23 marzo 2019 Proseguono gli articoli del mio Amico Giancarlo Andolfatto, che scrive con grande passione , la stessa che metto io nel percorrere i miei itinerari , buona lettura.
Il Massiccio del Pasubio – Tra terra e cielo – Sentieri ed itinerari sulle tracce della storia –
Ciao a tutti con questo ultimo post dell’anno voglio raccontare questa opera che sto completando , e che vorrei pubblicare a copie numerate e autentificate dal sottoscritto , non ho pretese di vendere cifre astronomiche o che venga acquistato da tutti , non sarà commercializzato e penso verrà usato il sistema ordina e stampa , lo scopo di questo lavoro e quello di rendere visibili a tutti , gli itinerari percorribili sul Pasubio al di fuori dei soliti sentieri anche se molto belli e di grande importanza , qui in questo lavoro vengono trattati circa 45 itinerari in 175 pagine . un lavoro modesto ma fatto con lo stesso entusiasmo con cui scrivo su questo mio sito . Qui sotto vi allego la copertina ed un paio di pagine tanto perche possiate farvi un idea del lavoro fatto . La pubblicazione credo avverrà dopo le ultime correzioni e verso la metà del mese di gennaio . Buona visione e buon anno
Per ulteriori informazioni contattare la mia mail : luke007@inwind.it
Premessa
L’escursione qui riportata è da considerarsi , turistica , le soste per dormire a quasi tutti i rifugi permettono di avere del tempo libero per ammirare questi scenari di grande bellezza , NON è IL GIRO COMPLETO DELLE MARMAROLE . I tempi sono molto allargati , come qualcuno ha già sottolineato , ma se volete fare le gare , iscrivetevi a qualcuna , oppure fatelo come ho fatto io in 19h fermandomi solo ai rifugi per mangiare. buon cammino
Questo itinerario, non è un’escursione qualsiasi, è un cammino verso qualcosa d’inspiegabile, di quello che può “dare” la Montagna, alcune emozioni si potranno descrivere, altre rimangono nel cuore di chi c’era, non è una cosa impossibile da realizzare, ma quello che potrete raccogliere da questa escursione, farà parte delle vostre conoscenze e di Valori, che conserverete per le generazioni future, oppure riporrete in quel baule dei ricordi, dove conservate le vostre cose più preziose.
Luciano
Il percorso delle Marmarole Runde, e un itinerario ad anello che compie un giro completo su questo fantastico gruppo che sono le Marmarole, situate nella parte alta di Belluno tra Auronzo di Cadore, San Vito di Cadore, Calalzo Di Cadore e Domeggie di Cadore. Il percorso si snoda in più tappe, poi ovviamente dipende dalla velocità di progressione, in ogni caso per godere appieno di questo fantastica escursione meglio farla in 4 giorni. Qui in questo post v’illustrerò tappa per tappa …di questo magnifico viaggio. Si sale da Auronzo per la val da Rin fino a giungere al rifugio La Primula. Punto di partenza dove si può lasciare l’auto.
1° Giorno colore ROSSO
Rifugio La Primula – Rifugio Ciarèdo
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello totale: 946 m
Quota massima raggiunta: 1946 m
Distanza: 8 km
Sentieri usati: 273
Dal Rifugio La Primula s’imbocca il percorso per il Pian dei Buoi, n.273, 1812 m, passando per Pian della Ciave e Costa Pomadonna in un bosco di conifere con abeti bianchi e rossi, percorso non impegnativo molto bello, raggiunto il bivio, si sale fino al Rifugio Ciarėido 1969 m situato su un dosso in posizione strategica e panoramica. Qui si pernotta per la prima tappa, molto bello anche l’ambiente intorno, se si avanza del tempo per guardarsi attorno prima della cena.
2° Giorno colore ARANCIO
Rifugio Ciarèdo – Rifugio Baion – Rifugio Chiggiato
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello totale: 555 m
Quota massima raggiunta: 1996 m
Distanza: 8 km
Sentieri usati: 272-262
Dopo un sonno ristoratore e una buona colazione, sì riprende il percorso n.272, procedendo sotto la cima Ciastelin, forcella Baion, fino a raggiungere il Rifugio Baion -E.Boni 1826 m, molto bello e panoramico. Sì riprende lasciando il n272 per il n.262, il percorso ricomincia a risalire transitando sempre ai piedi delle pareti del Monte Peronat e forcella, raggiungendo così il breve tratto attrezzato, poco prima del Vallon della Froppa 1923 m, proseguendo sì transita prima a forcella Sacu 1914, infine si arriva al Rifugio Chiggiato 1950 m, dove dopo una buona cena ci si riposa per la prossima tappa. Molto bella anche questa parte di percorso, salendo sul Col Negro la visuale panoramica e stupefacente, verso il lago e Calalzo, mentre dal lato opposto, forcella Piccola, il Rifugio Galassi e sulla Val Oten la Capanna degli Alpini e ben nascoste le cascate della Pila.
