Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare in un tratto rettilineo in cui si nota un segnavia , 845 malga Fossetta e sacrario Fossetta , imboccato il sentiero lo si sale in tutta la sua lunghezza , fino ad arrivare al labirinto , ricordo che il labirinto per chi non se la sentisse di fare e raggirabile in alcuni suoi punti e portandovi direttamente alla fine dello stesso per poi proseguire scendendo nel punto di incrocio per la via del ritorno ripassando quindi per malga Fossetta . Questo sentiero e quello che porta al labirinto dei Castelloni di San Marco , ma ho ritenuto opportuno pubblicarlo in versione del sentiero perche magari non tutti se la sentono di entrare nel Labirinto che a mio avviso e molto bello , ma sopratutto unico , un piccolo omaggio anche al piccolo sacrario di malga Fossetta …ricordo che qui come del resto si può notare da qualche foto siamo ai piedi del Monte Ortigara , quello che da molti fu definito come Terra sacra agli Alpini , come descritto dal Generale Mario Aldrovandi .
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce del Francese : 1h30 Da Monte Rasta 0h45
Dislivello totale : 1000 m
Quota massima raggiunta : 1527 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Per raggiungere questo forte si sale ad Asiago e si prosegue verso Camporovere , giunti al centro si sale sul monte Rasta fino ad arrivare in un posteggio per lasciare l’auto , e da li si prosegue a piedi , voglio anche ricordare che si può salire anche dal sentiero 833 dei cimiteri , prendendo la strada per val Galmarara fino al bivio con la Croce del Francese , da li si arriva dopo circa 40 minuti al cimitero Monte Mosciagh 1-2 per poi proseguire diritto verso il forte per altri 45 minuti .
Cenni storici
Questa struttura chiamata erroneamente forte interrotto , e stata costruita antecedentemente alla guerra ed e stata adibita a caserma difensiva Monte Interrotto , ed e stata molto danneggiata nell’evento bellico del 1915-1918 , e stato costruito nella seconda metà dell’800 completamente in pietra anche se internamente si può notare che la costruzione sia del tardo medioevo , questa caserma era armata con 2 mitragliatrici , due cannoni da 120mm o da 75mm , secondo altre fonti non fu mai usato per operazioni durante il conflitto , fu occupato nell’offensiva di primavera trasformato in caposaldo dagli austriaci , il forte era costituito da 115 postazioni di fucilieri e 4 pezzi di artiglieria e fondamentalmente veniva utilizzato come osservatorio . Il forte rimase in mano agli austroungarici fino alla fine del conflitto , al suo interno erano strutturate le stalle , le cucine e tutte le funzioni di approvvigionamento delle truppe , una nota stonata e che i maggiore danni al forte furono fatti dalle artiglierie italiane
Il recupero di questa struttura e stato possibile grazie al riconoscimento dello stato al suo valore storico , questo intervento fa parte di una valorizzazione del patrimonio storico.Nel frequentare questo luogo si raccomanda il massimo rispetto sia per salvaguardare il manufatto , ma sopratutto alla riconoscenza e rispetto alla memoria delle tante persone che qui e in altri campi di battaglia sono state protagoniste nella sofferenza e nel dolore di una delle più tragiche esperienze della storia dell’umanità
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce Francese : 0h45 Da Forte Interrotto 0h45
Dislivello totale : 350 m
