Per raggiungere tale percorso si sale fino all’abitato di Giazza , per poi salire fino alla Dogana Vecchia e al Rifugio Revolto . (ricordo sempre che il rifugio Revolto e sempre aperto tutto l’anno ) .Questo non è proprio un sentiero si tratta di una carrabile che parte dal rifugio Pertica e sale fino al rifugio Scalorbi per poi volendo proseguire fino a bocchetta Mosca ( molto bella da vedere in quanto e proprio sul Vajo dei colori e si può ammirare anche il Pasubio) non presenta nessuna difficoltà , anche se devo dire che a noi della Valle d’Agno risulta un pò lontano , il rifugio Pertica .
Normalmente chi sale dalla Valle d’Agno o sale direttamente a bocchetta Fondi dal 157 oppure dal 113 Omo e La dona , oppure dal 110 Passo tre croci in ogni caso non si arriva fino al rifugio Pertica
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h30
Dislivello totale : 700 m Classe : EEA Attrezzato
Quota massima raggiunta : 1451 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Per questo itinerario si può salire sia dalla località Gazza attraverso uno dei tanti sentieri che salgono fino al Rifugio Scalorbi per poi scendere fino al Rifugio Pertica per la carrabile quindi prendendo la strada che porta da Recoaro terme al rifugio Cesare Battisti , sia che arrivare in auto fino al Revolto da località Giazza per poi salire fino al Rifugio Pertica (itinerario consigliato per i meno allenati ) . Per chi si volesse avventurare partendo dalla Gazza , vi invito a valutare attentamente la vostra preparazione , ci vogliono circa 2h (per uno preparato ad arrivare al Rifugio Pertica io stesso ho impiegato 1h 30) TENETE CONTO CHE DOPO DOVETE RIENTRARE Itinerario molto bello e particolare , tecnicamente poco difficile anche se richiede molta attenzione in quanto abbastanza stretto e presenta strapiombi sulla sinistra , fisicamente richiede un ‘impegno fisico IMPORTANTE per la sua lunghezza ( tempo previsto 3h30 circa ) per noi della Valle dell’Agno e scomodo ma vale la pena di farlo per la sua bellezza . Come sentiero attrezzato offre molteplici opportunità ed e l’ideale per una primo approccio ad una via attrezzata per poter imparare ad apprezzare questi sentieri . L’arrivo al rifugio Fraccaroli e molto bello , perchè si arriva dalla parte della teleferica , un’itinerario poco praticato . La discesa può essere fatta sia dal 108B vallon della teleferica , dal 108 che porta al pertica , oppure da quello che porta al rifugio Scalorbi per poi scendere fino alla Gazza (per chi avesse messo l’auto lì). RICORDO A TUTTI CHE SI TRATTA DI UN SENTIERO ATTREZZATO ED E OBBLIGATORIO L’USO DELL’IMBRAGO E DEL CASCHETTO . RICORDO INOLTRE CHE SAREBBE MEGLIO PERCORRERLO ASSIEME A PERSONE ESPERTE O PRATICHE DI SENTIERI ATTREZZATI
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 1h50
Dislivello totale :550 m
Quota massima raggiunta : 1717 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Superato l’abitato di Giazza e giunti sulla vecchia Dogana in una curva si può notare la lapide e il cartello segnavia del CAI riportante il sentiero 190 e 185 che nella prima parte fino al bivio lago secco sono uguali , per salire al 190 passo tre croci il sentiero si inerpica con una pendenza abbastanza importante , il sentiero e molto bello quasi tutto su terreno boschivo , salendo si può vedere il rifugio Revolto dall’altra parte della valle e in lontananza anche il rifugio Pertica
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 2h40 dalla Dogana 4h da Giazza
Dislivello totale : 710 m dalla Dogana 1000 m da Giazza
Quota massima raggiunta : 1767 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come Raggiungere
Questo itinerario e molto bello e suggestivo , si sale in auto fino alla località Giazza , poi si prosegue fino ad arrivare alla ex Dogana , nella curva si può notare una piccola lapide , da li parte il sentiero , oppure partire direttamente da Giazza.
Lo si può prendere anche dalla località Gazza , sia salendo dal 113 omo e la dona , sia che per il 110 passo tre croci , questo tipo di itinerario ovviamente risulta più lungo e faticoso.
Descrizione
La salita sul 185 per salire al Rifugio Pompeo Scalorbi 1767 m non richiede particolari precauzioni e risulta molto molto spettacolare in quanto e passata da una valle fluviale al centro , e non richiede una grossa fatica fisica.