3° Giorno colore FUCSIA
Rifugio Chiggiato – Capanna degli Alpini – Rifugio Galassi – Rifugio San Marco
Tempo di percorrenza: 6h
Dislivello totale: 1446 m
Quota massima raggiunta: 2143 m
Distanza: 15 km
Sentieri usati: 260-255-227
Si parte dal Rifugio dopo una buona colazione, imboccando il n.260 che scende di quota a Pragiadeian 1133 m, in Val D’Oten, giunti nella valle si attraversa il Rio Diassa, e si risale lungo il torrente Oten con segnavia n.255, fino a raggiungere la Capanna degli alpini, 1386 m in un paesaggio incantato, una visita e d’obbligo alla Cascata delle Pile, e poi si riprende con una salita importante che porta al rifugio Galassi 2018 m (ex forte militare del periodo bellico). Sì prosegue per il n.227 salendo fino a forcella piccola 2120 m ai piedi del Re Antelao, sì prosegue con una leggera discesa su ghiaioni detritici, fino a raggiungere il Rifugio San Marco 1823 m, situato su una collina, in mezzo ad un bosco di conifere. Un posto incredibile, sulla sinistra, Antelao, davanti sullo sfondo, il Pelmo, un ampio spazio verso la valle di San Vito di Cadore. Cena poi a nanna per la tappa di domani la più lunga.
4° Giorno colore BLU
Rifugio San Marco – Rifugio La Primula
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 8h
Dislivello totale: 1188 m
Quota massima raggiunta: 2252 m
Distanza: 20 km
Sentieri usati: 226 – strada forestale Somadida
Dopo una buona colazione al Rifugio San Marco e quattro chiacchere, in questo magnifico e incredibile luogo, fatto di amicizia, affetto e simpatia ci avviamo nell’ultima tappa, sentiero n.226, che sale attraverso quello stretto canale che sale sulla forcella grande 2255 m, per offrirci uno spettacolo meraviglioso, davanti sulla sinistra il gruppo del Sorapis, sulla destra, il grandissimo monolite Torre Sabbioni, sì prosegue scendendo tra i mughi e rocce, tratti erbosi riempiono gli occhi, di quel verde speranza, accompagnato dall’azzurro del cielo, proseguiamo mentre il sentiero scende ripido , nella valle di San Vito dove i giochi d’acqua si fanno vedere in quel torrente tra cascate e solchi tracciati nel tempo, ed infine entrare nella riserva demaniale di Somadida uno spettacolo un sottobosco rigoglioso e ben tenuto da Madre Natura, fino a raggiungere Ponte degli Alberi e prendere la strada Forestale attraversa il bosco di Socento, giunti al bivio con l’altra rotabile si mantiene la destra per un ultima salita della Valle Pian della Sera e poi scendere al Rifugio La Primula.

24 Dicembre. È la vigilia di Natale. L’oscurità della sera confonde l’orizzonte, non si riesce più a distinguere dove finisce la montagna e dove comincia il cielo. Ma lassù, in cima al Cengìo, un gruppo di intrepidi amici sta per rallegrare ancora una volta il Natale, sicuri che, ovunque esse siano, la Stella riscalderà le anime delle persone che la osserveranno, mostrando ancora una volta come una semplice decorazione, fatta con amore, può portare lo spirito del Natale in ogni cuore.
Lunghezza totale:+360mt
Lampade in uso:165
Lunghezza impianto:+1200mt
TORREBELVICINO. Con i suoi 360 metri di lunghezza, la super stella cometa di Torrebelvicino è pronta ad illuminare la Val Leogra e a diffondere un’atmosfera serena tra i cittadini nei giorni clou delle feste natalizie. A detta degli organizzatori, fino ad oggi mai smentiti, la luminaria risulterebbe essere la più grande stella cometa unica e sospesa d’Italia, e forse anche d’Europa. Un appuntamento tradizionale che si ripete da ben 29 anni, divenuto ormai atteso dalla popolazione, in particolare dai bambini.
La cometa verrà accesa oggi pomeriggio alle 17 e illuminerà la vallata nelle tre serate fino a S. Stefano compreso. Come sempre, a dar vita alla bella iniziativa, sarà l’associazione turritana “Gruppo Stella Cometa”, forte della sua trentina di volontari che già da alcuni giorni si sono messi all’opera sulle due cime del monte Sengio, su cui vengono ancorati i cavi luminosi.
L’installazione è composta da una stella a otto punte con raggi lunghi 32 metri ciascuno e muniti di 8 lampade (totale 64), a cui si aggiungono le due lunghe code, quella alta da 285 metri illuminata da 57 lampade e quella bassa lunga invece 225 metri dotata di 45 lampade. In totale vengono accese ben 166 lampade da 100 watt, oltre ad un grosso faro pulsante posto al centro della struttura, per un consumo totale di 15 kw. Per l’allestimento sono necessari non meno di 1200 metri di cavo elettrico
Ad alimentare la cometa durante le tre serate saranno un paio di gruppi elettrogeni, riforniti a spese dell’associazione grazie a fondi propri di autofinanziamento che raccoglie durante l’anno.
