pozzo con vista su Monte Asolone e Colli Alti, collegati da un efficiente sistema di gallerie e camminamenti, venivano diretti sia il tiro delle artiglierie, poste sui vicini Col Averto e Malga Andreon, sia le operazioni delle Brigate Basilicata e Abruzzi operanti in questo settore.
Il sentiero è curato dal Gruppo Volontari Antincendi e Protezione Civile di Romano d’Ezzelino, dal Cai di Bassano del Grappa e dall’associazione Musei all’aperto del Grappa.
I lavoro di restauro, ripristino e manutenzione dei vari settori di fronte interessati da trincee e manufatti della Grande Guerra, in particolare nella zona di Camposolagna tra il centro logistico di Col Campeggia e il sistema fortificato di Col Andreon, sono stati eseguiti con grande impegno personale da volontari di numerose associazioni
Volontari Protezione Civile di Romano d’Ezzelino
Associazione Fanti della provincia di Vicenza, zona 2
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Bassano del Grappa, gruppo di Pove del Grappa
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Milano
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Lodi
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Parma
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Venezia
Ana, Associazione Nazionale Alpini, di Dueville (Vicenza)
Ana, Associazione Nazionale Alpini, sezione Artiglieri di Schio (Vicenza)
Queste sono alcune delle medaglie d’oro che qui hanno eroicamente perso la vita per un ideale , che sia da condividere o meno non lo so , ma ciò esige profondo rispetto di tutti quelle persone che qui hanno perso la vita .
Capitano Pantaleone Rapino 119° Rgt. Fanteria ” Emilia ” Medaglia d’oro al Valore
Ortona 29/3/1889 – Porte di Salton ,15 giugno 1918
«Comandante di battaglione in posizione avanzata esposta a violenti attacchi del nemico che da venti giorni lo premeva con forze soverchianti, si erigeva a campione di una difesa epica, infondendo, con alto esempio di valore, saldo spirito di resistenza nelle sue truppe. Ferito gravemente, rimaneva sul campo, continuando ad animare i suoi. Circondato dagli avversari, nell’impossibilità di difendersi, veniva pugnalato nel luogo ove giaceva, dimostrando al nemico, con eroico contegno, tutto il suo sprezzo e la sua fierezza. Porte di Salton 15 giugno 1918 .
Monte Grappa, Porte di Salton, 15 giugno 1918
Capitano Ettore Viola VI Reparto d’Assalto
Fornoli , 21 aprile 1894 – Roma , 25 febbraio 1986
«Comandante di una compagnia di arditi, la condusse brillantemente all’attacco di importanti posizioni. Sotto l’intenso tiro di artiglieria e di mitragliatrici avversarie. Avute ingenti perdite nella compagnia, magnifico esempio di audacia e di ardimento, con un piccolo nucleo di uomini continuò nell’attacco e giunse per primo, con soli tre dipendenti, nella posizione da occupare. Caduti molti ufficiali di altri reparti sopraggiunti, assunse il comando di quelle truppe, e con esse e con i pochi superstiti della sua compagnia, respinse in una notte ben 11 contrattacchi nemici, sempre primo alla lotta. Rimasto solo, circondato dagli avversari e fatto prigioniero, dopo tre ore si liberò con fulmineo e violento corpo a corpo della scorta che lo accompagnava e rientrato nelle nostre linee con mirabile entusiasmo riprese immediatamente il comando di truppe, respingendo con fulgida tenacia nuovi e forti contrattacchi del nemico, incalzandolo per lungo tratto di terreno e infliggendogli gravissime perdite.»
Monte Grappa 16-17 settembre 1918
Numerose altre onoreficienze : 3 medaglie d’argento , 1 di Bronzo , Croce al Merito , e tante altre , fondatore del Istituto nastro azzurro che raccoglie le motivazioni delle medaglie dei soldati .
Tenente Sasso Marco Comandante 3° raggruppamento Alpini colonna di destra
Valstagna 5 aprile 1896 – Val Calcino 11 dicembre 1917
Ufficiale di indomito coraggio, muoveva col proprio reparto all’assalto di una forte posizione, dopo di aver giurato di conquistarla o morire. Gravemente ferito in varie parti da una violenta raffica di mitragliatrici avversarie, giungeva ugualmente, per primo, sulla posizione, e gettatosi sulle armi nemiche, ne uccideva i serventi. Nuovamente e mortalmente colpito da una fucilata, rinunziava di essere trasportato ai posto di medicazione, e disposto a morire sulla posizione conquistata, incitava ancora i suoi alla lotta, col grido: “Avanti, avanti alpini, per l’onore del Re e della Patria ! “. Fulgido esempio di eroismo e di eccelse virtù militari.
