Quando si arriva al rifugio Nerone Balasso sulla destra c’e un ampio posteggio , alla fine della zona recintata inizia il percorso sulla sinistra con il cartello che riporta il sentiero 300A val canale , questo sentiero poi si incrocia con il 300 val canale ,mantenendo la destra per salire si passa il primo tratto di ghiaione lungo circa 200 metri si prosegue fino ad incontrare un secondo ghiaione , verso la fine di questo si deve iniziare a salire il ghiaione , si raccomanda di camminare sui sassi più grossi e quindi sulla parte laterale dello stesso per evitare di scivolare .Mantenendo sempre la destra si prosegue lungo un canale fluviale fino ad incontrare un grosso masso in centro , da li bisogna deviare sulla destra fino a vedere la parte alta del boale
Questo boale e molto bello da percorrere in quanto non presenta passaggi difficili ed e l’ideale per i primi approcci con i vaj , l’unica difficolta e la pendenza nella parte finale e i suoi ghiaioni instabili , superabili sui lati del boale , presenta un’ampia visuale su buona parte della valle , la sua larghezza lo rende poco pericoloso anche con la neve , anche se meglio praticarlo con temperature molto basse a causa della sua esposizione permanetemente al sole , il tempo di percorrenza e di circa 2h40 min e il punto di arrivo e nella galleria d’Havet , da li si possono prendere diverse vie per proseguire o per rientrare al punto di partenza come il 179 per la val di fieno , il 179 fino al Rif Papa per poi scendere dal 300 val canale , molto bello sarebbe proseguire per il 398 soglio dell’incudine per poi scendere al Rif Papa.
itinerari trekking impegnativo

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 2h30
Dislivello totale : 1000 m
Quota massima raggiunta : 1800 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come arrivare
Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 che porta verso Rovereto , transitando sul passo del Pian delle Fugazze si prosegue verso Rovereto per circa 4 km superato albergo Streva , transitando su due semi gallerie all’uscita si nota una cava sulla destra , da li parte il sentiero .
Il sentiero è segnalato solo nella parte iniziale con un puntino rosso , parte dalla strada SS46 che porta a Rovereto subito dopo all’ultima galleria , il sentiero non e molto difficile e risale il letto fluviale del torrente Rio freddo che porta l’acqua alla diga e lago degli speccheri , si risale fino ad arrivare ad un grosso masso superabile a sinistra (come segnalato ,ultimo segnavia) si prosegue mantenendo sempre la sinistra sui massi e ghiaioni ed alcuni tratti boschivi , la pendenza e abbastanza lineare e passaggi difficili non ce ne sono , diventa pericoloso con la pioggia a causa dei massi scivolosi e la grossa portata di acqua , E RACCOMANDATO L’USO DEL CASCO VISTI I DIVERSI PASSAGGI SOTTO A CENGIE , il tempo di percorrenza e di circa 2h40 , il sentiero e molto bello grazie alla spettacolarità della visuale e dallo scarso passaggio delle persone . Il percorso culmina al lora di Cosnagnon dove arriva anche il 141 Sentiero attrezzato Baglioni
La discesa può essere fatta sia nello stesso vajo che attraverso un sentiero porta sul monte Stradel salendo a destra del passo , anche questo molto bello perchè nella prima parte sale e poi scende dal lato opposto del monte , circa dopo 15 min si incontra una deviazione un pò complessa sotto il profilo di segnalazione del sentiero , risultano però molto visibili i suoi muretti a secco , dopo aver passato questa fase si incontra un bivio e si prosegue scendendo verso destra , andando quasi a tagliare il monte in orizzontale da qui si riprende a salire per circa 10min , per poi iniziare a scendere, qui il sentiero risulta quasi boschivo e si ricomincia a vedere le tracce , poi il sentiero si allarga fino a diventare una rotabille e rientrare nella SS46.
-Altra via e quella di prendere il sentiero 135 che scendendo porta in località Raossi , e sufficente salire a destra del passo e si possono scorgere i segnavia del sentiero .
-Proseguire per il 135 salendo verso il raccordo con il sentiero Baglioni circa 30′ questo sentiero e molto bello anche se presenta alcuni passaggi su ghiaioni
-Per arrivare al Rif Papa attraverso il segnavia 135 si impiegano circa 3h00 partendo dal passo dell’Omo

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h00
Dislivello totale : 550 m
Quota massima raggiunta : 1767 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Questo itinerario parte dal Colle della Gazza, più precisamente dal posteggio situato presso il rifugio Cesare Battisti 1265 m, si prende dapprima il sentiero n.105, che porta verso il n.113 e Vajo Scuro, si transita per Malga Lorecche 1280 m, superato il bivio con il n.113 si continua per il n.105 fino a raggiungere un canale detritico, dove si andrà ad imboccare il sentiero n.114.