Quota massima raggiunta : 1527 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver raggiunto l’abitato di Camporovere , si prosegue per la strada che porta sul monte Rasta , arrivati ad un certo punto si posteggia l’auto e si sale a piedi passando per forte Interrotto e proseguendo per la mulattiera che porta ai cimiteri di Mosciagh 1-2-3 , oppure attraverso il 833 che sale dalla croce Francese conosciuto anche come il sentiero dei 5 cimiteri . Sia il sentiero che la mulattiera sono molto belli da percorrere in un stupendo bosco con un sottobosco unico , una zona quasi incontaminata , ma che e stato teatro dei piu aspri e sanguinosi combattimenti , non a caso 833 passa per cinque cimiteri , qui hanno perso la vita migliaia di persone e alcune Brigate di Fanteria , la leggendaria Sassari , la gloriosa Brigata Catanzaro , ed il presidio completo della Catania
Cenni storici
Durante la Strafexpedition degli austroungarici sul fronte alpino con la loro pressione infliggerono molte vittime all’esercito italiano sopratutto nell’altipiano di Asiago , la mattina del 26 maggio 1916 la 22° Divisione austroungarica compie una zione fulminea cogliendo di sorpresa la Brigata Salerno sbaragliandola completamente e recuperando 6 pezzi di artiglieria dalle nostre posizioni , furono inviate di supporto la Brigata Alessandria e Catanzaro , la Catanzaro tento di recuperare i pezzi di artiglieria persi , nel tentativo vano di salvare la situazione che degenerava rapidamente , impedendo cos’ agli austriaci di portare i pezzi il luoghi più sicuri , gli scontri andarono avanti per diverso tempo contro un esercito austriaco molto agguerrito e condizioni climatiche avverse , nella avanzare dell’attacco gli italiani data la scarsa capacità degli ufficiali di gestire questa situazione , unita alla stanchezza delle truppe i soldati si dispersero nel bosco alla ricerca di un riparo , la sera del 27 maggio 1916 la Catanzaro scatenarono un’attacco alla baionetta , senza avere nessuna copertura da parte dell’artiglieria riconquistando i pezzi persi il 26 maggio , rendendoli innocui , purtroppo trasportarli nelle prima linea italiana sarebbe stato impossibile .
Brigata Catanzaro
La brigata Catanzaro venne costituita nel marzo del 1915 in due reggimenti il 141°e il 142° , composta da circa 6000 soldati quasi tutti provenienti dalla calabria , fu impiagata perla prima volta in Friuli ai comandi dalla 3° Armata , e stata poi usata in molte azioni di guerra in diversi fronti ed in settori molto contesi , come brigata d’assalto sul Carso , combatte ad Oslavia , e durante la Strafexpedition sul Mosciagh e sul Cengio , poi fu riportata a Monte San Michele , e tanti altri ancora , poi a Caporetto sul Monte Hermada , San Giovanni di Duino , per poi tornare nel 1918 sul Prioaforà in Vald’astico ed in Val di Posina la bandiera del 141° fu decorata con la medaglia d’oro e il 142°con la medaglia d’argento , veniva considerata dai comandi sia italiani che Austriaci una delle brigate più tenaci e valorose . La brigata opero in molti fronti ma i fatti avvenuti sul Mosciagh ne rendono idea del grande coraggio e tenacia di questi uomini :
I fanti della brigata in un combattimento con la Baionetta al corpo a corpo per alcune ora sulla vetta di questa montagna riuscirono a cacciare il nemico dalla loro posizione recuperandone anche l’armamento .Come riportato dal bollettino di guerra :
29 maggio 1916 «Sull’altopiano di Asiago, le nostre truppe occupano attualmente, affermandovisi, le postazioni a dominio della conca di Asiago. Un brillante contrattacco delle valorose fanterie del 141º reggimento (Brigata Catanzaro) liberò due batterie rimaste circondate sul M. Mosciagh, portandone completamente in salvo i pezzi».
Da questo ed altri fatti d’armi il motto del 141°
Su monte Mosciagh la baionetta ricuperò il cannone
«Per l’altissimo valore spiegato nei molti combattimenti intorno al San Michele, ad Oslavia, sull’Altopiano di Asiago, al Nad Logem, per l’audacia mai smentita, per l’impeto aggressivo senza pari, sempre e ovunque fu di esempio ai valorosi (luglio 1915 – agosto 1916)».