L’ideale per salire dal rifugio Cesare Battisti e salire il 110 fino al passo tre croci , poi prendere il 190 per scendere a lago secco e poi il 185 e salire fino al rifugio Scalorbi e scendere fino all’auto attraverso il 113l’omo e la dona , volendo lo si può fare anche al contrario ma è molto più bello salire il 185 che non il 190 Passo tre croci ( vedi descrizione )
ATTENZIONE PERCHE’ ALCUNE CARTINE NON SEGNANO IL 185 MA BENSI’ IL 285
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver messo l’auto in piazza a Piovene Rocchette e prendendo la strada che porta verso la birreria Summano , prima di passare la galleria si prende il sentiero a sinistra che segna la chiesa dell’angelo (quello tratteggiato), il sentiero e molto bello anche se un pò impegnativo sotto il profilo fisico , permette di osservare un bel panorama verso la valle dell’astico , Arsiero e Cogollo , tutto il sentiero e sul bosco , inizialmente come carrabile mantenere rigorosamente la destra ad ogni bivio e poi come sentiero in una cresta Costa La Rancina , il sentiero sbocca dietro la casa vicino la chiesa del Summano proseguendo per la carrareccia e deviando verso destra si arriva in cima al Summano , sulla croce del Cristo che invoca aiuto.
Itinerario : Valdagno-Figgigola di sopra-Giani-Biceghi-Meceneri-Zovo di Castelvecchio-Tomba-Baita vecia(sentiero Braggion)-Croce Castiglieri-Borga-Sentiero dei Mussi-Val del Boia-Campotamaso
Tipo di terreno : poco asfaltato e la maggior parte mulattiera e sentiero normale ed alcuni tratti attrezzati con cordini ,70% sterrato impegnativo , la discesa Val del boia e un po difficile in condizioni meteo avverse .
Tempo di percorrenza dell’anello : 3h25 di corsa
Dislivello totale : 1322 m
Quota massima raggiunta : 1042 m
Percorso molto bello e tecnico , se percorso in forma di trekking risulta abbastanza lungo ma molto bella sia la val del boia , che la vista offerta sulla Croce dei Castiglieri visibile anche da Valdagno , puo essere percorso anche mettendo la macchina alla Borga sulla strada che porta a Recoaro Mille , oppure sempre percorso ad anello mettendo la macchina in contrada Tomba
Nel formato running risulta molto impegnativo se percorso di corsa viste le pendenze e i continui saliscendi , ideale per allenamenti tipo trail (questo percorso e la versione ridotta perchè l’originale prevedeva salire a marana e scendere sulla croce , che pubblicherò neve permettendo)
Percorrendo il sentiero dei mussi che parte dalla località Borga e porta alla baita vecia parte alta della Val del boia , si arriva ad un bivio posto su un crinale , il bivio porta dritto alla Val del boia , a sinistra nel sentiero Braggion e a destra alla Baita vecia(sentiero in salita sul crinale) questo e quello più bello .
LA GRANDE CROCE DEI CASTIGLIERI
Ho voluto inserire delle foto della Croce per tutte le persone del paese di Fongara che con caparbietà l’hanno voluta , pensata e costruita, insomma una specie di omaggio a tutti loro , nella seconda foto si può capire la grandezza di questa Croce
Percorrendo la strada che porta al pian delle Fugazze , superato l’abitato di Sant’Antonio , si trova sulla sinistra una carrareccia che porta direttamente , salendo il forte non si vede vista la sua posizione ma è molto ben indicato . Il Forte Maso venne costruito nel 1885 sul fianco occidentale della Val Leogra con il compito di sbarrare un’eventuale avanzata proveniente dal Pian delle Fugazze. Dotato di 3 cannoni da 149 mm coperti da una cupola in ghisa, nel 1904 venne ulteriormente rafforzato con del calcestruzzo e coperto parzialmente con due metri di terriccio. Come molte altre strutture simili, anche il Forte Maso non fu mai attivo durante la Grande Guerra e venne utilizzato soprattutto come ricovero per soldati e magazzino per munizioni.Circondato da un profondo fossato che poteva essere tenuto sotto tiro grazie alle feritoie, la sua unica entrata era dotata di un ponte levatoio. Sul piazzale d’entrata si trovavano due magazzini mentre al piano inferiore c’era la stanza dedicata al meccanismo di funzionamento del ponte ed i servizi igienici, collegati direttamente al fossato. Il resto della struttura era completata da diverse casematte e dalle postazioni dei cannoni che puntavano tutti verso la Val Canale. In totale, al suo interno, si potevano contare 80 stanze.