Questo percorso è molto impegnativo, ma risulta essere il più veloce per raggiungere il rifugio Scalorbi quota 1767 m. La sua lunghezza non è un granchè ma ci sono alcuni passaggi complicati che richiedono una preparazione fisica, ed una conoscenza del terreno molto importante, soprattutto dove il canalino si restringe in divenendo pochi metri, per una lunghezza di circa 30 m, siccome si tratta di un Vajo in costante movimento, e necessario prestare massima attenzione alle scariche di sassi, ed evitare di percorrerlo in compagnie numerose. Superato questa parte del percorso si esce dall’imbuto del vajo su uno ampio tratto prativo di mughi transitando così sul Passo Pelegatta quota 1776 m, per poi scendere leggermente raggiungendo così il Rifugio Scalorbi.
E’ inoltre possibile per l’escursionista più preparato, salire fino in vetta del Carega 2259 m , ovvero al Rifugio Mario Fraccaroli a quota 2238 m , attraverso il sentiero n.192-157 in circa 1h30 di solo andata , rimane quindi da valutare sia per la preparazione tecnica che per l’allungamento tempistico.
Ritorno
Per rientrare da questo itinerario, la via migliore è il n.110, sentiero del Passo Tre Croci, ma nessuno vieta la possibilità di rientrare prendendo il n.113 dell’Omo e la Dona, anche se in discesa risulta essere più impegnativo.

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 3h00
Dislivello totale : 912 m
Quota massima raggiunta : 1875 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Arrivati al ponte verde , si imbocca la strada che porta a colle Xomo , arrivati in una curva molto ampia e con numerosi massi di fianco , si può notare anche un posto per mettere l’auto da li sulla sinistra inizia il percorso nella valle boschiva , il percorso è impegnativo sotto il profilo fisico non presenta pericoli dal punto di vista tecnico , dopo aver percorso il primo tratto boschivo si entra in un tratto prativo per poi procedere in mezzo ai ghiaioni in alcuni casi molto instabili , il sentiero non e segnalato ma risulta praticamente impossibile sbagliare il percorso il tempo di percorrenza e di circa 3h fino ad arrivare a forcella camossara , questo percorso e molto bello da fare anche in inverno in quanto la valle e molto ampia ed esposta al sole quindi scarica la neve subito risulta quindi poco pericoloso ed ideale per i primi approcci con i vaj invernali , la discesa può essere fatta dalla stessa valle , si raccomanda che se si volesse raggiungere il rifugio Papa dalle gallerie e necessaria l’uso della torcia , la valle sbuca tra la galleria 30-31. In eventuale si può scendere dal 322 Fontana d’oro ma poi si deve risalire fino all’auto sulla strada asfaltata

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h00 Fino al Rifugio Papa : 4h30
Dislivello totale : 1250 m
Quota massima raggiunta : 2070 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come arrivare
Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , dopo l’abitato di Posina percorrendo la strada che porta al passo della borcola , si passa la scuola di Ganna fino ad arrivare in località Doppio , si prosegue superando la località Griso , in un tornante per salire alla Borcola si troverà il segnavia sulla sinistra
Il sentiero 385 per la chiesetta Santa Maria e Sette croci , il sentiero e molto bello ,non molto difficile ma come segnalato nei segnavia risulta molto lungo , e molto variabile sia nella vegetazione che nei tratti rocciosi , sopratutto se percorso in primavera con panorami molto avvincenti , anche perche le valli di quelle località risultano ancora abbastanza selvagge e poco praticate.
Lo sbocco in quota risulta in propio a fianco della chiesetta di santa Maria , e si passa sulla linea di fuoco tra le due prime linee della grande guerra , sulla cima nella postazione di comando settore , si possono vedere parte della prima linea italiana , recuperata dagli associazioni alpini , e da li si può anche intravedere il camminamento Ghersi che porta alla selletta comando.
