Itinerari trekking

la montagna è una maestra muta che insegna ad allievi silenziosi

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Forte pozzacchio (Werk Valmorbia).

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Forti, Monte Pasubio. 2 commenti

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Tempo di percorrenza del sentiero solo andata:  0h30  

Dislivello totale : 150 m    

Quota massima raggiunta  : 882 m

Dopo aver percorso la strada asfaltata di vallarsa in direzione Rovereto superato il Pian delle Fugazze , si giunge nell’abitato di Valmorbia , girando sulla destra si può trovare un piccolo posteggio dove lasciare l’auto , si prosegue a piedi per circa 30 minuti passando per l’abitato , e imboccando una mulattiera che conduce verso il forte, e agibile fino alle cupole corazzate  che non sono mai entrate in funzione perchè l’opera di costruzione all’inizio della guerra non era stata ultimata. E un forte molto bello da vedere che offre una visuale sulla Vallarsa veramente unica e questo fa intuire l’importanza di prendere possesso del Forte

Strada da Pozzacchio

In alternativa si prosegue con l’auto e fino all’abitato di Pozzacchio e salire attraverso la rotabile che porta al forte , superata una curva si entra in un parcheggio dove si lascia l’auto e si prosegue a piede per circa 20-25 minuti fino ad arrivare al Forte

Sentiero della Garne

In alternativa si prosegue con l’auto e fino all’abitato di Pozzacchio e salire attraverso la rotabile che porta al forte dopo aver superato la sbarra si incontra un bivio con un sentiero che raggira il forte sulla base fino ad incrociare il sentiero che sale da Valmorbia e poi risalire fino al Forte

RICORDO CHE L’ENTRATA UFFICIALE DEL FORTE E SITUATA SULLA ROTABILE CHE SALE DA POZZACCHIO , QUINDI IL SENTIERO DELLA GARNE PORTA AL FORTE DAL LATO DI ATTACCO.

Cenni storici
Un’opera (werk), un forte (werk: si dice allo stesso modo: ingegneria e arte della guerra) in pratica inespugnabile. Su di una struttura del genere anche le artiglierie a lunga gittata della prima guerra avevano scarso effetto. L’unica soluzione possibile è minare e far saltare l’intera struttura, come si è fatto in altri casi. Il Werk Valmorbia fu però preso dagli italiani il 3 giugno 1915, quando gli Austriaci lo abbandonarono per attestarsi in maniera difensiva su posizioni più arretrate. Poco più di un anno dopo, il 29 giugno del 1916, il forte fu ripreso dagli Austriaci e austriaco rimase, nonostante tutti gli sforzi, fino a guerra conclusa. La solita assurda carneficina di fanteria contro mitragliatori automatici in posizione vantaggiosa.

Costruzione

Come altri forti dell’epoca, fu parzialmente ricavato da una formazione rocciosa e rinforzato con elementi aggiuntivi di calcestruzzo armato. Il forte è dotato di gallerie interne, depositi, alloggiamenti, camminamenti protetti e postazioni di tiro esposte sulla valle. Il forte si sviluppa su due livelli collegati da scale in calcestruzzo armato ed un terzo livello più profondo era stato previsto e abbozzato. All’interno vi era anche un complesso sistema di canali e vasche che permetteva la raccolta dell’acqua piovana.

La strada di accesso al forte costruita dagli austro-ungarici, partiva dall’abitato di Pozzacchio, attraversava due gallerie scavate nella roccia, una delle quali ed era dotata di una postazione difensiva di retroguardia. Una ferrovia a scartamento ridotto si inerpicava per la strada, per garantire rapido afflusso di materiali. Nell’immediato dopoguerra, nell’ambito della ricostruzione degli abitati situati lungo la linea del fronte, il Regio Esercito Italiano costruì una strada carrabile di accesso al forte, ora in degrado e percorribile come mulattiera, che sale dalla frazione Dosso di Valmorbia in Vallarsa.

Come tutte le fortificazioni austroungariche del fronte tridentino-veneto costruite a partire dal primo decennio del ‘900, il forte era concepito per resistere al tiro degli obici da 305 mm a lunga gittata e tiro indiretto, le artiglierie più distruttive disponibili alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.

