Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato la piazza principale di Arsiero si prosegue mantenendo la destra salendo la ripida strada che porta all’abitato di Tonezza del Cimone , la strada e molto stretta e si presenta con pareti strapiombanti a destra e numerose gallerie , arrivati al centro di Tonezza , si sale fino a Contrà Sella oppure si puo mettere l’auto nell’ampio posteggio ai campi sportivi e salire a piedi per circa 10-15 minuti attraverso il sentiero delle Fontanelle fino ad arrivare a contrà Sella , da li parte il sentiero , si tratta di una mulattiera che sale fino al monte Spitz di Tonezza , la mulattiera veniva utilizzata per il trasporto dei tronchi a valle , e molto bella ed in buone condizioni ,non presenta difficoltà tecniche ne alpinistiche , molto spettacolare e il panorama offerto a quota 1694 dove si trova anche la gigantesca croce che si nota da diversi punti sia dell’altipiano che di altre zone circostanti . La salita non e molto difficoltosa anche se il dislivello e discreto , inoltre attraverso il sentiero 561 e possibile raggiungere anche il Forte Campomolon sull’omonima cima , molto bello e sempre molto panoramico vista la sua posizione geografica .
Ho allegato una seconda mappa in quanto si potrebbe prendendo il 561 per forte Campomolon ridiscendere dal 538 prima in Contrà Valle di Tonezza e poi di nuovo in contrà Sella , ma a tal proposito se si opta per questo itinerario sarebbe preferibile avvicinarsi con l’auto al posteggio di Baito Tedetta e da li partire , il sentiero 538 non è ancora documentato (cosa che farò prima possibile ) ma il tempo di percorrenza da Forte Campomolon e Contrà Valle di Tonezza e circa 2h30 . Quindi e auspicabile un tempo totale di circa 7-8 h resta quindi di un impegno di una certa rilevanza .
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si sale attraversando il centro verso la Valle di Posina , lungo la strada arrivati ad un certo punto si tiene la destra e si sale fino a Laghi , superato anche questo abitato si prosegue fino a Contrada Molin di Laghi dove la strada finisce , si posteggia l’auto e da li si parte a piedi per il sentiero. Questo luogo e molto bello e poco frequentato , la contrada e molto bella pare un posto in cui la vita sia ferma a 40 anni fa ed il tempo la si sia fermato , il sentiero che sale e abbastanza segnalato anche perche in parte si tratta di una carrareccia in disuso prima mulattiera , poi era strada forestale , la prima parte molto bella anche se asfaltata costeggia il torrente con i suoi anfratti e gole scavate dal tempo , finita la forestale si ritrova la mulattiera che sale fino a trovare i ruderi di malga Costone in un’ampia area prativa adibita un tempo ai pascoli si presume poi si rientra nel bosco fino ad arrivare al bivio con il 511 situato sulla parte alta di Val Grama che porta al Monte Majo salendo a destra e Laghi a Sinistra , inoltre si puù incrociare il raccordo con il 505 che sale da Contrada Ganna . Per scendere io consiglio la Val Laghetto , cioe si prosegue per il 511 fino ad arrivare al bivio con il 124 che sale dal Passo della Borcola per poi passare per il monte Maggio e scendere dal 520 Val laghetto , molto bella e particolare (vedi articoli gia pubblicati).
Cenni storici
All’alba del 15 maggio 1916 a circa un anno dall’entrata dell’Italia in guerra , l’armata austroungarica scateno una delle più grandi offensive in quel tratto di montagna da Rovereto a Carbonare , dando luogo ad una delle più grandi battaglie combattute in montagna , le Valli di Posina e dell’Astico furono investite dal fuoco distruttivo delle artiglierie austriache sulle linee italiane nello spazio che va dai Fiorentini a Folgaria fino a Val terragnolo e la Vallarsa . Cosi la comunità di Laghi fu pesantemente colpita da un evento di proporzioni gigantesche ed incomprensibili gli abitanti divennero profughi ed esuli da quei luoghi nativi , cosi loro come i soldati del fronte conobbero l’esperienza dell’abbandono e della disgregazione , e il cambiamento generato dalla perdità d’identita che porto ripercussioni nella normale vita quotidiana e nella memoria collettiva .