Da li si possono vedere buona parte delle zone di guerra dove la battaglia , le mine e gli inverni hanno mietuto vittime su tutti e due gli schieramenti
La zona del Pasubio e considerata zona sacra e va rispettata come tale per le sue vicende belliche durante la prima guerra mondiale e a rispetto di tutte le persone che sono cadute per un’unico ideale di libertà
Come cita una frase sul dente austriaco “nemici in terra , fratelli in Cristo “

Tempo di percorrenza del sentiero : 3h00
Dislivello totale : 955 m
Quota massima raggiunta : 1761 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come arrivare
Dopo essere usciti dall’autostrada a Thiene si prende verso Schio e si sale sulla statale 46 che porta verso Rovereto , transitando sul passo del Pian delle Fugazze si prosegue verso Rovereto per circa 10 km fino ad arrivare all’abitato di Anghebeni , sulla destra a fianco della caserma dei Carabinieri un piccola stradina si inoltra nel bosco , risalita la stradina si trova a sinistra un piccolo posteggio e poi si prosegue a piedi
Il sentiero parte dalla strada della Vallarsa presso l’abitato di Anghebeni, si prende per la val di Foxi e arrivati alla Casa d’Austria inizia il sentiero, (abbastanza impegnativo) e poi si raggiunge il monte trappola e l’omonima selletta da dove si prende il sentiero 122C che porta al cappuccio di pulcinella, per poi proseguire fino alla selletta battisti e successivamente al corno vero e proprio. Per il sentiero si richiede una buona preparazione fisica e per la sua lunghezza, circa 3 h e 30, e perché anche se presenta tratti con passaggi abbastanza semplici, è molto più sicuro con l’uso dell’ IMBRAGO. Molto bello da fare anche sotto il profilo storico; nella selletta prima di arrivare al corno si trova la lapide dove sono stati catturati Cesare Battisti e Fabio Filzi, qui la battaglia fu molto aspra con gravi perdite; buona parte delle gallerie sono state aperte rendendo cosi possibile il passaggio e la visita con TORCIA ed IMBRAGO. E’ consigliato visitare prima il posto di medicazione, e poi prendere il pozzo della carrucola: attenzione la discesa sulla scala del pozzo della carrucola poichè è pericolosa, ma in fondo esce e riprende il sentiero normale. La discesa può essere fatta per la val Foxi (sentiero 102). Il sentiero 122 prosegue ma viene poco utilizzato salendo da questo versante in quanto va a finire nella carrabile che sale al rifugio Lancia mentre per andare al Lancia si prende quello per la 102 bocchetta delle corde oppure per il 102a monte Testo
Cenni storici
Durante la notte sul 13 di maggio, da Cima Alta arriva il cambio per gli sparuti difensori all’interno del monte Corno , il cambio avviene attraverso una feritoia allargata a Cima Alta, raggiungibile da una scala di corda posta lungo un canalino e che attraversa verticalmente il monte corno e che più in basso attraversa il sentiero . Il cambio e il rifornimento vengono fatti di notte in quanto gli austriaci al minimo rumore iniziavano a sparare, buttare bombe e valanghe di sassi sul passaggio obbligato essendo loro in cima al corno. Sono le 14 pomeridiane dopo aver discusso la possibilità di attaccare dall’esterno , il tenente Carlo Sabatini e il sergente Degli Espositi trovano altri tre uomini e una fune e si preparano a salire dal canalino attraverso lo sperone di roccia molto friabile , ma e l’unico modo perchè il nemico non li possa vedere , la via della scalata non era facile a causa della friabilità della roccia . I provetti scalatori si armano di pugnale e di petardi thavenot e inizia la scalata il tenente Sabatini uscendo dalla feritoia allargata arrivato in una piccola cengia si appresta a far salire gli altri e anche se cade qualche sasso gli austriaci sono convinti che nessuno possa salire da quella posizione e quindi non la sorvegliano neanche .Dagli osservatori interno si possono scorgere i cinque uomini allineati come formiche che salgono lungo la parete , ad un certo punto il tenente Sabatini si stacca e sale fino alla cima raggiungendo uno scudo con la feritoia e nota dentro la feritoia la sentinella austriaca che sta chiaccherando con un’altra , atttende che gli altri uomini siano vicino a lui e con poche parole disse “ammazzarli tutti altrimenti ci rovesciano giù” lancia prima un petardo e poi assalta la postazione urlando .
“la mischia è rapida ed orrenda , a pugnalate nel ventre , ferocia senza quartiere .Quelli che accorrono di rinforzo da un’altra galleria vanno all’altro mondo senza rendersi nemmeno conto di cosa stia accadendo . Qualcuno viene anche rovesciato nei canaloni .”