Dopo alcuni mesi ci fu una rivolta dei soldati per un reimpiego , furono protagonisti di una delle rivolte più gravi della storia dell’esercito a Santa Maria della Longa , il 15 luglio del 1917 i caporioni di ogni reggimento assaltarono quelli dell’altro nel tentativo di costringerli ad ammutinarsi , ci furono molti caduti e feriti , nella notte vennero impiegati la compagnia Carabinieri e quattro mitragliatrici e due autocannoni per sedare questa rivolta , l’indomani furono fucilati 16 fanti colti con le canne dei fucili ancora calde , e deposti in una fossa comune . Dopo questi gravi fatti i soldati si fregiarono di un’altra citazione sul bollettino di guerra del 25 agosto 1917 nel quale si riportava che:
«Sul Carso la lotta perdura intorno alle posizioni da noi conquistate, che il nemico tenta invano di ritoglierci. Negl’incessanti combattimenti si distinsero per arditezza e tenacia le Brigate Salerno (89° – 90°), Catanzaro (141° -142°) e Murge (259° e 260°)».
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Voglio ricordare che questi come tanti altri cimiteri , le salme sono state portate tutte nei sacrari , ma che rimane come giusto che sia , il ricordo di questi luoghi sacri di preghiera e di riflessione per un futuro e sopratutto perche il sacrificio compiuto da questi uomini non sia mai dimenticato
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver superato Asiago nella zona dell’aereoporto si prosegue fino al bivio Rigoni di Sotto in direzione di Val giardini entrando sulla strada sterrata che porta verso la località Croce di Sant Antonio , da li si trova un posto per mettere l’auto e si sale per il segnavia 832 , essendo il sentiero ad anello si ritorna sullo stesso posto dopo aver completato l’escursione , questo anello molto bello sia per la sua difficoltà ridotta che per i suoi panorami molto belli , propone una visione sotto il profilo storico molto molto importante , sia per il recupero delle trincee del monte Zebio che del Monte Crocetta di Zebio e della Triste vicenda della mina dello Scalabron , ricordo che prima di salire sul Zebio al primo segnavia in quota si può visitare la trincea didattica situata vicino al cimitero della Brigata Sassari e la ricostruzione sul Monte Crocetta di Zebio di tutte le postazioni della 1° linea austriaca compresa una linea di reticolati.
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Cenni storici Monte Zebio e Monte Crocetta di Zebio
Questo monte divenne un importante arroccamenti per la 1°linea austroungarica situato dopo tra il Monte Colombara e il Forte Interrotto e la profonda gola della parte alta della Val d’Assa , in questo piccolo pezzo di terra si consumo uno dei maggiori sacrifici di soldati per conquistare poche decine di metri , il tentativo di prendere la quota , la Brigata Sassari avanzavano in massa dove il primo faceva da scudo fino a che uno riusciva ad entrare nella linea nemica , lasciando cosi dietro a se molti uomini feriti o agonizzanti uno sopra l’altro , l’Ortigara , il monte Colombara ed il Monte Zebio erano considerati di importanza cruciale in quanto sbarramento per la Val d’Assa che attraverso la val Galmarara avrebbe permesso alle truppe di passare a Passo Vezzena e poi verso Trento , inoltre se si perdeva tale fronte sarebbe stato un problema anche per i rifornimenti per la posizione Ortigara e Campigoletti . Ma l’obiettivo degli italiani era il Portule che nell’inverno del 1916 provarono a riprendersi , quando lo scoppio della mina dello Scalabron permise agli austriaci ad occupare tutto