La strada militare
La posizione defilata del sito previsto per la costruzione del forte, obbligò i progettisti ad inserire nel progetto la costruzione di una strada militare dedicata alla sua costruzione; l’accesso venne posizionato poco prima della tagliata in modo da essere al riparo da qualsiasi tiro di artiglieria. La strada, lunga 2,3 km con 12 tornanti e una pendenza costante del 12%, è ancora oggi è percorribile.
Percorrendo la strada che porta al pian delle Fugazze , superato l’abitato di Sant’Antonio , si trova sulla sinistra una carrareccia che porta direttamente , salendo il forte non si vede vista la sua posizione ma è molto ben indicato . Il Forte Maso venne costruito nel 1885 sul fianco occidentale della Val Leogra con il compito di sbarrare un’eventuale avanzata proveniente dal Pian delle Fugazze. Dotato di 6 cannoni da 149 mm coperti da una cupola in ghisa, nel 1904 venne ulteriormente rafforzato con del calcestruzzo e coperto parzialmente con due metri di terriccio. Come molte altre strutture simili, anche il Forte Maso non fu mai attivo durante la Grande Guerra e venne utilizzato soprattutto come ricovero per soldati e magazzino per munizioni.Circondato da un profondo fossato che poteva essere tenuto sotto tiro grazie alle feritoie, la sua unica entrata era dotata di un ponte levatoio. Sul piazzale d’entrata si trovavano due magazzini mentre al piano inferiore c’era la stanza dedicata al meccanismo di funzionamento del ponte ed i servizi igienici, collegati direttamente al fossato. Il resto della struttura era completata da diverse casematte e dalle postazioni dei cannoni che puntavano tutti verso la Val Canale. In totale, al suo interno, si potevano contare 80 stanze.
I lavori iniziarono nel 1883 e durarono 4 anni. L’edificio a pianta quadrata risentiva di metodi di costruzione ormai superati per l’epoca, ma progettando di installare sei cannoniere affiancate del tipo di difesa costiero, si optò per questo tipo di schema costruttivo. I sei cannoni da 149 mm in ghisa erano alloggiati in altrettante stanze corazzate del tipo Gruson in ghisa indurita con uno spessore frontale di 40 cm. A causa del limitato brandeggio dei pezzi avevano esclusivamente il compito di battere il tratto di strada in corrispondenza della zona più stretta della valle, in prossimità dei ponti sul torrente Leogra nella zona denominata “ponte verde”; in quel tratto la strada era scavata nella roccia e minata con fornelli di mina in due punti sotto il livello stradale. In caso di guerra e nell’immediatezza del pericolo di entrata in territorio italiano di armate avversarie, la strada poteva essere fatta saltare; le artiglierie del forte avevano lo scopo di tirare in quel tratto per impedire le riparazioni e quindi interdire qualsiasi passaggio.
Il forte era stato progettato per il combattimento a distanza in una zona defilata dalla strada principale Rovereto-Schio; per il blocco stradale vero e proprio si pensò alla costruzione di una “tagliata” stradale denominata Tagliata Bariola.
Oggi purtroppo il Forte Maso è inaccessibile e si può vedere solamente dall’esterno. Sfruttato economicamente dai proprietari del terreno (che costruirono anche una trattoria su un suo fianco), oggi l’associazione Opera Forte Maso si propone di restaurare il forte e di renderlo agibile e visitabile .
36030 – VALLI DEL PASUBIO (VI)
tel. 0445/590473 cell. 337/477700
fax 0445/576266
Posto di ristoro del Forte Maso 1883
email: forte.maso@gmail.com


