Monte Fontanel – Vai Calcino, 11 dicembre 1917 .
Sottotenente Lipella Giovanni 994° Comp. Mitr. 139° Reggimento Fanteria.
Riva (Trento) il 13.11.1899 – Monte Asolone 15 giugno del 1918
«Irredento e volontario di guerra, portò e comunicò fede ed entusiasmo nei suoi mitraglieri. Durante l’infuriare del bombardamento nemico, corse da un’arma all’altra, tutti incitando con la parola e con l’esempio alla resistenza ed alla fiducia nelle sorti del combattimento. Rimasta un’arma senza tiratori e serventi ed in una posizione ormai insostenibile, noncurante del violento fuoco avversario, se la caricò sulle spalle, e, postatala in altro luogo, riaperse da solo il fuoco sulle ondate nemiche. Ferito una prima ed una seconda volta, continuava a tirare, fino a che, colpito ripetutamente al petto, cadde offrendo in olocausto alla Patria la sua bella esistenza.»
Normalmente nel mio sito di itinerari non faccio post polemici , ma questo lo devo fare per quella valle che deve rimanere intatta , bella come può essere una valle nella semplicità di quel delicato equilibrio , uomo , natura , animali e cementificazione , un opera inutile per arrichire chi ?
NON LO SAPREMO MAI
Mi sento in obbligo condividere questo obbiettivo , per salvare quella meravigliosa valle , che e la Valdastico , per salvare quei abitati , quelle case quei luoghi rimasti quasi intatti dalla mano dell’uomo , chi non ha mai visto la val d’astico non può capire il suo immenso e delicato equilibrio , la valdastico e una valle a misura d’uomo :
NON PERMETTIAMO QUESTO SCEMPIO , NE ABBIAMO GIA TANTI PER ARRICHIRE I POCHI E DISINTEGRARE QUEI POCHI LUOGHI RIMASTI ANCORA UN PARADISO , POTENZIAMO SERVIZI ALTERNATIVI .
La Val d’Astico, una delle più belle e verdi vallate vicentine, rischia di essere deturpata dalla realizzazione del tratto autostradale A31 Valdastico Nord. Quest’opera si caratterizza per un costo di realizzazione stimato in oltre DUE MILIARDI DI EURO (49 milioni di €/km) e flussi di traffico modesti, ma provocherebbe danni ambientali gravissimi e difficili da contenere. Viene proposta e sostenuta solo dalla società che gestisce la A4 Brescia-Padova, per interessi di rinnovo concessione. Interessi solo LORO!
In un ottica di progresso sostenibile e di alternative al trasporto su gomma, è doveroso dire NO ALLA VALDASTICO NORD!
Ancora un grazie agli amici Giacomo e Giancarlo Andolfatto per la pubblicazione di questa ferrata su Bassano Week , una ferrata tecnicamente impegnativa sopratutto nel ripido sentiero di avvicinamento ma con scenari particolari e unici come il suo ponte tibetano che passa sopra l’altro sentiero ma comunque aggirabile . Buona lettura
Cenni storici
Teatro di scontri decisivi nel corso della guerra del 1915-1918 e alcuni avvenimenti della 1945 con i partigiani, è conosciuto a molti per il il suo sacrario dalle imponenti dimensioni e che conserva le spoglie di italiani e austroungarici assieme ad un museo della Grande guerra della Galleria Vittorio Emanuele III . Famoso è anche il Sacello della Madonna Ausiliatrice inaugurato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto . La statua fu mutilata durante il primo conflitto mondiale, ma venne poi ricollocata nel 1921. Alla Madonnina del Grappa è dedicata l’Opera assistenziale fondata, subito dopo la Guerra, con il nome opera della divina Provvidenza Madonnina del Grappa .
Nella prima guerra mondiale, dopo la sconfitta italiana di Caporetto , la cima diventò il fulcro della difesa italiana, tanto che gli austriaci tentarono inutilmente e più volte di conquistarlo, per poi avere accesso alla pianura Veneta.