Oggi purtroppo il Forte Maso è inaccessibile e si può vedere solamente dall’esterno. Sfruttato economicamente dai proprietari del terreno (che costruirono anche una trattoria su un suo fianco), oggi l’associazione Opera Forte Maso si propone di restaurare il forte e di renderlo agibile e visitabile .
TRATTORIA FORTE MASO
VIA FORTE MASO, 1
36030 – VALLI DEL PASUBIO (VI)
tel. 0445/590473 cell. 337/477700
fax 0445/576266
Posto di ristoro del Forte Maso 1883 email:forte.maso@gmail.com
Per approfondimenti storici e sull’associazione per il recupero del forte : http://www.fortemaso.it/
Itinerario : Colle Xomo-Rifugio Papa-Strada degli eroi-Selletta nord-ovest-Malga Boffental-Discesa per le sette fontane
Tipo di terreno : Tutto sterrato con pendenze interessanti ideale per approfondire l’esperienza di un trail
Per effettuare questo percorso l’ideale e di avere una macchina al pian delle Fugazze e l’altra a Colle xomo , il sentiero e di circa 20 km ma l’impegno che richiede per farlo con andatura normale è accettabile , ma nel caso si volesse percorrerlo con una certa velocità diventa qualcosa di una certa importanza visto la prima salita con una discreta pendenza , ma sopratutto la seconda da non sottovalutare , a livello panoramico , tempo permettendo e molto bello , ssia sulle gallerie che sulla selletta del sengio alto
Piccolo dettaglio tecnico , questo tratto di 20 km fa parte della gara Trans D’Havet 80 Km 5600D+ , risulta quindi ottimo per effettuare prove sul percorso , anche se il percorso originale arriva a Campogrosso per poi proseguire sul sentiero della Bocchetta fondi
Sentiero molto bello con poco dislivello l’ideale da percorrere partendo dal rifugio Lancia , anche perchè la salita per arrivare alla bocchetta Foxi si dovrebbe fare o dal 122 Corno Battisti oppure dal 102 Val di Foxi e quindi richiederebbe un certo impegno fisico , la maggior parte dello stesso e tra i pini mughi e prato erboso privo di difficoltà e che ci permette di arrivare sul monte Testo ad ammirare lo splendido panorama verso il corno battisti e la val grobbe , molto belle e completamente aperte le gallerie di ricovero e postazioni sotteranee situate sul monte Testo , da li dopo averle visitate si ridiscende verso il rifugio Lancia e prendendo poi il 102 passando per la bocchetta delle corde si prosegue verso la bocchetta foxi scendendo per il sentiero 102 per la val foxi fino all’abitato di Anghebeni ,il tempo di percorrenza e di circa 6h , il sentiero si può anche prendere dal rifugio Lancia rientrando attraverso il 102 per bocchetta delle corde , in quanto si tratta di un anello .E INDISPENSABILE L’USO DELLA TORCIA O DELLA LAMPADA FRONTALE
Cenni storici
Nella controffensiva Austro-Ungarica iniziata il 15 maggio 1916. La direttrice d’attacco comprendente il monte Testo, che era in mano alle truppe Italiane, era di competenza della XVIII Brigata Austro-Ungarica che partendo da Terragnolo, doveva superare il torrente e risalire le pendici del Pasubio. Il giorno 19 dopo aver vittoriosamente respinto un contrattacco Italiano sul Monte Spil le truppe Austro- Ungariche prendevano possesso del Monte Testo, con la successiva avanzata la prima linea del fronte sul Pasubio venne a trovarsi nella zona tra il Dente Austriaco e il Dente Italiano, Lasciando il Monte Testo in seconda linea. Grazie alla sua posizione strategica la cima del monte venne fortificata, con la realizzazione di un osservatorio e di una serie di appostamenti di artiglieria. Il gruppo d’artiglieria comprendeva una batteria di obici da montagna, una batteria pesante. Il complesso del Monte Testo giocò un ruolo fondamentale nei cruenti scontri che avvennero successivamente nel vallone del Cosmagnon. Anche il tentativo Italiano del luglio 1916 volto alla conquista del Monte Corno (Corno Battisti) vide il contrassalto di truppe Austro-Ungariche proveniente dal Monte Testo.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h15