Questo gesto è valsa la medaglia d’oro al valore al tenente Carlo Sabatini
Ricordo la cattura di Cesare Battisti e Fabio Filzi :
La ricostruzione più attendibile Sottotenente Ingravalle “cessata la sparatoria , odo la voce di Cesare Battisti , lo chiamo tacendo il suo nome Tenente? Battisti si avvicina chiedendo notizie .Mi risponde informandomi sulla situazione e mi dice “ora per me rimane solo la forca “. Ecco avvicinarsi un ufficiale nemico : e il cadetto Brunello Franceschini della Val di Non , accompagnato da 4 soldati .Si volge a Battisti e gli ingiunge di consegnarli la pistola . Battisti alza il capo con fierezza e risponde : mi sono battuto onorevolmente e consegnerò l’arma ad un superiore e mai ad un inferiore .Il rinnegato Franceschini tace , evidentemente imbarazzato .Poi gli chiede il binocolo : no -risponde Battisti questo e di mia proprietà”
Fabio Filzi (Brusarosco)
Anche Filzi fu catturato in cima al monte corno e continuo ad insistere sulla sua identità segnalata nei suoi documenti , ovvero sottotenente Brusarosco di Vicenza , tuttavia pensava di non poter essere riconosciuto se non che venne riconosciuto ad Aldeno da una famiglia di Rovereto che ne conoscevano la famiglia di provenienza.
Lettera del Maggiore Frattola al padre di Filzi
” appena catturato suo Figlio , che aveva il nome di guerra Brusarosco , fu subito riconosciuto dal tenente austriaco Franceschini , separato dagli altri prigionieri e guardato a vista da una sentinella :gli altri prigionieri tra i quali ero io , stavano in un gruppo a parte compreso io .Suo figlio appena mi vide , mi rivolse la parola e mi prego d’intervenire in suo favore perchè gli fosse riservato un trattamento uguale agli altri prigionieri . Mi rivolsi ad un maggiore austriaco per ottenere uguaglianza di trattamento , ma a nulla valsero le mie insistenze…”

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 4h15
Dislivello totale : 1300 m
Quota massima raggiunta : 1938 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come arrivare
Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero si prende la destra per salire verso Tonezza e i Fiorentini , dopo l’abitato di Posina percorrendo la strada che porta al passo della borcola , si passa la scuola di Ganna fino ad arrivare in località Doppio , li a sinistra si può mettere l’auto , tornando indietro per circa 250-300 metri si incontra l’inizio del sentiero .
Il sentiero non presenta difficoltà alpinistiche ma presenta diversi cambiamenti di pendenza tali da renderlo di un impegno fisico notevole e quindi neccessaria una discreta preparazione fisica . Il tempo previsto e di 4h15 per arrivare al Rifugio Papa ; la pendenza ,la sua lunghezza, ma sopratutto perchè dopo si deve tener conto del ritorno , che e conveniente fare per val sorapache 377 con un tempo di circa 2h40.Il sentiero e molto bello presenta una prima parte boschiva , poi si attraversa di continuo il canale fluviale per poi arrivare su un tratto prativo con fino al rifugio Papa.Risulta inoltre un sentiero di collegamento , allo scopo di eviitare il passaggio al rifugio Papa il bivio 378 che va a tagliare una piccola parte del percorso QUESTO PERCORSO E MOLTO BELLO MA PRESENTA UNA PENDENZA TALE DA COMPLICARNE LA SALITA RICHIEDE UN BUON ALLENAMENTO, E CONSIGLIATO MAGARI SALIRE DAL 380 VAL PRUCHE (PENDENZA MINORE )PER POI SCENDERE DA QUESTO.
SUPERPIPPO VAL SORAPACHE
Nella val Sorapache si disputa inoltre una gara di corsa in salita , percorso di 11 km con 1500 metri di dislivello positivo culminante sulla cima Forni Alti
Arrivati a Ponte verde e dopo aver preso la strada per colle Xomo si incrocia una strada sterrata e li si può mettere l’auto . Dopo aver preso la strada sterrata che porta al sentiero 322 fontana d’oro si mantiene la destra al primo bivio attraversando la sbarra , si prosegue per circa 1 km passando per due canali fluviali , si arriva ad un masso sulla sinistra con una lapide , proseguendo per la strada si nota sulla montagna di fronte una larga breccia , li parte il vajo del pino , per raggiungerlo si prosegue fino ad incontrare un masso sulla sinistra , quindi si imbocca un canale fluviale a destra , si prosegue fino ad arrivare all’interno del canale molto stretto denominato Voro de Toni, da li il sentiero risulta ben segnalato .
SI RICORDA CHE IN OGNI CASO SI TRATTA DI UN VAJO E NON DI UN SENTIERO ED E QUINDI INDISPENSABILE UN PO DI PREPARAZIONE PER AFFRONTARLO IN SICUREZZA
Si tratta di un vajo abbastanza semplice anche se con 2-3 risalti che richiedono un pò di impegno per superarli , mentre il resto del sentiero risulta essere con qualche altro passaggio ma tutti raggirabili , la grossa difficolta del vajo consiste nei passaggi erbosi non privi di insidie e con pendenze tali da impegnare molto fisicamente , e in condizioni meteo sfavorevoli risulta molto facile scivolare , resta molto bello nei diversi passaggi tra il manto erboso e la roccia non che della visuale offerta nei passaggi orizzontali .Il tempo di percorrenza e di circa 2h30 ed in circa 3h30 si può raggiungere il rifugio Papa.
