Tempo di percorrenza del sentiero andata e ritorno : 2h30
Dislivello totale : 600 m
Quota massima raggiunta : 2035 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Descrizione
Dopo essere salito nei pressi dell’arco romano si prende a destra il sentiero 380 che porta a passo degli alberghetti , che poi porta a val pruche , ad un certo punto poco distante dal passo si può notare una carrareccia con terreno erboso che prosegue in basso , dopo averla imboccata si prosegue fino ad arrivare nella cava , poi nel frantoio e nella stazione della funivia , prendendo il sentiero sopra si possono travare i resti degli alloggi dei lavoratori della cava , mentre si può notare sulla cresta opposta il traliccio di passaggio per la discesa di val pruche , proseguendo per il sentiero , visibile anche su tratto erboso si scende fino alla trincea finale che domina la valle verso il passo della borcola , la risalita del sentiero si ripete parte del percorso fino al traliccio per poi proseguire per il sentiero più alto e tornare all’arco romano (tale sentiero nella parte iniziale può essere percorso nelle trincee e ricoveri situati in cresta )
Itinerario : Valdagno – San Quirico – Santa Maria di Panisacco Tipo di terreno : asfaltato trafficato nelle ore di punta e tratti sterrati , salita e discesa con 235 gradini
Tempo di percorrenza dell’anello : 1h30 di corsa
Dislivello totale : 403 m
Quota massima raggiunta : 438 m
Si parte da Valdagno si sale attraverso la ciclabile in direzione di Novale , per poi al bivio proseguire verso contra Menovre , arrivati a San Quirico si attraversa il Ponte Renato si prende la ciclabile che porta fino ai Marchesini e si sale nel centro dell’abitato per una strada ad uso agricolo, si segue la strada fino ad arrivare a una casa sola , superata la casa si trova un bivio nel quale si mantiene la sinistra , incontrando una deposito di fieno ( una Tesa) proseguendo il sentiero in mezzo al bosco si entra in un campo , alla fine del campo si sono alcuni pini e da li si imbocca una strada sterrata che porta al parcheggio della chiesa di Santa Maria di Panisacco , da li inizia la scalinata con la via crucis 235 scalini da fare in salita e poi ridiscendere per proseguire verso prima la località Grumo e poi località Miniera si prosegue fino ad arrivare al Corè per poi attraversare il ponte briscola e scendere fino a Valdagno da Novale.
Itinerario : Valdagno – Faedo – Muccion – Novella Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati , salita e discesa con pendenza importante
Tempo di percorrenza dell’anello : 2h00 di corsa
Dislivello totale : 691 m
Quota massima raggiunta : 774 m
Dopo aver imboccato la strada asfaltata che porta a Muzzolon si inizia a salire con una pendenza di un certo impegno , tutta su strada asfaltata anche se poco trafficata , giunti in piazza a Muzzolon si tiene la sinistra e si ricomincia a salire fino ad arrivare al Monte Faedo (roccolo rossato) si prende la strada a sinistra che si inoltra verso il bosco , e sempre mantenendo la sinistra si prosegue sulle creste fino ad arrivare alla croce , attraverso diversi saliscendi si passano prima la croce dei Massignani e poi si scende fino ad arrivare sulla strada asfaltata che porta in località Cima , si attraversa la strada e si prosegue per la strada sterrata che porta alla chiesetta del Muccion alla discesa della chiesetta si prende la destra e si prosegue fino ad incontrare un bivio che porta in località Novella (fontana), attenzione la discesa è asfaltata ma molto pendente , poi scendendo si prende la sinistra un piccolo tratto di sentiero che porta in località Campassi , (fontana) da li proseguendo verso sinistra si passa nel Parco la Favorita e si e giunti a destinazione .
Itinerario : Valdagno Castelvecchio Tipo di terreno : asfaltato con poco traffico e diversi tratti sterrati
Tempo di percorrenza dell’anello : 2h10 di corsa
Dislivello totale : 678 m
Quota massima raggiunta : 670 m
Si parte da Valdagno e si prende la strada asfaltata che porta a Castelvecchio attraverso le scorciatoie fino ad attraversare la strada prendendo il ponte presso la contrada Figigola , si sale su strada sterrata fino alla Figigola di sopra e alla prima casa si prende la destra , per procedere in contrada Giani ,passando per la fontana , sempre tenedo la destra e poi sinistra si entra nella strada che porta in contrada Visonà per poi prendere a sinistra all’altezza della fontana , un ripido pendio che porta nel Buso del Bao (si passa vicino alla valle ) per poi uscire in località Lago di Castelvecchio , da li mantenedo la sinistra si prende per località Montagna percorso sterrato che porta in località Zovo di Castelvecchio , per poi scendere in località castello , arrivati nella curva a tornante si prende la sinistra e si scende a Valdagno dal “pontaron”.