Diario di Don Giuseppe Motterle Parroco di Laghi
” Chi piangeva , chi imprecava , chi si volgeva indietro per dare un’ultima occhiata alla casetta abbandonata con tutto quel pò di di ben di Dio che possedeva , frutto delle sue fatiche . La notte avanzava e la stanchezza opprimeva , la fame si faceva sentire e , sopratutto , dove si va ? ”
Quasi a segnare il tormento delle linee di scontro della tragedia della guerra rimane questo piccolo cimitero austroungarico a testimonianza dei tragici eventi , 46 croci di soldati ignoti , con solo due salme che possiedono un nome Anton Burgmann e Virtus Hofer sono ora in questo luogo di memoria , giusto per non dimenticare .
Tempo di percorrenza del sentiero: 0h40 Monte Gamonda : 1h50
Dislivello totale : 750 m Monte Gamonda : 1006 m
Quota massima raggiunta : 1006 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si prosegue verso la Valle di Posina , arrivati a Castana si mantiene la sinistra per Posina fino a raggiungere località Fusine dove e presente un piccolo Museo della Guerra , superato sulla sinistra un piccolo negozio di alimentari si può mettere l’auto e proseguire a piedi appena fuori Fusine andando verso Posina si può notare una stradina che sale a destra , e vedere il segnavia 528B . Questo sentiero non è altro che una variante per raggiungere il 528 da un’altra posizione visto che il 528 nella parte bassa è stato eliminato e in qualche pezzo da contrada Monti si ritrova , ma non riesce più a congiungere contrada Pellè dove sono rimasti solo ruderi di case a Contrada Pui , dove si trova il bivio ed una fontana , mentre si incrocia il fantastico sentiero Pope de Penta . Il sentiero e facile e piacevole esce dall’abitato poco a poco e si addentra in un sottobosco molto molto bello acquistando quota poco per volta . Il sentiero 528B porta solo fino al bivio con il 528 , ma salendo e possibile arrivare sul Monte Gamonda , il pezzo in rosso tratteggiato vi porterà nella quota massima .
Piccole Mie riflessioni
A mio avviso lo ritengo un po troppo corto per poter ammirare in tutta la sua grandezza il monte Gamonda , sono convinto che questi stupendi itinerari vi faranno riscoprire e rivivere emozioni uniche in tutti voi che lo percorrerete ; sopratutto nel periodo primaverile , vi invito di percorrerlo in tutta la sua lunghezza soffermandovi ad ammirare i stupendi scorci , e le opere della grande guerra , un luogo che a me e piaciuto molto e il piccolo capitello dedicato agli emigranti segno di una vita e di un peso che gli abitanti del luogo hanno sopportato nel periodo bellico e non , ammirate le fantastiche contrade ormai abitate solo da chi sostiene che vale la pena di fare un po di strada per andare a casa dal lavoro , per poter vivere in un questo piccolo angolo di paradiso . Luciano
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si prosegue verso la Valle di Posina , arrivati a Castana si mantiene la sinistra per Posina fino a raggiungere località Fusine dove e presente un piccolo Museo della Guerra , superato sulla sinistra un piccolo negozio di alimentari si può mettere l’auto e proseguire a piedi appena fuori Fusine andando verso Castana si può notare una stradina che sale a sinistra , e vedere il segnavia 528 . E conveniente a mio avviso mettere l’auto al centro di Fusine , poi da contrada Zanchi si sale fino a Contrada Monte imboccando poi il sentiero , prendetevi il tempo necessario per visitare il Monte Pelle e tutte le postazioni che ritroverete lungo l’affascinante percorso , perche se il tempo permette vedrete dei scenari unici , il sentiero e molto articolato e semplice non presenta difficolta tecniche ed alpinistiche , in ottime condizioni e ben manutentato grazie ad un sottobosco molto bello , io suggerisco la discesa per il 528A che andrò a documentare quanto prima cosi da poter chiudere l’anello ricordando che la parte alta per circa 10 min e un po esposta ma molto ben curata così facendo arrivati a contrada Rotonda con 10-15 di strada asfaltata si ritorna all’auto .