Il forte costituiva un elemento della linea difensiva meridionale dell’impero austroungarico verso il Regno d’Italia: gli austriaci strinsero con gli italiani la triplice alleanza, ma ritenendo inaffidabili gli alleati, fortificarono i confini del Sud-Tirolo. L’opera dava continuità alla linea difensiva austro-ungarica del Trentino meridionale, che iniziava da Riva del Garda verso Rovereto, proseguiva con i forti Matassone e Pozzacchio che sbarravano l’accesso dalla Vallarsa, per poi salire sul gruppo del Pasubio verso gli altipiani di Folgaria e Lavarone.

La costruzione dell’opera fu iniziata nel 1911. Al momento dello scoppio del conflitto con l’Italia erano completi solo il fossato di gola, la galleria centrale a ferro di cavallo e la struttura in calcestruzzo atta ad ospitare l’armamento principale. Erano previsti infatti tre obici da 100 mm protetti da cupole girevoli in acciaio, che, al momento dello scoppio delle ostilità, erano fermi in Val d’Adige, alla stazione di Calliano e furono in seguito impiegati in altre opere militari a Trento. In sostituzione, sulla sommità del forte, furono impiegati pezzi da montagna. Un ponte ricavato dalla roccia attraversa il fossato di gola; ne era prevista la demolizione non appena le cupole in acciaio fossero state trasportate sulla sommità del forte, tramite la ferrovia a scartamento ridotto che percorreva il ponte stesso, evento in seguito mai verificatosi.

Storia

Gli austriaci abbandonarono il forte poco dopo l’inizio delle ostilità, su ordine del comando di Innsbruck, per attestarsi in maniera difensiva su posizioni più arretrate, nei pressi di Rovereto. Il forte fu preso dagli italiani il 3 giugno 1915, che non ritennero di armarlo in maniera efficace a sopportare attacchi austro-ungarici importanti, come quello che si sarebbe sviluppato a partire dal maggio del 1916. Poco più di un anno dopo, infatti, il 22 maggio del 1916, nell’ambito della più ampia Strafexpedition (Spedizione punitiva, conosciuta dagli Austriaci come Battaglia degli Altipiani), il forte fu ripreso dagli austriaci.

Durante la controffensiva italiana seguente alla StrafeExpedition, nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1916, fu tentata una sortita per la riconquista del forte da parte di due compagnie del 72° Fanteria, al comando del capitano G. Bernasconi. Gli italiani aggirarono il forte passando dal fondo valle lungo il torrente Leno, e risalirono la ripida fiancata verso il paese di Pozzacchio. Con il favore del buio neutralizzarono le sentinelle austriache, fecero prigionieri numerosi ufficiali e soldati austriaci che stazionavano nelle baracche esterne al forte e iniziarono un cruento assedio con mitragliatrici puntate verso le feritoie e il fossato di gola, occupando alcune caverne della sezione Sud. Una parte della guarnigione del forte non coinvolta nell’azione, perché occupava il settore Nord, i 60 uomini della 4ª compagnia comandata dal tenente A. Enrich, riuscì a rompere l’assedio a prezzo di fortissime perdite da entrambe le parti, tra gli assedianti e i prigionieri austriaci, ristabilendo il controllo austriaco.

Successivamente all’esaurirsi degli eventi connessi alla StrafeExpedition, il forte Pozzacchio non fu più coinvolto in azioni significative. Fu abbandonato dagli austro-ungarici nel novembre del 1918, fu dismesso dal Demanio Militare Italiano il 12 agosto 1927 e venduto a privati

VOLEVO SEGNALARE IL SITO E GLI ORARI DI APERTURA DEL FORTE , ED IL PREZZO PER IL SUO ACCESSO . LA VISITA AL FORTE RICHIEDE CIRCA 1 ORA E 30 VISTA LA SUA GRANDEZZA .