La discesa può essere fatta per il sentiero 300 della val canale o per il sentiero 322 val fontana d’oro . E molto bella la discesa sulla parte fluviale della val canale , i tratti con i risalti sono tutti aggirabili fino ad incrociare il sensiero di raccordo .(E OBBLIGO AVERE LA TORCIA ELETTRICA , IL CASCHETTO , E EVITARE LA SALITA DOPO LE GIORNATE DI PIOGGIA )

Tempo di percorrenza del sentiero : 4h00
Dislivello totale : 1246 m
Quota massima raggiunta : 1894 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
LA PRIMA PARTE DEL SENTIERO NON E DOCUMENTATA FOTOGRAFICAMENTE, LE FOTO PARTONO DAL BIVIO DELLA BOCCHETTA FOXI
Appena giunti sull’abitato di Anghebeni si prende la destra e si va verso la caserma dei carabinieri , si mantiene la destra fino ad arrivare in uno spiazzo dove si può lasciare la macchina si prosegue diritti fino a Casa d’Austria proseguendo sempre dritti.
Sentiero molto bello con dislivello importante richiede un certo impegno fisico per la salita per arrivare alla bocchetta Foxi poi sempre dal 102 prosegue fino a Bocchetta delle corde per poi arrivare fino al rifugio Lancia, la maggior parte dello stesso e tra i pini mughi e prato erboso , anche se arrivati in cima alla val Foxi fino a bocchetta delle corde e su tratto ghiaioso ma molto panoramico , poi arrivati al rifugio Lancia prendendo per il ritorno il 102A (quello tratteggiato nella mappa), molto bello e privo di grosse difficoltà ci permette di arrivare sul monte Testo ad ammirare lo splendido panorama verso il corno battisti e la val grobbe , molto belle e completamente aperte le gallerie di ricovero e postazioni sotteranee situate sul monte Testo , da li dopo averle visitate si ridiscende verso la bocchetta foxi per proseguire per il sentiero 102 per la val foxi fino all’abitato di Anghebeni ,il tempo di percorrenza e di circa 6h .
Il sentiero si può anche prendere dal rifugio Lancia , in quanto si tratta di un anello 102A-102 Bocchetta delle corde (vedesi sentiero 102A già documentato)
E INDISPENSABILE L’USO DELLA TORCIA O DELLA LAMPADA FRONTALE PER ENTRARE NEL MONTE TESTO
Quanto prima documenterò anche questo con le foto del sentiero che sale dalla Casa d’Austria di Anghebeni , anche se lo stesso risulta molto semplice da seguire

Tempo di percorrenza del sentiero andata e ritorno : 2h30
Dislivello totale : 600 m
Quota massima raggiunta : 2035 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Dopo essere salito nei pressi dell’arco romano si prende a destra il sentiero 380 che porta a passo degli alberghetti , che poi porta a val pruche , ad un certo punto poco distante dal passo si può notare una carrareccia con terreno erboso che prosegue in basso , dopo averla imboccata si prosegue fino ad arrivare nella cava , poi nel frantoio e nella stazione della funivia , prendendo il sentiero sopra si possono travare i resti degli alloggi dei lavoratori della cava , mentre si può notare sulla cresta opposta il traliccio di passaggio per la discesa di val pruche , proseguendo per il sentiero , visibile anche su tratto erboso si scende fino alla trincea finale che domina la valle verso il passo della borcola , la risalita del sentiero si ripete parte del percorso fino al traliccio per poi proseguire per il sentiero più alto e tornare all’arco romano (tale sentiero nella parte iniziale può essere percorso nelle trincee e ricoveri situati in cresta )




























































































































































































































































































































