(ATTENZIONE CHE LA PARTE BASSA SEGNALATA CON 528 CHE COLLEGA CONTRADA MONTE , PELLE’ E PUI NON E PRATICABILE , E NON SEGNALATA; MENTRE QUELLA CHE SALE DA POPE DE PENTA E DIFFICILE VEDI IL POST POPE DE PENTA )
Cenni storici
Monte pelle , la conformazione di questo monte ha permesso nel periodo bellico un buon adattamento attraverso i suoi crinali fossati e torrioni di creare un valido sistema di resistenza , sfruttando le creste come fortezze per l’artiglieria , postazioni da mitragliatrici ed osservatori mentre nelle limitate vicinanze furono creati i ricoveri e comandi di truppa questa configurazione fu intrapresa su tutto il crinale del monte Pelle e Gamonda , per questo motivo nonostante la bassa altitudine del massiccio era diventata una ottima sistema di difesa e sorveglianza sulle due valli , quella di Laghi e di Posina. La baracca di comando e ancora ben visibile e come del resto sono visibili i baraccamenti situati nei terazzamenti piu bassi , le munizione venivano protette in depositi totalmente interrati , i trinceramenti erano organizzati i punti di medicazione e tutto era collegato con un sistema telefonico di comunicazione , era anche presente un acquedotto che partiva da Pope de Penta , in cui sono ancora visibili le tubazioni.
Nell’entrata in guerra nel maggio del 1915 si intensificano le costruzione di strade mulattiere , sentieri postazioni e trincee , il monte Gamonda diventa un punto strategico per la linea difensiva vista la morfologia del terreno e la sua posizione , l’avanzamento italiano non incontra particolare resistenza , ma il 15 maggio del 1916 con l’offensiva di primavera meglio conosciuta come Strafexpedition con l’obiettivo di raggiungere da parte austroungarica la pianura padana , sfondando dal Passo della Borcola attraverso la Val Posina fino a raggiungere Seghe di Velo costringendo così gli italiani ad arrocarsi sul monte Novegno , csstringendo la popolazione di Laghi e Posina ad un lungo periodo di esilio allontanati dalle loro case , gli italiani tenteranno più volte di riprendere le posizioni perse , il monte Gamonda venne ripreso il giugno del 1916 divenendo la posizione fondamentale per riprendere i territori persi che terminarono nel 1918 , nella zona del Passo Val Massara punto cruciale per tutto il crinale , sarebbe stato il punto di partenza per un contrattacco italiano , tutti i trinceramenti erano classici con due postazioni di mitragliatrici laterali e filo spinato per impedire l’entrata in trincea del nemico , tutti i trinceramenti erano collegati ai ricoveri situati normalmente in grotta e raggiungibili da caminnamenti protetti dal fuoco nemico ma a pochi passi dalla prima linea .
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si prosegue verso la Valle di Posina , arrivati a Castana si mantiene la sinistra per Posina fino a raggiungere località Fusine dove e presente un piccolo Museo della Guerra , superato sulla sinistra un piccolo negozio di alimentari si può mettere l’auto e proseguire a piedi appena fuori Fusine andando verso Posina si può notare una stradina che sale a destra , in una posizione non tanto visibile si vede il segnavia 528B . Il 528B e un sentiero di raccordo che porta a collegare il 528 , circa a 20 minuti si arriva ad un bivio in cui viene segnalata Pope de Penta , questo e un sentiero molto bello e panoramico , presenta dei punti con qualche difficoltà legata a qualche parete strapiombante , ma non è un sentiero attrezzato , si tratta di una mulattiera tipicamente militare , con diversi resti di ricoveri del periodo bellico del 1915-1918 , anche perche il monte Gamonda nonostante la sua quota fosse bassa , permetteva di controllare le due valli in maniera molto importante . Questo sentiero e difficile fisicamente presenta un buon dislivello e privo di qualsiasi tipo di segnalazione , e molto intuitivo e impossibile da sbagliare , ma richiede una buona preparazione fisica .
