Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

  • Chi sono
  • Dove dormire – B&B
    • B & B La Cogola
    • B&B Le terrazze
    • La Nuova Montanina
    • B&B Rotzo
  • Fauna
    • Biacco (Hierophis viridiflavus)
    • Gracchio Alpino
    • Orbettino
    • Ramarro Verde Lacerta viridis
    • Vipera dal Corno
  • Flora
    • Achillea ( Achillea millefolium )
    • Amanita Muscaria ( Ovulo Malefico )
    • Aquilegia scura ( Aquilegia atrata )
    • Asfodelo montano ( Asphodelus albus )
    • Astro Alpino ( Aster Alpinus )
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Biscutella Montanina ( Biscutella laevigata)
    • Botton d’oro ( Trollius europaeus )
    • Calamenta (Satureja calamintha)
    • Campanula selvatica ( Campanule trachelium )
    • Cardo Campestre ( Cirsium arvense )
    • Cardo del Trentino (Carduus defloratus )
    • Cardo dentellato ( Carduus defloratus )
    • Carlina Bianca ( Carlina Acaulis )
    • Cefalantera Maggiore ( Cephalanthera longifolia )
    • Cerretta Maggiore ( Klasea nudicaulis )
    • Ciclamino comune ( Cyclamen )
    • Colchico autunnale ( Colchicum autumnale )
    • Consolida maggiore ( Symphytum officinale )
    • Crassulacee
    • Dafne ( mezereo )
    • Dafne Striata
    • Dentaria a cinque foglie ( Cardamine pentaphyllos )
    • Dente di Leone ( Taraxacum officinalis )
    • Dittamo ( Dictamnus albus )
    • Doricum clusii
    • Edelweiss , Stella Alpina ( Leontopodium Alpinum )
    • Eliantemo chironio ( Helianthemum nummularium )
    • Erba con la rugiada
    • Erba Cristallina ( Delosperma cooperi )
    • Erba di Santa Barbara ( Barbarea Vulgaris )
    • Erica carnicina ( Erica carnea )
    • Erigeron annuus
    • Farfara (Tussilago farfara)
    • Farfaraccio maggiore ( Petasites hybridus )
    • Fiordaliso di montagna ( Centaurea montana )
    • Fiore del Corniolo ( Cornus mas )
    • Fiore di Larice ( Larix decidua )
    • Fiore di Melo
    • Frassine ( Fraxinus )
    • Genziana di Esculapio ( Gentiana asclepiadea )
    • Genziana di Koch ( Gentiana kochiana )
    • Genziana primaverile (Gentiana verna)
    • Geranio sanguigno ( Geranium sanguineum )
    • Giaggiolo susinario ( Iris graminea )
    • Giglio di San Giovanni ( Lilium bulbiferum )
    • Giglio rosso ( Lilium bulbiferum )
    • Gittone Rosso ( Silene dioica )
    • Il raponzolo di roccia ( Physoplexis comosa )
    • Knautia drymeia
    • Maggiociondolo ( Laburnum anagyroides o alpinum )
    • Malva selvatica ( Malva sylvestris )
    • Mazza da Tamburo ( Macrolepiota procera )
    • Morella Alata ( Solanum Villosum )
    • Muscari azzurro (Muscari botryoides)
    • Negritella ( Nigritella nigra )
    • Nido d’uccello ( Neottia nidus avis )
    • Non ti scordar di me ( Myosotis )
    • Orchidea cimicina ( Orchis coriophora )
    • Orchidea cimicina ( Anacamptis coriophora, Orchis coriophora )
    • Orchidea maschia ( Orchis mascula )
    • Paederota ( bonarota Comune )
    • Passiflora ( Passiflora caerulea )
    • Pero Corvino ( Amelanchier lamarckii )
    • Petasitess albus
    • Petrocallide dei Pirenei
    • Peverina a 3 stimmi ( Cerastium cerastioides )
    • Pianella della Madonna Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus )
    • Pigamo colombino ( Thalictrum aqulegiifolium )
    • Pino Mugo
    • Poligala falso bosso ( Polygala chamaebuxus )
    • Polmonaria maggiore ( Pulmonaria officinalis )
    • Primula Auricola
    • Primula comune ( Primula vulgaris )
    • Primula recubariensis
    • Prunella Vulgaris
    • Pulsatilla austriaca ( Pulsatilla alpina )
    • Ranuncolo bulboso ( Ranunculus bulbosus )
    • Rhododendron ferrugineum
    • Rhodothamnus chamaecistus
    • Rododendro peloso ( Rhododendro hirsutum )
    • Rosa di Natale ( Helleborus niger )
    • Sassifraga gialla ( Saxifraga aizoides )
    • Scilla silvestre ( Scilla bifolia )
    • Senecione di Fuchs ( Senecio ovatus )
    • Silene aucalis
    • Silene cuscino
    • Silene rigonfia