il territorio , mentre le enormi perdite sull’ortigara fecero svanire la possibilita sul Portule , quando venne occupato dagli austriaci venne attrezzato con sistemi di ricovero sotteranei mentre le gravi perdite della brigata Sassari e Piacenza nel tentativo vano di riprenderlo furono moltissime . Molte furono anche nello scoppio della mina italiana del 8 giugno 1917 alle 17.30 esplodeva prima del tempo a causa di un fulmine che la innescò causando lo scoppio della contromina austriaca e provocando la morte di 120 soldati italiani , e di 40 ufficiali della brigata Catania che erano in osservazione del fronte sulla lunetta dello Zebio
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata da Croce Francese : 1h30
Dislivello totale : 264 m
Quota massima raggiunta : 1600 m
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Per imboccare questo sentiero dopo essere salito ad Asiago si prosegue prima per Camporovere e poi si imbocca la strada che porta verso Trento passando da Lavarone , dopo essere usciti dall’abitato di Camporovere si incontra una stradina sterrata sulla destra che sale la Val Gamarara , l’auto la si potrebbe lasciare anche li , salendo una parte del sentiero della pace che percorre la valle , oppure si sale ancora un po con l’auto . Se si prosegue a piedi e sufficente seguire la strada fino ad arrivare in località Croce Francese , da li parte il sentiero . Questo sentiero e a mio avviso molto interessante ed importante sotto il profilo umano , ma bisogna avere l’umiltà di comprendere la grandezza di questi luoghi , anche del semplice fatto di tutti quelle persone che sono perite da eroi mantenendo il giuramento fatto verso la patria a cui hanno donato la vita . Il sentiero parte dalla Croce Francese , arrivati al bivio del cimitero di Mosciagh 1 si può proseguire fino ad arrivare a Forte interrotto , ricordo solamente che per questo sentiero si sale e sui scende , per ora non conosco una possibilità diversa , magari in seguito potrò trovare qualche nuova via per effettuare il ritorno
Ovunque siete stati cercati , accarezzati dal fruscio dei pennini , percossi dal pugno dei timbri …E cosa è rimasto ? All’ appello del bosco risponde il silenzio , o la pietà di chi passa : voce , che fissando una croce , sussurra dei nomi a chi più non ascolta …
Cimitero di Galmarara
In questo Camposanto , del fronte di guerra riposano 121 soldati dell’armata Austroungarica di diversi reggimenti LIR 3 , SCH R3 , IR 11 , IR 18 , IR 55 , IR 73 , IR 87 , IR 225 ecc. che sono caduti in questi luoghi nelle battaglie del 1915-1918 .
Il cimitero è stato restaurato e le salme riposte nel sacrazio di Leiten , nel 1994 in collaborazione con il Commissariato generale onoranze dei caduti in guerra , la comunità montana , il Comune di Asiago il 6° regg. Artigl da Montagna Bassano , alcune persone private e la croce Nera Austriaca.
Cimitero Mosciagh 1 e 2
In questi due cimiteri dei caduti di guerra , riposano 1142 soldati dell’armata Austroungarica . Prevalentemente composta da reggimenti Stiriani , che sono caduti in questo territorio nelle battaglie del 1915-1918 .
Questi cimiteri sono stati restaurati nel 1989-1990 con la collaborazione della Comunità montana , del Comune di Asiago , delle forze Armate Italiane , dell’associazione Nazionale Alpini , di alcuni privati e della Croce Nera Austriaca
Cimitero Mosiagh 3
In questo cimitero dei caduti riposano 209 soldati dell’armata Austroungarica , in maggioranza provenienti da reggimento fucilieri n°3 che sono caduti nelle battaglie del 1915-1919.