Cenni storici
Volevo segnalare inoltre l’importanza storica di questo luogo che anche se di poco superiore ai 1000 metri di altitudine e ricco di fortificazione atte a contrastare il nemico sia nella valle di Laghi che nella Val posina , permettendo sia l’attacco che la difesa in quanto provvisto sia di postazioni e ricoveri per le truppe e raggiungibili dalla sussistenza in maniera abbastanza semplice .Quando ci salirete prendetevi il tempi per guardarvi attorno visitando qualche postazione e capirete vedendo i panorami il perche della sua importanza , per esempio su questo sentiero sono ancora visibili parti delle linee di approvvigionamento dell’acqua.
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si prosegue verso la Valle di Posina , arrivati a Castana si mantiene la sinistra per Posina fino a raggiungere località Fusine dove e presente un piccolo Museo della Guerra , superato sulla sinistra un piccolo negozio di alimentari si può mettere l’auto e proseguire a piedi per la chiesa di Fusine dove a sinistra parte il sentiero 480 . Questo sentiero e molto bello e si inerpica su un pendio notevole , poco frequentato e per questo come il 488 abbastanza selvaggio ed in certi casi con passaggi in cui bisogna prestare attenzione sopratutto in qualche traverso ( NON E UN SENTIERO DIFFICILE MA BISOGNA PRESTARE ATTENZIONE ), sale prima su un crinale aperto dove si possono ammirare la Val Posina e le cime circostanti del Bosco delle Fratte e l’altare Gallina dopo essere scesi vicino la Val del Rio . Fino ad arrivare sul pascolo prativo di passo Campedello . Un itinerario molto avvincente che va a completare con il 488 un anello veramente molto bello e unico , una parte sconosciuta del sempre fantastico Novegno , una zona da conoscere ed approfondire della Val Posina.
Ricordo inoltre altre posizione di interesse storico , Cima alta , Postazioni Vacaresse , Priaforà , Forte Rione , Monte Giove ….che furono teatro di grandi e sanguinose battaglie .
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si prosegue verso la Valle di Posina , arrivati a Castana si mantiene la sinistra per Posina fino a raggiungere località Fusine dove e presente un piccolo Museo della Guerra , superato sulla sinistra un piccolo negozio di alimentari si può mettere l’auto e proseguire a piedi per la chiesa di Fusine dove a destra parte il sentiero 488 .Voglio segnalare che il sentiero tratteggiato sulla mappa e quello ufficiale , ma io invito a percorrere quello segnalato fisicamente sul posto (LA SEGNALAZIONE DELLA PRIMA PARTE NON E COMPATIBILE CON QUELLA REALE ). Questo sentiero e poco praticato e presenta una pendenza interessante sotto il profilo fisico , in realtà a come se fosse un boale ,Boalòn del Novegno un canale detritico che porta fino alla Busa del Novegno proprio di fianco a Forte Rione situato sulla destra . Il sentiero molto bello e vario in un’ambiente quasi selvaggio ma proprio per questo motivo diventa interessante da percorrere , e abbastanza segnalato anche se molto intuitivo e nell’ultima parte e quasi impossibile da sbagliare , anche se in mancanza di segnavia , per discendere si può usare il 480 . A me dire il vero è piaciuto molto anche se devo dire di averlo percorso con un pò di neve ne ha aumentato la difficoltà notevolmente .
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Questo sentiero e solamente un raccordo di collegamento tra il 521 -520 , ed e molto importante ai fini logistici per poter rientrare da un sentiero diverso da quello in cui si e saliti , a mio giudizio e anche molto bello e propone panorami interessanti passando sul crinale , e anche la funivia austroungarica situata sul monte Gusella , mentre arrivati al bivio con il 520 della Valle Laghetto se si sale ancora un po si può arrivare al Termine 20 il cippo di confine con il Trentino . Se si prosegue poi si sale attraverso il 520 fino a monte Maggio da li si può ammirare la conca di Passo Coè .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h20
Dislivello totale : 811 m
Quota massima raggiunta : 1401 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato l’abitato di Arsiero si sale attraversando il centro verso la Valle di Posina , lungo la strada arrivati ad un certo punto si tiene la destra e si sale fino a Laghi , superato anche questo abitato si prosegue fino a Contrada Molin di Laghi dove la strada finisce , si posteggia l’auto e da li si parte a piedi per il sentiero. Questo luogo e molto bello e poco frequentato , la contrada e molto bella pare un posto in cui la vita sia ferma a 40 anni fa ed il tempo la si sia fermato , il sentiero che sale e abbastanza impegnativo e con una buona pendenza , ma molto bello anche se la nebbia ne aveva contrastato la visibilità , questo veniva adibito per portare al pascolo le mandrie , con una certa tribolazione credo , poi sbocca a Malga Campoluzzo di mezzo , dove si raccorda con il 525 e si può proseguire verso il rifugio Valbona ed attraverso la carareccia raggiungere Malga Zonta e Passo Coè . Mentre se si prende il 521A si collega con il 520 che scende per la Val Laghetto oppure salire fino a monte Maggio .