 

Link : http://www.fortepozzacchio.it/

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Vajo del Pino

Pubblicato da luke007 in 1 gennaio 2014
Pubblicato in: itinerari trekking impegnativo. Tag: Monte Pasubio. 4 commenti

Vajo del pino

Arrivati a Ponte verde e dopo aver preso la strada per colle Xomo si incrocia una strada sterrata e li si può mettere l’auto . Dopo aver preso la strada sterrata che porta al sentiero 322 fontana d’oro si mantiene la destra al primo bivio attraversando la sbarra , si prosegue per circa 1 km passando per due canali fluviali , si arriva ad un masso sulla sinistra con una lapide , proseguendo per la strada si nota sulla montagna di fronte una larga breccia , li parte il vajo del pino , per raggiungerlo si prosegue fino ad incontrare un masso sulla sinistra , quindi si imbocca un canale fluviale a destra , si prosegue fino ad arrivare all’interno del canale molto stretto denominato Voro de Toni, da li il sentiero risulta ben segnalato .

SI RICORDA CHE IN OGNI CASO SI TRATTA DI UN VAJO E NON DI UN SENTIERO ED E QUINDI INDISPENSABILE UN PO DI PREPARAZIONE PER AFFRONTARLO IN SICUREZZA

Si tratta di un vajo abbastanza semplice anche se con 2-3 risalti che richiedono un pò di impegno per superarli , mentre il resto del sentiero risulta essere con qualche altro passaggio ma tutti raggirabili , la grossa difficolta del vajo consiste nei passaggi erbosi non privi di insidie e con pendenze tali da impegnare molto fisicamente , e in condizioni meteo sfavorevoli risulta molto facile scivolare , resta molto bello nei diversi passaggi tra il manto erboso e la roccia non che della visuale offerta nei passaggi orizzontali .Il tempo di percorrenza e di circa 2h30 ed in circa 3h30 si può raggiungere il rifugio Papa.
La discesa può essere fatta per il sentiero 300 della val canale o per il sentiero 322 val fontana d’oro . E molto bella la discesa sulla parte fluviale della val canale , i tratti con i risalti sono tutti aggirabili fino ad incrociare il sensiero di raccordo .(E OBBLIGO AVERE LA TORCIA ELETTRICA , IL CASCHETTO , E EVITARE LA SALITA DOPO LE GIORNATE DI PIOGGIA )

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435 P.so Campedello-M.te Priaforà

Pubblicato da luke007 in 30 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata  :  2h40 

Dislivello totale : 750 m    

Quota massima raggiunta  :  1659 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo essere saliti da Schio dalla zona di Poleo e passati per Santa caterina superato l’albergo San Marco si giunge il località Cerbaro , mentre se si sale da Santorso passando prendendo la strada per San Ulderico si può salire nella stessa località.

Giunti a Cerbaro si mette l’auto nell’ampio posteggio e si procede verso il campeggio a sinistra passato l’agriturismo si nota la carrareccia che porta a Passo Campedello e monte Priaforà.
Il sentiero presenta qualche salita di media pendenza ma e molto bello e interessante, sopratutto nel periodo estivo e primaverile (anche se risulta molto percorribile anche nel periodo invernale vista la sua scarsa pericolosità) .
Nel visitare il sistema molto bello dei cunicoli posti sulla base sommitale del Priaforà si raccomanda L’USO DI UNA TORCIA , ma sopratutto il soffermarsi e l’ammirare la grande opera di difesa fatta dall’uomo su quel monte

Cenni storici

Il monte Priaforà fu un grosso punto di riferimento per la grande visuale verso la valle di Arsiero , dapprima conquistato dai Battaglioni Kaiserjaeger.
Il 29 Maggio, preceduti da forte bombardamento d’artiglieria, gli Austriaci (Battaglioni Kaiserjaeger) riprendono furiosi attacchi contro i ripidi versanti della dorsale montuosa. Il 30 Maggio 1916 la linea italiana viene intaccata con la perdita del Priaforà, propaggine Nord del Novegno.
Ultimo giorno di Maggio: la linea italiana, difesa nella zona del Novegno dalla 35a Divisione e dalla 9a Div. più a Est, corre dalla cresta di questo per scendere fino a passo Campedello e risalire al trincerone di Monte Giove, di fronte al Priaforà. Da qui la linea corre sulla sommità dei Colletti di Velo per entrare in Val d’Astico davanti al paese di Velo d’Astico, abbandonato.
Quindi la linea prosegue per il fondo valle fino alla frazione Seghe di Velo e, passato l’Astico al ponte di Schiri, risale le pendici di Monte Cengio.
Gli attacchi austroungarici riprendono i primi di Giugno soprattutto contro Monte Giove e i Colletti di Velo, ma il forte sbarramento di artiglieria italiano, specie delle batterie piazzate sul Monte Summano, impediscono seri vantaggi per il nemico.
Il 12 Giugno un formidabile schieramento di artiglieria posto soprattutto sull’altopiano di Tonezza, apre la strada all’attacco delle fanterie austriache contro il trincerone di Monte Giove. La linea italiana sembra cadere, ma un provvidenziale sbarramento di artiglieria costringe gli austriaci a riparare nelle proprie trincee.