    • Soldanella alpina
    • Spugnole ( Morchelle )
    • Trifoglio ibrido
    • Trifoglio Pratense ( Trifolium Pratense )
    • Uva Turca ( Phytolacca Americana )
    • Vedovina a foglie sottili ( Scabiosa triandra )
    • Verbasco nero ( Verbascum nigrum )
    • Viperina Azzurra ( Echium vulgare )
    • Zafferano alpino ( Crocus albiflorus )
  • Foto Gallery
  • Foto Invernali
  • Insetti e Farfalle
    • Aglais urticae ( Vanessa dell’ortica )
    • Aporia Crataegi
    • Aracno
    • Callophrys Rubi
    • Cervo volante
    • Common blue (Polyommatus icarus)
    • Doriflora della Patata
    • Egeira – Pararge aegeria
    • Farfalla prete – Syntomis marjana
    • Hipparchia Satiro del Faggio
    • Lucertola Muraiola Podarcis muralis
    • Marbled white (Melanargia galathea)
    • Opiliones
    • Pieris Rapae
    • Pseudopanthera macularia
    • Zygaena Transalpina
  • L’Artiglieria Pesante
    • Mortaio Škoda 305 mm
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Obice Škoda 420 mm
    • Cannone Škoda 350 mm Il lungo Giorgio
    • Cannone 149/23 Ghisa L’ippopotamo 
  • Libreria
    • Edizioni Gino Rossato
    • Libreria LiberaLibro
    • Sentieri Altopiano dei Sette comuni
    • Sentieri Canale del Brenta e Massiccio del Grappa
    • Sentieri del Massiccio del Pasubio
    • Sentieri Monti Lessini
    • Sentieri Pasubio – Carega
    • Sentieri Piccole Dolomiti Pasubio
    • Sentieri Rovereto Monte Pasubio
    • Sentieri Valdastico ed altopiani trentini
    • Sentieri Valli Astico e Posina
    • The Librarian
  • Libro dei Visitatori
  • Morsi da Vipere
  • Nodi
    • Nodo a 8 con asola doppia
    • Nodo a 8 inseguito
    • Nodo a Bocca di lupo
    • Nodo a farfalla
    • Nodo a fibbia semplice
    • Nodo barcaiolo
    • Nodo doppio 8 con asola
    • Nodo fibbia doppia fissa
    • Nodo Gassa d’Amante o Bolina
    • Nodo mezzo barcaiolo
    • Nodo mezzo barcaiolo con asola di blocco e controasola
    • Nodo Savoia
    • Nodo Traino
  • Riflessioni
  • Rifugi
    • Agriturismo Gruuntaal
    • Baita Monte Corno
    • Birreria Cornale
    • Capanna degli alpini
    • Malga Bovental
    • Osteria Passo Coè
    • Rifugio Alpino Revolto
    • Rifugio Antonio Giuriolo Campogrosso
    • Rifugio Averau
    • Rifugio Baion
    • Rifugio Bassano
    • Rifugio Bepi Bertagnoli
    • Rifugio Bruto Carestiato
    • Rifugio Camillo Giussani
    • Rifugio Camini
    • Rifugio Carducci
    • Rifugio Casarota ” Livio Ciola “
    • Rifugio Cesare Battisti ” Gazza “
    • Rifugio Ciareido
    • Rifugio Città Di Fiume
    • Rifugio Coldai Sonino
    • Rifugio Fonda Savio
    • Rifugio Fondovalle Talschlusshuette
    • Rifugio Lagazuoi
    • Rifugio Maria Vittoria Torrani
    • Rifugio Mario Fraccaroli
    • Rifugio Monte Agudo
    • Rifugio Nerone Balasso
    • Rifugio Ottone Brentari Cima D’Asta
    • Rifugio Palmieri Croda da Lago
    • Rifugio Passo Pertica
    • Rifugio Passo Staulanza
    • Rifugio Passo Xomo
    • Rifugio Pian di Cengia
    • Rifugio Piccole dolomiti “Alla Guardia”
    • Rifugio Pietro Galassi
    • Rifugio Pomedes
    • Rifugio Pompeo Scalorbi
    • Rifugio Pradidali
    • Rifugio Rosetta G.Pedrotti
    • Rifugio San Marco
    • Rifugio Sommariva Pramperet
    • Rifugio Son Forca
    • Rifugio Sora l’Sass – Angelini
    • Rifugio Vallandro
    • Rifugio Vazzoler
    • Rifugio Velo della Madonna
    • Rifugio Venezia Alba Maria De Luca
    • Rifugio Vincenzo Lancia
    • Rifugio Zsigmondy Comici
    • Rifugo Nuvolau
    • Trattoria Al Molino
    • Trattoria La Gabiola
    • Trattoria Obante
    • La Baita Tonda
    • Rifugio Gen. Achille Papa
    • Albergo Forte Cherle
    • Albergo Al Passo
  • Sacrari
    • Campana dei caduti Rovereto
    • Ossario del Pasubio Colle Bellavista
    • Sacrario del Monte Cimone
    • Sacrario del Monte Grappa
    • Sacrario di Asiago del Leiten
  • Situazione sentieri
  • Soccorso
    • Dolomiti Emergency
    • Soccorso Alpino
  • Video
  • Virtual Maps