«C’è tanto lavoro da fare – spiega il portavoce Edoardo Peretto – ma lo facciamo sempre con piacere, per lanciare un segnale positivo nel periodo delle feste, offrire un po’ di serenità alle famiglie. Siamo soddisfatti, anche perchè negli ultimi anni c’è stato un buon ricambio generazionale tra i soci». Novità di quest’anno, un concorso fotografico con scatti della stella, aperto a tutti (www.gruppostellacometa.com). I migliori diventeranno l’anno prossimo cartoline celebrative del 30° anniversario.
Con questo post del mio calendario , voglio augurare un buon natale , e un felice anno nuovo a tutte le persone , che seguono il mio sito , ma sopratutto a chi soffre nell’indifferenza e nel dolore , a chi ha perso qualche persona cara , a chi vive nelle guerre …a tutte quelle persone alla ricerca di un pò di serenità . Buon natale e speriamo in un 2019 migliore .
Buone feste a tutti Luciano
22 dicembre 2018 Pubblico questo nuovo articolo del mio amico Giancarlo Andolfatto , che dopo tante peripezie mi ha sgamato in un piccolo lavoro che sto completando , volendo sapere qualcosa di più , io l’ho accontentato , ho rilevato qualcosa in più di questa cosa che mi sto occupando . Una raccolta dei sentieri del Pasubio , quello che sta uscendo a mio avviso e qualcosa di bello , non voglio aggiungere di più , ora siamo in fase di correzione ortografica e rileggendolo per renderlo fluido , poi attenderemo qualche casa editrice , altrimenti lo pubblicheremo su richiesta , magari a copie numerate e tirature limitata , oppure il nuovo sistema ordina e stampa , vi anticipo solamente che ci sono 170 pagine e 45 itinerari .
Cailotto Luciano
Il telegiornale ne parla poco ma quello che è successo sulle nostre montagne , e una scena apocalittica , una situazione in cui ci vorranno mesi o anni , ma nulla tornerà come prima . Ma voglio lanciare un appello , non andate in queste zone finche non saranno sistemate almeno un pò di cose , per non intralciare i soccorsi , e non mettere in pericolo le vostre vite e quelle di chi vi deve venire a prendere , loro sono già in difficoltà . Luciano
PUBBLICO L’APPELLO DEL CAI DEL VENETO
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata : 3h20
Dislivello totale : 700 m
Quota massima raggiunta : 1280 m
Come raggiungere
Dopo essere usciti dall’autostrada a Montecchio Maggiore (VI), si prende la S.P. 246 verso Recoaro Terme. Giunti a Recoaro si prosegue per la località Gazza, salendo e superando diverse piccole contrade, arrivati a ridosso della Località Parlati si prosegue a sinistra mentre la strada inizia a restringersi, superata la località Zalica presso la Malga Lora, da li si prosegue a piedi.
Descrizione
Si tratta di un itinerario facile per tutti, ma molto bello, con diversi tipi di ambienti e terreni, ideale anche per l’inverno con le ciaspole. Si parte da Malga Lora 922 m, in Località Zalica, si sale fino alla prima curva della strada asfaltata proprio sotto alla Trattoria Obante, superando la sbarra di accesso, il sentiero sale lieve, privo di difficoltà su una mulattiera che porta verso Malga Rove 1170 m, superata la malga si sale attraverso il n.120, che porta al Rifugio Cesare Battisti 1265 m, passando prima sul bivio con il n.121 a quota 1240 m. del Passo Ristele 1641m, proseguendo su questo percorso si incrocia anche il bivio con la Trincea di Sarantonio e alle pendici del Monte Zevola 1976 m, sotto il Vajo della Fratta Grande e il Vajo dell’acqua, giunti al Rifugio Cesare Battisti si scende fino ad imboccare di nuovo il sentiero che scende nel bosco e verso le tre cascate che raccolgono acqua per la Vasca dell’Obante 1028 m. della centrale posta poco sotto la Località Zalica, per poi ridiscendere fino a Malga Lora.
Dedicato a Giorgio Mariot
Il dottor Giorgio Mariot fu il primo sostenitore del progetto e a lui sarà intitolato proprio come avrebbe voluto il noto medico valdagnese per 12 anni a capo del centro di terapia antalgica . Il Sentiero delle Cascate, che si sviluppa lungo la Valle della Lora con partenza dalla località Gazza di Recoaro Terme, aprendosi in quota sull’Altopiano delle Montagnole, costeggerà le pendici del Monte Zevola. Gli autori di questa iniziativa sono i ragazzi del gruppo Rotaract Club Arzignano e Valle dell’Agno, che con il supporto delle guide alpine hanno ripulito e riaperto il vecchio sentiero escursionistico-turistico che attraversa le Piccole Dolomiti.

















































