NELLA FOTO ULTIMA SI PUO NOTARE LA SCHEMATIZZAZIONE DELLE GALLERIE E SOPRATUTTO LA DIREZIONE DELLE BOCCHE DA FUOCO

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455 Colletto piccolo-Busa del Novegno

Pubblicato da luke007 in 29 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata :  2h30  

Dislivello totale : 650 m    

Quota massima raggiunta  :  1512 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Come raggiungere

Con questo sentiero si sale da Santorso verso San Ulderico e Bosco di Tretto , arrivati al bivio si prende per i colletti del Summano , si prosegue fino a trovare un posto dove mettere l’auto magari nei pressi della colonia oppure nel bivio successivo , eventualmente si può procedere fino a colletto Grande , li esiste un ampio posteggio , anche se molto lontano . In questo caso si deve tornare indietro fino ad incontrare il segnavia 455 si prende il sentiero che porta in Busa del Novegno passando per Passo Campedello e malga Campedello.

Descrizione

E molto bello da percorrere e non presenta grosse difficoltà , io consiglio di soffermarsi sulle postazioni presenti sulle creste in quanto forniscono dei panorami molto belli della zona di Arsiero fino a Cogollo del Cengio . Molto panoramico nella risalita presso il monte Brazome e Monte Giove dove presenta alcuni tornanti che permettono una visuale ampia nella valle del Tretto.

Ritorno

La discesa se si mette la macchina al Colletto piccolo o grande e abbastanza vincolata e dev’essere fatta ahimè dallo stesso percorso di risalita oppure deviando sul 444 per poi arrivati in contrada Alba prendere la strada per il Summano fino ad arrivare all’auto.

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465 Velo d’astico -Tre Bocchette

Pubblicato da luke007 in 28 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. 4 commenti

Tempo di percorrenza del sentiero solo andata   :  2h25  

Dislivello totale : 869 m    

Quota massima raggiunta  : 1216 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000

Descrizione

Arrivati in piazza a Velo d’astico , si prende la strada che sale dritta , situata nella parte opposta dal negozio di elettrodomestici , si passa in mezzo ad alcune case e si trova una roggia d’acqua a destra , mentre a sinistra si può notare il segnavia del CAI , il sentiero ha una discreta pendenza e richiede un certo impegno fisico ma ne vale la pena , molto bello e ben riconoscibile , presenta inoltre un bivio con il 464 abbastanza importante che consente di fare meno fatica , ma nello stesso tempo perde molto in bellezza visto che l’ultima parte presenta una mini ferratina che si passa senza difficoltà , il luogo di arrivo e molto bello e propone un panorama unico visto che si trova proprio in cresta .

Il mio consiglio e di salire il 465 poi salire attraverso il 455 a passo campedello , poi attraverso il 435 si sale ala monte Priaforà (raccomando la torcia elettrica per poter visitare le gallerie dov’erano posizionati gli armamenti ) per poi scendere dal 466 fino alla località San ubaldo – Laghi e poi scendere attraverso la strada asfaltata che risulta poco praticata  fino a Velo d’astico .

465-1 465-2 465-3 465-4 465-5 465-6 465-7 465-8 465-9 465-10 465-11 465-12 465-13 465-14 465-16 465-17 465-18 465-19 465-20 465-21 465-22 465-23 465-24 465-25

Grand Raid International du Cro-Magnon

Pubblicato da luke007 in 15 dicembre 2013
Pubblicato in: Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

L’Association franco-italiana Grand Raid du Cro-Magnon (Associazione secondo la Loi 1901, Francia) organizza la 13ma edizione dell’ultra-trail LIMONE-BREIL-CAP D’AIL, detto il Grand Raid International du CRO-MAGNON, la 1ma edizione del Trail del Marguareis e la 10ma edizione del Neander-Trail.