102-122C Raccordo – Cappuccio di Pulcinella

Pubblicato da luke007 in 3 settembre 2018
Pubblicato in: itinerari difficili, itinerari trekking, Storico. Tag: Vallarsa. 3 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h00

Dislivello totale : 350 m    

Quota massima raggiunta  :  1500 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Questo sentiero funge da collegamento tra il sentiero 122C Sentiero Galli e il 102 della Val Foxi , presenta una pendenza notevole nelle sue parti , ed è poco segnalato nel percorrerlo in discesa , anche se in caso di mal tempo improvviso potrebbe essere una soluzione per il rientro , passa in diversi punti molto importanti sotto il profilo storico e permette di arrivare sotto la via alpinistica del Sentiero dell’argano , ovvero dove venivano portate in quota le munizioni presso la Cima Alta . Infatti salendo dal basso si possono notare diverse postazioni adibite a ricoveri per i soldati . Ricordo inoltre che salendo dalla Val Foxi attraverso il 102 , l’avvicinamento sia di circa 1 ora , presenta inoltre alcuni punti dove il panorama e molto ampio verso la val Grobbe , il sentiero poi arriva appena superato il Cappuccio di Pulcinella .

143 Sentiero Ezio Campagna

Pubblicato da luke007 in 31 agosto 2018
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Vallarsa. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h20

Dislivello totale : 802 m    

Quota massima raggiunta  :  1434 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Dopo aver raggiunto l’abitato di Anghebeni e lasciato l’auto , nella parte inferiore del paese sulla destra verso Rovereto si trova il segnavia di questo sentiero . Il sentiero non presenta difficoltà tecniche , sale sul crinale del monte Trappola fino ad arrivare all’omonima selletta , può essere usato come variante di salita in sostituzione del 122B che sale la Val Grobbe oppure del 122 che sale la Val Morbia , oppure per un piccolo giro ad anello con il 122 e poi il ritorno da quello basso che segue quasi la strada e che porta al bivio a Tezze di Val Morbia . Il sentiero è in parte boschivo ed in parte sulle creste del Monte Trappola proponendo panorami molto belli fino a poi rientrare nella sua parte sommitale nel bosco e poi raggiungere la selletta del trappola e collegandosi al 122 e al 122B

 

Vandali e incivili conquistano il monte Pasubio

Pubblicato da luke007 in 21 agosto 2018
Pubblicato in: evento. 8 commenti

POSINA 21 agosto 2018 

Vandali e criminali in azione sul Pasubio.

È di pochi giorni fa la sorpresa di una comitiva di escursionisti piemontesi che, dopo essere saliti lungo la Strada delle 52 gallerie, non hanno non potuto manifestare la loro sorpresa e il loro disappunto per i rifiuti gettati ovunque e l’olezzo di urina che esalava da ogni anfratto

L’ultimo fine settimana è stato però anche quello dei gesti più deprecabili e da codice penale.

Il parcometro per la sosta installato dal Comune di Posina a Bocchetta Campiglia è stato letteralmente sradicato e messo fuori uso; contemporaneamente i soliti ignoti hanno preso di mira la baita Campiglia, appena aperta all’imbocco della Strada delle 52 gallerie, forzando gli ingressi con un cacciavite. «È già successo che si siano verificate rotture di finestrini delle auto in sosta per sottrarre quanto c’era all’interno del veicolo – raccontano al rifugio Colle Xomo -. Succede poi spesso di raccogliere lo sfogo degli escursionisti per le condizioni di incuria in cui si trovano i sentieri, a causa dell’inciviltà di molti».

Paolo Rolli
Mie personali riflessioni

Avevo sempre cercato di evitare polemiche sulla creazione di un posteggio cosi su questo sacro luogo , quando ho segnalato le mie perplessità su questo lavoro di ingrandimento del posteggio stesso , qualcuno ha detto che bisogna dare a tutti la possibilità di salire su questo luogo ormai dissacrato dalle stesse persone che non si rendono conto di toccare un suolo sacro , un suolo che tante vite ha spezzato , e tante famiglie sono rimaste orfane dei propri figli che qui hanno perso la vita …questo purtroppo è il risultato , dato dalla mancanza di valori che regna in molte troppe persone , ma non serve polemizzare , purtroppo noi montanari che conosciamo bene questi luoghi e dopo 50 anni ci saliamo in silenzio e nel rispetto , siamo profondamente avviliti per questo , voglio ricordare che il giorno dell’eclisse ci sia stato un problema simile sul Rifugio Mario Fraccaroli

Rifugio Fraccaroli 28 luglio 2018

Scriviamo questo post perché siamo molto amareggiati e delusi dal comportamento di alcune persone che frequentano la montagna di notte. Banchettano sulle terrazze del rifugio ignorando completamente il divieto di accesso, urlano disturbando il riposo degli ospiti e cosa ancor più grave lasciano le loro immondizie ovunque. Inoltre usufruiscono del bagno esterno durante la notte e all’apertura del rifugio se ne vanno senza neanche salutare. Se questo è il rispetto per la montagna…