Cenni storici
All’alba del 15 maggio 1916 a circa un anno dall’entrata dell’Italia in guerra , l’armata austroungarica scateno una delle più grandi offensive in quel tratto di montagna da Rovereto a Carbonare , dando luogo ad una delle più grandi battaglie combattute in montagna , le Valli di Posina e dell’Astico furono investite dal fuoco distruttivo delle artiglierie austriache sulle linee italiane nello spazio che va dai Fiorentini a Folgaria fino a Val terragnolo e la Vallarsa . Cosi la comunità di Laghi fu pesantemente colpita da un evento di proporzioni gigantesche ed incomprensibili gli abitanti divennero profughi ed esuli da quei luoghi nativi , cosi loro come i soldati del fronte conobbero l’esperienza dell’abbandono e della disgregazione , e il cambiamento generato dalla perdità d’identita che porto ripercussioni nella normale vita quotidiana e nella memoria collettiva .
Diario di Don Giuseppe Motterle Parroco di Laghi
” Chi piangeva , chi imprecava , chi si volgeva indietro per dare un’ultima occhiata alla casetta abbandonata con tutto quel pò di di ben di Dio che possedeva , frutto delle sue fatiche . La notte avanzava e la stanchezza opprimeva , la fame si faceva sentire e , sopratutto , dove si va ? ”
Quasi a segnare il tormento delle linee di scontro della tragedia della guerra rimane questo piccolo cimitero austroungarico a testimonianza dei tragici eventi , 46 croci di soldati ignoti , con solo due salme che possiedono un nome Anton Burgmann e Virtus Hofer sono ora in questo luogo di memoria , giusto per non dimenticare .
Per raggiungere Passo Coè si può salire sia da Tonezza del Cimone attraverso la strada che porta a Folgaria oppure viceversa da Folgaria per andare a Tonezza del Cimone , raggiunto il pianoro di Passo Coè si possono già intravedere i missili Nike-Hercules
Base Tuono
L’idea di un recupero a fini documentali di uno degli hangar abbandonati della ex base risale alla fine degli anni Novanta, abbozzata anche dallo storiografo folgaretano Fernando Larcher e dal Col. dell’Aeronautica Basilio Di Martino, storico militare.
Il progetto di realizzazione del bacino d’acqua per l’innevamento programmato (vedi capitolo Demolizione) ha dato impulso al tema, ma solo nell’autunno 2009 l’Amministrazione comunale di Folgaria ha preso con l’Aeronautica Militare i contatti risolutivi, avvalendosi della collaborazione dello stesso Col. Di Martino.
L’impegno del Comune, il supporto finanziario della Provincia Autonoma di Trento, la collaborazione dell’Aeronautica ed il sostegno dellaFondazione Museo Storico del Trentino, hanno quindi reso possibile il riallestimento della sezione Alpha dell’Area di lancio, alla quale è stato dato il nome “Tuono” che veniva usato nelle comunicazioni radio in codice.
La ricollocazione di tre missili in rampa di lancio ha rappresentato la prima fase del riallestimento, ufficialmente presentato a pubblico ed autorità il 3 ottobre 2010.
Negli anni successivi sono stati effettuati importanti interventi di recupero e di restauro nei manufatti (hangar e bunker) e sono stati acquisiti altri apparati che hanno dato un sostanziale ampliamento all’area espositiva. Già nel 2013 lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha formalmente riconosciuto Base Tuono quale sito museale rappresentativo del sistema d’arma Nike-Hercules, ma continua e con successo, la ricerca di elementi e componenti che possano contribuire al suo scopo storico-didattico.
Link utili per informazioni : http://www.basetuono.it/