IL Grand Raid du Cro-Magnon è un ultra-trail di montagna di circa 130 km, con + 8.200 metri di dislivello positivo e – 9.200 metri di dislivello negativo, con partenza da LIMONE Piemonte, attraversamento del Parco del Marguareis, passaggio per Breil sur Roya, per terminare sulla Plage Marquet di Cap d’Ail, di fianco a Monaco. E’ un percorso particolarmante impegnativo.

La partenza sarà data alle 4 del mattino di sabato 21 giugno 2014.

Oltre ad essere individuale, questa gara è aperta anche a squadre di due trailers, in staffetta, con cambio a Breil.

Per iscriversi bisogna aver partecipato alle pre-iscrizioni.

Il numero dei pre-iscriitti (individuale ed a staffetta) è contingentato. Una volta raggiunto il numero, sarà possibile iscriversi sulla lista d’attesa.

Contemporaneamente, sullo stesso percorso, si svolgono due altri trails, uno da Limone à Breil (80 km, 4.600 mD+, 5.300 mD-), attraverso il Parco del Marguareis, detto “TRAIL del MARGUAREIS”, e l’altro da Breil à Cap d’Ail (50km, 3.600 mD+, 3.900).detto “NEANDER-TRAIL”

Il tempo massimo per essere classificati è di 31 ore per il CRO-MAGNON, di 20 ore per il Trail del Marguareis e di 17 ore per il NEANDER-TRAIL,

Preistoria del logo del Cro-Magnon

Nell’età del bronzo, 4500 anni fa, la vetta del monte Bego era la dimora del Dio dei Fulmini. Questa montagna sacra divenne cosi’ luogo di preghiere e di pellegrinaggi da parte dei nostri antenati, che vi venivano ad implorare questo terribile Dio.

Essi esprimevano i loro voti incidendo sulle rocce dell’alta valle delle teste di bovini (e di altri oggetti), sovente una accanto all’altra.

Uno di questi antenati, un po’ più artista e più ispirato, ebbe l’idea di unire tra loro due di queste teste e incidendo anche due gambe, creo’ l’mmagine di un uomo, senza sapere che 4500 anni dopo, questo piccolo uomo sarebbe divenuto il logo del Grand Raid International du Cro-Magnon, il quale perpetua questo rito facendo transitare ogni anno, ai piedi di questa Montagna Sacra, 450 pellegrini ben diversamente equipaggiati.

http://www.cromagnon-extremerace.net/it/

Cromagnon

Sentiero Cavalaro (dei Mussi)

Pubblicato da luke007 in 13 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Castiglieri. Lascia un commento

Tempo di percorrenza dell’anello :  3h15  

Dislivello totale : 300 m    

Quota massima raggiunta  :  1067 m

Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:2500

Descrizione

Contrada Borga dei Martiri

La contrada di Borga, un gruppo di poche case a 750 metri sul livello del mare, sorge sulla strada che dalla frazione di San Quirico di Valdagno  porta a Recoaro Mille, circa 2km prima della frazione di Fongara.

Prima di arrivare alla contrada Borga salendo verso Recoaro Mille , in una curva si notano due piccoli posteggi distanti da loro circa 150 metri , l’auto si può mettere in uno di questi , tra i due posteggi si nota una stradina che scende nel torrente , arrivati sul canale del torrente si prosegue a sinistra scendendo sul fianco destro del torrente fino ad incrociare una mulattiera , si sale il sentiero e ci sono diversi bivi comunque molto ben segnalati , si mantiene la destra in tutti gli incroci , e molto interessante questo sentiero sopratutto perchè può essere fatto come anello (scendendo di ritorno dalla croce dei Castiglieri) oppure come segnalato in un percorso di running partendo da Valdagno (vedi Valdagno-Croce Castiglieri-Val del Boia) , tecnicamente non è difficile con continui saliscendi molto corti fino ad arrivare al bivio :

-scendendo si prende la Val del Boia

-salendo si può salire sulla croce e ridiscendere alla Borga ( Tratteggiato)

-dritti si passa per la Baita Vecia e si procede fino alla contrada Tomba

IMG_4947 IMG_4945  IMG_4941 IMG_4940 IMG_4939 IMG_4938 IMG_4936 IMG_4935 IMG_4934 IMG_4933 IMG_4931 IMG_4930 IMG_4929 IMG_4928 IMG_4927 IMG_4926 IMG_4925 IMG_4924  