Rifugio San Marco

Pubblicato da luke007 in 23 luglio 2018
Pubblicato in: evento, itinerari trekking, Storico. Tag: belluno, Cadore. 2 commenti
Riflessioni personale
Voglio scrivere poche righe su questo piccolo angolo di paradiso , il rifugio San Marco , la prima volta che ho visto questo rifugio scendevo da forcella Grande durante quella gara che molto mi ha insegnato , la LUT , Lavaredoultratrail che partiva per quella che sarebbe stata l’ultima volta da Auronzo , una salita difficile che porta a Forcella grande e poi al rifugio , ma non è finita si sale ancora fino a forcella piccola e si continua con altre salite . Tornare dopo diversi anni in questo luogo stavolta per dormirci non ha certamente paragone , un rifugio storico , forse il più vecchio che io conosco , un ambiente unico , la vera espressione del rifugio a cui lego il significato descritto nel dizionario :
Rifugio : Riparo, difesa, protezione contro insidie o pericoli materiali o spirituali: dare, offrire r.; trovare r. all’estero; cercar r. nella preghiera.

Ma questo non è un rifugio qualsiasi , è una casa , e come le case sono fatte di persone , di accoglienza , la porta e sempre aperta a chiunque bussi , a chiunque voglia entrare , qui si possono trovare , amici , calore , simpatia …tutti quei grandi valori che il tempo ha amaramente portato via da alcune persone , questo il montanaro lo sa , perche da montanaro crede ancora in queste cose , crede nelle persone , crede che tutto possa essere possibile , è un eterno sognatore anche se conosce molto bene la differenza tra il giorno e la notte , crede veramente che siano le persone a fare la differenza . Il rifugio san Marco come pochissimi altri rifugi dimostra che non contano le stelle come negli alberghi , che se togli l’affetto , simpatia , accoglienza e calore , non rimane niente , solo quattro mura e un tetto , ma grazie a Dio il rifugio e fatto di persone , e sono solo loro a fare la differenza . Ringrazio le mie gambe e che mi permettono di salire e chi con me ha fatto questo viaggio,  su questi luoghi  incredibilmente sinceri e vivi dove si respira e si sente il profumo di umanità dove tutti siamo uguali , e tutti mantengono quel rispetto e umiltà che ci rende migliori  .

Un doveroso rigraziamento a chi con me ha fatto questo viaggio ed alle persone che rendono possibile e mantengono questo luogo sempre al di fuori del comune

Grazie Ragazzi  Luciano (Luke )

Storia 

Il Rifugio San Marco è stato inaugurato il 29 settembre 1895 dalla sez. C.A.I di Venezia e mantiene tutt’oggi la struttura originaria: la più antica della zona.

Il CAI Venezia scelse il Sig. Angelo Del Favero (Aucel) di San Vito di Cadore come primo gestore perché parlava molto bene l’inglese essendo stato in America. Angelo insieme alla sua famiglia gestì il Rifugio per più di mezzo secolo, precisamente dal 1895 al 1951!!! Accolse vari alpinisti, tra cui personaggi illustri quali il re Alberto del Belgio e Don Achille Ratti (divenuto poi papa Pio XI) che scelsero il “San Marco”come punto d’appoggio per le escursioni in zona . Ci sono molti particolari che hanno caratterizzato la gestione di Angelo: la buona cucina che offriva ai suoi alpinisti arricchita dei prodotti locali e di quelli provenienti dal suo orto, nonché una gentilezza ruvida alternata ad un forte temperamento. La sensazione era dunque di trovarsi a casa propria. Papa Ratti alcuni anni più tardi ricorda con queste parole il tempo trascorso “al San Marco”: ‘- incantevole il vostro rifugio…il Sorapiss…e il Bel Pra. L’Antelao a sinistra e il Pelmo a destra….e voi Angelo….Com’era squisita la vostra minestra di piselli …’

E’ proprio l’Antelao la montagna che Angelo scruta ogni mattina, proprio perché la visione di quel colosso è sempre davanti ai suoi occhi. Angelo muore all’età di 87anni.
Il sucessore fu Giuseppe Zwigel, detto “Bepo todesco” marito di Vittoria l’unica figlia di Angelo.

Successivamente lo gestì da sola Lucia De Lucia e dal 1990 ad oggi la famiglia di Ossi Marino.

Contatti

Ossi Marino e famiglia

Aperti dal 20 giugno a fine settembre

Via F. Ossi 16 I-32046 San Vito di Cadore BL

tel. fax abitazione +39 0436 9718 oppure +39 0436 9146

tel. rifugio +39 0436 9444

cell. +39 339 3802505 oppure +39 335 8165066

e-mail: info@rifugiosanmarco.com

sito : http://www.rifugiosanmarco.com/

  

510.000 Grazie

Pubblicato da luke007 in 6 luglio 2018
Pubblicato in: evento. 4 commenti

Che dire 510.000 visualizzazioni sono un traguardo in questi 5 anni , seguito da 75 paesi del mondo , anni di piccole e grandi emozioni , che io spero aver saputo in parte donare a voi che mi seguite con tanta passione , su questo mio andirevieni di quote , cime , paesaggi , la semplicità dei prati e delle rocce , vi vorrei ringraziare uno ad uno ma ciò non è possibile , lo farò qui sul mio sito , spero di avervi emozionato e motivato abbastanza per apprezzare questo nostro bellissimo ed unico territorio che madre natura ci permette di calpestare con rispetto e umiltà . Luciano Cailotto ” Luke”