Questi cimiteri sono stati restaurati nel 1989-1990 con la collaborazione della Comunità montana , del Comune di Asiago , delle forze Armate Italiane , dell’associazione Nazionale Alpini , di alcuni privati e della Croce Nera Austriaca
Cimitero della Brigata Sassari
In questo luogo sacro alla memoria trovarono prima sepoltura gli intrepidi fanti della brigata Sassari che venuti dalla lontana Sardegna sacrificarono la loro giovinezza per la libertà di queste terre nell’87 anniversario dei fatti d’arme le genti di Asiago e di Sardegna unite nel ricordo riposero . Casara di Zebio 21 giugno 2003
Cenni storici sulla Brigata Sassari
La brigata Sassari costituita il 1 marzo 1915 fu composta da 2 reggimenti il 151° e il 152° fanteria completamente da sardi , venne impiegata subito sul fronte dell’Isonzo la citazione per gli eccezionali trinceramenti delle “frasche ” e dei “razzi” . Furono soprannominati dagli austriaci Rote teufel , ovvero diavoli rosssi per il colore delle mostrine e per la loro irruenza nelle fasi di corpo a corpo . Per arginare l’offensiva della strafexpedition furono schierati sull’altipiano in giugno del 1916 , riconquistarono Monte Fior e monte Castelgomberto , poi anche su casara Zebio dove vi rimasero per un’anno . Nei giorni di caporetto i fanti contrastarono il nemico combattendo con una granitica compattezza e coesione morale . quando poi ritornarono sull’altipiano la brigata fu di nuovo protagonista della battaglia dei tre monti dove grazie a loro si ebbe la rinascita dell’esercito italiano . La grande guerra costò alla Sassari 3819 caduti (1734 morti e 2085 caduti ) piu 9104 feriti . L’eroismo ed il valore dei suoi uomini e testimoniato dalle 2 medaglie d’oro concesse ai suoi 2 reggimenti e dalle 9 medaglie d’oro , 405 d’argento e 551 di bronzo concesse individualmente ai suoi soldati . La brigata Sassari e una delle poche che rimase come permanente nell’esercito e venne ricostituita come Sardegna nel 1988 , oggi e tuttora attiva come Brigata Sassari meccanizzata e continua con il suo sistema di reclutamento regionale.
Voglio ricordare che questi come tanti altri cimiteri , le salme sono state portate tutte nei sacrari , ma che rimane come giusto che sia , il ricordo di questi luoghi sacri di preghiera e di riflessione per un futuro e sopratutto perche il sacrificio compiuto da questi uomini non sia mai dimenticato
Tempo di percorrenza del sentiero : 40′ avvicinamento solo andata : 1h40
dislivello totale : 100 m
Quota massima raggiunta : 1808 m
Dopo essere saliti ad Asiago si prosegue fino al comune di Gallio , superata la chiesa ed uscendo dal paese verso Foza si trova un bivio a sinistra che sale verso Monte Ortigara da li si prosegue prima verso la Valle Campomulo , poi nelle piste di campomulo , proseguendo e mantenendo sempre la sinistra , seguendo le segnalazioni Monte Ortigara si esce dalla strada asfaltata per proseguire per un lungo tratto di strada sterrata in PESSIME CONDIZIONI , DA NON PERCORRERLA CON AUTO TROPPO RIBASSATE , fino ad arrivare in un tratto rettilineo in cui si nota un segnavia , 845 malga Fossetta e sacrario Fossetta , imboccato il sentiero lo si sale in tutta la sua lunghezza , fino ad arrivare all’ingresso del Labirinto .
Sono tanti anni che salgo le mie montagne , sempre con fatica e rispetto , perche la montagna esige rispetto , sopratutto entrando in queste zone sacre teatro di cruenti e sanguinose battaglie , posso con certezza affermare che questo e uno dei sentieri più belli ed affascinanti che conosco , descriverlo senza percorrerlo sarebbe ridicolo , guardare le foto dopo averlo percorso e assolutamente riduttivo ed insignificante , questo sentiero che madre natura ci ha regalato è sicuramente inverosimile ed incredibile , un labirinto naturale che lascia biasiti ad ogni curva , ad ogni strettoia ad ogni varco naturale , raggiungerlo non è poi così difficile , le difficoltà tecniche sono alla portata di tutti , non occorre essere alpinisti basta un po di dimestichezza con la montagna , poi basta seguire i punti dall’ 1 al 48 ed il gioco è fatto , ho pubblicato la mappa per raggiungere a piedi il labirinto che e quello segnato in verde , saliteci rimarrete stupiti da questa meraviglia.