400-401 Anello del Novegno

Pubblicato da luke007 in 12 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari Running, itinerari trekking. Tag: Monte Novegno. Lascia un commento

Tempo di percorrenza dell’anello :  2h00

Dislivello totale : 300 m

Quota massima raggiunta  :  1691 m

Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000

Descrizione

Dopo essere salito da Poleo verso la località Santa Caterina arrivati in contrada Rossi si prende la strada sterrata e si sale fino in Busa del Novegno , da li si partono tutti i sentieri , prendendo il 400-401 ovvero l’anello del Novegno , che permette una visione globale del Monte , sopratutto se fatto sulle collinette circostanti oltre alla possibilità di incontrare le marmotte , percorrendolo si possono notare alcune varianti per visitare alcune postazioni della guerra del 1915-18 come la 440 variante Cima Alta  e 440 Variante Vaccaresse che sotto il profilo storico sono molto interessanti fino ad arrivare al Forte Rivon sul Monte Rione , per tornare alla Busa del Novegno si può prendere il crinale alla penultima curva prima del Forte scendendo lungo la linea di trincea, oppure con il sentiero 401 per Vallortigara fino al bivio del 411 che rientra in Busa , anche questo molto bello che presenta un postazione di cannone 150G di monte Caliano che sparava verso i Denti del Pasubio Ho tratteggiato le varianti che si possono prendere dal Forte Rivon la prima quella corta scende dal crinale . Mentre la seconda molto bella percorre la linea dei trinceramenti del 401 e poi 411 per rientrare in Busa del Novegno

400-1 400-2 400-3 400-4 400-5 400-6 400-7 400-8 400-9 400-10 400-11 400-12 400-13 400-14 400-15 400-16 400-17 400-19 400-20 400-21 400-22 400-23

Montefalcone Downhill Race (Edizione 0)

Pubblicato da luke007 in 10 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari trekking, Ultratrail. Tag: Piccole dolomiti. 1 Commento

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Montefalcone Downhill Race – Recoaro Terme

La prima gara trail di sola discesa, un evento per gli specialisti che vogliono dimostrare la loro capacità tecnica, per quelli che vogliono sgranchirsi le gambe dopo le fatiche della Ultra e della Marathon, o più semplicemente per chi vuole provare una nuova divertente specialità.

Partenza dalla cima di Montefalcone, quota 1.620 m, in batterie scaglionate ogni quindici secondi, discesa sulle tracce della pista fino a Recoaro Mille, tratto in falsopiano e seconda picchiata nel bosco fino a Recoaro Terme, quota 445 m., classifica finale unica.

8 km per 1.200 mD- di pura adrenalina

Edizione 0

http://www.transdhavet.it/montefalcone-downhill-race

Lavaredo ultratrail

Pubblicato da luke007 in 10 dicembre 2013
Pubblicato in: itinerari trekking, Ultratrail. Tag: ultratrail. Lascia un commento

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Lavaredo ultratrail 118 km 5740D+

A mio avviso e una delle gare di ultra molto complessa con dislivelli molto elevati e in pochi km , anche la sorella che negli anni passati partiva da Auronzo era tecnicamente molto impegnativa con salite difficile e discese molto pericolose , resta il fatto che si corre su dei luoghi da pelle d’oca , le dolomiti patrimonio dell’ umanità , con dei panorami mozzafiato che vale lo sforzo di percorrere in una gara ,

Quest’anno e stata usato il percorso alternativo , a causa del tempo che e stato poco favorevole ed ha impedito i tratti più belli della gara , portata a 85 km e circa 4000D+ ma e strata comunque molto bella per i paesaggi visti , peccato perchè la val travenanzes , passo Giaù e la tofana , assieme alle tre cime sarebbero stati passaggi molto belli

UNA SCELTA DIFFICILE PER QUANTO RIGUARDA L’ORGANIZZAZIONE , MA UNA SCELTA PRESA CON GRANDE RESPONSABILITA’ NEL RISPETTO DELLA SICUREZZA , COME ASPETTO PIU IMPORTANTE.

http://www.ultratrail.it/it/

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Pett lut 2011 pett lut 2013

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