Leggenda delle Anguane

Pubblicato da luke007 in 5 luglio 2018
Pubblicato in: evento. Tag: Leggende. Lascia un commento

Leggesi su un manoscritto del 1888 una breve storia delle Anguane. In prin­cipio esse erano una sorta di fate. Però nel volgere dei secoli e con il variare degli umori della gente assunsero anche vesti di streghe o di zingare maliarde. Nelle sembianze, cioè, di vecchie megere o di donzelle formosissime. Avevano l’abitudine di frequentare, sotto forma di zingare, paesi e villaggi adiacenti al loro habitat.

Se occorreva potevano assumere a volontà anche sembianze e forme di animali minuscoli in modo che potevano penetrare ncirinterno delle case attraverso camini, « gàtoli » o addirittura attraverso il buco delle serrature.

Questi esseri, dotati di proprietà soprannaturali, erano in grado di accendere i fuochi a ridosso di fienili o di pagliai senza che si incendiassero. Quando assume­vano sembianze umane solevano cospargersi di unguenti profumati, mani, piedi, braccia, gambe, viso, capelli ccc.

Da noi abitavano dentro la « Spaccata » sopra S. Quirico. E guai all’incauto visitatore che si arrischiasse penetrare in quella forra. Le anguane lo avrebbero adescato, ed una volta che si fosse abbandonato all’ebbrezza dei sensi non ne sarebbe uscito più. Con queste “terrificanti” premesse ben pochi erano i villici che si arrischiassero là dentro con il pericolo di cadere nel laccio di queste fate- streghe vogliose d’amore. E siccome i maschi non andavano a loro, esse ne anda­vano alla ricerca al di fuori della « Spaccata ».

Fatto è — si narra — che una di esse più astuta delle altre, prese forme molto seducenti e si trasferì, anche se « foresta », ai Pcllichero. Non ci mise molto a far innamorare perdutamente di sè uno dei Fantoni a Fongara Alta. Insomma, per farvela corta, si unirono in regolare matrimonio e ne nacquero due figlie.

Un bel giorno però, mentre entro le mura domestiche tutto pareva filare liscio, che è che non è, Ittele (tale era il nome dcll’anguana) improvvisamente disparve e non ne fu trovata più traccia. Era avvenuto questo: un viandante che si dirigeva a Fongara. giunto nei pressi della Spaccata aveva sentito uscire delle invocazioni di aiuto. Fattosi attento riuscì a capire (senza però vedere l’intcrlocutricc) queste parole oscure: « O viandante dalla cavalla bianca, riferisci ad Ittele che Uttclc ci ha lasciato e che non sia mai stanca! ». Arrivato a Fongara, emozionato, ne riferì alla gente e dopo poco la notizia di bocca in bocca pervenne a Ittele la quale, capito che la madre Uttclc abbandonava questo mondo, subito scomparve.

Vuole la leggenda che Ittele tuttavia, senza più assumere sembianze visibili, tornasse ogni mattina dalle sue figliole e le agghindasse a dovere. Per penetrare in casa usava ora il camino, ora il « gàtolo », ora il buco della serratura secondo le regole della sua « consorteria ».

Il marito che vedeva le due figlie ogni mattina messe per benino, volle sapere chi veniva ad aiutarle e loro dissero: « La mamma ». Ma sì, quello era il tocco gentile, inconfondibile di sua moglie e usò ogni artificio in suo possesso per al­meno vederla.

Ma tutto fu inutile e il poveruomo dimagriva. Ittele, vedendo questa sua dolce passione amorosa, si mosse a pietà e per un attimo, riprendendo le forme umane, gli disse: « Eccomi, sono io, ma non mi puoi toccare. Comunque c’è una possibilità . Conterò fino a tre , facendo tre passi indietro . Se riuscirai ad afferrarmi nell’attimo in cui compio il terzo passo , tresterò con te fino alla fine dei nostri giorni . Ma non sbagliare il colpo . Pronto ? uno… due… e… tre. Ittele non fu più rivista .

G. Bellucci , Tratto dal libro L’Ontano di Ottone Menato

Piccolo Ricordo Personale

Ricordo che frequentando spesso il paese di Fongara e passando quindi per la montagna Spaccata mia nonna mi raccontasse sempre una sua esperienza , e mi diceva che scendendo a piedi da Fongara appena giunta alla Montagna Spaccata si sentisse chiamare per nome da una voce soave e limpida ” Agnese , Agnese ” lei continuasse imperterrita a tutta velocità senza nemmeno voltarsi indietro.