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h00
Dislivello totale : 996 m
Quota massima raggiunta : 1451 m
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Si sale in auto lungo la Valdastico superando l’abitato di Pedescala si arriva poi ad un bivio che porta a San Pietro di Valdastico , poco prima di arrivare alla chiesa parocchiale si gira a sinistra per contrada Lucca di Valdastico , si prosegue fino ad arrivare ad un posteggio dove si lascia l’auto . All’uscita del posteggio si può notare il segnavia del sentiero , la val Singela non porta in luoghi interessanti sotto il profilo storico come buona parte dei sentieri , ma a me e piaciuta per la sua posizione e molto ripida anche se la maggior parte del percorso risulta asfaltato o cementato , richiede una buona preparazione , anche i segnavia sono poco visibili e lontani uno dall’altro che quasi si fatica a capire dove si deve andare , arrivati verso la parte finale il percorso spiana fino ad arrivare nel tratto prativo molto interessante con diverse malghe e giungendo a malga campo Posellaro per poi arrivare a Malga Camporosa dove si incontra il bivio per il 621b (che andrò documentare al più presto ) da usare per la discesa assieme al 611 , una variante che ho voluto fare io ma che richiede una ottima preparazione e salire sul monte Verena percorrendo il sentiero 820 Anello del Verena , ma ciò richiede anche tempo materiale in quanto i due sentieri si collegano con più di 30-40 minuti di strada , quindi d’inverno si ritorna all’imbrunire rendendo cosi pericoloso il viaggio. Per collegare sul fondo valle i sentieri 611 e il 621 a mio avviso è opportuno lasciare l’auto nel piccolo posteggio situato sotto il paese di Casotto , e salire dal 621 che si trova in località Lucca , vedi post del 611 .
Voi siete entrati nel mio regno…entrate in silenzio , in punta dei piedi , e bello sentire la vostra mano accarezzare le mie rocce e sentire il suono dei vostri scarponi . Seguo i vostri passi in silenzio e vedo lo stupore nei vostri occhi , allora vi arrichisco di colori di albe , tramonti ,delle mille voci del vento e vi conduco per i miei boschi . A chi mi ama regalo il mio incanto , ma se mi accorgo che uno ne rimane indifferente allora lo lascio ridiscendere vuoto , come vuoto era salito verso di me . La singela
Cartografia : CAI Altopiano dei Sette Comuni 1:25000
Descrizione
Dopo aver imboccato la Valdastico da Arsiero ed aver raggiunto l’abitato di Pedescala si sale fino a Castelletto , per poi proseguire fino a Rotzo , si prosegue fino ad incontrare un bivio che segnala ” Forte Campolongo ” si sale sulla strada di val martello fino ad arrivare a Casare di Campovecchio , mantenendo la destra si arriva sul Rifugio Verenetta , dove si lascia l’auto , per poi salire attraverso il sentiero 820 fino in cima Verena , inoltre si potrebbe salire anche con la seggiovia (nel caso fossero aperte ) . Il sentiero e molto interessante e praticabile per tutti non presenta difficoltà ed e per la maggior parte una mulattiera , ma lo spettacolo che vedrete dal omonimo forte lascerà il segno e le emozioni che potrete riportare nel viaggio di ritorno rimarranno nei vostri cuori , visitate anche il forte se potete , sarà parte del vostro bagaglio culturale per comprendere meglio il sacrificio umano che si e compiuto nella guerra del 1915-1918 , quando tre granate da mortaio 305 mm ne hanno perforato la casamatta in cemento , sappiate che questa e considerata zona sacra e come riporta la lapide : DAL SACRIFICIO DEL PASSATO UN RICORDO PER IL PRESENTE .