dislivello totale : 1000 m
Quota massima raggiunta : 2001 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
AVVISO A TUTTI I LETTORI DI QUESTA PAGINA IN PARTICOLARE , IL TENTATIVO DI DESCRIVERE A PAROLE E FOTO IL SENTIERO DELLE GALLERIE PUO AD UTENTI INESPERTI SEMBRARE SODDISFACENTE , VI INVITO A PERCORRERE IL SENTIERO ALMENO UNA VOLTA PER POTERNE TRARRE LA VERA GRANDEZZA DI QUESTA OPERA CHE HA IMPIEGATO MIGLIAIA DI PERSONE PER LA SUA COSTRUZIONE . IO PERSONALMENTE LA PERCORRO DA UNA VITA ( LA PRIMA VOLTA AVEVO 7 ANNI )E OGNI VOLTA MI REGALA NUOVE EMOZIONI; PERCORRETELA CON UMILTA NEL PENSIERO DI QUANTI HANNO PERSO LA VITA SU QUESTE ROCCE
Sulla sua facciata del Rifugio Achille Papa sono incastonate alcune lapidi, come il comunicato in seguito alla cruentissima battaglia del 2 luglio 1916, in cui l’esercito italiano respinse a fatica la vigorosa avanzata austro-ungarica e la poesia della poetessa scledense Romana Rompato che recita:
« Chi ha salito senza palpiti d’amore questo Calvario della Patria; chi non sosta con animo purificato su questo roccia gloriosa, non entri in questo Rifugio, né contempli da queste libere altezze la dolorante fecondità del piano e il mistero dei cieli. »
INDISPENSABILE UNA TORCIA Questo percorso e il forse il più spettacolare compatibilmente con la giornata non sempre bella , sotto il profilo sia tecnico che fisico non presenta grosse asperità il tempo di percorrenza e intorno alle 3h anche se presenta un dislivello di circa 1000 metri, e quindi praticabile a tutte la persone che ne vogliono apprezzare il grande valore storico e naturale di questo paesaggio unico fatto di guglie che si ergono verso il cielo , pareti che salgono dritte e che scendono a picco sui vaj sottostanti , da ammirare la grande opera di costruzione delle gallerie nel periodo della guerra 15-18. E uno dei sentieri più belli da percorrere ma sopratutto con lo scopo di non dimenticare quanti hanno perso la vita su questa montagna per la libertà, le foto hanno solo la possibilità di documentare una piccolissima parte dell’immensa opera fatta dall’uomo , anche perche salendo verso la chiesetta di Santa Maria e l’Arco si possono notare altrettante opere del periodo bellico … anche se all’imbocco della strada e stato sciupato e svilito da un macabro e nauseante mausoleo ai piedi della strada delle gallerie a bocchetta campiglia a mio avviso troppo fuori luogo . La discesa può essere fatta dalla rotabile degli Scarrubi anche se molto più monotono , ma ugualmente bello che ti da la possibilità di ammirare la valle di Posina
Piccolo cenno storico
Fu realizzata dalla 33ª Compagnia minatori del 5° reggimento dell’Esercito Italiano con l’aiuto di sei centurie di lavoratori: compagnia 349, 523, 621, 630, 765 e 776). A capo della 33ª Compagnia fu a capo il tenente Giuseppe Zappa dal 18 gennaio al 22 aprile1917. Lo succedette il capitano Corrado Picone fino alla fine della guerra. Vero e proprio capolavoro di ingegneria militare e di arditezza (considerando le condizioni e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio1917 e furono conclusi nel novembre 1917. Nei primi giorni di dicembre 1917, prima di lasciare il Pasubio, la 33ª Compagnia minatori innaugura simbolicamente la strada abbattendo un muro costruito appositamente davanti la prima galleria. Sarà la 25ª minatori, assieme alle centurie rimaste, ad ultimare la strada, tra cui le gallerie 49 e 50, ed aprire in definitiva la strada.
La sua realizzazione fu di grande importanza strategica in quanto permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane alla zona sommitale del Pasubio ove correva la prima linea al riparo del fuoco nemico e nel corso di tutto l’anno, contrariamente alla rotabile degli Scarubbi, accessibile sì da mezzi motorizzati, ma in condizioni molto più pericolose, sotto i colpi dei cannoni austriaci, e soltanto nel periodo estivo.