Grazie Nonna che mi hai fatto vivere in semplicità con queste piccole grandi storie

 

( queste foto sono state tratte dal giornalino pubblicato dalla Marzotto per i propri dipendenti )

La montagna Spaccata

Pubblicato da luke007 in 4 luglio 2018
Pubblicato in: evento, itinerari trekking. Tag: Leggende. Lascia un commento

La montagna Spaccata , non sempre si può descrivere a parole quello che gli occhi colgono e quello che le emozioni donano , questo angolo di paradiso ai piedi delle piccole dolomiti , questa piccola oasi di grande bellezza dove il tempo si ferma e le tradizioni e leggende si incrociano sulle rocce e acque del piccolo torrente che ha eroso e dato la forma , questo e tutto , questa è la magia della montagna spaccata , delle anguane dei maghi e di chi con grande amore mantiene tutto questo .

Come arrivare

Dall’uscita dell’autostrada di Montecchio Maggiore si prende la statale 246 che porta da verso Recoaro Terme , giunti al bivio di San Quirico si imbocca la strada sp 100 che porta a Recoaro Mille salendo per altri 5 minuti si giunge a destinazione .

Morfologia geologica e storia 

La montagna Spaccata e un luogo dove la natura ha creato un fenomeno geologico di rara bellezza una specie di canyon profondo 92 metri , scavato dalle erosione della Valle dell’Iniele , una gradinata in legno , ora sostituita con una di metallo si insinua nell’antro di questa magnifica gola tra roccia e acqua . La golo era attrezzata con scale in legno e serviva inizialmente come un passaggio per raggiungere la località Pellichero situata a monte dell’omonima valle .

La visita della Regina Margherita di Savoia

Il 17 agosto 1879 sulla strada della Spaccata avvenne l’incontro della regina Margherita di Savoia e del principe ereditario Vittorio Emanuele con 22 alpinisti della sezione di Vicenza. Donarono all’augusta visitatrice un quadro che raffigurava la Spaccata e i dintorni. A sua volta la regina commissionò al prof. Allegri un quadro che raffigurasse l’incontro.
Ma quella non fu l’unica passeggiata regale nella zona della Spaccata perché a darne conto è l’iscrizione marmorea che tuttora testimonia che il 9 agosto dello stesso anno, Margherita di Savoia era entrata nel misterioso anfratto. Per fissare nella storia questo evento i titolari della Spaccata, Michelangelo e Sante Pellichero apposero una lapide commemorativa tuttora visibile tra le rocce.

Infine, nei primi anni del ‘900 divenne famoso il personaggio del Mago della Spaccata. Al tempo, Luigi Pellichero, capelli e barba incolti, di carattere scontroso e con una coperta sulle spalle, gestiva la locanda e per la suggestione insita nel luogo in cui viveva divenne egli stesso un protagonista singolare e un po’ misterioso di fiabe e racconti mettendo in soggezione soprattutto i bambini.

Il Ristoro la Montagna Spaccata

Dal 2004 La famiglia Santagiugliana ha ridato lustro a questa piccola parte di paradiso a pochi minuti da casa , grazie a loro questa metà e ritornata fiorente come un tempo , numerosi sono gli eventi che la famiglia organizza nel periodo estivo , qui dopo una passeggiata si potrà assaporare qualcosa di tipico legato ad un tempo passato ma mai dimenticato

Nel ristoro Montagna Spaccata potrete gustare i rinomati salumi che la famiglia Santagiuliana produce direttamente dal 1965. Potrete riscoprire i profumi e i gusti dellenostre tradizioni secolari attraverso i nostri prodotti tipici, rigorosamente fatti in casa, con l’aiuto e le antiche ricette dei migliori norcini del posto. Per ottenere simili specialità ci vogliono carni scelte con cura, i segreti della speziatura, l’arte dell’affumicatura ma soprattutto ci vuole la stagionatura all’aria pura, tra le verdi montagne e gli ampi cieli di Recoaro Terme.

DAL 29 GIUGNO APERTO TUTTI I GIORNI
DALLE 10:00 ALLE 22:00
CHIUSO IL LUNEDI’

http://www.montagnaspaccata.com

https://www.facebook.com/montagnaspaccatarecoaroterme/

Contatti Utili :

Località Spaccata n° 4 Recoaro Terme Vicenza 36076

PER INFO:+39 3403723231 /0445 473953

info@montagnaspaccata.com

INGRESSO: intero 5.00€

ridotto (bambini fino otto anni) 3.00€

             

La leggenda della Val del Boia

Pubblicato da luke007 in 14 Maggio 2018
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Leggende. Lascia un commento

La leggenda della Val del Boia

Il nome stesso già di per sè evoca retroscena oscuri e sanguinari, e infatti la storia che sto per narrarvi è davvero sanguinosa. Tutto inizia da una casetta, situata ai bordi del torrente . In questa casa viveva una famigliola: padre, madre e un figlio, chiamato Mathias ma da tutti comunemente nominato Mat.
Un brutto giorno, la mamma di Mat cadde vittima di febbri emorragiche, e il marito provò in tutti i modi di salvarla ricorrendo a cure a base di erbe, ma purtroppo fu tutto inutile. La povera donna morì, lasciando così il marito e il figlio che aveva appena 5 anni.