Provvedo a documentare questo sentiero in quanto e parte integrante del Val delle Prigioni-Passo del Lomo , e risulta un pò complessa la sua individuazione Questo sentiero e quello che io ho utilizzato per rientrare dal passo del Lomo , ci sarebbe il 135 che scende ai Raossi , ma però ti porta molto fuori da dove si mette l’auto per salire la Val delle prigioni e ti costringe a fare a piedi la strada della Vallarsa che risulta abbastanza stretta , invece con questo sentiero e possibile rientrare non troppo lontani dall’auto . Il sentiero sale a sinistra del passo del Lomo , per alcuni tratti e molto poco segnalato , ma in lontananza si vedono sia i muretti di contenimento che il continuo zig zag dello stesso , e abbastanza lungo da discendere ma e l’unica via più corta , la parte più difficile e quella vicino al passo dove dopo essere saliti per circa 10 minuti si inizia a scendere per un piccolo vajo , per poi mantenendo la destra raggirare le roccie e passare sul crinale , da questo crinale si può notare il sentiero già più calpestato e si inizia a vedere la strada della Vallarsa ; nel caso lo si volesse praticare
PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE AGLI INCROCI E AI PICCOLI PARTICOLARI CHE RENDONO POSSIBILE VEDERLO , PERCHE IN ALCUNI CASI E VERAMENTE COMPLICATO . NEL CASO NON SI FOSSE SICURI DEL SENTIERO VI INVITO A TORNARE SUI PROPRI PASSI OPPURE SCENDERE DAL 135 (SENTIERO CHE PROVVEDDERO’ AL PIU’ PRESTO A DOCUMENTARE)
Tempo di percorrenza del sentiero solo andata: 4h30
Dislivello totale : 1300 m
Quota massima raggiunta : 2035 m
Cartografia : CAI Pasubio – Carega 1:25000
Come raggiungere
Da Vicenza
Dopo aver preso la statale che da Piovene Rocchette porta all’abitato di Arsiero, si prende la destra per salire verso Tonezza; alla prima curva si svolta a sinistra verso l’abitato di Posina e si prosegue fino a località Ganna, più avanti si raggiunge un ampio parcheggio vicino a una Colonia Parrocchiale; proseguendo per circa 250-300 metri si scorge il segnavia n.380.
Da Rovereto
Si sale la val Terragnolo fino ad arrivare a malga Borcola e al Passo; scendendo e superando località Doppio, s’incrocia il n.380, si raggiunge un ampio parcheggio per lasciare l’automezzo; risalendo a ritroso per circa 250-300 metri si trova il segnavia n.380.
Descrizione
Anche questo itinerario è privo di difficoltà alpinistiche ma la sua pendenza e la sua lunghezza pretendono un’ottima preparazione fisica. Il percorso, molto snodato, con cambi di pendenza notevoli non concede, infatti, tregue ed è, senza dubbio, il percorso più impegnativo del massiccio. Richiede, più che in altri casi, la capacità di gestire il dispendio energetico per affrontare il ritorno, partendo dalla valutazione della propria preparazione fisica. Il tempo previsto di percorrenza è di 4h30 per arrivare al Rifugio Papa 1928 m; si parte da Fonte Beber quota 700 m. L’itinerario è molto bello e sale con un panorama molto variegato: all’inizio ci si addentra in un fitto bosco, per poi salire dentro il canale fluviale e raggiungere, per finire, un ghiaione con poca pendenza che raggira appena sotto la sommità del Monte Pruche a 1060 m; superato il ghiaione, si continua e la pendenza riprende ad aumentare nel tratto poco prima di arrivare al Passo degli Alberghetti 1699 m, punto di raccordo con la prima linea Corno del Pasubio e il Nido d’Aquila; si prosegue poi lungo una mulattiera, fino a raggiungere l’Arco Romano 2035 m.
Ritorno
Il ritorno dev’essere fatto dal n.377 Val Sorapache, sconsiglio la Val Pruche al ritorno perché troppo impegnativa in discesa. In alternativa si potrebbe scendere dal n.385 Val Caprara ma giunti sulla strada asfaltata ci sono circa 2-3 km per rientrare agli automezzi.
A MIO AVVISO E PREFERIBILE NON RIPERCORRERE IL SENTIERO NEL RITORNO E PIUTTOSTO PRENDERE IL 377 VAL SORAPACHE