Per altri cenni storici , visitate il post:Forte Verena
Dopo aver imboccato la Valdastico da Arsiero ed aver raggiunto l’abitato di Pedescala si sale fino a Castelletto , per poi proseguire fino a Rotzo , si prosegue fino ad incontrare un bivio che segnala ” Forte Campolongo ” si sale sulla strada di val martello fino ad arrivare a Casare di Campovecchio , mantenendo la destra si arriva sul Rifugio Verenetta , dove si lascia l’auto , per poi salire attraverso il sentiero 820 fino in cima Verena , inoltre si potrebbe salire anche con la seggiovia (nel caso fossero aperte ) . Il panorama e la posizione strategica di questo forte e di questa posizione avanzata e molto strategica la si comprende solo quando si sale , la fatica sarà premiata da qualcosa di vero grande che le mie foto non sapranno mai donare di fronte a quello che vedrete . questa volta in fondo alla pagina del post ho riportato la mappa del percorso 820
Cenni storici
Il forte Verena fa parte dello sbarramento Agno-Assa , assieme ai Forti Corbin e Campolongo , la sua posizione da come si nota dalle foto e molto strategica , definito anche con il nome di “Dominatore degli altipiani ” fu costruito tra il 1912-1912 , armato con 4 cannoni da 149A in cupole corazzate dello spessore di 180 mm , due postazioni per mitragliatrici e un’osservatorio anch’esso corazzato ,furono anche aggiunte in seguito due postazioni di obici da 280 mm in cima Civello , a Spelonca della neve e a Bosco Arzari , nei primi giorni della guerra il forte inflisse gravissimi danni ai forti austriaci di campo Luserna e Busa Verle tanto che il comandante di Campo luserna dopo tre giorni di bombardamenti incessanti il 28 maggio tentò la resa come raccontato da Frizt Weber , ma nel giugno del 1915 un colpo di granata da 305 mm si presume partito da Cost’alta penetro il parapetto e il muro del forte sotto la cupola 3 e li vi esplose causando 49 morti tutti artiglieri e anche il comandante Capitano Carlo Alberto Trucchetti . Il 22 maggio venne travolto e occupato da una pesante offensiva austroungarica , da questo forte il 24 maggio 1915 parti il primo colpo di cannone dando inizio alle ostilita sull’altipiano.
I maggio 1915
…esistono 4 forti costruiti nell’altipiano di Lavarone , il Vezzena , Verle , il Luserna e Gschwendt , tra di loro furono costruiti 50 punti di appoggio di fanteria , una posizione avanzata tra il Verle e Luserna permetteva di dominare il fondo valle , nella posizione denominata Basson ha mille feritoie ed un presidio di 20 uomini , adirittura nelle ultime posizioni ci stanno 2-3 uomini ed alcune addirittura vuoti , la scarsità di filo spinato fa aggiungere del normale filo di ferro per costruire i reticolati …
III Il grande attacco
Per alleggerire la pressione che il forte Verena aveva verso i punti d’appoggio austriaci era necessario metterlo fuori uso , poiche la posizione dei 4 cannoni da 150A era sovrastante la nostra e la loro gittata molto lunga , per questo era necessario bombardare il forte con un mortaio da 305 mm . Furono distrutte le cupole corazzate , la loro scomparsa ci riempie di gioia , nel vederle squarciate , il Verena quella dannata bestia , non è piu che un ammasso di rovine .Sui suoi spalti nessuna sentinella camminerà piu…
IV Aspirante Wrobleski
…salimmo sul forte per ispezionare , il nostro più acerrimo nemico , ci trovammo davanti un desolato cumulo di rovine gli scudi delle casematte squarciate e cadute nei sotteranei . Veniamo a sapere che durante il nostra bombardamento del giugno del 1915 uno dei primi proiettili del 305 mm dopo aver aperto una breccia nel blocco casematte , scoppio nel corridoio del forte uccidendo 53 uomini … Fritz Weber (Tappe della Disfatta – La fine di un esercito)