Segnato da questa disgrazia, il marito di questa donna, che faceva il boscaiolo, si chiuse in se stesso, diventando rude e scontroso, e per anni e anni lavorò nel bosco per proveddere al sostentamento suo e di Mat, che teneva rinchiuso in casa per paura che si allontanasse e si perdesse nei boschi.
Mat nel frattempo cresceva, faceva piccoli lavoretti in casa come intagliare il legno e costruire cesti intrecciando i rami più sottili degli alberi, ma isolato com’era, aveva grosse difficoltà a comunicare, anche se sentiva crescere in sè la voglia di uscire da quella casa ed esplorare il mondo. Il padre però  non voleva sentir ragioni, e seguitava a tenerlo chiuso in casa, per proteggerlo dal mondo esterno.

Mat però, come un cerbiatto chiuso in gabbia, a poco a poco riuscì nel suo intento di evadere da casa, e mentre il padre era a lavoro nei boschi, usciva di soppiatto e si allontanava sempre di più per raggiungere il paese e giocare con i suoi coetanei.

Una sera tornò a casa e trovò il padre in preda all’ira: l’uomo era terrorizzato dall’idea di perdere anche il figlio così come aveva perso la moglie, e lo picchiò di santa ragione per punirlo per essersi allontanato così da casa.
Ma da quel giorno lo portò sempre con sè nel bosco quando andava a tagliare alberi e soprattutto lo portò con sè in paese quando vi scendeva per vendere la legna che tagliava e i prodotti che Mat realizzava in casa.

Il giorno in cui Mat compì 18 anni, il padre pensò che fosse ormai giunta l’ora di liberare il figlio dalle catene che ancora lo tenevano legato a casa, e gli permise di spingersi fino a valle per vendere, da solo, la mercanzia.

Arrivò la sera, ma Mat ancora non era tornato. Il padre aspettò l’indomani, ma ancora del figlio nessuna traccia. Allora, arrabbiato per questa mancanza di rispetto da parte di Mat, si mise alla ricerca del figlio, girovagando per il paese e per tutta la valle. Girovagò per giorni e giorni, chiedendo informazioni a tutti quelli che incontrava sul suo cammino: molti gli dissero che effettivamente Mat era passato di lì con la sua mercanzia, ma che dopo non lo avevano più visto.
Il pover’uomo cercò, disperato, il figlio in ogni dove, senza esito…fino a quando, incamminandosi ormai sconsolato alla volta di casa, vide un cumulo di sassi vicino ad alcune case, e a sovrastare i sassi, una rude croce in legno.

Accanto alle case c’era una vecchina, seduta su una seggiola, che filava la lana. L’uomo le si avvicinò, chiedendole cosa fosse successo, e lei gli rispose che in quel punto, alcune settimane prima, un giovane era stato assalito da alcuni malviventi, che dopo averlo derubato di tutti i suoi averi lo avevano barbaramente assassinato. La vecchina disse che era un giovanotto che non si era mai visto da quelle parti, e che lei stessa aveva fermato per comprare qualcosa. Mostrò al boscaiolo un grazioso canestro di rami intrecciati, e nella complessa lavorazione del cesto, il pover’uomo riconobbe l’arte del figlio.

Dunque, era proprio Mat che si trovava, ucciso, sotto quei sassi! Appurando la cruda realtà, il povero boscaiolo letteralmente impazzì. Trovò un’ascia che qualcuno aveva abbandonato su un tronco d’albero appena tagliato, e urlando come un forsennato, andò in giro per tutta la valle, colpendo a morte tutti quelli che incrociava sul suo cammino.
Per le sue esecuzioni, da boia appunto, l’uomo faceva poggiare il malcapitato con il collo su una roccia, e qui gli tagliava la testa. Il massacro fu così grande e sanguinoso che la roccia diventò completamente rossa, impregnata dle sangue delle vittime che il boscaiolo, trasformatosi in boia, uccideva.

Una notte, durante un violento temporale, invocando il nome del figlio, l’uomo morì, stravolto dal dolore che l’aveva reso pazzo, e assassino.

Ancor oggi si dice che, nelle notti di tempesta, si oda il boscaiolo gridare il nome del figlio…e si dice anche che cercando in quella valle,  e sapendo cercar bene, si può ancora imbattersi in quella roccia macchiata del sangue degli assassinati dal boia di Campotamaso.

153 Val delle Trenche

Pubblicato da luke007 in 11 Maggio 2018
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Vallarsa. Lascia un commento

 

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  1h20

Dislivello totale : 411 m    

Quota massima raggiunta  :  1456 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo sentiero si può prendere sia da Campogrosso che da Camposilvano , e preferibile dal mio punto di vista prenderlo da Camposilvano , in quanto il rientro sarà in discesa per il 153 . Si sale la valle fino a raggiungere il pian delle Fugazze si prende la sinistra e si scende fino a Camposilvano di Vallarsa , piccolo paese sulla valle del Leno , che ha anche al centro un piccolo negozio di ” Casolin ” ovvero panetteria ed un albergo  , dal centro del paese si sale lungo una stradina che pare chiusa ed in fondo si passa nella Colonia dell’Acli in totale abbandono , tenendo la sinistra si sale su questo sentiero quasi tutto mulattiera che si inerpica in un bosco per poi correre lungo il lato della valle delle Trencheil bosco e molto bello dominato dai grossi faggi , si incontrano anche i resti di una piccola baracca Spiseche , per poi entrare nella strada delle sette fontane e salire per circa 2 km fino ad arrivare al passo di Campogrosso ed al Rifugio Giuriolo . La discesa può essere fatta dal 151 Val del Sinello che andrò a documentare a breve , sia con il sentiero che con un anello completo . Dimenticavo di dire che il sentiero può anche essere fatto al contrario ciòe partendo da Campogrosso .