Relazione comando del Genio
Una relazione molto esaustiva inviata il 29 giugno 1915 al comando del genio dell I°Armata nella descrizione dei danni subiti dal forte a seguito del tiro prolungato del 305 mm si evidenzio un colpo che centro in pieno l’avancorazza della cupola n°3 causando la rottura del parapetto e di uno spicchio di corazza ; un altro colpo che sfondo il parapetto e attraversò il muto del locale sottostante alla cupola 3 e scoppio nel locale con conseguenze disastrose per il personale ; un terzo colpo che colpi la volta del corridoio retrostante alle cupole provocando un buco ad imbuto lungo 4 metri e circa 2 metri di larghezza , il 26 l’opera subi altre conseguenze sotto i colpi del micidiale 305 mm la rottura del pezzo e della corazza sulla cupola n°2 , la rottura del cielo del corridoio principale con penetrazione del proietto obliquamente , ed altri danni minori tali da renderlo inagibile . Purtroppo il forte non era stato costruito con il calcestruzzo scarso e i materiali non erano in grado di reggere l’avvento del mortaio da 305 mm , anche per quanto riguarda le cupole da 180 mm , mentre gli austroungarici le avevano da 300 mm , il quale desto molta preoccupazione tra le nostre forze facendo ritenere compromesse seriamente la resistenza delle nostre migliori opere di difesa. ( Verona 12 luglio 1915 )
Obice Skoda 305
Per il trasporto del mortaio fu necessaria la divisione dello stesso in due parti, affusto e canna, trasportabili da un trattore stradale prodotto dalla daimler con 100 cavalli di potenza che oltre a trainare l’obice, trasportava anche dai 15 ai 18 serventi. Il tutto poteva essere montato e preparato al fuoco in circa 50 minuti.
Il mortaio poteva sparare due tipi di proietto, uno con armatura pesante con spoletta ad azione ritardata dal peso di 384 kg, e un secondo proietto da 287 kg a scoppio convenzionale. Quest’ ultimo era capace di provocare un cratere di 8 metri di larghezza per 8 di profondità, e l’uccisione di fanteria nemica nel raggio di circa 400 metri.
Nel 1916, l’ M.11 fu aggiornato nella nuova versione M.11/16 dove la differenza principale fu soprattutto nella piattaforma di tiro ora in grado di ruotare di 360 gradi e nell’aumento della gittata a 12.300 metri.
Cartografia : CAI Valdastico e Altopiani trentini 1:25000
Descrizione
Dopo aver preso la strada che porta verso Folgaria , prima di raggiungere Lastebasse , si arriva in località Scalzeri dove si può lasciare l’auto in un ampio posteggio , si prende la strada a destra e si attraversa il ponte , poi prendendo a sinistra si trova un segnavia generico con scritto ” strada de la riva ” che porta fino a Pedemonte , salendo un pò si trova il bivio con il 601 e lo si imbocca . Questo percorso richiede un impegno fisico di una certa entità , non ci sono pendenze inverosimili ma la sua lunghezza e notevole con un accumulo di dislivello interessante ed una discesa molto lunga anche se molto bella per val rio Torto, passa in luoghi fantastici e incredibili , tratti di falsopiani boschivi e prativi molto belli , per poi culminare a Cima Vezzena o Pizzo di Levico per ammirare un panorama a 360° unico ed incredibile , ho allegato alcune foto ma le emozioni si provano sul campo , buon cammino a quel cuore impavido a cui piacciono queste sfide , ed a chi si cimenterà in questi anelli fisicamente difficili . Questo percorso e ideale per chi vuole allungare le distanze e fare qualcosa di più , naturalmente e inutile che ve lo ricordi : questo anello richiede una ottima preparazione fisica , di orientamento e se possibile evitatelo quando cambia l’ora per non rimanere in giro nel momento in cui viene buio , oppure fate come il sottoscritto portate SEMPRE con voi una lampada frontale .