           

151 Sentiero della Transumanza (Parte Trentina)

Pubblicato da luke007 in 10 Maggio 2018
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Gruppo Sengio Alto, Vallarsa. 15 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h10

Dislivello totale : 525 m    

Quota massima raggiunta  :  1456 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Questo sentiero si può prendere sia da Campogrosso che da Camposilvano , e preferibile dal mio punto di vista prenderlo da Camposilvano , in quanto il rientro sarà in discesa per il 153 . Si sale la valle fino a raggiungere il pian delle Fugazze si prende la sinistra e si scende fino a Camposilvano di Vallarsa , piccolo paese sulla valle del Leno , che ha anche al centro un piccolo negozio di ” Casolin ” ovvero panetteria ed un albergo , si prosegue fino ad un tornante e li si lascia l’auto , si sale lungo la Val Sinello , molto bella ed al primo impatto poco impegnativa , si sale in parte vicino al corso d’acqua che in questo momento di piogge era bello pieno , si prosegue quasi tutto in una mulattiera fino a superare una diramazione con il 152 che porta prima a Malga Siebe , poi sulla rotabile dismessa che porterebbe da Campogrosso in località Ometto , superato anche il ponte nuovo molto bello e pratico si inizia a salire con una pendenza interessante allontanandosi un pò dal letto del torrente , per poi ritornarci vicino in quella splendida cascata , poi il sentiero risale con minore pendenza fino ad arrivare nei pascoli di Malga Ghegheni e superato il bivio con il 157A che porta a Malga Storta e Bocchetta fondi passando sotto il ponte della Strada Campogrosso – Ometto – Obra , si continua sulla verde erba da pascolo fino alla Malga Fondi per poi sbucare sulla strada delle Sette Fontane e successivamente a Campogrosso presso il rifugio Giuriolo . La discesa può essere fatta dal 153 Val delle Trenche che andrò a documentare a breve , sia con il sentiero che con un anello completo . Dimenticavo di dire che il sentiero può anche essere fatto al contrario ciòe partendo da Campogrosso .

         

Navigazione articoli

← Voci più vecchie
Articoli più recenti →
  • cerca

  • Statistiche del Blog

    • 2.395.887 visite
  • Unisciti a 4.617 altri iscritti
  • Zone dei percorsi

    Alpi Feltrine Arsiero Asiago Bassano Week belluno Cadore Castiglieri dolomiti bellunesi dolomiti di sesto Eventi Ferrate Folgaria Fongara Forti Gruppo del Cristallo Gruppo Sengio Alto Lavarone Leggende Lessinia Le vie Normali Monte Baldo Monte Cengio Monte Civillina Monte Grappa Monte Novegno Monte Pasubio Monte Summano Pale di San Martino Piccole dolomiti Posina Recoaro terme Riva del Garda Running Tofane Tonezza ultratrail Val D'Astico val del mis Vallarsa valstagna Zoldo
  • Articoli recenti

    • Anello Col di lana – Dente Sief
    • 120 Malga Rove-Gazza ( sistemazione )
    • Monte Col di Lana – Le Battaglie
    • Galleria di vetta Corno Battisti
    • 105 Sentiero delle creste o Tricolore
    • Il Truciolo by MJ
    • 702 Passo Val di Roda – Rifugio Rosetta
    • Lago di Braies
    • 116 Cumerlotti – Prabubolo – Passo Buole
    • Rifugio Tre Scarperi – Rifugio Locatelli Innerkofler
  • calendario

    marzo: 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set    
  • Classifica Articoli e Pagine

    • Le Marmarole Runde (completo)
    • Sentiero Busatte - Tempesta
    • Vajo Ristele
    • 648 Sentiero delle Postazioni
    • 461 Summano per costa La rancina
    • Obice Škoda 380 mm La Barbara
    • Cima Rifugio Lagazuoi 2752m ( invernale )
    • Cannone 149/23 Ghisa L'ippopotamo 
    • Billeri primaticcio ( Cardamine hirsuta )
    • Rifugio Velo della Madonna
  • Meta

    • Crea account
    • Accedi
    • Flusso di pubblicazione
    • Feed dei commenti
    • WordPress.com
  • Itinerari trekking

    Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
Itinerari trekking
Un sito WordPress.com.
  • Abbonati Abbonato
    • Itinerari trekking
    • Unisciti ad altri 394 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • Itinerari trekking
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...